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L’importanza delle emozioni per i bambini

Elena Bottari maggio 1, 2013

Poiché  le emozioni sono innate prima ancora che apprese, abbiamo la tendenza a dare per scontato che i bambini le conoscano e che riescano in autonomia a gestirle.  Sicuramente i bambini provano emozioni, ma se non sanno cosa sono non sono in grado di gestirle e questo si traduce spesso in disagi, o meglio in sintomi, che ognuno può manifestare in modo diverso. Un bambino può apparire improvvisamente taciturno, o capriccioso, o agitato, o aggressivo; prova qualcosa che non riconosce e reagisce come può, nel modo che gli è più congeniale.

Come accade agli adulti, se non ottengono quello che desiderano o se le cose non vanno come avevano pianificato, i bambini provano frustrazione, ma se non la conoscono e se non abbiamo insegnato loro come gestirla, in primis si spaventano. La stessa cosa accade con la paura, la rabbia, la tristezza, la noia e anche con la gioia.

Lo sviluppo dell’intelligenza emotiva inizia dai primi mesi di vita dal contatto con le persone, fin da quando sono piccolissimi possiamo/dobbiamo aiutarli a capire quel che provano. Consolazioni affettuose quando piangono, commenti ai loro primi successi, condivisione di stati d’animo, sono il modo che abbiamo per trasmettere informazioni sulle emozioni.

I giocattoli sono uno strumento fondamentale per continuare questo insegnamento, “sei triste perché il giocattolo si è rotto”, “sei arrabbiata perché la tua amica non ti fa giocare con la sua bambola”. In verità si tratta semplicemente di parlare, nulla di più. Un altro strumento che abbiamo a disposizione sono le favole che pullulano di emozioni che è sufficiente svelare “La nonna di Cappuccetto Rosso è felice di incontrare la sua nipotina”, “Cappuccetto Rosso ha paura del lupo”.

Quando i bambini sono più grandi, è molto importante continuare a parlare delle emozioni, nominarle, esprimere quello che proviamo noi e chiedere cosa provano loro. “Sei contento di essere andato ai giardinetti?”, “Ti sei arrabbiato quando ti ho detto di spegnere la televisione?”.

Mostrare le nostre emozioni ai bambini è importantissimo per far loro riconoscere le stesse anche negli altri; riconoscere un viso triste da uno allegro, un viso arrabbiato da uno annoiato è fondamentale per relazionarsi col prossimo.

Non conoscere le proprie emozioni genera una sorta di circolo vizioso che impedisce di comprendere quelle altrui rendendo molto complicate le relazioni, generando bassa fiducia in se stessi e, di conseguenza, bassa autostima. L’“ignoranza” emotiva determina l’impossibilità che si instauri l’empatia e  blocca il processo della creatività.

Abbiamo fatto dei disegni che rappresentano diverse emozioni. Puoi usarle con i tuoi figli per inventare dei giochi e, magari, delle storie. Una volta definita l’emozione raffigurata perché non inventare una storia in cui le dinamiche emotive si sviluppino fino a trovare un’occasione di riconoscimento e di espressione?

Potremo così imparare che le emozioni sono passeggere, che dopo il pianto può arrivare il riso e che si può condividere l’allegria ma anche la tristezza. Riconoscere i propri stati umorali è il primo passo per vivere serenamente con se stessi 🙂

Se vuoi approfondire questo tema, leggi l’articolo sull’importanza dell’amicizia nei bambiniLe emozioni sono fondamentali anche nella fase adolescenziale, in cui è fondamentale fornire il giusto appoggio e la giusta informazione sulla sessualità, che tenga conto anche della sfera emotiva. Guardare un bel film con i tuoi figli può essere un’utilissima occasione per approfondire, in modo informale e spontaneo, le emozioni.

Articolo di Flavia Cavalero

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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, la creatività e le storie sono la mia passione. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa molto simile allo S.H.I.E.L.D. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza 🙂

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