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Truffe sentimentali sul web

Flavia Cavalero novembre 23, 2017

La violenza sulle donne purtroppo può essere declinata in molti e diversi modi, tra queste ce ne è una che non è così nota al grande pubblico, una che fa un po’ meno audience e che non viene nemmeno sempre riconosciuta come forma di violenza. Sto parlando della truffa a sfondo sentimentale che trova le sue vittime su Internet e che viene chiamata con i nomi più disparati e possibilmente in inglese: fenomeno di love bombing o scam sentimentali.

Mi interrogo spesso su quali possano essere le motivazioni che ci inducono ad utilizzare termini stranieri quando il nostro linguaggio ha una vasta gamma di parole più che sufficiente a descrivere un fenomeno. Talvolta è un uso professionale, altre volte è “per darsi un tono”, ma temo che in alcune situazioni si faccia alla Don Abbondio che parlava in latino per non farsi capire e rispetto alle truffe a sfondo sentimentale potrebbe essere proprio così.  Una modalità per spostare l’attenzione, per deviare il discorso, per non analizzarlo a fondo.

Analizzare la questione è possibile solo se ci si mette nei panni delle vittime e si sospende il giudizio, se si fa lo sforzo di andare oltre agli stereotipi e ai pregiudizi che ci inducono a chiudere il discorso con un terribile “te la sei proprio andata a cercare”.

Come spesso accade quando si tratta di violenza contro le donne, ci si ritrova a dover spiegare e difendere la vittima prima che condannare il colpevole. Lo stesso accade in caso di violenza fisica e di violenza sessuale. Abbiamo ancora bisogno di dire che è un diritto di tutte le donne uscire ed entrare da casa propria a tutte le ore del giorno e della notte, che è un diritto poter indossare la minigonna, che è un diritto anche delle donne fare una passeggiata da sole o frequentare un locale pubblico da sole.

Sta finendo il 2017 e alcuni discorsi sono gli stessi che facevano le donne 50 anni fa. Forse qualcosa non è andato per il verso giusto. Forse è necessario riprendere il filo di un discorso che pensavamo stesse giungendo a compimento.

COME AVVENGONO LE TRUFFE A SFONDO SENTIMENTALE

Si tratta di vere e proprie e truffe che nascono dal Web, sui siti di incontro o sui social, con l’obiettivo di appropriarsi del denaro della vittima designata. Il fenomeno non è nuovo e le modalità di attuare questa truffa hanno davvero 50 sfumature, cerchiamo di illustrare il fenomeno raccontando la sceneggiatura di base, ma è importante riportare che vi sono altre modalità, anche più invischianti di quella che leggerete di seguito.
Vi sono elementi che accomunano tutte le storie:

  • La vittima ha dai 50 anni in su;
  • Il contatto parte da un profilo che è falso;
  • Il truffatore si presenta con un bell’aspetto usando immagini che non gli appartengono perché ruba le fotografie su Internet;
  • L’approccio è soft, i modi sono molto gentili;
  • In un primo tempo alterna domande discrete a racconti di sé;
  • I contatti si fanno sempre più ravvicinati e iniziano i complimenti e le prime dichiarazioni di affetto/simpatia/interesse/amore;
  • Il truffatore attende che la sua vittima sia “cotta a puntino” per alzare il livello, chiede un incontro per poter consolidare e rendere concreto il sogno. Racconta di preparativi, di biglietti prenotati, di valigie pronte, di non vedere l’ora di poter abbracciare la sua interlocutrice;
  • Arriva il colpo di scena: proprio un attimo prima di partire c’è l’intoppo, l’imprevisto che ostacola il concretizzarsi del sogno d’amore. Si tratta sempre di un problema risolvibile con del denaro che, guarda caso, il truffatore non ha;
  • Ormai la trappola è scattata, a seconda di come si comporta l’altro può essere una volta e poi basta oppure perdurare con ulteriori estorsioni di denaro.

E’ molto probabile che chi legge stia pensando che è necessaria una certa dose di ingenuità per cadere in questa trappola che, vista dall’esterno, appare come elementare e perfino facile da decodificare. In realtà le cose non stanno proprio così.

Utilizzando una metafora si può descrivere l’ambiente che circonda il lettore come “asettico”, nel senso che si è molto presenti a se stessi, per dedicarsi alla lettura di un articolo si usa la funzione della razionalità e il coinvolgimento emotivo è inferiore a quello che entra in campo in altre situazioni.

Al contrario l’ambiente che circonda le vittime è assai diverso, infatti lo strumento da cui partono queste truffe è spesso un sito di incontri, una chat, a cui ci si rivolge con l’intenzione di trovare un compagno pensando che dall’altra parte del video ci siano persone altrettanto intenzionate e non male intenzionate. Chi si usa questi mezzi in modo forse anche un po’ ingenuo (ma essere ingenui non rientra tra i “peccati” né tra i “difetti” di una persona) è molto coinvolto emotivamente e può non essere così attento ai campanelli d’allarme che vengono invece identificati molto più facilmente da chi è esterno alla vicenda.

Cosa si può fare?

Prima

Prevenzione: affinché questi truffatori non riescano più a portare a termine i loro imbrogli è necessario parlare e raccontare, trasmettere le brutte esperienze subite e seguire qualche indicazione di prudenza quando si naviga, perché il Web può davvero essere una rete che intrappola.

Dopo

Quando l’evento è accaduto si può aiutare la vittima invitandola a fare denuncia e a rivolgersi a uno psicologo che la sostenga nel suo percorso di elaborazione di quanto è accaduto.

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Flavia Cavalero

Psicologa psicoterapeuta torinese, scrive articoli specialistici e approfondimenti su sogni, psicoterapia e dintorni. Si occupa di psicologia dell'abbigliamento e disturbi dell'apprendimento. Collabora a progetti internazionali legati al tema del consumerismo.

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