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Canto carnatico in gravidanza

Elena Bottari ottobre 24, 2014

Il canto carnatico è un potente alleato delle donne in gravidanza ma anche dei loro compagni.
Le vocalizzazioni della tradizione indiana sono state diffuse in Europa, per migliorare il benessere delle future mamme e dei loro bambini, dal Dottor Leboyer. Questo canto aiuta a concentrarsi sul proprio corpo, a rilassare i muscoli della gola, fa bene all’utero e fa fare ai feti delle belle ginnastiche nella pancia.
Cantando si rafforza e si migliora la comunicazione intrauterina ma soprattutto si traggono grandi vantaggi respiratori. Il diaframma si alza e si abbassa, svuotando e riempiendo i polmoni di aria e quindi ossigenando bene l’organismo.
Non si tratta di melodie complesse o di canti con parole precise, si tratta piuttosto di emettere dei suoni semplici, delle vocali, che hanno diversi effetti. La A è la vocale della massima apertura, come si vede anche dal trapezio della fonazione vocalica e può essere di grande aiuto durante il travaglio, perché accompagna e agevola il rilassamento e la nascita del bambino. Ogni vocale ha il suo senso e il suo effetto sul corpo, ognuno ha una vocale preferita.

Il canto carnatico più che una teoria è una pratica. Bisogna provarlo e verificare di persona se sia d’aiuto o no alla nostra gravidanza. Quando si canta, anche i feti fanno la loro parte. Spesso si muovono con un certo brio e partecipano alla “performance”.
Per questo e per creare un dream team della nascita e della puericoltura, impostando fin da subito un buon affiatamento di gruppo, è bello che i futuri papà si producano anche loro nella pratica del canto.
Visto da fuori può sembrare molto ridicolo vedere tante persone che cantano vocali per un’ora ma l’aiuto concretissimo che questo esercizio può dare durante il travaglio, anche in termini di diminuzione del dolore, deve far coraggiosamente superare la diffidenza negli uomini che faranno così sentire forte e chiaro la loro voce ai bambini e alle loro compagne.
Bisogna chiarire che la respirazione che vediamo da decenni nei film americani, quella degli inspiri frequenti a bocca aperta, non serve assolutamente al benessere della partoriente. L’unico risultato che questo tipo di respirazione può indurre è quello di iperventilare e avere così un’ aumentata percezione  del dolore.

Elisa Binotti, insegnante di yoga e allieva di Frédéric Leboyer, è stata la prima a parlarmi di canto carnatico, ormai più di sette anni fa.
Ho frequentato sessioni di canto e mi sono esercitata a casa con l’aiuto di un cd per non sbagliare completamente l’intonazione e ho sperimentato quanto sia provvidenziale durante il travaglio. Come effetto collaterale si finisce anche per cantare meglio di prima 🙂

 

La foto della donna che suona il sitar è di George Eastman House via Flickr

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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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