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Cibo, immagine di se’, condizionamenti e patologia: i disturbi del comportamento alimentare

Flavia Cavalero giugno 19, 2014

L’approccio con il cibo è soggettivo, ognuno di noi ha credenze, riti, abitudini che nel tempo si consolidano e generano per ognuno il proprio stile di  alimentazione. In alcuni casi questi comportamenti sono patologici e alla base hanno veri e propri disturbi del comportamento alimentare (DCA).

I fattori che concorrono alla genesi dei DCA sono parecchi, non esiste una causa unica, ma una concomitanza di fattori che possono interagire tra loro nel favorirne la comparsa. Le cause non sono del tutto chiare: esistono motivi predisponenti di natura sia biologica, sia sociale, sia psicologica ai quali si sovrappongono fattori scatenanti che portano allo sviluppo della malattia.

Tra le cause, quella ambientale – culturale non è indifferente; ad esempio il consumismo e i condizionamenti dei modelli proposti dai media, può influenzare la nostra esistenza in modo anche profondo con conseguenze che possono ripercuotersi anche sulla salute. Sia chiaro che questo è solo un esempio e non è la causa unica di questo problema, ma ha una forte incidenza specialmente su quella parte della popolazione, più o meno giovane, che risulta essere particolarmente sensibile all’esposizione del giudizio altrui. Oggigiorno l’immagine perfetta rappresenta l’ideale di molte persone, è stato creato un nuovo bisogno: il mito del corpo sempre più esposto, un corpo che deve presentarsi secondo certi canoni di bellezza stabiliti dai mass media.

Batty Grable Pin Up

Ormai da oltre vent’anni, quotidianamente, ci vengono proposte immagini di modelle, attrici, cantanti, personaggi televisivi, tutti filiformi portati come esempio di un canone assoluto di bellezza. E’ necessario possedere un corpo longilineo per avere successo nella vita, per essere benvoluti dagli “altri da noi”, per essere socialmente accettati.

Nei Paesi occidentali il fenomeno dei Disturbi del Comportamento Alimentare sta assumendo proporzioni preoccupanti: mangiare troppo o mangiare poco sono le due facce di questa medaglia, due aspetti dell’ossessione verso il cibo.

Le adolescenti sono le vittime predestinate di questo fenomeno, sebbene negli ultimi anni si registri anche un aumento di presenza maschile e un aumento dell’età fra le persone colpite da questi disturbi.

Un fenomeno allarmante, che indica quanto sia sottovalutata la gravità di questa patologia, è quello presente in Internet. Siti pro anoressia sono divenuti una moda, nata negli Stati Uniti e ormai tristemente diffusa tra le adolescenti di tutto il mondo.

Questi siti diffondono un decalogo da seguire rigorosamente:

  • Se non sei magra, non sei attraente
  • Essere magri e’ più importante che essere sani
  • Compra dei vestiti, tagliati i capelli, prendi dei lassativi, muori di fame, fai di tutto per sembrare più magra
  • Non puoi mangiare senza sentirti colpevole
  • Non puoi mangiare cibo Ingrassante senza punirti dopo
  • Devi contare le calorie e ridurne l’ assunzione di conseguenza
  • Quello che dice la bilancia è la cosa più importante
  • Perdere peso è bene, guadagnare peso è male
  • Non sarai mai troppo magra;
  • Essere magri e non mangiare sono simbolo di vera forza di volontà e autocontrollo.

Indubbiamente i disturbi del comportamento alimentare non hanno cause solo socio culturali, ma altrettanto indubbiamente è importante che parta una campagna di prevenzione e che questi siti vengano definitivamente chiusi. Perché non sono la principale causa, ma sono fortemente coinvolti.

COSA SONO I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE (DCA) E QUALI SONO

Secondo il DSM IV TR (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) i disturbi alimentari sono caratterizzati da grossolane alterazioni del comportamento alimentare. Questo può significare mangiare troppo, non mangiare abbastanza, o mangiare in un modo estremamente malsano. La caratteristica essenziale è che l’autostima è connessa alla forma e al peso del corpo. (PDM, 125)

I DCA sono persistenti disturbi del comportamento alimentare o di comportamenti finalizzati al controllo del peso corporeo che danneggiano, in modo significativo, la salute fisica o il funzionamento psicologico. In generale si parla di disturbo del comportamento alimentare quando siano presenti comportamenti scorretti verso il cibo, le cause sono multiple e, tranne in rari casi, non vi è eziologia organica.

Il DSM IV TR classifica i disturbi del comportamento alimentare in:

ANORESSIA caratterizzata dal rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale

BULIMIA caratterizzata da ricorrenti episodi di “abbuffate” seguiti dall’adozione di mezzi inappropriati per controllare il peso, come il vomito autoindotto, l’uso di lassativi, diuretici o altri farmaci; il digiuno o l’attività fisica praticata in maniera eccessiva

Caratteristica essenziale comune ad entrambi i disturbi, Anoressia Nervosa e Bulimia Nervosa, è la presenza di una alterata percezione del peso e della propria immagine corporea. Ciò significa che la persona ha una visione distorta del proprio aspetto fisico, non si vede come appare nella realtà.

DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE NON ALTRIMENTI SPECIFICATI. I Disturbi della Alimentazione che non soddisfano i criteri di nessun specifico disturbo vengono classificati come Disturbi della Alimentazione Non Altrimenti Specificati.

L’obesità non compare nella classificazione del DSM-IV, poiché non ne è stata accertata l’associazione costante con alcuna sindrome psicologica o comportamentale.

DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA (Binge Eating Disorder) (DSM-IV App.13) descrive sul piano clinico un comportamento alimentare di tipo bulimico, caratterizzato da  episodi di abbuffate  ricorrenti e reiterate nel corso della giornata, ma non seguite da manovre di eliminazione o di altri comportamenti compensatori ed è associato alla sensazione di perdere il controllo dell’atto del mangiare.

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La foto di John Scott Hartje è tratta da SDASM Archives

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Flavia Cavalero

Psicologa psicoterapeuta torinese, scrive articoli specialistici e approfondimenti su sogni, psicoterapia e dintorni. Si occupa di psicologia dell'abbigliamento e disturbi dell'apprendimento. Collabora a progetti internazionali legati al tema del consumerismo.

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