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Cirko Vertigo, passione internazionale

Elena Bottari marzo 15, 2013

Siamo felici di presentarti questa bellissima intervista che la scuola e il centro Cirko Vertigo ci ha voluto concedere. Amiamo infinitamente il circo, almeno quanto  il teatro ragazzi (di umani, marionette, ombre…) e vorremmo approfondire questo argomento sempre di più, anche grazie a Dario Duranti (responsabile dell’ ufficio stampa del centro) che ha risposto al nostro terzo grado e che continuerà a raccontarci le attività delle diverse anime Vertigo. Da dove nasce il nome del Cirko Vertigo? Da una predilezione per gli artisti “sospesi” o la vertigine è quella prodotta nel pubblico che ammira gli spettacoli? Il nome Vertigo evoca altezza e movimento, capogiro, meraviglia. E’ questa l’emozione che vogliamo che i nostri spettacoli suscitino nel pubblico. La “k” di Cirko è quella di Kinéma che esprime l’idea di movimento e trasforma attraverso il fattore K del montaggio cinematografico qualunque immagine interessante in una sequenza di spettacolo poetica unica ed irripetibile. Vertigine e movimento dunque come elementi distintivi della nostra realtà in perenne divenire improntata a meravigliare, stupire, affascinare. Cirko Vertigo è una scuola ma anche una compagnia di artisti circensi che produce ogni anno nuovi spettacoli. Quali sono le vostre materie? Cirko Vertigo è un centro internazionale di creazione e produzione di spettacoli ed eventi, polo di formazione professionale e ludica nell’ambito delle arti circensi e residenza per giovani artisti nato nel 2002. La formazione professionale, rivolta a giovani maggiorenni e diplomati che vogliono fare del circo un mestiere, un’attività lavorativa. La formazione ludica e amatoriale, invece, è un’opportunità data al grande pubblico di mettersi alla prova attraverso le tecniche del circo, di sperimentare il brivido del trapezio o dell’acrobatica come una qualsiasi attività sportiva, uscendo dall’ordinarietà della palestra o della piscina, per provare qualcosa di nuovo in un ambiente stimolante. I corsi pomeridiani per bambini privilegiano un avvicinamento graduale e ludico a tutte le discipline del circo, i bambini sperimentano varie tecniche, provano diversi attrezzi, giocando al circo e divertendosi. Intorno ai 12-15 anni vengono inseriti in corsi arti circensi contenenti elementi di acrosport, preparazione fisica, acrobatica a terra, verticalismo e discipline aeree. Per ragazzi e adulti sono attivati corsi di acrobatica, mano a mano (l’acrobatica che viene praticata in coppia, con un porteur e un agile), discipline aeree, tessuti aerei, giocoleria e parkour.

Come riuscite a insegnare l’arte circense ai bambini? Cosa si aspettano di trovare i vostri allievi più piccoli e quali sorprese hanno dall’incontro con il circo visto dall’altra parte della pista? All’interno della nostra scuola abbiamo diversi corsi rivolti sia agli adulti che ai bambini. Rispetto ai corsi per bambini e ragazzi abbiamo quattro fasce di età: 3-5 anni; 6-8 anni; 9-11 anni e 12-15 anni. A partire dai 16 anni vengono inseriti nei corsi serali per adulti. In tutte e tre le fasce di età, l’aspetto ludico è importante. Per i più piccoli è fondamentale. Il nostro principale obiettivo è che i bambini si sentano a loro agio e che l’apprendimento degli esercizi avvenga in maniera divertente. Le lezioni cominciano sempre con un gioco e tutte le attività sono proposte in maniera accattivante. Tutte le lezioni per tutte le fasce d’età prevedono una prima parte di riscaldamento e preparazione fisica. Questa parte della lezione serve a preparare il corpo per il lavoro acrobatico al fine di evitare traumi o lesioni e migliorare il livello di forza e flessibilità muscolare. Tutti i muscoli del corpo vengono potenziati attraverso esercizi specifici e poi, quando il corpo è ben caldo, si passa all’allungamento. La seconda parte delle lezioni prevede il lavoro tecnico sulle discipline circensi che, secondo il programma seguito, può dirigersi sull’acrobatica a terra (capovolte, ruote, verticali, etc…) o sulle discipline aeree (trapezio, cerchio, tessuto). Alla fine della lezione c’è sempre un momento di allungamento finale, per evitare indolenzimenti muscolari. In alcuni momenti dell’anno vengono proposti anche esercizi di improvvisazione teatrale volti alla preparazione del saggio di fine anno. Quali sono gli obiettivi pedagogici dei corsi rivolti ai bambini e ai ragazzi? L’obiettivo principale dei nostri corsi per ragazzi è trasmettere l’arte del circo, lavorando in un’ottica di gruppo, all’interno del quale ognuno viene valorizzato rispettandone le differenze individuali. A differenza della ginnastica artistica (o di altre discipline acrobatiche con un fine agonistico), il circo non prevede punteggi, né un’unica modalità di eseguire gli esercizi. La tecnica è uno strumento per esprimere la propria personalità in maniera unica e incomparabile. Questo è quello che cerchiamo quotidianamente di trasmettere ai ragazzi: ognuno di noi è unico, speciale e a partire dai nostri talenti personali, dobbiamo crescere, sempre nel rispetto degli altri. A partire da questo obiettivo fondamentale, si diramano tutt’una serie di altre finalità del lavoro, ugualmente importanti: stimolare la coscienza corporea, la coordinazione motoria, la capacità di lavorare in gruppo, il senso di responsabilità verso se stessi e verso gli altri, acquisire ed accettare la coscienza dei propri limiti fisici e psicologici, per poter migliorare.

Quali sono i benefici (fisici e sociali), per i bambini, conseguenti alla partecipazione a corsi di attività circensi? Lo studio delle discipline circensi stimola e migliora nel bambino la coordinazione motoria, l’agilità, la postura, la potenza e l’allungamento muscolare. E’ stato recentemente provato, per esempio, che la pratica della giocoleria, implicando la dissociazione motoria tra la parte destra e sinistra del corpo, stimola il contatto tra i due emisferi cerebrali. Oltre a ciò, il bambino impara a lavorare in gruppo, a rispettare se stesso e gli altri; acquisisce senso di responsabilità, disciplina e fiducia in se stesso. Quanti bambini sono iscritti presso i vostri corsi? Ci sono più maschi o femmine? Gli iscritti ai soli corsi per bambini sono circa 150, senza una prevalenza di genere. A quell’età la differenziazione può consistere nella preferenza verso una disciplina. Quali sono le attività più apprezzate dai maschi e quali quelle che piacciono di più alle bambine? Di solito le bambine amano molto lo stretching e le discipline aeree (in particolare i tessuti e il cerchio). I ragazzi, di solito, preferiscono l’acrobatica dinamica a terra e, tra le discipline aeree, preferiscono il trapezio rispetto ai tessuti o al cerchio. Ovviamente queste affermazioni sono puramente empiriche e del tutto parziali e non corrispondono a nessuna regola scientifica. Come sono strutturati i corsi per i bambini (quanti bambini sono presenti? Sono gruppi misti? Quanti istruttori ci sono?)? I gruppi sono tutti misti. Rispetto alla fascia d’età 5-8 anni abbiamo gruppi di 10 bambini seguiti da due insegnanti contemporaneamente. Questo è per garantire la massima sicurezza durante lo svolgimento della lezione e per poter seguire in maniera efficace i bambini in questa fascia d’età così tenera. Se, per esempio, un bambino chiede l’aiuto dell’insegnante per andare in bagno o per qualsiasi altra esigenza, c’è sempre un insegnante che rimane a seguire il gruppo. Rispetto alle altre fasce d’età abbiamo gruppi fino ad un massimo di 20 bambini con un insegnante ogni dieci alunni. Quali sono considerate le discipline più ‘rischiose’? All’interno della nostra scuola mettiamo in atto tutta una serie di misure volte a minimizzare il fattore rischio: tutte le attività vengono svolte con idonei materassi di sicurezza; abbiamo attrezzi aerei studiati per i più piccoli che vengono appesi all’altezza di 1 m da terra. Oltre a ciò i bambini vengono istruiti sulle regole di sicurezza e su come effettuare tutti gli esercizi nella maniera corretta. Ci sono delle limitazioni per i bambini diciamo fuori forma o sovrappeso? Assolutamente no. Al contrario, la pratica delle discipline circensi, comportando un notevole dispendio energetico, spesso aiuta a risolvere in maniera creativa e divertente questo tipo di problema. Che tipo di formazione hanno gli istruttori che hanno a che fare con i bambini? I nostro insegnanti quasi sono tutti allievi diplomati presso il Corso di Formazione Professionale per Artista di Circo Contemporaneo, attivo presso la nostra scuola e rivolto a maggiorenni in possesso di diploma di scuola media superiore. Oltre a ciò, partecipano costantemente a corsi di aggiornamento di pedagogia circense attivati presso la scuola. Periodicamente i nostri insegnanti partecipano a workshop di insegnamento delle tecniche circensi. Mi puoi descrivere il corso di circo per famiglie (struttura del corso, finalità, partecipazione)? “Circo in famiglia” è un corso che si rivolge ai genitori che vogliono intraprendere insieme ai loro bambini un percorso di avvicinamento alle discipline circensi. Le lezioni avvengono il sabato mattina dalle 10.00 alle 12.00. La lezione prevede riscaldamento, preparazione fisica, preacrobatica, acrobalance (figure di equilibrio a due, svolte da genitore e figlio insieme), discipline aeree (tessuti, trapezio e cerchio) con preparazione di un saggio alla fine dell’anno. Il corso ha la finalità di permettere ai genitori di svolgere un’attività creativa insieme ai figli (cosa che i tempi moderni concedono sempre meno). Il Cirko Vertigo ha animato il Natale torinese. Com’è stata questa esperienza? Quali risposte avete avuto dal pubblico e ci saranno altre occasioni simili? La serie di spettacoli “Vertigo Cirque Carillon” inseriti nel cartellone degli eventi natalizi della Città di Torino, il cosiddetto “Natale coi Fiocchi”, è stata un’esperienza straordinaria e indimenticabile, un’occasione bellissima per incontrare migliaia di spettatori. A distanza di diversi mesi, il pubblico ancora si ricorda del Carillon vivente di Piazza Castello e identifica i nostri artisti con quelli che li hanno emozionati nei giorni di festa. Ogni giorno abbiamo fatto un bagno di folla meraviglioso, incontrato migliaia di persone, ricevuto montagne di complimenti. Piazza Castello è una cornice straordinaria e l’adrenalina che si prova con quello stuolo di pubblico ad applaudirti la ricordiamo con grande emozione. L’idea del Carillon è stata dell’Assessore Braccialarghe che voleva che realizzassimo uno spettacolo di grande impatto per i Torinesi. Paolo Stratta è già al lavoro per mettere a punto uno spettacolo altrettanto efficace per la Città di Torino. Amiamo questa città e accogliamo con entusiasmo le sfide che ci vengono proposte!

Solo pochi giorni or sono, abbiamo visto Cristiano Spadavecchia all’opera a Steamboat e l’attenzione è caduta su una tavola per il Carillon di Cirko Vertigo. Il soggetto erano fate acrobate sospese nel vuoto. Come è stata la vostra collaborazione? Avete altri progetti in corso? Cristiano, oltre ad essere un grande professionista è un caro amico e non è la prima volta che collaboriamo e sicuramente non sarà l’ultima. Le sue opere sono state tra i grandi protagonisti di questa serie di eventi. Il suo tratto ha messo su carta alla perfezione l’idea che avevamo in testa, e successivamente otto splendide tavole hanno decorato l’imponente Carillon, riprendendo i temi e le atmosfere degli 8 spettacoli. Fate dunque, ma anche clown, angeli, draghi, babbi natale, aviatori e burlesque. Quali sono i nuovi spettacoli che presenterete nel 2013 e in quali occasioni potremo vederli? Fate tournées in Italia? Cirko Vertigo è un incubatore di idee in continuo fermento. Siamo al lavoro su diverse produzioni che vedranno la luce a breve. Il primo appuntamento è con “Via dei Sogni n°17” che debutterà venerdì 26 aprile. Il secondo è con “L’Homme de dos” che debutterà venerdì 24 maggio. Entrambi andranno in scena presso il Teatro Le Serre di Grugliasco e vedono protagonisti gli artisti del II anno del Corso di Formazione Professionale per Artista di Circo Contemporaneo. Gli spettacoli saranno portati in tournée durante la stagione estiva e saranno proposti anche nel cartellone della XII edizione del Festival Internazionale Sul Filo del Circo di Grugliasco. E poi saremo in tournée con Cirque Déco, un omaggio alla storia del circo, a cavallo tra varietà e vaudeville. Quali comuni denominatori ispirano le vostre ultime produzioni? Il circo è lo spettacolo popolare per eccellenza e vogliamo che questo carattere permanga anche nelle nostre produzioni di circo contemporaneo, genere che sovente ha un taglio eccessivamente velleitario. La nostra forza sta nel pubblico che ci segue ed è giusto soddisfare tutte le richieste che il pubblico in questi anni ci ha rivolto. Spettacoli accessibili, dunque, con un elevato livello tecnico, che stupiscano, ma che mantengano una cura per la messa in scena. I nostri spettacoli si adattano ad ogni situazione, location e contesto. I nostri artisti sono in grado di esibirsi un giorno in un importante teatro lirico (abbiamo collaborato con il Regio di Torino, il Regio di Parma, l’Arena di Verona, solo per citarne alcuni) e il giorno successivo sotto ad uno chapiteau, per poi tornare in un teatro di prosa e successivamente affrontare il grande pubblico delle piazze. Ovviamente, a seconda della situazione, adattiamo gli spettacoli. Circo Vertigo come si pone rispetto al circo internazionale, collaborate con compagnie straniere? In quanto scuola di circo fate scambi con altre scuole, anche per gli allievi più giovani? Puoi parlarci di qualche esperienza che ricordi con maggior piacere? La nostra Scuola, attraverso il Direttore Paolo Stratta, rappresenta l’Italia nel consiglio di amministrazione della Fedec, collaboriamo con tutte le scuole superiori europee, ospitiamo masterclass di insegnanti provenienti da tutto il mondo e il via vai di studenti, artisti, formatori di ogni nazionalità è davvero intenso. La Casa del Circo (il nome che abbiamo dato alle nostre ampie strutture) è davvero un crocevia di scambi internazionali, un luogo di transizione e di incontro di personalità e culture di tutto il mondo. Attualmente stiamo collaborando con una scuola di circo di Lione presso la quale l’anno scorso siamo stati invitati con un nostro spettacolo. Ci torneremo anche quest’anno e lo spettacolo sarà l’esito di una bella collaborazione. Per questo un nutrito gruppo di giovani artisti è recentemente venuto a lavorare insieme ai nostri ragazzi per alcuni giorni. Ma questo è solo uno delle mille occasioni che abbiamo per lavorare con l’estero. Abbiamo attivato un proficuo partenariato con la scuola di circo Arc en Cirque di Chambery il cui direttore, Eric Angelier, insegna da noi da diversi anni. Insieme abbiamo dato vita al progetto trasfrontaliero PasseparCirque finalizzato alla diffusione e alla promozione della cultura del circo in Italia e in Francia attraverso diverse azioni concrete e durature. In queste ore Angelier sta curando la messa in scena dello spettacolo Impromtpu che i nostri allievi del primo anno porteranno in scena venerdì 15 marzo al Teatro Le Serre di Grugliasco e quello sarà il loro vero e proprio debutto sulla scena.

Avete in programma festival internazionali? La dodicesima edizione del Festival Internazionale Sul Filo del Circo avrà luogo quest’anno a Grugliasco dal 15 giugno al 27 luglio e sarà ancora un momento molto emozionante che vedrà transitare a Grugliasco oltre cento artisti provenienti da tutto il mondo. Lo scorso anno abbiamo staccato oltre 8.000 biglietti ospitando compagnie e artisti di grande spessore. Il programma di quest’anno è ancora riservato, ma vi posso anticipare che conterrà diverse stuzzicanti sorprese, nell’ambito del circo, ovviamente, ma anche della comicità e della clownerie da palco. Insomma, un appuntamento da non perdere che come Cirko Vertigo curiamo da otto anni e che di anno in anno cresce, offrendo al pubblico tonalità nuove, grandi sorprese e un’offerta artistica ampia e completa.
Le immagini sono di Cirko Vertigo. Autori di molti scatti qui inseriti sono Carlo Rotondo e Paolo Cravotto.
Articolo di Elena Bottari

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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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