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Come comportarsi con i figli adolescenti

Elena Bottari maggio 6, 2013

Se ti sei sentita dire questa frase (Tu non mi puoi obbligare, non sono più piccolo) hai a che fare con l’adolescenza, quel periodo di transito dall’infanzia all’età adulta, di cui tanto si parla, di cui tutti crediamo di sapere ma che quando arriva in casa nostra ci spiazza, ci sorprende, ci spaventa.

Partiamo dall’etimologia, la parola adolescenza deriva dal verbo adolescĕre che vuol dire crescere, questo già ci dovrebbe tranquillizzare perché non si cresce in eterno, quindi prima o poi questo periodo finisce.

E’ il periodo in cui vige la confusione e, per coerenza, anche la letteratura lo è un po’ in merito, infatti alcuni ne delimitano il periodo dai 15 ai 18 anni, altri lo anticipano e altri ancora lo posticipano. In effetti i limiti di età non sono precisi, oscillano in un range che va dai 14 ai 20 a seconda delle caratteristiche e delle esperienze personali.

Cosa succede a mio figlio?

Questa è la domanda che sentiamo con maggiore frequenza. Succede che sta, appunto, crescendo e che sta cercando il suo personale e unico modo di stare al modo. Diverso dal tuo, così come il tuo modo di stare nel mondo è stato diverso da quello dei tuoi genitori.

Il suo corpo sta cambiando, giorno per giorno si scopre all’interno di un contenitore nuovo che deve conoscere. Se è un maschio si ritrova con una voce baritonale che deve riconoscere come sua, i peli crescono da tutte le parti, le erezioni sono difficilmente controllabili e le polluzioni notturne sono la regola.

Se è una femmina, assiste alla comparsa del seno, al mestruo e alla distribuzione del grasso a formare le curve.

Sebbene tutto ciò non accada all’improvviso, ma sia il risultato di piccoli cambiamenti progressivi, è come se ce ne si accorgesse all’improvviso. La comparsa dei caratteri sessuali secondari non determina solo un cambiamento corporeo, ma anche comportamentale. L’interesse per l’altro sesso diventa pervasivo e può anche essere alla base di comportamenti rischiosi se l’adolescente non ha avuto un’adeguata educazione sessuale, in proposito leggi l’articolo sull’educazione sessuale.

Non è ancora finita la classifica dei cambiamenti che lo riguardano, infatti è anche alla prese con la formazione della sua personalità. Con tutto questo subbuglio fisico e ormonale e comportamentale non possiamo stupirci se gli adolescenti sviluppano insicurezze, ansie, sbalzi di umore e altre bizzarrie. Proprio per costruire la loro personalità, per capire chi sono e cosa vogliono, sono introspettivi, spesso taciturni in famiglia. Preferiscono isolarsi piuttosto che condividere tempo e spazio con i “vecchi”, la loro compagnia è riservata al gruppo dei pari.

Come devo comportarmi con mio figlio?

Ecco la seconda domanda della classifica genitori spaventati, leggi anche l’articolo sui genitori spaventati dall’adolescenza.

Per onestà intellettuale tocca dire subito che non c’è una risposta univoca a questa domanda, perlomeno non ce n’è una che abbia valore universale visto che ognuno ha esperienze, culture familiari e valori  differenti.

Ci si può però basare su alcuni assunti di base:

  • mantenere il proprio ruolo genitoriale
  • cercare il dialogo e favorire lo scambio di idee
  • vivere il conflitto generazionale in modo costruttivo piuttosto che distruttivo
  • raccontare la propria adolescenza ai figli per trasmettere la consapevolezza di poter essere compresi
  • essere flessibili ma equilibrati, quindi assecondare richieste adeguate ma rifiutare quelle non condivisibili
  • trasmettere la certezza di esserci sempre per loro

Facci sapere come è andata la tua storia, raccontaci come te la stai cavando con l’adolescenza di tuo figlio!
Se, per caso, i rapporti sono un po’ tesi per via di un tatuaggio paventato da tuo figlio, dai un’occhiata all’articolo Tatuaggio si, tatuaggio no 🙂

Articolo di Flavia Cavalero

La foto è di The U.S. National Archives via Flikr

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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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Comments (4)

    • Elena Bottari

      Cara Assunta, stai vivendo una fase difficile ma “normale”. I ragazzi sperimentano la propria personalità. E’una fase faticosa e talvolta dolorosa anche per loro. Per i genitori è difficile “lasciar andare” pur rimanendo solidali ed empatici. E’ dura fare i conti con la nostra voglia di protezione che spesso li soffoca anche se la esercitiamo in piena buona fede.
      In bocca al lupo e non ti scoraggiare!!!
      Per qualunque problema, se vuoi, scrivici dal nostro form di contatto.

      Rispondi
  1. Salve ho bisogno di aiuto mio figliio 16 anni mi fa venire i nervi non so piu cosa fare cuando e arrabbiato mi critica in continuo me dice tu sei cosi y mi fa sentire en culpa sempre y dopo sto malissimo mi alza la voce non mi dice mai a donde va non mi dice il nome dei suoi amici arriva in orari a casa pero io non so dave sia sto veramente male …

    Rispondi
    • Elena Bottari

      Non è facile il confronto con i figli adolescenti e ancora più difficile è il conflitto. “Litigare” con i figli fa stare male entrambi, ma a volte è necessario. Non si deve dimenticare il proprio ruolo genitoriale ed è necessario ed importante che i ragazzi imparino a rispettarlo. Sapere dove e con chi trascorre il suo tempo è un dovere per i genitori. Si tratta di trovare il canale di comunicazione migliore, si tratta di parlare con il ragazzo per ottenere la sua fiducia e la sua confidenza. Gli adolescenti sono spesso ribelli ma hanno bisogno proprio di ciò che rifiutano ossia la vicinanza dei genitori ed il loro amore incondizionato. Parli con suo figlio, gli dica chiaramente che lo capisce perché anche lei è stata una ragazza, ma gli dica anche che lui si sta comportando in un modo che la fa stare male e cercate insieme di costruire quei compromessi che permettano a tutti e due di essere sereni.

      Rispondi

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