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Come fare l’analisi di un testo narrativo

Elena Bottari giugno 20, 2017

Qualunque sia il testo narrativo che abbiamo di fronte, nessuna analisi può prescindere da alcune tappe fisse, indispensabili per comprenderlo a fondo e per condurre approfondimenti basati sui fatti o, più precisamente nel caso di un testo, sulle parole. La lettura è un piacere prima ancora che un compito scolastico, per questo la prima e la seconda lettura devono essere libere ed emotive. Tenere la fantasia e i sensi accesi durante questo processo aiuta a cogliere infiniti aspetti sottili che colpiscono il nostro inconscio. Si può leggere con piacere e consapevoli dei trucchi e delle meraviglie che l’autore sta usando per portarci nel mondo che ha creato con le parole.

Avvicinamento al testo:

  • lettura (è consigliabile leggere un testo almeno tre volte)
  • lettura ad alta voce
  • sottolineatura delle parole chiave
  • glosse a margine del testo per fissare i primi concetti importanti evocati dal testo. La prima impressione conta!

La prima lettura è il primo incontro, si fa essendo il più possibile ricettivi e riservando alle due successive annotazioni e sottolineature. Leggere un testo nuovo è come entrare in una stanza sconosciuta: è luminosa, il soffitto è basso, come è arredata, che tono ha l’ambiente? Dobbiamo abituarci a tenere presenti molti aspetti che hanno a che fare con la nostra emotività, con le parole e i verbi che alludono ai nostri sensi per capire l’atmosfera del testo.

Il contesto:

  • Tono dell’autore, realistico, iperbolico, umoristico, parodistico, apodittico (in modoche non ammette dubbi, dogmatico) o dissertorio, dubitativo, ipotetico…
  • Stile usato: indiretto, diretto, monologo interiore
  • Inquadramento storico: in che epoca si svolge il racconto? La cornice è dichiarata o la si deduce da alcuni indizi?
  • Inquadramento sociale (livello del lessico usato, parole in dialetto, parole straniere, parole gergali, vocabolario tecnico…)
  • Inquadramento emotivo (quali sono i sentimenti espressi?)

Il punto di vista del narratore:

  • è onnisciente? Sa tutto di ciò che racconta?
  • è il protagonista?
  • è esterno alla storia (io narrato), si conosce la sua identità o è nascosto?

Ecco alcuni esempi presi dalla letteratura

Narratore onnisciente

Narratore onnisciente Venere sulla conchiglia

L’io narrante è un personaggio della storia ma non il protagonista

Incipit di Moby Dick Ismaele

L’io narrante è il protagonista del testo (narrazione in prima persona)

Io narrante nella Divina Commedia di Dante

L’io narrante si rivolge al proprio pubblico?

Sussi e Biribissi, io narrante si rivolge ai lettori

L’azione e gli attori del testo

  • Trama
  • Analisi dei personaggi (protagonista, antagonista, gregario)
  • Individuazione delle sequenze o fasi del testo (introduzione, sviluppo, epilogo, colpi di scena, digressioni, cambiamenti di scenario, trame parallele, fasi descrittive, fasi di avanzamento della trama).

Il testo può anche non evolvere sul piano dell’azione ma su quello psicologico. Nell’individuazione delle sequenze tieni d’occhio i capoversi, i cambi di scena e gli ingressi di nuovi personaggi.

Classificazione delle sequenze di un testo

  • Narrativa, racconta un’azione
  • Dialogica, è costituita  dai dialoghi dei personaggi, riportati come discorso diretto
  • Descrittiva, descrive un luogo, una persona, un animale, uno stato d’animo
  • Informativa, informa il lettore e spiega una situazione
  • Riflessiva, riporta commenti, giudizi o riflessioni

Come si divide un testo in sequenze?

Non c’è un modo solo di individuare le sequenze di un testo e persone diverse possono dare una diversa suddivisione dello stesso brano. La sequenza non deve avere una lunghezza fissa ma ha sempre una sua unità di senso e di sintassi. Non bisogna avere paura di usare i segni e i colori che troviamo più utili per compiere quest’attività. Anche i numeri e i disegni possono tornare utili. Possiamo individuare una nostra simbologia per identificare ogni tipo di sequenza.

Questioni di stile

  • Individuazione parole chiave
  • Individuazione delle figure retoriche
  • Individuazione messaggi impliciti

La scelta delle parole da parte dell’autore non è casuale. Le parole chiave non sono sempre sostantivi, anche i verbi e gli aggettivi possono essere della massima importanza per farci comprendere il pensiero dello scrittore e il punto di vista attraverso cui vuole che guardiamo alla scena che si svolge nelle pagine del libro. Cosa sono le figure retoriche? Sono spesso immagini poetiche con cui l’autore tratteggia elementi chiave. Bisogna leggere tenendo presente che le metafore, le similitudini, la musicalità delle parole, l’uso di aggettivi in senso crescente o decrescente quanto ad intensità di significato sono importantissime e vogliono dire molto ma dobbiamo impegnarci un po’ per decifrare ciò che c’è tra le righe.

L’aria che tira

A volte è possibile capire che aria tiri in un testo e dedurre forma e genere del libro. La forma, direte, è solitamente rettangolare 🙂 Qui però ci riferiamo al modo scelto dall’autore per far arrivare il proprio messaggio. Lo scrittore ha scelto un preciso aspetto formale e contenutistico, ha scelto una forma narrativa e può anche aver optato per un genere letterario, anche se spesso incasellare un libro in un genere può essere molto riduttivo.

Le forme narrative

I generi letterari


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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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