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Come parlare di sesso ai figli piccoli e agli adolescenti?

Elena Bottari gennaio 20, 2014

Parlare di sessualità ai figli è difficile soprattutto perché le domande arrivano a tradimento, quando magari ci laviamo i denti o smistiamo i vestiti stirati nei vari cassetti dell’armadio. Però è di fondamentale importanza pensare seriamente a come parlare di sesso ai figli piccoli e adolescenti.
E’ necessario un grosso sforzo di focalizzazione e di scelta delle parole giuste.

La risposta, per essere efficace deve essere:

  • spontanea
  • il più possibile immediata e naturale (le pause pesano anche sul filo del discorso e sull’attenzione dei bambini)
  • sincera
  • concisa
  • informativa

E’ importante rispondere e soddisfare la curiosità dei bambini o dei ragazzi.
Occorre rispondere esattamente a tutti i dubbi espressi dalla domanda, senza divagare.

Nel caso in cui non si riesca a imbastire una risposta o ci si vergogni al punto da fare scena muta, non è il caso di drammatizzare. Bisogna però non far cadere nel nulla la questione e ribattere comunque “Ti va se ne riparliamo tra mezz’ora? E’ una domanda molto intelligente ed è importante che ne parliamo con calma”.

Riacquistata la calma, bisogna formulare mentalmente la risposta più semplice che ci viene, a modo nostro ma con parole precise.

Non ha senso ricorrere a nomignoli come patatina, pisellino o chiedere man forte ad api, cavoli e cicogne.
Avete presente i politici intervistati in televisione, che alle domande non rispondono? Ecco bisogna fare tutto il contrario 🙂
Naturalmente le risposte devono tenere conto dell’età degli intervistanti e rassicurare sempre sulla normalità di quello che accade al loro corpo!

Quindi:

Perché perdi sangue?
Lo perdo perché gli ovuli non fecondati vengono espulsi dal corpo. E’ una cosa che succede alle donne, una volta al mese.

Come sono nato?
Sei uscito dalla mia pancia passando dalla mia vagina. Hai fatto un bel tuffo!

Perché il pene diventa duro?
Perché funziona bene. Il sangue che ci passa dentro a volte lo fa diventare così.

Perché esce qualcosa che non è pipì? Cos’è?
E’ sperma. E’ il liquido seminale degli uomini (un po’ come i semi per le piante). Non è niente di cui preoccuparsi. E’ normale che esca. Significa che stai crescendo.

Perché le femmine hanno le tette?
Le femmine hanno un corpo diverso da quello dei maschi. Non hanno il pene ma la vulva e i seni, che sono ghiandole (parti del corpo importanti per assicurare la salute della persona), servono a produrre il latte per i bambini appena nati.

Perché i maschi hanno il pene?
Il pene è l’organo sessuale maschile. Serve a fare i bambini.

Come si fanno i bambini?
I bambini si fanno con un rapporto sessuale. Un uomo e una donna, facendo l’amore, fanno i bambini.

Ma come fanno?
Lo sperma dell’uomo si unisce all’ovulo della donna e nasce una cellula nuova che crescendo diventa un embrione, che crescendo ancora diventa un feto e poi un bambino. Quella cellula nuova si trasforma nell’utero della madre fino a diventare un bambino.

Spesso le più spaventate dai cambiamenti del proprio corpo sono le bambine. E’ importantissimo farle sentire “giuste” e libere di esprimere paura o preoccupazione. Le mestruazioni sono talvolta percepite come una condanna o un’ingiustizia crudele e dolorosa.

Ci vuole un lavoro di équipe sia da parte della mamma che del papà, per far comprendere che si tratta solo di un percorso di crescita che non ha nulla di punitivo. Il dolore può essere gestito con metodi naturali e coccole. Eventuali brutte esperienze nell’adolescenza, sperimentate dai genitori con dolore o vergogna, devono essere vissute come un incentivo ad accompagnare i figli verso la piena realizzazione della propria identità, anche sessuale, senza pesi o imbarazzi.

I papà possono sentirsi esclusi dalla crescita delle figlie, possono pensare che ora stiano entrando in un’epoca “per sole donne”. Non è così. Il padre può dare l’esempio di una mascolinità gentile e complice con l’universo femminile, da cui non si sente escluso.

Tutti nasciamo da donne, tutti siamo cresciuti anche da donne. Non è vergognoso per un uomo dirsi amico delle donne.
Il concetto principale che i genitori devono incarnare è che non c’è niente di male o di sporco ad avere una vita sessuale o una sessualità. Che riconoscere il diritto alla sessualità non significa dare il cattivo esempio o traviare i bambini ma dar loro le informazioni necessarie a non farsi prevaricare, a scegliere consapevolmente, a non ammalarsi e a non incorrere in gravidanze indesiderate.

Come parlare di sessualità agli adolescenti?

Con gli adolescenti si pone un interrogativo. Avete mai parlato loro di sessualità?

Se si, affrontare nuovi argomenti (contraccezione, omosessualità, riproduzione solo per citarne alcuni) sarà più facile. Ci sarà una base su cui costruire e si sarà già stabilita una minima consuetudine ad affrontare l’argomento.

In caso negativo bisognerà affrontare la cosa globalmente. E’ importante, anche se vostra figlia o vostro figlio protestano dicendo di sapere già come nascono i bambini, che voi facciate una specie di introduzione generale e che dialogate con lei o lui per capire come sia avvenuto il loro processo di conoscenza. Non potete fingere di aver dimenticato di trattare questo argomento. Occorre spiegare perché non lo abbiate fatto prima. Parlate tranquillamente dei motivi veri, vedrete che tutto andrà bene.

I ragazzi hanno il diritto di venire informati e il modo migliore è quello più semplice e più basato sul dialogo.

  • Chiedete quali siano i loro dubbi, le loro curiosità e parlate francamente. Se nessuna domanda dovesse arrivare parlate, a costo di fare un monologo.
  • Se preferite trovate un libro sull’argomento e servitevi di questa utile arma didattica 🙂
  • Se possibile mostrate preservativi o altri metodi anticoncezionali reali, non solo disegnati. Così che i ragazzi possano farsi un’idea chiara.
  • Usate il senso dell’umorismo, a costo di fare i gavettoni con i preservativi.
  • Anche ai figli maschi spiegate gli anticoncezionali femminili, spiegate il ciclo mestruale, spiegate la gravidanza. Ve ne saranno grati e non potranno dire di non saperne niente. Si sentiranno più coinvolti e responsabili.
  • Con i preadolescenti e gli adolescenti non potete assolutamente restare nel vago. Dovete essere precisi, esaustivi e parlare di tutto. Non è facile ma ne va del benessere e della salute dei vostri figli. Avete l’obbligo di parlare di malattie veneree, gravidanza, fisiologia, aborto, metodi anticoncezionali e di aspetti corporali. E’ molto probabile che il grado di serenità che avrete nel parlare loro sia direttamente proporzionale alla serenità e al grado di accettazione che loro avranno rispetto alla sessualità.
  • Chiedete ai vostri figli se hanno visto prodotti pornografici e, senza sgridarli, chiedete loro cosa abbiano pensato. Che emozioni abbiano provato di fronte alla pornografia. Spiegate loro che la pornografia è il sesso degli altri, che è anche un mercato e che la sessualità non è pornografia. Che non c’è granché di proibito del fare l’amore, che è un atto naturale e bello. E che vi dispiace che abbiano fatto ricorso alla pornografia magari per supplire curiosità che avreste dovuto soddisfare voi.

Siate tranquilli e ricordate che l’unica brutta figura è non parlare ai vostri figli.

La foto è di US National archives

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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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