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Coworking femminile: l’esperienza di Stefania Burra ad Alessandria

Elena Bottari maggio 9, 2013

Abbiamo intervistato Stefania Burra, cofondatrice di Lab121 e pioniera in Italia del coworking. Stefania crede nella condivisione, nella messa in rete di conoscenze e di idee, nella proattività e nell’alchimia speciale che si creano nel lavorare in gruppo. Ecco la sua storia e le sue numerose attività.

Puoi presentarti? Che interessi hai, dove hai vissuto? Hai fatto esperienza all’estero? Che studi hai fatto? Da bambina cosa volevi fare una volta diventata grande?

37 anni, vivo ad Alessandria con il mio cane, vegetariana (in evoluzione vegan), molto curiosa, amante dei viaggi, quelli che faccio più spesso sono su internet. Mi sono sempre occupata di sociale e formazione, da piccole esperienze durante il percorso di studi in Scienze dell’educazione (tirocini in Italia ed esperienze aupair all’estero) a quello che poi è stato il mio percorso professionale.

Al termine della laurea triennale mi sono appassionata di formazione a distanza, specializzata con il Master in tecnologia multimediale e fatto qualche esperienza in multinazionale per l’e-learning e l’HR (Fiat  e Valeo).

Di base mi piacciono le persone e mi interessa il mondo del lavoro, motivo per cui ancora oggi mi occupo di formazione e nel tempo libero, avvio progetti con riscontro sociale come l’associazione di coworking lab121 di cui sono cofondatrice e le geek cowork girls. Entrambe le esperienze di progetti legati all’IT e al coworking rappresentano per me il nuovo, nonché attuale, modo di lavorare fondato sulla messa in rete delle persone e del sapere per creare progetti di intelligenza collettiva, basati sulla condivisione.

Da bambina volevo aprire un centro di accoglienza per cani randagi o un benzinaio. Forse un psicologo troverebbe un’attinenza con quello che faccio oggi, a me fa sorridere.

Come ti sei avvicinata al concetto di coworking? Che tipo di lavoro sognavi, quali tue capacità desideravi valorizzare maggiormente?

Ciò che più mi affascina della persone è la Relazione che si crea e tutti risvolti che ne derivano. Unendo l’interesse per il mondo del lavoro con la Relazione, il passaggio di immaginare un nuovo modo di lavorare attraverso il coworking, avviene naturalmente.

Come sai negli spazi di coworking, è sì un vantaggio condividere strumenti lavoro. Il vero valore aggiunto è però la creazione di una rete di contatti per lavorare e per accrescere le proprie competenze. L’avvicinamento al coworking è anch’esso nato da una Relazione, ovvero l’incontro con Mico Rao (attuale presidente di lab121) che mi ha coinvolta nel progetto fin dalla fase embrionale.

Da un punto di vista professionale, tanto nel mio lavoro che nell’attività di volontariato per il coworking, mi sento realizzata perché mi relaziono con le persone, le aiuto a formarsi e a esprimere le loro attitudini.

Coworking ad Alessandria

 Come sei riuscita a far prendere forma al tuo progetto? Chi ha creduto nella sua bontà, quali difficoltà hai incontrato?

Il progetto ha preso forma grazie alla persone che lo ho hanno fondato. Tutti e 5 (io, Mico, Venusia, Alberto e Alessandra) crediamo molto nel nostro territorio e nella necessità di offrire nuovi spunti per pensare, intuizioni di possibilità glocali (locali+globali) e strumenti per crescere professionalmente sperimentando le proprie attitudini.

In noi hanno creduto la città di Alessandria, il consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù, la Provincia di Alessandria e La Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. Hanno scommesso su di noi anche coworker che si sono associati e coloro che frequentano Lab121 solo virtualmente, sfruttando il networking.

La difficoltà maggiore che riscontriamo è culturale. Comprensibilmente, alcune persone sono abituate ancora a pensare che stando fermi qualche cosa succederà o arriverà. Beh, è vero che le cose capitano anche se non ci muoviamo, tuttavia se siamo proattivi, succede che accada ciò che desideriamo. Vale la pena provare!

In quanti lavorate attualmente a Lab121? Quante donne sono coinvolte?

Il lab121 è un’associazione, quindi non si parla di lavoratori, bensì di volontari. Come soci fondatori siamo 3 donne e 2 uomini, mentre tra i soci (oggi circa 400) siamo in perfetta parità numerica tra uomini e donne.

Quanto di proprio i coworkers hanno messo in Lab121 e quali pieghe impreviste ha preso il progetto, grazie allo scambio e al brainstorming continuo che realizzate per trovare nuove idee lavorative e creative?

Quello che abbiamo realizzato è un “luogo delle possibilità” dove le persone sono portatrici sane di esperienze e varcano la soglia del coworking con quell’Apertura che permette loro di relazionarsi e creare opportunità di lavoro.

Energie, idee e progetti sono carichi di entusiasmo e, come associazione, cerchiamo di sostenerli e accompagnarli affinché siano realizzati. Mi rendo conto che dall’esterno non è sempre immediato comprendere appieno che cosa facciamo come lab121. Immagina una community multi-professionale, in cui ognuno condivide ciò che sa e si sperimenta, è come la polvere dei fuochi di artificio, oltre a tanti colori, fa anche il botto.

Per darti un’idea, passiamo dall’organizzare eventi dedicati alle donne che spaziano dalla corsa podistica solidale alla figura storica di Margherita Paleologo alla simulazione di uno Urban Center per la partecipazione attiva dei cittadini.

Ciò che generalmente accomuna le attività che si generano in associazione, è che nascono da una Rete di soggetti, coworker, imprese e enti locali.

Ci interessa molto il Geek cowork girls soprattutto per l’abbattimento del digital divide di “genere”. Nella vostra esperienza cosa significa essere donne nel mondo dell’It?

Nel coworking, la differenza “di genere” ha unito. A gennaio a lab121 è nato Pug Alessandria, ovvero un gruppo di sviluppatori PHP fondato da Luca (coworker del lab121). Da lì mi si è accesa la lampadina, ho illustrato l’idea di creare un gruppo di geek nel coworking e molte socie di lab121 hanno aderito.

Ti raccontavo che il coworking unisce, perché oltre alla spunto fornito da Luca (@lussoluca) nel fondare un punto di riferimento cittadino per l’IT, generalmente ci incontriamo nelle stesse serate, così possiamo condividere più informazioni e novità.

Il gruppo delle Geek Cowork Girls è nato  proprio da e con loro: Simonetta (@simo2), Enrica (@enricaorecchia), Elisa, Irene (@comelodicoio), Manuela (@poppybike) , Elena (@eledharma), Paolo (a cui abbiamo intimato di partecipare con una parrucca bionda, poi però abbiamo lasciato perdere, è una grande risorsa). Alcune appassionate di digitale ed altre un po’ più digiune, ma curiose di capire meglio l’evoluzione del mondo IT. Ci ritroviamo almeno una volta al mese per aggiornarci a vicenda. Abbiamo fatto incontri sui social media, hosting sostenibile, partecipato a #invasionidigitali.

Come ha scritto Enrica in un postessere una geek è principalmente condividere informazioni tecnologiche.

Ti aggiungo che, a mio avviso, la chiave di volta nell’essere una geek oggi, non è tanto possedere gli strumenti (un computer portatile oggi è alla portata di molti), la vera ricchezza è l’Accessibilità. Con il gruppo delle geek agevoliamo l’accesso alle informazioni.

A quali progetti state lavorando e quali appuntamenti importanti avete all’orizzonte?

Il gruppo delle geek non intende essere esclusivo e non richiede di partecipare costantemente alle attività.

Come ha correttamente detto una freelance di AITI (Associazione italiana traduttori e interpreti), durante il convegno co.co.work  “Io sono un condominio di professionalità” e aggiungerei di attività. Oggi le donne hanno così tante attività e ruoli, alcune delle nostre geek ha famiglia o è separata con figli e tutte lavorano full time.

Ci rendiamo conto che per molte donne la gestione del tempo non è cosa facile, quindi chi desidera può partecipare scrivendo sul blog,  altre possono organizzare eventi nello spazio di coworking

Il prossimo evento, ad esempio, è stato organizzato da Simonetta e prevedere una serata con la food blogger Lucia Arlandini di “Ti cucino così”, occasione per approfondire come si diventa food blogger e per chiacchierare di IT cucinando insieme.

Ringraziamo Stefania e la lasciamo al fitto calendario che la sua associazione ha in programma: numerosi eventi che riguardano la figura della donna nel lavoro e nella storia:

  • 14 maggio: Stralessandria per il progetto donne e lavoro
  • 23 maggio: serata foodblogger organizzata con le Geek coworking girls
  • 26 maggio: tavola rotonda talenti con Alice Corsi (vincitrice del premio letterario La giara)
  • dal 13 al 26 maggio: spazio di coworking aperto gratuito per le donne
  • 9 giugno: castello di Giarole, Margherita Paleologo, prima duchessa del Monferrato

Che ne dici? Tu ci sarai?

Articolo di Elena Bottari

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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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Comments (3)

  1. Bella intervista e grazie a Stefania per la citazione ! non conoscevo ancora il blog di Flavia e Elena, e come mamma (molto pisco) adesso continuerò a seguirlo.

    @enricaorecchia

    Rispondi

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