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Disturbi alimentari, quando la bilancia diventa un nemico

Elena Bottari gennaio 7, 2013

Il Salone del gusto, a cui pensiamo spesso (soprattutto per certi arancini che non dimenticheremo facilmente) e l’intervista alla dottoressa Anna Bogazzi, ci hanno fatto pensare molto al cibo e ai disturbi alimentari.  L’associazione con proverbi e modi di dire della tradizione popolare è stata immediata.

Tutto fa brodo

L’appetito vien mangiando

Una ciliegia tira l’altra

Pancia affamata, vita disperata

Una mela al giorno toglie il medico di torno

Chi va a letto senza cena, tutta notte si dimena

Con patate e cipolle dentro l’orto, mai di fame nessuno e’ morto

Questi “motti” evidenziano quanto, da sempre, il cibo sia un elemento importante per gli esseri umani e non solo perché ci permette di sopravvivere. Trasmette infatti anche altri valori, è un vettore di affetti, di convivialità, di cultura e tradizioni. Ai giorni nostri è anche industria e ha un indotto molto importante, è lavoro! Il cibo purtroppo può diventare anche patologia (bulimia e anoressia).

I fattori che concorrono alla genesi dei disturbi del comportamento alimentare sono parecchi. La comunità scientifica è concorde nell’affermare che non esiste una causa unica, ma una concomitanza di fattori che possono variamente e diversamente interagire tra loro nel favorirne la comparsa.

Tra le cause quella ambientale-culturale non è indifferente.

Se ci soffermiamo ad osservare il modello che noi stiamo proponendo rispetto al cibo ai nostri ragazzi, ci rendiamo subito conto che è perlomeno bivalente, da una parte proponiamo l’elogio del cibo, dall’altra lo demonizziamo.

Con elogio del cibo intendiamo quel fenomeno cui assistiamo negli ultimi decenni per cui è rappresentato dovunque. Nel nostro panorama ha assunto un valore che va al di là della nutrizione, forse per riempire vuoti di informazione e di approfondimento. La televisione è piena di ricette, alimenti, consigli di cottura, consigli di acquisto.

Il cibo è per noi cultura, è economia e finanza. Lo esportiamo con grande successo nel mondo. E’ anche spettacolo: infatti lo utilizziamo nelle trasmissioni radiotelevisive e migliaia di pubblicazioni vengono redatte sul cibo. Nelle nostre case si trovano spesso quantitativi di cibo di gran lunga superiori alle reali necessità. Questa eccessiva disponibilità del cibo, non supportata da una corretta educazione alimentare, può essere un viatico per sovrappeso ed obesità.

Con demonizzazione del cibo intendiamo invece il modello di bellezza che viene proposta dai media. L’importanza dell’immagine del corpo viene esaltata. Il concetto che per mezzo della “bellezza” sia possibile ottenere successo prima che per mezzo della competenza, è ormai quasi una convinzione comune. Sempre più bambini ed adolescenti sono preoccupati per il loro aspetto fisico, ricercano i loro modelli di riferimento estetico nei personaggi visti in televisione e, adottando comportamenti alimentari sbagliati e insalubri, rischiano di “cadere” nella trappola di un disturbo alimentare.

Nei Paesi occidentali il fenomeno dei Disturbi del Comportamento Alimentare sta assumendo proporzioni preoccupanti: mangiare troppo o mangiare poco sono le due facce di questa medaglia, due aspetti dell’ossessione verso il cibo.

Le adolescenti sono le vittime predestinate di questo fenomeno, sebbene negli ultimi anni si registri un aumento di presenza maschile e un aumento dell’età fra le persone colpite da questi disturbi.

E’ chiaro che tali disturbi non hanno solo cause socio culturali, ma altrettanto indubbiamente è importante che questi fronti siano informati sul problema e che da questi fronti parta un’ importante campagna di prevenzione. Perché la società e la cultura non sono l’unica causa, ma sono fortemente coinvolti.

Cosa sono i disturbi del comportamento alimentare

Il manuale internazionale di psichiatria DSM IV TR (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) afferma che i disturbi alimentari sono caratterizzati da grossolane alterazioni del comportamento alimentare. Questo può significare mangiare troppo, non mangiare abbastanza, o mangiare in un modo estremamente malsano. Li classifica suddividendoli in:

  • anoressia: rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale
  • bulimia: caratterizzata da ricorrenti episodi di “abbuffate” seguiti dall’adozione di mezzi inappropriati per controllare il peso
  • disturbo da alimentazione incontrollata: (Binge Eating Disorder) presenta un comportamento alimentare di tipo bulimico, caratterizzato da  episodi di abbuffate  ricorrenti e reiterate nel corso della giornata, ma non seguite da manovre di eliminazione o di altri comportamenti compensatori ed è associato alla sensazione di perdere il controllo dell’atto del mangiare.
  • disturbi del comportamento alimentare non altrementi specificati: altri tipi di DCA che non soddisfano le descrizioni dei precedenti

Se hai qualche dubbio rivolgiti ad un professionista, contro i DCA non si combatte da soli

L’associazione ABA si occupa di contrasto ai disturbi alimentari da vent’anni e il suo sito può aiutare ad informarsi sull’argomento e sui possibili percorsi di guarigione. Consigliamo la lettura del loro opuscolo con i dati epidemiologici del fenomeno.

Esiste anche un numero verde 800180969

L‘immagine si intola Balancing act è di Digitalnative

 

 

 

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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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