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Feste e inviti a casa: 10 regole per non impazzire

Elena Bottari novembre 19, 2013

I bambini, esseri territoriali e per lo più possessivi, possono reagire male alla presenza di loro pari, invitati a casa per feste di compleanno o merende.

Lati “oscuri” e ansie di accaparramento rischiano talvolta di trasformare pacifici inviti in guerre senza pietà che culminano in pianti e precipitose fughe dei genitori imbarazzati, desiderosi di non ripetere mai più l’esperimento.

Da qui, forse, la scelta di molte mamme e papà, di festeggiare in campo neutro, lontano dai “covi” e dal “bottino” dei bambini.
E’ però possibile, e anche utile per la crescita, affrontare l’esperienza della condivisione dei giochi a casa, con regole semplici che devono valere sempre e per tutti:

  • i bambini invitati devono poter giocare con i giochi che vedono a tiro (quindi, se ci sono oggetti particolarmente amati che per nulla al mondo i bambini vorrebbero vedere in mano altrui, nascondiamoli opportunamente)
  • i bambini che invitano devono essere messi al corrente dei doveri di un buon ospite ed esortati a comportarsi conseguentemente, se vogliono  davvero ricevere gli amici
  • invitare non significa far morire di invidia gli altri bambini sbandierando giochi desiderabili che nessuno tranne i proprietari potrà usare
  • gli invitati devono avere cura dei giochi altrui
  • tutti devono impegnarsi a giocare a turno o insieme secondo il caro vecchio motto “Un po’ per uno, non fa male a nessuno
  • se ad un gruppetto collaudato si aggiungono elementi nuovi, tutti sono chiamati ad accogliere e a coinvolgere nel gioco gli ultimi acquisti, che hanno diritto a dire la propria sulle modalità di gioco

E se i pargoli si azzuffano?

I genitori sono chiamati ad intervenire indicando più pacifiche vie di conciliazione che le parti in lotta dovrebbero concordare secondo le loro priorità, ricordando che, per ottenere qualcosa, bisogna anche essere disposti a offrire concessioni equivalenti.

Se un bambino scavalca la democrazia di gruppo tentando una “scalata” all’adulto?

L’adulto non deve fare favoritismi. Se si tratta di qualcosa che riguarda le attività ludiche e se non ci sono state ingiustizie, i bambini se la devono cavare da soli. Ognuno ha il diritto di perorare la propria causa e ognuno ha il diritto di appoggiare o contestare le decisioni. Se si formano sereni gruppetti, non c’è niente di  male.

Ognuno giochi come preferisce, basta che non dia fastidio agli altri 🙂

Se i bambini vogliono portarsi a casa giochi dei padroni di casa?

I genitori non devono forzare gli ospitanti ad essere più generosi di quanto non si sentano di essere. Separarsi da un gioco è qualcosa che non si può imporre né con la forza, né con modi subdoli e ricattatori che a volte i genitori assumono senza rendersene conto.
L’amicizia e anche la generosità non possono essere indotte!

La foto è di The Library of Congress

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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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