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Giochi per bambini all’aperto (dai 4 ai 6 anni)

Elena Bottari giugno 7, 2013

Per questi giochi all’aperto che consolidano nei bambini la consapevolezza del proprio corpo e la capacità di dosare la loro infinita energia, servono molto fiato, un adulto…

  • un prato o una superficie morbida (come quelle dei parchi gioco)
  • una corda lunghissima (o un gesso se si gioca su un pavimento imbottito)
  • una spiaggia
  • dei bambini 🙂

Oltre ai giochi che stiamo per presentarti vale la pena considerare anche quelli che abbiamo consigliato nell’articolo giochi di gruppo da fare all’aperto e in quello dedicato ai giochi da spiaggia.

Cani e gatti

L’adulto forma due squadre che siano bilanciate in quanto a forza fisica e doti atletiche: i cani e i gatti. Il terreno di gioco, quadrato e grande abbastanza per contenere tutti i membri di una squadra, va delimitato con una lunga corda se si è su un prato o con il gesso se si è su una superficie liscia. I gatti stanno all’interno del perimetro, escano fuori.  I Cani devono entrare nella tana dei gatti e cercare di tirarli fuori, senza mai usare la violenza. Si tratta di una specie di mini-mischia ordinata a due che termina quando un gatto tocca, sovrasta o supera la linea perimetrale. Il compito dell’adulto è quello di controllare che i bambini non colpiscano gli avversari e che il gioco si svolga secondo le regole. Spesso i bambini eliminati provano a rientrare nel gioco o mettono in dubbio la sconfitta. Biasogna lavorare molto su questo non facendo mai sentire esclusi gli eliminati e facendo capire bene che si tratta di un gioco: rispettare i compagni e le regole è più importante che vincere!

Raggio congelante

Quando l’arbitro dice “moto”, i bambini devono iniziare a correre in ordine sparso, nella direzione che preferiscono ma senza mai toccarsi. Alla parola magica, che ogni gruppo di partecipanti può scelgiere e che potrebbe essere “ghiaccio”, tutti i bambini si devono fermare come statue, nella posizione in cui si trovano nell’istante preciso in cui la parola è stata pronunciata. I bambini che si muovono o che si scontrano nella fase di corsa escono dal turno di gioco ma presto il gioco ricomincia e toccherà a qualcun altro stare fuori 🙂

I galletti

Premesso che la violenza non è certo da incoraggiare, non è però giusto negare ai bambini la possibilità di sperimentare il corpo a corpo. Il gioco dei galletti è una specie di esercizio di lotta, una specie di pre-judo se vogliamo. Due bambini (maschi e femmine possono benissimo giocare assieme) entrano nel perimetro disegnato sulla sabbia, si salutano e poi devono cercare di spingere fuori l’avversario senza lanciare sabbia, senza dare pugni, calci, graffi o simili. Quando il turno finisce i giocatori si salutano di nuovo. L’arbitro deve fermare il gioco se uno dei due non rispetta le regole. Ogni infrazione corrisponde ad una penalità per chi la compie. Dopo due penalità si esce dal gioco e la vittoria va all’avversario. Non è necessario che il gioco finisca con la vittoria di uno o dell’altro. L’arbitro può interrompere il gioco in qualsiasi momento perché un bambino è stanco o non si diverte oppure ha paura di fare o farsi male, pur non facendo nulla di pericoloso. Il succo del gioco dei Galletti è sperimentare la propria forza ma anche la proprie doti strategiche divertendosi, senza fare o farsi male, imparare a rispettare le regole e soprattutto superare la paura del contatto.

Se invece hai voglia di dedicarti a giochi educativi per bambini grandi o per bambini dai 4 ai 10 anni  oppure hai dei bambini molto piccoli, troverai pane per i tuoi denti con le nostre idee ludiche per i bambini di due anni 🙂
Nel caso in cui tu fossi amante del teatro, non mancare di leggere i nostri consigli ludico-teatrali!

Articolo di Elena Bottari

La foto è di The Library of Congress

 

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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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