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Giorgio Gabrielli: teatro di figura e talento artistico al servizio del racconto

Elena Bottari dicembre 20, 2012

Siamo felici di intrevistare Giorgio Gabrielli, artista del teatro di figura, scultore, scenografo, regista, animatore e interprete di spettacoli per bambini e per adulti dal 1985. Giorgio è di Quistello, in provincia di Mantova. Lo abbiamo conosciuto alla rassegna Immagini dell’interno di Pinerolo (To) e ci ha sorpreso per il suo grande talento, l’organicità e la spontaneità dei suoi spettacoli che uniscono racconto e recitazione, marionette, pupazzi, teatro delle ombre e grandissima interazione con il pubblico. Il terremoto era appena passato a casa sua e ci auguravamo che non tornasse con altre scosse!
Lo spettacolo a cui abbiamo assistito è Tra fossi e boschi. E’ piaciuto tantissimo a bambini e grandi, sembrava che il teatro dovesse venire giù a forza di applausi! Giorgio sa instaurare un rapporto di complicità e vera empatia con il pubblico e con i personaggi che via via entrano in scena. I suoi spettacoli sono davvero corali, i suoi pupazzi sembrano vivi e i bambini a fine spettacolo vogliono toccarli per controllare : )

Ci sorprendono la grande vocazione alla creatività e il raro talento da autodidatta che la sua esperienza di vita testimoniano. Dopo aver letto la sua storia, giuriamo di non sottovalutare mai più il potenziale artistico di un graduato dei paracadutisti! Anche qui i pregiudizi e gli schemi mentali tradiscono la loro inconsistenza : )

Com’ è nata la tua passione per il racconto, le marionette e le ombre? Quando eri bambino chi ti raccontava le storie? 
Disegnare, scolpire, smontare tutto, aggiustare cose, sono attività che mi hanno sempre accompagnato, da quando ricordo. Mentre la passione per il racconto, le marionette, le ombre e il teatro di figura in generale è iniziata dopo i vent’anni. Prima, non sapevo neppure esistessero! No, nessuno mi ha mai letto fiabe. Diciamo che nessuno si è occupato di me fino a quando ho iniziato a occuparmene io. Unica “cosa buona” di una situazione cosi era l’assoluta libertà di fare tutto ciò che mi saltava in mente senza regole, divieti, richiami o quant’altro quindi ho potuto giocare molto e per molto tempo.La scuola non ho mai saputo cosa fosse, non sono laureato e nemmeno diplomato.

Finite le medie mi sono iscritto a un istituto professionale ma sarò andato a scuola tre mesi in due anni. Tutto il resto del tempo lo passavo in giro a far cose “riprovevoli”. Poi mille lavori: meccanico, pizzaiolo, bagnino, istruttore di nuoto, cameriere, operaio fabbrica di mattoni (con la terra dei mattoni freschi facevo sculture per operai), muratore, contadino, vagabondo (guadagnavo facendo il madonnaro). Coltivavo interesse negli sport estremi tra i quali il volo libero con deltaplano, parapendio, paracadutismo ecc. Poi è giunto l’arruolamento militare anticipato come caporale istruttore dei paracadutisti. La gioventù fortunatamente passa!

Finalmente e miracolosamente ho compiuto i vent’anni, ho comprato una “casa” e ho iniziato a fare il tecnico con una compagnia di teatro. Ho capito a cosa potevano servirmi il disegno, la scultura, il costruire meccanismi e inventare oggetti.
Poi ho visto un bellissimo film La doppia vita di Veronica

e ho capito che esisteva il mondo del teatro di figura.
Poi: la musica, l’arte, la sperimentazione i libri, i film, e cosi via, e da quel momento ho cercato di vivere di questo, anche se non è stato facile visto le basi sulle quali mi ero formato.Tra un lavoro e l’altro ho iniziato a costruirmi marionette a leggere libri e storie. Ho iniziato ad andare a teatro a vedere spettacoli a parlare con gli operatori. Nel frattempo testavo le mie marionette in strada, dove l’interesse del pubblico non mancava mai e cosi hanno iniziato ad invitarmi a festival, rassegne, manifestazioni e a trent’anni ho fatto il primo spettacolo diciamo completo che  è Tra fossi e boschi, quello che ho presentato anche a Pinerolo. Dopo qualche anno ho iniziato a fare questo come lavoro principale tra alti e bassi (adesso è un momento molto basso). Ho collaborato con molti artisti, soprattutto nell’ambito della musica jazz.

Cosa rende magico un teatro? Come si fa a tenere viva l’attenzione dei bambini e degli adulti? Ci sono strategie diverse o quello che vale per gli uni vale anche per gli altri?
Per tenere l’attenzione dei bambini bisogna essere sinceri, trattarli come persone normali e capire che ogni volta lo spettacolo andrà in maniera diversa in base alle esigenze del pubblico (vale anche per gli adulti).

Quali sono i tuoi libri e i tuoi film preferiti?
Libri più amati: Pinocchio, Fiabe italiane di Calvino, Il piccolo principe, vari racconti di Buzzati.
Film/registi: troppi e troppo belli/bravi per riuscire a scegliere. Comunque da Kieslowski a Wenders o da Nanni Moretti a Chaplin passando per Pasolini.

Che progetti hai in cantiere?
Adesso oltre a produrre spettacoli nuovi, mi piacerebbe realizzare serie televisive dedicate all’infanzia utilizzando marionette, pupazzi e ombre. Vorrei escludere il più possibile l’utilizzo di grafica computerizzata e valorizzare il rapporto tra animatore e oggetto animato, si vedrà.

Le tue marionette sono bellissime, come le realizzi?
Fortunatamente non ho mai fatto scuole o corsi di teatro o di costruzione. In questo modo, volente o nolente, ho dovuto trovare una strada più o meno originale che ha dato i suoi frutti, e alcuni premi. Le marionette: le realizzo con vari materiali ma prediligo il legno e la carta pesta. E poi nel tempo mi sono preso tutto l’occorrente per scolpire, cucire, saldare, colorare, e tutto il resto.

Come vanno le cose dopo il terremoto? 
Il terremoto è passato, restano la roulotte fuori casa e qualche crepa.

Grazie Giorgio per questo bellissimo racconto!! Tienici informate sui tuoi progetti : )

Qualche informazione in più!

Oltre alla produzione per il teatro ragazzi, Giorgio realizza spettacoli destinati ad un pubblico adulto grazie alle collaborazioni con musicisti e, nell’ambito scenografico, con il fotografo e responsabile italiano dell’ECM Roberto Masotti. Dalla collaborazione con il musicista Gianluigi Trovesi ed il suo 0ttetto – con regia dello stesso Gabrielli – è nato MarionetLuis, spettacolo che ha inaugurato la stagione teatrale 2004/05 del Piccolo Teatro Regio di Torino. Girgio realizza inoltre attività di laboratorio e formative presso scuole, ludoteche, biblioteche, musei destinate a operatori e studenti.
Con lo spettacolo Legno diavoli e vecchiette… storie di marionette, Giorgio Gabrielli ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra cui la Marionetta d’oro nel 2008

per la maestria nell’uso di differenti tecniche di manipolazione. Per l’originalità di un montaggio che è insieme autobiografico e dididattica del teatro di figura. Per la capacità di gestire con efficacia e simpatia il rapporto con il pubblico di tutte le età (anche giocando su registri di inconsueta immediatezza e crudezza con gli spettatori più piccoli); nonché per la finezza di una drammaturgia implicita che propone uno spazio di riflessione sul rapporto tra puppet e manipolatore, tra oggetto e attore.

Ecco come Claudio Facchinelli descrive lo spettacolo sulla rivista Sipario (numero settembre del 2006)

Con un porgere apparentemente dimesso ed improvvisato, lo spettacolo, attraverso un godibilissimo e reiterato
gioco delle parti fra burattinaio e burattino, e il sostegno di musiche dal vivo, coglie e restituisce in modo esilarante, a misura di bambino, uno dei nodi essenziali della natura del teatro, cioè il rapporto fra interprete e personaggio, fra realtà e finzione (o forse, fra il trucco e l’anima, secondo la geniale invenzione linguistica di Angelo Maria Ripellino). E, ogni tanto, viene il dubbio che i bellissimi – ancorché scostanti – pupazzi di Gabrielli, un’anima ce l’abbiano.

Articolo di Elena Bottari

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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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