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I bambini e il mare

Elena Bottari luglio 29, 2014

Il mare è misterioso per i grandi, figuriamoci per i bambini. Una massa d’acqua sempre diversa che sostiene ma trascina anche via. Mare basso, mare profondo di acqua trasparente o scura, rumoroso o ninnante, è un elemento che accoglie ma anche che spaventa.

La paura del mare, che alcuni bambini hanno, è comprensibile. Le onde sembrano far perdere il terreno sotto i piedi, fanno cadere, insomma minano le certezze sulla forza di gravità e l’equilibrio.
Non a tutti i bambini fa piacere vedere che ci sono pesciolini che nuotano con loro e poi l’acqua salata ha un saporaccio. Alcuni bambini detestano  la sabbia e chiedono solo di non essere sporchi, indifferenti a tutti i castelli di sabbia di questo mondo.

Buttarli allo sbaraglio contro la loro volontà non serve a molto, soprattutto non ha senso farli piangere per avvicinarli al mare. Ognuno ha i propri tempi e le proprie sacrosante diffidenze.
Fare il pieno di acqua nel secchiello, per giocare su più sicuri lidi, è un bel modo per fare amicizia con le onde. Un’altra soluzione è tenere in braccio i bambini sopra il mare, a distanza di sicurezza. Verrà il momento in cui vorranno dargli uno schiaffetto! Scappare dalle onde poi è molto divertente ed è un gioco che si può fare con gli amici!

Ci sono bambini che non si fidano del mare e poi ci sono invece i patiti dell’acqua salmastra e del frangersi dei flutti sulla battigia.
Non è raro che questi esemplari si producano in scene buffe che possono sconfinare in comportamenti un tantino antisociali o regressivi:

  • nuotare a bocca aperta cantando a squarciagola la colonna sonora di Guerre stellari
  • lanciare in aria sabbia bagnata con il preciso intento di riceverla in testa
  • usare la sabbia bagnata come neve per colpire ignari malcapitati
  • accumulare (il più delle volte nel costume) 5 chili di sassolini di mare per progetti futuri o per pericolosi lanci
  • seppellire action figure per poi gridare disperati Dov’è Spiderman? scavando furiosamente
  • correre come dromedari impazziti tra e sugli asciugamani altrui
  • monopolizzare l’attenzione degli altrui genitori con discorsi incomprensibili su marziani e guerrieri dragoni

Avere confidenza nel mare è una bella cosa. Bisogna tuttavia tenere i bambini sott’ occhio e controllare che i loro mezzi di supporto non li abbandonino (i braccioli,ad esempio, tendono a sgonfiarsi).
Imparare a nuotare nel mare è una grande fortuna ma occorre anche dare ai bambini il senso del limite e trasmettere loro che il mare è una forza della natura che non va presa sotto gamba!

Attenzione soprattutto a

  • evitare i tuffi da scoglie, pietroni e simili rialzi
  • non assiderarsi nell’acqua fredda né stancarsi eccessivamente in mare
  • non stare sotto il sole a picco
  • non allontanarsi dalla riva e dai genitori
  • non disidratarsi

Se i bambini hanno fatto colazione tardi, non ha molto senso portarli in spiaggia subito e ripetere loro, per ore, che non possono bagnarsi. L’ideale è svegliarsi presto e andare al mare quando il sole non è ancora troppo forte. Le ore centrali sono da evitare!

 

La foto dei bambini sulla battigia è di LlGC ~ NLW

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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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