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L’interpretazione dei sogni secondo Freud, il pioniere dell’onirico

Flavia Cavalero luglio 23, 2014

Per parlare di sogni e psicologia è d’obbligo partire da Freud che, con il suo libro “L’interpretazione dei sogni”, nel 1899, ha aperto una finestra sul mondo onirico. Successivamente altri importanti autori del panorama psicoterapeutico hanno proseguito il suo lavoro, anche smentendo una parte di quello del Maestro, così come è prevedibile che possa accadere rispetto ad uno studio pioneristico.

A lui vanno riconosciuti i grandi meriti di aver scritto la prima teoria sui sogni, definito il sogno come via regia per l’inconscio e di averne scomposto i componenti, delimitato i confini, definendo funzioni e parti che lo costituiscono.
Dal punto di vista fisiologico, Freud ha ipotizzato che una finalità del processo onirico sia quella di proteggere e mantenere il sonno, questa ipotesi è tutt’oggi considerata valida. Dal punto di vista psichico è una sorta di allucinazione finalizzata al soddisfacimento di desideri inconsci.

Il sogno è costituito da un contenuto manifesto, che è quello che ricordiamo e che spesso trae origine dai resti diurni (ricordi di cose realmente accadute nella nostra quotidianità) e da un contenuto latente, a cui è possibile arrivare solo attraverso l’analisi con le libere associazioni. Il contenuto latente è infatti protetto dal meccanismo della censura che maschera il significato in modo che i nostri desideri e le nostre pulsioni più nascoste siano accettabili dalla nostra parte conscia. L’autore era convinto che tutti i contenuti latenti avessero origine di tipo sessuale, frutto di pulsioni infantili represse, e questo è stato uno dei punti maggiormente dibattuti e disconosciuti.

La censura, per camuffare il vero contenuto del sogno che è quello latente, usa alcune strategie quali il linguaggio simbolico, lo spostamento dell’enfasi da una scena ad un’altra, taglia alcune scene, indebolisce le emozioni, eccetera.
Grazie a Freud, sappiamo che i sogni sono regolati da alcuni meccanismi. Lui ha annoverato i seguenti:

  • Condensazione, cioè un elemento del sogno può rappresentarne altri, ogni elemento condensa in sé altri significati latenti
  • Spostamento, è l’attribuzione di un carattere di un elemento ad un altro elemento
  • Drammatizzazione, ossia la messa in scena del sogno stesso, la rappresentazione manifesta dei contenuti latenti
  • Rappresentazione per l’opposto, ossia il contenuto manifesto è l’opposto del contenuto latente
  • Simbolizzazione, è il linguaggio onirico, ciò che viene rappresentato nel sogno simboleggia altro.

Secondo l’autore alcuni simboli sono universali, ma ai restanti, ognuno di noi attribuisce un significato personale.

Alcuni simboli che Freud ritiene universali:
• Personaggi importanti, re e regine, in generale le autorità rappresentano i genitori
• Tutto ciò che ha forma lunga o allungabile (dal bastone, all’ombrello, al serpente, alla cravatta fino alle pistole) sono simboli di virilità e rappresentano il pene
• Tutto ciò che può essere descritto come un contenitore, gli oggetti cavi, rappresentano il corpo femminile
• Il corpo è rappresentato dalla casa e le stanze, se sono descritte aperte/chiuse, simboleggiano le donne, la femminilità
• Gli abiti rappresentano il nostro comportamento, il nostro ruolo sociale, la nostra facciata
• Il fuoco rappresenta la passione e il desiderio
• L’acqua è un principio vitale, è il ventre della madre, un simbolo purificatore
• L’inconscio è rappresentato da luoghi sotterranei che risultano essere difficili da raggiungere
Il lavoro svolto da Freud è stato epocale, una sistematizzazione teorica fondamentale che ci ha permesso di studiare i sogni in modo completamente diverso da come veniva fatto nell’antichità, ferma restando la pratica dell’interpretazione che da sempre ha accompagnato il racconto dei sogni. Visti come profezie o premonizioni, svelati da Sciamani o dal Saggio del villaggio, sono da sempre divenuti una narrazione di sé.
Il sogno ci dice qualcosa, sempre, da sempre… per sempre? Questo non possiamo saperlo, i neuro scienziati ancora non ci hanno detto nulla di nuovo su questo fenomeno meraviglioso. Quel che importa, in ogni caso, è che passando per il mondo onirico, attraverso associazioni e collegamenti, riusciamo ad arrivare ad una profondità di analisi di noi stessi che non sarebbe facile raggiungere.

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Flavia Cavalero

Psicologa psicoterapeuta torinese, scrive articoli specialistici e approfondimenti su sogni, psicoterapia e dintorni. Si occupa di psicologia dell'abbigliamento e disturbi dell'apprendimento. Collabora a progetti internazionali legati al tema del consumerismo.

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