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Genitori e omosessualità dei figli: intervista a Maurizio

Elena Bottari luglio 25, 2013

Abbiamo intervistato Maurizio del Circolo Maurice, circolo Arci di cultura gay, lesbica, bisessuale, transgender e queer per approfondire il tema dei genitori di fronte all’omosessualità dei figli. Il Circolo Maurice offre servizi alla comunità GLBTQ e ha anche ideato un servizio di ascolto che si chiama ConTatto.

In cosa consiste il vostro servizio ConTatto? Quali sono le paure e i pregiudizi che emergono più violentemente?ConTatto è un servizio d’ascolto, supporto, accoglienza ed informazione rivolto in particolare alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, ma anche alle persone ad esse “vicine”, sia in relazioni personali, sia nei rapporti sociali o professionali (es. insegnanti, assistenti sociali, educatori, etc…)

E’ una linea d’ascolto, ovvero di gente che telefona perchè ha bisogno di parlare e non esclusivamente su questioni lgbt, anche se partono da quello e ci telefonano perchè noi siamo un servizio per la comunità glbtq.

Dopo l’aggressione al Valentino, cosa ti senti di dire riguardo a Torino? La città sta diventando più violenta? Il fatto di avere un festival del cinema sulle tematiche omosessuali, l’accoglienza positiva che la città ha riservato al Family pride, sono solo una faccia della medaglia?
Non so dirti se Torino sia più o meno omofoba del passato, o di altre realtà. Non ho dati per poter emettere un verdetto e sarebbe anche difficile capirlo, in base a cosa lo possiamo dire, a quali indicatori?
Al numero di aggerssioni? E il numero di aggreessioni che non vengono denunciate? E gli oltraggi, le offese onnipresenti? L’omotransfobia non esplicita?
Insomma il tema è complesso, io so solo che paradisi scevri da omotransfobia non esistono, e torino, pur forse, essendo una dei luoghi in italia dove le persone glbtq possano vivere meglio, non fa eccezione. Dunque direi che, conoscendo un po’ gli esseri umani e i meccanismi che scatenano le razioni aggessive, in specie omotransfoiche, non mi stupisce ciò che è avvenuto al Valentino, ahimè….

Potresti spiegare ai genitori cosa significhi per un figlio o una figlia avere il loro appoggio e sapere di non essere giudicati male da loro?
Sinceramente non lo so perchè io me ne sono sempre un po’ “fregato” dei mie e delle loro reazioni, visto la tipologia di genitori che ho avuto, non certo “cattivi”, ma sicuramente un modello di persone e di ralazione tra loro, non da segure.
Ma per molte persone glbtq forse l’accettazione da parte dei genitori può servire per rafforzare la fiducia in sè stesse e non serntirsi “sol@” in un mondo a dir poco ostile…..

Ci sono dei libri che accompagnano questa “scoperta” e che aiutino i genitori che spesso non si aspettano questa rivelazione?
Mi viene in mente Figli diversi di Giovanni e Paola Dall’Orto.

La scoperta dell’omosessualità spaventa più i figli o i genitori? Si può parlare di scoperta?
Non saprei dipende dai figli e dai genitori, generlmente in un mondo così spaventa un po’ tutti.
Direi che si opuò parlare di “scoperta” in un mondo in cui tutto è etero normato/centrato, per forse a amodo proprio “scopre” che lui/lei non è così….

Quali sono le reazioni tipiche dei genitori di fronte alla “conclamata” omosessualità dei figli? Secondo te ai genitori interessa davvero l’orientamento sessuale dei figli o si tratta piuttosto di un doloroso scontrarsi con la differenza tra il figlio ideale e quello reale?
Generalmente i gentori sono impreparati/e e le reazioni sono varie… più o meno aggressive, pochi i casi di serenità.
Direi che le loro reazioni sono un po’ dovute ad entrambe le cose di cui parli tu 😉

Molti genitori, dopo averlo saputo, evitano di trasmettere l’informazione ad amici e parenti, creando così situazioni imbarazzanti nelle occasioni di ritrovo “Ma tu non ti sposi?”, “Ma tu non hai un fidanzato/a?”. Come è meglio comportarsi per creare meno problemi ai figli? Io direi che gli amici e i parenti si possono anche mandare a quel paese se fanno domande cretine ma tu cosa ne pensi? La questione è: si tratta di curiosità, di desiderio di controllo o di vero interessamento alla vita dei ragazzi?
Direi di controllo, proiezioni di aspettative e abitudine a sottointendere che i percorsi realzionali siano etero e finalizzati al matrimonio.

Forse è ancora più complessa la situazione di chi è bi sessuale. In questi casi i genitori escono proprio fuori di testa e non capiscono. Cosa dire loro?
Non so che dirti. Secondo me la situazione di chi è non-etero è comunque complicata per i genitori. Forse le persone bisessuali lasciano uno spazio all’aspettative dei genitori che sia solo una fase, un momento o che comunque prima o poi il/la figli@ si possa “ri”mettere sulla retta via.

Se l’argomento ti interessa, approfondisci su Psicomamme.it

Articolo di Elena Bottari

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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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