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Kit di pronto soccorso da zaino, per genitori che non devono chiedere mai

Elena Bottari febbraio 4, 2013

Kit di pronto soccorso per bambini

Ci sono bambine e bambini calmi e meditativi che fanno pensare a certi laghetti di montagna che nemmeno un terremoto potrebbe increspare e ci sono bambine e bambini che si esprimono arrampicandosi sui cartelloni stradali, saltando giu’ dai tetti delle casette giocattolo, zigzagando pericolosamente tra file di altalene in disarmonico movimento.
A entrambi i tipi di genitori potrebbe servire un kit di pronto soccorso da borsa, di più ai genitori di pargoli del secondo tipo però 🙂

Gli ingredienti più importanti , che non devono mancare mai sono:

  • la crema all’arnica aggiusta bozzi (meglio se arnica forte)
  • l’acqua ossigenata che va usata a getto, non tramite garze imbevute
  • le garze sterili per disinfettare tagli e abrasioni da pietruzze spacca-ginocchia tipiche dei giardinetti
  • cerotti
  • forbici con la punta arrotondata per tagliare le garze o i cerotti adattandoli alla bisogna

Non farti abbagliare dall’apparente semplicità concettuale del cotone emostatico.  I peletti del cotone rischierebbero di finire nella ferita pregiudicando una buona cicatrizzazione e favorendo infezioni. Se temi che i tuoi figli possano, cadendo di faccia, sbattere la mascella e bucarsi la pelle con i denti (cosa che alle Psicomamme è capitato), puoi munirti di cerotti unisci-lembi.

La questione delle cadute dei bambini a volte è più traumatica per i genitori che per loro, infatti a volte succede che la funzione di protezione genitoriale venga presa alla lettera e questo fraintendimento porta alcuni ad essere eccessivamente prudenti. Così facendo a quei bambini vengono a mancare esperienze fondamentali, quali la sopportazione della frustrazione che si sviluppa affrontando i propri limiti.

Se tua figlia o tuo figlio si fanno male sei una cattiva mamma o un cattivo papà?
No!!
Tu hai il dovere di vegliare su di lei o su di lui, di fare in modo che non faccia cose estreme come prendere in mano cocci di bottiglia, fili scoperti e cose simili. Devi far sì che non si lanci di testa dai rami di qualche albero, devi dissuadere dal recare danno agli altri bambini, soprattutto a quelli calmi che vogliono starsene in santa pace, e spiegare che anche Kung fu panda si è fatto male con quel giochetto delle altalene asincrone da schivare. Bisogna avere il coraggio di dire no!

Ma se lei o lui (o entrambi e nello stesso tempo), capaci di intendere il concetto di zuccata e il principio di causa ed effetto, di loro libera iniziativa decidono di andare verso la collusione, non c’è molto da fare. Impareranno a reggere il disappunto di essersi sfracellati, a rialzarsi subito dopo, magari ridendo del capitombolo che hanno appena fatto. Questa è un’esperienza che prima o poi tutti provano e non ha tanto senso consegnarli intonsi alla preadolescenza perché si fracassino tutti in una volta e in modo aggravato dall’istinto di ribellione naturale a quell’età.

In una certa dose è giusto che si facciano male!

Se vuoi dei consigli su come far giocare i tuoi figlie, leggi questi articoli che fanno al caso tuo:

Articolo e foto di Elena Bottari

 

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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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