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La polizia nel migliore dei mondi possibili

Elena Bottari marzo 30, 2013

Intervista a Maurizio Blini, ex poliziotto, ex sindacalista, scrittore, musicista e sognatore

In questi giorni di riflessione, seguiti alla manifestazione del Cosip a Ferrara, di fronte all’ufficio della madre di Federico Aldrovandi, ci piace ricordare una chiacchierata fatta con Maurizio Blini, che ci era sembrata illuminante e che delinea quella che potrebbe essere la polizia, nel migliore dei mondi possibili.

Maurizio ha parlato di vecchi marescialli


di smilitarizzazione e democratizzazione della polizia, di accesso delle donne e di idealità, anche romantiche, che in prima persona ha contribuito ad alimentare. Una polizia di persone al servizio delle persone, dedita all’ascolto, priva di pregiudizi. Ci ha parlato di una grande inversione di tendenza, di uno smacco che gli ha reso impossibile rimanere in polizia, ci ha parlato del G8 di Genova.

Scrivendo romanzi gialli, anzi polizieschi, Maurizio Blini fa rivivere personaggi conosciuti, uomini di intuito più che di tecnica, conoscitori dell’animo umano, e fa respirare a pieni polmoni il sogno di una polizia migliore perché più umana, più sensibile ma sempre pronta a immergersi nel lato oscuro della società.

Ci piace sentirlo parlare con amore di Maigret e di Scerbanenco, delle figure quasi mitologiche che hanno saputo creare, tra realtà e fantasia.

I libri di Maurizio sono realistici e “oggettivamente informati” ma non rinunciano all’aspetto onirico, all’esplorazione dell’inconscio e, perché no, del sentimento. I grandi ispettori della letteratura ci piacciono anche per questo, perché capiscono i sentimenti, hanno dei sentimenti. Una polizia dal cuore d’oro sarebbe una grande utopia, realizzabile almeno in parte.

Visto che tra poco avremo a che fare direttamente con il sogno di una società migliore, alla Biennale democrazia, facciamo nostre le parole e anche la passione di Maurizio, per la sua “polizia da sogno”.

Dalle parole di Maurizio capiamo quanto sia duro il mestiere di poliziotto, quante rinunce, quanti sacrifici in termini di vita privata e serenità, comporti.

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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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