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Manichini di donne, storture osé

Elena Bottari febbraio 11, 2013

Manichini di donne

Manichini osé a Torino

No, non ci siamo date al porno soft.
Siamo andate a fare una passeggiata in Via Garibaldi, a Torino. Un negozio di “intimo”, così oggi si chiamano i negozi che vendono mutande e simili, aveva in vetrina questi due poveri manichini.

Da notare, aldilà della bicromia nero-rosso di consolidata peccaminosità, gli occhi chiusi delle due donne di plastica. Meglio non guardare! Sono gli altri che rimarranno con “tanto di occhi”. Oltre agli occhi chiusi i due malcapitati manichini hanno le mani dietro la schiena, legate, verrebbe da pensare.

No, non sono legate. Queste due finte ragazze filiformi assumono la postura del soldato a riposo. Io non credo di aver mai visto una ragazza messa così, se non alla recita scolastica o durante l’interrogazione sui verbi latini, quando non si sa che dire e si nascondono le mani, come a celare qualcosa, forse il fatto che  una passeggiata con gli amici, almeno ogni tanto, vale più di un bel voto.

Ma ecco il reperto migliore: due manichini sghembi fotografati poco più in là, due mesi dopo.

Manichini sghembi

Uno, vestito in modo casual, è il più sghembo di tutti. Non si farà notare abbastanza con quei semplici jeans?

La finta ragazza in questione ha:

  • le gambe incrociate
  • le braccia incrociate
  • una spaventosa asimmetria delle spalle compensata dal bacino

Prova a stare in piedi in questa posizione!

Secondo noi è impossibile. Fosse solo per la stabilità verticale, ma è il messaggio non verbale che c’è dietro che spaventa. Chiusura totale, fragilità, squilibrio.  L’altra protagonista di questa vetrina è sempre un po’asimmetrica all’altezza delle spalle ma, insomma, va abbastanza bene. Peccato solo per i piedi convergenti.

Lanciamo un appello ai disegnatori di manichini. Perché li disegnate così? Perché? E a chi allestisce le vetrine vorremmo dire che i manichini sono simili alle statue, qualcosa comunicano. Perché la ragazza più piccola è aggrovigliata come un nodo gordiano, perché l’altra sta psicologicamente un po’ meglio?

Perché è più grande? Perché porta la gonna? Perché indossa un chiodo?
Secondo te? Cosa pensi di vetrine come queste?

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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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