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Uomini e stereotipi di genere

Elena Bottari ottobre 8, 2012

Stereotipi di genere – Maschi al 100%

Riflessione, etimologica ma non solo, tra ominicchi e mezzi uomini

Pare che il modo peggiore di offendere un uomo, sia colpirlo, anche solo metaforicamente, nella propria virilità. La corte di cassazione si è pronunciata contro l’espressione “Non hai le palle”, considerabile reato e passibile di condanna e risarcimento, perché dire ad un uomo che non ha gli attributi significherebbe dire che valga meno degli altri uomini.

“Non hai le palle” è una brutta offesa, volgare e sciocca, su questo non si discute. Va bene anche l’equiparazione ad un reato, ma ci chiediamo perché l’onore e la dignità debbano avere una così forte identificazione con una parte del corpo e, quasi solo, con quella parte.

Non avere le palle è, secondo la sentenza della cassazione, un’accusa di debolezza di carattere.
Se proseguiamo con il ragionamento, attenendoci alle parole e al loro significato letterale, approdiamo però, in modo più o meno inconscio, alla conclusione che, chi tradizionalmente non ha le palle, ovvero le donne, sia debole di carattere e valga meno di tutti gli uomini che invece le hanno.

Ormai da tempo immemore le caratteristiche stereotipate del genere femminile vengono attribuite agli uomini come massima offesa. Non va meglio agli uomini che amano altri uomini. Loro, che le palle le hanno, sono comunque dei “mezzi uomini”, delle “donnicciole”. E si torna all’offesa più grave, quella di essere “quasi donne”.
Quando si hanno 13 anni e si sentono fare ingiurie e offese di questo genere, ci si illude che sia un fatto di immaturità. Da adulti purtroppo arriva la disillusione.
La cosa triste è che, di questo barbaro uso del genere come gabbia avvilente, i maschi con le palle e non “effemminati” sono anche loro vittime, senza nemmeno rendersene conto.

Perchè soffrire così tanto per un’accusa “anatomica”. Se ad un uomo venisse gridato “Non hai i malleoli” oppure “Hai il gomito del tennista”, non crediamo che ricorrerebbe ad un tribunale per pretendere giustizia e lavare l’affronto a suon di risarcimenti.

Per capirlo davvero, lo sappiamo, dovremmo essere uomini o essere “donne con le palle(che è il massimo onore da tributare ad una donna). Cosa “fa” davvero l’uomo, il suo onore, la sua dignità? E se anche razionalmente nessun uomo è disposto ad ammettere che ciò che lo rende un uomo sia, semplicemente, non essere una donna, cosa diamine fa scattare il risentimento e l’onta?

Cosa fa sì che una donna sia donna. Un utero, dei seni? Le donne che avessero subito un’isterectomia allora non sarebbero donne? Le donne mastectomizzate non sarebbero per questo più donne? Il fatto che un uomo ami un altro maschio, cancella automaticamente il suo essere uomo?

Quali sono le regole non scritte, ma potentissime nella nostra società, che ci ingabbiano a tal punto da non riuscire a svincolare la nostra umanità e il nostro onore dal genere e dall’anatomia?
Aspettiamo le tue riflessioni e il tuo aiuto su questo tema che, secondo noi, è di cruciale importanza per affrontare davvero le ragioni e i cliché della “Guerra dei sessi” .

Per questo andremo a sondare l’argomento con l’aiuto del nostro adorato cinema, con la più efficace delle armi dello sbugiardamento, l’umorismo. Guardi con noi Victor Victoria?

Scarica l’articolo “La cassazione: dire “non hai le palle” è reato” di Repubblica, mercoledì 1 agosto 2012, p. 15 in .pdf (477 KB)

Se ti interessa distruggere gli stereotipi di genere 🙂 ecco alcuni articoli che fanno per te:

 

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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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