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Maternità e pregiudizi. Libera mamma in libero stato

Elena Bottari luglio 10, 2012

I temi legati alla maternità scatenano reazioni e prese di posizione spesso rigide che ci fanno capire come la questione coinvolga molti altri aspetti, non di rado influenzati dall’identificazione nelle scelte fatte.
E’ recente la polemica sull’allattamento prolungato scatenata dall’articolo del Times intitolato Are you mom enough?

A partire dal diritto all’aborto tutto ciò che riguarda la riproduzione, la contraccezione, la genitorialità, il puerperio e il parto, le scelte di salute, l’alimentazione e l’educazione sollevano polveroni indicibili che, talvolta, rischiano di allontanarsi dalla realtà dei fatti per trasformarsi in battaglia ideologica. Si finisce quindi per perdere di vista il rispetto dell’individualità e delle diverse scelte che si possono legittimamante prendere per il bene proprio e della prole.

La presa di posizione pro o contro i vaccini, pro o contro l’allattamento, pro o contro il parto in casa, viene spesso letta non come scelta, di cui assumersi le responsabilità, ma come adesione incondizionata ad una specie di fede calcistica, seguita quasi con l’intento di mettere i bastoni tra le ruote al “normale” svolgersi degli eventi.

Chi insomma fa l’uovo fuori dalla cavagna, uscendo dal solco della via maestra, è considerato un pò come un sovversivo rompiscatole.

Partiamo dal tema trattato dal Times: l’allattamento

Negli anni settanta l’allattamento veniva sconsigliato caldamente con lo spauracchio di abbassamenti drastici della vista, impoverimento delle risorse di calcio, scarsa igiene legata alla pratica e chi più ne ha più ne metta.

Oggi l’allattamento invece è consigliato perchè fa molto bene al bambino (veicola anticorpi, previene l’obesità, agevola il rapporto madre-figlia/o) e alla mamma (aiuta l’utero a contrarsi, previene il tumore al seno, facilita la creazione del rapporto madre-figlia/o), perchè il latte materno è molto più che un alimento ed è specie-specifico per ogni bambino.

Iniziare ad allattare non è sempre facile, serve la consulenza di esperti che aiutino il piccolo ad attaccarsi nel modo migliore e la mamma a trovare la posizione più comoda, per non avere dolori alla cervicale o alla schiena.
Una volta avviato l’allattamento però è una specie di super-potere. Nutrimento sano, sempre pronto, sempre tiepido, naturalmente dolce e sterile!!

Contro il semplice atto dell’allattare ci si mettono però talvolta:

  • il personale medico non sempre adeguatamente informato sull’allattamento
  • il rooming in non sempre possibile in tutti gli ospedali
  • l’atteggiamento non sempre incoraggiante della famiglia (magari delle nonne che preferirebbero nutrire i nipoti con il biberon per rinverdire i loro ricordi)
  • i pregiudizi di alcuni che pensano che allattare sia qualcosa di lesivo del pubblico decoro (e poi magari la città è tapezzata di cartelloni pubblicitari con donne in topless)
  • la condanna da parte di alcune correnti del femminismo che considerano l’allattamento un regresso e un ennesimo sfruttamento del corpo delle donne

Allo stesso modo le donne che non riescono ad allattare (quasi sempre poco aiutate nell’impresa di avviare l’allattamento), si sentono talvolta colpevolizzate e rimpiangono i benefici di questa pratica. Circolano voci su forme di capezzoli incompatibili con l’allattamento, su seni piccoli con poco latte (una balla colossale!), disinfezioni del seno o roba simile (basta una doccia al giorno, magari con sapone neutro).

Molte mamme temono di non avere abbastanza latte, hanno paura che la loro bambina o il loro bambino non mangi abbastanza. L’unico metro valido è “Il vostro bambino cresce”? Non sono necessarie curve di crescita da torelli. Se il piccolo sta bene, è idratato e cresce, non ci sono motivi per preoccuparsi. I bambini chiedono latte soprattutto di notte, sono un pò come dei vampiretti : )

La verità è che sia le mamme che allattano, sia quelle che non allattano, sono delle buone mamme. L’allattamento non è l’unico modo di instaurare un rapporto con i propri figli! E’ però un peccato essere scoraggiate o non aiutate nel periodo iniziale!

Avviare l’allattamento

  • Avviare l’allattamento richiede grande tranquillità e grande sostegno concreto: serve qualcuno che prepari pasti nutrienti e variegati, che faccia la spesa, che prepari tisane molto utili per la produzione del latte, che si prenda cura della mamma che è ancora provata dal parto.
  • I parenti in visita dovrebbero essere molto discreti e, piuttosto che presentarsi a frotte, mandare ambasciatori con tegami di parmigiana e cannelloni in dono. Perché l’allattamento funzioni, il bambino deve stare con la mamma, a suo stretto contatto fisico.
  • Il punto non è essere abbastanza mamma, il punto è essere libere di essere mamma nel modo che si sente più consono, senza che ci sia qualcuno che recrimini o faccia sentire inadeguate le mamme.
  • La gravidanza, il parto e i primi mesi di vita di un bambino sono periodi belli ma faticosi, gravati talvolta dal fatto che gli altri tendono a proiettare le proprie paure sulla mamma o a imporre comportamenti per confermare la bontà delle scelte prese per i propri figli.
  • Non bisogna avere paura di parlare delle proprie emozioni e, magari, di chiedere a chi ci è vicino di essere aiutate come serve davvero e non come fa comodo agli altri. I nostri cari sapranno come essere davvero utili e saranno contenti di poterlo fare.

La maternità è qualcosa di cui si parla molto in modo “patinato” e poco in modo utile e aderente alla realtà. Aldilà dei luoghi comuni e dei tabù, psicommamme ti aspetta per parlarne.

Scrivici le tue esperienze di gravidanza, chiedi e offri consigli per affrontare nel migliore dei modi un momento ricco di emozioni e di paure.

Vorremmo che qui ogni donna ma anche ogni uomo che sta per diventare genitore o che lo è appena diventato, potesse esprimere il suo pensiero e chiedere aiuto, senza ricevere giudizi.

La maternità è una prerogativa femminile ma riguarda anche gli uomini, tutti nasciamo da donne!

Foto di Psicomamme

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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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