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Cronache di una pappa

Elena Bottari ottobre 8, 2012

Bambini fanno merenda

Confessione di una mamma che da bambina non mangiava

Ecco, io, da piccola, non avevo mai fame.  La pappa per me mangiare era una perdita di tempo e, diciamolo pure, una tortura. La pediatra aveva detto a mia madre che dovevo mangiare carne, fegato per l’esattezza, che dà molta forza ai bambini.

Il fegato, non so a te, mi faceva quasi vomitare. Quando non era fegato, erano fettine cotte senza niente, forse perché sembrano più sane. Insomma avevano un sapore che mi ricordo bene e che nemmeno adesso nessuno riuscirebbe a farmi mangiare con la scusa della salute.

La tortura, però, si ripercuoteva su mia madre che era assillata dai parenti che mi trovavano magra (sarò anche stata magra ma avevo dei muscoletti da ciclista che avrebbero dovuto fare chiarezza sulla questione) e letteralmente ricattata da me che, per mangiare, pretendevo che mi raccontasse storie, che mi leggesse Topolino o che mettesse in scena le avventure di Tarzanicchio, il mio pupazzo scimmietta, che doveva sciare giù dal frigorifero innevato e affrontare mille pericoli.

A sei anni, poi, mi è venuta una fame da lupo! Ancora adesso, quando lo stomaco grida vendetta, non mi si rabbonisce certo con un’ insalatina : )
Con l’inizio delle elementari anch’io, come il mitico Gianburrasca ho cominciato a dire Viva la pappa con il popopomodorooo!!!

La pappa tra teoria e pratica

Il momento dei pasti, lo dicono anche i sassi, dovrebbe essere un’occasione di sereno convivio, di dialogo pacato, senza televisione, senza tensioni umorali o esterne.

La pratica spesso però è diversa. Quando ci sono più bambini si aizzano a vicenda, a volte urlano o lanciano posate a destra e a manca.
Se il papà arriva dopo le otto di sera, è difficile pensare che le bambine o i bambini resistano così tanto.

Bisogna quindi prevedere un pasto verso le sette!

I bambini imparano a mangiare da soli, se li si lascia sperimentare. Non è facile imparare a tenere il cucchiaio e a centrare la bocca. Ancor più arduo è capire quale sia la posizione giusta del cucchiaio, per non far spiaccicare tutta la pappa per terra.

I piccoli, viste tutte le variabili che possono impedire il coronamento del sogno di mangiare, scelgono spesso la via, meno elegante ma più efficace, di arrangiarsi con le mani. In qualche modo ce la fanno, se hanno fame. Se non hanno fame non ha senso insistere, si rischia solo di rendere i pasti un momento di grande nervosismo.

Questo è un concetto semplice a parole ma non è facile accettare di veder lasciato lì un pasto intero.
Fa venire una gran rabbia.

La mia esperienza in fatto di pasti con i bambini

L’altro sabato, mentre gli amati beni erano dai nonni paterni a mangiare e io mi godevo due ore d’aria, ho gustato una spettacolare pizza con mia sorella. Era la prima volta, credo da più di sei mesi a questa parte, che mangiavo in santa pace. Ecco, con i bambini che mi chiedono sempre qualcosa, che si spataccano il sugo in testa e che emettono sovracuti, non è facile mangiare serenamente.
Su questo aspetto ho tanto bisogno di consigli!!

Come fai a mangiare serenamente, come fai a non strangolarti con un boccone mentre cerchi di intercettare una forchettina in volo o mentre richiami all’ordine i tuoi figli che fanno il verso di un drago o di un mostro a sette teste? 

Trucchi per imboccare o invogliare i bambini a mangiare

La mia pratica personale mi dice che non ci sono sempre soluzioni o consigli geniali. Si posso usare dei trucchi: comporre il cibo in forme divertenti. Si può fare finta di essere seduti alla tavola rotonda, con Re Artù in persona che racconta le sue gesta eroiche. Insomma la cosa migliore è dare libero sfogo alla fantasia e distrarre il bambino dalla sua antipatia per i pasti.

Alcuni bambini mangiano volentieri se un gioco preferito rimane sulla tavola  a tenergli compagnia, altri se hanno un piatto speciale o una posata del cuore.  La cosa migliore sarebbe lasciar parlare i bambini e sperare così che, ogni tanto, si ricordino di incamerare cibo : )

Tu come fai? I tuoi marmocchietti mangiano da soli, senza fare esperimenti sulla gravità?

Foto di iStockphoto

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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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