Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività

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Paratissima 2013: Paula Dias e il mare salato

Elena Bottari Ottobre 22, 2013

Il 6 novembre torna Paratissima e siamo felici di annunciare la presenza di Paula Dias a questa manifestazione con un lavoro ispirato ad una poesia di Fernando Pessoa intitolata Mare Portoghese.
Il mare a cui il poeta si riferisce è un mare avventuroso, buono per partire alla scoperta di nuovi mondi ma anche, e soprattutto nell’attuale momento di grave crisi anche per il Portogallo, un mare salato, un mare amaro per le lacrime di chi deve partire.

I quadri realizzati da Paula per quest’occasione sono pieni di colore e, come sempre, poetici ed estremamente femminili.

Paula Dias per Paratissima

Il mare portoghese di Fernando Pessoa

O mare salato, quanto del tuo sale
e quante lacrime del Portogallo!
Sulla croce si, quante madri hanno pianto.
Quanti bambini hanno pregato invano!
Quante spose sono state sposate
con il vostro e il nostro mare!
E ne è valsa la pena?
Ne è valsa la pena
se l’anima non è piccola.
Chi lo vorrà potrà passare al di là del Bojador
per andare oltre il dolore.
Dio ci ha dato il pericolo del mare e l’abisso,
ma solo come specchio del cielo.

Traduzione  di Rosetta Savelli

Il mare è rappresentato da Paula come la coperta di sua nonna, fatta all’uncinetto. Un insieme di quadrati che, come le gocce fanno il mare, costituiscono il medium dei ricordi, delle esperienze e degli affetti che ci tengono compagnia per tutta la vita, come una sorta di oggetto transazionale, come un feticcio o un portafortuna.

Siamo tutti imbarcati per un viaggio che si chiama vita e le donne di Paula si muovono nel mondo con la compagnia dei riquadri di lana come sottofondo. Sembrano molecole o cristalli. Disegnano geografie o azulejos minimali che indicano una strada “verso” ma anche una strada “per”. Non è detto, poi, che i due versi di marcia non risolvano in un ritorno a noi stessi, a ciò che conta davvero, all’essenziale che fa di noi quel che siamo.

Il brano nel video è Awakening for string quartet di Igor Kluchnikov

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