Il pugile inglese Wells detto il Bombardiere

Le resistenze alla (psico)terapia: come riconoscere i nostri atti mancati?

Le resistenze, intese nell’ambito della psicoterapia, sono meccanismi di difesa generati dal nostro inconscio che mettiamo in atto quando vogliamo, appunto, difenderci da qualcosa e che si esprimono sotto varie forme, ad esempio con:

  • lapsus
  • dimenticanze (atti mancati)
  • ritardi

Se ci addentriamo nell’ambito della psicoterapia, un esempio tipico è quello della dimenticanza dell’appuntamento: “Mi scusi, non so come mi sia capitato, non dimentico mai un appuntamento, lo avevo anche scritto nell’agenda”. 

Poiché si tratta di un meccanismo difensivo molto spesso ci rifiutiamo di accettarne anche la spiegazione, semplicemente perché lui svolge bene il suo compito. E’ davvero difficile accettare l’idea che una parte di noi combatta contro un’altra nostra stessa parte, una che vuole andare in terapia e l’altra che al contrario ce ne vuole tenere alla larga.

Forse con una dimostrazione diversa ci risulta più facile vedere questo meccanismo e riusciamo a riconoscere un nostro comportamento: prendiamo ad esempio il dentista, fin tanto che un dente fa male ci andiamo, affrontiamo la nostra paura e puntuali ad ogni appuntamento obbediamo al suo “apra grande”. Come il dolore è passato, non siamo più sensibili al freddo e al caldo, riusciamo a mangiare con tranquillità, anche la nostra puntualità inizia a vacillare e pensiamo di poter spostare gli appuntamenti con una certa facilità.

La questione delle resistenze e dei meccanismi di difesa in psicoterapia è molto più complessa di come la sto presentando, Freud ne ha fatto un lungo elenco differenziando le resistenze che derivano dall’Io (la persona così come appare), dal Super Io (l’insieme delle norme interiorizzate che costituiscono il nostro comportamento morale) e dall’Es (il luogo dell’inconscio). Dopo di lui molti altri autori, sua figlia Anna in primis, hanno pubblicato studi molto importanti che guidano la materia nella disciplina. In questa sede quello che è interessante è semplicemente significare alcuni nostri comportamenti quotidiani sotto un altro punto di vista.

Il meccanismo della resistenza si nota molto spesso quando i genitori portano i figli in terapia, entrano in gioco pregiudizi sia sulla stessa terapia sia sul proprio ruolo e la scappatoia sembra una buona soluzione momentanea. Purtroppo è solo questione di apparenza, in realtà quando si ha un problema, prima lo si affronta, prima lo si risolve.

E’ molto importante riconoscere che anche noi funzioniamo così perché, in realtà, non mettiamo in atto questo comportamento solo rispetto alle varie terapie, siano esse psico o altro. Questo modo di agire lo utilizziamo anche nelle nostre relazioni. Spesso troviamo un modo per uscire da una situazione che non ci garba senza riuscire ad affrontarla. Un documento che non riusciamo a trovare proprio quando ci serve, dimenticare di fare il pieno all’automobile il giorno prima di partire… Chiederci se la nostra dimenticanza sia proprio solo quello che appare oppure se sia un modo che abbiamo messo in atto per evitare di affrontare qualcosa che ci spaventa un po’, è un bel modo per conoscerci un po’ di più e per imparare ad affrontare le situazioni anche quando non ci piacciono ma fintanto che è possibile ridurre il danno.

Articolo di Flavia Cavalero

La foto è di The Library of Congress

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.