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Satelliti a Perinaldo

Elena Bottari luglio 4, 2013

A Perinaldo, a forze di ammirar le stelle là dove i cartelli, i pali, i segnali di ogni tipo indicavano la loro comparsa, un bambino disse che si era stufato. Faceva anche un po’ freddo ed era pieno di zanzare che se non erano tigre, poco ci mancava.

Così qualcuno tirò fuori un organetto diatonico e cantò:

Saturnino scienziato, matematico sfolgorante

Cassini un giorno mise gli occhi su un sestante

Fu amore fin dal primo momento

Giapeto, Rea, Dione e Teti

erano davvero belli

Anche se non erano pianeti

Il bambino si rimise al cannocchiale, si sforzò parecchio ma vide solo una nuvola passare. Peccato che gli astri siano nascosti. Però di stelle, a guardare bene, ce c’era più di qualcuna. Luci intermittenti di satelliti vicini, più luminose di Teti visto da Cassini. Molte di più lo aspettavano nel bosco, dove il bambino scoprì un universo nascosto.

Se ti è piaciuta, leggi la favola Gozzilla e i sette nani e dai un’occhiata al nostro articolo sull’importanza delle favole per i bambini.

La foto è di Smithsonian Institution

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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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