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Tre ore al pronto soccorso del Maria Vittoria di Torino

Elena Bottari gennaio 9, 2015

Codice verde al pronto soccorso dell’ospedale Maria Vittoria di Torino. Triage e attesa davanti alla sala traumi.
Le emergenze si susseguono (due signore sono state investite in pieno), ognuno aspetta il proprio turno.
Un uomo con un taglio alla mano arriva, sta per svenire. Chiamiamo un infermiere che porta subito la barella e lo scorta dai medici. Poco dopo si sente un medico dire ad alta voce “La smetta di bussare, qua dentro c’è un chirurgo, la smetta di dare fastidio”. Tra le persone sedute in attesa alcune si incitano a vicenda per andare ad interrogare infermieri e dottori appena ne vedono uno. Vogliono sapere, vogliono risposte, vogliono passare prima degli altri.
Siamo tutti lì per aspettare a lungo, per il semplice fatto che siamo dei codici verdi, niente di preoccupante. Purtuttavia la persecuzione del camicie va avanti imperterrita, senza rispetto, senza comprensione delle parole, gentili, con cui viene chiesto di piantarla.

Poi tocca a noi: prima visita, lastra, seconda visita, gesso. In tutto tre ore e mezza di attesa. Poche? Troppe? Chissà? Quel che è certo è che molte persone gravi sono state curate subito e bene. I loro parenti, che sono arrivati alla spicciolata, li hanno trovati e speriamo che sia finita bene.

Quando si parla dei pronto soccorsi che sono intasati e “non funzionano” non possiamo far finta di non sapere che sono anche i pazienti a creare problemi cercando in ogni modo di avere un trattamento di favore, non si sa bene perché. E’ normale avere un po’ di ansia ma bisogna capire che nelle sale operatorie c’è gente sotto i ferri, ci sono persone che soffrono più di noi e che non apprezzeranno molto il fatto di essere interrotte da scocciatori che bussano alla porta del chirurgo per chiedere cose di cui probabilmente non sa nulla.

Il nostro caso è stato valutato con gentilezza e competenza non scontate e un’infermiera che aveva finito il turno si è anche offerta di aiutarci a tornare a casa. Cose dell’altro mondo 🙂
Il voto che diamo a tutto il personale durante queste ore al pronto del Maria Vittoria è 10 perché non era umanamente possibile fare più in fretta (non si deve fare in fretta con persone investite dalle macchine) e altre che svengono per gravi ferite da taglio alle mani.

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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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