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Vacanze: come evitare lo stress durante e dopo (Post vacation blues)

Elena Bottari giugno 13, 2013

Sarà che le condizioni climatiche non sono quelle a cui siamo abituati in questa stagione, sarà la crisi economica che avanza e pare non fermarsi, sarà quel che sarà, ma non abbiamo ancora pensato alle vacanze (e al Post vacation blues).

Questo periodo di sospensione da tutto  (il termine vacanza deriva dal latino Vacàre: esser vacuo, sgombro, libero, senza occupazioni) è, per i più, irrinunciabile. Che sia mare, montagna, campagna, città d’arte o città europee, mete lontane o semplici fuori porta nei fine settimana, la vacanza è qualcosa di importante. Non a caso è sancita anche dalla Costituzione Italiana che, all’articolo 36, stabilisce che ogni lavoratore ha diritto personale e inalienabile ad un periodo di ferie al quale non può rinunciare e di cui deve fruire.

Su questo argomento si potrebbero aprire molte parentesi, specialmente in questo momento storico in cui molte persone un lavoro non lo hanno, ma la vacanza è, nella memoria collettiva, qualcosa che va al di là anche del lavoro; non a caso la Costituzione parla di ferie (termine invece direttamente collegato alla situazione lavorativa). La vacanza è strettamente collegata alla vacuità, alla mancanza di qualcosa, sia esso il lavoro, lo studio o il tran tran quotidiano. Certo le vacanze con i figli sono talvolta un po’ faticose…

Alcuni scelgono un periodo di riposo e ozio per recuperare energie, altri preferiscono l’esatto contrario. Ci sono anche alcune persone che vivono male questi giorni di sospensione dalle attività abituali e che non aspettano altro che il termine dell’interruzione per riprendere la routine quotidiana.

Non ci sono regole prestabilite, la cosa davvero importante è riuscire a soddisfare il proprio, personale bisogno che, in barba al conformismo, potrebbe anche essere il restare a casa propria. Questa affermazione non è così scontata come può apparire di primo acchito in quanto siamo tutti esposti ai condizionamenti sociali e “trasgredire” quella che è ormai un’abitudine consolidata dalla maggior parte delle persone, a tal punto da apparire come consuetudine sociale, non è una scelta così facile. Il famoso film “Totò e i re di Roma” illustra molto bene come i condizionamenti possano spingere a compiere gesti perlomeno bizzarri come quelli  della famiglia Pappalardo che, indipendentemente dalla motivazione, organizza una falsa partenza per non dover giustificare la loro mancanza di vacanza.

Tutto ciò può aiutarci a comprendere come sia possibile essere vittime di stress da vacanza e di stress da rientro.

Stress da vacanza

Alcuni fattori favoriscono l’insorgere di questo malessere prima e/o durante il periodo dedicato alla vacanza, tra questi giocano un ruolo fondamentale:

  • l’aspettativa – fenomeno che ha a che fare con la speranza e, a volte, con l’illusione: più è alta più risulta difficile adeguarsi ad una realtà che non la  soddisfa
  • il cambiamento di abitudini – le abitudini possono annoiare ma, ancora più spesso, rassicurare quindi un cambiamento drastico, come quello che una vacanza impone, può destabilizzare il nostro equilibrio
  • l’ansia da prestazione – è direttamente proporzionale allo spirito competitivo (essere i più in forma, essere i più abbronzati, essere più più più)
  • il possedere il denaro necessario per partire – scegliere di fare “un passo più lungo della gamba” non può che generare stress

E’ importante capire se, in misura maggiore o minore, in almeno una di queste situazioni ci si ritrova, perché riconoscere la nostra “casella” può già aiutarci a superare l’ostacolo.

Sindrome da stress da rientro (Post vacation blues)

L’organismo al ritorno dalle vacanze  può presentarci la sorpresa di aver mutato il proprio ritmo e di non volerne sapere di tornare a quello precedente: gli è piaciuto quell’andamento di essere nutrito quando sentiva appetito indipendentemente dall’orario, di essere messo a riposo ai primi segni di cedimento, ha gradito quelle coccole tutto relax e si è corroborato con quelle passeggiate o corse o movimenti inusuali. Ora si tratta di ritarare il tutto secondo i ritmi che servono per condurre la nostra vita secondo le esigenze lavorative, familiari e sociali. Il consiglio più utile è di non tornare a casa il giorno prima di ricominciare il lavoro, ma concedersi qualche giorno di intervallo per ripristinare orari e abitudini.

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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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