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	<title>Appuntamenti &#8211; Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</title>
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	<description>In aiuto a piccoli e grandi</description>
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	<title>Appuntamenti &#8211; Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</title>
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		<title>La presentazione di Gridalo al SalTo 2021</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Oct 2021 12:00:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Roberto Saviano ha presentato alle scuole Gridalo!, un&#8217;antologia di vite resistenti contro pregiudizi, violenza, indifferenza, gossip.  Gridalo! è una mappa per perdersi e trovare il proprio posto nel mondo raccogliendo il testimone di personalità esemplari, non appiattite a santini, non ridotte ad una sola dimensione. Gridalo è il libro per chi non si trova a... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/la-presentazione-di-gridalo-di-roberto-saviano-al-salto-2021/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Roberto Saviano ha presentato alle scuole Gridalo!, un&#8217;antologia di vite resistenti contro pregiudizi, violenza, indifferenza, <a href="https://psicomamme.it/la-civilta-del-pettegolezzo/">gossip.</a>  Gridalo! è una mappa per perdersi e trovare il proprio posto nel mondo raccogliendo il testimone di personalità esemplari, non appiattite a santini, non ridotte ad una sola dimensione. Gridalo è il libro per chi non si trova a proprio agio nella crudeltà del mondo ed esorta il lettore a gridare il proprio malessere per renderlo un posto migliore, in cui ogni scelta testimoni una presa di posizione. Martin Luther King, Jean Seberg, Giordano Bruno, Galileo Galilei sono solo alcune delle figure tratteggiate dall&#8217;autore che al Salone del Libro ha parlato a ragazze e ragazzi anche di bellezza e social media, soffermandosi a lungo sulla logica degli algoritmi che favoriscono offese e polemiche dandoci l&#8217;impressione che vi sia sincerità solo nei commenti negativi e ipocrisia nei complimenti. Di fronte ad una platea gremita di studenti delle scuole superiori, Roberto Saviano ha unito i puntini tra figure esemplari tratteggiando costellazioni che possono indicare a tutti una via di umanità.</p>
<p>Qui di seguito ecco la trascrizione dell&#8217;evento</p>
<p>Ciao a tutti! Che meraviglia! Confesso che è davvero emozionante vedere la sala piena, vedere i vostri volti, essere dopo tanto tempo di nuovo in un luogo di condivisione fisica dopo millanta dirette Instragram, Zoom, Skype. Dopo tanta distanza tornare qui vicini è qualcosa che fa sentire le celebri farfalle nello stomaco e questo dimostra in qualche modo che la vicinanza ci è fondamentale. Da dove partire? Questo libro è proprio per voi. Se tra voi c&#8217;è qualcuno che non sopporta la direzione di questo mondo, c&#8217;è qualcuno che non la sopporta e si sente spesso come in errore, come sbagliato, come se gli obiettivi (&#8230;)<br />
Se proprio non sopporti più come le cose stanno andando e che vuoi di più e hai proprio la sensazione di essere l&#8217;unico fesso che davvero non accede alla furbizia e cerca di essere in qualche modo corretto o in coerenza con i propri valori e ha voglia di sovvertire, girare il tavolo rispetto alle regole che ci vengono imposte, ecco, ho provato a scrivere queste pagine per farci compagnia da un lato e soprattutto forza, per gridare insieme.</p>
<h2>La bellezza</h2>
<p>Volevo partire da un tema che riguarda tutti noi, lo affronto in una capitolo che si chiama Fottuta bellezza. Se vi raccontano che esiste la bruttezza, vi stanno fregando. Vi stanno fregando! Provo ad essere più veloce: l&#8217;aspetto, il nostro aspetto viene sistematicamente misurato. Ci guardiamo e non ci piacciamo in molti casi, in altri casi invece iniziamo a piacerci, postiamo, condividiamo, soffriamo per un giudizio negativo. Dei giudizi positivi siamo magari un po&#8217; sospettosi. Chi sa? Ce l&#8217;ha fatto perché ci vuole bene, gli piaccio le piaccio perché magari c&#8217;è del sentimento ma il mio aspetto non è all&#8217;altezza. Ecco, l&#8217;algoritmo che fa andare avanti un determinato tipo di corpo. Le copertine che vengono disegnate in un certo modo. Tutto questo ha letteralmente intossicato il rapporto tra noi e la bellezza. Parlo di bellezza erotica, estetica. Qui non vado nella furbizia del <em>Bello dentro</em>, <em>non bello e bella ma simpatico e simpatica, </em>questi sono obbrobrii. La bellezza appartiene a tutti! La bellezza appartiene ad ogni corpo, in assoluto. La bellezza erotica, quella che fa eccitare l&#8217;altro. Attenzione! Non piacciamo a tutti. Piacere a tutti significherebbe non piacere a nessuno in realtà, avere un altro ruolo che è quello della bellezza canonica che viene poi venduta ma ci arriviamo piano piano. Quello che voglio dire è Il tratto, i lineamenti, quello che noi siamo, quello che noi comunichiamo, le nostre fantasie, tutto questo è bellezza.</p>
<p>Ma veramente pensiamo che la misurazione del naso, la grandezza del seno, la panza, le trippe, il sedere, l&#8217;altezza, siano questi gli elementi del bello? Non ci cascate mai!! Quelli sono elementi del nostro corpo che ci rendono bella o bello, che ci rendono erotica o erotico. Perché dicevo &#8220;la bellezza standardizzata&#8221;?</p>
<p>Vi siete mai chiesti per quale ragione il mercato della moda, sta cambiando anche lì qualcosa ma siamo ancora lontani, fa sfilare modelli e modelle che hanno misure non medie? Perché così magre, perché così alte, perché con quel viso? Eppure tu devi vendere la giacca a più persone possibili, eppure tu devi vendere la gonna a più persone possibili, quindi perché non mi metti un modello che rientri in qualche modo, a seconda degli Stati, è ovvio che se sfili in Croazia o in Olanda sono più alti, se sfili in Spagna o in Grecia sono più bassi. Perché vuoi vendere di più a quella categoria, non mi metti una persona &#8220;media&#8221;, con media intendo dire semplicemente di altezza media? Perché c&#8217;è un trucco. Loro mica fanno sfilare quella modella o quel modello veramente per vendere quella giacca, loro vi stanno dicendo Se compri il mio abito, sarai bella come lei. <em>Se compri il mio jeans sarai figo come lui</em>. E&#8217; questo il trucco. Quando li vedete lì con quelle misure, che vi sembrano impossibili, magari invece alcuni di voi avranno quelle misure e non c&#8217;è niente di male. C&#8217; è di male quando quello diventa imposto. L&#8217;obiettivo, l&#8217;algoritmo, l&#8217;unica forma di bellezza. Occhio che questo è fondamentale capirlo. La moda utilizza questa strada. Non ti dice Voglio vendere la gonna, ti dice <em>Con quella gonna diventi lei, con quella camicia diventi lui</em>.</p>
<p>La bellezza risiede già in voi. Piacere, la relazione sensuale, non sarà trasformata o migliorata dall&#8217;aspetto. Attenzione! Quello che voglio dire è che più assomigliate a ciò che siete dentro, più comunicate cose. In questo c&#8217;è la grande battaglia che si fa in questi anni per la cosidetta accettazione del corpo, che non è un rassegnarsi, è un valorizzarsi. la moda è meravigliosa, non è qualcosa di tossico. Curarsi è bellissimo. Scegliere la scarpa, scegliere il vestito, somigliarsi anche su come ci si veste è bellissimo! Qui non si sta demonizzando uno stile o un mondo ma quando quella scelta mi fa sentire che non basto mai, che non sono troppo magra, che non sono troppo soda, che non sono troppo alto, quando inizio ad entrare nell&#8217;ansia del mio corpo, che non rientra in quel parametro lì, allora c&#8217;è il veleno. La ricerca è altrove. Accettare il proprio corpo significa riconoscere che c&#8217;è bellezza in ogni, singolo corpo. Non fatevi fregare e infatti alla fine di questo capitolo dico Gridala questa bellezza, gridalo che non c&#8217;è il trucco. Quando non ti piaci, in realtà non ti stai vedendo. Non so se vi è capitato di vedere un film di quando ero giovane, Avatar. Quando uscì fu un successo gigantesco. Questi extraterrestri giganteschi blu con le gambe lunghe lunghe, e la possibilità da parte dei marines di entrare nei loro corpi, di avere appunto l&#8217;Avatar e di vivere quest&#8217;altra civiltà. Mi piace molto immaginare e guardare film che raccontano altre civiltà ma perché sto citando Avatar? Perché loro non si dicono Ti amo, loro si dicono Ti vedo. E lo trovo bellissimo nel senso che lo sceneggiatore chiaramente aveva letto Yung, aveva letto tutta la storia dei classici freudiani e di lì in su. L&#8217;espressione Ti vedo è superiore all&#8217;espressione Ti amo perché Ti vedo è un&#8217;accoglienza totale, Ti vedo nelle tue contraddizioni, nei tuoi errori, nella tua bellezza. Il Ti amo è qualcosa, parlo per me, che mi mette sempre un po&#8217; di inquietudine. Ok ma al prossimo errore che faccio finisce quella roba lì no? Il Ti amo ha sempre a che fare un po&#8217; con il Meriti o no il Ti amo. Che io ti ami e che io possa stare davvero dentro questa relazione. Meriti il Ti amo? Il Ti vedo per molti è invece controllo, no no, il Ti vedo è Io ti sto vedendo, cioè Sei davanti a me, Ti accolgo in tutto ciò che sei. Ti vedo.</p>
<p>Questo libro è un libro di visione, cerco di raccontare come le persone, ne scelgo diverse come Martin Luther King, molto note e altre meno note, vicende che magari affrontare a scuola come quella di Zola. Magari, quando inciampate nelle sue pagine. A volte vi capiterà una mattina di pensare <em>Ma che palla</em>, <em>Ma che è questa storia di minatori</em>, e invece sono storie pazzesche. Volevo mostrare, far vedere, tenere lo sguardo, provare a dare una mappa nel suggerire Si può cambiare, nel suggerire C&#8217;è uno spazio, si può non aderire a quella che sembra ormai essere la strada, cioè tutti che fottono tutti, vince il più furbo, va avanti la più figa o il più figo, vince solo chi ha i genitori più ricchi e in fondo quello che conta è il cash. La scuola vi racconta <em>Devi essere giusto, devi essere antirazzista</em>, che <em>si è tutti uguali</em> e poi appena mettete il naso fuori dalla scuola, il mondo vi dice esattamente il contrario, <em>Frega chi vuoi fregare</em>, <em>Compra chi vuoi comprare</em>, <em>Fai il cash</em>. Quindi voi dite, ma come <em>Mi state insegnando dei valori che poi lì fuori, in quest&#8217;infinita merda, se uso perdo</em>? Qui cerco di dire No, non perdi, C&#8217;è la possibilità di resistere, C&#8217;è una strada, tortuosa, complicata ma C&#8217;è una strada che possa permetterti di rimanere fedele a te stessa, a te stesso. Puoi! C&#8217;è! Basta cercarla!</p>
<p>I vostri professori, se sono qui, e li ringrazio, chiaramente hanno una grande passione per tutto ciò che ha a che fare con il racconto della verità e della giustizia, altrementi non sareste qui. Quindi questi professori probabilmente fanno un lavoro enorme per darvi una mappa. (&#8230;) La vostra vita sarà questo, un luogo inesplorato. Nessuno vi può dare la mappa perché ancora non c&#8217;è quel territorio, lo dovete cercare, trovare, creare. Quindi, qui dentro ho cercato di fare questo: mappa. Mappa per perderti ma, allo stesso tempo, mentre stai camminando, per dirti <em>Occhio a quell&#8217;agguato</em>, <em>Occhio a quella trappola</em>, <em>Attenzione a quel bivio</em>, <em>Io ti racconto com&#8217;è andata</em> e infatti mi immagino proprio, nelle prime pagine, di incontrare me stesso sedicenne, pieno di capelli, amatissimi. Non vi preoccupate, lo dico a tutti i ragazzi che verso i 18 anni iniziano a stempiarsi, ricordatevi sempre quello che diceva Gabriele Dannunzio, La pelata è la bellezza del futuro, ed è vero! E&#8217; vero. i aveva visto giusto e lui lo diceva negli anni &#8217;20. E io racconto anche di questo. Ad un certo punto non ti riconosci più allo specchio. Ad un certo punto succede che inizi a stempiarti e dici Ma come? Non sono più io. I chiaroscuri, i disegni del viso, li avete costruiti in un altro modo e ad un certo punto Bum!, all&#8217;improvviso, siccome tua mamma ti passa il gene, arriva questo e anche lì, è tutto una riscoperta, una ricostruzione di sé, una generazione. Si nasce prima dal grembo materno, poi dobbiamo noi stessi metterci al mondo, quello che sta succedendo a voi, negli anni dell&#8217;adolescenza. Rimettersi al mondo. Partorire da noi stessi. Ma senza andare troppo nei simbolismi psicanalitici, io avevo fatto un riferimento a Zola.</p>
<h2>Zola</h2>
<p>Magari state studiando il Verismo, il Naturalismo. Sicuramente, se siete qui con i vostri prof, pieni di talento, vi avranno fatto appassionare. Io provo a metterci un carico maggiore. Dovete immaginare che prima di questi autori c&#8217;era intrattenimento. La dico forte lo so ma permettetemi la velocità. La pagina del libro si occupava di principi, di balli, di cavalieri, di amori, di tradimenti e sogni e poi arrivano gli scrittori che dicono Io voglio raccontare la miseria, le prostitute, l&#8217;alcool, chi si uccide di Assenzio nei bar, chi pippa, ci si uccide di tabacco e whisky, chi sta nelle miniere e viene ucciso dalla tisi, per la polvere che inala giorno dopo giorno. Io voglio raccontare la vita vera, la miseria, il ghetto. Bum! (&#8230;) Il potere non vuole questo. La politica non vuole questo. Ha paura che, conoscendo queste storie, si insorga. E Zola scrive questi libri e, magia, ha successo. I giornali, allora esistevano solo quelli cartacei, pubblicavano nell&#8217;ultima pagina, ogni giorno, un capitolo di un suo libro. Perciò sentirete la parole feuilleton. In genere erano libri di intrattenimento, romanzi rosa. Poi iniziano ad avere successo Germinal, Nana, le storie di miniera, le storie di arrivismo sociale. Le persone comprano, vogliono sapere, vogliono conoscere. Gran parte del pubblico conservatore era convinto che queste storie creassero fastidio nelle persone. E cosa accade? Accade ad un certo punto che Zola diventa il raccontatore della verità, misurabile. Lui si toglie dalla pagina, diventa uno scienziato sociale, addirittura dirà Voglio fotografare che quindi significa non fare un ritratto espressionistico della realtà. Il pittore cosa fa? Anche quando è realista, tutta la realtà passa nei pori, nell&#8217;anima, nelle trippe. Il fotografo no. Clic! E&#8217; un&#8217;altra storia la fotografia. Lui dice Voglio fare questo. <em>Voglio togliermi di mezzo a far parlare solo le storie, i meccanismi</em>.</p>
<h2>Dreyfus</h2>
<p>E succede, magari lo avrete affrontato o lo affronterete, l&#8217;affare Dreyfus. Succede che accusano un ufficiale dell&#8217;esercito francese, Dreyfus, ebreo, di aver tradito l&#8217;esercito francese e di aver fornito informazioni al nemico, alla Germania. Zola non è amico di Dreyfus, non ha stima di Dryfus. Dreyfus è un reazionario, bighellone ma è un innocente. E&#8217; assolutamente innocente, non ha fatto nulla di male e interviene a sua difesa. E&#8217; la prima volta che uno scrittore mette al servizio di una causa civile il proprio impegno, il proprio corpo, la propria testimonianza e così, sull&#8217;Aurora, giornale culturale, Zola scrive un famosissimo testo, J&#8217;accuse! Io accuso. Il governo sta commettendo un&#8217;ingiustizia atroce. Dreyfus è innocente e la sua condanna metterà vergogna nei secoli a venire sullo Stato Francese. Lo state accusando solo perché è ebreo. Lo state accusando solo perché fa gioco ai reazionari, perché vi serve esasperare gli animi. Presidente, scriverà, non ceda a questo. Il numero dell&#8217;Aurora sarà stampato in migliaia e migliaia di copie, credo 12 edizioni soltanto a metà mattinata. Ognuna edizione in migliaia di copie. In tutto il giornale, 4 pagine, c&#8217;è solo la sua lettera, nessun&#8217;altra notizia, nessuna foto. Va a ruba. Zola perde tutto. Zola perde la propria serenità personale. Iniziano a scrivere delle sue presunte amanti, casini a casa, un disastro. Viene processato come un disfattista, come un fiancheggiatore del nemico. La causa gli costa tantissimo. La perde. Viene esiliato in Inghilterra. Gli editori hanno paura a stampare i suoi libri. Zola viene accusato di aver scritto il J&#8217;accuse in cambio di soldi. Falso! Per dimostrare come fosse un articolo gratuito, lo imposta come lettera al direttore. Tutt&#8217;oggi è così, se scrivi Caro direttore è un articolo non pagato, una lettera. Lui lo fa apposta per segnalare che quell&#8217;articolo è in difesa di un innocente verso cui non ha nemmeno una simpatia, né ideologica, né politica (Dreyfus era un conservatore, Zola era un socialista, un libertario). Zola perde tutto e questo è un libro che racconta di chi, per scegliere, paga un prezzo. Perché c&#8217;è sempre un prezzo da pagare quando scegli da che parte stare, sempre. Zola arriva in Inghilterra con pochi soldi in tasca e un foglietto con sopra scritte le frasi in inglese. Lui non conosceva l&#8217;inglese né gli piaceva particolarmente e quindi ha giusto le tre frasi per chiedere l&#8217;indirizzo della casa che amici gli hanno affittato e sta in esilio. Dopo un po&#8217; tornerà. La storia di Dreyfus finalmente avrà giustizia, Dreyfus intanto è stato mandato sull&#8217;isola del diavolo, cioè in Sud America, in un bagno penale, in queste isole.. Se vi capita guardatevi un film pazzesco, si chiama Papillon, con Steve Mcqueen ve lo consiglio, è la fine del mondo. Vi si racconta di queste isole terribili dove venivano mandati i carcerati, i detenuti. Dreyfus andrà lì per anni, poi verrà rimpatriato. Zola muore asfissiato dal suo camino. Il camino era sporco, si addormenta, il fuoco continua ad ardere, il fumo satura la stanza e morirà asfissiato. Qualche anno dopo i fascisti francesi dichiareranno &#8211; non si può ancora usare la parola fascisti per quei militanti, diciamo nazionalisti reazionari francesi dichiareranno Lo abbiamo ucciso abbiamo noi otturato il camino ma probabilmente erano mitomani. Il fatto è che Zola viene ucciso dall&#8217;isolamento, dall&#8217;aver sì preso una posizione ma dall&#8217;essere stato lasciato solo. Perché i suoi colleghi poi hanno paura. Tantissimi firmano per Dreyfus ma quando vedono cos&#8217;è successo a Zola, hanno paura e si fanno indietro. Ho scritto questo libro, tra l&#8217;altro oggi esce la versione audiolibro su Audible, a me piace un sacco ascoltare gli audiolibri, questo lo ha letto Pino Insegno e altre parti le ho lette io, e intanto sto leggendo le cartoline di Gridalo! messaggi che sono molto belli, dicevo, ascoltando questo libro &#8211; perché quando scrivo devo anche riascoltare &#8211; come se avessi scritto una partitura musicale, la parola deve anche funzionare letta, non solo funzionare tenuta a mente.</p>
<h2>I social</h2>
<p>Dicevo, volevo costruire un tentativo di rompere la solitudine ma la vostra solitudine, la solitudine di ogni individuo che sente, quando <em>Ma davvero deve andare sempre così</em>? <em>Davvero deve vincere il peggiore</em>? <em>Davvero io devo comportarmi come un furbone o devo accedere sempre al peggio per vincere</em>? <em>Ma davvero io ad un certo punto devo dire Beh, lo fanno tutti</em>&#8230; Ma davvero? E&#8217; da ingenui pensare che possa cambiare? E&#8217; da ingenui pensare che possa vincere un altro tipo di atteggiamento? Pensate, sui social no?, quando qualcuno ci riempie di merda, ci attacca, lo percepiamo immediatamente come, lo ripeto spesso, mi scuso con chi lo ha già ascoltato, lo percepiamo come autentico. Se uno ti dice <em>Ah, che panza che tien Savià</em>, dici E&#8217; autentico se invece ti fanno un complimento <em>Che begli occhi</em>! Aspetta, dove vuoi arrivare? Mi vuoi fregare. Qual è il trucco? Quando qualcuno ci attacca, ci dà un giudizio negativo, lo accogliamo. Quando c&#8217;è un giudizio negativo, diffidenza&#8230; Questo i social lo hanno amplificato al massimo. Gli algoritmi sono costruiti per favorire il coinvolgimento emotivo, l&#8217;ingaggio e, nella maggioranza dei casi l&#8217;ingaggio è l&#8217;insulto, il giudizio. Perché il complimento, oltre un grazie non va. Se ti dico, <em>Bellissima questa foto</em>. Ah grazie fra! Ma se dico <em>Uah! Che cazz&#8217;e foto e mis</em>? Tu rispondi Ma scusa Perché? Ma che stai dicendo? E&#8217; bellissima. Guarda là. E vai avanti, vai avanti, vai avanti. E il sistema dei social Bum! Lì vuole andare. Vuole andare a farti litigare. Vuole quello. I social non sono neutri.</p>
<p>Ricordatevi sempre! Quando qualcosa, non è mia la frase, è uno dei principii ispiratori della tecnologia, quando accedete a qualcosa di gratuito, la merce che stanno vendendo siete voi. Quando io entro in un social e non pago, mi stanno vendendo. Usano le mie informazioni, i miei movimenti, tutto ciò che serve quindi non è gratuito niente. Gli stai dando te. E&#8217; costosissimo! Occhio anche a questo. Questo per dire che quando siamo lì, quando comunichiamo, in qualche modo siamo in una situazione dove siamo spinti a dare il peggio di noi. Io ho l&#8217;età per poter, ho quarantadue anni, ho l&#8217;età per poter ricordare benissimo quando nasce il web, nascono poi anche i social, io mi iscrissi al primo social, Myspace, non ricorderete neanche questo nome, e ci sembrava la possibilità di moltiplicare all&#8217;infinito il sapere, l&#8217;informazione, la condivisione, solidarietà, storie, il controllo del potere. Noi dicevamo Controlleremo il potere, noi, intendo dire, le più diverse istanze, Noi controlleremo finalmente i potenti, perché ci diremo le verità. E&#8217; andata esattamente al contrario. Questo sistema ci fa controllare, ci fa osservare e qui dentro racconto anche questo. In questo libro io racconto anche come, per esempio, vengono distrutte vite con la violazione del proprio privato.</p>
<h2>Karina Bolaños</h2>
<p>Il proprio privato è sacro. E&#8217; sacro sapete in che senso? Nel senso che non è spiegabile. La sacralità è spiegabile. C&#8217;è. Se tu vieni ripreso mentre sei al bagno. Non c&#8217;è niente di male. Cosa stai facendo? Ciò che fanno tutti. Eppure, se esce un tuo video mentre sei sulla ceramica, ti imbarazzi, perché è privato. E&#8217; solo tuo. Uguale quando si fa l&#8217;amore, la sessualità, il picci picci, i giochini. Se visti da altri sembriamo dei ridicoli, ci mettiamo vergogna eppure non c&#8217;è niente di male in quello che facciamo. Eppure la privacy è perennemente, continuamente violata e cioè, tu inizi ad aver paura se qualcuno ha in mano tue foto, se qualcuno ha in mano tue informazioni. Non hai fatto reati ma basta che io entri nella tua vita Adesso mi faccio dare i telefoni e inizio a leggere nelle chat. Avete fatto reati? Zero ma comunque è legittimo dire no. No perché quello è un codice mio ed è giusto. E&#8217; un modo mio. Stiamo scherzando noi due o stiamo facendo i seri? Ma solo noi possiamo capirlo. Un terzo occhio non capirebbe niente. Giusto! Privacy è questo, democrazia. La libertà è tenere al sicuro le informazioni su di sé. E racconto di una ministra costaricana che per essere delegittimata pubblicano un video di lei in bikini, in intimo, che stava parlando con un fidanzato dell&#8217;epoca. Cosa c&#8217;è di male? E&#8217; uscito, le hanno chiesto le dimissioni, Un politico che si comporta così&#8230; non si può. Però l&#8217;obiettivo qual era? Metterla in difficoltà. Con cosa? Una cosa semplice, banale. E&#8217; un corpo come un altro eppure ti senti sotto scacco. Il gossip è sempre squadrismo. Non è mica una cosa neutra. Pensate che quando ti raccontano di fidanzati, corna, amanti, stanno davvero facendo cronaca rosa? Quando mai? Stanno mettendo sotto estorsione le persone. I blog di retroscena, i giornali scandalistici, sono strumenti pericolosissimi. Ti fotografano, te al bar dicendo Cosa stai facendo? No, ti stanno dicendo, Io adesso ti ho fotografato al bar ma ti ho fotografato quando non te ne sei accorto in chissà quale altra occasione. Nelle altre occasioni non stai facendo crimini ma stai facendo la tua vita che è piena di errori, contraddizioni, cose normali, di cui hai il diritto di non rendere conto a nessuno se non, magari, alle persone che tu vuoi.</p>
<h2>Jean Seberg</h2>
<p>Allora, il tema della privacy è tutto. La frase Io non ho niente da nascondere, è una cazzata. Hai tutto da nascondere. Io posso, non abbiamo il tempo, prendere la storia di chiunque di voi, una storia banale, semplice e dimostrarti scientificamente come posso distruggerti, far passare una canna per Una droga che tu ti stai iniziando a fare, far passare una relazione o un flirt come un tradimento di un patto decennale, posso distruggerti e non hai fatto niente. Questa è la macchina del fango, questo è quello che spessissimo fanno i social ma sta a noi interrompere questa merda. Ad ognuno di noi, di voi è data la possibilità di poter interrompere. Ogni volta che non si crede a queste minchiate, ogni volta in cui smonti questi siti, stai lontano da questa feccia, ogni volta che scegli di farlo, stai proteggendoti. E qui racconto di Jean Seberg, un&#8217;attrice famosissima negli anni 60. Aveva interpretato Giovanna d&#8217;Arco, molto bella, biondina, dalla pelle molto chiara, amata dal mondo wasp, cioè bianco, protestante, americano. Bene, lei decide di appoggiare con una donazione una scuola delle black panther, movimento nero, afroamericano degli Stati Uniti. Lei appoggia questa scuola con dei soldi. La Cia entra in crisi. Dice Ma come? Sì, entra in crisi perché inizia a ragionare, dice Ma come, una donna, attrice, amata dai bianchi americani, anche conservatori perché il suo Giovanna d&#8217;Arco fu amatissimo dalle varie declinazioni cristiane, dai vari gruppi cristiani, protestanti, luterani, cattolici, evangelici che stanno negli Stati Uniti, invece lei inizierà a parlare a tutto quel mondo. Bisogna delegittimarla. Lei rimane incinta. Era moglie di Romain Gary, scrittore francese di origine armena che io adoro e il gossip, sapete cosa fa? Inizia a dire Ma, questo figlio di Jean Seberg, uscirà bianco o nero, cioè, cosa sottointende, lei ha finanziato la scuola delle black panther perché sta con i neri, perché le piace il maschio nero. Questa era la sottotraccia, <em>E&#8217; un fatto suo,</em> <em>E&#8217; un fatto di depravazione</em>. Lei è sotto una pressione che non riesce a gestire. Quindi questa gravidanza &#8211; pensate, non c&#8217;erano i social &#8211; a viverla con un&#8217;angoscia terribile, un momento così delicato. Perde la bambina. Fotografie, interviste. Addirittura c&#8217;è una rivista, una rivista di gossip, che manda a casa una lettera, una cartolina che dice Secondo voi, il figlio di Jean Seberg, maschio o femmina, nero o bianco? Pensate che violazione. E lì fa probabilmente un errore secondo me ma, non si può in questi casi, in nessun modo, giudicare. Lei asseconda in qualche modo il gossip e fa vedere il cadavere della bambina che ha perduto, tra l&#8217;altro la perde a sei mesi, un dolore immenso. E fa vedere che la bambina è bianca. Come a dire, <em>Maledetti, cosa avete insinuato</em>. Poi, anche fosse stata nera, allora? Giudicare cosa? La complessità di un rapporto? Che può essere in quel momento magari interrotto, che magari è in un momento di crisi, magari invece ha deciso di viverlo così, ognuno ha la possibilità di vivere i propri amori come vuole, anche negli errori. Jean Seberg non si riprenderà mai più da questo massacro e infatti si toglierà la vita poco dopo lasciando un biglietto, si uccide in auto col gas della macchina, scrivendo un biglietto di scuse, ha altri figli, dicendo Non ho retto più con i neri, Non riesco ad uscire, Non vedo più una via di uscita. Il gossip mi sta massacrando.</p>
<h2>Martin Luther King</h2>
<p>Guardate che Martin Luther King, questo è un aspetto un po&#8217; inedito che io racconto in Gridalo! riceveva i cosidetti pacchi suicidio, gli arrivavano a casa dei pacchi che dicevano, <em>Abbiamo le prove che tu, quando sei andato in Michigan hai avuto una relazione con questa donna, quando sei stato lì hai avuto una relazione con quest&#8217;altra donna, che i soldi che ti hanno dato, possiamo benissimo far dimostrare che ti ci compri le auto. Se ti uccidi, tutto questo non emergerà. Parola d&#8217;onore. Distruggiamo tutto e lasciamo il mito. Ma ucciditi</em>! I pacchi suicidio. Telefonano a Corinna, la moglie, facendo sentire Martin che stava con altre donne, registrazioni. <em>Ah, ecco il pastore</em>! <em>Il combattente</em>! <em>Guarda tuo marito</em>. Ma lei resiste. Capisce che è solo un modo per delegittimare. Attenzione! Qua c&#8217;è il trucco. Sapete qual è il grande trucco? Pensare che le persone che si spendono per battaglie di solidarietà debbano essere perfette, così che nessuno di noi possa farle quelle battaglie.</p>
<h2>La macchina del fango</h2>
<p>Io l&#8217;ho esperito sulla mia carne. Che senso ha dire Hai l&#8217;attico a Manhattan? Io non ho l&#8217;attico a Manhattan ovviamente, ma che senso ha? Non dovrebbe essere un argomento di delegittimazione. Per chi non lo sa, era l&#8217;accusa che mi facevano spesso i leghisti. Il pensiero sottointende, <em>Non lo ascoltare</em>!, <em>E&#8217; solo per fare grana</em>! <em>E&#8217; solo per avere like</em>!, Ti sta dicendo <em>Fidati solo dei chiavici</em>, <em>Fidati di chi ti dice Compra le mie scarpe, io ho bisogno di cash</em>, oppure <em>Likami perché io lo faccio per sedurre</em>. Il meccanismo è Fidati solo di chi ti dice di volere solo profitto da te, di tutti gli altri non ti fidare. Il bene non esiste, La giustizia è una cazzata, è una fesseria, Vi stanno imbrogliando! Questo vi vogliono dire. E ugualmente veniva delegittimato Matin Luther King, parlo dei maestri, io mi metto sempre nell&#8217;ombra dei maestri, per capire questi meccanismi, volevano fare questo, dirti <em>Aah, vuoi difendere le minoranze?</em>, <em>Hai tante fidanzate</em> oppure <em>Hai tanti fidanzati</em>, si fa uguale tra uomini e donne anzi, più spesso sulle donne, E che c&#8217;azzecca? Che importa? E anche se faccio degli errori che significa? Che il mio impegno è minore? Questo è il trucco. Per poter dire Se tu vuoi prendere posizione Sii disposto alla purezza, al sacrificio. Cazzate! Nn è vero. Dobbiamo sbagliare.</p>
<h2>I voti a Hong Kong</h2>
<p>Una delle cose più belle che mi ha insegnato la scuola di Hong Kong, lì, a differenza della Cina, i professori danno dei voti altissimi ai compiti sbagliati. Cioé, se tu sbagli tutto il compito è 10, se lo sbagli per metà 6, se tu lo fai completamente bene, nessun voto. Il voto è Bravo! Il compito o hai risolto. Il premio è che io che faccio la valutazione lo valuto Il lavoro è fatto bene. Che sia per te il premio. Non hai voto. Perché io do il voto, che poi farà media, a chi sbaglia completamente? Attenzione! Se sbaglio completamente non facendo nulla, assolutamente no, mi viene dato 0, 2, se io lo sbaglio ma ho dimostrato che mi sono impegnato, questo avviene soprattutto in algebra, matematica, io sto dando fiducia alla persona, che sbagliando, so che è sulla strada giusta. Quindi, quando a fine anno, non mi importa che non abbia mai ingarrato un compito ma ho capito, io professore, che io ho dato il massimo ma mi serve valutare che è sulla strada giusta, cioè quella dell&#8217;errore. Se non sbaglia, non sta sulla strada giusta. Questo è fighissimo Devi sbagliare! devi! Se non fai cazzate, se non sei pieno di contraddizioni, non sei sulla strada per capire qual è il tuo percorso perché, se non sbagli, significa che qualcuno ti ha messo su una strada corretta ma non è la tua. Quindi, anche questo, Occhio sempre! Occhio sempre quando sentite questa delegittimazione sulle persone, anche su voi stessi, Occhio sempre a riportare informazioni che sono magari fesserie che possono ferire le persone.</p>
<h2>Harry Potter</h2>
<p>Volevo arrivare verso la chiusura raccontando proprio quello che succede quando ci lasciamo sedurre dall&#8217;idea che non siamo capaci, cioè che in qualche modo abbiamo la sensazione che gli altri, dannazione, abbiano sempre, non so se qualcosa in più ma certamente una chiave che li fa arrivare laddove vorresti anche tu ma dici Mi manca qualcosa! Poco smart, troppo poco bello, troppo poco bella. No? Quel qualcosa in più. Quella che è una pericolosissima consolazione, vorrei con questo libro smontarla nel senso che scelgo tutta una serie di storie in grado di raccontare come noi non siamo ciò che siamo, siamo ciò che scegliamo. Faccio un&#8217;altra citazione, Harry Potter. Quando lui ha il cappellone no? Quello che deve scegliere in quale casa finire, il cappello magico è lì, titubante, e qual è la grande paura di tutti? Lui in corpo ha il male no? Il rischio che possa andare a Serpeverde è enorme, perché dentro, Harry, ha un po&#8217; di quella roba lì, quindi i professori che lo sanno dicono Se il cappello sceglie e lo mette in quella casa lì, gli dà un fuori classe no? Il cappello invece sceglierà Grifondoro. Il grande messaggio di quella scena, chiaramente la Rowling lo prende da tutta la tradizione fiabistica europea, non inventa nulla, anzi è abilissima nel sinterizzarla, è Non sei quello che sei, sei quello che, sempre. Harry va a Grifondoro perché? Perché lui sceglie di non essere crudele, lui sceglie di non stare dalla parte del veleno, del male. Anche se quel veleno ce l&#8217;ha! Quindi, in realtà, voi scegliete quello che siete! Quindi il giudizio, la valutazione, la misurazione sta su quello che fate, non su quello che siete. Per quello che siete si intende Famiglia in cui siete nati, certo è importante, il luogo, la situazione economica, i guai, ma sono le scelte quelle che fanno la differenza. E su questo io vi invito a ragionare, nel senso che, in qualunque situazione vi troverete, in qualunque situazione inciamperete, c&#8217;è sempre una possibilità di scelta. Immagino che molti di voi saranno figli di meridionali. Torino è la città calabrese più grande d&#8217;Italia, lo sapete, se lo dimenticano tanti piemontesi e quindi anche tutta la storia dell&#8217;emigrazione è nel vostro corpo.</p>
<h2>Francesca Cabrini</h2>
<p>Avrete nonni, genitori che si sono spostati da sud a nord. A volte lo chiedo, dopo nel firmacopie, se ci capiterà di incontrarci ve lo chiederò, io chiedo sempre, Di dove sei? Piemontese ma di che origine? A volte lo sento un po&#8217; nell&#8217;accento, a volte nei tratti. Mi piace vedere una città così complessa, così stratificata. Perché sto dicendo questo? Perché racconto di una suora fighissima, fortissima, nel libro, che aiuta i migranti italiani che andavano negli Stati Uniti, trattati come bestie, meno che bestie. Le bestie erano molto più curate. Milioni di Italiani, anche piemontesi, andarono in Argentina, non a New York dove andarono soprattutto i meridionali, i piemontesi andavano in Argentina a fare il vino assieme ai liguri. Milioni di italiani su queste navi-bestiame. Dove avevano starci 500 persone ne mettevano 3.000, c&#8217;è questa santa che lì, è poi stata fatta santa questa suora, li assiste. Io racconto la sua storia ma volevo arrivare subito ad un punto, vengono maltrattati gli italiani, vengono maltrattati perché non sanno parlare l&#8217;inglese. Neanche io, dopo tanti anni passati in America faccio fatica a parlare inglese, non mi entra dentro. Gli italiani proprio non sopportavano di parlare inglese. E&#8217; una lingua strana, non aveva le sonorità nostre. Ovviamente gli irlandesi già parlavano inglese, quindi la concorrenza sul lavoro era spietata, i polacchi sembravano imparare prima degli italiani, insomma era un problema. Francesca Cabrini, questo è il nome della protagonista, ha un&#8217;idea e dice Tutti i bambini italiani, portateli a me. E prima di insegnare la lingua, parlo loro in inglese mentre li pettino e li faccio giocare. Quindi non è la lingua che ti prende a calci in culo, non è la lingua che ha fatto arrestare tuo padre, non è la lingua dei poliziotti che ti entrano in casa di notte per sapere se sei clandestino o no, è la lingua del pettinare, delle carezze e del gioco. Francesca Cabrini dice Associamo quella lingua al benessere e così impareranno e non è una lingua ostile, è una lingua che permetterà loro, nel posto che li ha accolti anche se in maniera violenta, di poter avere una vita. Il racconto dell&#8217;immigrazione in Gridalo! è molto forte. Molti di voi emigreranno dall&#8217;Italia, molti di voi hanno storie di immigrazione già alle spalle. nel nostro Sud non si può stare, tra i vostri professori ci saranno sicuramente meridionali. Il che non significa che spostarsi sia un male in sé, è un male quando si è costretti, è un&#8217;assoluta meraviglia quando si vuole cambiare vita, percorso o accedere ad un&#8217;occasione. Ma provate a chiedere ai vostri genitori abruzzesi, campani, siciliani a chiedere Ma potevi lavorare lì? Ti era data la possibilità di avere lo stesso stipendio? Potevi vivere con gli stessi servizi? La risposta sarà un tragico No, purtroppo. Sarebbe bello, ma. Non è possibile. Ecco, voi questo potete cambiarlo. Non è un invito retorico ma è un modo per dire, parlo soprattutto alla parte di voi che ha sangue meridionale, non dimenticate quella storia. Non dimenticate da dove venite. Quando sentite parlare di barconi, di invasori, di persone che tolgono il lavoro, veniva detto lo stesso ai vostri nonni. Quando si arrivava qui, nel dopoguerra, Torino era piena dii un&#8217;unica scritta, Non si fitta ai meridionali. Poi si aprirono perché ci fu il dibattito politico, No no no, fittiamo ai meridionali, al doppio&#8230; Fittavano ai meridionali al doppio. Tanto è vero che se andate a vedere su Youtube, mettete Fiat, immigrazione, Torino, vedrete operai dormire alla stazione. Infatti tengono le famiglie ancora al Sud, per tenerle ancora a casa. E loro? Lavorano le 8 ore e poi dormono sulle panchine e c&#8217;era il servizio di frati che portava la colazione, che li faceva lavare nei bagni della stazione. Non dimenticate da dove venite, è importantissimo perché avete un portato che può essere fondamentale nello smorzare tutte le fesserie che ci raccontano sull&#8217;emigrazione. Emigrazione come invasione, emigrazione come guerra, emigrazione come islamizzazione. Bisogna comprendere che a noi dicevano le stesse identiche cose e quindi a noi sta smontarle.</p>
<h2>Galileo Galilei e Giordano Bruno</h2>
<p>Siamo arrivati alla fine. Un ultimo aneddoto e poi magari ci vediamo di là. Innanzitutto, grazie per essere venuti qui. Grazie ai vostri professori che hanno portato un percorso, che in qualche modo devono averlo fatto. Sono molto grato ai professori che sono, secondo me, i difensori, i soldati della Costituzione perché nel momento in cui vi formano alla conoscenza, stanno salvando la libertà. Grazie davvero e l&#8217;ultima cosa è una storia a cui tengo moltissimo ed è la storia, non la faccio lunga, non basterebbero ore, di Giordano Bruno e Galileo Galilei. Forse avete sentito o addirittura studiato, certamente Galilei, queste due figure magnifiche per il nostro paese. Galileo Galilei viene costretto ad abiurare di fronte al Tribunale dell&#8217;inquisizione. Ebbene sì, lui deve dire, per salvarsi la vita, per salvarsi dagli anni di carcere, che la Terra è immobile e che è il sole che le gira intorno. Accetta. E perché lo fa? Perché sa benissimo, da naturalista, che il sole non smetterà di essere lì impalato, al centro solo perché lui sta dicendo il contrario, che la Terra non smetterà di muoversi perché lui sta, sotto costrizione e tortura, avallando la terribile posizione dell&#8217;inquisizione cattolica, lui sa benissimo che quella sua frase non serve a niente, serve solo a salvarsi.</p>
<p>Non è che se tu neghi l&#8217;esistenza della forza di gravità, la mela inizia a fluttuare, ad andare verso il cielo, cadrà sempre dall&#8217;albero. E quindi Galilei dice, è vero, ho sbagliato. La Terra è immobile al centro dell&#8217;universo come le scritture dicono ed è il sole a girarle intorno. E hanno raccontato la meravigliosa leggenda che non è vera ma è più vera del vero, che lui andando via, al messo dirà la famosa frase, Eppur si muove. L&#8217;ho trovata sempre delicatissima, un&#8217;immagine teatrale splendida e lo dice tra sé e sé Eppur si muove. Eppure ho le prove. Giordano Bruno viene messo in galera per quello che ha scritto e detto. E cioè cos&#8217;ha detto? Che l&#8217;universo è formato da infiniti mondi e che noi siamo infiniti mondi. Dentro ognuno di noi c&#8217;è un&#8217;infinità di possibilità morali, etiche, di interpretare le cose e che tra uomo e animale non c&#8217;è una differenza di qualità ma solo di quantità. Che nel topolino c&#8217;è una quantità cognitiva minore, nell&#8217;uomo c&#8217;è una quantità e capacità olfattiva minore. Non qualità ma quantità. Pensate che cosa costruisce nel 600 questo filosofo napoletano che va in giro per il mondo a raccontare queste storie. L&#8217;universo è formato da infiniti mondi. Ogni stella è un mondo. Pensate quanto prima di tutto. Lo processano. Lo tengono anni e anni chiuso a Castel Sant&#8217;Angelo. Quando andate a Roma, ricordate che lì dentro è stato chiuso Giordano Bruno. E poi? E poi lo processano e lo processano e lo processano ancora e ancora e ancora e lui cerca di salvarsi la vita, non vuole essere martire. Lui vuole vivere, ama la vita. E&#8217; innamorato. Ama le feste, ama la musica, ama le lingue, ama viaggiare e quindi se può cerca di negoziare. ma no, io non ho mai detto che la madonna non è vergine. Intendevo dire che la Madonna era una donna, quindi nessun bambino può nascere se&#8230; Le accuse erano queste hai detto che Gesù era un mago. Certo, Gesù era un mago, cioè la parola mago all&#8217;epoca significava naturalista, conoscitore delle regole della natura. Lui stesso si definiva mago, che sa mischiare gli elementi. Giordano Bruno cerca di farcela ma quando capisce che l&#8217;unico modo è abiurare, va alla morte. Lui non può abiurare perché se tu neghi che gli uomini sono uguali, se tu neghi che i sessi non hanno competizione ma uguaglianza, se tu neghi che la libertà è il valore che rende preziose le comunità, se tu lo neghi, quel valore muore. Non è una verità fisica, è una verità etica. E la puoi proteggere solo con la testimonianza. E Bruno sa che non può negarla perché negherebbe se stesso. Galileo può negare perché negando non cambia la verità. Bruno no. Ci sono delle verità che solo con la nostra scelta possono vivere. Senza la nostra scelta muoiono, decadono. Si rinsecchiscono. Bruno va sul rogo. Verrà bruciato a Campo dei fiori. Chi è andato a Roma si ricorderà la sua statua lì, che dà le spalle al Vaticano e che guarda, con fare cupo ma in realtà molto malinconico, non avrebbe mai voluto essere lì. E viene bruciato. Lui non può far altro che subire. Aveva tentato di negoziare. Era un modo per dire, va bene, non voglio offendere Ma no, gli dicono, la libertà è se neghi tutto questo. E no, non posso. Allora, per chiudere è proprio questa la grande differenza. La differenza è che ci sono delle verità, riconoscetele quando vi capita, quando vi è possibile, quando le sentite, che solo una vostra scelta che può essere un giudizio, una valutazione, una presa di posizione, una denuncia, una protezione, solo una chiacchiera, sappiate che quella verità è tenuta in vita dalla vostra scelta e che se voi la mollate, la trascurate, quella verità muore. Insomma scegliete e gridate dinnanzi alle ingiustizie. Grazie ragazzi per avermi sopportato quest&#8217;ora!</p>
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		<title>L&#8217;umanesimo planetario di Edgard Morin in un convegno a Bologna, nel 1993</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Oct 2021 10:46:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni ed emozioni]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli archivi di Radio Radicale contengono tesori purtroppo troppo inesplorati dal navigatore comune. Ci si trovano file audio di Aldo Capitini, di Nilde Jotti, di Sandro Pertini, di Tina Anselimi, di Umberto Terracini, di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino solo per citare alcune delle voci più importanti per il nostro recente passato, in un viaggio nella storia italiana di immenso interesse. Tra questi gioielli sonori c&#8217;è anche questo dibattito con  Edgard Morin, filosofo, sociologo, partigiano che qui ascoltiamo in un incontro del 1993 su di un umanesimo planetario. Filosofo della complessità e del rifiuto delle categorie, Edgar Morin supera l&#8217;antitesi tra ottimismo e pessimismo, riconosce i limiti ma anche le potenzialità dell&#8217;umano riconoscendo nella costanza del lavoro di disseminazione delle idee, nella solidarietà e nell&#8217;amore le chiavi per affrontare l&#8217;ignoto.</p>
<p><iframe src="//www.radioradicale.it/scheda/57035/iframe" width="560" height="355" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>Matilde Callari Galli:</strong></p>
<p>Il mio pessimismo è duplice: da una lato come, con un&#8217;umanità di sei miliardi di persone, forse già di più, come far giungere questo messaggio di speranza, come diffonderlo, in che modo immaginare che il nostro voler riassumere le esperienze di tutti, sia capito al di fuori della nostra cultura quando la nostra cultura ha per secoli disseminato tutto il contrario? Ha disseminato e ha ottenuto che altri gruppi vedessero la nostra cultura come il bene e cercassero la materializzazione e dimenticassero le loro antiche possibilità? Che le disprezzassero addirittura. E questo è il primo punto di riflessione che voglio rivolgere.</p>
<p><strong>Edgard Morin:</strong></p>
<p>Per prima cosa io rifiuto l&#8217;alternativa tra ottimismo e pessimismo. Penso che sull&#8217;ottimismo, che vuol dire che alla fine andrà tutto bene, prevalga l&#8217;incertezza sull&#8217;avventura finale e comunque nell&#8217;orizzonte finale ci sono la morte e la perdita. Voglio dire però che abbiamo un principio di speranza su un fondo di disperazione. Viviamo una dialettica della speranza e della disperazione e ho proposto sei principi di speranza. Come fare? Come sempre si fa nelle cose, nella storia e nell&#8217;evoluzione. Tutto inizia con una deviazione. Ogni idea non conforme, nuova, con un carattere di rottura con ciò che pare evidente a tutti, in rottura con il pensiero parcellarizzato sempre c&#8217;è una deviazione. La maggioranza delle persone si riferiscono a questa deviazione come ad un &#8220;piccolo gruppo&#8221;. Il piccolo gruppo inizia a fare disseminazione. Questa è la storia dell&#8217;inizio del cristianesimo, dell&#8217;inizio del socialismo, dell&#8217;inizio del buddismo, dell&#8217;inizio di tutte le grandi idee.</p>
<p>Non è un cammino o un programma: da un inizio si passa alla scoperta, alla rivoluzione mentale, alla presa di coscienza. Le persone si dicono, bisogna fare questo, questo è vitale. C&#8217;è un momento etico perché l&#8217;etica non è il prodotto di una deduzione razionale. Ciò che etico arriva così, è come un&#8217;autocreazione, un&#8217;autoproduzione, è un imperativo. Prendiamo l&#8217;inizio della scienza moderna. All&#8217;inizio si trattava di alcune persone come Cartesio, come Gassendi, come Leibniz e altri, che facevano osservazioni e sviluppavano un pensiero scientifico e tutte queste persone erano in corrispondenza epistolare tra di loro. Non esisteva il telefono ma ci scriveva lettere sulla carta. Ad un certo momento nasce una prima organizzazione, la Royal Society inglese,  la prima associazione in cui chi faceva scienza poteva partecipare. Si sono organizzati per condividere idee e scoperte. Ogni Paese ha poi creato le proprie associazioni scientifiche. Sono nati congressi internazionali e la scienza è diventata qualcosa di ufficiale, è entrata nelle Università e via così.</p>
<p>Questo voglio dire: non possiamo evitare questo processo in cui ci sono momenti di accelerazione, momenti di stagnazione e di incubazione che non dipendono da noi, dipendono da alcune condizioni, ma si deve continuare a dare il messaggio perché, secondo l&#8217;analogia della fecondazione dalla biologia. 180.000.000 di speramatozoi vanno persi ad ogni eiaculazione per avere 1, 2 o 3 bambini. C&#8217;è una grande perdita. La disseminazione è anche dissipazione. Pensiamo ai semi degli alberi! Molti si perdono e non trovano la possibilità di radicarsi. Questa è la vita.</p>
<p><strong>Matilde Callari Galli:</strong></p>
<p>Dobbiamo pensare che il problema delle idee, delle missioni delle idee non hanno una via programmata. Il risultato non è il prodotto quantitativo della quantità di energia che impieghiamo a fare le cose. Forse dobbiamo continuare a lavorare nel deserto per esserci nel momento in cui arriva la pioggia e quado arriva la pioggia allora viene il momento della fecondità. E&#8217; l&#8217;unica cosa che posso dire.</p>
<p>L&#8217;altra questione è collegata ai sei principi di speranza, non li voglio riassumere tutti e sei ma ce n&#8217;è uno che mi interessa ed è quello antropologico. In questo principio si dice, si fa un riferimento alla bassa utilizzazione delle nostre capacità umane come specie. Edgard Morin si augura di poter potenziare queste capacità intellettuali ma anche emotive, capacità di sentire, capacità di capire intendendo il doppio significato, intellettuale ed emozionale levando di mezzo queste separazioni.</p>
<p>Sono stata molto sollecitata da questo richiamo però, allo stesso tempo, ho avanzato alcuni dubbi che vorrei sottoporre. Ho pensato ad un vecchio testo di <strong>André Leroi Gourhan</strong>, intitolato <strong>Il gesto e la parola</strong>.In questo testo l&#8217;antropologo francese ricostruisce la storia della nostra specie attraverso il cambiamento che il nostro corpo ha avuto utilizzando, progettando, costruendo gli utensili. E può essere un libro invecchiato in alcune sue parti, però contiene per me ancora un grosso messaggio, il messaggio di questa interazione con la progettualità, con la manualità, e il nostro essere umani. Noi lo abbiamo perduto e l&#8217;autore lo dice chiaramente. Lo abbiamo perduto nel momento in cui un piccolo gruppo di individui progetta utensili, strumenti, modalità di interagire con la natura che la maggioranza degli individui utilizza e quindi è una divaricazione forse definitiva, forse profonda. Ecco quindi la mia domanda che non vuole essere una provocazione perché mi auguro veramente che questa disseminazione avvenga e possa avvenire su una terra così popolata come la nostra attuale. Il mio dubbio è che questo riguardi un piccolo gruppo di individui. Come far giungere questo messaggio di speranza, come diffonderlo? In che modo immaginare che il problema dell&#8217;etica della complessità. Mi sembra che uno degli interrogativi più interessanti che questo ultimo volume ponga a noi la riflessione di come sia possibile convivere con l&#8217;incertezza che è propria della natura delle cose. L&#8217;incertezza, l&#8217;aleatorietà, il rischio, l&#8217;avventura. Come è possibile vivere insieme a questa incertezza?</p>
<p><strong>Edgard Morin:</strong></p>
<p>C&#8217;è un&#8217;incertezza della stabilità <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Sono arrivato questa mattina da Parigi e mi serve un bagno di almeno due giorni per cominciare a trovare le parole italiane. Mi dispiace di molte imperfezioni di parole e, in alcuni momenti, quando non troverò la parola italiana, dirò la parola francese o forse spagnola. Penso che l&#8217;incertezza faccia parte del destino della vita in generale e anche del destino umano. L&#8217;incertezza è tale che penso che molto delle mitologie e delle religioni siano venute per dare una certezza se non sulla Terra, almeno in cielo, dopo la morte. La modernità dopo il Rinascimento. Nella modernità c&#8217;è un nuovo confronto con l&#8217;incertezza. Dopo il Rinascimento del pensiero c&#8217;è la problematizzazione del pensiero. Perché c&#8217;è il mondo, perché c&#8217;è la vita, perché c&#8217;è Dio cos&#8217;é Dio? L&#8217;accettazione fondamentale dell&#8217;incertezza è venuta prima di Pascal. Pascal ha capito molto bene che non è possibile dare una prova logica della verità divina. Lui ha detto c&#8217;è una scommessa e ha dato molti argomenti in favore di questa scommessa e penso che anche per il marxismo, un filosofo sociologo Lucien Goldman, era un marxista lucaciano che non ha studiato Pascal anche lui sosteneva che il marxismo fosse una scommessa. Non c&#8217;è una lettura della legge, della storia, dell&#8217;evoluzione, della certezza storica, no, E&#8217; una scommessa. Penso che oggi, per tutte le cose per cui abbiamo amore, amore per una persona ma anche amore per un valore, per l&#8217;idea di fraternità, tutte queste cose sono delle scommesse. Non abbiamo la certezza di realizzare tutte queste aspirazioni, valori, articoli di fede per i quali in alcuni momenti saremmo capaci di dare la nostra vita. Questo è per me un punto fondamentale.</p>
<p>Non è più possibile una certezza che dia la soluzione o la salvezza ma l&#8217;incertezza non è generalizzata. L&#8217;incertezza riguarda i problemi più fondamentali. Dove va il mondo? Perché l&#8217;uomo? Perché la vita? Qual è il destino futuro del mondo? Cos&#8217;è la realtà? In definitiva la vita è una navigazione su di un oceano di incertezza ma ci sono molte isole, arcipelaghi di certezza. Esistono molti elementi di certezza per navigare. Se l&#8217;incertezza è assoluta è solamente un gioco del destino, di un azzardo, del caso. Il destino è le cose della vita umana e del pensiero umano, un misto di certezza e di incertezza e non sappiamo esattamente la composizione del cocktail ma in ogni modo possiamo appoggiarci alle isole di certezza per continuare la navigazione dell&#8217;incertezza. Non sono un filoso dell&#8217;incertezza nel senso classico alla Montaigne ma non c&#8217;è lo scetticismo generalizzato. L&#8217;incertezza è una sfida vitale. In questo senso penso che il pensiero della complessità è il pensiero che sa che non si può eliminare l&#8217;incertezza ma che si può negoziare con l&#8217;incertezza.</p>
<p><strong>Matilde Callari Galli:</strong></p>
<p>Vorrei ora tornare con una domanda ad Edgard Morin. In un&#8217;intervista a François Ewald, nel momento in cui gli si chiedeva qual era la ragione del fascino che l&#8217;incertezza esercita su di lei, lei mi sembra abbia risposto che l&#8217;unica ragione che trova è di carattere personale. Mi sembra che lei abbia detto Il mio temperamento. A questo punto ho pensato che se a livello scientifico viene in mente quello che diceva <strong>Niels Bohr</strong>, che il contrario di una verità profonda è un&#8217;altra verità profonda ma mi è anche venuta in mente una pagina della biografia di Edgard Morin, quel bel libro intitolato <strong>Autocritica</strong>, e la pagina è quella in cui Edgard Morin dice che quando aderì al partito comunista francese, non aderì per non aver capito determinate cose ma anzi aderì a quel partito  e militò per anni in quel partito perché vedeva, conosceva di quel partito alcuni aspetti che erano contrari al suo temperamento, appunto e questa pagina viene poi detto che è uscito da quell&#8217;esperienza non con amarezza, rimpianto ma piuttosto ha visto in quest&#8217;esperienza una crescita individuale perché affrontata, noi diremmo, con gli occhi aperti. Allora io mi domando, c&#8217;è un problema. Bisogna educare gli individui a vivere com&#8217;è la realtà, senza sicurezze. E&#8217; la storia della nostra specie, l&#8217;avventura, il rischio. Nessuno sa quello che ci attende tra un minuto, tra un secondo. nello stesso tempo però la rete dei rapporti, la vita politica, la rete dei rapporti sociali implica una solidarietà, implica qualcosa che sia certo e allora, unendo un po&#8217; i discorsi mi domando, allora la risposta è quella di trovare proprio nella consapevolezza dell&#8217;incertezza la solidarietà?</p>
<p><strong>Edgard Morin:</strong></p>
<p>Prima di rispondere volevo dire che quando ho parlato del mio temperamento individuale, non era la spiegazione fondamentale e primitiva. Volevo dire che quando ero bambino, quando ero giovane, non ho ricevuto nessuna cultura o nessuna etica dalla mia famiglia. Io ero subculturato. Non ho ricevuto forte il segno della cultura, della scuola, dell&#8217;università. Ho sempre cercato di analizzare i miei problemi. Per me era impossibile studiare una disciplina. Ho studiato storia, sociologia, filosofia, economia, scienze politiche perché non potevo entrare nella categorizzazione delle cose e, di più, c&#8217;è un evento personale, perché ho vissuto una contraddizione fondamentale dopo la morte di mia madre quando avevo 9 o 10 anni. Per me era una cosa incomprensibile. Sapevo che era una cosa ineluttabile, irrimediabile ma io avevo tuttavia la speranza di un ritorno di mia madre. Ho sempre vissuto delle contraddizioni. Siccome non avevo una forte impronta culturale, ero molto aperto agli argomenti più opposti e per questo per me la frase di Bohr era molto importante, perché io la vivo così che l&#8217;idea contraria contiene una verità profonda e per questo Gianluca ha parlato della tolleranza. Penso che ci siano due livelli della tolleranza. Il primo è il livello Voltairiano dell&#8217;Illuminismo che dice Le vostre idee sono stupide, cretine ma io sono pronto a morire per esse. Voi avete il diritto di difenderle e la libertà di parola. Questo è un livello molto importante però penso che ci sia un livello più profondo in cui si dice In tutte le idee diverse, in opposizione, in conflitto, c&#8217;è qualche cosa di vero mescolato con superstizioni, errori e penso che questo non riguardi unicamente le idee, le filosofie, le ideologie ma anche in tutte le culture ci sia qualcosa di molto profondo. Questo è un fondamento, penso, ancora più interessante della tolleranza, perché implica più indifferenza verso il contenuto delle idee ma al contrario un grande interesse.</p>
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<li><strong><a href="https://psicomamme.it/ripensare-lidentita-queste-menzogne-che-uniscono-traduzione-dellarticolo-di-vincent-edin/">ripensare l&#8217;identità</a></strong></li>
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		<title>Friday for future a Torino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Sep 2021 12:47:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[conoscere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torino ha sempre risposto con entusiasmo alle marce per il clima e alle iniziative di Friday for future. Sarà il passato industriale, saranno le polveri sottili, sarà l&#8217;effetto che fa sull&#8217;umore una città inquinata e non proprio vivibile ma il tema ambientale è dolorosamente sentito, soprattutto dai più giovani. Ad ogni grande evento seguono più... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/friday-for-future-a-torino/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/friday-for-future-a-torino/">Friday for future a Torino</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Torino ha sempre risposto con entusiasmo alle marce per il clima e alle iniziative di Friday for future. Sarà il passato industriale, saranno le polveri sottili, sarà l&#8217;effetto che fa sull&#8217;umore una città inquinata e non proprio vivibile ma il tema ambientale è dolorosamente sentito, soprattutto dai più giovani. Ad ogni grande evento seguono più o meno brevi segnalazioni, raramente approfondite ed è difficile avere un&#8217;idea d&#8217;insieme che registri i cambiamenti e i temi via via più cruciali sostenuti dal movimento di Greta Thumberg assieme ad associazioni come Extincion rebellion.</p>
<div id="attachment_16390" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-16390" class="wp-image-16390 size-large" src="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/alfieri_per_il_clima_24_09_2019-1024x485.jpg" alt="Alfieri per il clima 24/09/2019" width="1024" height="485" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/alfieri_per_il_clima_24_09_2019-1024x485.jpg 1024w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/alfieri_per_il_clima_24_09_2019-300x142.jpg 300w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/alfieri_per_il_clima_24_09_2019-768x364.jpg 768w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/alfieri_per_il_clima_24_09_2019-1536x728.jpg 1536w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/alfieri_per_il_clima_24_09_2019-2048x970.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p id="caption-attachment-16390" class="wp-caption-text">Alfieri per il clima 24/09/2019</p>
</div>
<p>Friday for future non è nato ieri ed è giunto il momento di raccogliere un po&#8217; di immagini e parole che servano da testimonianza di un fenomeno tutt&#8217;altro che torrentizio, tollerato con un certo fastidio quando non colpevolmente snobbato dal &#8220;mondo adulto&#8221;.</p>
<p>Il rischio è di prendere sottogamba le questioni di capitale importanza rivendicate e i non trascurabili aspetti intergenerazionali trattati nel saggio filosofico <a href="https://psicomamme.it/lemergenza-del-futuro-di-ferdinando-g-menga/">L&#8217;emergenza del futuro</a>, di Ferdinando G. Menga. Parte dell&#8217;opinione pubblica e della stampa sta essenzializzando i <a href="https://psicomamme.it/traduzione-dellarticolo-non-abbiamo-aspettatocovid-19-per-sacrificare-i-nostri-giovani-elena-scappaticci-usbek-et-rika/">ragazzi</a>, sostituendo un pregiudizio scelto a caso alla loro profonda eterogeneità, alla loro complessità.</p>
<p>Quali sono oggi i temi più urgenti del movimento?</p>
<ul>
<li>Veloce riduzione delle emissioni fino al loro azzeramento, unica condizione per poter stabilizzare le temperature (<a href="https://www.ipcc.ch/reports/" target="_blank" rel="noopener">report IPCC</a>)</li>
<li>Presa in carico dell&#8217;emergenza climatica in tutta la sua gravità</li>
<li>Azioni radicali da parte della politica che sta continuando a pensare molto più al pil che alla sopravvivenza delle persone</li>
<li>Vera conversione dei sistemi produttivi, di trasporto</li>
<li><a href="https://psicomamme.it/accountability-responsabilita-e-trasparenza/">Accountability</a> della politica sulla crisi climatica</li>
<li>Giustizia sociale e giustizia climatica</li>
<li>Educazione ambientale rispondente ai problemi reali e non coerente con i temi del green-washing che colpevolizza i singoli e scagiona i colossi più inquinanti, tra cui Eni che è delegata alla formazione ambientale nelle scuole, in totale conflitto di interesse</li>
</ul>
<div id="attachment_16389" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-16389" class="wp-image-16389 size-large" src="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/senza_frontiere_contro_gli_sprechi_09_10_2020-1024x576.jpg" alt="Senza frontiere contro gli sprechi 09/10/2020" width="1024" height="576" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/senza_frontiere_contro_gli_sprechi_09_10_2020-1024x576.jpg 1024w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/senza_frontiere_contro_gli_sprechi_09_10_2020-300x169.jpg 300w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/senza_frontiere_contro_gli_sprechi_09_10_2020-768x432.jpg 768w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/senza_frontiere_contro_gli_sprechi_09_10_2020-1536x864.jpg 1536w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/senza_frontiere_contro_gli_sprechi_09_10_2020-2048x1152.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p id="caption-attachment-16389" class="wp-caption-text">Senza frontiere contro gli sprechi 09/10/2020</p>
</div>
<p><a href="https://psicomamme.it/panico-morale-acquiescenza/">Tra panico morale ed acquiescenza</a>, rischiamo di pensare molto a difendere i nostri privilegi e affatto al futuro che speriamo roseo, solo per i nostri figli, come per magia.</p>
<p>Ascoltiamoli!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16446 size-large" src="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/emergenza_climatica_24_09_2021-1024x576.jpg" alt="emergenza climatica 24/09/2021" width="1024" height="576" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/emergenza_climatica_24_09_2021-1024x576.jpg 1024w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/emergenza_climatica_24_09_2021-300x169.jpg 300w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/emergenza_climatica_24_09_2021-768x432.jpg 768w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/emergenza_climatica_24_09_2021-1536x864.jpg 1536w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/emergenza_climatica_24_09_2021-2048x1152.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><a href="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/siamo_qui_per_chiedere_azioni_immediate_crisi_climatica.mp3">Siamo qui per chiedere azioni immediate contro la crisi climatica</a></p>
<p>Power to the people 24/09/2021</p>
<p>Siamo qui per chiedere azioni immediate per contenere la crisi climatica, una crisi climatica che è già qui, è già in Italia. Il clima è cambiato! The world is on fire. A livello di incendi quest&#8217;anno, l&#8217;Italia è stata la più colpita d&#8217;Europa. <strong>Più di 150.000 ettari sono andati in fumo in Sardegna, Sicilia e nel resto d&#8217;Italia</strong>. Migliaia di persone sfollate, più di 20 milioni di animali arsi vivi. Negli stessi giorni, l&#8217;Italia è stata attraversata da un&#8217;ondata di calore che ha fatto registrare un nuovo record, quasi 49 gradi a Siracusa e temperature bollenti in tutto il Sud Italia. E per l&#8217;Italia che va a fuoco ce n&#8217;è una che fonde al sole. I nostri ghiacciai arretrano come mai prima d&#8217;ora. Nel 2020, il Ghiacciaio del Gran Paradiso è arretrato di 335 metri e, se continuiamo così, entro la fine del secolo, più del 40% dei ghiacciai sarà scomparso. Ci sono posti dove l&#8217;acqua scarseggia e altri dove ce n&#8217;è troppa. <strong>Siamo il paese europeo con la più alta esposizione economica al rischio alluvionale</strong>. Il 2 e il 3 ottobre scorsi, metà dell&#8217;acqua che normalmente cade in un anno, è caduta in due giorni inondando Piemonte e Valle d&#8217;Aosta. Un miliardo di euro di danni economici e vogliamo parlare dell&#8217;agricoltura? Negli ultimi 10 anni la Coldiretti ha stimato che sono 14 i miliardi di euro di danni a causa del maltempo. Gelate tardive, bombe d&#8217;acqua, raffiche di vento, trombe d&#8217;aria, tempeste di fulmini, violenti grandinate. Perché volete chiamarle maltempo? É crisi climatica. Smettiamo di chiamarlo maltempo. è crisi climatica. E allora ricordiamolo oggi a chi ci guarda scendere in piazza, ai governi e alle multinazionali che scaricano la responsabilità sugli individui, che cercano di dare la colpa a noi, diciamo loro di chi è il potere. Power to the people!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-16412 size-large aligncenter" src="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/marcia_per_il_clima-1024x576.jpg" alt="Marcia per il clima 15 03 2019" width="1024" height="576" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/marcia_per_il_clima-1024x576.jpg 1024w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/marcia_per_il_clima-300x169.jpg 300w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/marcia_per_il_clima-768x432.jpg 768w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/marcia_per_il_clima-1536x864.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><a href="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/Bashir-4-online-audio-converter.com_.mp3">Bashir dal Burkina Faso</a></p>
<p>Bashir 09/10/2020</p>
<p>Salve a tutti, mi chiamo Bashir. Vengo da un paese dell&#8217;Africa che si chiama Burkina Faso. <strong>Noi soffriamo ma non è colpa nostra ma il clima è più cattivo per l&#8217;inquinamento che viene dai paesi più ricchi</strong>. Noi veniamo in piazza con voi. Siamo qua come Comori per il clima. Veniamo in piazza tutti i giorni. Al mercato raccogliamo la frutta e la verdura come banane, pere, melanzane. Li diamo a chi ne ha più bisogno. Questo lavoro speriamo che diventi più forte per noi, perché è buono per tutti, anche per difendere l&#8217;ambiente.</p>
<p><a href="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/7anni-2-online-audio-converter.com-1.mp3">7anni</a></p>
<p>7 anni 09/10/2020<br />
Quanti anni ci rimangono per poter invertire la rotta se continuiamo con questo modello di sviluppo prima di raggiungere il punto di non ritorno dei cambiamenti climatici? Gli anni che ci rimangono per azzerare le nostre emissioni, per evitare di continuare con questo modello di sviluppo sono 7. Se andremo avanti così non potremo più evitare il riscaldamento globale.</p>
<p><a href="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/affrontare_seriamente_problema_inquinamento_24_09_2021.mp3">Affrontare seriamente il problema dell'inquinamento</a></p>
<p>Politiche radicalmente anti-inquinamento<br />
Qua in mezzo a noi ci sono studenti, lavoratori, pensionati e tra di noi abbiamo visto anche diversi candidati politici, alcuni candidati sindaco. Il messaggio che vorremmo lanciare a queste persone è che a noi non interessa vederli in piazza, fare le foto durante le manifestazioni dei ragazzi. A noi interessa che chi verrà eletto il 3 e il 4 ottobre a Palazzo Civico, dia una vera svolta a questa città, affronti seriamente il problema dell&#8217;inquinamento che ogni anno uccide 900 persone solo a Torino. <strong>Vogliamo che si affronti un problema che toglie ad ognuno di noi in questa piazza due anni di aspettativa di vita.</strong></p>
<p><a href="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/rabbia_e_gioia_collettive_24_09_2021.mp3">Rabbia e gioia collettive</a></p>
<p>A difesa di attiviste e di attivisti<br />
Oggi per noi è un momento di rabbia collettiva ma anche di gioia. Gioia nel vedere che non siamo sole nella lotta contro la crisi climatica, nel sentire altre mille voci unirsi alla nostra ma non è così per tutti. In molte parti del mondo, di attivismo si muore. <strong>Nel 2020 si è toccato un nuovo record di attiviste e di attivisti ambientali uccisi</strong>. Sono stati 277, circa 4 alla settimana, uccisi perché scomodi, perché la loro voce era troppo disturbante. Nel 2021 poi, abbiamo toccato anche un nuovo record di morti, in seguito ad eventi meteorologici estremi. Il nostro pensiero oggi va anche a queste persone, perché non si muoia più di crisi climatica.</p>
<p><a href="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/festa_della_fine_del_mondo_24_09_2021.mp3">Si avvicina il G20, la festa della fine del mondo</a></p>
<p>La prossima settimana, a Milano, i nostri cosidetti leader mondiali si incontreranno per prepararsi alla ventiseiesima conferenza sul clima di novembre a Glasgow. Sarà una festa, una festa della fine del mondo. Fisseranno qualche nuovo, ambizioso obiettivo, vago e pieno di scappatoie. Sono così bravi a farlo! Si impegnano così tanto a raccontarci bugie ben impacchettate su come serva agire con urgenza per guidare la transizione. Si impegnano così tanto a farci credere che si stiano affrontando le cose. Si impegnano a farci pensare che non sarà lasciato indietro nessuno ma il 2020 è previsto sarà l&#8217;anno con le più alte emissioni di sempre e nei conti per la ripartenza, i paesi del g7 hanno speso decine di miliardi in più nei combustibili fossili che nelle fonti rinnovabili. Le voci delle persone più colpite, nelle aree più colpite continuano ad essere ignorate e silenziate.  Vorrei sapere come pensano che questo abbia a che vedere con l&#8217;affrontare la crisi climatica. E vorrei sapere per quanto tempo ancora credono di poter continuare a non prendersi le proprie responsabilità e a farla franca. Noi ci siamo accorti del loro gioco mortale e abbiamo deciso di uscire dalla nostra zona sicura, di fare un passo avanti e di agire. Noi, qui e ora, siamo la speranza. Ci sono stati decenni di parole vuote, vertici vuoti, conferenze vuote. Ora ci servono  azioni e non ci fermeremo fino a quando non le avremo ottenute. Non ci fermeremo finché i leader mondiali non si prenderanno le loro responsabilità.</p>
<p><a href="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/Le_istituzioni_ignorano_le_proteste_09_10_2020.mp3">Le_istituzioni_ignorano_le_proteste_09_10_2020</a><br />
<a href="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/Evitare_il_collasso_finanza_29_11_2020.mp3">Evitare_il_collasso_finanza_29_11_2020</a><br />
<a href="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/Eugenio_in_Via_di_Gioia_Friday_for_future_09_10_2020.mp3">Eugenio_in_Via_di_Gioia_Friday_for_future_09_10_2020</a><br />
<a href="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/Educazione_climatica_super_partes_09_10_2020.mp3">Educazione_climatica_super_partes_09_10_2020</a><br />
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		<title>Acquarelli di animali: il modo più creativo di unire biologia e arte</title>
		<link>https://psicomamme.it/acquarelli-di-animali-il-modo-piu-creativo-di-unire-biologia-e-arte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Aug 2018 16:11:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[conoscere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scienze e arte di solito sono materie amiche dei bambini a meno che non si richieda loro di imparare a memoria tassonomie infinite o il numero di colonne e le proporzioni dei templi greci. Ricercare disegnando è un buon esercizio estivo da fare insieme, adulti e bambini. Gli animali sono molto comunicativi e imparare a... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/acquarelli-di-animali-il-modo-piu-creativo-di-unire-biologia-e-arte/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Scienze e arte di solito sono materie amiche dei bambini a meno che non si richieda loro di imparare a memoria tassonomie infinite o il numero di colonne e le proporzioni dei templi greci. Ricercare disegnando è un buon esercizio estivo da fare insieme, adulti e bambini.</p>
<p>Gli animali sono molto comunicativi e imparare a disegnarli pone meno problemi di &#8220;performance&#8221; rispetto al disegno del corpo umano. Gli acquarelli sono un&#8217;arma preziosa che per chi vuole cimentarsi nel disegno a colori senza impazzire con le matite. Molti bambini (e molti adulti) confessano di odiare le matite colorate per traumi scolastici e per la lentezza del lavoro. Gli acquarelli riabilitano le macchie ed è una meraviglia perdersi tra colature e diverse densità di colore. Visto che l&#8217;obiettivo non è vincere il concorso o prendere un bel voto, si può sperimentare tranquillamente.</p>
<p><!-- Final Tiles Grid Gallery for WordPress v3.5.5 free --></p>
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<p><a name='17'></a></p>
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<p>Vuoi dare un senso ambientalista ai tuoi esercizi? Partecipa all&#8217;iniziativa benefica <a href="http://www.sketchforsurvival.co.uk/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.sketchforsurvival.co.uk&amp;source=gmail&amp;ust=1530345112122000&amp;usg=AFQjCNG-uv8gvA4-tuSVhRI7GwM5w5WJvg">www.sketchforsurvival.co.uk</a>, iniziativa legata alla campagna <strong><a href="http://www.explorersagainstextinction.co.uk/" target="_blank" rel="noopener">Explorers against Extinction</a></strong><a href="http://www.explorersagainstextinction.co.uk/" target="_blank" rel="noopener">,</a> organizzata dall&#8217;ente caritatevole The Real World Conservation Trust. I disegni verranno esposti in diverse occasioni in giro per l&#8217;Inghilterra e gli Stati Uniti. Invia un disegno sul tema della sparizione degli animali selvatici e in particolare delle specie a rischio di estinzione. Può essere una vignetta o un ritratto, segui la tua ispirazione! Noi abbiamo spedito il disegno del piccolo urangutan.</p>
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		<item>
		<title>Riflessioni sui media al Salone del Libro: il peso contro il numero</title>
		<link>https://psicomamme.it/riflessioni-sui-media-al-salone-del-libro-il-peso-contro-il-numero/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 May 2018 13:25:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il peso, inteso come valore contenutistico, contro il numero di clic, di visualizzazioni o di like è il tema più ricorrente negli interventi di Roberto Saviano al Salone del libro 2018. La rotta indicata come antidoto ad una comunicazione insulsa è quella di una reale valorizzazione qualitativa dei contenuti a dispetto delle logiche dei social... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/riflessioni-sui-media-al-salone-del-libro-il-peso-contro-il-numero/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il peso, inteso come valore contenutistico, contro il numero di clic, di visualizzazioni o di like è il tema più ricorrente negli interventi di Roberto Saviano al Salone del libro 2018. La rotta indicata come antidoto ad una comunicazione insulsa è quella di una reale valorizzazione qualitativa dei contenuti a dispetto delle logiche dei social network e del guadagno che hanno snaturato le home page dei siti delle maggiori testate italiane, vetrine talvolta di stranezze zoologiche, video virali, scherzi ottici e notizie che non sono notizie ma puro gossip assai poco informativo.</p>
<p>Un appofondimento storico sulla battaglia di Austerlitz dovrebbe essere considerato con un metro diverso da quello usato per i video &#8220;di tendenza&#8221; sui gattini, sarebbe un errore valutare ogni contenuto come appartenente allo stesso mercato e la logica del fiasco o del successo è relativa: migliaia di like ad un video informativo sono un successo mentre lo stesso consenso quantitativo espresso ad un contenuto evasivo o addirittura sciocco rappresenta un vero fiasco.</p>
<p>In questo delicato meccanismo di promozione o di bocciatura dei contenuti, gli utenti hanno il grande potere di poter metter in evidenza e di premiare articoli, video, podcast di reale interesse e di carattere davvero informativo. Intervistato da <strong>Massimiliano Coccia</strong> allo stand di Radio Radicale, Roberto Saviano si è soffermato sulle differenze tra ipotesi di complotto e inchiesta, su come per la prima basti collegare pochi dati che non hanno alcun nesso reale e ipotizzare oscure trame per ottenere consenso attorno a concetti semplici e non vagliati mentre per la seconda sia necessario uno sforzo di verifica di ogni passo del ragionamento. Se l&#8217;ipotesi del complotto si presta a pregiudizi e posizioni ideologiche che non reggerebbero alla prova dei fatti, l&#8217;inchiesta entra nella complessità del reale frantumando false credenze o semplificazioni. Assistiamo purtroppo al trionfo della semplificazione e alla manipolazione interessata della realtà più che alla sua analisi approfondita. Quel che possiamo fare come lettori e spettatori è dar forza ai messaggi documentati, ragionati, rispettosi della realtà nelle sue contraddizioni perché qualunque spiegazione ideologica non è fatta tanto per informare quanto per piacere e dirigere l&#8217;opinione pubblica.</p>
<p>Massimiliano Coccia ha confessato la difficiltà di lavorare come giornalista responsabile in un clima saturo di slogan e di soluzioni facili ma ha sottolineato l&#8217;importanza di conservare il seme della voglia di informarsi e di informare. Anche se tutto sembra consumarsi nel tempo di un clic e la mole di notizie è schiacciante, la forza del singolo sta nel seguire un percorso di conoscenza e di costruzione di un&#8217;opinione personale, recuperando articoli di grande qualità anche molti giorni dopo la loro pubblicazione.</p>
<p>La seconda tappa dello scrittore è stata il dialogo sulla letteratura selvaggia con <strong>Guillermo Arriaga</strong>, autore di romanzi, sceneggiatore e regista messicano che ha parlato dell&#8217;irriducibile, complessa ferinità della natura umana ma anche di come i romanzi debbano illuminare le ombre che il potere preferirebbe nascondere. Dinamiche predatorie e di fuga tipiche dell&#8217;animale sono insite nell&#8217;animo umano, l&#8217;istinto di nascondersi e di stanare appartiene anche alla società contemporanea e in particolare al mondo del gossip, sempre pronto a cogliere personaggi pubblici in momenti privati o nella routine delle necessità quotidiane. Con una tecnica che porta i meccanismi della letteratura nel film, Arriaga punta a raccontare le luci dell&#8217;umanità e del suo paese attraversandone le ombre. I romanzi sono specchi in cui riconoscersi, sono il mezzo attraverso cui è possibile sperimentare la catarsi come nel teatro greco. Questo stesso principio ha ispirato buona parte del terzo intervento di Roberto Saviano con <strong>Cattelan</strong> e <strong>Pacifico</strong> a proposito delle serie televisive, che l&#8217;autore dice essere molto affini alla forma letteraria per l&#8217;ampiezza degli spazi a disposizione e per la possibilità di approfondire temi importanti e personaggi.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-14130 size-large" src="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2018/05/roberto-saviano-salone-del-libro-1024x768.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2018/05/roberto-saviano-salone-del-libro-1024x768.jpg 1024w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2018/05/roberto-saviano-salone-del-libro-300x225.jpg 300w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2018/05/roberto-saviano-salone-del-libro-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Anche nel caso della forma seriale purtroppo, il giudizio implacabile degli algoritmi rischia di penalizzare produzioni di qualità che non rispondano pienamente alle specifiche indicate dalla statistica e dal modello matematico assunto come efficace. Roberto Saviano ha accennato alle difficoltà incontrate nella fase preliminare alla realizzazione della serie, quando nessuno credeva nel suo successo e molti lo mettevano in guardia dal rischio di compromettere i risultati del libro e del film. Dopo l&#8217;exploit di Gomorra la serie, il modello italiano si è imposto nel mondo per verosimiglianza e maestria, riuscendo a sfidare i colossi americani del genere <em>crime</em>, ritenuto dominio incontrastato statunitense. Nel gioco tra finzione e realtà, tra intrattenimento e informazione, conta arricchire lo spettatore. Gomorra la serie ha cambiato lo scenario globale imponendo uno stile non solo filmico ma anche musicale e di costume. Ha potuto farlo perché ha trovato produttori capaci di ragionare da esseri umani e non da macchine.</p>
<p>Leggi anche:</p>
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<li><strong><a href="http://psicomamme.it/saviano-sottodiciotto-film-festival-social-media/">Roberto Saviano al Sottodiciotto Film Festival</a></strong></li>
<li><strong><a href="http://psicomamme.it/bacio-feroce/">Bacio feroce di Roberto Saviano, recensione del libro</a></strong></li>
<li><strong><a href="http://psicomamme.it/la-paranza-dei-bambini-del-nuovo-teatro-sanita/">La paranza dei bambini del Nuovo Teatro Sanità</a></strong></li>
<li><strong><a href="http://psicomamme.it/recensione-di-la-paranza-dei-bambini-di-roberto-saviano/">Recensione del libro La paranza dei bambini</a></strong></li>
<li><strong><a href="http://psicomamme.it/sanghenapule/">Sanghenapule al Piccolo di Milano</a></strong></li>
<li><strong><a href="http://psicomamme.it/zero-zero-zero-libro-natale/">Recensione del libro Zero zero zero</a></strong></li>
</ul>
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		<item>
		<title>La paranza dei bambini del Nuovo Teatro Sanità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jan 2018 19:29:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La tournée della compagnia del Nuovo Teatro Sanità fa tappa al Colosseo di Torino con La paranza dei bambini, spettacolo visionario ispirato al romanzo di Roberto Saviano. Vincenzo Antonucci, Luigi Bignone, Riccardo Ciccarelli, Mariano Coletti, Giampiero de Concilio, Simone Fiorillo, Carlo Geltrude, Enrico Maria Pacini, Carlo Caracciolo e Antimo Casertano danno corpo e voce al racconto di... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/la-paranza-dei-bambini-del-nuovo-teatro-sanita/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La tournée della compagnia del <strong><a href="http://www.nuovoteatrosanita.it/" target="_blank" rel="noopener">Nuovo Teatro Sanità</a></strong> fa tappa al Colosseo di Torino con <strong><a href="http://psicomamme.it/recensione-di-la-paranza-dei-bambini-di-roberto-saviano/">La paranza dei bambini</a></strong>, spettacolo visionario ispirato al romanzo di Roberto Saviano. Vincenzo Antonucci, Luigi Bignone, Riccardo Ciccarelli, Mariano Coletti, Giampiero de Concilio, Simone Fiorillo, Carlo Geltrude, Enrico Maria Pacini, Carlo Caracciolo e Antimo Casertano danno corpo e voce al racconto di Roberto Saviano, adattato e ricucito a misura di teatro da Mario Gelardi.</p>
<p>Le ombre dei pesciolini di paranza si muovono seguendo coreografie, i personaggi sono incastrati in una dinamica suicida che si perfeziona con il crescendo della faida. Le mosse a disposizione sono obbligate: mettersi al servizio di qualcuno aspettando di fare il grande salto, strutturarsi come banda armata, fissare le regole della paranza. L&#8217;azione corre su piani diversi grazie a palchi sovrapposti che ricordano per brevi istanti Jailhouse Rock del 1957 ma la suggestione dominante non è tanto il musical di Elvis Presley quanto il fumetto Sin City di Frank Miller, per il senso di oppressione che lo caratterizza.</p>
<p>I protagonisti della pièce si illudono che la luce verso cui nuotano sia il sole o la promessa di potere ma una rete si chiude attorno a loro, senza che se ne accorgano. Sognando di comandare nel quartiere e di collocarsi tra i fottitori piuttosto che tra i fottuti, i paranzini pestano i piedi sbagliati e il meccanismo perverso dei regolamenti di conti si innesca implacabile.</p>
<p>Come ninja sui tetti, i giovani fanno rapine, si procurano pistole, celebrano il tetro rito dell&#8217;affiliazione. Al &#8220;fuori&#8221; del quartiere si contrappone un &#8220;dentro&#8221; familiare che viene fagocitato dalla violenza. La tragedia dei cattivi ragazzi, degli angeli caduti e della crudeltà intrapresa per gioco, sciocca alcuni più per la scurrilità dei termini che per la sostanza di una generazione perduta che non vede alternative alla fiammata col botto prima della morte o della prigione. I colori accesi contrastano sul nero che richiama il fondo del mare, quell&#8217;oscurità che impaurisce chi la guarda, la stessa ombra che i più preferiscono ignorare praticando l&#8217;omertà in una forma subdola ma socialmente incoraggiata.</p>
<p>La penuria di adulti più attempati sulla scena descrive bene la latitanza dei &#8220;maturi&#8221; e la noncuranza con cui si derubricano fenomeni di guerriglia urbana a non meglio identificata devianza giovanile. Mentre i boss si servono dei paranzini, le città chiudono un occhio che assomiglia ad una pietra tombale. Il bello è che La paranza dei bambini è fatta da giovanissimi attori che formano un gruppo pirotecnico-teatrale vero e ben collaudato, capace di reggere sulle spalle uno spettacolo complicato per come è scritto e per il tema che mette in scena.</p>
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		<title>Hind Lafram, Fatima Zahara Lafram, Ayoub Mussaid, Luisa Zhou presentano Bacio Feroce alle OGR</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Nov 2017 18:02:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hind Lafram, Fatima Zahara Lafram, Ayoub Mussaid, Luisa Zhou presentano Bacio Feroce alle Officine Grandi Riparazioni di Torino. Con due domande a testa, le ragazze e i ragazzi che non sono italiani agli occhi della legge ma che lo sono nel cuore, intervistano Roberto Saviano. Il mondo di Bacio Feroce non ha uscite di sicurezza,... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/ogr-bacio-feroce/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Hind Lafram, Fatima Zahara Lafram, Ayoub Mussaid, Luisa Zhou presentano Bacio Feroce alle Officine Grandi Riparazioni di Torino. Con due domande a testa, le ragazze e i ragazzi che non sono italiani agli occhi della legge ma che lo sono nel cuore, intervistano Roberto Saviano. Il mondo di <strong><a href="http://psicomamme.it/bacio-feroce/">Bacio Feroce</a></strong> non ha uscite di sicurezza, esiste una sola via al potere, la via della cocaina che porta i paranzini, uguali in ogni periferia perché la periferia è una sola, a comandare e uccidere, a guadagnare dai 4.000 ai 10.000 euro alla settimana e a morire a 19 anni, come Emanuele Sibillo, il boss a cui l&#8217;autore si è ispirato scrivendo l&#8217;epopea della Paranza dei bambini.</p>
<p>Non c&#8217;è posto per i giovani nel mondo della criminalità e non c&#8217;è spazio per i giovani nel mondo onesto che sembra avere progetti solo per chi è già tutelato. I ragazzi vivono in una società respingente, dalla mobilità ridottissima. Chi vive in territori difficili e senza lavoro non vede alternative allo spaccio come metodo di arricchimento. Lavorare da sfruttati, sapendo di non poter pagare mutui e di non poter mettere su famiglia, è una scelta da deboli che i paranzini rifiutano per principio. Scelgono una vita breve e sanguinaria, sanno che la loro vita si risolverà in una faida ma procedono comunque su questo binario morto, disprezzando una vita opaca. I paranzini bevono champagne perché lo champagne non può più essere richiuso, non c&#8217;è più modo di fermare le bollicine come non si può fermare la parabola fulminea e tanto effervescente quanto violenta dei piccoli boss. Bacio Feroce segue lo stesso principio, non offre fughe al male, costringe il lettore ad identificarsi con esso, a riconoscere in sé valori non tanto diversi da quelli della paranza dei bambini ma anche ad ammettere l&#8217;ingenuità di questi ragazzini che sparano e giocano a pallone, che comandano quartieri e fanno da baby sitter alle sorelle.</p>
<p>Senza offrire figure positive, Roberto Saviano dipinge Napoli come prototipo di tutte le grandi città del mondo e la sua visione è tanto spietata quanto assoluta è l&#8217;indifferenza della politica verso tutto ciò che riguarda le mafie. Legalizzazione, attenzione per le ombre delle nostre città, diritti sono gli antidoti che come paese ci rifiutiamo di assumere, preferendo usare i migranti come capro espiatorio. Ed è proprio sullo ius soli che il discorso si sofferma e oltrepassa il livello superficiale della questione, quello abitualmente frequentato dal dibattito politico. L&#8217;Italia preferisce negare la cittadinanza a 800.000 bambini e ragazzi che riconoscono l&#8217;Italia come propria culla identitaria che approvare una riforma a costo zero e dai risvolti inclusivi incalcolabili.</p>
<p>Hind Lafram, Fatima Zahara lafram, Ayoub Mussaid, Luisa Zhou si presentano. Tutti rivendicano la propria libertà contro il paradosso di un&#8217;identità imposta dalla burocrazia e dal reddito perché, alla prova dei fatti, quel che conta davvero nell&#8217;attribuzione della cittadinanza è il cud che deve essere alto, non i sentimenti patrii o l&#8217;appartenenza ideale ad una cultura.</p>
<p>Hind e Fatima sono sorelle, Hind non è italiana, Fatima invece sì. Vivono in una famiglia spaccata in due: la mamma e Fatima sono italiane, il fratello lo è diventato perché ha sposato una donna italiana, non per diritto acquisito. Il padre e Hind sono marocchini. Le due metà del nucleo familiare hanno iter burocratici diversi e diverse possibilità di spostamento fuori dall&#8217;Italia. Hind, stilista e portabandiera del made in Italy nel mondo, non ha il passaporto italiano.</p>
<p>Ayoub fa teatro, ha rappresentato l&#8217;Italia come delegato in Marocco, paese in cui è stato solo una volta in quattordici anni, senza sentire alcun legame con la sua terra d&#8217;origine. Anche lui ha una famiglia lacerata dai diversi passaporti. Per fortuna il fratello e la sorella sono stati dichiarati idonei e resi italiani anche sulla carta.</p>
<p>Luisa Zhou studia per diventare mediatrice culturale ed ha il passaporto cinese. Vorrebbe essere italiana per poter viaggiare e per veder rispecchiato ufficialmente il proprio senso di appartenenza.</p>
<p>Roberto Saviano riflette sui facili slogan nostrani e mette in guardia dalla tentazione di cedere alle semplificazioni. Gli spacciatori magrebini che vediamo nelle nostre strade lavorano per le nostre italianissime mafie e un carcere che rispetta i diritti dei detenuti è un carcere che si sottrae al controllo mafioso, per questo dovremmo ragionare di più sui problemi e tenere alta l&#8217;attenzione sulla realtà carceraria senza conclusioni forcaiole.</p>
<p>Il pensiero laterale e il rifiuto della complessità sono le vie da seguire. Il potere del lettore è cruciale come la voglia di informarsi e capire.</p>
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		<title>Torino Comics riapre con molta voglia di giocare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Apr 2017 13:32:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Torino Comics è un&#8217;enorme sala giochi, una discoteca, un teatro immersivo, un mercato di giapponeserie e fumetti ma soprattutto è lo spazio dei giovani. Ragazze e ragazzi non sono invitati, questo salone è loro e ci vanno senza bisogno che la scuola li accompagni. Sarebbe un errore pensare che si tratti solo di un&#8217;evasione fine... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/torino-comics-riapre-con-molta-voglia-di-giocare/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Torino Comics è un&#8217;enorme sala giochi, una discoteca, un teatro immersivo, un mercato di giapponeserie e fumetti ma soprattutto è lo spazio dei giovani. Ragazze e ragazzi non sono invitati, questo salone è loro e ci vanno senza bisogno che la scuola li accompagni. Sarebbe un errore pensare che si tratti solo di un&#8217;evasione fine a se stessa, molti sono i <strong><a href="http://www.afnews.info/wordpress/2017/04/20/a-torino-comics-le-attivita-gratuite-della-scuola-internazionale-di-comics/" target="_blank" rel="noopener">workshop organizzati dalla Scuola internazionale di comics</a></strong> e da Event Horizon, scuola di arti digitali.</p>
<p><a href="http://psicomamme.it/torino-comics-riapre-con-molta-voglia-di-giocare/20170421_105137/" rel="attachment wp-att-12602"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-large wp-image-12602" src="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_105137-1024x576.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_105137-1024x576.jpg 1024w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_105137-300x169.jpg 300w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_105137-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Colore e fantasia dominano incontrastati. Giovanissimi cosplayer visitano gli stand e posano per i fotografi, i volontari di <strong><a href="http://www.giocatorino.it/" target="_blank" rel="noopener">Giocatorino</a> </strong>insegnano le regole dei giochi da tavolo, scacchisti si sfidano seduti ad un tavolo mentre poco più in là si giocano tornei videoludici e gli ultraquarantenni vagano alla ricerca di più rassicuranti chine d&#8217;autore.</p>
<p><a href="https://psicomamme.it/20170421_101009/"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_101009-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_101009-300x169.jpg 300w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_101009-768x432.jpg 768w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_101009-1024x576.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
<a href="https://psicomamme.it/20170421_101146/"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_101146-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_101146-300x169.jpg 300w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_101146-768x432.jpg 768w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_101146-1024x576.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
<a href="https://psicomamme.it/20170421_114122/"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_114122-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_114122-300x169.jpg 300w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_114122-768x432.jpg 768w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_114122-1024x576.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
<a href="https://psicomamme.it/20170421_094651/"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_094651-e1492778428499-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_094651-e1492778428499-300x169.jpg 300w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_094651-e1492778428499-768x432.jpg 768w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_094651-e1492778428499-1024x576.jpg 1024w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_094651-e1492778428499.jpg 1300w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
<a href="https://psicomamme.it/20170421_103210/"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_103210-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_103210-300x169.jpg 300w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_103210-768x432.jpg 768w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_103210-1024x576.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
<a href="https://psicomamme.it/20170421_101104/"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_101104-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_101104-300x169.jpg 300w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_101104-768x432.jpg 768w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_101104-1024x576.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>La manualità è ben rappresentata, che si tratti di disegnare dal vero o su supporti digitali. Ago e filo, modellazione, disegno, pittura sono ingredienti importanti, apprezzati dai ragazzi.</p>
<p><a href="https://psicomamme.it/20170421_105249/"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_105249-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_105249-300x169.jpg 300w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_105249-768x432.jpg 768w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_105249-1024x576.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
<a href="https://psicomamme.it/20170421_105508/"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_105508-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_105508-300x169.jpg 300w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_105508-768x432.jpg 768w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_105508-1024x576.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
<a href="https://psicomamme.it/20170421_112913/"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_112913-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_112913-300x169.jpg 300w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_112913-768x432.jpg 768w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_112913-1024x576.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Gli stand di appassionati fan delle saghe fantascientifiche e di modellismo sono molto creativi!</p>
<p><a href="https://psicomamme.it/20170421_094919/"><img loading="lazy" decoding="async" width="169" height="300" src="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_094919-e1492780606171-169x300.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_094919-e1492780606171-169x300.jpg 169w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_094919-e1492780606171-768x1365.jpg 768w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_094919-e1492780606171-576x1024.jpg 576w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_094919-e1492780606171.jpg 1836w" sizes="auto, (max-width: 169px) 100vw, 169px" /></a><br />
<a href="https://psicomamme.it/20170421_103519/"><img loading="lazy" decoding="async" width="169" height="300" src="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_103519-e1492780376400-169x300.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_103519-e1492780376400-169x300.jpg 169w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_103519-e1492780376400-768x1365.jpg 768w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_103519-e1492780376400-576x1024.jpg 576w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_103519-e1492780376400.jpg 1836w" sizes="auto, (max-width: 169px) 100vw, 169px" /></a><br />
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<a href="https://psicomamme.it/20170421_103614/"><img loading="lazy" decoding="async" width="169" height="300" src="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_103614-e1492780471111-169x300.jpg" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_103614-e1492780471111-169x300.jpg 169w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_103614-e1492780471111-768x1365.jpg 768w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_103614-e1492780471111-576x1024.jpg 576w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_103614-e1492780471111.jpg 1836w" sizes="auto, (max-width: 169px) 100vw, 169px" /></a></p>
<p>Dietro una statuetta e dietro ai costumi dei cosplayer c&#8217;è moltissimo lavoro e una buona dose di sperimentazione.<br />
Creare delle orecchie da elfo in lattice potrebbe rivelarsi un&#8217;ardua impresa senza questi calchi in gesso.</p>
<p><a href="http://psicomamme.it/torino-comics-riapre-con-molta-voglia-di-giocare/20170421_105941/" rel="attachment wp-att-12623"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-large wp-image-12623" src="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_105941-1024x576.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_105941-1024x576.jpg 1024w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_105941-300x169.jpg 300w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/20170421_105941-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
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		<title>Roberto Saviano al Sottodiciotto Film Festival 2017</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Apr 2017 11:55:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I due incontri con Roberto Saviano che hanno impreziosito la diciottesima edizione del Sottodiciotto Film Festival sono stati l&#8217;occasione per un confronto tra lo scrittore e i giovanissimi partecipanti. I ragazzi hanno potuto interagire con lui, attraverso bellissimi momenti teatrali e brevi interviste, e ascoltarlo dialogare con Sofia Viscardi sul tema del rapporto tra realtà e... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/saviano-sottodiciotto-film-festival-social-media/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I due incontri con Roberto Saviano che hanno impreziosito la diciottesima edizione del Sottodiciotto Film Festival sono stati l&#8217;occasione per un confronto tra lo scrittore e i giovanissimi partecipanti. I ragazzi hanno potuto interagire con lui, attraverso bellissimi momenti teatrali e brevi interviste, e ascoltarlo dialogare con Sofia Viscardi sul tema del rapporto tra realtà e social media.</p>
<p>Tra i tanti temi affrontati in occasione della presentazione del libro <strong><a href="http://psicomamme.it/recensione-di-la-paranza-dei-bambini-di-roberto-saviano/">La paranza dei bambini</a></strong> al Teatro Colosseo, il 3 dicembre, si è parlato dei miti dei più giovani, dei loro valori e della mancanza di prospettive concrete. Come rapportarsi alle regole in un ambiente clientelare e quasi per nulla meritocratico?<strong> Le regole dovrebbero servire a premiare talento e impegno</strong> e ad impedire che ad affermarsi siano i furbi che ricorrono a raccomandazioni e a scorciatoie. I pesciolini della paranza scelgono la via del crimine perché vogliono avere potere, anche se per poco tempo e anche a costo di morire o di finire in carcere per anni. I paranzini ripudiano le scelte dei genitori che faticano a pagare il mutuo e non hanno fatto carriera, non vogliono impegnarsi in un percorso di studio e di lavoro perché oggi il lavoro che offre possibilità di crescita e di guadagno.</p>
<p>Roberto Saviano ha parlato forte e chiaro a ragazze e ragazzi, senza retorica e in modo intimo e personale, come raramente si vede fare negli incontri con le scuole. In effetti non abbiamo mai visto affrontare tanti temi duri assieme ai ragazzi con altrettanta aderenza alla realtà, senza moralismi e senza finte scappatoie. La lettura dell&#8217;incipit del romanzo all&#8217;inizio della presentazione, con Saviano solo sul palco a sipario chiuso, è stato un momento davvero poetico in cui, forse, l&#8217;autore ha voluto ringraziare ragazze e ragazzi per il loro impegno a calcare il palcoscenico partecipando all&#8217;opera collettiva e magica che è il teatro.</p>
<p>Riguardo al bullismo e alla moda di attaccare le persone per il loro aspetto fisico, lo scrittore non si è limitato ad una superficiale condanna ma <strong>ha parlato di cosa sia la bellezza e di come non sia separabile dalla complessità e dall&#8217;intelligenza</strong>. La bellezza non ha metri e anche per quanto riguarda l&#8217;erotismo, non ci sono strade obbligate e canoni escludenti. Saviano ha messo in guardia i ragazzi da chi pretende di misurarli e li ha invitati a valutare come siano altre le componenti che ci fanno amare una persona, non le misure ma il fascino, la voce, i gusti e la voglia di stare assieme. La moda usa donne bellissime per farci credere che sia il vestito a farle sembrare così belle e che chiunque possa risultare altrettanto attraente ed elegante con lo stesso vestito. Questo trucco di marketing si ripercuote su di noi e ci condiziona aumentando il nostro tasso di infelicità.</p>
<p><strong>I ragazzi</strong> vogliono ricchezza facile, ereditata se mai, ma non guadagnata perché sanno che la ricchezza derivata dall&#8217;impegno genera odio e rancore. Loro <strong>vogliono essere invidiati ma non odiati</strong> e desiderano vite come quelle dei rich kids, in mezzo a escort e simboli di lusso sfrenato. Vogliono morire giovani, come se ci fosse una grandezza nella morte. E invece non c&#8217;è bellezza nella morte. Roberto Saviano ha spiegato che gli è capitato di assistere all&#8217;agonia di persone che erano state ferite a morte e di aver letto nei loro occhi la vergogna di essere esposti allo sguardo di sconosciuti. I paranzini hanno tempo per la galera perché sono giovanissimi e <strong>credono, una volta usciti, di trovare la primavera, di tornare a comandare</strong>. Ma non è così che funziona quando si esce dal carcere.</p>
<p>Molte domande di ragazze e ragazzi miravano a scoprire dettagli sullo scrittore da ragazzino, magari per immaginarselo più vicino. L&#8217;adolescenza di Roberto Saviano è stata schiva e costellata di zuffe. Gli resta la grande nostalgia dei compleanni non festeggiati e il rimpianto per i suoi tanti capelli, lisci e color mogano. Da ragazzino andava a guardare i morti ammazzati per strada, la morte era un&#8217;esperienza normale in un&#8217;epoca di guerra tra clan.</p>
<h3>Realtà e social media</h3>
<p>Dall&#8217;incontro  del 7 aprile al Cinema Ideal sono emerse esperienze diverse dovute anche alla diversa età, alla giovinezza analogica di Roberto Saviano e a quella da nativa digitale di Sofia Viscardi ma i due si sono trovati d&#8217;accordo sulla necessità di ragionare prima di scrivere sulla scia di emozioni negative. Per entrambi è<span class="Apple-converted-space">  </span>legittimo cambiare posizione su un argomento o riconoscere un errore senza che questo venga continuamente rinfacciato. Se tale posizione è naturale per i giovanissimi, non è lo altrettanto per i coetanei di Roberto Saviano.</p>
<p class="p1"><a href="http://psicomamme.it/saviano-sottodiciotto-film-festival-social-media/sofia-viscardi/" rel="attachment wp-att-12562"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-large wp-image-12562" src="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/sofia-viscardi-1024x768.jpg" alt="Sofia Viscardi al Sottodiciotto" width="1024" height="768" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/sofia-viscardi-1024x768.jpg 1024w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/sofia-viscardi-300x225.jpg 300w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/04/sofia-viscardi-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p class="p1"><strong>Sofia ha aperto il proprio account Facebook a 10 anni</strong> e la sua presenza sui social media è la conseguenza della sua naturale voglia di comunicare e condividere. I suoi genitori non le hanno mai proibito nulla ma le hanno dato le giuste informazioni per non esporsi ai pericoli non solo virtuali che la rete comporta. Ha anche ammesso di essere stata fortunata trovandosi ad interloquire con identità false dietro cui c&#8217;erano suoi coetanei e non adulti.</p>
<p class="p1">La sua presenza su Youtube e sui social è dettata dalla spontaneità. <strong>Se sente di voler condividere qualcosa lo fa, senza strategie ma con la consapevolezza di essere una influencer per tanti giovanissimi</strong>. Alla domanda se sia possibile vivere senza social Sofia ha risposto di sì ma che ciò comporterebbe se non l&#8217; esclusione almeno il rischio di rimanere indietro rispetto agli altri. Di fronte ai commenti sgradevoli o volgari, Sofia tira dritto perché è una ragazza determinata e capace di non dare peso all&#8217;idiozia ma lei stessa riconosce come molte persone, più sensibili o indifese, soffrano molto dell&#8217;odio che infesta i social. Bisognerebbe sempre contare fino a 10 prima di scrivere!</p>
<p>Roberto Saviano, nato libero da smartphone e social media, ha ricordato il vantaggio di non essere controllati ma anche la sua precoce presenza su Myspace prima e Facebook poi. <strong>Myspace è stato fondamentale per una prima diffusione di Gomorra</strong>.</p>
<p>Alla battuta di Paolo Damilano riguardo all&#8217;uso di Facebook per rimorchiare, Roberto Saviano ha risposto che devi far credere di star facendo altro ma è quello lo scopo principale, come appare chiaro dalla visione del film The social network. <strong>Facebook</strong>, a differenza di Myspace, <strong>dice che tutti siamo uguali</strong>, il Papa come il tuo vicino di casa. Il layout grafico infatti è uguale per tutti mentre su Myspace era personalizzabile e si potevano inserire moduli a pagamento. Questo genera la falsa percezione di poter sentenziare a piacimento e di poter aggredire tutti, di contare come i grandi della Terra e di poterli anche insultare.</p>
<p class="p1">I post di Roberto<span class="Apple-converted-space">  </span>Saviano non sono scritti in pochi minuti, alcuni sono pensati a lungo, fino a 2 ore. Il tentativo di sintesi si accompagna a quello dell&#8217;approfondimento ed è proprio questo aspetto a caratterizzare la sua comunicazione su Facebook. Roberto scrive per spiegare come è arrivato ad una determinata posizione, offre dati, ragionamento e rispetto dei suoi interlocutori che talvolta lo aggrediscono sui social ma di persona chiedono di farsi una fotografia assieme a lui. Gli hater desiderano essere notati ed è come se dicessero Ci sono anch&#8217;io!</p>
<p>La realtà che potremmo avere senza smartphone o social media è una realtà da zombie, dice Roberto Saviano che però cita anche una ricerca statunitense su come essere sempre reperibili, controllabili e controllanti comporti un lavoro enorme e usurante.</p>
<p>NB Non sappiamo di che ricerca si tratti ma ecco un articolo di approfondimento <a href="http://edition.cnn.com/2016/06/30/health/americans-screen-time-nielsen/" target="_blank" rel="noopener">Americans devote more than 10 hours a day to screentime </a></p>
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		<title>New normal economico. Ne parliamo con Stefano Natoli, giornalista del Sole 24 Ore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2016 08:01:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nostra economia è in stallo e le famose schiarite risolutrici di cui ciclicamente si parla non arrivano, lasciando le persone sempre più confuse e scettiche. Quando dalle pagine dei giornali i politici parlano di ripresa e gli individui hanno invece l&#8217;impressione di scivolare verso un costante peggioramento delle condizioni di vita, la reazione può... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/new-normal-economico-stefano-natoli/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La nostra economia è in stallo e le famose schiarite risolutrici di cui ciclicamente si parla non arrivano, lasciando le persone sempre più confuse e scettiche. Quando dalle pagine dei giornali i politici parlano di ripresa e gli individui hanno invece l&#8217;impressione di scivolare verso un costante peggioramento delle condizioni di vita, la reazione può essere di ulteriore sfiducia sia verso l&#8217;economia sia verso l&#8217;informazione che sembra talvolta parlare di mondi diversi da quelli percorsi dai cittadini.</p>
<p>Il Censis ritrae un&#8217;<strong><a href="http://www.repubblica.it/economia/2016/12/02/news/censis_l_italia_bloccata_che_non_investe_piu_torna_a_tuffarsi_nel_sommerso-153253818/" target="_blank" rel="noopener">Italia sempre più povera con orizzonti bui</a></strong>. D&#8217;altra parte, chi ha dei soldi ha molta paura ad investirli pur sapendo che lasciarli sul conto o sotto il materasso sia una scelta non priva di rischio. Tutti sembrano avere paura di sbagliare comunque si agisca e la voglia di imbarcarsi in imprese commerciali passa, pensando alla burocrazia e alle moltissime spese certe (tasse, previdenza, oneri vari) contro la certezza dei lunghi tempi di avvio e di recupero del capitale investito.</p>
<p>Così, se da una parte chi non ha mezzi soffre sempre di più e non ci sono piani concreti contro la povertà pianificati a breve o medio termine, chi ha risparmi è impietrito dalle notizie su banche fallite, investimenti scriteriati, evaporazione di investimenti e tiene tutto fermo aspettando di vedere cosa succeda.</p>
<h2>Cosa sta succedendo nella nostra economia e quali sono le soluzioni attuabili?</h2>
<p>Lo chiediamo a <a href="http://argomenti.ilsole24ore.com/stefano-natoli.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Stefano Natoli</strong></a>, giornalista del Sole 24 Ore che è stato così gentile da volerci aiutare a capire meglio la situazione attuale. Per chi è digiuno di economia, come noi, è difficile cercare di capire quella che sembra più una jattura che un fenomeno scientificamente osservabile ma vale la pena tentare, guidati da chi tratta ogni giorno tali argomenti e con cognizione di causa.</p>
<h3>Cosa ci dobbiamo augurare che succeda a breve perché si crei un clima economico più sereno?</h3>
<p>In realtà quello che doveva succedere è già successo e l’Italia non ha saputo purtroppo approfittarne più di tanto. Mi riferisco agli “aiutini esterni” che per un paio d’anni hanno consentito alla nostra economia di respirare: penso al <strong>QE di Draghi</strong> (<strong>l’acquisto di titoli pubblici da parte della Bce che ha di fatto congelato il famigerato spread</strong>), ai <strong>prezzi bassi del petrolio</strong>, al <strong>mini-euro</strong> che ha reso le nostre esportazioni più competitive contribuendo al saldo positivo della bilancia commerciale.<br />
Difficile pensare che in questo momento ci possa essere qualcosa di ancora più potente che possa rasserenare il clima economico (la crisi politica attuale, fra l’altro, certamente non aiuta). I <strong>fattori potenzialmente destabilizzanti</strong> sono purtroppo tanti e difficilmente aggirabili. Penso innanzitutto al <strong>fattore geopolitico</strong> che continua a produrre guerre e migrazioni bibliche, ma anche al <strong>rallentamento della domanda da parte della Cina</strong> (che sta finalmente cercando di aumentare i consumi interni) e al <strong>rialzo dei tassi da parte della Fed</strong> che potrebbe comportare problemi per i paesi emergenti (ancora in crisi di crescita).</p>
<h3>Noi siamo abituati a pensare all&#8217;economia come ad un &#8220;intero&#8221; ed invece è fatta di diverse componenti che sono l&#8217;economia reale, l&#8217;economia finanziaria e l&#8217;economia monetaria. In che misura ciascuna delle parti appena citate contribuisce a creare il pantano in cui ci troviamo?</h3>
<p>Il <strong>pantano</strong> in cui ci troviamo è prodotto in prima misura dall’<strong>incapacità dell’economia reale di barcamenarsi in una congiuntura internazionale sempre più difficile e complicata</strong>. Ma alla base di questa incapacità c’è senz’altro anche il fatto di  <strong>non saper intercettare per tempo i cambiamenti</strong>: mi riferisco a fenomeni come digitalizzazione e banda  larga che ci vedono purtroppo ancora lontani da una situazione accettabile. <strong>Sull’industria 4.0 ad esempio c’è ancora molto da fare</strong>.<br />
La politica monetaria, come già detto, il suo l’ha fatto e anche bene. Sono gli Stati che non ne hanno saputo approfittare portando a termine le riforme strutturali necessarie a <strong>rilanciare la competitività</strong> (da noi ferma da un ventennio), <strong>fermare la corruzione</strong>, <strong>sgonfiare la burocrazia</strong>, <strong>abbassare la pressione fiscale</strong>. Gli stessi Stati che non hanno saputo porre un freno a quella “economia di carta” che “pesa” 10 volte più di quella reale e che toglie a questa risorse importanti destinandole invece alla speculazione.</p>
<h3>Quanto sarebbe importante considerare anche il peso dell&#8217;economia comportamentale per prevedere gli effetti delle decisioni della politica in materia economica e magari aggiustare il tiro in senso più umano?</h3>
<p>L’economia comportamentale ha senz’altro una grande importanza. <strong>Facendo le “scelte giuste”</strong> &#8211; in ambiti quali l’istruzione, la sanità e il risparmio energetico – <strong>il cittadino migliora senz’altro il suo benessere personale, ma anche &#8211; indirettamente &#8211; quello del Paese</strong>. Del resto se il “nudging” (questo il termine inglese della “spinta gentile” a fare le scelte giuste) è già applicato in più di 130 nazioni una ragione ci sarà. Anche questo tipo di economia andrebbe comunque aiutata a svilupparsi in modo da poter dispiegare pienamente le sue potenzialità.<br />
Un altro tipo di <strong>economia</strong> virtuosa da sviluppare è quella cosiddetta “<strong>circolare</strong>”: un modello che pone al centro la <strong>sostenibilità del sistema, in cui non ci sono prodotti di scarto e in cui le materie vengono costantemente riutilizzate</strong>. Si tratta di un sistema opposto a quello definito “lineare”, che parte dalla materia e arriva al rifiuto. Per rendere sempre più efficiente questo sistema servono misure che siano in grado di aumentare il tasso di riciclo negli Stati membri e di facilitare la transizione verso la “circolarità”.</p>
<h3>L&#8217;economia mondiale sta navigando a vista? Ci sono precedenti a cui ispirarsi per capire cosa ci dobbiamo aspettare o non ci sono rotte intuibili per traghettare gli stati come il nostro fuori dai guai?</h3>
<p>L’economia mondiale è in una fase di aggiustamento continuo, con equilibri messi continuamente in discussione. La Grande recessione iniziata nel 2007 – con i suoi successivi colpi di coda &#8211; ha spazzato via le certezze di un tempo imponendo una <strong>realtà nuova e ignota dove ormai gli Stati sono costretti a navigare a vista</strong>. L’instabilità globale è di fatto diventata regola. Siamo entrati in un periodo che gli economisti definiscono <strong>“new normal” economico</strong>, un cocktail fatto di <strong>crescita debole</strong>, <strong>disoccupazione elevata</strong>, <strong>deflazione persistente</strong> e <strong>bolle di maxi-debiti</strong> sempre in agguato. Una crisi che ha cambiato il mondo così come lo conoscevamo prima e che sembra non passare mai.<br />
Per spiegare questa crisi si fa spesso riferimento al 1929, anno della caduta di Wall Street. Una crisi che fu archiviata dopo molti anni (nel 1937 ci fu infatti una ricaduta) e che ridusse sul lastrico milioni di persone. Un po’ quello che sta succedendo oggi. <strong>Il problema è che oggi non ci sono Keynes in circolazione</strong>. C’è invece, soprattutto in Europa, un mainstream che continua a ripetere il mantra dell’austerità. Quel mantra che nel corso degli anni più che una soluzione si è rivelato un problema. In una situazione del genere traghettare gli Stati come il nostro fuori dai guai non è per niente facile. Anzi diventa una mission quasi impossible. <strong>La soluzione sarebbe l’istituzione di una governance mondiale in grado di farsi carico delle emergenze del nostro tempo</strong>. Ma, visti i tempi, è forse più facile chiedere la luna.</p>
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