<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Gravidanza &#8211; Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</title>
	<atom:link href="https://psicomamme.it/argomenti/gravidanza/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://psicomamme.it</link>
	<description>In aiuto a piccoli e grandi</description>
	<lastBuildDate>Mon, 18 Nov 2013 10:29:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/11/cropped-icon-1-32x32.png</url>
	<title>Gravidanza &#8211; Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</title>
	<link>https://psicomamme.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Cose dell&#8217;altro parto al museo Flaubert di Rouen</title>
		<link>https://psicomamme.it/cose-dellaltro-parto-al-museo-flaubert-di-rouen/</link>
					<comments>https://psicomamme.it/cose-dellaltro-parto-al-museo-flaubert-di-rouen/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Nov 2013 14:06:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza e nascita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://psicomamme.it/?p=7197</guid>

					<description><![CDATA[<p>A Rouen, nella Valle della Senna, in Normandia, c’è il Museo Flaubert di storia della medicina. Si trova proprio nella casa  in cui Flaubert è nato nel 1821. Tra le molte interessanti cose esposte, una ha fortemente attirato la nostra attenzione, si tratta di un modello unico di pezza che rappresenta una donna che partorisce. Inquietante... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/cose-dellaltro-parto-al-museo-flaubert-di-rouen/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/cose-dellaltro-parto-al-museo-flaubert-di-rouen/">Cose dell&#8217;altro parto al museo Flaubert di Rouen</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A Rouen, nella Valle della Senna, in Normandia, c’è il <strong>Museo Flaubert di storia della medicina. </strong>Si trova proprio nella casa  in cui Flaubert è nato nel 1821. Tra le molte interessanti cose esposte, una ha fortemente attirato la nostra attenzione, si tratta di un <strong>modello unico di pezza</strong> che rappresenta una <strong>donna che partorisce</strong>. Inquietante ma chiaro, ci dispiace che la posizione proposta sia quella comoda al medico ma che raramente le donne scelgono per affrontare il travaglio.</p>
<p><a href="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2013/11/parto.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-7198" alt="Parto - Museo Flaubert" src="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2013/11/parto.jpg" width="800" height="516" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2013/11/parto.jpg 800w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2013/11/parto-300x193.jpg 300w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Vi si trova anche un interessante manifesto dal titolo <strong>credenze intorno alla nascita</strong></p>
<h3>Ecco alcuni esempi divisi per categoria</h3>
<p><strong>Il concepimento</strong></p>
<ul>
<li>Nel momento del concepimento la donna non deve né tossire né starnutire per non perdere il seme e per evitare malformazioni al figlio</li>
<li>Se vuole un maschio la donna deve coricarsi sull’anca destra o concepirlo durante la luna montante</li>
</ul>
<p><strong>La gravidanza</strong></p>
<ul>
<li>I maschi si muovono prima delle femmine</li>
<li>Se la donna incinta indossa collane durante la gravidanza il bambino rischia di nascere con il cordone ombelicale intorno al collo</li>
<li>Se la donna guarda la luna i figlio sarà lunatico</li>
</ul>
<p><strong>Il parto</strong></p>
<ul>
<li>Le vedove devono uscire dalla stanza per non portare sfortuna</li>
<li>Si girino verso il muro le foto dei morti</li>
<li>Non si devono tenere le gambe incrociate per non bloccare il travaglio della partoriente</li>
</ul>
<p>Alcune di queste superstizioni sono sopravvissute e sono purtroppo tutt’oggi diffuse  <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f641.png" alt="🙁" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Nell&#8217;immaginario del tempo, se una donna mangiava lepre o beveva da bicchieri sbreccati, il bambino poteva nascere con il labbro leporino e bisognava scuotere la donna incinta per far &#8220;cadere il frutto maturo&#8221;.<br />
<strong>Grazie al cielo, la medicina e il buon senso hanno fatto passi da gigante</strong> <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>In questa immagine, un biberon inglese a forma di banana e poi tante… cacche di infanti</p>
<p><a href="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2013/11/biberon-a-banana.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-7199" alt="Biberon a banana e cacche neonati" src="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2013/11/biberon-a-banana.jpg" width="800" height="529" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2013/11/biberon-a-banana.jpg 800w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2013/11/biberon-a-banana-300x198.jpg 300w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Non è che sia una vista rinfrancante ma si tratta di una piccola enciclopedia utile, anche perché, ancora oggi, ci si attiene anche all&#8217;analisi di simili reperti per <strong>controllare lo stato di salute dei neonati</strong>.</p>
<p>Se una mamma avesse la curiosità di scoprire come sia il frutto del <strong>colostro</strong>, il preziosissimo primo latte materno che dà energia da vendere ai bambini nei primi giorni fuori dalla pancia, non deve fare altro che consultare la bacheca del buon Flaubert <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br />
I primi due reperti, in alto a sinistra, sono i più utili per rassicurare le mamme alle prese con l&#8217;allattamento: meconio e <strong>latte di mamma</strong> hanno quegli effetti sui pannolini e conseguenze molto benefiche sulla salute dei bambini!</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/cose-dellaltro-parto-al-museo-flaubert-di-rouen/">Cose dell&#8217;altro parto al museo Flaubert di Rouen</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://psicomamme.it/cose-dellaltro-parto-al-museo-flaubert-di-rouen/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I sintomi dell’aborto spontaneo</title>
		<link>https://psicomamme.it/i-sintomi-dellaborto-spontaneo/</link>
					<comments>https://psicomamme.it/i-sintomi-dellaborto-spontaneo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 10:20:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni ed emozioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://psicomamme.it/?p=3729</guid>

					<description><![CDATA[<p>I sintomi dell&#8217;aborto spontaneo (l’espulsione naturale dell’embrione, per via vaginale) non vanno sottovalutati ma è importante non allarmarsi e chiedere aiuto al proprio medico o alla propria ostatrica che sapranno rassicurarci nel caso in cui tutto vada bene, e intervenire nel modo più adeguato in caso ci siano effettivamente dei problemi. L&#8217;aborto si verifica soprattutto... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/i-sintomi-dellaborto-spontaneo/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/i-sintomi-dellaborto-spontaneo/">I sintomi dell’aborto spontaneo</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I sintomi dell&#8217;aborto spontaneo</strong> (l’espulsione naturale dell’embrione, per via vaginale) non vanno sottovalutati ma è importante non allarmarsi e chiedere aiuto al proprio medico o alla propria ostatrica che sapranno rassicurarci nel caso in cui tutto vada bene, e intervenire nel modo più adeguato in caso ci siano effettivamente dei problemi.</p>
<p>L&#8217;aborto si verifica soprattutto nel prima trimestre e può essere vissuto come un vero e proprio lutto. La nostra società tende a inquadrare questa eventualità come &#8220;cose che capitano&#8221; e a tagliare corto sugli aspetti emotivi che riguardano la perdita. E&#8217; invece importante prendersi tempo per elaborare questo sentimento, anche se magari non viene riconosciuto dall&#8217;opinione comune. Non siamo macchine, ma esseri umani!</p>
<p>Si rischia a volte di confondere i sintomi di tale evento con quelli tipici di una normale gravidanza. Piccole perdite ematiche, soprattutto nella fase iniziale della gravidanza, sono fisiologiche.</p>
<p>L’<strong>interruzione spontanea di gravidanza</strong> può essere <strong>sintomatica</strong> o <strong>asintomatica</strong> (aborto interno).</p>
<p>E’ molto importante non concentrarsi su tutto ciò che può andare storto ma fidarsi del proprio corpo, delle proprie sensazioni e attenersi scrupolosamente alle buone regole di condotta: niente alcool, niente fumo, non assumere farmaci se non strettamente consigliati dal medico, non assumere tisane o preparati erboristici che non siano prescritti da un esperto (ci sono piante che possono indurre l’aborto), avere cura del proprio stato psicofisico (e della propria alimentazione) e riposarsi se ci si sente stanche. L&#8217;assunzione di acido folico aiuta a prevenire l&#8217;aborto.</p>
<p>Se si avvertono <strong>fitte</strong> e si notano piccoli <strong>sanguinamenti</strong>, è <strong>buona norma segnalarli prontamente al personale curante, senza però allarmarsi</strong>.</p>
<p>Il rischio di aborto è concreto quando:</p>
<ul>
<li>il sanguinamento è cospicuo</li>
<li>si avvertono anche forti dolori di stomaco e forte spossatezza</li>
<li>la febbre compare</li>
<li>le perdite sono maleodoranti (possibile indice di infezione)</li>
</ul>
<p>In questi casi è necessario rivolgersi immediatamente ad un medico o direttamente al pronto soccorso ginecologico.<br />
L’aborto spontaneo va trattato chirurgicamente tramite <strong>raschiamento</strong> o non chirurgicamente (eventualmente attraverso la somministrazione di farmaci uterotonici), tramite l’induzione del restringimento dell’utero con successiva evacuazione del materiale residuo (questa pratica viene definita “<strong>condotta d’attesa</strong>”).</p>
<h3>L’aborto interno</h3>
<p>A volte accade che, pur <strong>senza alcun sintomo</strong>, la gravidanza si interrompa. Solo un’ecografia o una visita con rilevamento di battito cardiaco (tramite doppler fetale),  può accertare tale eventualità. L’aborto interno si verifica solitamente entro la dodicesima settimana e, per la totale imprevedibilità che lo contraddistingue, può essere davvero doloroso per la coppia. L’aborto interno si conclude con l’<strong>induzione del travaglio</strong>. Tale pratica risulta psicologicamente difficile per la donna che sa di partorire un feto senza vita.</p>
<p>Ci chiediamo se non ci siano modi meno violenti di concludere un evento così traumatico.<br />
Tu cosa ne pensi? Un&#8217;espulsione &#8220;naturale&#8221; o certo la soluzione migliore dal punto di vista fisico ma non lascia forse pensanti strascichi di natura psicologica, lunghissimi da rimarginare?</p>
<p>La <a title="La fonte della fotografia" href="http://www.flickr.com/photos/usnationalarchives/4726887709/" target="_blank" rel="noopener">foto</a> è di <a id="yui_3_7_3_3_1363774203523_941" href="http://www.flickr.com/photos/usnationalarchives/" target="_blank" rel="noopener">The U.S. National Archives</a> via Flikr</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/i-sintomi-dellaborto-spontaneo/">I sintomi dell’aborto spontaneo</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://psicomamme.it/i-sintomi-dellaborto-spontaneo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pillola del giorno dopo, 194 e diritti ostacolati</title>
		<link>https://psicomamme.it/pillola-giorno-dopo-diritti-obiezione-coscienza/</link>
					<comments>https://psicomamme.it/pillola-giorno-dopo-diritti-obiezione-coscienza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jan 2013 09:07:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza e nascita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://psicomamme.it/?p=2495</guid>

					<description><![CDATA[<p>Riflessioni sull&#8217;obiezione di coscienza partendo dai fatti Qualche tempo fa, sul Venerdì di Repubblica, è uscito un articolo interessante per chiarirsi le idee sulla sanità di oggi e su come le donne possano trovarci talvolta più ostacoli che aiuto. Si tratta di &#8220;Fronte del parto&#8221; di Elasti, autrice anche del blog Non solo mamma. Te... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/pillola-giorno-dopo-diritti-obiezione-coscienza/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/pillola-giorno-dopo-diritti-obiezione-coscienza/">Pillola del giorno dopo, 194 e diritti ostacolati</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Riflessioni sull&#8217;obiezione di coscienza partendo dai fatti</h3>
<p>Qualche tempo fa, sul Venerdì di Repubblica, è uscito un articolo interessante per chiarirsi le idee sulla sanità di oggi e su come le donne possano trovarci talvolta più ostacoli che aiuto. Si tratta di &#8220;<a title="Leggi l&#039;intero articolo &quot;Fronte del parto&quot;" href="http://d.repubblica.it/dmemory/2012/12/08/rubriche/rubriche/040par80940.html" target="_blank" rel="noopener">Fronte del parto</a>&#8221; di <strong>Elasti</strong>, autrice anche del blog <a title="Nonsolo mamma, il blog di Elast" href="http://www.nonsolomamma.com/" target="_blank" rel="noopener">Non solo mamma</a>.</p>
<p>Te lo riproponiamo volentieri perché offre il punto di vista di una giovane donna che vuole diventare una brava ginecologa. Marta sceglie di <a title="Lettera al ministro della Salute di Laiga IN EDICOLA  Leggi il sommario Home Articoli Blog Rivista eBook Il rasoio di Occam Newsletter Abbonamenti e arretrati Redazione Rss CERCA NEL SITO     VISIONI A bigger splash: dalla performance della pittura alla pittura della performance Il film della settimana: “Lincoln” di Steven Spielberg Vedi tutti ALTRACHIESA Pax Christi: Svuotare gli arsenali e votare per la pace L’abate dimenticato: intervista a dom Giovanni Franzoni Vedi tutti LAICAMENTE Se la Chiesa torna a criticare la neutralità dello Stato Laicità, movimenti e contro movimenti Vedi tutti CARA MICROMEGA Un reddito garantito nell’Agenda politica Il sobrio mannaro Vedi tutti EBOOK GRATUITI  APPELLO  Le adesioni | Così nel resto d&#039;Europa | Poliziotti o giustizieri?  IN LIBRERIA  Leggi il primo capitolo di “Democrazia!” di Paolo Flores d’Arcais NOVITÀ  SEGUICI SU                        ULTIMI ARTICOLI La favola dell’austerità espansiva L’università sottofinanziata e il declino italiano “Grillo addio, serve un nuovo M5S” Un New, New Deal per la Sinistra A bigger splash: dalla performance della pittura alla pittura della performance Il vero volto di Casa Pound Sotto il Monte la banca crepa Brancaccio: “Monte Paschi è solo la punta dell’iceberg” Bentornata questione morale L’uguaglianza di Obama Tutta la verità su Bersani e gli F-35 Il film della settimana: “Lincoln” di Steven Spielberg L’Europa bendata alla guerra d’Africa Ponzio Pisanu e la trattativa Stato-mafia L’America non è più quella di una volta Vedi tutti INVIA STAMPA Aborto e obiezione di coscienza, lettera aperta al Ministro della Salute Renato Balduzzi 	 Gentile Signor Ministro,   Le scriviamo certi di meritare tutta la Sua attenzione, dal momento che la nostra associazione, LAIGA (Libera Associazione Italiana dei Ginecologi per l’Applicazione della legge 194), raccoglie quella esigua parte dei ginecologi italiani, cosiddetti “non obiettori”, cioè quegli operatori che, pur fra mille difficoltà, si fanno carico di applicare una legge dello Stato.  Abbiamo finalmente potuto leggere la Sua relazione al Parlamento sullo stato di applicazione della legge 194, ed abbiamo notato come questa si differenzi significativamente da quelle che l’hanno preceduta, sganciandosi dal rigido tecnicismo della comunicazione e dell’interpretazione dei dati, per fare un ragionamento più generale sugli obiettivi e le finalità della legge.  Obiettivo primario, Lei ci dice, è la prevenzione dell’aborto; in quest’ottica, Lei inserisce la legge 194 in un contesto più ampio, che comprende la legge 405 sui consultori familiari, la sentenza n.27 del 1975 della Corte Costituzionale, e il documento del Comitato Nazionale di Bioetica del 2005 intitolato “Aiuto alle donne in gravidanza e depressione post-partum”. Il nesso tra aborto e depressione post-partum non è così immediato, ma intuiamo che la chiave di interpretazione sia la supposta fragilità psicologica delle donne, una fragilità “esistenziale”, che si accentua drammaticamente in gravidanza e che sarebbe la causa di gran parte (se non di tutte) le interruzioni di gravidanza. Sarebbe dunque possibile prevenire gli aborti con un adeguato sostegno psicologico e “spirituale” alle donne: allora, ci suggerisce Lei, i medici obiettori (certamente i più qualificati e certamente spinti da più alti principi etici) potrebbero essere utilizzati nei consultori, per convincere le donne a non abortire.   Gentile Signor Ministro, Le ricordiamo che le leggi da lei citate, la 194 e la 405 sui consultori familiari, sono nate proprio grazie alla determinazione, alle lotte e all’impegno civile di quelle donne, cittadine del Suo Paese, che Lei ritiene meritevoli di “tutela” perché incapaci di fare autonomamente una scelta che riguarda la loro vita e la loro salute.   D’altra parte, gentile Signor Ministro, ci sembra che questa, sotto altra veste, sia la stessa logica che portava taluni ad osteggiare l’aborto medico in quanto “aborto facile”: l’idea, in questo caso, era che, vista la maggiore facilità, le donne sarebbero corse ad abortire senza pensarci tanto, e che dunque il numero degli aborti sarebbe sicuramente aumentato. E’ l’idea che sostanzia il parere del Consiglio Superiore di Sanità, acriticamente seguito dalla quasi totalità delle amministrazioni delle nostre Regioni: ignorando i dati riportati dalla letteratura scientifica internazionale e le esperienze sanitarie degli altri Paesi, si è perseguito il fine di rendere più difficile l’accesso all’aborto farmacologico, consigliando il regime di ricovero ordinario con tre giorni di ospedalizzazione! Eppure, gentile Signor Ministro, i dati contenuti nella Sua relazione, seppur frammentari ed incompleti, smentiscono questa logica: nonostante infatti il crescente ricorso all’aborto farmacologico, il numero totale degli aborti è ulteriormente diminuito, e non si sono avute maggiori complicazioni, in accordo con i dati degli altri Paesi, in molti dei quali la pillola per abortire viene addirittura dispensata in consultorio. D’altra parte, poiché l’aborto farmacologico viene praticato in epoche gestazionali precoci, e poiché l’incidenza di complicazioni è tanto minore quanto più precoce è l’epoca gestazionale, facilitare l’accesso a questa metodica non può che essere un’azione per la salute delle donne.   Gentile Signor Ministro, a tal proposito le facciamo notare che, in tempi di crisi economica e di “spending review”, la scelta di eseguire l’aborto farmacologico in regime di Day Hospital permetterebbe di ridurre notevolmente sia i costi per il nostro Sistema Sanitario Nazionale, grazie ad un più razionale utilizzo dei posti letto, sia i rischi di complicazioni legati ai lunghi tempi di attesa.  A Lei, che con questa relazione ha voluto essere non solo “tecnico”, chiediamo di allargare lo sguardo e di muoversi nella logica non della semplice prevenzione dell’aborto, ma in quella della prevenzione delle gravidanze indesiderate, promuovendo in primo luogo un più facile accesso alla contraccezione sicura. Siamo certi che i ginecologi obiettori sarebbero felici di essere impiegati a tal fine nei nostri consultori.  Gentile signor Ministro, siamo convinti che anche Lei ritenga la legge 194 una delle migliori del nostro Paese, il che è peraltro sottolineato dal dato, riportato anche dalla Sua relazione, che in poco più di trent’anni dalla sua approvazione il numero di aborti in Italia è più che dimezzato. Tuttavia, la Sua stessa relazione sottolinea le numerose criticità per la piena applicazione della legge; fra queste, a nostro avviso merita una considerazione particolare il problema dell’obiezione di coscienza, o, per meglio dire, dell’uso strumentale dell’obiezione di coscienza. Nel nostro Paese, caso unico tra quelli che si sono dati una legge per regolamentare il ricorso all’aborto, la percentuale di ginecologi obiettori è altissima, tanto da ostacolare in molti casi la possibilità per le donne di esercitare appieno un loro diritto.   Nella Sua relazione Lei ci parla di una stabilizzazione generale del fenomeno dell’obiezione di coscienza, che nel 2010 è stata sollevata dal 69,3% dei ginecologi italiani; i dati in nostro possesso, nati dalla necessità di verificare la sensazione dell’esistenza di uno “scollamento” fra i dati ufficiali e quelli reali, fotografano una situazione molto più grave: la percentuale di obiettori nel Lazio è pari al 91,3% del totale dei ginecologi delle strutture ospedaliere pubbliche; sempre nel Lazio, su 31 strutture pubbliche, ben 9 non dispongono di un servizio di pianificazione familiare e non praticano aborti, e in ben tre provincie del Lazio non si eseguono aborti terapeutici, in assoluta inadempienza proprio di quell’art.9 della legge che disciplina la possibilità di sollevare obiezione di coscienza.   Questi i numeri, gentile Signor Ministro. Sono inquietanti, ma sono numeri. Sono importanti, ma al tempo stesso non sono sufficienti a descrivere e definire la realtà, perché non raccontano le condizioni di lavoro dei non obiettori, costretti a sobbarcarsi un carico di lavoro considerato generalmente “bassa manovalanza” ma che non lascia spazio ad altro, non raccontano l’esasperazione, la stanchezza, i rischi personali e professionali, la voglia, a volte, di gettare la spugna. Ne’ parlano dell’impegno civile, dell’ostinazione, della passione per la nostra professione, che, invece, ci spingono a continuare a lavorare per la tutela della salute riproduttiva.   A Lei, Ministro “tecnico” chiediamo dunque di incontrare noi “tecnici”, perché l’azione di governo per migliorare l’applicazione di una legge miliare del nostro Paese possa sostanziarsi dell’esperienza e dei suggerimenti di chi realmente lavora “sul campo”.  LAIGA - Libera Associazione Italiana dei Ginecologi per l’Applicazione della legge 194" href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/aborto-e-obiezione-di-coscienza-lettera-aperta-al-ministro-della-salute-renato-balduzzi/" target="_blank" rel="noopener">consentire l&#8217;esercizio della legge 194</a>, contrariamente a ciò che fanno i colleghi <a title="I dati sull&#039;obiezione di coscienza dei medici in Italia" href="http://www.ilpost.it/2012/10/11/quanti-sono-gli-obiettori-di-coscienza-sulla-legge-194/" target="_blank" rel="noopener">obiettori</a> che, in alcuni zone, sono la quasi totalità del personale.</p>
<p>Alcuni brani meritano di essere citati:</p>
<blockquote><p>Una sera è arrivata una studentessa, con il suo ragazzo. &#8220;Posso avere la pillola del giorno dopo?&#8221;. &#8220;Io non posso prescrivertela. Fammi chiamare in reparto un collega non obiettore che può farti la ricetta&#8221;, ha risposto il medico di guardia. Perché i medici obiettori non prescrivono la pillola del giorno dopo, non fanno interruzioni volontarie di gravidanza, non assecondano le tecniche di procreazione medico-assistita, però possono alzare il telefono e trovare rapidamente qualcuno disponibile a fare quello che prevede la legge, al posto loro.</p>
<p>Marta, probabilmente, non si specializzerà in Italia, perché dopo , una volta finito il percorso di studi, &#8220;per un ginecologo non obiettore le possibilità di carriera sono limitate. Perché vorrei diventare chirurgo e in Italia, -me lo hanno già detto i miei professori- per una donna è difficilissimo, a meno di non sacrificare tutto il resto sull&#8217;altare del lavoro&#8221;</p></blockquote>
<p>La <strong>pillola del giorno dopo</strong> dovrebbe essere facilmente accessibile e si dovrebbe poter parlare chiaramente di <strong>aborto</strong> negli ospedali, senza andare a <strong>mendicare un servizio che la legge sancisce</strong>. Gli obiettori di coscienza in tutti gli altri campi sono chiamati ad un <strong>lavoro alternativo</strong>, perché i medici obiettori no?<br />
Citiamo a tal proposito un brano dell&#8217;<a title="Intervista &quot;Se l&#039;obiezione di coscienza calpesta i diritti&quot;" href="http://www.chiaralalli.com/2012/03/se-lobiezione-di-coscienza-calpesta-i.html" target="_blank" rel="noopener">intervista</a> rilasciata da <a title="Chiara Lalli" href="http://www.chiaralalli.com/" target="_blank" rel="noopener">Chiara Lalli</a> al Sole 24 Ore, Salute</p>
<blockquote><p>Con il passaggio dal paternalismo all’autodeterminazione lo spazio di conflitto tra medico e paziente sta esplodendo. Come giustifichiamo oggi il fatto che le credenze morali e religiose di un medico mi calpestino come persona? Nessuno vuole impedire niente a nessuno sul piano personale. Il problema, di nuovo, è il profilo professionale e pubblico che i ginecologi hanno liberamente scelto. Respiriamo un clima in cui è molto difficile portare avanti argomenti razionali. Quando si invocano i cosiddetti «valori non negoziabili» si chiude la porta a qualsiasi discussione, senza sottrarvisi esplicitamente perché sarebbe troppo impopolare. Come è troppo impopolare attaccare direttamente la 194 o l’autodeterminazione. Quindi si fa finta di rispettarle ma si svuotano dall’interno con strategie subdole.</p>
<p><strong>Le leggi sono giuste ma l’applicazione è scorretta?</strong></p>
<p>Esatto. Si pensi alla contraccezione d’emergenza su cui continuano a obiettare non solo medici ma anche farmacisti, anche se l’Oms ha chiarito che la pillola del giorno dopo «può solo prevenire e non interrompere una gravidanza». Ma se un farmacista può opporsi alla contraccezione d’emergenza perché non potrebbe poi opporsi a un farmaco contro il dolore? Nessuna legge prevede che si possa mancare al proprio dovere professionale. Eppure spesso nessuno protesta. Forse è anche colpa nostra, forse non conosciamo abbastanza i nostri diritti e non sappiamo quando possiamo legittimamente pretendere il servizio che ci viene negato.</p></blockquote>
<p>Il corpo delle donne non è un campo di battaglia. Il diritto di un essere umano di decidere per sé e per il proprio corpo va tutelato dalle convinzioni altrui. Negare la pillola del giorno dopo ad un ragazza di sedici anni significa condannarla ad un aborto o a una gravidanza indesiderata. A noi sembra una gran brutta mossa da parte del mondo degli adulti che ripete ai ragazzi di parlare, di &#8220;aprirsi&#8221; ma che, di fronte ad una richiesta di aiuto, preferisce spesso affermare le proprie ragioni a discapito dell&#8217;autodeterminazione altrui.</p>
<p>Leggi la nostra riflessione sul <a title="Il senso materno" href="http://psicomamme.it/senso-materno/" target="_blank">senso materno</a> e sulla <a title="Maternità, scelte e condizionamenti" href="http://psicomamme.it/maternita-parto-condizionamenti-scelta/" target="_blank">maternità tra condizionamenti e scelte</a>.</p>
<p>&#8220;Fronte del parto&#8221;, dal Venerdì di Repubblica dell&#8217;8 dicembre, p. 40</p>
<p>&#8220;Se l&#8217;obiezione di coscienza calpesta i diritti&#8221;, Il Sole-24 Ore Sanità del 6-12 marzo 2012</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/pillola-giorno-dopo-diritti-obiezione-coscienza/">Pillola del giorno dopo, 194 e diritti ostacolati</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://psicomamme.it/pillola-giorno-dopo-diritti-obiezione-coscienza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gravidanza: la mia esperienza</title>
		<link>https://psicomamme.it/gravidanza-diario/</link>
					<comments>https://psicomamme.it/gravidanza-diario/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Sep 2012 10:29:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[maternità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://psicomamme.it/?p=342</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ora che le mie due gravidanze sono un ricordo, mi pento di non aver tenuto un diario. Una mia amica sta per avere il suo primo bambino e, attraverso le tappe della sua attesa, ho in un certo senso rivissuto anche le mie. Una buona occasione per fare il punto sulla mia esperienza! Dopo averci pensato... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/gravidanza-diario/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/gravidanza-diario/">Gravidanza: la mia esperienza</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ora che le mie due gravidanze sono un ricordo, mi pento di non aver tenuto un <strong>diario</strong>. Una mia amica sta per avere il suo primo bambino e, attraverso le tappe della sua attesa, ho in un certo senso rivissuto anche le mie. Una buona occasione per fare il punto sulla mia esperienza!</p>
<p>Dopo averci pensato tanto, a trent&#8217;anni suonati , ho compiuto il passo dopo il quale ben poco sarebbe stato come prima!!<br />
Credo, forse erroneamente, che se la gravidanza la cerchi e non capita, la mole di elucubrazioni, di idee su come sarà educare dei bambini, di fantasie e di alambiccamenti più o meno razionali, sia ancora più devastante.</p>
<p><strong>Io, in teoria, ero una mamma perfetta</strong>. Avevo le idee chiarissime e vedevo le difficoltà inquadrate in un contesto comunque coerente e addomesticato.<br />
La natura invece per nulla controllabile delle emozioni che la gravidanza porta a vivere, è stata un bel preludio dei <strong>picchi di energie positive e negative</strong>, talvolta persino legate insieme, che poi hanno caratterizzato l&#8217;<strong>essere madre</strong> davvero.</p>
<p>Ogni siciliano è un&#8217;isola nell&#8217;isola, ha detto Andrea Camilleri in un documentario. Ecco, sarà che sono anche un pò siciliana, ma mi sento proprio così riguardo alla maternità (e anche riguardo a tante altre dimensioni del mio essere).</p>
<p>Mi sembra che i miei figli siano proprio diversi dagli altri e che io anche sia diversa dalle altre madri che conosco e che la cosa abbia perfettamente senso. Chissà però perchè, quando dall&#8217;individuo si passa a dimensioni più larghe, si finisce intrappolati nelle reti a strascico dello stereotipo e di una stretta rosa di soluzioni riguardo salute della mamma e del bambino, idea di famiglia, convinzioni educative e filosofiche che, chissà perchè, devono andare bene a persone così diverse.</p>
<p>Quello che ho sperimentato io è che, se ti discosti anche solo un millimetro dalla prassi rodata e benedetta dal pensiero dominante, è facile incontrare ostacoli e anatemi più o meno espliciti. Parlando fuor di metafora, io ho scelto in piena coscienza e sotto controllo di professioniste che ringrazio ancora oggi, di far <a title="Il parto in casa, la mia esperienza" href="http://psicomamme.it/parto-casa" target="_blank">nascere in casa</a> i miei due bambini.</p>
<p>I motivi che mi hanno spinta a questa scelta sono molto personali e possono essere ricondotti semplicisticamente alla diffidenza verso l&#8217;ospedale per il compimento di un processo naturale e non patologico come il parto e al desiderio che la nascita dei miei figli fosse un fatto intimo, da vivere a ranghi ristretti e non in modo quasi pubblico come talvolta avviene negli ospedali.</p>
<p>Per vivere più serenamente la gravidanza, però, ho preferito non dire a tutti che avrei partorito in casa, non avevo voglia che le persone mi scaricassero addosso le loro paure e i loro giudizi. Mi bastava l&#8217;attenzione spasmodica all&#8217;evoluzione della mia pancia e dei miei valori ematici, manco fossi un ciclista al Tour de France!!</p>
<p>Quando ero incinta pensavo spesso al titolo di un film, &#8220;<a title="Il trailer del film &quot;Quando sei nato, non puoi più  nasconderti&quot;" href="http://www.youtube.com/watch?v=XFEYBbxBlK0" target="_blank" rel="noopener">Quando sei nato, non puoi più nasconderti</a>&#8221; che sembra un pò strano ma comunica una grande verità. Anche <strong>le donne incinte non si possono nascondere</strong>. Portano in giro la loro mole, esposte ai commenti di tutti.</p>
<p>Una cosa che mi ha sorpresa, sono stati alcuni commenti da parte di signore mie conoscenti, che esprimevano la sorpresa e incredulità verso la prova inconfutabile di &#8220;vita sessuale sul mio pianeta&#8221;.  Come a dire, da te non mi sarei mai aspettata una cosa del genere.</p>
<p>A te è mai successo qualcosa di simile? Che consigli daresti ad una donna incinta per vivere più serenamente?</p>
<p>Foto di <a title="Bravibimbi su Flikr" href="http://www.flickr.com/photos/bravibimbi/7500262362/" target="_blank" rel="noopener">Bravibimbi</a> da Flikr</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/gravidanza-diario/">Gravidanza: la mia esperienza</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://psicomamme.it/gravidanza-diario/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Object Caching 68/83 objects using Disk
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk
Database Caching 1/10 queries in 0.002 seconds using Disk

Served from: psicomamme.it @ 2026-06-07 16:38:23 by W3 Total Cache
-->