<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Sessualità &#8211; Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</title>
	<atom:link href="https://psicomamme.it/argomenti/sessualita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://psicomamme.it</link>
	<description>In aiuto a piccoli e grandi</description>
	<lastBuildDate>Thu, 24 Nov 2016 10:06:11 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/11/cropped-icon-1-32x32.png</url>
	<title>Sessualità &#8211; Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</title>
	<link>https://psicomamme.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Il familismo amorale: quel tanto di mafia che inquina la famiglia</title>
		<link>https://psicomamme.it/familismo-amorale-mafia/</link>
					<comments>https://psicomamme.it/familismo-amorale-mafia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2015 07:43:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sessualità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://psicomamme.it/?p=10728</guid>

					<description><![CDATA[<p>La mafiosità è un concetto culturale, è un&#8217;ombra di cui siamo tutti portatori più o meno sani nel paese dell&#8217;arte e del familismo amorale, teorizzato da Edward C. Banfield e da Laura Fasano. Quando la degenerazione dell&#8217;attaccamento familiare diventa nettamente amorale? Quando si contrappone al bene della comunità, ostacolandone il progresso e il miglioramento come collettività.... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/familismo-amorale-mafia/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/familismo-amorale-mafia/">Il familismo amorale: quel tanto di mafia che inquina la famiglia</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>mafiosità</strong> è un <strong>concetto culturale</strong>, è un&#8217;ombra di cui siamo tutti portatori più o meno sani nel paese dell&#8217;arte e del familismo amorale, teorizzato da Edward C. Banfield e da Laura Fasano. Quando la degenerazione dell&#8217;<strong>attaccamento familiare</strong> diventa nettamente <strong>amorale</strong>? <strong>Quando si contrappone al bene della comunità</strong>, ostacolandone il progresso e il miglioramento come collettività.</p>
<p>Il familismo amorale promuove il benessere economico del nucleo familiare e fa l&#8217;interesse, soprattutto materiale, esclusivo del clan a discapito (e spesso sulla pelle) del gruppo di appartenenza geografica. <strong>Ai legami di solidarietà e di spontaneo affiatamento tra individui di una comunità allargata si sostituiscono i legami di sangue</strong>. In una società dove questo modo di ragionare va per la maggiore non è difficile capire come si instaurino vere e proprie faide, non necessariamente violente e come chi esce da questa logica sia emarginato e reso impotente.</p>
<p>Il familismo amorale interseca il familismo mafioso e la tolleranza che si registra in Italia, da nord a sud, per casi di nepotismo, clientelismo e corruzione conferma come la questione &#8220;<strong>famiglia contro società</strong>&#8221; sia un nodo gordiano del nostro <strong><a href="http://psicomamme.it/gustav-jung-e-i-sogni/" target="_blank">Io collettivo</a></strong>.</p>
<p>Quali concetti associamo a &#8220;famiglia&#8221; e quali a &#8220;società&#8221;? Sarebbe utile fare un elenco e verificare se davvero la nostra esperienza avvalori la giustezza dei nostri giudizi immediati o se non ci sia sotto un pregiudizio. Davvero ci rifugiamo nella famiglia perché ci sostiene e ci protegge o lo facciamo per con doverci confrontare con l&#8217;ignoto, con rapporti in cui non conta la parentela ma le scelte, la stima, i percorsi della vita autonoma (non protetta dal clan) hanno un ruolo preponderante?</p>
<p>Quanto è forte<strong> <a href="http://psicomamme.it/giornalismo-e-verita-parole-di-carne-nello-spirito-del-noi/" target="_blank">Il noi della comunità</a></strong> e quanto quello della famiglia e chi sono gli interlocutori di questi due soggetti?<br />
La famiglia spesso si contrappone a gruppi generici &#8220;gli altri&#8221;, &#8220;loro&#8221; mentre <strong>una sana collettività cerca il dialogo con altre identità comunitarie</strong>, sfuggendo al tranello della contrapposizione, salendo in ordine di grandezza fino a dialogare, senza sentirsi schiacciata, con il mondo intero.</p>
<p>Anche la <strong>cultura mafiosa</strong> agisce a livello globale ma non è certo il dialogo la sua forza. La mafiosità usa la violenza, il potere del denaro, la lottizzazione dei mercati in una <strong>logica che depotenzia la collettività</strong> e rafforza il favore e la gerarchia vassallatica, il debito d&#8217;onore.</p>
<p>Qual è il vero, profondissimo, <strong>punto di sutura tra familismo amorale e familismo mafioso</strong>? La <strong>scomparsa degli affetti</strong> a favore del bene materiale del gruppo ristretto. Non c&#8217;è amore nel familismo. Non contano i singoli (che nel caso mafioso sono sacrificabilissimi) ma il prosperare degli affari e del nome.</p>
<p><a href="https://www.flickr.com/photos/george_eastman_house/2677414099/in/photolist-55ArW4-dNEAFC-cRr8v7-5U6sJb-4ibpru-dPDZ16-7FSQaP-7mfWkS-5GCEXf-4i7tPx-d2yDwC-5JQoVE-4juA1T-5QyVVN-5qcRKU-7JDc7h-5XmuLt-4jubJR-4jyCBj-kYLdAv-9gNVjX-5L2L3d-dBXV3X-dC4v2U-8ZCy5S-dgWrnX-a3cMcB-69wed6-69Kgv7-5Wb4AH-7WRNb3-98idBq-7WN49i-iijaUZ-8VoFk5-5vyD9x-bwz5Qz-7HkjHQ-dUy355-hQANib-dC4scu-69F7BH-dCX6g3-6kQgxp-7JDbmQ-7WNrcr-7tob6y-9CtXnn-7tj4vM-aNSMDM" target="_blank" rel="noopener">Foto di famiglia</a> di George Eastman House via Flickr</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/familismo-amorale-mafia/">Il familismo amorale: quel tanto di mafia che inquina la famiglia</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://psicomamme.it/familismo-amorale-mafia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lo shopping compulsivo, lo sballo che può costare caro</title>
		<link>https://psicomamme.it/lo-shopping-compulsivo-lo-sballo-che-puo-costare-caro/</link>
					<comments>https://psicomamme.it/lo-shopping-compulsivo-lo-sballo-che-puo-costare-caro/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Flavia Cavalero]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2015 13:28:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni ed emozioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://psicomamme.it/?p=10687</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando cambia la stagione la tentazione è ancora più forte, alla voglia di fare shopping è davvero difficile resistere; sembra che tutto sia indispensabile, questo manca, quello servirebbe… la lista dei “maipiùsenza” diventa lunghissima. E poi c’è il web, pieno di negozi on line con le mille meraviglie, le cose introvabili lì ci sono; come non... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/lo-shopping-compulsivo-lo-sballo-che-puo-costare-caro/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/lo-shopping-compulsivo-lo-sballo-che-puo-costare-caro/">Lo shopping compulsivo, lo sballo che può costare caro</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando cambia la stagione la tentazione è ancora più forte, alla voglia di fare shopping è davvero difficile resistere; <strong>sembra che tutto sia indispensabile</strong>, questo manca, quello servirebbe… la lista dei “maipiùsenza” diventa lunghissima. E poi c’è il web, pieno di negozi on line con le mille meraviglie, le cose introvabili lì ci sono; come non bastasse, ti promettono prezzi stracciati, e ti chiedi come fare a non scrivere il numero della tua carta. <strong>E’ un attimo, è fatta</strong>. L’hai comprato. <strong>Qualsiasi cosa sia, ora è tua</strong>.<br />
E poi, come dice Vasco, “piccolo spazio pubblicità”. Crediamo di essere esenti dal contagio pubblicitario, ma così non è, siamo tutti vittime e, purtroppo, ci facciamo coinvolgere molto più di quanto non ammettiamo.<br />
Così, tra il serio e il faceto, ci sentiamo tutte vittime della sindrome di shopping compulsivo (oniomania, dal greco onios &#8220;in vendita&#8221; e mania) e chissà che sia proprio così, chissà che la nostra società non sia patologica da questo punto di vista, e noi ci muoviamo appresso a lei.<br />
Ma quando abbiamo davvero un problema da shopping compulsivo?</p>
<ul>
<li>quando all’acquisto non si riesce a resistere</li>
<li>quando il fenomeno si ripete spesso (anche più volte alla settimana)</li>
<li>quando si compera e non si tiene conto delle proprie possibilità economiche</li>
<li>quando l’acquisto in sé è più importante della merce</li>
<li>quando si comperano cose inutili</li>
<li>quando la merce in realtà non viene nemmeno usata, ma riposta, senza nemmeno toglierla dalla confezione</li>
<li>quando il dopo, è problematico, perché insorgono vergogna e senso di colpa</li>
</ul>
<p>Le motivazioni che sono alla base di questo disturbo possono essere diverse. Quel che è certo è che <strong>l’attività di acquistare permette di provare sensazioni particolari all’acquirente</strong>, che vanno dalla <strong>distrazione</strong> (non pensare ai propri problemi) fino alla <strong>gratificazione</strong> (sentirsi soddisfatti, provare piacere), questi due punti polari sono attraversati da una lunga serie di altre emozioni possibili.</p>
<p>Immaginiamo la scena di una persona che sta per uscire per andare in giro per negozi:</p>
<ul>
<li>per prima cosa ci si prepara, ci si veste e ci si occupa di trucco e parrucco</li>
<li>poi si ricerca il negozio e poi l’oggetto, se ne scelgono colore e forma, dimensioni, quantità</li>
<li>se si tratta di abbigliamento lo si indossa, si fanno le prove e ci si immagina quando, come e dove lo si potrà indossare</li>
</ul>
<p>Moltissime persone al momento del pagamento si guardano intorno soddisfatti nella speranza di essere visti da altre persone. Tanto più l’oggetto è costoso, tanto più pregiata si riterrà la preda.<br />
Si entra in una<strong> dimensione mentale dedicata a quanto si sta facendo e non si pensa ad altro</strong> entrando in realtà in una dimensione di finto star bene data dall’eccitazione dell’acquisto.<br />
<strong>Finito l’acquisto, finita l’eccitazione, finito lo star bene</strong>.<br />
Proprio un po’ come accade con l’uso di sostanze, siano esse droga – alcol o fumo, si prova un finto benessere che dura solo per il momento dell’assunzione. Subito dopo c’è il calo, <strong>lo sballo dura poco</strong>, è effimero.<br />
Le motivazioni quindi possono essere di diversa origine, dallo stress, al desiderio/bisogno di essere notati, un tentativo per non sentire un complesso di inferiorità, il riempimento di un vuoto emotivo e così via, con altri mille più mille motivi.<br />
Quando si è davvero in presenza di questo disturbo le conseguenze non sono solo di tipo economico, come non fosse già abbastanza, ma vanno a interferire anche con altre aree della vita, quali i rapporti familiari e lavorativi.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<ul>
<li><strong><a href="http://psicomamme.it/cose-la-psicologia-dellabbigliamento-intervista-flavia-cavalero-psicoterapeuta/" target="_blank">La psicologia dell’abbigliamento</a> </strong></li>
<li><strong><a href="http://psicomamme.it/psicologia-dellabbigliamento-il-cambio-dellarmadio/" target="_blank">Il cambio dell’armadio</a> </strong></li>
<li><strong><a href="http://psicomamme.it/coprire-per-proteggere-per-nascondere-mimesi-invisibilita/" target="_blank">Il senso degli esseri umani per il vestito</a> </strong></li>
</ul>
<p>La foto della <a href="https://www.flickr.com/photos/ox4photos/5607206237/in/photolist-9xup4B-5feB9H-5dLxhF-n154yx-4Jwmk5-4d2PMz-qU2oiV-5fvUve-d9Ma3f-7y6bC-38Tev-eCGX2Q-qoLyzP-n56GhX-eRopQ-4racwc-7TcHmQ-dD5QrL-5dMyhv-aZzQzD-sEWtCC-sqgPFL-5kHNDF-6MMX2d-biR94t-mer3eX-qxccU8-2j54ar-satG5S-5Maep-jyr-bZzcH-nobRTv-8oDS84-8FL7Ft-5rUh4n-aRn9yn-ecH4kU-muMnq2-a1CcrM-qjRbUo-5kHSh6-e3jHpV-4CBK6R-4zUCkE-8oKcK1-7ByEU-cxmrbJ-bqJJdm-dBtqUC" target="_blank" rel="noopener">scala mobile</a> è di <a class="owner-name truncate" title="Vai al fotostream di Jason OX4" href="https://www.flickr.com/photos/ox4photos/" data-track="attributionNameClick" data-rapid_p="57" target="_blank" rel="noopener">Jason OX4</a> via Flickr</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/lo-shopping-compulsivo-lo-sballo-che-puo-costare-caro/">Lo shopping compulsivo, lo sballo che può costare caro</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://psicomamme.it/lo-shopping-compulsivo-lo-sballo-che-puo-costare-caro/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rime raminghe di Bruno Tognolini</title>
		<link>https://psicomamme.it/rime-raminghe-bruno-tognolini/</link>
					<comments>https://psicomamme.it/rime-raminghe-bruno-tognolini/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2014 08:22:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sessualità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://psicomamme.it/?p=9474</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ecco le poesie &#8220;per&#8230;&#8221; di Bruno Tognolini, finalmente raccolte nero su bianco e confezionate in coloratissima copertina illustrata da Giulia Orecchia. Un bell&#8217; albero blu accoglie i lettori in questo spazio pieno di inquilini. Tante le radici, tanti i rami di queste &#8220;poesie scritte per qualcosa o per qualcuno che poi girano il mondo per tutti&#8221;. Questo libretto... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/rime-raminghe-bruno-tognolini/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/rime-raminghe-bruno-tognolini/">Rime raminghe di Bruno Tognolini</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco le poesie &#8220;per&#8230;&#8221; di <strong>Bruno Tognolini</strong>, finalmente raccolte nero su bianco e confezionate in coloratissima copertina illustrata da Giulia Orecchia. Un bell&#8217; albero blu accoglie i lettori in questo spazio pieno di inquilini.<br />
Tante le radici, tanti i rami di queste &#8220;poesie scritte per qualcosa o per qualcuno che poi girano il mondo per tutti&#8221;. Questo libretto in technicolor l&#8217;ho trovato accanto agli Struzzi e ai grandi classici, nel reparto dei grandi. E&#8217; giusto che i poeti stiano tutti insieme, a tenersi compagnia e a dialogare in silenzio. Lanceranno liane, radichette, semi? Le poesie raminghe tenevano compagnia a Eluard e non ho osato separarli. Li ho comprati entrambi <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>La poesia non è di chi la scrive, ma di chi ne ha bisogno</strong>, recita la citazione di Neruda che precede la prefazione dell&#8217;autore e nessuna frase meglio di questa avrebbe potuto descrivere le vibrazioni di queste <strong>poesie d&#8217;occasione che diventano di tutti, anche degli oggetti.</strong></p>
<p>Rime per una parete del reparto di ostetricia dell&#8217;ospedale di Carpi, per un ballottaggio, per l&#8217;Aquila, per compleanni, biblioteche, festival, per l&#8217;inaugurazione di scuole, per un ballottaggio, per una &#8220;bibliotecarina&#8221;, per la giornata dei diritti dei bambini&#8230; insomma <strong>una poesia che accompagna la vita, le battaglie, i luoghi che amiamo</strong>. Bruno Tognolini prende posizione, non è un poeta dell&#8217;effimero, non sublima.<br />
Le sue rime hanno i piedi, e le radici, ben piantati in terra e la loro chioma è piena di voci, di uccelli, di amici.</p>
<p>E&#8217; un grande erede di Gianni Rodari. Tognolini dice ai bambini che fanno parte di un mondo che può diventare migliore grazie a loro, grazie all&#8217;impegno di tutti. E&#8217; un poeta &#8220;politico&#8221; nel senso più alto e le sue parole arrivano dritto al punto, non prima però di averti portato tra le nuvole o tra i capelli di una bella bibliotecaria che, scuotendo la testa, libera la polvere di cento racconti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/rime-raminghe-bruno-tognolini/">Rime raminghe di Bruno Tognolini</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://psicomamme.it/rime-raminghe-bruno-tognolini/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Coprire per proteggere o per nascondere? Espressione di sé, mimesi e invisibilità</title>
		<link>https://psicomamme.it/coprire-per-proteggere-per-nascondere-mimesi-invisibilita/</link>
					<comments>https://psicomamme.it/coprire-per-proteggere-per-nascondere-mimesi-invisibilita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2014 07:52:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni ed emozioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://psicomamme.it/?p=9289</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ci sono oggetti e concetti polivalenti, metamorfici che zitti zitti, senza che nessuno se ne accorga, agiscono nelle nostre vite, nei nostri subconsci, passano da un&#8217;accezione positiva a una più oscura. Quel che ci fa bene, che ci scalda e protegge, può finire a diventare un velo che ci nasconde. Qualcuno magari ci dirà che... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/coprire-per-proteggere-per-nascondere-mimesi-invisibilita/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/coprire-per-proteggere-per-nascondere-mimesi-invisibilita/">Coprire per proteggere o per nascondere? Espressione di sé, mimesi e invisibilità</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono <strong>oggetti e concetti polivalenti</strong>, metamorfici che zitti zitti, senza che nessuno se ne accorga, agiscono nelle nostre vite, nei nostri subconsci, passano da un&#8217;accezione positiva a una più oscura. Quel che ci fa bene, che ci scalda e protegge, può finire a diventare un velo che ci nasconde. Qualcuno magari ci dirà che è per il nostro bene.<br />
Coprire per proteggere o per nascondere?<br />
Non voglio parlare del burqa, su cui pure ci sarebbe da confrontarsi, ma di alcuni elementi della nostra vita quotidiana</p>
<ul>
<li>la coperta</li>
<li>il trucco</li>
<li>il vestito</li>
</ul>
<p>La <strong>coperta</strong> ci scalda, ci consola, si prende cura di noi e ci protegge. E&#8217; quell&#8217;oggetto, a volte transazionale, che più lo tiri e più è corto e che, quindi, deve essere abbastanza grande per svolgere bene il proprio compito. Ci deve coprire completamente per difenderci dal freddo, per proteggere il nostro corpo, per occultarlo alla vista degli altri (in ospedale, ad esempio). Per proteggerci bene, insomma, deve nasconderci.<br />
Sotto una coperta non ci siamo più, andiamo altrove. Come i bambini che costruiscono rifugi di coperte o che leggono con la pila, &#8220;sotto-coperta&#8221;, i libri preferiti.</p>
<p>Quando accade che la protezione nuoce alla nostra vita, alla nostra libertà? Quando la voglia di essere al sicuro inizia a farci un po&#8217; male, a farci temere di uscire fuori dal nido, in campo aperto.<br />
Quanto abbiamo paura di esporci? Di trovarci &#8220;nudi&#8221;, vulnerabili?</p>
<p>Un&#8217;altra dimensione della fortificazione (nel senso della costruzione di una roccaforte attorno a noi) del nostro aspetto ma anche della nostra più intima natura, è quella dei <a title="I trucchi" href="http://psicomamme.it/prodotti-cosmetici-regole/" target="_blank"><strong>trucchi</strong></a>, della cosmesi. Che i belletti si chiamino &#8220;trucchi&#8221;, che indichino anche una serie di strategie, di artifici per ottenere degli <strong>effetti speciali</strong>, è davvero affascinante. Il trucco può essere usato per far emergere ulteriormente i nostri pregi estetici, per evidenziare un difetto in modo tale da farlo diventare un elemento di fascino e di distinzione ma può anche essere usato per nasconderci.</p>
<p>Un trucco aggressivo su una persona giovane e delicata, colori pastello su una donna forte, rispondono forse ad esigenze sociali o a canoni esterni più che alle proprie vere inclinazioni. L&#8217;obbligo di truccarsi per dimostrare che teniamo a noi stessi, come se chi non si trucca non avesse amor proprio, è qualcosa che ha più a che vedere con la maschera che con il viso.<br />
E qui notiamo un&#8217; ulteriore indicazione che le parole ci suggeriscono, una pista che ognuno interpreti come sente più vicino a sé: la <strong>maschera di bellezza</strong>. Una maschera che, applicata sull&#8217;epidermide, impalpabile e profumata, ci rende più belle (o più belli). E poi, come era rappresentato lo spirito dello specchio magico di Biancaneve? Come una maschera parlante <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<blockquote><p>Chi è la più bella del reame?</p></blockquote>
<p>E a quanti travestimenti ricorreva la perfida matrigna? A volte, come nel suo caso, messa una maschera non la si può più togliere.</p>
<p>Piste infinite si aprono all&#8217;irrompere del concetto di <strong><a title="Riflessione sul concetto di maschera" href="http://psicomamme.it/empatia-gioco-mettersi-nei-panni-dellaltro/" target="_blank">maschera</a></strong>.<br />
La maschera copre le nostre vere fattezze ma è anche vero che, con una maschera, nascosti, possiamo a volte dire più facilmente la verità, rivelarci come non faremmo se non l&#8217;avessimo addosso.</p>
<blockquote><p>Oscar Wilde così scriveva<br />
Ogni uomo mente, ma dategli una maschera e sarà sincero.</p></blockquote>
<p>Il <a title="La psicologia dell&#039;abbigliamento: il potere del vestito" href="http://psicomamme.it/cose-la-psicologia-dellabbigliamento-intervista-flavia-cavalero-psicoterapeuta/" target="_blank"><strong>vestito</strong></a>, come il trucco, parla di noi sia che scegliamo liberamente, sia che ci adeguiamo a norme di abbigliamento. Il vestito, lo si voglia o no, parla. L&#8217;abito però, almeno così la penso, non fa il monaco <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br />
Quel che conta, in un vestito, è il &#8220;ripieno&#8221;!</p>
<p>La<a title="Donne allo specchio" href="https://www.flickr.com/photos/llgc/5470502471/in/photolist-9kpKN8-hDPPJX-eV9zNv-5Typs9-7JKVGM-6ikpXr-5r4pLX-9bejcB-5X2xo7-6Rs72j-6Ro3GK-6Rs74u-4idhmy-8ej95X-bP67vv-6Rs7df-huNGjV-6Ro3HX-6Ro3Mv-6Ro3UR-dRioVW-6Ro4c6-6Ro41p-8ctdgr-6Ro3Xi-6Rs6Wh-7n7yXA-owvmST-f3dUyM-5DhHwH-8ELFcu-4jCyCf-6Rs6XL-8th1NX-fdjpQs-6Ro3Li-4VB1Rj-5gw8za-bP66KF-of2N74-oygk9B-cqrY2W-owiBao-owvcdx-outN6L-of1Zmn-ouC1f5-owtTf7-oxHVJn-ovXynh" target="_blank" rel="noopener"> foto delle due donne allo specchio</a> è di The National Library of Wales via Flickr</p>
<div class="person"></div>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/coprire-per-proteggere-per-nascondere-mimesi-invisibilita/">Coprire per proteggere o per nascondere? Espressione di sé, mimesi e invisibilità</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://psicomamme.it/coprire-per-proteggere-per-nascondere-mimesi-invisibilita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come parlare di sesso ai figli piccoli e agli adolescenti?</title>
		<link>https://psicomamme.it/come-parlare-di-sesso-ai-figli-piccoli-e-agli-adolescenti/</link>
					<comments>https://psicomamme.it/come-parlare-di-sesso-ai-figli-piccoli-e-agli-adolescenti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2014 12:43:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[parliamoci chiaro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://psicomamme.it/?p=7548</guid>

					<description><![CDATA[<p>Parlare di sessualità ai figli è difficile soprattutto perché le domande arrivano a tradimento, quando magari ci laviamo i denti o smistiamo i vestiti stirati nei vari cassetti dell’armadio. Però è di fondamentale importanza pensare seriamente a come parlare di sesso ai figli piccoli e adolescenti. E’ necessario un grosso sforzo di focalizzazione e di... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/come-parlare-di-sesso-ai-figli-piccoli-e-agli-adolescenti/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/come-parlare-di-sesso-ai-figli-piccoli-e-agli-adolescenti/">Come parlare di sesso ai figli piccoli e agli adolescenti?</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Parlare di sessualità ai figli è difficile soprattutto perché le domande arrivano a tradimento, quando magari ci laviamo i denti o smistiamo i vestiti stirati nei vari cassetti dell’armadio. Però è di fondamentale importanza pensare seriamente a come <strong><a title="Parlare di sessualità ai figli" href="http://psicomamme.it/sessualita-parlare-ai-figli/" target="_blank">parlare di sesso ai figli piccoli e adolescenti</a></strong>.<br />
E’ necessario un grosso sforzo di focalizzazione e di scelta delle parole giuste.</p>
<p>La risposta, per essere efficace deve essere:</p>
<ul>
<li>spontanea</li>
<li>il più possibile immediata e naturale (le pause pesano anche sul filo del discorso e sull’attenzione dei bambini)</li>
<li>sincera</li>
<li>concisa</li>
<li>informativa</li>
</ul>
<p>E’ importante rispondere e soddisfare la curiosità dei bambini o dei ragazzi.<br />
<strong>Occorre rispondere esattamente a tutti i dubbi espressi dalla domanda, senza divagare</strong>.</p>
<p>Nel caso in cui non si riesca a imbastire una risposta o ci si vergogni al punto da fare scena muta, non è il caso di drammatizzare. Bisogna però non far cadere nel nulla la questione e ribattere comunque “Ti va se ne riparliamo tra mezz’ora? E’ una domanda molto intelligente ed è importante che ne parliamo con calma”.</p>
<p>Riacquistata la calma, bisogna formulare mentalmente la risposta più semplice che ci viene, a modo nostro ma con parole precise.</p>
<p>Non ha senso ricorrere a nomignoli come patatina, pisellino o chiedere man forte ad api, cavoli e cicogne.<br />
Avete presente i politici intervistati in televisione, che alle domande non rispondono? Ecco bisogna fare tutto il contrario <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br />
Naturalmente le risposte devono tenere conto dell’età degli intervistanti e rassicurare sempre sulla normalità di quello che accade al loro corpo!</p>
<p>Quindi:</p>
<p><b>Perché perdi sangue?<br />
</b>Lo perdo perché gli ovuli non fecondati vengono espulsi dal corpo. E’ una cosa che succede alle donne, una volta al mese.</p>
<p><b>Come sono nato?<br />
</b>Sei uscito dalla mia pancia passando dalla mia vagina. Hai fatto un bel tuffo!</p>
<p><b>Perché il pene diventa duro?<br />
</b>Perché funziona bene. Il sangue che ci passa dentro a volte lo fa diventare così.</p>
<p><b>Perché esce qualcosa che non è pipì? Cos’è?<br />
</b>E’ sperma. E’ il liquido seminale degli uomini (un po’ come i semi per le piante). Non è niente di cui preoccuparsi. E’ normale che esca. Significa che stai crescendo.</p>
<p><b>Perché le femmine hanno le tette?<br />
</b>Le femmine hanno un corpo diverso da quello dei maschi. Non hanno il pene ma la vulva e i seni, che sono ghiandole (parti del corpo importanti per assicurare la salute della persona), servono a produrre il latte per i bambini appena nati.</p>
<p><b>Perché i maschi hanno il pene?<br />
</b>Il pene è l’organo sessuale maschile. Serve a fare i bambini.</p>
<p><b>Come si fanno i bambini?<br />
</b>I bambini si fanno con un rapporto sessuale. Un uomo e una donna, facendo l’amore, fanno i bambini.</p>
<p><b>Ma come fanno?<br />
</b>Lo sperma dell’uomo si unisce all’ovulo della donna e nasce una cellula nuova che crescendo diventa un embrione, che crescendo ancora diventa un feto e poi un bambino. Quella cellula nuova si trasforma nell’utero della madre fino a diventare un bambino.</p>
<p>Spesso le più spaventate dai cambiamenti del proprio corpo sono le bambine. E’ importantissimo farle sentire “giuste” e libere di esprimere paura o preoccupazione. Le mestruazioni sono talvolta percepite come una condanna o un’ingiustizia crudele e dolorosa.</p>
<p><strong>Ci vuole un lavoro di équipe sia da parte della mamma che del papà, per far comprendere che si tratta solo di un percorso di crescita che non ha nulla di punitivo</strong>. Il dolore può essere gestito con metodi naturali e coccole. Eventuali brutte esperienze nell’adolescenza, sperimentate dai genitori con dolore o vergogna, devono essere vissute come un incentivo ad accompagnare i figli verso la piena realizzazione della propria identità, anche sessuale, senza pesi o imbarazzi.</p>
<p>I papà possono sentirsi esclusi dalla crescita delle figlie, possono pensare che ora stiano entrando in un’epoca “per sole donne”. Non è così. Il padre può dare l’esempio di una mascolinità gentile e complice con l’universo femminile, da cui non si sente escluso.</p>
<p>Tutti nasciamo da donne, tutti siamo cresciuti anche da donne. Non è vergognoso per un uomo dirsi amico delle donne.<br />
Il concetto principale che i genitori devono incarnare è che <strong>non c’è niente di male o di sporco ad avere una vita sessuale o una sessualità</strong>. Che riconoscere il diritto alla sessualità non significa dare il cattivo esempio o traviare i bambini ma dar loro le informazioni necessarie a non farsi prevaricare, a scegliere consapevolmente, a non ammalarsi e a non incorrere in gravidanze indesiderate.</p>
<h3>Come parlare di sessualità agli adolescenti?</h3>
<p>Con gli <strong>adolescenti</strong> si pone un interrogativo. Avete mai parlato loro di sessualità?</p>
<p>Se si, affrontare nuovi argomenti (contraccezione, omosessualità, riproduzione solo per citarne alcuni) sarà più facile. Ci sarà una base su cui costruire e si sarà già stabilita una minima consuetudine ad affrontare l’argomento.</p>
<p>In caso negativo bisognerà affrontare la cosa globalmente. E’ importante, anche se vostra figlia o vostro figlio protestano dicendo di sapere già come nascono i bambini, che voi facciate una specie di introduzione generale e che dialogate con lei o lui per capire come sia avvenuto il loro processo di conoscenza. <strong>Non potete fingere di aver dimenticato di trattare questo argomento</strong>. Occorre spiegare perché non lo abbiate fatto prima. Parlate tranquillamente dei motivi veri, vedrete che tutto andrà bene.</p>
<p>I ragazzi hanno il diritto di venire informati e il modo migliore è quello più semplice e più basato sul dialogo.</p>
<ul>
<li>Chiedete quali siano i loro dubbi, le loro curiosità e parlate francamente. Se nessuna domanda dovesse arrivare parlate, a costo di fare un monologo.</li>
<li>Se preferite trovate un libro sull’argomento e servitevi di questa utile arma didattica <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></li>
<li>Se possibile mostrate preservativi o altri metodi anticoncezionali reali, non solo disegnati. Così che i ragazzi possano farsi un’idea chiara.</li>
<li>Usate il senso dell’umorismo, a costo di fare i gavettoni con i preservativi.</li>
<li>Anche ai figli maschi spiegate gli anticoncezionali femminili, spiegate il ciclo mestruale, spiegate la gravidanza. Ve ne saranno grati e non potranno dire di non saperne niente. Si sentiranno più coinvolti e responsabili.</li>
<li>Con i preadolescenti e gli adolescenti non potete assolutamente restare nel vago. Dovete essere precisi, esaustivi e parlare di tutto. Non è facile ma ne va del benessere e della salute dei vostri figli. Avete l’obbligo di parlare di malattie veneree, gravidanza, fisiologia, aborto, metodi anticoncezionali e di aspetti corporali. E’ molto probabile che il grado di serenità che avrete nel parlare loro sia direttamente proporzionale alla serenità e al grado di accettazione che loro avranno rispetto alla sessualità.</li>
<li>Chiedete ai vostri figli se hanno visto prodotti pornografici e, senza sgridarli, chiedete loro cosa abbiano pensato. Che emozioni abbiano provato di fronte alla pornografia. Spiegate loro che la pornografia è il sesso degli altri, che è anche un mercato e che la sessualità non è pornografia. Che non c’è granché di proibito del fare l’amore, che è un atto naturale e bello. E che vi dispiace che abbiano fatto ricorso alla pornografia magari per supplire curiosità che avreste dovuto soddisfare voi.</li>
</ul>
<p>Siate tranquilli e ricordate che l’unica brutta figura è non parlare ai vostri figli.</p>
<p>La <a title="Fonte del prato fiorito" href="http://www.flickr.com/photos/35740357@N03/3954019386/in/photolist-72pod3-bR3qSa-bC8JRm-c4FzcN-8Kijyb-bLmZgp-7ALRKv-evsYaK-7NksTX-bLmS9M-bLnPYK-cpAcVN-eaG6ec-e5X4wu-eXgswp-bmGud7-bR3qVz-7VF7qd-gyEdiJ-bUBSN5-cggY8h-bLnJ2t-8UAPWX-bU8CW4-8pvJ3v-bxt1HG-9ygUza-8vnBXq-bxt7uh-7HkjHQ-8am9eb-8agi6z-dAi35d-8an3Df-am1ciY-fGXt5b-foFzAa-8Qcfrr-9dkX2s-apkUBi-jdhtuf-c18yE5-ctVZQW-boiBcJ-bT6ZDe-avpDFg-bu7d6r-bAbkBS-bP62xk-92nafF-fbow11" target="_blank" rel="noopener">foto </a>è di US National archives</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/come-parlare-di-sesso-ai-figli-piccoli-e-agli-adolescenti/">Come parlare di sesso ai figli piccoli e agli adolescenti?</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://psicomamme.it/come-parlare-di-sesso-ai-figli-piccoli-e-agli-adolescenti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Separazione e aspetti legali: cosa fare e come diminuire la conflittualità</title>
		<link>https://psicomamme.it/separazione-cosa-fare-diminuire-la-conflittualita/</link>
					<comments>https://psicomamme.it/separazione-cosa-fare-diminuire-la-conflittualita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Nov 2013 06:28:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://psicomamme.it/?p=7273</guid>

					<description><![CDATA[<p>Grazie al convegno Donne al bivio, e al duo  Laura Di Ciommo-Simona Beccaria,  abbiamo potuto capire un po’ meglio quali siano gli aspetti legali da tenere ben presenti per diminuire la conflittualità e sapere cosa fare durante una separazione. Ecco, illustrati per punti, i capisaldi di una separazione davvero “civile”: l’intervento degli avvocati non deve... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/separazione-cosa-fare-diminuire-la-conflittualita/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/separazione-cosa-fare-diminuire-la-conflittualita/">Separazione e aspetti legali: cosa fare e come diminuire la conflittualità</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie al convegno <strong><a title="Donne al bivio" href="http://psicomamme.it/donne-al-bivio-gli-argomenti-e-media/" target="_blank">Donne al bivio</a></strong>, e al duo  Laura Di Ciommo-Simona Beccaria,  abbiamo potuto capire un po’ meglio quali siano gli <strong>aspetti legali</strong> da tenere ben presenti per <strong>diminuire la conflittualità</strong> e sapere cosa fare durante una <strong>separazione</strong>.</p>
<p>Ecco, illustrati per punti, i capisaldi di una separazione davvero “civile”:</p>
<ul>
<li>l’intervento degli <strong>avvocati</strong> non deve diventare un problema nel problema</li>
<li>la <strong>separazione giudiziaria</strong> è una specie di calvario da cui conviene davvero scampare trovando accordi equanimi</li>
<li><strong>tutto ciò che riguarda la separazione non è definitivo</strong>: si può sempre tornare sui propri passi</li>
<li><strong>bigenitorialità</strong>, <strong>diritto di visita</strong>, <strong>rispetto reciproco</strong>, <strong>collaborazione</strong> nell’educazione dei figli e nel rapporto con loro sono i principi a cui ispirarsi per concordare una <strong>buona separazione</strong></li>
</ul>
<p>L’iter della separazione è complesso e relativamente lungo.<br />
Una <strong>separazione consensuale</strong> può durare <strong>sei mesi</strong> mentre una <strong>giudiziale</strong> ha tempi molto più lunghi, circa <strong>due anni</strong> e prevede passaggi spiacevoli, come testimonianze e indagini sul privato delle persone, che nessuno avrebbe mai voglia di intraprendere, se sapesse in cosa incorre. Il divorzio può essere richiesto dopo tre anni dalla separazione.</p>
<p>Le due principali questioni su cui si arenano le trattative per una serena separazione sono i figli e il patrimonio. <strong>Non bisognerebbe mai usare i figli per arrivare al patrimonio</strong>.<br />
Nella separazione giudiziale, mettere aspetti economici e figli nello stesso calderone, è la peggiore delle mosse. Riguardo ai beni immobili, bisogna sapere che <strong>la casa va con i figli</strong>. E’ molto difficile, anche qualora la casa sia di esclusiva proprietà paterna, che la casa venga lasciata al padre.<br />
Il coniuge più debole, non necessariamente la moglie, ha diritto ad un aiuto economico da parte del coniuge con maggiori disponibilità economiche ed <strong>entrambi sono tenuti a badare ai figli</strong>, provvedendo assieme alla gestione ordinaria delle loro attività.</p>
<p>La tutela dei figli è la cosa più importante. E’ in ragione di questo dato che i genitori sono invitati alla reciproca comprensione e alla collaborazione. <strong>Con la separazione non finisce la relazione tra i coniugi per ciò che riguarda i bambini e il sentimento di mutuo soccorso</strong>. In presenza di figli non si può dire: non la o lo voglio mai più vedere, a meno che non ci sia una evidente, comprovata, serissima ed estremamente rara incapacità di cura o pericolosità di un genitore.</p>
<p>Fino all’effettiva separazione, non si può convivere con altri o intraprendere nuove relazioni.<br />
Con una causa di separazione giudiziale in corso, “rifarsi” una vita non è una mossa intelligente.<br />
E’ necessario essere molto sinceri con se stessi e tenere la vendetta fuori dalla porta. Il passo di sposarsi e di avere dei figli è stato condiviso, <strong>sarebbe bello che anche gli accordi della separazione lo fossero e si ispirassero alla maggior possibile generosità reciproca</strong>.</p>
<p>Questo nell’interesse dei figli ma anche nel proprio.</p>
<p>Quindi mantenimento, affido e diritti di visita devono essere stabiliti facendo i conti con la concretezza di orari e routine quotidiane, senza rigidità che sappiano di ripicca, sperando che valga il principio “più do, più riceverò” che spesso si rivela fondato. Separarsi, come sposarsi, implica una responsabilità a cui entrambi i coniugi sono chiamati.</p>
<p>Forse non tutti sanno che, <strong>in caso si separazione consensuale, si può depositare la richiesta in tribunale senza ricorrere agli avvocati, versando un contributo unificato da 35 euro</strong>. Questa possibilità vale se non ci sono dissidi ed è consigliabile intraprenderla solo in assenza di figli.</p>
<p>Se non si riesce proprio a trovare un accordo, è possibile rivolgersi ai mediatori familiari che aiuteranno i coniugi a smorzare i toni e a trovare un punto di incontro.</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/separazione-cosa-fare-diminuire-la-conflittualita/">Separazione e aspetti legali: cosa fare e come diminuire la conflittualità</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://psicomamme.it/separazione-cosa-fare-diminuire-la-conflittualita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Corso per parlare di sessualità ai figli</title>
		<link>https://psicomamme.it/corso-per-parlare-di-sessualita-ai-figli/</link>
					<comments>https://psicomamme.it/corso-per-parlare-di-sessualita-ai-figli/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2013 09:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[parliamoci chiaro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://psicomamme.it/?p=6356</guid>

					<description><![CDATA[<p>Se non sai come parlare di sessualità a tua figlia o a tuo figlio, sappi che Psicomamme.it organizza un corso di quattro appuntamenti (i primi tre consecutivi, una volta alla settimana e il quarto a distanza di un mese) con la dottoressa Flavia Cavalero, psicologa psicoterapeuta. Non si tratta di una sessione di analisi ma di un... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/corso-per-parlare-di-sessualita-ai-figli/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/corso-per-parlare-di-sessualita-ai-figli/">Corso per parlare di sessualità ai figli</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se non sai come parlare di<strong> sessualità a tua figlia o a tuo figlio</strong>, sappi che Psicomamme.it organizza un <strong>corso di quattro appuntamenti</strong> (i primi tre consecutivi, una volta alla settimana e il quarto a distanza di un mese) con la dottoressa Flavia Cavalero, psicologa psicoterapeuta.</p>
<p>Non si tratta di una sessione di analisi ma di un <strong>incontro con altre mamme o altri padri</strong> per affrontare questo tema nel modo migliore. Non è un corso di educazione sessuale ma un approfondimento sul modo migliore per <strong>dire tutta la verità, nient’altro che la verità</strong>.</p>
<p>Sarà possibile esprimere i propri dubbi e le proprie difficoltà chiedendo il <strong>parere della psicoterapeuta</strong> e beneficiando della condivisione delle proprie esperienza con altri genitori. Abbiamo predisposto <strong>corsi per genitori di pre e adolescenti</strong> (dai dieci anni in poi) <strong>e genitori di bambini sotto i 10 anni</strong>. Verranno quindi creati gruppi omogenei, per rendere ancora più efficace il percorso.</p>
<p>Psicomamme.it fornirà una <strong>dispensa</strong> con consigli in pillole e una <strong>bibliografia di riferimento</strong>. Ogni incontro durerà un’ora e mezza. Il numero massimo per incontro è di 10 persone.</p>
<p><strong> Scrivi a <a href="mailto:psicomamme2012@gmail.com" target="_blank">psicomamme2012@gmail.com</a> </strong>per avere ulteriori informazioni o iscriverti al ciclo che si terrà in Corso Vittorio II, 98 a Torino il 15, il 22 e il 29 ottobre alle 10 per gli adolescenti e il 17, il 24, il 31 ottobre alle 10 per i bambini (è previsto anche un appuntamento serale, per quegli stessi giorni, a partire dalle 17 e 30).</p>
<p>L’ultimo incontro avverrà dopo un mese, in una data da concordare con ogni gruppo. Scrivici per comunicare il tuo interessamento. L&#8217;orario ti va bene? <strong>Se hai richieste di giorni e orari alternativi scriviceli. Cercheremo di venire incontro alle tue esigenze</strong>.</p>
<p><a href="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2013/09/corso-per-parlare-di-sessualità-ai-figli.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-6359" alt="Corso per parlare di sessualità ai figli" src="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2013/09/corso-per-parlare-di-sessualità-ai-figli.jpg" width="600" height="843" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2013/09/corso-per-parlare-di-sessualità-ai-figli.jpg 600w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2013/09/corso-per-parlare-di-sessualità-ai-figli-214x300.jpg 214w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p>Cercheremo assieme le parole più adatte a ciascuno di noi per capire<strong> cosa dire, come dirlo e quando</strong>.</p>
<p>L’intero ciclo avrà un costo totale promozionale di<strong> 50 euro + iva per gli iscritti alla newsletter</strong>.<br />
Sarà <strong>possibile partecipare ad uno solo degli incontri al costo di 20 euro + iva</strong> (il programma dettagliato verrà indicato tra qualche giorno sia sulla newsletter che sul sito).</p>
<p><strong>Se pensi che qualche tua conoscenza possa essere interessata, aiutaci a diffondere la notizia!</strong></p>
<p>Leggi il nostro <strong><a title="Come parlare di sesso ai figli: che parole usare" href="come parlare di sesso ai figli " target="_blank">articolo su come affrontare l&#8217;argomento &#8220;sesso&#8221; con i figli</a></strong>.</p>
<p>Immagine iStockphoto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/corso-per-parlare-di-sessualita-ai-figli/">Corso per parlare di sessualità ai figli</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://psicomamme.it/corso-per-parlare-di-sessualita-ai-figli/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bruno Caccia, ucciso &#8220;per il futuro&#8221;</title>
		<link>https://psicomamme.it/bruno-caccia-ucciso-per-il-futuro/</link>
					<comments>https://psicomamme.it/bruno-caccia-ucciso-per-il-futuro/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jul 2013 14:11:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://psicomamme.it/?p=5689</guid>

					<description><![CDATA[<p>Se un sito che parla di mamme e psicologia si occupa di Bruno Caccia, dirai, la situazione è proprio grave. Ecco, appunto, lo è! Abbiamo partecipato ad un incontro su cui ogni italiano e, ancora più, ogni torinese dovrebbe essere informato. Il 27 giugno l’ANM ha organizzato un incontro su Bruno Caccia, Le mafie al... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/bruno-caccia-ucciso-per-il-futuro/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/bruno-caccia-ucciso-per-il-futuro/">Bruno Caccia, ucciso &#8220;per il futuro&#8221;</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se un sito che parla di mamme e psicologia si occupa di <strong>Bruno Caccia</strong>, dirai, la situazione è proprio grave. Ecco, appunto, lo è!<br />
Abbiamo partecipato ad un incontro su cui ogni italiano e, ancora più, ogni torinese dovrebbe essere informato.</p>
<p>Il 27 giugno l’ANM ha organizzato un incontro su <strong>Bruno Caccia</strong>, <strong>Le mafie al nord &#8211; L’impegno nel contrasto alla criminalità organizzata</strong> per rinnovare la memoria del Procuratore della Repubblica, assassinato sotto casa in un torrido giorno elettorale del 1983, ma soprattutto per chiedere che si faccia luce sull’intera verità sulla sua morte. Ci sono infatti gli elementi per aprire il processo che non ha chiarito i moventi e gli esecutori materiali dell’omicidio.<br />
<strong>Giancarlo Caselli</strong>, <strong>Mario Barbuto</strong>, <strong>Paola Bellone</strong>, <strong>Roberto Saviano</strong> hanno parlato di Bruno Caccia e di <strong>mafie al nord</strong>, qualcosa che non è più un fenomeno ma una <strong>consolidata realtà</strong> per cui è ridicolo fare riferimento a non meglio identificate “infiltrazioni”. Come <strong>Caselli</strong> ha sottolineato,</p>
<blockquote><p>E&#8217; inconcepibile che ci si stupisca quando si parla di espansione o di presenza delle mafie al nord. Sarebbe come stupirsi che la pioggia bagna. Non bisogna stupirsi ma attrezzarsi, invece pochi lo hanno fatto nonostante campanelli d&#8217;allarme.</p></blockquote>
<p>Perché, a distanza di trent’anni, il Piemonte non è consapevole di essere una regione ad alta densità mafiosa? Non sono bastati 44 omicidi mafiosi tra il 1970 e il 1983, non è bastato lo scioglimento per mafia del Comune di Bardonecchia nel 1985? L’inchiesta <strong>Cartagine</strong> ha evidenziato un’allarmante pervasività della ‘ndrangheta nella regione e il processo Minotauro sta aggiungendo numerosi ed illuminanti tasselli al puzzle della ‘ndrangheta piemontese.<br />
Come Paola Bellone ha sostenuto, sulla base di studi accurati sul caso, confluiti nel libro  «Il caso Bruno Caccia. La verità rivelata», scritto assieme a Sergio Leszczynski,Bruno Caccia fu probabilmente ucciso per lasciare spazio a magistrati più “morbidi” e compiacenti, perché <strong>la sua intelligenza, l’efficacia delle sue strategie, la sua visione d’insieme sul problema criminale, rappresentavano una minaccia per gli interessi economici della ‘ndrangheta</strong>. E’ probabile che fosse sul punto di importanti scoperte.</p>
<p>Grande organizzatore e integerrimo magistrato, Caccia ha praticamente <strong>inventato i pool</strong>, attrezzando così al meglio le forze della procura nei difficilissimi anni della lotta al terrorismo, caratterizzati da un’ incredibile violenza contro i tutori della giustizia (l’avvocato Fulvio Croce, a cui l’aula magna del palazzo di Giustizia è dedicata, fu assassinato perché esercitava il proprio dovere di fornire una difesa d’ufficio alle Brigate Rosse che invece rifiutavano ogni assistenza legale).<br />
Come Roberto Saviano ha ben chiarito, <strong>le mafie contano sulla divisione, sulla concorrenza</strong>. Con Caccia il meccanismo della calunnia non ha nemmeno avuto bisogno di essere innescato. C’ è stata un’assordante indifferenza, un po’ snob, parecchio sabauda. Solo gli affetti hanno cercato di tenere vivo il ricordo di Bruno Caccia, la famiglia, gli amici, i colleghi. Loro soltanto hanno cercato di avvicinarsi alla verità per rendere giustizia ad un vero fondatore dell’antimafia.</p>
<p><strong>Parlare di mafie al Nord frutta soprattutto in attacchi e polemiche</strong>, può costare anche la carriera. E’ un&#8217;azione che ti mette contro il sistema, un sistema che, lo provano trent’ anni di presenza quasi indisturbata dalla politica e dalla società civile, tollera bene il &#8220;corpo esterno&#8221; delle mafie, che tanto esterno forse non è mai stato.</p>
<p>Il potere della <strong>liquidità</strong> e delle <strong>relazioni mafiose</strong> rischia di compromettere irreparabilmente il tessuto sano dell’economia. E’ comodo pensare che si tratti di cose da “terroni”, roba con cui non sporcarsi nemmeno parlandone. Eppure l’<strong>estorsione</strong> ad esempio, quella vera, si presenta sotto le asettiche vesti del servizio: sconti alla pompa di benzina, assicurazioni a prezzi da amico, fornitori, corridoi privilegiati, in cambio di un pagamento mensile. Quasi nessuno punta più pistole alla tempia chiedendo il pizzo. Roberto Saviano ha spiegato il meccanismo adottato dalle mafie con le aziende in crisi. Il vecchio proprietario resta come testa di legno, l’azienda viene foraggiata con il denaro sporco delle mafie che viene così riciclato e reintrodotto nel mercato. In cambio: assunzioni di persone appartenenti alle clientele delle organizzazioni e situazione di totale sudditanza con la minaccia di veder andare tutto a rotoli, nel giro di tre anni.</p>
<p>I politici non mettono le mafie al primo posto perché hanno paura dell’ignoto, non sanno come le cose evolverebbero in mancanza del denaro contante proveniente in gran parte dalla droga.<strong> A Nord siamo più omertosi che al Sud</strong> dove di mafie si parla apertamente, dove esiste Addio Pizzo, dove per i grandi anniversari per Falcone e Borsellino presenzia tutta la città. Pensiamo che i mafiosi che “fanno impresa” siano brave persone, ci accontentiamo della facciata. Perché non scorre il sangue, perché non infrangono l’ordine costituito, anzi, forse lo rafforzano. <strong>Per paura di prendere posizione rischiamo di ripetere l’errore compiuto con Bruno Caccia, ucciso d’estate anche perché d’estate si pensa ad altro, c’è meno attenzione.<br />
</strong><br />
Non bisogna accontentarsi della memoria, bisogna accertare <strong>la verità sull’omicidio di Bruno Caccia</strong>, bisogna farlo per il futuro. I mezzi sono una magistratura attrezzata e indipendente e una società, politici, media e intellettuali compresi, che non si nascondano nella comoda (ancora per poco) illusione che le mafie siano un prodotto di altre regioni, di altri tempi, roba da addetti ai lavori.<br />
Con le parole di Giancarlo Caselli</p>
<blockquote><p>Per combattere le mafie serve una magistratura sempre più attrezzata e sempre più indipendente, che però è il contrario di quello che molti vogliono oggi.</p></blockquote>
<p>Articolo di Elena Bottari</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/bruno-caccia-ucciso-per-il-futuro/">Bruno Caccia, ucciso &#8220;per il futuro&#8221;</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://psicomamme.it/bruno-caccia-ucciso-per-il-futuro/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Roberto Giachetti: il proprio corpo in cambio di visibilità mediatica sulla legge elettorale</title>
		<link>https://psicomamme.it/roberto-giachetti-corpo-legge-elettorale/</link>
					<comments>https://psicomamme.it/roberto-giachetti-corpo-legge-elettorale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Nov 2012 14:07:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[articoli e pubblicità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://psicomamme.it/?p=1234</guid>

					<description><![CDATA[<p>Qui di solito facciamo molto caso alla strumentalizzazione del corpo delle donne dalla pubblicità, dalle volgarità che spesso sentiamo riferire al fisico femminile (non ultimo la triste uscita di grillo sul &#8220;punto g&#8220;). Spesso, invece di discutere sugli argomenti portati dalle donne, si devia l&#8217;attenzione sulla loro corporalità. Talvolta sono le donne stesse a cercare... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/roberto-giachetti-corpo-legge-elettorale/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/roberto-giachetti-corpo-legge-elettorale/">Roberto Giachetti: il proprio corpo in cambio di visibilità mediatica sulla legge elettorale</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Qui di solito facciamo molto caso alla strumentalizzazione del corpo delle donne dalla pubblicità, dalle volgarità che spesso sentiamo riferire al fisico femminile (non ultimo la triste uscita di grillo sul &#8220;<a title="Punto g" href="http://www.beppegrillo.it/2012/10/il_talk_show_ti_uccide.html" target="_blank" rel="noopener">punto g</a>&#8220;).</p>
<p>Spesso, invece di discutere sugli argomenti portati dalle donne, si devia l&#8217;attenzione sulla loro corporalità. Talvolta sono le donne stesse a cercare visibilità attraverso la propria bellezza.</p>
<p>Oggi però parliamo di un uomo, <strong><a title="Sito di Roberto Giachetti" href="http://www.robertogiachetti.org/" target="_blank" rel="noopener">Roberto Giachetti</a></strong>, che altro non ha, per far accendere i riflettori sull&#8217;esigenza di una riforma elettorale, che ricorrere ad uno <strong><a title="Roberto Giachetti, sciopero della fame" href="http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/138350/legge_elettorale_ora_mi_vendo" target="_blank" rel="noopener">sciopero della fame</a></strong>.</p>
<p>Giachetti scrive</p>
<blockquote><p>Mi metto in vendita. Mi vendo al miglior offerente e sono disposto a diversificare l’offerta affinché le ragioni della mia iniziativa possano avere un minimo di informazione. Mi rendo disponibile ad insultare pubblicamente e pesantemente il presidente del Senato, quello della Commissione affari costituzionali ed anche ogni singolo senatore, in alternativa sono disposto a farmi fotografare mentre consegno una busta con qualche centinaia di euro dentro a qualcuno per ottenere la pubblicazione di una manchette con i contenuti della mia iniziativa a prezzi stracciati; posso scrivere una lettera d’amore e passionale a qualche collega della parte opposta e poi farvene avere copia; posso, debitamente posizionato in aula, consultare qualche famoso sito porno o posso fare una telefonata a chi volete voi – che sappiamo essere sotto intercettazione – e dire quelle cose piccanti che fanno tanta notizia; posso farmi riprendere mentre contratto una prestazione per strada di notte con un trans e poi farvelo avere come se fosse stato fatto di nascosto. Per ora la mia fantasia finisce qui, ma credo che il materiale sarebbe sufficiente nell’ambito di quello che della politica, convenzionalmente qui da noi, fa notizia. Ovviamente resto aperto e disponibile a valutare altre vostre richieste. Una sola condizione: qualche riga sulle ragioni e gli obiettivi del mio sciopero della fame. Attendo un sicuro riscontro con trepidazione ed urgenza e ringrazio tutti.</p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p>Quale sta diventando il ruolo del corpo nella società? Non abbiamo alternative a metterci in vendita?<br />
Perchè la capacità di ascolto e di riflessione comune è scemata a tal punto, da dover ricorrere a espedienti eclatanti e autodistruttivi?<br />
Perchè le ragioni di un individuo, addotte senza violenza e nel rispetto della legge, valgono meno di una fotografia su facebook e di una scritta &#8220;vendesi&#8221;?</p>
<p>Crediamo che una riflessione sia necessaria, da parte di donne e uomini assieme. Non illudiamoci che l&#8217;oggettualizzazione dell&#8217;essere umano si fermi al genere femminile, un sistema mediatico, politico, civile che se lo aspetta anche da un  uomo perchè il gigantosauro dell&#8217;attenzione collettiva si muova, ha bisogno di autoanalisi e di critica personale!!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/roberto-giachetti-corpo-legge-elettorale/">Roberto Giachetti: il proprio corpo in cambio di visibilità mediatica sulla legge elettorale</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://psicomamme.it/roberto-giachetti-corpo-legge-elettorale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Che cos&#8217; è il parto in casa?</title>
		<link>https://psicomamme.it/che-cos-e-il-parto-in-casa/</link>
					<comments>https://psicomamme.it/che-cos-e-il-parto-in-casa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jun 2012 09:27:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[Frédéric Leboyer]]></category>
		<category><![CDATA[sessualità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://domande-risposte.com/?p=308</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il parto in casa o a domicilio è il modo che sempre più donne scelgono per avere il proprio bambino in un ambiente accogliente e tra persone care. A qualcuno potrà sembrare un ritorno al passato, una fissazione &#8220;passatista&#8221;, ma così non è. Le mamme che fanno questa scelta sono seguite da ostetriche professionali e... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/che-cos-e-il-parto-in-casa/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/che-cos-e-il-parto-in-casa/">Che cos&#8217; è il parto in casa?</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_366" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://domande-risposte.com/wp-content/uploads/2012/06/nato-in-casa2.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-366" class="size-medium wp-image-366" title="Bambino nato in casa" src="http://domande-risposte.com/wp-content/uploads/2012/06/nato-in-casa2-300x168.jpg" alt="Bambino nato in casa" width="300" height="168" /></a></p>
<p id="caption-attachment-366" class="wp-caption-text">Bambino nato in casa</p>
</div>
<p>Il parto in casa o a domicilio è il modo che sempre più donne scelgono per avere il proprio bambino in un ambiente accogliente e tra persone care.<br />
A qualcuno potrà sembrare un ritorno al passato, una fissazione &#8220;passatista&#8221;, ma così non è.</p>
<p>Le <strong>mamme</strong> che fanno questa scelta sono <strong>seguite da ostetriche professionali</strong> e seguono protocolli che prevedono un attento monitoraggio delle condizioni di salute della mamma e del bambino.<br />
Non si tratta si un rigurgito anti-scientifico ma di una riappropriazione del momento della nascita come atto emotivo e non medicalizzato, da vivere con il proprio partner e con le ostetriche con cui si è fatto un percorso di preparazione.</p>
<p>Il corso pre-parto, i numerosi e lunghi colloqui con le ostetriche aiutano la mamma ad avere fiducia nel proprio corpo e nel dialogo continuo con il bambino. La comunicazione intrauterina tra mamma e bambino, la respirazione, il <a title="link al libro di Leboyer su Canto carnatico" href=" http://www.ilgiardinodeilibri.it/musica/__canto-respirazione_energetica.php" target="_blank">canto carnatico</a> (<a title="Frédéric Leboyer" href="http://www.youtube.com/watch?v=FoOa9O1tyEA " target="_blank" rel="noopener">Frédéric Leboyer</a> ha riscoperto l&#8217;importanza di questi aspetti per una &#8220;nascita senza violenza&#8221;), aiutano davvero ad essere presente e a non lasciarsi sopraffare dalla grande energia del travaglio.</p>
<p>Il parto in casa è adatto a tutte le donne in buna salute (basti pensare a quanti dei nostri nonni sono nati in casa) ma non è per tutti, nel senso che bisogna volerlo veramente e non per &#8220;moda&#8221;. Le mamme che partoriscono a casa non sono più mamme o più coraggiose delle altre.<br />
Sapere che questa possibilità esiste però può costituire un&#8217;arma in più per le donne per vivere in modo più &#8220;presente&#8221; la gravidanza e la nascita del loro bambino. <strong>Più scelta significa più libertà!</strong></p>
<p>Consigliamo a tutti la lettura di questo articolo-intervista a Giovanna, Anna e Loredana, le ostetriche del servizio <strong>Parto a domicilio dell&#8217; ospedale Sant&#8217;Anna di Torino</strong> (unica struttura pubblica in Italia a offrire questa opportunità alle mamme)<a title="Il piccolo boom dei parti in casa" href="http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/427148/" target="_blank" rel="noopener"> &#8220;Il piccolo boom dei parti in casa&#8221;</a><br />
e la visita al sito Nascere in casa dove sono raccolte le testimonianza di molte coppie che hanno vissuto l&#8217;esperienza del parto a domicilio.</p>
<p>Molte persone preferiscono non parlare di parto, preferiscono dimenticare in fretta. Forse invece è giusto parlarne, anche come di un fatto emotivamente molto rilevante nella vita di una mamma e di un papà. E&#8217; giusto non nascondere dietro ai camici e alle statistiche che il parto è legato alla stessa forza dell&#8217;atto sessuale e che ha tempi e modi di cui i protocolli ospedalieri dovrebbero tenere conto. Come non si hanno erezioni a comando forse non ci si può nemmeno dilatare a comando! Cosa ne pensate?</p>
<p>Per chi voglia saperne ancora di più consigliamo la lettura del sito <a title="il sito Mamma per Mamma" href="http://www.mammapermamma.eu/" target="_blank" rel="noopener">Mamma per mamma</a>, gestito da una mamma blogger che ha scelto il parto a domicilio.</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/che-cos-e-il-parto-in-casa/">Che cos&#8217; è il parto in casa?</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://psicomamme.it/che-cos-e-il-parto-in-casa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Object Caching 68/186 objects using Disk
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk
Database Caching 1/23 queries in 0.006 seconds using Disk

Served from: psicomamme.it @ 2026-04-23 05:46:09 by W3 Total Cache
-->