<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>gravidanza e nascita &#8211; Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</title>
	<atom:link href="https://psicomamme.it/etichette/gravidanza-e-nascita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://psicomamme.it</link>
	<description>In aiuto a piccoli e grandi</description>
	<lastBuildDate>Mon, 18 Dec 2017 08:46:03 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2017/11/cropped-icon-1-32x32.png</url>
	<title>gravidanza e nascita &#8211; Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</title>
	<link>https://psicomamme.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>C&#8217;è chi nasce con la camicia e chi nasce con i denti!</title>
		<link>https://psicomamme.it/bambini-che-nascono-con-i-denti/</link>
					<comments>https://psicomamme.it/bambini-che-nascono-con-i-denti/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Feb 2014 14:51:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza e nascita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://psicomamme.it/?p=7665</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nascere con la camicia vuol dire venire al mondo dentro il sacco amniotico intatto. E&#8217; un po&#8217; come nascere in una botte di ferro 🙂 Ci sono però bambini che nascono con i denti. Non sono casi molto frequenti (un caso ogni 2.000-3000 nascite) ma succede. Non è il caso di spaventarsi e l&#8217;effetto da... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/bambini-che-nascono-con-i-denti/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/bambini-che-nascono-con-i-denti/">C&#8217;è chi nasce con la camicia e chi nasce con i denti!</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nascere con la camicia vuol dire venire al mondo dentro il sacco amniotico intatto. E&#8217; un po&#8217; come nascere in una botte di ferro <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br />
Ci sono però <strong>bambini che nascono con i denti</strong>. Non sono casi molto frequenti (un caso ogni 2.000-3000 nascite) ma succede.<br />
<strong>Non è il caso di spaventarsi</strong> e l&#8217;effetto da vecchietto del West è molto buffo a vedersi.</p>
<p><a href="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/02/bambini-nascono-con-dentini.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-7666" src="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/02/bambini-nascono-con-dentini.jpg" alt="Bambini nati con i denti" width="800" height="455" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/02/bambini-nascono-con-dentini.jpg 800w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/02/bambini-nascono-con-dentini-300x171.jpg 300w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/02/bambini-nascono-con-dentini-768x437.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Si dice che <strong>Napoleone Bonaparte</strong> fosse nato con due dentini. Un buon presagio no?<br />
Secondo la storia o la leggenda, farebbero parte di questo gruppo anche <strong>Einstein</strong>, <strong>Mirabeau</strong>, <strong>Luigi  XVI</strong>, <strong>Giulio Cesare</strong> e <strong>Carlo Magno</strong>.</p>
<p>Non è detto che i dentini, spuntati così precocemente, siano destinati a rovinarsi, come alcune dicerie sostengono e non bisogna assolutamente spaventarsi all&#8217;idea di allattare. I neonati non sono cannibali <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br />
<strong>Con la pratica imparano a succhiare nel modo corretto</strong>! Potrebbe rivelarsi utile chiedere aiuto ad una consulente per l&#8217;allattamento, in modo da affrontare questa piccola &#8220;rarità&#8221; nel modo più sereno possibile.<br />
Il latte di mamma fa molto bene ai denti, quindi non è il caso di preoccuparsi.</p>
<p>Alcuni pediatri consigliano di somministrare del flouro o di spazzolare i dentini con un dentifricio specifico ma<strong> il migliore consiglio è di affidarsi al proprio medico o e di valutare il da farsi in base all&#8217;aspetto dei dentini</strong>.</p>
<p>Su questo<strong> <a title="Bambini nati con i denti, forum francese" href="Si dice che Napoleone Bonaparte fosse nato con due dentini. Un buon presagio no? Secondo la storia o la leggenda, farebbero parte di questo gruppo anche Einstein, Mirabeau, Louis XVI, Giulio Cesare e Carlo Magno." target="_blank" rel="noopener">forum francese</a> </strong>abbiamo trovato utili informazioni.<br />
Il soggetto ritratto nella foto, sorridente e per nulla turbato dal suo dente, ha oggi superato i 30 e gode di ottima salute dentale.<br />
<strong>Il suo dentino è caduto dopo i sei anni, come da copione, e non si è mai cariato</strong> <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br />
I denti definitivi erano uno spendore e non hanno avuto particolari problemi!!</p>
<p>A te è capitato? Conosci bambini nati con i dentini?<br />
Raccontaci!!!</p>
<p>Leggi anche:</p>
<ul>
<li style="list-style-type: none">
<ul>
<li class="post-item post-item-13074"><a title="In pubblicità il fine giustifica i mezzi? L’immagine femminile e la réclame" href="http://psicomamme.it/pubblicita-fine-giustifica-mezzi-limmagine-femminile-la-reclame/">In pubblicità il fine giustifica i mezzi? L’immagine femminile e la réclame</a></li>
<li class="post-item post-item-12929"><a title="Elogio della noia" href="http://psicomamme.it/elogio-della-noia/">Elogio della noia</a></li>
<li class="post-item post-item-12855"><a title="Fobie. Il coraggio è il superamento della paura" href="http://psicomamme.it/fobie-il-coraggio-e-il-superamento-della-paura/">Fobie. Il coraggio è il superamento della paura</a></li>
<li class="post-item post-item-12798"><a title="Come si cambia? Il corpo nelle diverse età" href="http://psicomamme.it/come-si-cambia-il-corpo-nelle-diverse-eta/">Come si cambia? Il corpo nelle diverse età</a></li>
<li class="post-item post-item-12402"><a title="L'errore fondamentale di attribuzione" href="http://psicomamme.it/lerrore-fondamentale-di-attribuzione/">L&#8217;errore fondamentale di attribuzione</a></li>
<li class="post-item post-item-11472"><a title="Bambini cattivi e bambini buoni, il gioco delle parti" href="http://psicomamme.it/bambini-cattivi-e-bambini-buoni-il-gioco-delle-parti/">Bambini cattivi e bambini buoni, il gioco delle parti</a></li>
<li class="post-item post-item-11411"><a title="Mi ci hanno mandata, il nuovo libro di Flavia Cavalero" href="http://psicomamme.it/mi-ci-hanno-mandata-flavia-cavalero/">Mi ci hanno mandata, il nuovo libro di Flavia Cavalero</a></li>
<li class="post-item post-item-11219"><a title="Segni, simboli, colori e pubblicità" href="http://psicomamme.it/segni-simboli-colori-pubblicita/">Segni, simboli, colori e pubblicità</a></li>
<li class="post-item post-item-10938"><a title="Non è bastante, il libro di Flavia Cavalero sulla separazione nella coppia" href="http://psicomamme.it/non-e-bastante-il-libro-di-flavia-cavalero-sulla-separazione-nella-coppia/">Non è bastante, il libro di Flavia Cavalero sulla separazione nella coppia</a></li>
<li class="post-item post-item-10926"><a title="La pubertà, questa sconosciuta" href="http://psicomamme.it/la-puberta-questa-sconosciuta/">La pubertà, questa sconosciuta</a></li>
<li class="post-item post-item-10862"><a title="Miti e mostri del &quot;volersi bene&quot; tra gola e forma" href="http://psicomamme.it/miti-e-mostri-del-volersi-bene-tra-golosi-e-sportivi/">Miti e mostri del &#8220;volersi bene&#8221; tra gola e forma</a></li>
<li class="post-item post-item-10850"><a title="La Sirenetta di Andersen ha qualcosa da dirci" href="http://psicomamme.it/morale-sirenetta-andersen/">La Sirenetta di Andersen ha qualcosa da dirci</a></li>
<li class="post-item post-item-10737"><a title="La civiltà del pettegolezzo" href="http://psicomamme.it/la-civilta-del-pettegolezzo/">La civiltà del pettegolezzo</a></li>
<li class="post-item post-item-10698"><a title="Amicizia e sicurezza ai tempi del web" href="http://psicomamme.it/amicizia-web-sicurezza/">Amicizia e sicurezza ai tempi del web</a></li>
<li class="post-item post-item-10687"><a title="Lo shopping compulsivo, lo sballo che può costare caro" href="http://psicomamme.it/lo-shopping-compulsivo-lo-sballo-che-puo-costare-caro/">Lo shopping compulsivo, lo sballo che può costare caro</a></li>
<li class="post-item post-item-10656"><a title="Giornalismo e verità: parole di carne, nello spirito del &quot;noi&quot;" href="http://psicomamme.it/giornalismo-e-verita-parole-di-carne-nello-spirito-del-noi/">Giornalismo e verità: parole di carne, nello spirito del &#8220;noi&#8221;</a></li>
<li class="post-item post-item-10645"><a title="Go with the flow! quando la psicologia diventa hippie" href="http://psicomamme.it/go-with-the-flow-psicologia-hippie/">Go with the flow! quando la psicologia diventa hippie</a></li>
<li class="post-item post-item-10635"><a title="La psicoterapia e il Web: i dubbi e le resistenze" href="http://psicomamme.it/la-psicoterapia-e-il-web/">La psicoterapia e il Web: i dubbi e le resistenze</a></li>
<li class="post-item post-item-10552"><a title="Psicologia dell'abbigliamento: il cambio dell'armadio" href="http://psicomamme.it/psicologia-dellabbigliamento-il-cambio-dellarmadio/">Psicologia dell&#8217;abbigliamento: il cambio dell&#8217;armadio</a></li>
<li class="post-item post-item-10552"><a href="http://psicomamme.it/parole-con-le-doppie-come-riconoscerle-esercizi-alluopo/">Frasi con le doppie</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/giochi-bambini-7-10-anni-casa/">Giochi per bambini di 7 anni</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/parole-con-gli/">Parole con gli</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/parole-con-sce-e-sci/">Parole con sci e sce</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/il-plurale-di-cia-e-gia/">Esercizi sul plurale di cia e gia</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/dettati-parole-non-esistono/">Dettati di non parole</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/esercizi-di-correzione-ortografica/">Correzione ortografica</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/parole-con-sce-e-sci/">Esercizi con sce e sci</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/parole-b-e-d/">Esercizi per non confondere b e d</a></li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/bambini-che-nascono-con-i-denti/">C&#8217;è chi nasce con la camicia e chi nasce con i denti!</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://psicomamme.it/bambini-che-nascono-con-i-denti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>9</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cose dell&#8217;altro parto al museo Flaubert di Rouen</title>
		<link>https://psicomamme.it/cose-dellaltro-parto-al-museo-flaubert-di-rouen/</link>
					<comments>https://psicomamme.it/cose-dellaltro-parto-al-museo-flaubert-di-rouen/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Nov 2013 14:06:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza e nascita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://psicomamme.it/?p=7197</guid>

					<description><![CDATA[<p>A Rouen, nella Valle della Senna, in Normandia, c’è il Museo Flaubert di storia della medicina. Si trova proprio nella casa  in cui Flaubert è nato nel 1821. Tra le molte interessanti cose esposte, una ha fortemente attirato la nostra attenzione, si tratta di un modello unico di pezza che rappresenta una donna che partorisce. Inquietante... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/cose-dellaltro-parto-al-museo-flaubert-di-rouen/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/cose-dellaltro-parto-al-museo-flaubert-di-rouen/">Cose dell&#8217;altro parto al museo Flaubert di Rouen</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A Rouen, nella Valle della Senna, in Normandia, c’è il <strong>Museo Flaubert di storia della medicina. </strong>Si trova proprio nella casa  in cui Flaubert è nato nel 1821. Tra le molte interessanti cose esposte, una ha fortemente attirato la nostra attenzione, si tratta di un <strong>modello unico di pezza</strong> che rappresenta una <strong>donna che partorisce</strong>. Inquietante ma chiaro, ci dispiace che la posizione proposta sia quella comoda al medico ma che raramente le donne scelgono per affrontare il travaglio.</p>
<p><a href="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2013/11/parto.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-7198" alt="Parto - Museo Flaubert" src="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2013/11/parto.jpg" width="800" height="516" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2013/11/parto.jpg 800w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2013/11/parto-300x193.jpg 300w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Vi si trova anche un interessante manifesto dal titolo <strong>credenze intorno alla nascita</strong></p>
<h3>Ecco alcuni esempi divisi per categoria</h3>
<p><strong>Il concepimento</strong></p>
<ul>
<li>Nel momento del concepimento la donna non deve né tossire né starnutire per non perdere il seme e per evitare malformazioni al figlio</li>
<li>Se vuole un maschio la donna deve coricarsi sull’anca destra o concepirlo durante la luna montante</li>
</ul>
<p><strong>La gravidanza</strong></p>
<ul>
<li>I maschi si muovono prima delle femmine</li>
<li>Se la donna incinta indossa collane durante la gravidanza il bambino rischia di nascere con il cordone ombelicale intorno al collo</li>
<li>Se la donna guarda la luna i figlio sarà lunatico</li>
</ul>
<p><strong>Il parto</strong></p>
<ul>
<li>Le vedove devono uscire dalla stanza per non portare sfortuna</li>
<li>Si girino verso il muro le foto dei morti</li>
<li>Non si devono tenere le gambe incrociate per non bloccare il travaglio della partoriente</li>
</ul>
<p>Alcune di queste superstizioni sono sopravvissute e sono purtroppo tutt’oggi diffuse  <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f641.png" alt="🙁" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Nell&#8217;immaginario del tempo, se una donna mangiava lepre o beveva da bicchieri sbreccati, il bambino poteva nascere con il labbro leporino e bisognava scuotere la donna incinta per far &#8220;cadere il frutto maturo&#8221;.<br />
<strong>Grazie al cielo, la medicina e il buon senso hanno fatto passi da gigante</strong> <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>In questa immagine, un biberon inglese a forma di banana e poi tante… cacche di infanti</p>
<p><a href="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2013/11/biberon-a-banana.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-7199" alt="Biberon a banana e cacche neonati" src="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2013/11/biberon-a-banana.jpg" width="800" height="529" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2013/11/biberon-a-banana.jpg 800w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2013/11/biberon-a-banana-300x198.jpg 300w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Non è che sia una vista rinfrancante ma si tratta di una piccola enciclopedia utile, anche perché, ancora oggi, ci si attiene anche all&#8217;analisi di simili reperti per <strong>controllare lo stato di salute dei neonati</strong>.</p>
<p>Se una mamma avesse la curiosità di scoprire come sia il frutto del <strong>colostro</strong>, il preziosissimo primo latte materno che dà energia da vendere ai bambini nei primi giorni fuori dalla pancia, non deve fare altro che consultare la bacheca del buon Flaubert <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br />
I primi due reperti, in alto a sinistra, sono i più utili per rassicurare le mamme alle prese con l&#8217;allattamento: meconio e <strong>latte di mamma</strong> hanno quegli effetti sui pannolini e conseguenze molto benefiche sulla salute dei bambini!</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/cose-dellaltro-parto-al-museo-flaubert-di-rouen/">Cose dell&#8217;altro parto al museo Flaubert di Rouen</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://psicomamme.it/cose-dellaltro-parto-al-museo-flaubert-di-rouen/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pillola del giorno dopo, 194 e diritti ostacolati</title>
		<link>https://psicomamme.it/pillola-giorno-dopo-diritti-obiezione-coscienza/</link>
					<comments>https://psicomamme.it/pillola-giorno-dopo-diritti-obiezione-coscienza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jan 2013 09:07:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza e nascita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://psicomamme.it/?p=2495</guid>

					<description><![CDATA[<p>Riflessioni sull&#8217;obiezione di coscienza partendo dai fatti Qualche tempo fa, sul Venerdì di Repubblica, è uscito un articolo interessante per chiarirsi le idee sulla sanità di oggi e su come le donne possano trovarci talvolta più ostacoli che aiuto. Si tratta di &#8220;Fronte del parto&#8221; di Elasti, autrice anche del blog Non solo mamma. Te... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/pillola-giorno-dopo-diritti-obiezione-coscienza/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/pillola-giorno-dopo-diritti-obiezione-coscienza/">Pillola del giorno dopo, 194 e diritti ostacolati</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Riflessioni sull&#8217;obiezione di coscienza partendo dai fatti</h3>
<p>Qualche tempo fa, sul Venerdì di Repubblica, è uscito un articolo interessante per chiarirsi le idee sulla sanità di oggi e su come le donne possano trovarci talvolta più ostacoli che aiuto. Si tratta di &#8220;<a title="Leggi l&#039;intero articolo &quot;Fronte del parto&quot;" href="http://d.repubblica.it/dmemory/2012/12/08/rubriche/rubriche/040par80940.html" target="_blank" rel="noopener">Fronte del parto</a>&#8221; di <strong>Elasti</strong>, autrice anche del blog <a title="Nonsolo mamma, il blog di Elast" href="http://www.nonsolomamma.com/" target="_blank" rel="noopener">Non solo mamma</a>.</p>
<p>Te lo riproponiamo volentieri perché offre il punto di vista di una giovane donna che vuole diventare una brava ginecologa. Marta sceglie di <a title="Lettera al ministro della Salute di Laiga IN EDICOLA  Leggi il sommario Home Articoli Blog Rivista eBook Il rasoio di Occam Newsletter Abbonamenti e arretrati Redazione Rss CERCA NEL SITO     VISIONI A bigger splash: dalla performance della pittura alla pittura della performance Il film della settimana: “Lincoln” di Steven Spielberg Vedi tutti ALTRACHIESA Pax Christi: Svuotare gli arsenali e votare per la pace L’abate dimenticato: intervista a dom Giovanni Franzoni Vedi tutti LAICAMENTE Se la Chiesa torna a criticare la neutralità dello Stato Laicità, movimenti e contro movimenti Vedi tutti CARA MICROMEGA Un reddito garantito nell’Agenda politica Il sobrio mannaro Vedi tutti EBOOK GRATUITI  APPELLO  Le adesioni | Così nel resto d&#039;Europa | Poliziotti o giustizieri?  IN LIBRERIA  Leggi il primo capitolo di “Democrazia!” di Paolo Flores d’Arcais NOVITÀ  SEGUICI SU                        ULTIMI ARTICOLI La favola dell’austerità espansiva L’università sottofinanziata e il declino italiano “Grillo addio, serve un nuovo M5S” Un New, New Deal per la Sinistra A bigger splash: dalla performance della pittura alla pittura della performance Il vero volto di Casa Pound Sotto il Monte la banca crepa Brancaccio: “Monte Paschi è solo la punta dell’iceberg” Bentornata questione morale L’uguaglianza di Obama Tutta la verità su Bersani e gli F-35 Il film della settimana: “Lincoln” di Steven Spielberg L’Europa bendata alla guerra d’Africa Ponzio Pisanu e la trattativa Stato-mafia L’America non è più quella di una volta Vedi tutti INVIA STAMPA Aborto e obiezione di coscienza, lettera aperta al Ministro della Salute Renato Balduzzi 	 Gentile Signor Ministro,   Le scriviamo certi di meritare tutta la Sua attenzione, dal momento che la nostra associazione, LAIGA (Libera Associazione Italiana dei Ginecologi per l’Applicazione della legge 194), raccoglie quella esigua parte dei ginecologi italiani, cosiddetti “non obiettori”, cioè quegli operatori che, pur fra mille difficoltà, si fanno carico di applicare una legge dello Stato.  Abbiamo finalmente potuto leggere la Sua relazione al Parlamento sullo stato di applicazione della legge 194, ed abbiamo notato come questa si differenzi significativamente da quelle che l’hanno preceduta, sganciandosi dal rigido tecnicismo della comunicazione e dell’interpretazione dei dati, per fare un ragionamento più generale sugli obiettivi e le finalità della legge.  Obiettivo primario, Lei ci dice, è la prevenzione dell’aborto; in quest’ottica, Lei inserisce la legge 194 in un contesto più ampio, che comprende la legge 405 sui consultori familiari, la sentenza n.27 del 1975 della Corte Costituzionale, e il documento del Comitato Nazionale di Bioetica del 2005 intitolato “Aiuto alle donne in gravidanza e depressione post-partum”. Il nesso tra aborto e depressione post-partum non è così immediato, ma intuiamo che la chiave di interpretazione sia la supposta fragilità psicologica delle donne, una fragilità “esistenziale”, che si accentua drammaticamente in gravidanza e che sarebbe la causa di gran parte (se non di tutte) le interruzioni di gravidanza. Sarebbe dunque possibile prevenire gli aborti con un adeguato sostegno psicologico e “spirituale” alle donne: allora, ci suggerisce Lei, i medici obiettori (certamente i più qualificati e certamente spinti da più alti principi etici) potrebbero essere utilizzati nei consultori, per convincere le donne a non abortire.   Gentile Signor Ministro, Le ricordiamo che le leggi da lei citate, la 194 e la 405 sui consultori familiari, sono nate proprio grazie alla determinazione, alle lotte e all’impegno civile di quelle donne, cittadine del Suo Paese, che Lei ritiene meritevoli di “tutela” perché incapaci di fare autonomamente una scelta che riguarda la loro vita e la loro salute.   D’altra parte, gentile Signor Ministro, ci sembra che questa, sotto altra veste, sia la stessa logica che portava taluni ad osteggiare l’aborto medico in quanto “aborto facile”: l’idea, in questo caso, era che, vista la maggiore facilità, le donne sarebbero corse ad abortire senza pensarci tanto, e che dunque il numero degli aborti sarebbe sicuramente aumentato. E’ l’idea che sostanzia il parere del Consiglio Superiore di Sanità, acriticamente seguito dalla quasi totalità delle amministrazioni delle nostre Regioni: ignorando i dati riportati dalla letteratura scientifica internazionale e le esperienze sanitarie degli altri Paesi, si è perseguito il fine di rendere più difficile l’accesso all’aborto farmacologico, consigliando il regime di ricovero ordinario con tre giorni di ospedalizzazione! Eppure, gentile Signor Ministro, i dati contenuti nella Sua relazione, seppur frammentari ed incompleti, smentiscono questa logica: nonostante infatti il crescente ricorso all’aborto farmacologico, il numero totale degli aborti è ulteriormente diminuito, e non si sono avute maggiori complicazioni, in accordo con i dati degli altri Paesi, in molti dei quali la pillola per abortire viene addirittura dispensata in consultorio. D’altra parte, poiché l’aborto farmacologico viene praticato in epoche gestazionali precoci, e poiché l’incidenza di complicazioni è tanto minore quanto più precoce è l’epoca gestazionale, facilitare l’accesso a questa metodica non può che essere un’azione per la salute delle donne.   Gentile Signor Ministro, a tal proposito le facciamo notare che, in tempi di crisi economica e di “spending review”, la scelta di eseguire l’aborto farmacologico in regime di Day Hospital permetterebbe di ridurre notevolmente sia i costi per il nostro Sistema Sanitario Nazionale, grazie ad un più razionale utilizzo dei posti letto, sia i rischi di complicazioni legati ai lunghi tempi di attesa.  A Lei, che con questa relazione ha voluto essere non solo “tecnico”, chiediamo di allargare lo sguardo e di muoversi nella logica non della semplice prevenzione dell’aborto, ma in quella della prevenzione delle gravidanze indesiderate, promuovendo in primo luogo un più facile accesso alla contraccezione sicura. Siamo certi che i ginecologi obiettori sarebbero felici di essere impiegati a tal fine nei nostri consultori.  Gentile signor Ministro, siamo convinti che anche Lei ritenga la legge 194 una delle migliori del nostro Paese, il che è peraltro sottolineato dal dato, riportato anche dalla Sua relazione, che in poco più di trent’anni dalla sua approvazione il numero di aborti in Italia è più che dimezzato. Tuttavia, la Sua stessa relazione sottolinea le numerose criticità per la piena applicazione della legge; fra queste, a nostro avviso merita una considerazione particolare il problema dell’obiezione di coscienza, o, per meglio dire, dell’uso strumentale dell’obiezione di coscienza. Nel nostro Paese, caso unico tra quelli che si sono dati una legge per regolamentare il ricorso all’aborto, la percentuale di ginecologi obiettori è altissima, tanto da ostacolare in molti casi la possibilità per le donne di esercitare appieno un loro diritto.   Nella Sua relazione Lei ci parla di una stabilizzazione generale del fenomeno dell’obiezione di coscienza, che nel 2010 è stata sollevata dal 69,3% dei ginecologi italiani; i dati in nostro possesso, nati dalla necessità di verificare la sensazione dell’esistenza di uno “scollamento” fra i dati ufficiali e quelli reali, fotografano una situazione molto più grave: la percentuale di obiettori nel Lazio è pari al 91,3% del totale dei ginecologi delle strutture ospedaliere pubbliche; sempre nel Lazio, su 31 strutture pubbliche, ben 9 non dispongono di un servizio di pianificazione familiare e non praticano aborti, e in ben tre provincie del Lazio non si eseguono aborti terapeutici, in assoluta inadempienza proprio di quell’art.9 della legge che disciplina la possibilità di sollevare obiezione di coscienza.   Questi i numeri, gentile Signor Ministro. Sono inquietanti, ma sono numeri. Sono importanti, ma al tempo stesso non sono sufficienti a descrivere e definire la realtà, perché non raccontano le condizioni di lavoro dei non obiettori, costretti a sobbarcarsi un carico di lavoro considerato generalmente “bassa manovalanza” ma che non lascia spazio ad altro, non raccontano l’esasperazione, la stanchezza, i rischi personali e professionali, la voglia, a volte, di gettare la spugna. Ne’ parlano dell’impegno civile, dell’ostinazione, della passione per la nostra professione, che, invece, ci spingono a continuare a lavorare per la tutela della salute riproduttiva.   A Lei, Ministro “tecnico” chiediamo dunque di incontrare noi “tecnici”, perché l’azione di governo per migliorare l’applicazione di una legge miliare del nostro Paese possa sostanziarsi dell’esperienza e dei suggerimenti di chi realmente lavora “sul campo”.  LAIGA - Libera Associazione Italiana dei Ginecologi per l’Applicazione della legge 194" href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/aborto-e-obiezione-di-coscienza-lettera-aperta-al-ministro-della-salute-renato-balduzzi/" target="_blank" rel="noopener">consentire l&#8217;esercizio della legge 194</a>, contrariamente a ciò che fanno i colleghi <a title="I dati sull&#039;obiezione di coscienza dei medici in Italia" href="http://www.ilpost.it/2012/10/11/quanti-sono-gli-obiettori-di-coscienza-sulla-legge-194/" target="_blank" rel="noopener">obiettori</a> che, in alcuni zone, sono la quasi totalità del personale.</p>
<p>Alcuni brani meritano di essere citati:</p>
<blockquote><p>Una sera è arrivata una studentessa, con il suo ragazzo. &#8220;Posso avere la pillola del giorno dopo?&#8221;. &#8220;Io non posso prescrivertela. Fammi chiamare in reparto un collega non obiettore che può farti la ricetta&#8221;, ha risposto il medico di guardia. Perché i medici obiettori non prescrivono la pillola del giorno dopo, non fanno interruzioni volontarie di gravidanza, non assecondano le tecniche di procreazione medico-assistita, però possono alzare il telefono e trovare rapidamente qualcuno disponibile a fare quello che prevede la legge, al posto loro.</p>
<p>Marta, probabilmente, non si specializzerà in Italia, perché dopo , una volta finito il percorso di studi, &#8220;per un ginecologo non obiettore le possibilità di carriera sono limitate. Perché vorrei diventare chirurgo e in Italia, -me lo hanno già detto i miei professori- per una donna è difficilissimo, a meno di non sacrificare tutto il resto sull&#8217;altare del lavoro&#8221;</p></blockquote>
<p>La <strong>pillola del giorno dopo</strong> dovrebbe essere facilmente accessibile e si dovrebbe poter parlare chiaramente di <strong>aborto</strong> negli ospedali, senza andare a <strong>mendicare un servizio che la legge sancisce</strong>. Gli obiettori di coscienza in tutti gli altri campi sono chiamati ad un <strong>lavoro alternativo</strong>, perché i medici obiettori no?<br />
Citiamo a tal proposito un brano dell&#8217;<a title="Intervista &quot;Se l&#039;obiezione di coscienza calpesta i diritti&quot;" href="http://www.chiaralalli.com/2012/03/se-lobiezione-di-coscienza-calpesta-i.html" target="_blank" rel="noopener">intervista</a> rilasciata da <a title="Chiara Lalli" href="http://www.chiaralalli.com/" target="_blank" rel="noopener">Chiara Lalli</a> al Sole 24 Ore, Salute</p>
<blockquote><p>Con il passaggio dal paternalismo all’autodeterminazione lo spazio di conflitto tra medico e paziente sta esplodendo. Come giustifichiamo oggi il fatto che le credenze morali e religiose di un medico mi calpestino come persona? Nessuno vuole impedire niente a nessuno sul piano personale. Il problema, di nuovo, è il profilo professionale e pubblico che i ginecologi hanno liberamente scelto. Respiriamo un clima in cui è molto difficile portare avanti argomenti razionali. Quando si invocano i cosiddetti «valori non negoziabili» si chiude la porta a qualsiasi discussione, senza sottrarvisi esplicitamente perché sarebbe troppo impopolare. Come è troppo impopolare attaccare direttamente la 194 o l’autodeterminazione. Quindi si fa finta di rispettarle ma si svuotano dall’interno con strategie subdole.</p>
<p><strong>Le leggi sono giuste ma l’applicazione è scorretta?</strong></p>
<p>Esatto. Si pensi alla contraccezione d’emergenza su cui continuano a obiettare non solo medici ma anche farmacisti, anche se l’Oms ha chiarito che la pillola del giorno dopo «può solo prevenire e non interrompere una gravidanza». Ma se un farmacista può opporsi alla contraccezione d’emergenza perché non potrebbe poi opporsi a un farmaco contro il dolore? Nessuna legge prevede che si possa mancare al proprio dovere professionale. Eppure spesso nessuno protesta. Forse è anche colpa nostra, forse non conosciamo abbastanza i nostri diritti e non sappiamo quando possiamo legittimamente pretendere il servizio che ci viene negato.</p></blockquote>
<p>Il corpo delle donne non è un campo di battaglia. Il diritto di un essere umano di decidere per sé e per il proprio corpo va tutelato dalle convinzioni altrui. Negare la pillola del giorno dopo ad un ragazza di sedici anni significa condannarla ad un aborto o a una gravidanza indesiderata. A noi sembra una gran brutta mossa da parte del mondo degli adulti che ripete ai ragazzi di parlare, di &#8220;aprirsi&#8221; ma che, di fronte ad una richiesta di aiuto, preferisce spesso affermare le proprie ragioni a discapito dell&#8217;autodeterminazione altrui.</p>
<p>Leggi la nostra riflessione sul <a title="Il senso materno" href="http://psicomamme.it/senso-materno/" target="_blank">senso materno</a> e sulla <a title="Maternità, scelte e condizionamenti" href="http://psicomamme.it/maternita-parto-condizionamenti-scelta/" target="_blank">maternità tra condizionamenti e scelte</a>.</p>
<p>&#8220;Fronte del parto&#8221;, dal Venerdì di Repubblica dell&#8217;8 dicembre, p. 40</p>
<p>&#8220;Se l&#8217;obiezione di coscienza calpesta i diritti&#8221;, Il Sole-24 Ore Sanità del 6-12 marzo 2012</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/pillola-giorno-dopo-diritti-obiezione-coscienza/">Pillola del giorno dopo, 194 e diritti ostacolati</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://psicomamme.it/pillola-giorno-dopo-diritti-obiezione-coscienza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il parto naturale raccontato da Anna Ruocco</title>
		<link>https://psicomamme.it/parto-naturale-esperienza-ostetrica-anna-ruocco/</link>
					<comments>https://psicomamme.it/parto-naturale-esperienza-ostetrica-anna-ruocco/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2013 10:57:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Maternità]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza e nascita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://psicomamme.it/?p=2243</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il parto naturale nell&#8217; esperienza di un&#8217;ostetrica Proponiamo la trascrizione integrale della porzione di intervista che Anna Ruocco ha rilasciato a Psicomamme.it sulla nascita naturale. Le sue parole ci sembrano un&#8217;importante fonte di riflessione sul venire al mondo e su molte implicazioni a cui siamo abituati a non pensare! Cos&#8217;è per te, dopo la tua... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/parto-naturale-esperienza-ostetrica-anna-ruocco/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/parto-naturale-esperienza-ostetrica-anna-ruocco/">Il parto naturale raccontato da Anna Ruocco</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il parto naturale nell&#8217; esperienza di un&#8217;ostetrica</h2>
<p>Proponiamo la trascrizione integrale della porzione di intervista che <a title="Anna Ruocco" href="http://psicomamme.it/parto-naturale-anna-ruocco/" target="_blank">Anna Ruocco</a> ha rilasciato a Psicomamme.it sulla nascita naturale. Le sue parole ci sembrano un&#8217;importante fonte di riflessione sul venire al mondo e su molte implicazioni a cui siamo abituati a non pensare!</p>
<h3>Cos&#8217;è per te, dopo la tua esperienza di tanti anni, il parto naturale?</h3>
<p>Io mi sono trovata, ad aggrapparmi come fa la maggior parte delle ostetriche, alle evidenze scientifiche, che sono dei paletti importantissimi, da cui non ci si può staccare, a legarmi alle donne che assistevo dal punto di vista umano. Mi sono trovata a soffrire con loro nei loro travagli, nei loro parti, oppure ad avare quel giusto distacco da professionista, perchè era più giusto così in determinati momenti più delicati della mia vita personale. Ad un certo punto però ho capito che <strong>sia l&#8217;empatia che il distacco erano giusti</strong>, ma che il <strong>parto naturale</strong> era un&#8217;esperienza così talmente importante, così talmente forte e unica nella vita di un essere umano che <strong>bisognava osservarlo un pò come fa l&#8217;etologo quando osserva un mammifero che partorisce</strong>.</p>
<p>Quando osservi un mammifero che partorisce gli devi dare <strong>tempo</strong>, <strong>rispetto</strong>, <strong>dignità</strong> nella disperazione o nella sofferenza. Gli devi dare la <strong>forza</strong> e la <strong>tranquillità</strong> quando magari il travaglio si dilunga, diventando quasi insostenibile dal punto di vista della sensazione della sofferenza. Tu sai che in quel sostegno là c&#8217;è la normalità del tutto, che lì sta arrivando il parto naturale. Sai che lì è la soluzione la chiave di lettura.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="http://www.youtube.com/embed/Pb_1avqQ9WI" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Sai che quando capita questo, il parto naturale è semplicemente una stravolgente esperienza nella vita di un essere umano. Io di questo sono convinta, ed è questa la mia scientificità delle cose. La scientificità ritorna così. La <strong>chimica degli ormoni</strong>, in questo processo, ha un odore, uno sguardo, ha degli atteggiamenti. La mia tranquillità, la tranquillità della collega con cui assisto, dell&#8217;uomo e della donna che mi sono di fronte, del bambino e dei suoi movimenti quando tocco questa pancia, o degli animali che sono in casa, delle persone che sono intorno, tutto questo mi dice che le cose stanno andando in un certo verso, che tutto questo ha una chimica, ha un&#8217;espressione e quella donna che in quel momento vive a fior di pelle queste percezioni non può che viverle sulla sua pelle appunto. Succede quindi che, <strong>se affianco a lei ha persone che sanno che quello è un processo normale, è normale anche lei</strong>. Percepisce come una sensazione di milioni di mani dietro la propria schiena che le dicono &#8220;Questo è il modo di partorire con cui hanno partorito milioni di altre donne, che sono andate avanti&#8221;. Una donna che partorisce in questo modo ha già un grande punto di partenza. Un bambino che nasce con questa premessa ha già delle capacità e una forza diversa rispetto ad altri. Poi è vero che <strong>la natura ha delle grandi riserve e ci mette del suo, riuscendo a rattoppare delle situazioni anche impressionanti</strong>, se no la specie umana finirebbe, ci saremmo estinti. Però bisogna anche riconoscere e dare forza alla capacità dell&#8217;essere umano di <strong>vivere in modo anche istintivo questi ormoni, di essere un mammifero che sa partorire</strong>.</p>
<h3>Cosa è successo nella nostra società?</h3>
<p>E&#8217; successo che abbiamo imparato, invece, con la tecnologia, con la civiltà, a dare a questo processo un&#8217;espressione che doveva essere, in un&#8217;idea molto maschile probabilmente, nobilitata dalla tecnica. <strong>La donna non poteva più partorire nella posizione che sentiva più vicina e più comoda per il suo parto e così la donna non poteva usare la voce e così la donna non può ancora usare la voce, non può lasciarsi andare nell&#8217;esprimere il proprio parto</strong>. Quando capita questo, le donne che sono coinvolte e che sono in questa esperienza che, da un certo punto di vista è inquinata, non riescono a collocare il punto dove c&#8217;è stato un problema, dove è capitato un inghippo. Cos&#8217;è successo nel mio parto, cos&#8217;è questo strano senso di vuoto? Analizzando poi il tutto spesso capita che, andando a rivedere alcune cose, capisci che è mancata l&#8217;espressione del sano mammifero, l&#8217;espressione di quell&#8217;istinto che la società ci impone un pò nella <strong>repressione</strong>.</p>
<p>Quando un <strong>bambino</strong> nasce è istinto puro, è ormoni, è la <strong>follia degli ormoni</strong>. Quel sano mammismo, nel guardare un bambino, di riconoscerlo e di dire &#8220;Questo è mio figlio&#8221;, lo stiamo un pò perdendo. Abbiamo fatto di tutto per non riconoscerlo più.</p>
<p>Anni fa ero rimasta sconvolta dal mio veterinario quando mi disse &#8220;I cuccioli dei gatti non si devono toccare, i cuccioli dei cani non si devono toccare perchè altrementi andiamo ad inquinare il processo di imprinting importantissimo&#8221;. Ecco noi prendiamo i bambini appena nati, li strigliamo per bene, li puliamo, li profumiamo, e li mandiamo al nido. Questa è una cosa che mi sconvolge ancora adesso. <strong>E non riesco a pensare come, nella società odierna in cui i diritti dei cuccioli animali sono tutelati, al cucciolo dell&#8217;uomo debba essere riservato un trattamento così diverso, che non debba stare vicino alla mamma.</strong> La mamma deve essere bella, deve rimettersi subito in forze, dev&#8217;essere in gamba, dev&#8217;essere all&#8217;altezza. All&#8217;altezza di cosa?</p>
<p>Queste sono, per me, le grandi contraddizioni che ci hanno portato a perdere il parto naturale. Quando la natura non viene soddisfatta nelle sue tappe, in realtà poi lancia dei richiami. <a title="Chi è Michel Odent" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michel_Odent" target="_blank" rel="noopener">Odent </a>dice che la <a title="La salute primale" href="http://www.ilcambiamento.it/architetto_vita/homo_superpredator_salute_primale.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>salute primale</strong></a> comincia dal concepimento al terzo anno di vita, e io di questo sono convinta, e che ci sia un feed back continuo tra la salute primale e l&#8217;adolescenza. A volte mi chiedo &#8220;Sarà anche per il fatto che abbiamo inquinato così tanto il processo del parto naturale che oggi ci diciamo che gli adolescenti sono in crisi, che non hanno più punti di riferimento?&#8221;. I momenti storici che abbiamo vissuto sono stati quelli di identificazione. In questo momento, i giovani, in cosa sono identificati? Hanno veramente uno scopo politico, sociale, culturale? Io sento che invece questa parte viene a mancare. Se andiamo a vedere come sono nati questi adolescenti, vediamo che sono figli della tecnologia del parto, del disconoscere gli ormoni, del togliere gli odori, togliere gli sguardi, di mettere le donne sui lettini. Oggi, nella crisi collettiva, c&#8217;è la ricerca profonda di una riappropriazione di quella parte della propria vita, di dire, almeno, &#8220;Da qui voglio partire, voglio mettere bene i piedi per terra, voglio essere un sano mammifero, voglio essere centrata&#8221;. Certo che nel problema quotidiano posso trovare una soluzione diversa ma la mia centratura è la cosa che mi può dare la spinta per trovare una alternativa e quindi sento che c&#8217;è una ricerca nuova, di un parto che sia più vicino possibile al quel vuoto che sta reclamando a gran voce.</p>
<p>Se ti interessa sapere di più sul parto naturale, leggi i nostri articoli a tal proposito:</p>
<ul>
<li><a title="L&#039;ostetrica Virginia Guerra" href="http://psicomamme.it/virginia-guerra-ostetrica-parto-casa/" target="_blank">Virginia Guerra, vocazione ostetrica</a></li>
<li><a title="La placenta ridotta a moda" href="http://psicomamme.it/placenta-lotus/" target="_blank">La placenta ridotta a moda</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Fonte fotografica" href="http://www.flickr.com/photos/usnationalarchives/3815841516/" target="_blank" rel="noopener">Foto</a> di <a href="http://www.flickr.com/photos/usnationalarchives/" target="_blank" rel="noopener">The U.S. National Archives</a> via Flikr</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/parto-naturale-esperienza-ostetrica-anna-ruocco/">Il parto naturale raccontato da Anna Ruocco</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://psicomamme.it/parto-naturale-esperienza-ostetrica-anna-ruocco/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il parto in casa</title>
		<link>https://psicomamme.it/parto-casa-esperienza/</link>
					<comments>https://psicomamme.it/parto-casa-esperienza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2012 14:42:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parto]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza e nascita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://psicomamme.it/?p=330</guid>

					<description><![CDATA[<p>Non sono un&#8217;ostetrica e non mi occupo di nascita da un punto di vista professionale o scientifico però, avendo avuto due figli a casa mia, vorrei raccontarti la mia esperienza, aldilà delle ideologie e dei condizionamenti medici o &#8220;new age&#8221;, su cui spesso si arena la discussione su questo argomento. Premessa medica Nel caso del... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/parto-casa-esperienza/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/parto-casa-esperienza/">Il parto in casa</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono un&#8217;ostetrica e non mi occupo di nascita da un punto di vista professionale o scientifico però, avendo avuto due figli a casa mia, vorrei raccontarti la mia esperienza, aldilà delle ideologie e dei condizionamenti medici o &#8220;new age&#8221;, su cui spesso si arena la discussione su questo argomento.</p>
<h2>Premessa medica</h2>
<p>Nel caso del mio primo figlio, la decisione di farlo <a title="Artisolo de La stampa sul parto in casa" href="http://www.lastampa.it/2012/09/21/scienza/benessere/gravidanza-parto-pediatria/il-parto-in-casa-e-sicuro-e-va-rivalutato-Nu9hHwwv9C2xDTY79dqFPL/index.html" target="_blank" rel="noopener">nascere in casa</a> è stata presa al sesto mese di gravidanza. Prima di approdare al<a title="Parto a domicilio, ospedale Sant&#039;Anna di Torino" href="http://www.oirmsantanna.piemonte.it/site/media/files/doc_sanna/evento_nascita/deplian_domicilio.pdf" target="_blank" rel="noopener"> servizio di parto a domicilio del Sant&#8217;Anna</a>, ho &#8220;provato&#8221; due ginecologi.<br />
Il primo era una donna, gentile, competente ma sfacciatamente pro-vita. Al primo mese di gravidanza le ho chiesto, tra le mille altre cose, informazioni sul <a title="Info su tritest  e translucenza nucale" href="http://www.mammaepapa.it/gravidanza/p.asp?nfile=tritest_down_gravidanza" target="_blank" rel="noopener">tritest e sugli altri screening pre-natali</a>. Io non ne sapevo nulla, volevo solo qualche spiegazione. Lei mi ha subito detto che dovevo prima chiarirmi le idee su cosa avrei fatto in caso il bambino fosse down.</p>
<p>Non so tu ma io, ad un mese di gravidanza, non avevo nessuna intenzione di immaginare situazioni del genere, né mi andava di decidere a tavolino, come si trattasse di una questione di fede, cosa avrei fatto. Io di fede religiosa non ne ho granché e, se mai facessi parte di una comunità di credenti, ne sceglierei una che difendesse la libertà di scelta.</p>
<p>La seconda esperienza è stata infinitamente migliore ma esclusivamente &#8220;medica&#8221;. La sfera delle emozioni, le paure, i dubbi rimanevano fuori dalla porta e il consiglio che ricevevo era di affidarmi alla sua esperienza, perché così sarebbe andato tutto bene.<br />
Ecco, a me, quando mi dicono fidati di me, non ti preoccupare, viene subito da preoccuparmi.</p>
<h2>La scelta del luogo del parto</h2>
<p>La decisione quasi irremovibile di non partorire in ospedale, l&#8217;ho presa durante una visita ad un&#8217;amica che aveva appena avuto la sua prima bambina. Il parto è stato difficoltoso, la mamma era molto provata e, nonostante i tanti cartelloni che invitavano ad <a title="Consigli di allattamento e gravidanza" href="http://psicomamme.it/maternita" target="_blank">allattare al seno</a>, non ha avuto grande aiuto dal personale dell&#8217; ospedale. La bambina era in neonatologia e, per vederla, doveva chiedere il permesso. Fin qui solo elementi razionali.</p>
<p>Il lato istintivo della scelta è emerso quando, in attesa di poter vedere la mia amica, stavo in corridoio con il mio mega-pancione. Un giovane medico, più giovane di me che allora avevo 30 anni, è venuto da me è mi ha detto, &#8220;lei è la prossima!&#8221;. Io ho pensato qualcosa tipo &#8220;nemmeno per sogno&#8221; e gli ho detto che ero al sesto mese, che aveva sbagliato diagnosi. La mia decisione era belle che presa, non avrei mai partorito con sconosciuti, per di più propensi a considerarmi un pollo in batteria.</p>
<h2>La prima esperienza di nascita in casa</h2>
<p>Marco è nato in casa una notte del 2007, dopo una sera passata al cinema, a vedere uno dei più brutti film della storia del cinema, che mi vergogno a citare. A mezzanotte precisa mi si sono rotte le acque. Ho sentito il classico rumore di un palloncino che esplode!</p>
<p>Abbiamo avvisato le ostetriche, mi sono fatta una doccia calda e ho accompagnato con i vocalizzi il travaglio. Le contrazioni sono diventate regolari e dolorose verso le tre del mattino e Marco (se fosse stata una femmina l&#8217;avremmo chiamata Lea), è nato.<br />
Le ostetriche sono state fantastiche perché, praticamente senza parlare, mi hanno seguita, incoraggiata con la loro presenza discreta ma partecipe e aiutata nel modo migliore che potessi desiderare. Hanno svolto la parte &#8220;scientifica&#8221; del loro lavoro quasi senza che me ne accorgessi, sempre con tatto e grande sensibilità, muovendosi nelle stanze silenziosamente, quasi a voler cancellare la loro presenza.<br />
Il fatto di conoscerle mi ha aiutata a non avere paura, a esprimere liberamente anche il dolore, a non sentire mai che stavo facendo un compito. Con loro non ho mai temuto che mi dicessero frasi odiose, o che mi dessero ordini come &#8220;spingi&#8221;, &#8220;mettiti così&#8221;, &#8220;fai cosà&#8221;. Solo silenziosa e vibrante assistenza fisica e morale!</p>
<p>Marco è nato con due giri di cordone ombelicale attorno al collo e un giro &#8220;a bandoliera&#8221;. Quando ha lasciato definitivamente l&#8217;utero, Anna, una delle due ostetriche che mi seguivano, l&#8217;ha svoltolato come una specie di gomitolo e poi l&#8217;ho visto, con gli occhi già aperti!! Le ostetriche mi hanno aiutata ad attaccare Marco al seno. Non lo hanno lavato o pettinato o aspirato. Non gli hanno dato zuccheri o roba simile.</p>
<p>I racconti di parto di solito finiscono qui, anche quelli filmici.<br />
Eppure il parto non è concluso, la placenta deve ancora nascere. Credo che ci sia una specie di tabù sulla placenta, non se ne parla quasi mai. E&#8217; però un organo a tutti gli effetti, un organo che prima non c&#8217;era, il primo gioco del bambino, il primo cuscino, la prima sua fonte di consolazione &#8220;abbracciabile&#8221;.<br />
Con la placenta ho faticato un pò, alla fine, d&#8217;accordo con le ostetriche abbiamo tagliato il cordone ombelicale e aiutato &#8220;il materassino&#8221; di Marco ad uscire.</p>
<p>Il lavoro dei miei angeli custodi non è finito con la nascita di Marco, mi hanno aiutata ad avviare l&#8217;allattamento, cosa tutt&#8217;altro che facile nel mio caso. L&#8217;allattamento ha cominciato ad andare bene davvero verso l&#8217;ottavo giorno. Fino ad allora dovevo aiutare la montata lattea con il tiralatte, tisane e molto esercizio di poppata.<br />
Marco era parecchio vispo, talvolta anche parecchio nervoso. Con l&#8217;aiuto delle ostetriche del parto a domicilio, tutto si è risolto nel migliore dei modi e, da allora, l&#8217;allattamento ha risolto infiniti problemi : )</p>
<h2>Il secondo figlio nato, anche lui, a casa</h2>
<p>Con Luca, ho saltato tutta la fase di dubbi e incertezze vissuta la prima volta, ho subito contattato le ostetriche che conoscevo ormai bene. Mi sentivo molto più stanca rispetto alla prima gravidanza e ho avuto qualche piccolo problema che la prima volta non avevo avuto. Mi hanno dato ottimi consigli e dato tutta l&#8217;assistenza, anche psicologica, di cui avevo bisogno. Poi, per una questione burocratica, non ho potuto proseguire il percorso con loro e mi sono rivolta ad un&#8217;ottima ostetrica professionale privata che, assieme ad una sua collega esperta di allattamento, mi ha seguita egregiamente.</p>
<p>Il parto è stato super-veloce! A onor del vero, il travaglio si è svolto in due parti. Una notte ho avuto una serie di contrazioni, non perfettamente regolari, e, due giorni dopo Luca è nato. Le ostetriche hanno avuto appena il tempo di arrivare che mi si sono rotte le acque e, dopo solo 10 minuti, il piccolo è nato. Aveva anche lui gli occhi aperti e una faccia stupita davvero buffa!</p>
<p>Con lui, i problemi di allattamento, sono stati ancora più complessi perché aveva vari impedimenti alla suzione</p>
<ul>
<li>un frenulo cortissimo</li>
<li>una suzione a schiocco che non è proprio il massimo (il bambino ingurgita aria e succhia poco latte)</li>
<li>le fossette (possono essere un problema quando si creano solo al momento della suzione, avere le fossette, di per sè, non ostacola l&#8217;allattamento)</li>
</ul>
<p>E&#8217; stata dura! Io mi tiravo il latte con il tiralatte elettrico, provavo ad attaccare lui che però mangiava pochissimo e gli davo il latte mio tirato, più un pò di latte artificiale con la siringhetta e il sondino, attaccato al mignolo con il nastro adesivo. La soluzione è stata tagliare il frenulo! Fatto questo Luca ha iniziato a succhiare come un matto e tutto si è aggiustato.</p>
<p>Alla fine Marco ha preso il mio latte 21 mesi e Luca, a 18, non ha intenzione di smettere!</p>
<p>La mia storia ti ricorda particolari della tua? Raccontami la tua esperienza di parto e allattamento!</p>
<p>Foto di Marcia per l&#8217;umanizzazione del parto tratta da <a title="Foto della Marcia per l'umanizzazione del parto" href="- http://www.flickr.com/photos/foradoeixo/7719708216/" target="_blank">Flickr</p>
<p>A</a>rticolo di Elena Bottari</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/parto-casa-esperienza/">Il parto in casa</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://psicomamme.it/parto-casa-esperienza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il kamasutra dell&#8217;allattamento materno</title>
		<link>https://psicomamme.it/kamasutra-allattamento/</link>
					<comments>https://psicomamme.it/kamasutra-allattamento/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2012 14:22:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza e nascita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://psicomamme.it/?p=139</guid>

					<description><![CDATA[<p>Allattare è la cosa più naturale del mondo! L&#8217;inizio dell&#8217;allattamento può però risultare difficoltoso ma vale davvero la pena insistere, i benefici sono infiniti, per la salute, il rapporto madre-figli e anche per il bilancio familiare. Non avere paura di chiedere aiuto alle amiche che hanno allattato, alle ostetriche, alle associazioni che promuovono l&#8217;allattamento materno.... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/kamasutra-allattamento/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/kamasutra-allattamento/">Il kamasutra dell&#8217;allattamento materno</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Allattare è la cosa più naturale del mondo! L&#8217;inizio dell&#8217;<strong>allattamento</strong> può però risultare difficoltoso ma vale davvero la pena insistere, i benefici sono infiniti, per la salute, il <strong>rapporto madre-figli</strong> e anche per il bilancio familiare.</p>
<p>Non avere paura di chiedere aiuto alle amiche che hanno allattato, alle ostetriche, alle associazioni che promuovono l&#8217;<strong>allattamento materno</strong>. La fase iniziale può essere spossante e demoralizzante, pensa però che &#8220;nessuno nasce imparato&#8221;, nemmeno tua figlia o tuo figlio. I neonati, a volte, hanno bisogno di essere molto aiutati ad attaccarsi nel modo giusto. Talvolta sono ancora un pò debolini, talvolta hanno bisogno di essere guidati. Allattare non è però un sacrificio, è una pratica bellissima che agevola i piccoli anche dal punto di vista <a title="I vantaggi dell&#039;allattamento materno" href="http://www.tuttosteopatia.it/canali/op/allattamento-2/perche-e-importante-allattare-al-seno/" target="_blank" rel="noopener">neurologico</a> ma, soprattutto, fa bene anche alla mamma. Riportiamo una <a title="Riccardo Davanzo parla dei vantaggi dell&#039;allattamento materno per le mamme" href="http://www.sconfini.eu/Medicina/allattamento-al-seno-i-benefici-per-la-salute.html" target="_blank" rel="noopener">dichiarazione di Riccardo Davanzo</a>, pediatra del reparto di neonatologia infantile e terapia intensiva dell&#8217;Istituto Burlo Garofolo di Trieste.</p>
<blockquote><p>I benefici dell’allattamento al seno per la madre sono importanti. “Allattare <strong>riduce il rischio di tumori al seno e all’ovaio</strong>, due morbosità che spesso minano la salute femminile. Inoltre, è stato dimostrato anche che le probabilità di ammalarsi diminuiscono con l’aumentare del periodo in cui si allatta, beneficio accumulabile anche nelle gravidanze successive: questo sostiene l’utilità di allattare senza limiti di tempo, sino ad arrivare anche al compimento del secondo anno del bambino e oltre”. “Non c’è assolutamente alcun effetto negativo – ribadisce – e <strong>voler passare al latte vaccino è unicamente una scelta individuale non dettata da esigenze di altro genere</strong>”.</p></blockquote>
<p>Una cosa che personalmente trovo profondamente ingiusta è colpevolizzare le donne che non riescono ad allattare subito nel modo ottimale con frasi &#8220;Hai poco latte&#8221;, &#8220;Il tuo seno non è adatto&#8221;, &#8220;Il tuo latte è troppo povero&#8221; o falsità del genere.  C&#8217;è un libro che ti consiglio. Si tratta di<a title="Tutte le mamme hanno il latte" href="http://www.paolanegri.it/SitoPaola/Libri-TutteLeM.php" target="_blank" rel="noopener"> Tutte le mamme hanno il latte</a>, di Paola Negri.<br />
Ti invito a leggere anche questo articolo molto sintetico e interessante dal sito di <a title="Intervista sull&#039;allattamento" href="http://www.paolanegri.it/SitoPaola/Libri-TutteLeM.php" target="_blank" rel="noopener">Nascereincasa Umbria</a>, di cui riportiamo un estratto.</p>
<blockquote><p>Per prima cosa è importante crederci e credere in se stesse. Ogni mamma che lo desidera è in grado di nutrire al seno il suo cucciolo.<br />
Che siate alte, belle, bionde, bruttine, ciocciottele, magrissime, con il seno enorme, con il seno piccolo piccolo, con il capezzolo rientrante..etc&#8230; sappiate che tutte andate bene per il vostro bambino.<br />
Quindi se è vostro desiderio allattare al seno, è necessario non arrendersi alla prima difficoltà, ma cercare di contattare uno dei tanti consulenti sull’allattamento che esistono in Italia. Sono diverse le associazione che offrono gratuitamente questo servizio oppure esistono operatori sanitari preparati, che seguono le <a href="http://www.unicef.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1146" target="_blank" rel="noopener">indicazioni</a> in merito, dell&#8217;UNICEF e dell&#8217;OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).</p></blockquote>
<h2>E&#8217; fondamentale iniziare presto e con le giuste posizioni.</h2>
<p>Appena nato, la piccola o il piccolo, o tutti e due : ) in caso di <a title="Consigli su come allattare i gemelli" href="http://www.ilmondodeigemelli.it/node/2749" target="_blank" rel="noopener">parto gemellare</a>, devono essere attaccati al seno materno. Non per tutti i bambini è facile imbroccare la tecnica al primo colpo e, anche per le mamme, non è sempre immediato &#8220;prendere le misure&#8221;.</p>
<ul>
<li>La <strong>posizione </strong>più semplice e rilassante, ideale con neonati e per la notte, è quella <strong>da sdraiati</strong>. La mamma tiene il bambino di fronte a sè, su un fianco, avendo cura di mettersi pancia contro pancia con il bambino. Un braccio del piccolo è sotto il seno opposto a quello scelto per la poppata. E&#8217; importante stabilire un <strong>contatto visivo con il bambino</strong> mentre lo si allatta e tenerlo ad una distanza tale, che il bambino non debba inarcarsi per centrare il capezzolo. Il capezzolo dovrebbe trovarsi di fronte alla punta del naso del bambino, in modo che lui spalanchi la bocca e si &#8220;getti sul suo delizioso pasto&#8221;. E&#8217; giusto offrire il seno al piccolo, aiutarlo a trovare l&#8217;amato bene, ma è lui che deve fare il gesto di aprire la bocca e attaccarsi, mettendo la lingua sotto il capezzolo e succhiando in modo tale da creare una vera e propria ventosa con la bocca. Se, durante la poppata sentite dolore significa che qualcosa, nella posizione del bambino, non va. Se il bambino, poppando, produce degli schiocchi, significa che la presa non è ottimale, che l&#8217;aria entra e l&#8217;effetto &#8220;sotto vuoto&#8221; non è ancora perfetto. La giusta presa ingloba tutta l&#8217; areola e non soltanto il capezzolo!</li>
<li>Un&#8217;altra posizione possibile è quella <strong>ad abbraccio</strong>. La mamma è seduta e tiene il piccolo sulle braccia disposte a culla. La pancia del bambino è contro quella della madre, la sua testa poggia sull&#8217;avambraccio della mamma. Per questa posizione può tornare molto utile un cuscino da allattamento. E&#8217; fondamentale che le spalle, le braccia e la schiena della mamma non si affatichino.</li>
<li>La posizione &#8220;<strong><a title="Allattamento - posizione a rugby" href="http://www.google.it/imgres?hl=it&amp;sa=X&amp;biw=1440&amp;bih=799&amp;tbm=isch&amp;prmd=imvns&amp;tbnid=6QfYryXfp76yyM:&amp;imgrefurl=http://www.ipasvi.it/per-il-cittadino/click-salute/allattamento-id1.htm&amp;docid=bGne6QiRvAwHHM&amp;imgurl=http://www.ipasvi.it/archivio_immagini/click-salute-allattamento-3-rugby.jpg&amp;w=570&amp;h=583&amp;ei=XU5gUPrxMYuMswaXnIHoBg&amp;zoom=1&amp;iact=hc&amp;vpx=184&amp;vpy=139&amp;dur=1867&amp;hovh=227&amp;hovw=222&amp;tx=157&amp;ty=112&amp;sig=108688462201569055605&amp;page=1&amp;tbnh=147&amp;tbnw=144&amp;start=0&amp;ndsp=27&amp;ved=1t:429,r:0,s:0,i:71" target="_blank" rel="noopener">a rugby</a></strong>&#8221; prevede che la mamma tenga il piccolo sdraiato contro il suo fianco, sorreggendolo con le braccia, come se fosse una palla da rugby che non deve essere presa dai giocatori avversari : )</li>
<li>La pozione <strong><a title="Allattare con la posizione &quot;a lupa&quot;" href="http://www.google.it/imgres?um=1&amp;hl=it&amp;biw=1440&amp;bih=799&amp;tbm=isch&amp;tbnid=WJqlcoWGGt5jsM:&amp;imgrefurl=http://it.wikipedia.org/wiki/Lupa_capitolina&amp;docid=3GrYQa7R5FJPqM&amp;imgurl=http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/aa/Capitoline_she-wolf_Musei_Capitolini_MC1181.jpg/250px-Capitoline_she-wolf_Musei_Capitolini_MC1181.jpg&amp;w=250&amp;h=188&amp;ei=rE5gUIK2M4_MswaL9IHACg&amp;zoom=1&amp;iact=hc&amp;vpx=211&amp;vpy=473&amp;dur=2470&amp;hovh=150&amp;hovw=200&amp;tx=109&amp;ty=72&amp;sig=108688462201569055605&amp;page=1&amp;tbnh=137&amp;tbnw=182&amp;start=0&amp;ndsp=29&amp;ved=1t:429,r:14,s:0,i:112" target="_blank" rel="noopener">a lupa</a></strong>, è un tantino faticosa per la mamma, ma pare che in alcuni casi aiuti. La mamma sta sopra al piccolo, senza naturalmente schiacciarlo, e lo allatta.</li>
</ul>
<div>Per finire la carrellata può essere prezioso leggere questo <a title="Come fallire il proprio allattamento e come, invece, farne un prezioso alleato" href="http://blog.pannolinilavabili.info/2010/10/13-consigli-per-far-fallire-il-tuo-allattamento-materno/comment-page-1/" target="_blank" rel="noopener">post provocatorio ma molto illuminante</a> sulle trappole con le quali le donne  hanno a che fare quando si tratta di allattamento.</div>
<p>Tu quali posizioni hai provato? Chi ti ha aiutato di più ad avviare l&#8217;allattamento nel modo giusto?<br />
Io ho avuto un grande aiuto dalle ostetriche del parto a domicilio ma so che, la <a title="Leche league" href="http://www.lllitalia.org/" target="_blank" rel="noopener">Leche league</a> ad esempio, è un validissimo aiuto. C&#8217;è un numero verde funzionante per tutta l&#8217;Italia e i gruppi &#8220;di zona&#8221; possono aiutarti anche di persona.</p>
<p>Si può allattare oltre il primo anno di vita senza vergognarsene e senza temere che questo faccia male ai bambini. I bambini e il loro sistema immunitario ne saranno ben contenti!<br />
Bambini di quell&#8217;età sviluppano nuovi stili di allattamento, molto creativi e &#8220;vigorosi&#8221;.</p>
<p>Per restare in tema di rugby, ho notato che i miei figli hanno adottato lo stile da &#8220;mischia ordinata&#8221;, puntellandosi con i piedi contro il letto o il divano. Un altro modo originale di eseguire la loro poppata è stato lo stile acrobatico con parziale rotolamento su un fianco.</p>
<p>I vostri bambini che soluzioni preferiscono? La loro poppata creativa vi crea qualche problema?<br />
Scrivetemi!</p>
<p>L&#8217;immagine è di Psicomamme</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/kamasutra-allattamento/">Il kamasutra dell&#8217;allattamento materno</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://psicomamme.it/kamasutra-allattamento/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Maternità, parto e allattamento tra condizionamenti e scelta</title>
		<link>https://psicomamme.it/maternita-parto-condizionamenti-scelta/</link>
					<comments>https://psicomamme.it/maternita-parto-condizionamenti-scelta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2012 14:05:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza e nascita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://psicomamme.it/?p=154</guid>

					<description><![CDATA[<p>Maternità libera e cliché Ho fatto un&#8217;immersione nei forum, tra i commenti delle donne su articoli che parlano di temi &#8220;femminili&#8221; e mi hanno colpito alcuni toni e alcuni clichés nei quali mi sembra che le donne siano un pò intrappolate. Così ho fatto una bella intervista a Flavia che è qui a un tiro... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/maternita-parto-condizionamenti-scelta/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/maternita-parto-condizionamenti-scelta/">Maternità, parto e allattamento tra condizionamenti e scelta</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2012/09/mamma-allatta.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-315" title="Una mamma allatta il suo bambino" alt="Una mamma allatta il suo bambino" src="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2012/09/mamma-allatta.jpg" width="425" height="282" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2012/09/mamma-allatta.jpg 425w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2012/09/mamma-allatta-300x199.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 425px) 100vw, 425px" /></a></p>
<h2>Maternità libera e cliché</h2>
<p>Ho fatto un&#8217;immersione nei forum, tra i commenti delle donne su articoli che parlano di temi &#8220;femminili&#8221; e mi hanno colpito alcuni toni e alcuni clichés nei quali mi sembra che le donne siano un pò intrappolate. Così ho fatto una bella intervista a Flavia che è qui a un tiro di schioppo e che, di mente, anima e dinamiche psicologiche se ne intende.</p>
<p>Ecco il risultato di questa spremuta di meningi su <strong>scelte di parto</strong> e molto altro!</p>
<h3>Perchè le scelte minoritarie vengono talvolta prese dalla maggioranza delle persone, come attentati alla bontà della propria condotta?</h3>
<p>Questi sono i temi dell’influenza sociale e del conformismo con i quali ci confrontiamo continuamente. Il primo studioso che se ne è occupato (Serge Moscovici) affermava che le innovazioni nei saperi e nella società erano spesso da ricondursi a singoli o a minoranze che sfidavano le opinioni tradizionali. Ma lui diceva anche che ci sono delle condizioni per cui il pensiero minoritario può espandersi: la minoranza deve essere coesa, competente, coerente e stabile nel tempo. In questi casi il cambiamento che si instaura diventa profondo e duraturo perché, a differenza del pensiero che va per al maggiore, la minoranza riesce ad apportare un cambiamento passando attraverso un processo cognitivo profondo.<br />
Il cambiamento è sempre un processo difficile perché in qualche modo mina delle “certezze” e obbliga ad un pensiero proprio.</p>
<h3>Perché le mamme che partoriscono in casa, seguendo protocolli che tutelano la sicurezza di mamma e bambino, suscitano reazioni talvolta veementi e accuse di irresponsabilità?</h3>
<p>Partorire in casa sembra una scelta anacronistica, la maggior parte dei nostri lettori sono nati in ospedale se non in clinica privata. Il parto è medicalizzato ed è indubbio che da quando lo è sono fortemente diminuiti i casi di decessi di mamme e bambini. Questo è quanto appare. Forse non appare a sufficienza che partorire in casa oggi non equivale al partorire in casa delle nostre nonne. <strong>Oggi il parto in casa è sicuro come quello in ospedale</strong>, è un’alternativa sicura che riduce interventi medici inutili su donne e bambini sani. Non tutte le donne possono farlo, e questa è una importante differenza con il passato, vengono infatti selezionate le donne a basso rischio.<br />
Per quanto riguarda le accuse di irresponsabilità ricordo che, un tempo, venivano accusate anche le donne che sceglievano di partorire in clinica per avere l’anestesia. “Partorirai con dolore” era un anatema imprescindibile che, col tempo, è stato accantonato e, anche in quel caso, si è partiti da una minoranza di donne che hanno portato ad un cambiamento culturale.<br />
Il parto in casa spaventa perché non lo si conosce.</p>
<h3>Capita che le donne cha hanno avuto il loro bambino in ospedale si difendano come se qualcuno le avesse accusate di non essere coraggiose o come se, il semplice fatto di scegliere fosse un lusso o un vizio che sottrae risorse al modo consono di fare le cose. Qual è il consiglio che, a questo proposito e per il bene di tutti, ti senti di dare come psicologa?Perché non si riesce ad uscire dal&#8217;ottica delle opposte fazioni e si finisce sempre per perdere il contatto con i dati reali per aggrapparsi più all&#8217;ideologia che alla valutazione e al riconoscimento delle differenti scelte, nessuna delle quali è migliore a priori?</h3>
<p>Credo che la mancanza di informazione generi sempre per lo meno diffidenza e lasci spazio a scelte che non sono consapevoli ma che sono dettate da stereotipi e pregiudizi. <a title="Link all&#039;associazione Freedom for Birth" href="http://www.freedomforbirth.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Ogni donna ha il diritto di scegliere come e dove fare nascere il suo bambino</strong></a>, ma se non conosce le alternative o se le conosce solo parzialmente, non è in grado di compiere una scelta consapevole.<br />
Ritengo che il movimento che si sta creando intorno al <a title="L&#039;intervista ad Anna Ruocco sul parto naturale" href="http://psicomamme.it/parto-naturale-anna-ruocco/" target="_blank">parto in casa</a> sia molto importante e credo che il lavoro di diffusione delle informazioni vada amplificato. Mi sembra di poter vedere un filo rosso che lega l’<a title="Maternità e consigli di allattamento" href="http://www.psicomamme.it/maternita" target="_blank">allattamento al seno</a>, per lungo tempo dimenticato se non addirittura additato, con il parto a domicilio. Il primo ha avuto molto successo e in tempo relativamente breve perché “sponsorizzato” anche dagli ospedali stessi. Per il secondo immagino tempi più lunghi, ma questo è solo un mio personale pensiero.<br />
Le opposte fazioni caratterizzano la nostra cultura, la dicotomia è comoda e veloce: si o no, bianco o nero, destra o sinistra e via di questo passo. Il paradigma dell’aut aut è tutto occidentale, per abbracciare il paradigma dell’et et, quello che comprende l’una e l’altra cosa, dobbiamo spostarci verso l’oriente. La nostra cultura è ancora legata alla suddivisione in buoni e cattivi. La complessità è più difficile da gestire a livello personale e ancora di più a livello sociale. Ma grandi passi si stanno facendo.</p>
<h3>Da donna e da psicologa che consiglio darebbe alle donne, per attuare, almeno in parte, la famosa sorellanza?</h3>
<p>Per noi psicologi c’è una parola che è molto importante ed è empatia, ossia la capacità di comprendere in modo immediato i pensieri e gli stati d&#8217;animo di un&#8217;altra persona, il sapersi mettere nei panni altrui. Credo che tra donne l’empatia possa essere facilitata e credo che la sorellanza non possa che passare da lì.</p>
<h3>Perché la maternità e il parto sono argomenti che sconvolgono e di cui si tende a non parlare più? Perché ci si accontenta di dire &#8220;E&#8217; andata bene&#8221; sottolineando che mamma e bambino sono vivi, stanno bene e poi si rimuove quasi il ricordo?</h3>
<p>La nostra società è la società dei consumi (lo è ancora?) e dell’immagine. Ciò che non rende e ciò che è dolore e sofferenza viene nascosto, visto ma non guardato, sentito ma non ascoltato. In psicologia si parla di meccanismi di difesa dell’Io messi in atto dall’individuo quando si difende da pulsioni che non è in grado di fronteggiare o di sopportare in quel momento; in questo modo si tentano di evitare disagio e ansia. Tra questi ci sono la famosa rimozione (dimenticare), la negazione (non è vero), l’evitamento (non affrontare le difficoltà) eccetera. <a title="I tabù dei nostri tempi" href="http://psicomamme.it/tabu-nostri-tempi-freud/" target="_blank">La nostra società si difende da sofferenze, paure, dolori</a> forse perché non è in grado di affrontarli, del resto dice il proverbio “chi non semina, non raccoglie”.<br />
Noi siamo dentro la società e permeati da essa, pensare di non essere coinvolti dallo spirito del nostro tempo è molto difficile.</p>
<h3>Perché la donna che allatta viene considerata un po’ male? Non è rara l&#8217;espressione &#8220;è sempre con le tette all&#8217;aria&#8221;. Quale scandalo introduce nel vivere quotidiano una <a title="Consigli di allattamento" href="http://psicomamme.it/kamasutra-allattamento" target="_blank">mamma che allatta</a> in pubblico?</h3>
<p>Il <a title="Il film &quot;Il comune senso del pudore&quot;" href="&lt;iframe width=&quot;640&quot; height=&quot;360&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/OpIgN3J1890?rel=0&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;" target="_blank">Comune senso del pudore</a> è un film datato 1976 che a mio parere vale la pena rivedere perché racconta i cambiamenti nel senso del pudore, quanta strada si è fatta, ma forse non ancora abbastanza se ha ancora senso parlarne.<br />
Ci sono stati due episodi, uno in un museo l’altro in un ristorante, che hanno avuto risonanza sui giornali e mi chiedo se quello fosse il fine e non il fatto in sé.</p>
<p>Tu cosa ne pensi?  Cosa pensi di chi fa scelte controcorrente? Ti è mai successo di essere criticata per aver preso decisioni &#8220;impopolari&#8221;? Cosa ci manca per essere aperti e tolleranti? Cos&#8217;é, per te, il <a title="Cos&#039;è il parto naturale" href="http://www.psicomamme.it/parto-naturale" target="_blank">parto naturale</a>? Hai mai desiderato informarti sul parto in casa?</p>
<p>La foto è di iStockphoto</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/maternita-parto-condizionamenti-scelta/">Maternità, parto e allattamento tra condizionamenti e scelta</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://psicomamme.it/maternita-parto-condizionamenti-scelta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gravidanza, dallo stato di grazia all&#8217; invasione degli ultra-corpi</title>
		<link>https://psicomamme.it/gravidanza-ultracorpi/</link>
					<comments>https://psicomamme.it/gravidanza-ultracorpi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2012 11:24:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Maternità]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza e nascita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://psicomamme.it/?p=93</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quante censure e quanti tabù aleggiano attorno alla gravidanza! Quando una donna aspetta un bambino non può nascondersi, il suo stato è evidente e qualcosa che riguarda lei e il bambino, la sua famiglia al massimo, sembra diventare una questione pubblica. Tutti chiedono a che mese è, se aspetta un maschio o una femmina (l&#8217;... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/gravidanza-ultracorpi/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/gravidanza-ultracorpi/">Gravidanza, dallo stato di grazia all&#8217; invasione degli ultra-corpi</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Quante censure e quanti tabù aleggiano attorno alla gravidanza!</h2>
<p>Quando una donna aspetta un bambino non può nascondersi, il suo stato è evidente e qualcosa che riguarda lei e il bambino, la sua famiglia al massimo, sembra diventare una questione pubblica.</p>
<p>Tutti chiedono a che mese è, se aspetta un maschio o una femmina (l&#8217; ipotesi che una donna non voglia sapere il sesso del nascituro non è nemmeno contemplata), se ha le nausee, dove e quando partorirà, insomma anche gli estranei fanno un sacco di domande e magari cominciano a dare consigli.<br />
Chissà perchè però, quando una donna col pancione cerca un posto a sedere su di un autobus, talvolta nessuno fa più caso alla sua condizione.</p>
<p>Le emozioni che si provano in gravidanza sono molto altalenanti e spesso non positive, anche se la gravidanza è stata cercata lungamente, anche se non si vede l&#8217;ora di diventare mamma.</p>
<p>Ci vuole una gran pazienza a resistere nove mesi, a continuare a lavorare, a gestire l&#8217;altrui curiosità, a rimanere tranquille di fronte ai tanti (in alcuni casi troppi) esami a cui sottoporsi.</p>
<p>Da brava mamma in sbattimento, io sono andata spessissimo in sbattimento : )</p>
<p>Ho trovato faticosi i test, le ecografie, gli esami del sangue, i tamponi. Mi sono spesso scoraggiata, ho spesso desiderato che nessuno mi facesse domande e, soprattutto, che nessuno si sgradito mi toccasse la pancia.</p>
<p>Quando aspetti un bambino sei pur sempre tu, perchè la gente ti mette le mani addosso come se stesse toccando qualcosa di esterno a te?</p>
<p>Questo mi chiedevo spesso</p>
<p>Psyco</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/gravidanza-ultracorpi/">Gravidanza, dallo stato di grazia all&#8217; invasione degli ultra-corpi</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://psicomamme.it/gravidanza-ultracorpi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Maternità e pregiudizi. Libera mamma in libero stato</title>
		<link>https://psicomamme.it/maternita/</link>
					<comments>https://psicomamme.it/maternita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2012 11:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Maternità]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza e nascita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://psicomamme.it/?p=89</guid>

					<description><![CDATA[<p>I temi legati alla maternità scatenano reazioni e prese di posizione spesso rigide che ci fanno capire come la questione coinvolga molti altri aspetti, non di rado influenzati dall&#8217;identificazione nelle scelte fatte. E&#8217; recente la polemica sull&#8217;allattamento prolungato scatenata dall&#8217;articolo del Times intitolato Are you mom enough? A partire dal diritto all&#8217;aborto tutto ciò che... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/maternita/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/maternita/">Maternità e pregiudizi. Libera mamma in libero stato</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I temi legati alla <strong>maternità</strong> scatenano reazioni e <strong>prese di posizione spesso rigide</strong> che ci fanno capire come la questione coinvolga molti altri aspetti, non di rado influenzati dall&#8217;identificazione nelle scelte fatte.<br />
E&#8217; recente la polemica sull&#8217;allattamento prolungato scatenata dall&#8217;articolo del Times intitolato <a title="Are you mom enough?" href=" http://nascoincasa.it/il-time-racconta-i-benefici-del-tenere-i-bambini-vicini/ " target="_blank">Are you mom enough?</a></p>
<p>A partire dal diritto all&#8217;aborto tutto ciò che riguarda la <strong>riproduzione</strong>, la <strong>contraccezione</strong>, la <strong>genitorialità</strong>, il <strong>puerperio</strong> e il <strong>parto</strong>, le <strong>scelte di salute</strong>, l&#8217;<strong>alimentazione</strong> e l&#8217;<strong>educazione</strong> sollevano polveroni indicibili che, talvolta, rischiano di allontanarsi dalla realtà dei fatti per trasformarsi in battaglia ideologica. Si finisce quindi per perdere di vista il rispetto dell&#8217;individualità e delle diverse scelte che si possono legittimamante prendere per il bene proprio e della prole.</p>
<p><strong>La presa di posizione</strong> pro o contro i vaccini, pro o contro l&#8217;allattamento, pro o contro il parto in casa, <strong>viene spesso letta non come scelta</strong>, di cui assumersi le responsabilità, <strong>ma come adesione incondizionata ad una specie di fede calcistica</strong>, seguita quasi con l&#8217;intento di mettere i bastoni tra le ruote al &#8220;normale&#8221; svolgersi degli eventi.</p>
<p>Chi insomma fa l&#8217;uovo fuori dalla cavagna, uscendo dal solco della via maestra, è considerato un pò come un sovversivo rompiscatole.</p>
<h3>Partiamo dal tema trattato dal Times: l&#8217;allattamento</h3>
<p>Negli <strong>anni settanta</strong> l&#8217;allattamento veniva sconsigliato caldamente con lo <strong>spauracchio di abbassamenti drastici della vista</strong>, <strong>impoverimento delle risorse di calcio</strong>, <strong>scarsa igiene</strong> legata alla pratica e chi più ne ha più ne metta.</p>
<p><strong>Oggi</strong> l&#8217;allattamento invece è <strong>consigliato</strong> perchè fa molto bene al bambino (<strong>veicola anticorpi</strong>, <strong>previene l&#8217;obesità</strong>, <strong>agevola il rapporto madre-figlia/o</strong>) e alla mamma (<strong>aiuta l&#8217;utero a contrarsi</strong>, <strong>previene il tumore al seno</strong>, <strong>facilita la creazione del rapporto madre-figlia/o</strong>), perchè il latte materno è molto più che un alimento ed è specie-specifico per ogni bambino.</p>
<p><strong>Iniziare ad allattare non è sempre facile</strong>, serve la consulenza di <strong>esperti che aiutino il piccolo ad attaccarsi nel modo migliore</strong> e la mamma a trovare la posizione più comoda, per non avere dolori alla cervicale o alla schiena.<br />
Una volta avviato l&#8217;allattamento però è una specie di super-potere. Nutrimento sano, sempre pronto, sempre tiepido, naturalmente dolce e sterile!!</p>
<p>Contro il semplice atto dell&#8217;allattare ci si mettono però talvolta:</p>
<ul>
<li>il personale medico non sempre adeguatamente informato sull&#8217;allattamento</li>
<li>il rooming in non sempre possibile in tutti gli ospedali</li>
<li>l&#8217;atteggiamento non sempre incoraggiante della famiglia (magari delle nonne che preferirebbero nutrire i nipoti con il biberon per rinverdire i loro ricordi)</li>
<li>i pregiudizi di alcuni che pensano che allattare sia qualcosa di lesivo del pubblico decoro (e poi magari la città è tapezzata di cartelloni pubblicitari con donne in topless)</li>
<li>la condanna da parte di alcune correnti del femminismo che considerano l&#8217;allattamento un regresso e un ennesimo sfruttamento del corpo delle donne</li>
</ul>
<p>Allo stesso modo le donne che non riescono ad allattare (quasi sempre poco aiutate nell&#8217;impresa di avviare l&#8217;allattamento), si sentono talvolta colpevolizzate e rimpiangono i benefici di questa pratica. Circolano voci su forme di capezzoli incompatibili con l&#8217;allattamento, su seni piccoli con poco latte (una balla colossale!), disinfezioni del seno o roba simile (basta una doccia al giorno, magari con sapone neutro).</p>
<p>Molte mamme temono di non avere abbastanza latte, hanno paura che la loro bambina o il loro bambino non mangi abbastanza. L&#8217;unico metro valido è &#8220;Il vostro bambino cresce&#8221;? Non sono necessarie curve di crescita da torelli. Se il piccolo sta bene, è idratato e cresce, non ci sono motivi per preoccuparsi. I bambini chiedono latte soprattutto di notte, sono un pò come dei vampiretti : )</p>
<p>La verità è che <strong>sia le mamme che allattano</strong>, <strong>sia quelle che non allattano</strong>, <strong>sono delle buone mamme</strong>. <strong>L&#8217;allattamento non è l&#8217;unico modo di instaurare un rapporto con i propri figli!</strong> E&#8217; però un peccato essere scoraggiate o non aiutate nel periodo iniziale!</p>
<h3>Avviare l&#8217;allattamento</h3>
<ul>
<li>Avviare l&#8217;allattamento richiede grande <strong>tranquillità</strong> e grande <strong>sostegno concreto</strong>: serve qualcuno che prepari pasti nutrienti e variegati, che faccia la spesa, che prepari tisane molto utili per la produzione del latte, che si prenda cura della mamma che è ancora provata dal parto.</li>
<li>I parenti in visita dovrebbero essere molto discreti e, piuttosto che presentarsi a frotte, mandare ambasciatori con tegami di parmigiana e cannelloni in dono. Perché l&#8217;allattamento funzioni, il bambino deve stare con la mamma, a suo stretto contatto fisico.</li>
<li>Il punto non è essere abbastanza mamma, <strong>il punto è essere libere di essere mamma nel modo che si sente più consono</strong>, senza che ci sia qualcuno che recrimini o faccia sentire inadeguate le mamme.</li>
<li>La gravidanza, il parto e i primi mesi di vita di un bambino sono periodi belli ma faticosi, gravati talvolta dal fatto che gli altri tendono a proiettare le proprie paure sulla mamma o a imporre comportamenti per confermare la bontà delle scelte prese per i propri figli.</li>
<li>Non bisogna avere paura di parlare delle proprie emozioni e, magari, di chiedere a chi ci è vicino di essere aiutate come serve davvero e non come fa comodo agli altri. I nostri cari sapranno come essere davvero utili e saranno contenti di poterlo fare.</li>
</ul>
<p>La maternità è qualcosa di cui si parla molto in modo &#8220;patinato&#8221; e poco in modo utile e aderente alla realtà. Aldilà dei luoghi comuni e dei tabù, psicommamme ti aspetta per parlarne.</p>
<p>Scrivici le tue esperienze di gravidanza, chiedi e offri consigli per affrontare nel migliore dei modi un momento ricco di emozioni e di paure.</p>
<p>Vorremmo che qui ogni donna ma anche ogni uomo che sta per diventare genitore o che lo è appena diventato, potesse esprimere il suo pensiero e chiedere aiuto, senza ricevere giudizi.</p>
<p>La maternità è una prerogativa femminile ma riguarda anche gli uomini, tutti nasciamo da donne!</p>
<p>Foto di Psicomamme</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/maternita/">Maternità e pregiudizi. Libera mamma in libero stato</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://psicomamme.it/maternita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Object Caching 95/134 objects using Disk
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk
Database Caching 1/15 queries in 0.003 seconds using Disk

Served from: psicomamme.it @ 2026-06-07 16:38:18 by W3 Total Cache
-->