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	<title>libri &#8211; Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</title>
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	<title>libri &#8211; Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</title>
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		<title>La scimmia dell’assassino di Jakob Wegelius</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2022 10:35:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Chi ha davvero ucciso Alphonse Morro e perché i colpevoli hanno voluto incastrare il capitano della Hudson Queen? Un assassinio e un’ ingiusta condanna sono la scintilla da cui si sprigiona la trama del libro La scimmia dell’assassino di Jakob Wegelius, romanzo di formazione che vede Sally Jones alla ricerca della verità in un caso di omicidio... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/la-scimmia-dellassassino-di-jakob-wegelius/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Chi ha davvero ucciso Alphonse Morro e perché i colpevoli hanno voluto incastrare il capitano della Hudson Queen? Un assassinio e un’ ingiusta condanna sono la scintilla da cui si sprigiona la trama del libro <em>La scimmia dell’assassino</em> di Jakob Wegelius, romanzo di formazione che vede Sally Jones alla ricerca della verità in un caso di omicidio più che controverso a Lisbona. La gorilla, macchinista, meccanica, giocatrice di scacchi e acculturata Sally Jones affronterà l’ignoto per rendere giustizia al Capitano Koskela e per venire a capo dei suoi incubi. La scimmia dell’assassino è avventura etnografica e continua scoperta dei comportamenti umani tra profondi sentimenti e cocenti delusioni.</p>
<p>Sally è un’illuminista. Non conosce pregiudizio, ragiona in modo perfettamente logico, ama la musica, impara da tutto ciò che le capita, è sensibile e altruista. Nathan il saggio è il personaggio letterario che le assomiglia di più.</p>
<p>Chi cerca testi per puntellare un’educazione affettiva troverà nel romanzo di Wegelius un aiuto preziosissimo e chi vuole “soltanto” leggere un bellissimo libro non sarà deluso dai colpi di scena, dall’intelligenza di Sally e dalle evocative illustrazioni dell’autore. La scimmia dell’assassino appartiene alla nutrita schiera di successi scritti e illustrati dalla medesima mano come nel caso di Beatix Potter,  <a href="https://web.archive.org/web/20220518124955/https://psicomamme.it/lafcadio-shel-silverstein/">Shel Silverstein</a>, e oggi <a href="https://web.archive.org/web/20220518124955/https://psicomamme.it/le-13-vite-e-mezzo-di-capitano-orso-blu/">Walter Moers</a> , <a href="https://web.archive.org/web/20220518124955/https://psicomamme.it/voce-colori/">Jimmy Liao</a>, Davide Calì.</p>
<p>La patria di Sally e Koskela è il mondo intero, solcato in lungo e in largo su una barca, seguendo sempre la legge del mare. Casa è la barca Hudson Queen. Alla fine delle indagini, resta un gruppo di amici che non bada alla nazionalità e nemmeno alle specie ma che si riconosce nella musica e nell’amicizia.</p>
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		<title>La presentazione di Gridalo al SalTo 2021</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Oct 2021 12:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roberto Saviano ha presentato alle scuole Gridalo!, un&#8217;antologia di vite resistenti contro pregiudizi, violenza, indifferenza, gossip.  Gridalo! è una mappa per perdersi e trovare il proprio posto nel mondo raccogliendo il testimone di personalità esemplari, non appiattite a santini, non ridotte ad una sola dimensione. Gridalo è il libro per chi non si trova a... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/la-presentazione-di-gridalo-di-roberto-saviano-al-salto-2021/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Roberto Saviano ha presentato alle scuole Gridalo!, un&#8217;antologia di vite resistenti contro pregiudizi, violenza, indifferenza, <a href="https://psicomamme.it/la-civilta-del-pettegolezzo/">gossip.</a>  Gridalo! è una mappa per perdersi e trovare il proprio posto nel mondo raccogliendo il testimone di personalità esemplari, non appiattite a santini, non ridotte ad una sola dimensione. Gridalo è il libro per chi non si trova a proprio agio nella crudeltà del mondo ed esorta il lettore a gridare il proprio malessere per renderlo un posto migliore, in cui ogni scelta testimoni una presa di posizione. Martin Luther King, Jean Seberg, Giordano Bruno, Galileo Galilei sono solo alcune delle figure tratteggiate dall&#8217;autore che al Salone del Libro ha parlato a ragazze e ragazzi anche di bellezza e social media, soffermandosi a lungo sulla logica degli algoritmi che favoriscono offese e polemiche dandoci l&#8217;impressione che vi sia sincerità solo nei commenti negativi e ipocrisia nei complimenti. Di fronte ad una platea gremita di studenti delle scuole superiori, Roberto Saviano ha unito i puntini tra figure esemplari tratteggiando costellazioni che possono indicare a tutti una via di umanità.</p>
<p>Qui di seguito ecco la trascrizione dell&#8217;evento</p>
<p>Ciao a tutti! Che meraviglia! Confesso che è davvero emozionante vedere la sala piena, vedere i vostri volti, essere dopo tanto tempo di nuovo in un luogo di condivisione fisica dopo millanta dirette Instragram, Zoom, Skype. Dopo tanta distanza tornare qui vicini è qualcosa che fa sentire le celebri farfalle nello stomaco e questo dimostra in qualche modo che la vicinanza ci è fondamentale. Da dove partire? Questo libro è proprio per voi. Se tra voi c&#8217;è qualcuno che non sopporta la direzione di questo mondo, c&#8217;è qualcuno che non la sopporta e si sente spesso come in errore, come sbagliato, come se gli obiettivi (&#8230;)<br />
Se proprio non sopporti più come le cose stanno andando e che vuoi di più e hai proprio la sensazione di essere l&#8217;unico fesso che davvero non accede alla furbizia e cerca di essere in qualche modo corretto o in coerenza con i propri valori e ha voglia di sovvertire, girare il tavolo rispetto alle regole che ci vengono imposte, ecco, ho provato a scrivere queste pagine per farci compagnia da un lato e soprattutto forza, per gridare insieme.</p>
<h2>La bellezza</h2>
<p>Volevo partire da un tema che riguarda tutti noi, lo affronto in una capitolo che si chiama Fottuta bellezza. Se vi raccontano che esiste la bruttezza, vi stanno fregando. Vi stanno fregando! Provo ad essere più veloce: l&#8217;aspetto, il nostro aspetto viene sistematicamente misurato. Ci guardiamo e non ci piacciamo in molti casi, in altri casi invece iniziamo a piacerci, postiamo, condividiamo, soffriamo per un giudizio negativo. Dei giudizi positivi siamo magari un po&#8217; sospettosi. Chi sa? Ce l&#8217;ha fatto perché ci vuole bene, gli piaccio le piaccio perché magari c&#8217;è del sentimento ma il mio aspetto non è all&#8217;altezza. Ecco, l&#8217;algoritmo che fa andare avanti un determinato tipo di corpo. Le copertine che vengono disegnate in un certo modo. Tutto questo ha letteralmente intossicato il rapporto tra noi e la bellezza. Parlo di bellezza erotica, estetica. Qui non vado nella furbizia del <em>Bello dentro</em>, <em>non bello e bella ma simpatico e simpatica, </em>questi sono obbrobrii. La bellezza appartiene a tutti! La bellezza appartiene ad ogni corpo, in assoluto. La bellezza erotica, quella che fa eccitare l&#8217;altro. Attenzione! Non piacciamo a tutti. Piacere a tutti significherebbe non piacere a nessuno in realtà, avere un altro ruolo che è quello della bellezza canonica che viene poi venduta ma ci arriviamo piano piano. Quello che voglio dire è Il tratto, i lineamenti, quello che noi siamo, quello che noi comunichiamo, le nostre fantasie, tutto questo è bellezza.</p>
<p>Ma veramente pensiamo che la misurazione del naso, la grandezza del seno, la panza, le trippe, il sedere, l&#8217;altezza, siano questi gli elementi del bello? Non ci cascate mai!! Quelli sono elementi del nostro corpo che ci rendono bella o bello, che ci rendono erotica o erotico. Perché dicevo &#8220;la bellezza standardizzata&#8221;?</p>
<p>Vi siete mai chiesti per quale ragione il mercato della moda, sta cambiando anche lì qualcosa ma siamo ancora lontani, fa sfilare modelli e modelle che hanno misure non medie? Perché così magre, perché così alte, perché con quel viso? Eppure tu devi vendere la giacca a più persone possibili, eppure tu devi vendere la gonna a più persone possibili, quindi perché non mi metti un modello che rientri in qualche modo, a seconda degli Stati, è ovvio che se sfili in Croazia o in Olanda sono più alti, se sfili in Spagna o in Grecia sono più bassi. Perché vuoi vendere di più a quella categoria, non mi metti una persona &#8220;media&#8221;, con media intendo dire semplicemente di altezza media? Perché c&#8217;è un trucco. Loro mica fanno sfilare quella modella o quel modello veramente per vendere quella giacca, loro vi stanno dicendo Se compri il mio abito, sarai bella come lei. <em>Se compri il mio jeans sarai figo come lui</em>. E&#8217; questo il trucco. Quando li vedete lì con quelle misure, che vi sembrano impossibili, magari invece alcuni di voi avranno quelle misure e non c&#8217;è niente di male. C&#8217; è di male quando quello diventa imposto. L&#8217;obiettivo, l&#8217;algoritmo, l&#8217;unica forma di bellezza. Occhio che questo è fondamentale capirlo. La moda utilizza questa strada. Non ti dice Voglio vendere la gonna, ti dice <em>Con quella gonna diventi lei, con quella camicia diventi lui</em>.</p>
<p>La bellezza risiede già in voi. Piacere, la relazione sensuale, non sarà trasformata o migliorata dall&#8217;aspetto. Attenzione! Quello che voglio dire è che più assomigliate a ciò che siete dentro, più comunicate cose. In questo c&#8217;è la grande battaglia che si fa in questi anni per la cosidetta accettazione del corpo, che non è un rassegnarsi, è un valorizzarsi. la moda è meravigliosa, non è qualcosa di tossico. Curarsi è bellissimo. Scegliere la scarpa, scegliere il vestito, somigliarsi anche su come ci si veste è bellissimo! Qui non si sta demonizzando uno stile o un mondo ma quando quella scelta mi fa sentire che non basto mai, che non sono troppo magra, che non sono troppo soda, che non sono troppo alto, quando inizio ad entrare nell&#8217;ansia del mio corpo, che non rientra in quel parametro lì, allora c&#8217;è il veleno. La ricerca è altrove. Accettare il proprio corpo significa riconoscere che c&#8217;è bellezza in ogni, singolo corpo. Non fatevi fregare e infatti alla fine di questo capitolo dico Gridala questa bellezza, gridalo che non c&#8217;è il trucco. Quando non ti piaci, in realtà non ti stai vedendo. Non so se vi è capitato di vedere un film di quando ero giovane, Avatar. Quando uscì fu un successo gigantesco. Questi extraterrestri giganteschi blu con le gambe lunghe lunghe, e la possibilità da parte dei marines di entrare nei loro corpi, di avere appunto l&#8217;Avatar e di vivere quest&#8217;altra civiltà. Mi piace molto immaginare e guardare film che raccontano altre civiltà ma perché sto citando Avatar? Perché loro non si dicono Ti amo, loro si dicono Ti vedo. E lo trovo bellissimo nel senso che lo sceneggiatore chiaramente aveva letto Yung, aveva letto tutta la storia dei classici freudiani e di lì in su. L&#8217;espressione Ti vedo è superiore all&#8217;espressione Ti amo perché Ti vedo è un&#8217;accoglienza totale, Ti vedo nelle tue contraddizioni, nei tuoi errori, nella tua bellezza. Il Ti amo è qualcosa, parlo per me, che mi mette sempre un po&#8217; di inquietudine. Ok ma al prossimo errore che faccio finisce quella roba lì no? Il Ti amo ha sempre a che fare un po&#8217; con il Meriti o no il Ti amo. Che io ti ami e che io possa stare davvero dentro questa relazione. Meriti il Ti amo? Il Ti vedo per molti è invece controllo, no no, il Ti vedo è Io ti sto vedendo, cioè Sei davanti a me, Ti accolgo in tutto ciò che sei. Ti vedo.</p>
<p>Questo libro è un libro di visione, cerco di raccontare come le persone, ne scelgo diverse come Martin Luther King, molto note e altre meno note, vicende che magari affrontare a scuola come quella di Zola. Magari, quando inciampate nelle sue pagine. A volte vi capiterà una mattina di pensare <em>Ma che palla</em>, <em>Ma che è questa storia di minatori</em>, e invece sono storie pazzesche. Volevo mostrare, far vedere, tenere lo sguardo, provare a dare una mappa nel suggerire Si può cambiare, nel suggerire C&#8217;è uno spazio, si può non aderire a quella che sembra ormai essere la strada, cioè tutti che fottono tutti, vince il più furbo, va avanti la più figa o il più figo, vince solo chi ha i genitori più ricchi e in fondo quello che conta è il cash. La scuola vi racconta <em>Devi essere giusto, devi essere antirazzista</em>, che <em>si è tutti uguali</em> e poi appena mettete il naso fuori dalla scuola, il mondo vi dice esattamente il contrario, <em>Frega chi vuoi fregare</em>, <em>Compra chi vuoi comprare</em>, <em>Fai il cash</em>. Quindi voi dite, ma come <em>Mi state insegnando dei valori che poi lì fuori, in quest&#8217;infinita merda, se uso perdo</em>? Qui cerco di dire No, non perdi, C&#8217;è la possibilità di resistere, C&#8217;è una strada, tortuosa, complicata ma C&#8217;è una strada che possa permetterti di rimanere fedele a te stessa, a te stesso. Puoi! C&#8217;è! Basta cercarla!</p>
<p>I vostri professori, se sono qui, e li ringrazio, chiaramente hanno una grande passione per tutto ciò che ha a che fare con il racconto della verità e della giustizia, altrementi non sareste qui. Quindi questi professori probabilmente fanno un lavoro enorme per darvi una mappa. (&#8230;) La vostra vita sarà questo, un luogo inesplorato. Nessuno vi può dare la mappa perché ancora non c&#8217;è quel territorio, lo dovete cercare, trovare, creare. Quindi, qui dentro ho cercato di fare questo: mappa. Mappa per perderti ma, allo stesso tempo, mentre stai camminando, per dirti <em>Occhio a quell&#8217;agguato</em>, <em>Occhio a quella trappola</em>, <em>Attenzione a quel bivio</em>, <em>Io ti racconto com&#8217;è andata</em> e infatti mi immagino proprio, nelle prime pagine, di incontrare me stesso sedicenne, pieno di capelli, amatissimi. Non vi preoccupate, lo dico a tutti i ragazzi che verso i 18 anni iniziano a stempiarsi, ricordatevi sempre quello che diceva Gabriele Dannunzio, La pelata è la bellezza del futuro, ed è vero! E&#8217; vero. i aveva visto giusto e lui lo diceva negli anni &#8217;20. E io racconto anche di questo. Ad un certo punto non ti riconosci più allo specchio. Ad un certo punto succede che inizi a stempiarti e dici Ma come? Non sono più io. I chiaroscuri, i disegni del viso, li avete costruiti in un altro modo e ad un certo punto Bum!, all&#8217;improvviso, siccome tua mamma ti passa il gene, arriva questo e anche lì, è tutto una riscoperta, una ricostruzione di sé, una generazione. Si nasce prima dal grembo materno, poi dobbiamo noi stessi metterci al mondo, quello che sta succedendo a voi, negli anni dell&#8217;adolescenza. Rimettersi al mondo. Partorire da noi stessi. Ma senza andare troppo nei simbolismi psicanalitici, io avevo fatto un riferimento a Zola.</p>
<h2>Zola</h2>
<p>Magari state studiando il Verismo, il Naturalismo. Sicuramente, se siete qui con i vostri prof, pieni di talento, vi avranno fatto appassionare. Io provo a metterci un carico maggiore. Dovete immaginare che prima di questi autori c&#8217;era intrattenimento. La dico forte lo so ma permettetemi la velocità. La pagina del libro si occupava di principi, di balli, di cavalieri, di amori, di tradimenti e sogni e poi arrivano gli scrittori che dicono Io voglio raccontare la miseria, le prostitute, l&#8217;alcool, chi si uccide di Assenzio nei bar, chi pippa, ci si uccide di tabacco e whisky, chi sta nelle miniere e viene ucciso dalla tisi, per la polvere che inala giorno dopo giorno. Io voglio raccontare la vita vera, la miseria, il ghetto. Bum! (&#8230;) Il potere non vuole questo. La politica non vuole questo. Ha paura che, conoscendo queste storie, si insorga. E Zola scrive questi libri e, magia, ha successo. I giornali, allora esistevano solo quelli cartacei, pubblicavano nell&#8217;ultima pagina, ogni giorno, un capitolo di un suo libro. Perciò sentirete la parole feuilleton. In genere erano libri di intrattenimento, romanzi rosa. Poi iniziano ad avere successo Germinal, Nana, le storie di miniera, le storie di arrivismo sociale. Le persone comprano, vogliono sapere, vogliono conoscere. Gran parte del pubblico conservatore era convinto che queste storie creassero fastidio nelle persone. E cosa accade? Accade ad un certo punto che Zola diventa il raccontatore della verità, misurabile. Lui si toglie dalla pagina, diventa uno scienziato sociale, addirittura dirà Voglio fotografare che quindi significa non fare un ritratto espressionistico della realtà. Il pittore cosa fa? Anche quando è realista, tutta la realtà passa nei pori, nell&#8217;anima, nelle trippe. Il fotografo no. Clic! E&#8217; un&#8217;altra storia la fotografia. Lui dice Voglio fare questo. <em>Voglio togliermi di mezzo a far parlare solo le storie, i meccanismi</em>.</p>
<h2>Dreyfus</h2>
<p>E succede, magari lo avrete affrontato o lo affronterete, l&#8217;affare Dreyfus. Succede che accusano un ufficiale dell&#8217;esercito francese, Dreyfus, ebreo, di aver tradito l&#8217;esercito francese e di aver fornito informazioni al nemico, alla Germania. Zola non è amico di Dreyfus, non ha stima di Dryfus. Dreyfus è un reazionario, bighellone ma è un innocente. E&#8217; assolutamente innocente, non ha fatto nulla di male e interviene a sua difesa. E&#8217; la prima volta che uno scrittore mette al servizio di una causa civile il proprio impegno, il proprio corpo, la propria testimonianza e così, sull&#8217;Aurora, giornale culturale, Zola scrive un famosissimo testo, J&#8217;accuse! Io accuso. Il governo sta commettendo un&#8217;ingiustizia atroce. Dreyfus è innocente e la sua condanna metterà vergogna nei secoli a venire sullo Stato Francese. Lo state accusando solo perché è ebreo. Lo state accusando solo perché fa gioco ai reazionari, perché vi serve esasperare gli animi. Presidente, scriverà, non ceda a questo. Il numero dell&#8217;Aurora sarà stampato in migliaia e migliaia di copie, credo 12 edizioni soltanto a metà mattinata. Ognuna edizione in migliaia di copie. In tutto il giornale, 4 pagine, c&#8217;è solo la sua lettera, nessun&#8217;altra notizia, nessuna foto. Va a ruba. Zola perde tutto. Zola perde la propria serenità personale. Iniziano a scrivere delle sue presunte amanti, casini a casa, un disastro. Viene processato come un disfattista, come un fiancheggiatore del nemico. La causa gli costa tantissimo. La perde. Viene esiliato in Inghilterra. Gli editori hanno paura a stampare i suoi libri. Zola viene accusato di aver scritto il J&#8217;accuse in cambio di soldi. Falso! Per dimostrare come fosse un articolo gratuito, lo imposta come lettera al direttore. Tutt&#8217;oggi è così, se scrivi Caro direttore è un articolo non pagato, una lettera. Lui lo fa apposta per segnalare che quell&#8217;articolo è in difesa di un innocente verso cui non ha nemmeno una simpatia, né ideologica, né politica (Dreyfus era un conservatore, Zola era un socialista, un libertario). Zola perde tutto e questo è un libro che racconta di chi, per scegliere, paga un prezzo. Perché c&#8217;è sempre un prezzo da pagare quando scegli da che parte stare, sempre. Zola arriva in Inghilterra con pochi soldi in tasca e un foglietto con sopra scritte le frasi in inglese. Lui non conosceva l&#8217;inglese né gli piaceva particolarmente e quindi ha giusto le tre frasi per chiedere l&#8217;indirizzo della casa che amici gli hanno affittato e sta in esilio. Dopo un po&#8217; tornerà. La storia di Dreyfus finalmente avrà giustizia, Dreyfus intanto è stato mandato sull&#8217;isola del diavolo, cioè in Sud America, in un bagno penale, in queste isole.. Se vi capita guardatevi un film pazzesco, si chiama Papillon, con Steve Mcqueen ve lo consiglio, è la fine del mondo. Vi si racconta di queste isole terribili dove venivano mandati i carcerati, i detenuti. Dreyfus andrà lì per anni, poi verrà rimpatriato. Zola muore asfissiato dal suo camino. Il camino era sporco, si addormenta, il fuoco continua ad ardere, il fumo satura la stanza e morirà asfissiato. Qualche anno dopo i fascisti francesi dichiareranno &#8211; non si può ancora usare la parola fascisti per quei militanti, diciamo nazionalisti reazionari francesi dichiareranno Lo abbiamo ucciso abbiamo noi otturato il camino ma probabilmente erano mitomani. Il fatto è che Zola viene ucciso dall&#8217;isolamento, dall&#8217;aver sì preso una posizione ma dall&#8217;essere stato lasciato solo. Perché i suoi colleghi poi hanno paura. Tantissimi firmano per Dreyfus ma quando vedono cos&#8217;è successo a Zola, hanno paura e si fanno indietro. Ho scritto questo libro, tra l&#8217;altro oggi esce la versione audiolibro su Audible, a me piace un sacco ascoltare gli audiolibri, questo lo ha letto Pino Insegno e altre parti le ho lette io, e intanto sto leggendo le cartoline di Gridalo! messaggi che sono molto belli, dicevo, ascoltando questo libro &#8211; perché quando scrivo devo anche riascoltare &#8211; come se avessi scritto una partitura musicale, la parola deve anche funzionare letta, non solo funzionare tenuta a mente.</p>
<h2>I social</h2>
<p>Dicevo, volevo costruire un tentativo di rompere la solitudine ma la vostra solitudine, la solitudine di ogni individuo che sente, quando <em>Ma davvero deve andare sempre così</em>? <em>Davvero deve vincere il peggiore</em>? <em>Davvero io devo comportarmi come un furbone o devo accedere sempre al peggio per vincere</em>? <em>Ma davvero io ad un certo punto devo dire Beh, lo fanno tutti</em>&#8230; Ma davvero? E&#8217; da ingenui pensare che possa cambiare? E&#8217; da ingenui pensare che possa vincere un altro tipo di atteggiamento? Pensate, sui social no?, quando qualcuno ci riempie di merda, ci attacca, lo percepiamo immediatamente come, lo ripeto spesso, mi scuso con chi lo ha già ascoltato, lo percepiamo come autentico. Se uno ti dice <em>Ah, che panza che tien Savià</em>, dici E&#8217; autentico se invece ti fanno un complimento <em>Che begli occhi</em>! Aspetta, dove vuoi arrivare? Mi vuoi fregare. Qual è il trucco? Quando qualcuno ci attacca, ci dà un giudizio negativo, lo accogliamo. Quando c&#8217;è un giudizio negativo, diffidenza&#8230; Questo i social lo hanno amplificato al massimo. Gli algoritmi sono costruiti per favorire il coinvolgimento emotivo, l&#8217;ingaggio e, nella maggioranza dei casi l&#8217;ingaggio è l&#8217;insulto, il giudizio. Perché il complimento, oltre un grazie non va. Se ti dico, <em>Bellissima questa foto</em>. Ah grazie fra! Ma se dico <em>Uah! Che cazz&#8217;e foto e mis</em>? Tu rispondi Ma scusa Perché? Ma che stai dicendo? E&#8217; bellissima. Guarda là. E vai avanti, vai avanti, vai avanti. E il sistema dei social Bum! Lì vuole andare. Vuole andare a farti litigare. Vuole quello. I social non sono neutri.</p>
<p>Ricordatevi sempre! Quando qualcosa, non è mia la frase, è uno dei principii ispiratori della tecnologia, quando accedete a qualcosa di gratuito, la merce che stanno vendendo siete voi. Quando io entro in un social e non pago, mi stanno vendendo. Usano le mie informazioni, i miei movimenti, tutto ciò che serve quindi non è gratuito niente. Gli stai dando te. E&#8217; costosissimo! Occhio anche a questo. Questo per dire che quando siamo lì, quando comunichiamo, in qualche modo siamo in una situazione dove siamo spinti a dare il peggio di noi. Io ho l&#8217;età per poter, ho quarantadue anni, ho l&#8217;età per poter ricordare benissimo quando nasce il web, nascono poi anche i social, io mi iscrissi al primo social, Myspace, non ricorderete neanche questo nome, e ci sembrava la possibilità di moltiplicare all&#8217;infinito il sapere, l&#8217;informazione, la condivisione, solidarietà, storie, il controllo del potere. Noi dicevamo Controlleremo il potere, noi, intendo dire, le più diverse istanze, Noi controlleremo finalmente i potenti, perché ci diremo le verità. E&#8217; andata esattamente al contrario. Questo sistema ci fa controllare, ci fa osservare e qui dentro racconto anche questo. In questo libro io racconto anche come, per esempio, vengono distrutte vite con la violazione del proprio privato.</p>
<h2>Karina Bolaños</h2>
<p>Il proprio privato è sacro. E&#8217; sacro sapete in che senso? Nel senso che non è spiegabile. La sacralità è spiegabile. C&#8217;è. Se tu vieni ripreso mentre sei al bagno. Non c&#8217;è niente di male. Cosa stai facendo? Ciò che fanno tutti. Eppure, se esce un tuo video mentre sei sulla ceramica, ti imbarazzi, perché è privato. E&#8217; solo tuo. Uguale quando si fa l&#8217;amore, la sessualità, il picci picci, i giochini. Se visti da altri sembriamo dei ridicoli, ci mettiamo vergogna eppure non c&#8217;è niente di male in quello che facciamo. Eppure la privacy è perennemente, continuamente violata e cioè, tu inizi ad aver paura se qualcuno ha in mano tue foto, se qualcuno ha in mano tue informazioni. Non hai fatto reati ma basta che io entri nella tua vita Adesso mi faccio dare i telefoni e inizio a leggere nelle chat. Avete fatto reati? Zero ma comunque è legittimo dire no. No perché quello è un codice mio ed è giusto. E&#8217; un modo mio. Stiamo scherzando noi due o stiamo facendo i seri? Ma solo noi possiamo capirlo. Un terzo occhio non capirebbe niente. Giusto! Privacy è questo, democrazia. La libertà è tenere al sicuro le informazioni su di sé. E racconto di una ministra costaricana che per essere delegittimata pubblicano un video di lei in bikini, in intimo, che stava parlando con un fidanzato dell&#8217;epoca. Cosa c&#8217;è di male? E&#8217; uscito, le hanno chiesto le dimissioni, Un politico che si comporta così&#8230; non si può. Però l&#8217;obiettivo qual era? Metterla in difficoltà. Con cosa? Una cosa semplice, banale. E&#8217; un corpo come un altro eppure ti senti sotto scacco. Il gossip è sempre squadrismo. Non è mica una cosa neutra. Pensate che quando ti raccontano di fidanzati, corna, amanti, stanno davvero facendo cronaca rosa? Quando mai? Stanno mettendo sotto estorsione le persone. I blog di retroscena, i giornali scandalistici, sono strumenti pericolosissimi. Ti fotografano, te al bar dicendo Cosa stai facendo? No, ti stanno dicendo, Io adesso ti ho fotografato al bar ma ti ho fotografato quando non te ne sei accorto in chissà quale altra occasione. Nelle altre occasioni non stai facendo crimini ma stai facendo la tua vita che è piena di errori, contraddizioni, cose normali, di cui hai il diritto di non rendere conto a nessuno se non, magari, alle persone che tu vuoi.</p>
<h2>Jean Seberg</h2>
<p>Allora, il tema della privacy è tutto. La frase Io non ho niente da nascondere, è una cazzata. Hai tutto da nascondere. Io posso, non abbiamo il tempo, prendere la storia di chiunque di voi, una storia banale, semplice e dimostrarti scientificamente come posso distruggerti, far passare una canna per Una droga che tu ti stai iniziando a fare, far passare una relazione o un flirt come un tradimento di un patto decennale, posso distruggerti e non hai fatto niente. Questa è la macchina del fango, questo è quello che spessissimo fanno i social ma sta a noi interrompere questa merda. Ad ognuno di noi, di voi è data la possibilità di poter interrompere. Ogni volta che non si crede a queste minchiate, ogni volta in cui smonti questi siti, stai lontano da questa feccia, ogni volta che scegli di farlo, stai proteggendoti. E qui racconto di Jean Seberg, un&#8217;attrice famosissima negli anni 60. Aveva interpretato Giovanna d&#8217;Arco, molto bella, biondina, dalla pelle molto chiara, amata dal mondo wasp, cioè bianco, protestante, americano. Bene, lei decide di appoggiare con una donazione una scuola delle black panther, movimento nero, afroamericano degli Stati Uniti. Lei appoggia questa scuola con dei soldi. La Cia entra in crisi. Dice Ma come? Sì, entra in crisi perché inizia a ragionare, dice Ma come, una donna, attrice, amata dai bianchi americani, anche conservatori perché il suo Giovanna d&#8217;Arco fu amatissimo dalle varie declinazioni cristiane, dai vari gruppi cristiani, protestanti, luterani, cattolici, evangelici che stanno negli Stati Uniti, invece lei inizierà a parlare a tutto quel mondo. Bisogna delegittimarla. Lei rimane incinta. Era moglie di Romain Gary, scrittore francese di origine armena che io adoro e il gossip, sapete cosa fa? Inizia a dire Ma, questo figlio di Jean Seberg, uscirà bianco o nero, cioè, cosa sottointende, lei ha finanziato la scuola delle black panther perché sta con i neri, perché le piace il maschio nero. Questa era la sottotraccia, <em>E&#8217; un fatto suo,</em> <em>E&#8217; un fatto di depravazione</em>. Lei è sotto una pressione che non riesce a gestire. Quindi questa gravidanza &#8211; pensate, non c&#8217;erano i social &#8211; a viverla con un&#8217;angoscia terribile, un momento così delicato. Perde la bambina. Fotografie, interviste. Addirittura c&#8217;è una rivista, una rivista di gossip, che manda a casa una lettera, una cartolina che dice Secondo voi, il figlio di Jean Seberg, maschio o femmina, nero o bianco? Pensate che violazione. E lì fa probabilmente un errore secondo me ma, non si può in questi casi, in nessun modo, giudicare. Lei asseconda in qualche modo il gossip e fa vedere il cadavere della bambina che ha perduto, tra l&#8217;altro la perde a sei mesi, un dolore immenso. E fa vedere che la bambina è bianca. Come a dire, <em>Maledetti, cosa avete insinuato</em>. Poi, anche fosse stata nera, allora? Giudicare cosa? La complessità di un rapporto? Che può essere in quel momento magari interrotto, che magari è in un momento di crisi, magari invece ha deciso di viverlo così, ognuno ha la possibilità di vivere i propri amori come vuole, anche negli errori. Jean Seberg non si riprenderà mai più da questo massacro e infatti si toglierà la vita poco dopo lasciando un biglietto, si uccide in auto col gas della macchina, scrivendo un biglietto di scuse, ha altri figli, dicendo Non ho retto più con i neri, Non riesco ad uscire, Non vedo più una via di uscita. Il gossip mi sta massacrando.</p>
<h2>Martin Luther King</h2>
<p>Guardate che Martin Luther King, questo è un aspetto un po&#8217; inedito che io racconto in Gridalo! riceveva i cosidetti pacchi suicidio, gli arrivavano a casa dei pacchi che dicevano, <em>Abbiamo le prove che tu, quando sei andato in Michigan hai avuto una relazione con questa donna, quando sei stato lì hai avuto una relazione con quest&#8217;altra donna, che i soldi che ti hanno dato, possiamo benissimo far dimostrare che ti ci compri le auto. Se ti uccidi, tutto questo non emergerà. Parola d&#8217;onore. Distruggiamo tutto e lasciamo il mito. Ma ucciditi</em>! I pacchi suicidio. Telefonano a Corinna, la moglie, facendo sentire Martin che stava con altre donne, registrazioni. <em>Ah, ecco il pastore</em>! <em>Il combattente</em>! <em>Guarda tuo marito</em>. Ma lei resiste. Capisce che è solo un modo per delegittimare. Attenzione! Qua c&#8217;è il trucco. Sapete qual è il grande trucco? Pensare che le persone che si spendono per battaglie di solidarietà debbano essere perfette, così che nessuno di noi possa farle quelle battaglie.</p>
<h2>La macchina del fango</h2>
<p>Io l&#8217;ho esperito sulla mia carne. Che senso ha dire Hai l&#8217;attico a Manhattan? Io non ho l&#8217;attico a Manhattan ovviamente, ma che senso ha? Non dovrebbe essere un argomento di delegittimazione. Per chi non lo sa, era l&#8217;accusa che mi facevano spesso i leghisti. Il pensiero sottointende, <em>Non lo ascoltare</em>!, <em>E&#8217; solo per fare grana</em>! <em>E&#8217; solo per avere like</em>!, Ti sta dicendo <em>Fidati solo dei chiavici</em>, <em>Fidati di chi ti dice Compra le mie scarpe, io ho bisogno di cash</em>, oppure <em>Likami perché io lo faccio per sedurre</em>. Il meccanismo è Fidati solo di chi ti dice di volere solo profitto da te, di tutti gli altri non ti fidare. Il bene non esiste, La giustizia è una cazzata, è una fesseria, Vi stanno imbrogliando! Questo vi vogliono dire. E ugualmente veniva delegittimato Matin Luther King, parlo dei maestri, io mi metto sempre nell&#8217;ombra dei maestri, per capire questi meccanismi, volevano fare questo, dirti <em>Aah, vuoi difendere le minoranze?</em>, <em>Hai tante fidanzate</em> oppure <em>Hai tanti fidanzati</em>, si fa uguale tra uomini e donne anzi, più spesso sulle donne, E che c&#8217;azzecca? Che importa? E anche se faccio degli errori che significa? Che il mio impegno è minore? Questo è il trucco. Per poter dire Se tu vuoi prendere posizione Sii disposto alla purezza, al sacrificio. Cazzate! Nn è vero. Dobbiamo sbagliare.</p>
<h2>I voti a Hong Kong</h2>
<p>Una delle cose più belle che mi ha insegnato la scuola di Hong Kong, lì, a differenza della Cina, i professori danno dei voti altissimi ai compiti sbagliati. Cioé, se tu sbagli tutto il compito è 10, se lo sbagli per metà 6, se tu lo fai completamente bene, nessun voto. Il voto è Bravo! Il compito o hai risolto. Il premio è che io che faccio la valutazione lo valuto Il lavoro è fatto bene. Che sia per te il premio. Non hai voto. Perché io do il voto, che poi farà media, a chi sbaglia completamente? Attenzione! Se sbaglio completamente non facendo nulla, assolutamente no, mi viene dato 0, 2, se io lo sbaglio ma ho dimostrato che mi sono impegnato, questo avviene soprattutto in algebra, matematica, io sto dando fiducia alla persona, che sbagliando, so che è sulla strada giusta. Quindi, quando a fine anno, non mi importa che non abbia mai ingarrato un compito ma ho capito, io professore, che io ho dato il massimo ma mi serve valutare che è sulla strada giusta, cioè quella dell&#8217;errore. Se non sbaglia, non sta sulla strada giusta. Questo è fighissimo Devi sbagliare! devi! Se non fai cazzate, se non sei pieno di contraddizioni, non sei sulla strada per capire qual è il tuo percorso perché, se non sbagli, significa che qualcuno ti ha messo su una strada corretta ma non è la tua. Quindi, anche questo, Occhio sempre! Occhio sempre quando sentite questa delegittimazione sulle persone, anche su voi stessi, Occhio sempre a riportare informazioni che sono magari fesserie che possono ferire le persone.</p>
<h2>Harry Potter</h2>
<p>Volevo arrivare verso la chiusura raccontando proprio quello che succede quando ci lasciamo sedurre dall&#8217;idea che non siamo capaci, cioè che in qualche modo abbiamo la sensazione che gli altri, dannazione, abbiano sempre, non so se qualcosa in più ma certamente una chiave che li fa arrivare laddove vorresti anche tu ma dici Mi manca qualcosa! Poco smart, troppo poco bello, troppo poco bella. No? Quel qualcosa in più. Quella che è una pericolosissima consolazione, vorrei con questo libro smontarla nel senso che scelgo tutta una serie di storie in grado di raccontare come noi non siamo ciò che siamo, siamo ciò che scegliamo. Faccio un&#8217;altra citazione, Harry Potter. Quando lui ha il cappellone no? Quello che deve scegliere in quale casa finire, il cappello magico è lì, titubante, e qual è la grande paura di tutti? Lui in corpo ha il male no? Il rischio che possa andare a Serpeverde è enorme, perché dentro, Harry, ha un po&#8217; di quella roba lì, quindi i professori che lo sanno dicono Se il cappello sceglie e lo mette in quella casa lì, gli dà un fuori classe no? Il cappello invece sceglierà Grifondoro. Il grande messaggio di quella scena, chiaramente la Rowling lo prende da tutta la tradizione fiabistica europea, non inventa nulla, anzi è abilissima nel sinterizzarla, è Non sei quello che sei, sei quello che, sempre. Harry va a Grifondoro perché? Perché lui sceglie di non essere crudele, lui sceglie di non stare dalla parte del veleno, del male. Anche se quel veleno ce l&#8217;ha! Quindi, in realtà, voi scegliete quello che siete! Quindi il giudizio, la valutazione, la misurazione sta su quello che fate, non su quello che siete. Per quello che siete si intende Famiglia in cui siete nati, certo è importante, il luogo, la situazione economica, i guai, ma sono le scelte quelle che fanno la differenza. E su questo io vi invito a ragionare, nel senso che, in qualunque situazione vi troverete, in qualunque situazione inciamperete, c&#8217;è sempre una possibilità di scelta. Immagino che molti di voi saranno figli di meridionali. Torino è la città calabrese più grande d&#8217;Italia, lo sapete, se lo dimenticano tanti piemontesi e quindi anche tutta la storia dell&#8217;emigrazione è nel vostro corpo.</p>
<h2>Francesca Cabrini</h2>
<p>Avrete nonni, genitori che si sono spostati da sud a nord. A volte lo chiedo, dopo nel firmacopie, se ci capiterà di incontrarci ve lo chiederò, io chiedo sempre, Di dove sei? Piemontese ma di che origine? A volte lo sento un po&#8217; nell&#8217;accento, a volte nei tratti. Mi piace vedere una città così complessa, così stratificata. Perché sto dicendo questo? Perché racconto di una suora fighissima, fortissima, nel libro, che aiuta i migranti italiani che andavano negli Stati Uniti, trattati come bestie, meno che bestie. Le bestie erano molto più curate. Milioni di Italiani, anche piemontesi, andarono in Argentina, non a New York dove andarono soprattutto i meridionali, i piemontesi andavano in Argentina a fare il vino assieme ai liguri. Milioni di italiani su queste navi-bestiame. Dove avevano starci 500 persone ne mettevano 3.000, c&#8217;è questa santa che lì, è poi stata fatta santa questa suora, li assiste. Io racconto la sua storia ma volevo arrivare subito ad un punto, vengono maltrattati gli italiani, vengono maltrattati perché non sanno parlare l&#8217;inglese. Neanche io, dopo tanti anni passati in America faccio fatica a parlare inglese, non mi entra dentro. Gli italiani proprio non sopportavano di parlare inglese. E&#8217; una lingua strana, non aveva le sonorità nostre. Ovviamente gli irlandesi già parlavano inglese, quindi la concorrenza sul lavoro era spietata, i polacchi sembravano imparare prima degli italiani, insomma era un problema. Francesca Cabrini, questo è il nome della protagonista, ha un&#8217;idea e dice Tutti i bambini italiani, portateli a me. E prima di insegnare la lingua, parlo loro in inglese mentre li pettino e li faccio giocare. Quindi non è la lingua che ti prende a calci in culo, non è la lingua che ha fatto arrestare tuo padre, non è la lingua dei poliziotti che ti entrano in casa di notte per sapere se sei clandestino o no, è la lingua del pettinare, delle carezze e del gioco. Francesca Cabrini dice Associamo quella lingua al benessere e così impareranno e non è una lingua ostile, è una lingua che permetterà loro, nel posto che li ha accolti anche se in maniera violenta, di poter avere una vita. Il racconto dell&#8217;immigrazione in Gridalo! è molto forte. Molti di voi emigreranno dall&#8217;Italia, molti di voi hanno storie di immigrazione già alle spalle. nel nostro Sud non si può stare, tra i vostri professori ci saranno sicuramente meridionali. Il che non significa che spostarsi sia un male in sé, è un male quando si è costretti, è un&#8217;assoluta meraviglia quando si vuole cambiare vita, percorso o accedere ad un&#8217;occasione. Ma provate a chiedere ai vostri genitori abruzzesi, campani, siciliani a chiedere Ma potevi lavorare lì? Ti era data la possibilità di avere lo stesso stipendio? Potevi vivere con gli stessi servizi? La risposta sarà un tragico No, purtroppo. Sarebbe bello, ma. Non è possibile. Ecco, voi questo potete cambiarlo. Non è un invito retorico ma è un modo per dire, parlo soprattutto alla parte di voi che ha sangue meridionale, non dimenticate quella storia. Non dimenticate da dove venite. Quando sentite parlare di barconi, di invasori, di persone che tolgono il lavoro, veniva detto lo stesso ai vostri nonni. Quando si arrivava qui, nel dopoguerra, Torino era piena dii un&#8217;unica scritta, Non si fitta ai meridionali. Poi si aprirono perché ci fu il dibattito politico, No no no, fittiamo ai meridionali, al doppio&#8230; Fittavano ai meridionali al doppio. Tanto è vero che se andate a vedere su Youtube, mettete Fiat, immigrazione, Torino, vedrete operai dormire alla stazione. Infatti tengono le famiglie ancora al Sud, per tenerle ancora a casa. E loro? Lavorano le 8 ore e poi dormono sulle panchine e c&#8217;era il servizio di frati che portava la colazione, che li faceva lavare nei bagni della stazione. Non dimenticate da dove venite, è importantissimo perché avete un portato che può essere fondamentale nello smorzare tutte le fesserie che ci raccontano sull&#8217;emigrazione. Emigrazione come invasione, emigrazione come guerra, emigrazione come islamizzazione. Bisogna comprendere che a noi dicevano le stesse identiche cose e quindi a noi sta smontarle.</p>
<h2>Galileo Galilei e Giordano Bruno</h2>
<p>Siamo arrivati alla fine. Un ultimo aneddoto e poi magari ci vediamo di là. Innanzitutto, grazie per essere venuti qui. Grazie ai vostri professori che hanno portato un percorso, che in qualche modo devono averlo fatto. Sono molto grato ai professori che sono, secondo me, i difensori, i soldati della Costituzione perché nel momento in cui vi formano alla conoscenza, stanno salvando la libertà. Grazie davvero e l&#8217;ultima cosa è una storia a cui tengo moltissimo ed è la storia, non la faccio lunga, non basterebbero ore, di Giordano Bruno e Galileo Galilei. Forse avete sentito o addirittura studiato, certamente Galilei, queste due figure magnifiche per il nostro paese. Galileo Galilei viene costretto ad abiurare di fronte al Tribunale dell&#8217;inquisizione. Ebbene sì, lui deve dire, per salvarsi la vita, per salvarsi dagli anni di carcere, che la Terra è immobile e che è il sole che le gira intorno. Accetta. E perché lo fa? Perché sa benissimo, da naturalista, che il sole non smetterà di essere lì impalato, al centro solo perché lui sta dicendo il contrario, che la Terra non smetterà di muoversi perché lui sta, sotto costrizione e tortura, avallando la terribile posizione dell&#8217;inquisizione cattolica, lui sa benissimo che quella sua frase non serve a niente, serve solo a salvarsi.</p>
<p>Non è che se tu neghi l&#8217;esistenza della forza di gravità, la mela inizia a fluttuare, ad andare verso il cielo, cadrà sempre dall&#8217;albero. E quindi Galilei dice, è vero, ho sbagliato. La Terra è immobile al centro dell&#8217;universo come le scritture dicono ed è il sole a girarle intorno. E hanno raccontato la meravigliosa leggenda che non è vera ma è più vera del vero, che lui andando via, al messo dirà la famosa frase, Eppur si muove. L&#8217;ho trovata sempre delicatissima, un&#8217;immagine teatrale splendida e lo dice tra sé e sé Eppur si muove. Eppure ho le prove. Giordano Bruno viene messo in galera per quello che ha scritto e detto. E cioè cos&#8217;ha detto? Che l&#8217;universo è formato da infiniti mondi e che noi siamo infiniti mondi. Dentro ognuno di noi c&#8217;è un&#8217;infinità di possibilità morali, etiche, di interpretare le cose e che tra uomo e animale non c&#8217;è una differenza di qualità ma solo di quantità. Che nel topolino c&#8217;è una quantità cognitiva minore, nell&#8217;uomo c&#8217;è una quantità e capacità olfattiva minore. Non qualità ma quantità. Pensate che cosa costruisce nel 600 questo filosofo napoletano che va in giro per il mondo a raccontare queste storie. L&#8217;universo è formato da infiniti mondi. Ogni stella è un mondo. Pensate quanto prima di tutto. Lo processano. Lo tengono anni e anni chiuso a Castel Sant&#8217;Angelo. Quando andate a Roma, ricordate che lì dentro è stato chiuso Giordano Bruno. E poi? E poi lo processano e lo processano e lo processano ancora e ancora e ancora e lui cerca di salvarsi la vita, non vuole essere martire. Lui vuole vivere, ama la vita. E&#8217; innamorato. Ama le feste, ama la musica, ama le lingue, ama viaggiare e quindi se può cerca di negoziare. ma no, io non ho mai detto che la madonna non è vergine. Intendevo dire che la Madonna era una donna, quindi nessun bambino può nascere se&#8230; Le accuse erano queste hai detto che Gesù era un mago. Certo, Gesù era un mago, cioè la parola mago all&#8217;epoca significava naturalista, conoscitore delle regole della natura. Lui stesso si definiva mago, che sa mischiare gli elementi. Giordano Bruno cerca di farcela ma quando capisce che l&#8217;unico modo è abiurare, va alla morte. Lui non può abiurare perché se tu neghi che gli uomini sono uguali, se tu neghi che i sessi non hanno competizione ma uguaglianza, se tu neghi che la libertà è il valore che rende preziose le comunità, se tu lo neghi, quel valore muore. Non è una verità fisica, è una verità etica. E la puoi proteggere solo con la testimonianza. E Bruno sa che non può negarla perché negherebbe se stesso. Galileo può negare perché negando non cambia la verità. Bruno no. Ci sono delle verità che solo con la nostra scelta possono vivere. Senza la nostra scelta muoiono, decadono. Si rinsecchiscono. Bruno va sul rogo. Verrà bruciato a Campo dei fiori. Chi è andato a Roma si ricorderà la sua statua lì, che dà le spalle al Vaticano e che guarda, con fare cupo ma in realtà molto malinconico, non avrebbe mai voluto essere lì. E viene bruciato. Lui non può far altro che subire. Aveva tentato di negoziare. Era un modo per dire, va bene, non voglio offendere Ma no, gli dicono, la libertà è se neghi tutto questo. E no, non posso. Allora, per chiudere è proprio questa la grande differenza. La differenza è che ci sono delle verità, riconoscetele quando vi capita, quando vi è possibile, quando le sentite, che solo una vostra scelta che può essere un giudizio, una valutazione, una presa di posizione, una denuncia, una protezione, solo una chiacchiera, sappiate che quella verità è tenuta in vita dalla vostra scelta e che se voi la mollate, la trascurate, quella verità muore. Insomma scegliete e gridate dinnanzi alle ingiustizie. Grazie ragazzi per avermi sopportato quest&#8217;ora!</p>
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		<title>Sono ancora vivo di Roberto Saviano e Asaf Hanuka</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2021 16:26:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roberto Saviano e Asaf Hanuka sono gli autori di Sono ancora vivo, graphic novel che in 135 elegantissime pagine condensa la vita dello scrittore sotto scorta da 15 anni, riuscendo nell&#8217;impresa impossibile di tenere a braccetto infanzia ed età matura, crudo realismo e immagini poetiche nella corsa lungo luoghi e momenti precisi della sua vita... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/sono-ancora-vivo-di-roberto-saviano-e-asaf-hanuka/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Roberto Saviano e Asaf Hanuka sono gli autori di <strong>Sono ancora vivo</strong>, graphic novel che in 135 elegantissime pagine condensa la vita dello scrittore sotto scorta da 15 anni, riuscendo nell&#8217;impresa impossibile di tenere a braccetto infanzia ed età matura, crudo realismo e immagini poetiche nella corsa lungo luoghi e momenti precisi della sua vita vera e anche della sua vita sognata. Da Subuteo a Desiderio, le tappe del racconto si susseguono con trovate efficacissime e attimi di vera grazia che il lettore scopre condotto dal tratto netto di Asaf che è co-protagonista della storia oltre che suo co-autore.</p>
<p>Lo scrittore si riappropria della propria storia e del proprio corpo illuminando meccanismi mediatici e dinamiche collettive su cui ogni italiano dovrebbe riflettere. Siamo una <a href="https://psicomamme.it/la-civilta-del-pettegolezzo/">civiltà del pettegolezzo</a> che stritola gli individui, che tradisce la realtà in nome di scorciatoie false che fanno ci fanno sentire incolpevoli.</p>
<p>Contrariamente a quel che ci si potrebbe aspettare, questo splendido fumetto è ricco di paesaggi  e di campi lunghi che fanno da contraltare agli spazi angusti e alle porte chiuse che sono la quotidianità di Roberto Saviano. La sincronia tra passato e presente, tra la vita come è andata e la vita come sarebbe potuta essere, sono le costanti della narrazione che ci presenta, attraverso le esperienza di Roberto, luci e ombre della nostra cultura, in primis l&#8217;abitudine all&#8217;insinuazione, la costruzione di santini da sovrapporre alle persone note fino a quando queste smettano di ubbidire all&#8217;immagine oleografica, quasi sempre strumentale ad un certo qual scaricabarile.</p>
<p><strong>Sono ancora vivo</strong> è diviso in capitoli per esigenze di lettura ma è un organismo perfettamente coerente  e unitario in cui gli affetti, gli elementi totemici, i richiami folklorici, i colori (azzurro, verde, giallo, arancione, rosso con pochissimi altri toni talvolta piatti, talvolta sfumati) creano continuità e fanno progredire i motivi profondi del libro. I colori significano pienezza nei momenti più vitali e di massima consapevolezza, sottolineano le emozioni o anticipano la drammaticità degli argomenti come nel caso del rosso. Se i colori sono spesso piatti, senza sfumature,  i grigi sono una vera poesia. Lo stile si eleva e i colori diventano più ricchi, più sfumati quando il momento lo richiede, come nel capitolo <strong>Sliding doors</strong> o nell&#8217;episodio finale, pieno di luci calde, di colori e di allegria.</p>
<p>Leggi anche</p>
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<li><a href="https://psicomamme.it/saviano-sottodiciotto-film-festival-social-media/">Roberto Saviano al Sottodiciotto film festival</a></li>
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		<title>L&#8217;emergenza del futuro di Ferdinando G. Menga</title>
		<link>https://psicomamme.it/lemergenza-del-futuro-di-ferdinando-g-menga/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Sep 2021 16:36:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il saggio di Ferdinando G. Menga, L&#8217;emergenza del futuro, mette il dito sulla piaga della responsabilità con la r maiuscola e sul concetto di futuro che, secondo la prospettiva del teologo Karl Rahner, è il misterioso opposto di ciò che siamo soliti chiamare futuro e che, invero, snaturiamo riducendolo ad un pezzo di presente attraverso... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/lemergenza-del-futuro-di-ferdinando-g-menga/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il saggio di Ferdinando G. Menga, <strong>L&#8217;emergenza del futuro,</strong> mette il dito sulla piaga della responsabilità con la r maiuscola e sul concetto di futuro che, secondo la prospettiva del teologo Karl Rahner, <em>è il misterioso opposto di ciò che siamo soliti chiamare futuro e che, invero, snaturiamo riducendolo ad un pezzo di presente attraverso la nostra anticipazione pianificatrice e conoscitrice</em></p>
<blockquote><p>Il futuro non è ciò verso cui andiamo, ma ciò che a partire da esso stesso viene noi incontro. Karl Rahner</p></blockquote>
<p>Come ci poniamo verso le generazioni future, quelle che potrebbero anche non esistere o non avere un futuro se non modifichiamo radicalmente, globalmente, volumi e metodi di produzione, se non cambiamo stili di vita e priorità? Ferdinando G. Menga ci conduce a braccetto attraverso tutte le posizioni filosofiche verso &#8220;i futuri&#8221;, attraverso ben diversi gradi di responsabilità morale.</p>
<p>Il <a href="https://www.ipcc.ch/report/ar6/wg1/" target="_blank" rel="noopener">report dell&#8217;IPCC</a> parla chiaro e ci dice che molti cambiamenti climatici altamente distruttivi sono ormai irreversibili per secoli o millenni e che sono causati dall&#8217;uomo. La <a href="https://ecquologia.com/wp-content/uploads/2021/08/Illustrazione-MG-IPCC_AR6_WGI_SPM-completa-x-divulgazione.pdf" target="_blank" rel="noopener">divulgazione in Italiano del professor Marco Giusti</a> ci permette di riassumere i punti cruciali comprovati da questa indagine sono, futura minore capacità di assorbire CO2 da parte di oceani e terreni, stravolgimento di correnti monsoniche, aumento di eventi estremi ovunque. Per limitare il global warming dovremmo azzerare le emissioni e, smettendo ora di produrne, inizieremmo a vederne i vantaggi tra 20 anni. La vita come la conosciamo dipende dalla nostra volontà di smettere di produrre CO2, metano e altri gas climateranti. Lo scenario ad alte emissioni prevede un aumento di 10 gradi centigradi nel 2300.</p>
<p>Questa è la situazione che dobbiamo risolverci ad affrontare e non a subire pensando, come suggerisce Menga, alla vulnerabilità a venire. Le generazioni che saranno in futuro ci interrogano come una trascendenza laica che ci ricorda che non siamo noi presenti gli unici &#8220;aventi diritto&#8221; e l&#8217;orizzonte delle politiche o della mancanza di politiche.</p>
<p>Già nel 1972, la Conferenza delle Nazioni Unite sull&#8217;ambiente umano sanciva che</p>
<blockquote><p>L&#8217;uomo ha il diritto fondamentale alla libertà, all&#8217;uguaglianza e ad adeguate condizioni di vita, in un ambiente di qualità che permetta una vita di dignità e benessere, e ha la solenne responsabilità di proteggere e migliorare l&#8217;ambiente per le presenti e future generazioni</p></blockquote>
<p>Garantire ai discendenti un&#8217;eredità in euro o in case non risolverà il problema di siccità, eventi catastrofici, surriscaldamento, desertificazione, perdita di biodiversità, irrespirabilità dell&#8217;aria. Proprio quando ci restano solo 7 anni per scongiurare il peggio, tra crisi energetica, pandemia, debolezza delle democrazie, abbiamo l&#8217;obbligo morale di fare la cosa giusta come se da questo dipendesse il futuro di chi non conosceremo mai perché la loro possibilità di vita è proprio nelle nostre mani, nella volontà politica di ridurre davvero, e non solo a vantaggio dei teleschermi, il peso abnorme che le azioni antropiche hanno su questo pianeta.</p>
<p>Paghiamo 50 anni di mani conserte in nome dell&#8217;atteggiamento, riassumibile nel motto Dopo di noi, il diluvio, pronunciato da Luigi XV.<br />
Vale la pena citare un brano particolarmente illuminante di L&#8217;emergenza del futuro che riassume bene la rivoluzione spirituale a cui siamo chiamati.</p>
<blockquote><p>La fine della storia &#8211; non nel senso metaforico diventato recentemente di moda, ma in un senso assolutamente letterale &#8211; è stata nel corso dell&#8217;ultimo mezzo secolo una possibilità tecnicamente realizzabile. Carlo Ginzburg</p>
<p>È a partire da questo dato di fatto incontrovertibile e di portata epocale che il nostro tempo si trova a confrontarsi con il compito ormai non più differibile di riprogettare in modo radicale una forma di etica e di politica tale da porsi all&#8217;altezza di una responsabilità che garantisca una vita degna di essere vissuta ai posteri (anche remoti) che abiteranno il nostro pianeta. Si tratta perciò, per dirla con la bella descrizione effettuata da Gustavo Zagrebelsky, di pensare a un cambio di direzione nel «legame tra generazioni e i debiti reciproci»: per secoli, i figli si sono considerati »debitori nei confronti dei loro padri»; oggi, i padri si devono sentire »debitori nei confronti dei figli e dei figli dei figli».</p></blockquote>
<p>Leggi anche:</p>
<ul>
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<li><a href="https://psicomamme.it/odissea-narrata-allo-sguardo-fabio-visintin/">Odissea narrata allo sguardo, di Fabio Visintin</a></li>
<li><a href="https://psicomamme.it/il-trattamento-ridarelli-neri-marcore/">Il Trattamento Ridarelli</a></li>
<li class="post-item post-item-10876"><a title="Le filastrocche della Melevisione di Bruno Tognolini" href="https://psicomamme.it/le-filastrocche-della-melevisione-di-bruno-tognolini/">Le filastrocche della Melevisione di Bruno Tognolini</a></li>
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</ul>
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		<title>Il mondo perduto, di Arthur Conan Doyle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Sep 2021 11:25:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Classici per ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutti conoscono Sherlock Holmes di Backer Street, il fortunatissimo e amato eroe nato dalla fantasia di  Arthur Conan Doyle ma c&#8217;è un altro suo personaggio formidabile che ha avuto minor successo, è lo zoologo più iracondo e geniale della storia della letteratura, il vulcanico e coraggiosissimo Professor George Edward Challenger, scienziato ed esploratore che possiamo... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/il-mondo-perduto-di-arthur-conan-doyle/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti conoscono Sherlock Holmes di Backer Street, il fortunatissimo e amato eroe nato dalla fantasia di  Arthur Conan Doyle ma c&#8217;è un altro suo personaggio formidabile che ha avuto minor successo, è lo zoologo più iracondo e geniale della storia della letteratura, il vulcanico e coraggiosissimo Professor George Edward Challenger, scienziato ed esploratore che possiamo conoscere grazie al romanzo <strong>Il mondo perduto</strong>.</p>
<p>Challenger è sicuramente il bisnonno di Indiana Jones e Il mondo perduto è l&#8217;ispiratore di molta sci-fi e produzione fantasy, basti pensare a film come <a href="https://www.youtube.com/watch?v=IjHnvAHr3is" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;isola sul tetto del mondo</a> e soprattutto alla saga di Jurassic Park.</p>
<p>Perché leggere Il mondo perduto? Per la storia che è più bella di quelle buttate giù alla belle e meglio dagli emuli successivi, per il vero piacere di una lettura piena di ironia, per la psicologia dei personaggi descritta con gusto e sensibilità e per le dinamiche sociali dipinte con senso dell&#8217;umorismo.  Immergendoci in un mondo scientifico accademico tanto tronfio quanto litigioso, possiamo apprezzare il valore di pratica antropologica che la lettura ci offre. L&#8217;intero romanzo mette il lettore a confronto con gli alibi di una posizione etnocentrica, anche apertamente razzista nonché con numerosi cliché che riguardano le donne.</p>
<p>La spedizione non è gender equal, la voce narrante non è affatto rispettosa delle altre etnie, i membri del gruppo scientifico hanno convinzioni radicate apparentemente inconciliabili. Il bello è la resa letteraria della tenuta della squadra che finisce per attestarsi su un solidissimo rispetto reciproco. Il bello è il talento ciclopico di Arthur Conan Doyle nella messa in scena di un&#8217;avventura immaginaria dopo il suo vero viaggio come medico su una baleniera, descritto in <strong>Avventura nell&#8217;Artico, sei mesi a bordo della baleniera Hope</strong>, anche questo bellissimo.</p>
<p>I mondi a confronto sono quello civilizzato contro la natura primitiva ma anche giornalismo, descritto già allora come interessato più al fumo che all&#8217;arrosto, contro vera scienza, allergica al pettegolezzo. In mezzo c&#8217;è Malone, il personaggio in cui Conan Doyle si identifica, giornalista gentile e franco, che avrà il compito di redigere un resoconto che potrà essere pubblicato dal capo redattore solo qualora il professor Challenger ne approvi la pubblicazione.</p>
<p>Qualunque sia il punto di partenza di ognuno, l&#8217;incrocio che tutti devono affrontare è quello con l&#8217;avventura. Leggendo pagina dopo pagina, il mondo che ritroviamo è quello dell&#8217;imprevisto avventuroso che per secoli è stato il sale di ogni polposa narrazione. Ben lungi dall&#8217;essere un libro di sola azione, il mondo perduto è un perfetto equilibrio di ingredienti cucinati con somma maestria e la sua lettura un piacere venato dalla nostalgia per i vecchi libri in cui il mondo era ancora grande e sconosciuto e la dialettica sembrava ancora possibile, nonostante le distorsioni etnocentriche.</p>
<p>L&#8217;impressione è che l&#8217;etnocentrismo di oggi non sia poi tanto inferiore a ieri e che oggi come allora, i buoni selvaggi siano i personaggi sacrificabili perché i lettori si identificheranno sicuramente nei protagonisti civilizzati. Oggi che l&#8217;attenzione ai diritti sembra più condivisa, sembra che la civiltà sia arenata nell&#8217;incomunicabilità o nella troppa comunicazione. I dinosauri della porta accanto suonano vecchi perché ce li hanno riscaldati male al cinema.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<ul>
<li><a href="https://psicomamme.it/edgard-morin-le-15-lezioni-del-coronavirus/">Cambiamo strada, di Edgard Morin</a></li>
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<li><a href="https://psicomamme.it/la-zia-ha-adottato-un-licantropo/">La zia ha adottato un licantropo di Saki</a></li>
<li><a href="https://psicomamme.it/in-mare-non-esistono-taxi-antidoto-alla-propaganda-razzista/">In mare non esistono taxi, antidoto alla propaganda razzista</a></li>
<li><a href="https://psicomamme.it/le-13-vite-e-mezzo-di-capitano-orso-blu/">Le 13 vite e mezzo di Capitano Orso Blu</a></li>
<li><a href="https://psicomamme.it/tra-mito-e-antropologia-il-viaggio-in-italia-di-gabriele-pino/">Il bestiario d’Italia di Gabriele Pino</a></li>
<li><a href="https://psicomamme.it/piante-e-animali-terribili/">Piante e animali terribili</a></li>
<li><a href="https://psicomamme.it/la-pazza-pazza-corsa-di-jo-nesbo/">La pazza pazza corsa</a></li>
<li><a href="https://psicomamme.it/le-avventure-di-jacques-papier-storia-vera-di-un-amico-immaginario/">Le avventure di Jacques Papier</a></li>
<li><a href="https://psicomamme.it/jones-e-altri-sogni-di-franco-matticchio/">Jones e altri sogni</a></li>
</ul>
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		<title>I segreti del bosco proibito, romanzo di formazione di Colin Meloy e Carson Ellis</title>
		<link>https://psicomamme.it/i-segreti-del-bosco-proibito/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 May 2021 12:32:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Classici per ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi non ama fantasia e mistero o non ha la benché minima intenzione di farsi meravigliare, non può leggere I segreti del bosco proibito di Colin Meloy e Carson Ellis. Il resto del mondo invece troverà in questo romanzo innumerevoli fonti di puro piacere. Come accade per tutti i migliori libri destinati ai giovanissimi, non... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/i-segreti-del-bosco-proibito/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/i-segreti-del-bosco-proibito/">I segreti del bosco proibito, romanzo di formazione di Colin Meloy e Carson Ellis</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Chi non ama fantasia e mistero o non ha la benché minima intenzione di farsi meravigliare, non può leggere <strong>I segreti del bosco proibito</strong> di Colin Meloy e Carson Ellis. Il resto del mondo invece troverà in questo romanzo innumerevoli fonti di puro piacere. Come accade per tutti i migliori libri destinati ai giovanissimi, non è esclusivamente un libro per ragazze e ragazzi ma è anche un libro per adulti desiderosi di scoperte.</p>
<p>Chi ha amato <strong>Puck il folletto</strong>, di Rudyard Kipling, vi ritroverà un simile, profondo senso della natura unito al sentimento di poter accedere a dimensioni altre. L&#8217;età dell&#8217;oro è passata ma, come in ogni epopea che si rispetti, non tutto è perduto. L&#8217;azione prende il via da un ordine familiare infranto e si sviluppa attraverso regni e boschi selvaggi, tra uno e l&#8217;altro mondo, alla ricerca della verità, contro un potere cannibale e spietato.</p>
<p>Ci si addentra in <strong>I segreti del bosco proibito</strong> come in una fitta foresta, oscura, resa impervia da enormi radici e priva di sentieri battuti. Gli alberi e gli animali non sono il contorno ma il cuore di questa avventura che vede Prue affrontare civiltà ignote e forze sovrannaturali per salvare il fratellino. Non di sola natura vive infatti l&#8217;universo proibito che ha una sua storia ricca di conflitti e di dinastie un tempo in armonia tra di loro.</p>
<p>Eserciti, briganti, governatori, divise e regole di ingaggio giocano un ruolo non marginale in questa fiaba di ricerca che trae origine da un debito e da una menzogna. Il fratello di Prue è stato rapito dalla Governatrice fattucchiera che riveste la stessa funzione di Praseidimio nella celebre fiaba ma che non sarà possibile neutralizzare semplicemente indovinandone in nome. I segreti del bosco proibito sono segreti magici ma soprattutto familiari. Il dramma nasce da bugie e da rimozione della realtà.</p>
<p>Come in tutte le più belle storie, anche qui c&#8217;è più di quel che sembra! Le illustrazioni di Carson Ellis, nette e quasi naturalistiche, si integrano alla perfezione con il testo moltiplicando il fascino della natura e dando corpo alla geografia della landa desolata.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<ul>
<li><a href="https://psicomamme.it/edgard-morin-le-15-lezioni-del-coronavirus/">Cambiamo strada, di Edgard Morin</a></li>
<li><a href="https://psicomamme.it/libri-che-ti-cambiano-la-vita/">Libri che cambiano la vita</a></li>
<li><a href="https://psicomamme.it/la-zia-ha-adottato-un-licantropo/">La zia ha adottato un licantropo di Saki</a></li>
<li><a href="https://psicomamme.it/in-mare-non-esistono-taxi-antidoto-alla-propaganda-razzista/">In mare non esistono taxi, antidoto alla propaganda razzista</a></li>
<li><a href="https://psicomamme.it/le-13-vite-e-mezzo-di-capitano-orso-blu/">Le 13 vite e mezzo di Capitano Orso Blu</a></li>
<li><a href="https://psicomamme.it/tra-mito-e-antropologia-il-viaggio-in-italia-di-gabriele-pino/">Il bestiario d&#8217;Italia di Gabriele Pino</a></li>
<li><a href="https://psicomamme.it/piante-e-animali-terribili/">Piante e animali terribili</a></li>
<li><a href="https://psicomamme.it/la-pazza-pazza-corsa-di-jo-nesbo/">La pazza pazza corsa</a></li>
<li><a href="https://psicomamme.it/le-avventure-di-jacques-papier-storia-vera-di-un-amico-immaginario/">Le avventure di Jacques Papier</a></li>
<li><a href="https://psicomamme.it/jones-e-altri-sogni-di-franco-matticchio/">Jones e altri sogni</a></li>
</ul>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/i-segreti-del-bosco-proibito/">I segreti del bosco proibito, romanzo di formazione di Colin Meloy e Carson Ellis</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La presentazione di Gridalo al SalTo 2021</title>
		<link>https://psicomamme.it/la-presentazione-di-gridalo-al-salto-2021/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 May 2021 10:27:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roberto Saviano ha presentato al SalTo 2021 alle scuole Gridalo!, un’antologia di vite resistenti contro pregiudizi, violenza, indifferenza, gossip.  Gridalo! è una mappa per perdersi e trovare il proprio posto nel mondo raccogliendo il testimone di personalità esemplari, non appiattite a santini, non ridotte ad una sola dimensione. Gridalo è il libro per chi non... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/la-presentazione-di-gridalo-al-salto-2021/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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<p>Roberto Saviano ha presentato al SalTo 2021 alle scuole Gridalo!, un’antologia di vite resistenti contro pregiudizi, violenza, indifferenza, <a href="https://web.archive.org/web/20220518124751/https://psicomamme.it/la-civilta-del-pettegolezzo/">gossip.</a>  Gridalo! è una mappa per perdersi e trovare il proprio posto nel mondo raccogliendo il testimone di personalità esemplari, non appiattite a santini, non ridotte ad una sola dimensione. Gridalo è il libro per chi non si trova a proprio agio nella crudeltà del mondo ed esorta il lettore a gridare il proprio malessere per renderlo un posto migliore, in cui ogni scelta testimoni una presa di posizione. Martin Luther King, Jean Seberg, Giordano Bruno, Galileo Galilei sono solo alcune delle figure tratteggiate dall’autore che al Salone del Libro ha parlato a ragazze e ragazzi anche di bellezza e social media, soffermandosi a lungo sulla logica degli algoritmi che favoriscono offese e polemiche dandoci l’impressione che vi sia sincerità solo nei commenti negativi e ipocrisia nei complimenti. Di fronte ad una platea gremita di studenti delle scuole superiori, Roberto Saviano ha unito i puntini tra figure esemplari tratteggiando costellazioni che possono indicare a tutti una via di umanità.</p>
<p>Qui di seguito ecco la trascrizione dell’evento</p>
<p>Ciao a tutti! Che meraviglia! Confesso che è davvero emozionante vedere la sala piena, vedere i vostri volti, essere dopo tanto tempo di nuovo in un luogo di condivisione fisica dopo millanta dirette Instragram, Zoom, Skype. Dopo tanta distanza tornare qui vicini è qualcosa che fa sentire le celebri farfalle nello stomaco e questo dimostra in qualche modo che la vicinanza ci è fondamentale. Da dove partire? Questo libro è proprio per voi. Se tra voi c’è qualcuno che non sopporta la direzione di questo mondo, c’è qualcuno che non la sopporta e si sente spesso come in errore, come sbagliato, come se gli obiettivi (…)<br />
Se proprio non sopporti più come le cose stanno andando e che vuoi di più e hai proprio la sensazione di essere l’unico fesso che davvero non accede alla furbizia e cerca di essere in qualche modo corretto o in coerenza con i propri valori e ha voglia di sovvertire, girare il tavolo rispetto alle regole che ci vengono imposte, ecco, ho provato a scrivere queste pagine per farci compagnia da un lato e soprattutto forza, per gridare insieme.</p>
<h2>La bellezza</h2>
<p>Volevo partire da un tema che riguarda tutti noi, lo affronto in una capitolo che si chiama Fottuta bellezza. Se vi raccontano che esiste la bruttezza, vi stanno fregando. Vi stanno fregando! Provo ad essere più veloce: l’aspetto, il nostro aspetto viene sistematicamente misurato. Ci guardiamo e non ci piacciamo in molti casi, in altri casi invece iniziamo a piacerci, postiamo, condividiamo, soffriamo per un giudizio negativo. Dei giudizi positivi siamo magari un po’ sospettosi. Chi sa? Ce l’ha fatto perché ci vuole bene, gli piaccio le piaccio perché magari c’è del sentimento ma il mio aspetto non è all’altezza. Ecco, l’algoritmo che fa andare avanti un determinato tipo di corpo. Le copertine che vengono disegnate in un certo modo. Tutto questo ha letteralmente intossicato il rapporto tra noi e la bellezza. Parlo di bellezza erotica, estetica. Qui non vado nella furbizia del <em>Bello dentro</em>, <em>non bello e bella ma simpatico e simpatica, </em>questi sono obbrobrii. La bellezza appartiene a tutti! La bellezza appartiene ad ogni corpo, in assoluto. La bellezza erotica, quella che fa eccitare l’altro. Attenzione! Non piacciamo a tutti. Piacere a tutti significherebbe non piacere a nessuno in realtà, avere un altro ruolo che è quello della bellezza canonica che viene poi venduta ma ci arriviamo piano piano. Quello che voglio dire è Il tratto, i lineamenti, quello che noi siamo, quello che noi comunichiamo, le nostre fantasie, tutto questo è bellezza.</p>
<p>Ma veramente pensiamo che la misurazione del naso, la grandezza del seno, la panza, le trippe, il sedere, l’altezza, siano questi gli elementi del bello? Non ci cascate mai!! Quelli sono elementi del nostro corpo che ci rendono bella o bello, che ci rendono erotica o erotico. Perché dicevo “la bellezza standardizzata”?</p>
<p>Vi siete mai chiesti per quale ragione il mercato della moda, sta cambiando anche lì qualcosa ma siamo ancora lontani, fa sfilare modelli e modelle che hanno misure non medie? Perché così magre, perché così alte, perché con quel viso? Eppure tu devi vendere la giacca a più persone possibili, eppure tu devi vendere la gonna a più persone possibili, quindi perché non mi metti un modello che rientri in qualche modo, a seconda degli Stati, è ovvio che se sfili in Croazia o in Olanda sono più alti, se sfili in Spagna o in Grecia sono più bassi. Perché vuoi vendere di più a quella categoria, non mi metti una persona “media”, con media intendo dire semplicemente di altezza media? Perché c’è un trucco. Loro mica fanno sfilare quella modella o quel modello veramente per vendere quella giacca, loro vi stanno dicendo Se compri il mio abito, sarai bella come lei. <em>Se compri il mio jeans sarai figo come lui</em>. E’ questo il trucco. Quando li vedete lì con quelle misure, che vi sembrano impossibili, magari invece alcuni di voi avranno quelle misure e non c’è niente di male. C’ è di male quando quello diventa imposto. L’obiettivo, l’algoritmo, l’unica forma di bellezza. Occhio che questo è fondamentale capirlo. La moda utilizza questa strada. Non ti dice Voglio vendere la gonna, ti dice <em>Con quella gonna diventi lei, con quella camicia diventi lui</em>.</p>
<p>La bellezza risiede già in voi. Piacere, la relazione sensuale, non sarà trasformata o migliorata dall’aspetto. Attenzione! Quello che voglio dire è che più assomigliate a ciò che siete dentro, più comunicate cose. In questo c’è la grande battaglia che si fa in questi anni per la cosidetta accettazione del corpo, che non è un rassegnarsi, è un valorizzarsi. la moda è meravigliosa, non è qualcosa di tossico. Curarsi è bellissimo. Scegliere la scarpa, scegliere il vestito, somigliarsi anche su come ci si veste è bellissimo! Qui non si sta demonizzando uno stile o un mondo ma quando quella scelta mi fa sentire che non basto mai, che non sono troppo magra, che non sono troppo soda, che non sono troppo alto, quando inizio ad entrare nell’ansia del mio corpo, che non rientra in quel parametro lì, allora c’è il veleno. La ricerca è altrove. Accettare il proprio corpo significa riconoscere che c’è bellezza in ogni, singolo corpo. Non fatevi fregare e infatti alla fine di questo capitolo dico Gridala questa bellezza, gridalo che non c’è il trucco. Quando non ti piaci, in realtà non ti stai vedendo. Non so se vi è capitato di vedere un film di quando ero giovane, Avatar. Quando uscì fu un successo gigantesco. Questi extraterrestri giganteschi blu con le gambe lunghe lunghe, e la possibilità da parte dei marines di entrare nei loro corpi, di avere appunto l’Avatar e di vivere quest’altra civiltà. Mi piace molto immaginare e guardare film che raccontano altre civiltà ma perché sto citando Avatar? Perché loro non si dicono Ti amo, loro si dicono Ti vedo. E lo trovo bellissimo nel senso che lo sceneggiatore chiaramente aveva letto Yung, aveva letto tutta la storia dei classici freudiani e di lì in su. L’espressione Ti vedo è superiore all’espressione Ti amo perché Ti vedo è un’accoglienza totale, Ti vedo nelle tue contraddizioni, nei tuoi errori, nella tua bellezza. Il Ti amo è qualcosa, parlo per me, che mi mette sempre un po’ di inquietudine. Ok ma al prossimo errore che faccio finisce quella roba lì no? Il Ti amo ha sempre a che fare un po’ con il Meriti o no il Ti amo. Che io ti ami e che io possa stare davvero dentro questa relazione. Meriti il Ti amo? Il Ti vedo per molti è invece controllo, no no, il Ti vedo è Io ti sto vedendo, cioè Sei davanti a me, Ti accolgo in tutto ciò che sei. Ti vedo.</p>
<p>Questo libro è un libro di visione, cerco di raccontare come le persone, ne scelgo diverse come Martin Luther King, molto note e altre meno note, vicende che magari affrontare a scuola come quella di Zola. Magari, quando inciampate nelle sue pagine. A volte vi capiterà una mattina di pensare <em>Ma che palla</em>, <em>Ma che è questa storia di minatori</em>, e invece sono storie pazzesche. Volevo mostrare, far vedere, tenere lo sguardo, provare a dare una mappa nel suggerire Si può cambiare, nel suggerire C’è uno spazio, si può non aderire a quella che sembra ormai essere la strada, cioè tutti che fottono tutti, vince il più furbo, va avanti la più figa o il più figo, vince solo chi ha i genitori più ricchi e in fondo quello che conta è il cash. La scuola vi racconta <em>Devi essere giusto, devi essere antirazzista</em>, che <em>si è tutti uguali</em> e poi appena mettete il naso fuori dalla scuola, il mondo vi dice esattamente il contrario, <em>Frega chi vuoi fregare</em>, <em>Compra chi vuoi comprare</em>, <em>Fai il cash</em>. Quindi voi dite, ma come <em>Mi state insegnando dei valori che poi lì fuori, in quest’infinita merda, se uso perdo</em>? Qui cerco di dire No, non perdi, C’è la possibilità di resistere, C’è una strada, tortuosa, complicata ma C’è una strada che possa permetterti di rimanere fedele a te stessa, a te stesso. Puoi! C’è! Basta cercarla!</p>
<p>I vostri professori, se sono qui, e li ringrazio, chiaramente hanno una grande passione per tutto ciò che ha a che fare con il racconto della verità e della giustizia, altrementi non sareste qui. Quindi questi professori probabilmente fanno un lavoro enorme per darvi una mappa. (…) La vostra vita sarà questo, un luogo inesplorato. Nessuno vi può dare la mappa perché ancora non c’è quel territorio, lo dovete cercare, trovare, creare. Quindi, qui dentro ho cercato di fare questo: mappa. Mappa per perderti ma, allo stesso tempo, mentre stai camminando, per dirti <em>Occhio a quell’agguato</em>, <em>Occhio a quella trappola</em>, <em>Attenzione a quel bivio</em>, <em>Io ti racconto com’è andata</em> e infatti mi immagino proprio, nelle prime pagine, di incontrare me stesso sedicenne, pieno di capelli, amatissimi. Non vi preoccupate, lo dico a tutti i ragazzi che verso i 18 anni iniziano a stempiarsi, ricordatevi sempre quello che diceva Gabriele Dannunzio, La pelata è la bellezza del futuro, ed è vero! E’ vero. i aveva visto giusto e lui lo diceva negli anni ’20. E io racconto anche di questo. Ad un certo punto non ti riconosci più allo specchio. Ad un certo punto succede che inizi a stempiarti e dici Ma come? Non sono più io. I chiaroscuri, i disegni del viso, li avete costruiti in un altro modo e ad un certo punto Bum!, all’improvviso, siccome tua mamma ti passa il gene, arriva questo e anche lì, è tutto una riscoperta, una ricostruzione di sé, una generazione. Si nasce prima dal grembo materno, poi dobbiamo noi stessi metterci al mondo, quello che sta succedendo a voi, negli anni dell’adolescenza. Rimettersi al mondo. Partorire da noi stessi. Ma senza andare troppo nei simbolismi psicanalitici, io avevo fatto un riferimento a Zola.</p>
<h2>Zola</h2>
<p>Magari state studiando il Verismo, il Naturalismo. Sicuramente, se siete qui con i vostri prof, pieni di talento, vi avranno fatto appassionare. Io provo a metterci un carico maggiore. Dovete immaginare che prima di questi autori c’era intrattenimento. La dico forte lo so ma permettetemi la velocità. La pagina del libro si occupava di principi, di balli, di cavalieri, di amori, di tradimenti e sogni e poi arrivano gli scrittori che dicono Io voglio raccontare la miseria, le prostitute, l’alcool, chi si uccide di Assenzio nei bar, chi pippa, ci si uccide di tabacco e whisky, chi sta nelle miniere e viene ucciso dalla tisi, per la polvere che inala giorno dopo giorno. Io voglio raccontare la vita vera, la miseria, il ghetto. Bum! (…) Il potere non vuole questo. La politica non vuole questo. Ha paura che, conoscendo queste storie, si insorga. E Zola scrive questi libri e, magia, ha successo. I giornali, allora esistevano solo quelli cartacei, pubblicavano nell’ultima pagina, ogni giorno, un capitolo di un suo libro. Perciò sentirete la parole feuilleton. In genere erano libri di intrattenimento, romanzi rosa. Poi iniziano ad avere successo Germinal, Nana, le storie di miniera, le storie di arrivismo sociale. Le persone comprano, vogliono sapere, vogliono conoscere. Gran parte del pubblico conservatore era convinto che queste storie creassero fastidio nelle persone. E cosa accade? Accade ad un certo punto che Zola diventa il raccontatore della verità, misurabile. Lui si toglie dalla pagina, diventa uno scienziato sociale, addirittura dirà Voglio fotografare che quindi significa non fare un ritratto espressionistico della realtà. Il pittore cosa fa? Anche quando è realista, tutta la realtà passa nei pori, nell’anima, nelle trippe. Il fotografo no. Clic! E’ un’altra storia la fotografia. Lui dice Voglio fare questo. <em>Voglio togliermi di mezzo a far parlare solo le storie, i meccanismi</em>.</p>
<h2>Dreyfus</h2>
<p>E succede, magari lo avrete affrontato o lo affronterete, l’affare Dreyfus. Succede che accusano un ufficiale dell’esercito francese, Dreyfus, ebreo, di aver tradito l’esercito francese e di aver fornito informazioni al nemico, alla Germania. Zola non è amico di Dreyfus, non ha stima di Dryfus. Dreyfus è un reazionario, bighellone ma è un innocente. E’ assolutamente innocente, non ha fatto nulla di male e interviene a sua difesa. E’ la prima volta che uno scrittore mette al servizio di una causa civile il proprio impegno, il proprio corpo, la propria testimonianza e così, sull’Aurora, giornale culturale, Zola scrive un famosissimo testo, J’accuse! Io accuso. Il governo sta commettendo un’ingiustizia atroce. Dreyfus è innocente e la sua condanna metterà vergogna nei secoli a venire sullo Stato Francese. Lo state accusando solo perché è ebreo. Lo state accusando solo perché fa gioco ai reazionari, perché vi serve esasperare gli animi. Presidente, scriverà, non ceda a questo. Il numero dell’Aurora sarà stampato in migliaia e migliaia di copie, credo 12 edizioni soltanto a metà mattinata. Ognuna edizione in migliaia di copie. In tutto il giornale, 4 pagine, c’è solo la sua lettera, nessun’altra notizia, nessuna foto. Va a ruba. Zola perde tutto. Zola perde la propria serenità personale. Iniziano a scrivere delle sue presunte amanti, casini a casa, un disastro. Viene processato come un disfattista, come un fiancheggiatore del nemico. La causa gli costa tantissimo. La perde. Viene esiliato in Inghilterra. Gli editori hanno paura a stampare i suoi libri. Zola viene accusato di aver scritto il J’accuse in cambio di soldi. Falso! Per dimostrare come fosse un articolo gratuito, lo imposta come lettera al direttore. Tutt’oggi è così, se scrivi Caro direttore è un articolo non pagato, una lettera. Lui lo fa apposta per segnalare che quell’articolo è in difesa di un innocente verso cui non ha nemmeno una simpatia, né ideologica, né politica (Dreyfus era un conservatore, Zola era un socialista, un libertario). Zola perde tutto e questo è un libro che racconta di chi, per scegliere, paga un prezzo. Perché c’è sempre un prezzo da pagare quando scegli da che parte stare, sempre. Zola arriva in Inghilterra con pochi soldi in tasca e un foglietto con sopra scritte le frasi in inglese. Lui non conosceva l’inglese né gli piaceva particolarmente e quindi ha giusto le tre frasi per chiedere l’indirizzo della casa che amici gli hanno affittato e sta in esilio. Dopo un po’ tornerà. La storia di Dreyfus finalmente avrà giustizia, Dreyfus intanto è stato mandato sull’isola del diavolo, cioè in Sud America, in un bagno penale, in queste isole.. Se vi capita guardatevi un film pazzesco, si chiama Papillon, con Steve Mcqueen ve lo consiglio, è la fine del mondo. Vi si racconta di queste isole terribili dove venivano mandati i carcerati, i detenuti. Dreyfus andrà lì per anni, poi verrà rimpatriato. Zola muore asfissiato dal suo camino. Il camino era sporco, si addormenta, il fuoco continua ad ardere, il fumo satura la stanza e morirà asfissiato. Qualche anno dopo i fascisti francesi dichiareranno – non si può ancora usare la parola fascisti per quei militanti, diciamo nazionalisti reazionari francesi dichiareranno Lo abbiamo ucciso abbiamo noi otturato il camino ma probabilmente erano mitomani. Il fatto è che Zola viene ucciso dall’isolamento, dall’aver sì preso una posizione ma dall’essere stato lasciato solo. Perché i suoi colleghi poi hanno paura. Tantissimi firmano per Dreyfus ma quando vedono cos’è successo a Zola, hanno paura e si fanno indietro. Ho scritto questo libro, tra l’altro oggi esce la versione audiolibro su Audible, a me piace un sacco ascoltare gli audiolibri, questo lo ha letto Pino Insegno e altre parti le ho lette io, e intanto sto leggendo le cartoline di Gridalo! messaggi che sono molto belli, dicevo, ascoltando questo libro – perché quando scrivo devo anche riascoltare – come se avessi scritto una partitura musicale, la parola deve anche funzionare letta, non solo funzionare tenuta a mente.</p>
<h2>I social</h2>
<p>Dicevo, volevo costruire un tentativo di rompere la solitudine ma la vostra solitudine, la solitudine di ogni individuo che sente, quando <em>Ma davvero deve andare sempre così</em>? <em>Davvero deve vincere il peggiore</em>? <em>Davvero io devo comportarmi come un furbone o devo accedere sempre al peggio per vincere</em>? <em>Ma davvero io ad un certo punto devo dire Beh, lo fanno tutti</em>… Ma davvero? E’ da ingenui pensare che possa cambiare? E’ da ingenui pensare che possa vincere un altro tipo di atteggiamento? Pensate, sui social no?, quando qualcuno ci riempie di merda, ci attacca, lo percepiamo immediatamente come, lo ripeto spesso, mi scuso con chi lo ha già ascoltato, lo percepiamo come autentico. Se uno ti dice <em>Ah, che panza che tien Savià</em>, dici E’ autentico se invece ti fanno un complimento <em>Che begli occhi</em>! Aspetta, dove vuoi arrivare? Mi vuoi fregare. Qual è il trucco? Quando qualcuno ci attacca, ci dà un giudizio negativo, lo accogliamo. Quando c’è un giudizio negativo, diffidenza… Questo i social lo hanno amplificato al massimo. Gli algoritmi sono costruiti per favorire il coinvolgimento emotivo, l’ingaggio e, nella maggioranza dei casi l’ingaggio è l’insulto, il giudizio. Perché il complimento, oltre un grazie non va. Se ti dico, <em>Bellissima questa foto</em>. Ah grazie fra! Ma se dico <em>Uah! Che cazz’e foto e mis</em>? Tu rispondi Ma scusa Perché? Ma che stai dicendo? E’ bellissima. Guarda là. E vai avanti, vai avanti, vai avanti. E il sistema dei social Bum! Lì vuole andare. Vuole andare a farti litigare. Vuole quello. I social non sono neutri.</p>
<p>Ricordatevi sempre! Quando qualcosa, non è mia la frase, è uno dei principii ispiratori della tecnologia, quando accedete a qualcosa di gratuito, la merce che stanno vendendo siete voi. Quando io entro in un social e non pago, mi stanno vendendo. Usano le mie informazioni, i miei movimenti, tutto ciò che serve quindi non è gratuito niente. Gli stai dando te. E’ costosissimo! Occhio anche a questo. Questo per dire che quando siamo lì, quando comunichiamo, in qualche modo siamo in una situazione dove siamo spinti a dare il peggio di noi. Io ho l’età per poter, ho quarantadue anni, ho l’età per poter ricordare benissimo quando nasce il web, nascono poi anche i social, io mi iscrissi al primo social, Myspace, non ricorderete neanche questo nome, e ci sembrava la possibilità di moltiplicare all’infinito il sapere, l’informazione, la condivisione, solidarietà, storie, il controllo del potere. Noi dicevamo Controlleremo il potere, noi, intendo dire, le più diverse istanze, Noi controlleremo finalmente i potenti, perché ci diremo le verità. E’ andata esattamente al contrario. Questo sistema ci fa controllare, ci fa osservare e qui dentro racconto anche questo. In questo libro io racconto anche come, per esempio, vengono distrutte vite con la violazione del proprio privato.</p>
<h2>Karina Bolaños</h2>
<p>Il proprio privato è sacro. E’ sacro sapete in che senso? Nel senso che non è spiegabile. La sacralità è spiegabile. C’è. Se tu vieni ripreso mentre sei al bagno. Non c’è niente di male. Cosa stai facendo? Ciò che fanno tutti. Eppure, se esce un tuo video mentre sei sulla ceramica, ti imbarazzi, perché è privato. E’ solo tuo. Uguale quando si fa l’amore, la sessualità, il picci picci, i giochini. Se visti da altri sembriamo dei ridicoli, ci mettiamo vergogna eppure non c’è niente di male in quello che facciamo. Eppure la privacy è perennemente, continuamente violata e cioè, tu inizi ad aver paura se qualcuno ha in mano tue foto, se qualcuno ha in mano tue informazioni. Non hai fatto reati ma basta che io entri nella tua vita Adesso mi faccio dare i telefoni e inizio a leggere nelle chat. Avete fatto reati? Zero ma comunque è legittimo dire no. No perché quello è un codice mio ed è giusto. E’ un modo mio. Stiamo scherzando noi due o stiamo facendo i seri? Ma solo noi possiamo capirlo. Un terzo occhio non capirebbe niente. Giusto! Privacy è questo, democrazia. La libertà è tenere al sicuro le informazioni su di sé. E racconto di una ministra costaricana che per essere delegittimata pubblicano un video di lei in bikini, in intimo, che stava parlando con un fidanzato dell’epoca. Cosa c’è di male? E’ uscito, le hanno chiesto le dimissioni, Un politico che si comporta così… non si può. Però l’obiettivo qual era? Metterla in difficoltà. Con cosa? Una cosa semplice, banale. E’ un corpo come un altro eppure ti senti sotto scacco. Il gossip è sempre squadrismo. Non è mica una cosa neutra. Pensate che quando ti raccontano di fidanzati, corna, amanti, stanno davvero facendo cronaca rosa? Quando mai? Stanno mettendo sotto estorsione le persone. I blog di retroscena, i giornali scandalistici, sono strumenti pericolosissimi. Ti fotografano, te al bar dicendo Cosa stai facendo? No, ti stanno dicendo, Io adesso ti ho fotografato al bar ma ti ho fotografato quando non te ne sei accorto in chissà quale altra occasione. Nelle altre occasioni non stai facendo crimini ma stai facendo la tua vita che è piena di errori, contraddizioni, cose normali, di cui hai il diritto di non rendere conto a nessuno se non, magari, alle persone che tu vuoi.</p>
<h2>Jean Seberg</h2>
<p>Allora, il tema della privacy è tutto. La frase Io non ho niente da nascondere, è una cazzata. Hai tutto da nascondere. Io posso, non abbiamo il tempo, prendere la storia di chiunque di voi, una storia banale, semplice e dimostrarti scientificamente come posso distruggerti, far passare una canna per Una droga che tu ti stai iniziando a fare, far passare una relazione o un flirt come un tradimento di un patto decennale, posso distruggerti e non hai fatto niente. Questa è la macchina del fango, questo è quello che spessissimo fanno i social ma sta a noi interrompere questa merda. Ad ognuno di noi, di voi è data la possibilità di poter interrompere. Ogni volta che non si crede a queste minchiate, ogni volta in cui smonti questi siti, stai lontano da questa feccia, ogni volta che scegli di farlo, stai proteggendoti. E qui racconto di Jean Seberg, un’attrice famosissima negli anni 60. Aveva interpretato Giovanna d’Arco, molto bella, biondina, dalla pelle molto chiara, amata dal mondo wasp, cioè bianco, protestante, americano. Bene, lei decide di appoggiare con una donazione una scuola delle black panther, movimento nero, afroamericano degli Stati Uniti. Lei appoggia questa scuola con dei soldi. La Cia entra in crisi. Dice Ma come? Sì, entra in crisi perché inizia a ragionare, dice Ma come, una donna, attrice, amata dai bianchi americani, anche conservatori perché il suo Giovanna d’Arco fu amatissimo dalle varie declinazioni cristiane, dai vari gruppi cristiani, protestanti, luterani, cattolici, evangelici che stanno negli Stati Uniti, invece lei inizierà a parlare a tutto quel mondo. Bisogna delegittimarla. Lei rimane incinta. Era moglie di Romain Gary, scrittore francese di origine armena che io adoro e il gossip, sapete cosa fa? Inizia a dire Ma, questo figlio di Jean Seberg, uscirà bianco o nero, cioè, cosa sottointende, lei ha finanziato la scuola delle black panther perché sta con i neri, perché le piace il maschio nero. Questa era la sottotraccia, <em>E’ un fatto suo,</em> <em>E’ un fatto di depravazione</em>. Lei è sotto una pressione che non riesce a gestire. Quindi questa gravidanza – pensate, non c’erano i social – a viverla con un’angoscia terribile, un momento così delicato. Perde la bambina. Fotografie, interviste. Addirittura c’è una rivista, una rivista di gossip, che manda a casa una lettera, una cartolina che dice Secondo voi, il figlio di Jean Seberg, maschio o femmina, nero o bianco? Pensate che violazione. E lì fa probabilmente un errore secondo me ma, non si può in questi casi, in nessun modo, giudicare. Lei asseconda in qualche modo il gossip e fa vedere il cadavere della bambina che ha perduto, tra l’altro la perde a sei mesi, un dolore immenso. E fa vedere che la bambina è bianca. Come a dire, <em>Maledetti, cosa avete insinuato</em>. Poi, anche fosse stata nera, allora? Giudicare cosa? La complessità di un rapporto? Che può essere in quel momento magari interrotto, che magari è in un momento di crisi, magari invece ha deciso di viverlo così, ognuno ha la possibilità di vivere i propri amori come vuole, anche negli errori. Jean Seberg non si riprenderà mai più da questo massacro e infatti si toglierà la vita poco dopo lasciando un biglietto, si uccide in auto col gas della macchina, scrivendo un biglietto di scuse, ha altri figli, dicendo Non ho retto più con i neri, Non riesco ad uscire, Non vedo più una via di uscita. Il gossip mi sta massacrando.</p>
<h2>Martin Luther King</h2>
<p>Guardate che Martin Luther King, questo è un aspetto un po’ inedito che io racconto in Gridalo! riceveva i cosidetti pacchi suicidio, gli arrivavano a casa dei pacchi che dicevano, <em>Abbiamo le prove che tu, quando sei andato in Michigan hai avuto una relazione con questa donna, quando sei stato lì hai avuto una relazione con quest’altra donna, che i soldi che ti hanno dato, possiamo benissimo far dimostrare che ti ci compri le auto. Se ti uccidi, tutto questo non emergerà. Parola d’onore. Distruggiamo tutto e lasciamo il mito. Ma ucciditi</em>! I pacchi suicidio. Telefonano a Corinna, la moglie, facendo sentire Martin che stava con altre donne, registrazioni. <em>Ah, ecco il pastore</em>! <em>Il combattente</em>! <em>Guarda tuo marito</em>. Ma lei resiste. Capisce che è solo un modo per delegittimare. Attenzione! Qua c’è il trucco. Sapete qual è il grande trucco? Pensare che le persone che si spendono per battaglie di solidarietà debbano essere perfette, così che nessuno di noi possa farle quelle battaglie.</p>
<h2>La macchina del fango</h2>
<p>Io l’ho esperito sulla mia carne. Che senso ha dire Hai l’attico a Manhattan? Io non ho l’attico a Manhattan ovviamente, ma che senso ha? Non dovrebbe essere un argomento di delegittimazione. Per chi non lo sa, era l’accusa che mi facevano spesso i leghisti. Il pensiero sottointende, <em>Non lo ascoltare</em>!, <em>E’ solo per fare grana</em>! <em>E’ solo per avere like</em>!, Ti sta dicendo <em>Fidati solo dei chiavici</em>, <em>Fidati di chi ti dice Compra le mie scarpe, io ho bisogno di cash</em>, oppure <em>Likami perché io lo faccio per sedurre</em>. Il meccanismo è Fidati solo di chi ti dice di volere solo profitto da te, di tutti gli altri non ti fidare. Il bene non esiste, La giustizia è una cazzata, è una fesseria, Vi stanno imbrogliando! Questo vi vogliono dire. E ugualmente veniva delegittimato Matin Luther King, parlo dei maestri, io mi metto sempre nell’ombra dei maestri, per capire questi meccanismi, volevano fare questo, dirti <em>Aah, vuoi difendere le minoranze?</em>, <em>Hai tante fidanzate</em> oppure <em>Hai tanti fidanzati</em>, si fa uguale tra uomini e donne anzi, più spesso sulle donne, E che c’azzecca? Che importa? E anche se faccio degli errori che significa? Che il mio impegno è minore? Questo è il trucco. Per poter dire Se tu vuoi prendere posizione Sii disposto alla purezza, al sacrificio. Cazzate! Nn è vero. Dobbiamo sbagliare.</p>
<h2>I voti a Hong Kong</h2>
<p>Una delle cose più belle che mi ha insegnato la scuola di Hong Kong, lì, a differenza della Cina, i professori danno dei voti altissimi ai compiti sbagliati. Cioé, se tu sbagli tutto il compito è 10, se lo sbagli per metà 6, se tu lo fai completamente bene, nessun voto. Il voto è Bravo! Il compito o hai risolto. Il premio è che io che faccio la valutazione lo valuto Il lavoro è fatto bene. Che sia per te il premio. Non hai voto. Perché io do il voto, che poi farà media, a chi sbaglia completamente? Attenzione! Se sbaglio completamente non facendo nulla, assolutamente no, mi viene dato 0, 2, se io lo sbaglio ma ho dimostrato che mi sono impegnato, questo avviene soprattutto in algebra, matematica, io sto dando fiducia alla persona, che sbagliando, so che è sulla strada giusta. Quindi, quando a fine anno, non mi importa che non abbia mai ingarrato un compito ma ho capito, io professore, che io ho dato il massimo ma mi serve valutare che è sulla strada giusta, cioè quella dell’errore. Se non sbaglia, non sta sulla strada giusta. Questo è fighissimo Devi sbagliare! devi! Se non fai cazzate, se non sei pieno di contraddizioni, non sei sulla strada per capire qual è il tuo percorso perché, se non sbagli, significa che qualcuno ti ha messo su una strada corretta ma non è la tua. Quindi, anche questo, Occhio sempre! Occhio sempre quando sentite questa delegittimazione sulle persone, anche su voi stessi, Occhio sempre a riportare informazioni che sono magari fesserie che possono ferire le persone.</p>
<h2>Harry Potter</h2>
<p>Volevo arrivare verso la chiusura raccontando proprio quello che succede quando ci lasciamo sedurre dall’idea che non siamo capaci, cioè che in qualche modo abbiamo la sensazione che gli altri, dannazione, abbiano sempre, non so se qualcosa in più ma certamente una chiave che li fa arrivare laddove vorresti anche tu ma dici Mi manca qualcosa! Poco smart, troppo poco bello, troppo poco bella. No? Quel qualcosa in più. Quella che è una pericolosissima consolazione, vorrei con questo libro smontarla nel senso che scelgo tutta una serie di storie in grado di raccontare come noi non siamo ciò che siamo, siamo ciò che scegliamo. Faccio un’altra citazione, Harry Potter. Quando lui ha il cappellone no? Quello che deve scegliere in quale casa finire, il cappello magico è lì, titubante, e qual è la grande paura di tutti? Lui in corpo ha il male no? Il rischio che possa andare a Serpeverde è enorme, perché dentro, Harry, ha un po’ di quella roba lì, quindi i professori che lo sanno dicono Se il cappello sceglie e lo mette in quella casa lì, gli dà un fuori classe no? Il cappello invece sceglierà Grifondoro. Il grande messaggio di quella scena, chiaramente la Rowling lo prende da tutta la tradizione fiabistica europea, non inventa nulla, anzi è abilissima nel sinterizzarla, è Non sei quello che sei, sei quello che, sempre. Harry va a Grifondoro perché? Perché lui sceglie di non essere crudele, lui sceglie di non stare dalla parte del veleno, del male. Anche se quel veleno ce l’ha! Quindi, in realtà, voi scegliete quello che siete! Quindi il giudizio, la valutazione, la misurazione sta su quello che fate, non su quello che siete. Per quello che siete si intende Famiglia in cui siete nati, certo è importante, il luogo, la situazione economica, i guai, ma sono le scelte quelle che fanno la differenza. E su questo io vi invito a ragionare, nel senso che, in qualunque situazione vi troverete, in qualunque situazione inciamperete, c’è sempre una possibilità di scelta. Immagino che molti di voi saranno figli di meridionali. Torino è la città calabrese più grande d’Italia, lo sapete, se lo dimenticano tanti piemontesi e quindi anche tutta la storia dell’emigrazione è nel vostro corpo.</p>
<h2>Francesca Cabrini</h2>
<p>Avrete nonni, genitori che si sono spostati da sud a nord. A volte lo chiedo, dopo nel firmacopie, se ci capiterà di incontrarci ve lo chiederò, io chiedo sempre, Di dove sei? Piemontese ma di che origine? A volte lo sento un po’ nell’accento, a volte nei tratti. Mi piace vedere una città così complessa, così stratificata. Perché sto dicendo questo? Perché racconto di una suora fighissima, fortissima, nel libro, che aiuta i migranti italiani che andavano negli Stati Uniti, trattati come bestie, meno che bestie. Le bestie erano molto più curate. Milioni di Italiani, anche piemontesi, andarono in Argentina, non a New York dove andarono soprattutto i meridionali, i piemontesi andavano in Argentina a fare il vino assieme ai liguri. Milioni di italiani su queste navi-bestiame. Dove avevano starci 500 persone ne mettevano 3.000, c’è questa santa che lì, è poi stata fatta santa questa suora, li assiste. Io racconto la sua storia ma volevo arrivare subito ad un punto, vengono maltrattati gli italiani, vengono maltrattati perché non sanno parlare l’inglese. Neanche io, dopo tanti anni passati in America faccio fatica a parlare inglese, non mi entra dentro. Gli italiani proprio non sopportavano di parlare inglese. E’ una lingua strana, non aveva le sonorità nostre. Ovviamente gli irlandesi già parlavano inglese, quindi la concorrenza sul lavoro era spietata, i polacchi sembravano imparare prima degli italiani, insomma era un problema. Francesca Cabrini, questo è il nome della protagonista, ha un’idea e dice Tutti i bambini italiani, portateli a me. E prima di insegnare la lingua, parlo loro in inglese mentre li pettino e li faccio giocare. Quindi non è la lingua che ti prende a calci in culo, non è la lingua che ha fatto arrestare tuo padre, non è la lingua dei poliziotti che ti entrano in casa di notte per sapere se sei clandestino o no, è la lingua del pettinare, delle carezze e del gioco. Francesca Cabrini dice Associamo quella lingua al benessere e così impareranno e non è una lingua ostile, è una lingua che permetterà loro, nel posto che li ha accolti anche se in maniera violenta, di poter avere una vita. Il racconto dell’immigrazione in Gridalo! è molto forte. Molti di voi emigreranno dall’Italia, molti di voi hanno storie di immigrazione già alle spalle. nel nostro Sud non si può stare, tra i vostri professori ci saranno sicuramente meridionali. Il che non significa che spostarsi sia un male in sé, è un male quando si è costretti, è un’assoluta meraviglia quando si vuole cambiare vita, percorso o accedere ad un’occasione. Ma provate a chiedere ai vostri genitori abruzzesi, campani, siciliani a chiedere Ma potevi lavorare lì? Ti era data la possibilità di avere lo stesso stipendio? Potevi vivere con gli stessi servizi? La risposta sarà un tragico No, purtroppo. Sarebbe bello, ma. Non è possibile. Ecco, voi questo potete cambiarlo. Non è un invito retorico ma è un modo per dire, parlo soprattutto alla parte di voi che ha sangue meridionale, non dimenticate quella storia. Non dimenticate da dove venite. Quando sentite parlare di barconi, di invasori, di persone che tolgono il lavoro, veniva detto lo stesso ai vostri nonni. Quando si arrivava qui, nel dopoguerra, Torino era piena dii un’unica scritta, Non si fitta ai meridionali. Poi si aprirono perché ci fu il dibattito politico, No no no, fittiamo ai meridionali, al doppio… Fittavano ai meridionali al doppio. Tanto è vero che se andate a vedere su Youtube, mettete Fiat, immigrazione, Torino, vedrete operai dormire alla stazione. Infatti tengono le famiglie ancora al Sud, per tenerle ancora a casa. E loro? Lavorano le 8 ore e poi dormono sulle panchine e c’era il servizio di frati che portava la colazione, che li faceva lavare nei bagni della stazione. Non dimenticate da dove venite, è importantissimo perché avete un portato che può essere fondamentale nello smorzare tutte le fesserie che ci raccontano sull’emigrazione. Emigrazione come invasione, emigrazione come guerra, emigrazione come islamizzazione. Bisogna comprendere che a noi dicevano le stesse identiche cose e quindi a noi sta smontarle.</p>
<h2>Galileo Galilei e Giordano Bruno</h2>
<p>Siamo arrivati alla fine. Un ultimo aneddoto e poi magari ci vediamo di là. Innanzitutto, grazie per essere venuti qui. Grazie ai vostri professori che hanno portato un percorso, che in qualche modo devono averlo fatto. Sono molto grato ai professori che sono, secondo me, i difensori, i soldati della Costituzione perché nel momento in cui vi formano alla conoscenza, stanno salvando la libertà. Grazie davvero e l’ultima cosa è una storia a cui tengo moltissimo ed è la storia, non la faccio lunga, non basterebbero ore, di Giordano Bruno e Galileo Galilei. Forse avete sentito o addirittura studiato, certamente Galilei, queste due figure magnifiche per il nostro paese. Galileo Galilei viene costretto ad abiurare di fronte al Tribunale dell’inquisizione. Ebbene sì, lui deve dire, per salvarsi la vita, per salvarsi dagli anni di carcere, che la Terra è immobile e che è il sole che le gira intorno. Accetta. E perché lo fa? Perché sa benissimo, da naturalista, che il sole non smetterà di essere lì impalato, al centro solo perché lui sta dicendo il contrario, che la Terra non smetterà di muoversi perché lui sta, sotto costrizione e tortura, avallando la terribile posizione dell’inquisizione cattolica, lui sa benissimo che quella sua frase non serve a niente, serve solo a salvarsi.</p>
<p>Non è che se tu neghi l’esistenza della forza di gravità, la mela inizia a fluttuare, ad andare verso il cielo, cadrà sempre dall’albero. E quindi Galilei dice, è vero, ho sbagliato. La Terra è immobile al centro dell’universo come le scritture dicono ed è il sole a girarle intorno. E hanno raccontato la meravigliosa leggenda che non è vera ma è più vera del vero, che lui andando via, al messo dirà la famosa frase, Eppur si muove. L’ho trovata sempre delicatissima, un’immagine teatrale splendida e lo dice tra sé e sé Eppur si muove. Eppure ho le prove. Giordano Bruno viene messo in galera per quello che ha scritto e detto. E cioè cos’ha detto? Che l’universo è formato da infiniti mondi e che noi siamo infiniti mondi. Dentro ognuno di noi c’è un’infinità di possibilità morali, etiche, di interpretare le cose e che tra uomo e animale non c’è una differenza di qualità ma solo di quantità. Che nel topolino c’è una quantità cognitiva minore, nell’uomo c’è una quantità e capacità olfattiva minore. Non qualità ma quantità. Pensate che cosa costruisce nel 600 questo filosofo napoletano che va in giro per il mondo a raccontare queste storie. L’universo è formato da infiniti mondi. Ogni stella è un mondo. Pensate quanto prima di tutto. Lo processano. Lo tengono anni e anni chiuso a Castel Sant’Angelo. Quando andate a Roma, ricordate che lì dentro è stato chiuso Giordano Bruno. E poi? E poi lo processano e lo processano e lo processano ancora e ancora e ancora e lui cerca di salvarsi la vita, non vuole essere martire. Lui vuole vivere, ama la vita. E’ innamorato. Ama le feste, ama la musica, ama le lingue, ama viaggiare e quindi se può cerca di negoziare. ma no, io non ho mai detto che la madonna non è vergine. Intendevo dire che la Madonna era una donna, quindi nessun bambino può nascere se… Le accuse erano queste hai detto che Gesù era un mago. Certo, Gesù era un mago, cioè la parola mago all’epoca significava naturalista, conoscitore delle regole della natura. Lui stesso si definiva mago, che sa mischiare gli elementi. Giordano Bruno cerca di farcela ma quando capisce che l’unico modo è abiurare, va alla morte. Lui non può abiurare perché se tu neghi che gli uomini sono uguali, se tu neghi che i sessi non hanno competizione ma uguaglianza, se tu neghi che la libertà è il valore che rende preziose le comunità, se tu lo neghi, quel valore muore. Non è una verità fisica, è una verità etica. E la puoi proteggere solo con la testimonianza. E Bruno sa che non può negarla perché negherebbe se stesso. Galileo può negare perché negando non cambia la verità. Bruno no. Ci sono delle verità che solo con la nostra scelta possono vivere. Senza la nostra scelta muoiono, decadono. Si rinsecchiscono. Bruno va sul rogo. Verrà bruciato a Campo dei fiori. Chi è andato a Roma si ricorderà la sua statua lì, che dà le spalle al Vaticano e che guarda, con fare cupo ma in realtà molto malinconico, non avrebbe mai voluto essere lì. E viene bruciato. Lui non può far altro che subire. Aveva tentato di negoziare. Era un modo per dire, va bene, non voglio offendere Ma no, gli dicono, la libertà è se neghi tutto questo. E no, non posso. Allora, per chiudere è proprio questa la grande differenza. La differenza è che ci sono delle verità, riconoscetele quando vi capita, quando vi è possibile, quando le sentite, che solo una vostra scelta che può essere un giudizio, una valutazione, una presa di posizione, una denuncia, una protezione, solo una chiacchiera, sappiate che quella verità è tenuta in vita dalla vostra scelta e che se voi la mollate, la trascurate, quella verità muore. Insomma scegliete e gridate dinnanzi alle ingiustizie. Grazie ragazzi per avermi sopportato quest’ora!</p>
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		<title>Le 15 lezioni del coronavirus di Edgard Morin &#8211; Cambiamo strada</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2021 09:22:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel libro Cambiamo strada, Le 15 lezioni del coronavirus edito da Raffaello Cortina editore, Edgard Morin, classe 1921, affronta i danni del neoliberismo alla luce della pandemia e indica soluzioni praticabili se solo si avesse la forza di osare. Morin ha attraversato il 900: epidemie, crisi economiche, la seconda guerra mondiale da partigiano, il maggio... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/edgard-morin-le-15-lezioni-del-coronavirus/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel libro Cambiamo strada, Le 15 lezioni del coronavirus edito da Raffaello Cortina editore, Edgard Morin, classe 1921, affronta i danni del neoliberismo alla luce della pandemia e indica soluzioni praticabili se solo si avesse la forza di osare. Morin ha attraversato il 900: epidemie, crisi economiche, la seconda guerra mondiale da partigiano, il maggio 1968,  la politica dei blocchi contrapposti, l&#8217;ambientalismo e la globalizzazione con uno sguardo non ideologico e con il dono, conquistato duramente, di non guardare all&#8217;uomo e al mondo come ad un insieme di compartimenti stagni.</p>
<p>Edgard Morin è quasi sconosciuto in Italia. Nessuno lo cita nei dibattiti. Se ne parla al massimo come sociologo, non si sa bene che mestiere faccia visto che si interessa di numerosi argomenti e nemmeno in Francia è tra le personalità più sulla cresta dell&#8217;onda ma ignorare il suo pensiero filosofico, l&#8217;approccio interdisciplinare e la sua formidabile esperienza di vita è un lusso provinciale che non possiamo più permetterci.</p>
<p>Morin ha fatto propria e sviluppato in senso filosofico la teoria dei sistemi complessi giungendo a rappresentare in modo quasi plastico i processi di interdipendenza a cui economia, società, salute, democrazia sono soggetti.</p>
<blockquote><p>Oltre all&#8217;impatto nefasto sull&#8217;ambiente, la globalizzazione porta ad una perdita di sovranità e di autonomia economica degli Stati. Più in generale, è emerso chiaramente che la globalizzazione, poiché essenzialmente tecno-economica, aveva creato una generale interdipendenza priva di ogni solidarietà. E quando la crisi è diventata globale, l&#8217;interdipendenza spezzata ha abbandonato economie e popoli a economie amputate in una dipendenza economica e morale fino ad allora sconosciuta.</p>
<p>Prima della pandemia, era evidente che la globalizzazione tecno-economica, lungi dal creare legami tra culture e nazioni, portava a ripiegamenti etnico-religiosi e/o nazionalisti. Questi ultimi hanno occultato la comunità di destino e di rischio creata dalla stessa globalizzazione.</p>
<p>La globalizzazione deve più che mai essere regolata e controllata da un&#8217;antiglobalizzazione e combinarsi con de-globalizzazioni in materia sanitaria ed alimentare.</p>
<p>La risi planetaria nata dal Coronavirus mette in risalto la comunità di destino di tutti gli umani in un legame indissolubile con il destino bioecologico del pianeta Terra. E aggrava, al tempo stesso, la crisi dell&#8217;umanità che non riesce a costituirsi in umanità.</p>
<p>L&#8217;umanesimo è in crisi di fronte alle derive e ai ripiegamenti nazionalisti, ai nuovi fenomeni di razzismo e xenofobia, al primato dell&#8217;interesse economico su tutti gli altri. La coscienza della comunità di destino  degli uomini dovrebbe rigenerarlo e dare un carattere concreto al suo universalismo finora astratto; ciascuno potrà allora sentire la propria integrazione nell&#8217;avventura dell&#8217;umanità. E se una tale coscienza si diffonde nel mondo diventando forza storica, allora l&#8217;umanesimo potrà creare una politica dell&#8217;umanità.</p></blockquote>
<p>Morin ci mette di fronte all&#8217;evidenza del carattere interdipendente di ogni sfida e ci induce a riflettere sul significato vero di qualità della vita. Il neoliberismo ha condotto il genere umano ad un punto di rottura. Gli Stati si confrontano con la loro sostanziale inettitudine e tardano a trovare soluzioni creative, efficaci, che non riguardino la sola economia.</p>
<p>Il grande filosofo francese indica vie praticabili per arricchire e umanizzare il concetto di sviluppo che da fiaccola di speranza si è spesso trasformato in strumento di oppressione. Le restrizioni delle libertà individuali e il tracciamento di massa pongono interrogativi sulla possibilità di un neo-autoritarismo che rischia di servirsi dell&#8217;intelligenza artificiale per scopi del tutto liberticidi.</p>
<p>L&#8217;autore riflette sulla vita di ciascuno di noi, sull&#8217;aspirazione di vita vera propugnato dal carattere individualistico della nostra società, opponendo ad esso un ideale di politica di civiltà.</p>
<blockquote><p>La politica di civiltà deve ha bisogno della piena consapevolezza dei bisogni poetici dell&#8217;essere umano. Deve sforzarsi di attenuare le costrizioni, le servitù e le solitudini , e opporsi al grigio dilagare della prosa, così da permettere agli esseri umani di esprimere le proprie inclinazioni poetiche.</p>
<p>Un&#8217;aspirazione sempre più profonda alla <em>vita vera è promossa </em>e alimentata dal carattere individualistico della nostra società; ma, al contempo , è inibita dalle sue costrizioni e incanalata nell&#8217;immaginario del tempo libero, al punto che tutta un&#8217;economia di evasione si mette al servizio di una <em>vita vera: </em>club di incontri, organizzazioni del tempo libero e delle vacanze, agenzie turistiche , soggiorni in agriturismo si impegnano a fornire le condizioni di quest&#8217;altra vita. Tutte queste ambivalenze, tutti questi cocktail di inviti alla poesia della vita vera, tutto fa parte della distrazione, del divertimento, dell&#8217;evasione, di un ritorno alle origini mitico-immaginarie, che consente tuttavia di vivere frammenti, momenti, esperienze di una vita vera. La politica di civiltà cerca di favorire le relazioni conviviali e amorose in una civiltà che propizia la poesia della vita , dove l&#8217;Io si realizza in un Noi.<br />
Possiamo ora riconoscere il senso della politica di civiltà. Si tratta di rispondere  al degrado e alla disumanizzazione della politica, dello Stato, della democrazia, della società, della civiltà, del pensiero, attraverso un pensiero e un&#8217;azione dediti alla loro rigenerazione e umanizzazione.</p></blockquote>
<p>La lettura di queste 121 pagine offre una panoramica sul recente passato, sulla crisi in atto e sulle pratiche che potrebbero <em>trasformare la crisi in opportunità</em>, la frase più sbandierata e meno attuata nella storia dell&#8217;umanità.</p>
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		<title>Libri che cambiano la vita: introspezione, evasione, dura realtà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2021 17:04:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I libri sono un bene rifugio e ce ne stiamo rendendo tutti conto. Hanno un valore in sé e per sé. Il loro beneficio è garantito a vita e non esiste svalutazione. Alcuni libri sono un investimento per lo spirito ma anche per il portafogli, basta informarsi sul valore di alcuni libri fuori catalogo. I... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/libri-che-ti-cambiano-la-vita/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I libri sono un bene rifugio e ce ne stiamo rendendo tutti conto. Hanno un valore in sé e per sé. Il loro beneficio è garantito a vita e non esiste svalutazione. Alcuni libri sono un investimento per lo spirito ma anche per il portafogli, basta informarsi sul valore di alcuni libri fuori catalogo.</p>
<p>I libri aiutano ad evadere, a stare ancorati alla realtà, a scoprire il mondo e a conoscere se stessi. Alcuni possono cambiarti la vita ma ciascuno di noi ha i propri autori o i propri titoli <em>che cambiano tutto</em>.</p>
<p><em>Dopo nulla sarà più come prima</em>, è una frase che abbiamo sentito spesso in questo anno di pandemia e di isolamento. Non sappiamo se si potrà applicare al nuovo mondo spazzato da piaghe ecologiche e virali ma alcuni libri hanno il potere di mostrare tutto sotto una luce diversa, epifanica o preveggente e di dare forma a ombre, disagi, sospetti, speranze vaghe che albergano nell&#8217;inconscio del lettore. I libri sono un altrove che parla di noi ma bisogna sapersi destreggiare tra i titoli per trovare gli investimenti migliori. I libri, anche quando parlano di luoghi di fantasia, descrivono il nostro mondo com&#8217;è veramente, sotto tutti gli abbellimenti con cui le nostre società lo infiocchettano. I libri parlano alle nostre luci e alle nostre ombre.</p>
<h2>Libri da leggere assolutamente</h2>
<h3>La vita davanti a sé di Romain Gary</h3>
<p>Capolavoro dell&#8217;identificazone tra io narrantre e protagonista, La vita davanti a sé è un gioiello di verità sulla vita dei non voluti e cresciuti &#8220;a pensione&#8221;, lontano dalle madri. Momo si racconta tra radici arabe e gefillte fisch, tra durezze e amicizie, tra il futuro che può andare molto male ma chissà&#8230; e il difficile presente con Madame Rosa, vinta dalla malattia e dal continuo affiorare dei traumi del passato. Momo sceglie tra regole di sopravvivenza e fede nella solidarietà.</p>
<h3>I tre moschettieri di Alexandre Dumas padre</h3>
<p>Epica, avventura, amicizia, giovinezza, lealtà, amore, battaglie, intrighi sono gli ingredienti del più classico dei classici. Appassionante e ricco di colpi di scena, I tre moschettieri offre una parata di indimenticabili personaggi.</p>
<h3>Il giornalino di Gian Burrasca di Vamba</h3>
<p>Il mondo dei grandi è tutto nel diario del giovane Giovannino Stoppani che è sempre in buona fede e agisce per il bene degli altri con scarsissima soddisfazione degli adulti. I grandi infatti lo puniscono, a meno che le malefatte di Giovanni non ne assecondino i risentimenti. Anche in esilio, Giovannino non manca di combattere per la verità e la giustizia. Il giornalino di Gian Burrasca è il grido di un bambino, di una peste senza secondi fini, contro le ipocrisie dei grandi.</p>
<h3>Gridalo! di Roberto Saviano</h3>
<p>Gridalo! è un&#8217;antologia di storie esemplari e illuminanti sui meccanismi della politica, sulla comunicazione, su come funzionano l&#8217;oppressione e la delegittimazione. L&#8217;autore offre una mappa per districarsi nella vita di tutti i giorni, per sapere come non calpestare i propri sogni, per difendere i diritti fondamentali.</p>
<h3>Marcovaldo di Italo Calvino</h3>
<p>Ingenuo e gravemente inguaiato dalla sorte, Marcovaldo cerca la natura in città, tra scarichi e insegne luminose spietate quanto la legge della giungla che mette un uomo contro l&#8217;altro per un pugno di funghi, per un dannato piccione. Il bello del progresso visto da chi non ha seconde case e appartamenti refrigerati.</p>
<h3>Un americano alla corte di re Artù di Mark Twain</h3>
<p>Il lato bello e il lato brutto della tecnologia in un romanzo tragicomico, pieno di scene esilaranti e scritto magistralmente.</p>
<h3>Il cavallo saggio di Gianni Rodari</h3>
<p>La poetica delle bolle di sapone e la filosofia di vita del giovane ramarro sono il cuore del lascito rodariano che non rinnega piacere e leggerezza in nome di un&#8217;amara, indifferente maturità.</p>
<h3>Tre uomini in barca di Jerome K. Jerome</h3>
<p>Gioie e dolori della vita raminga in un romanzo umoristico che ha fatto la storia e la felicità di incalcolabili orde di lettori. Uomini, pasticci di carne, barche, comodità e rudezze dell&#8217;avventura estrema, al limite del conosciuto.</p>
<h3>Il nostro agente all&#8217;Avana di Graham Greene</h3>
<p>In un&#8217;epoca di grande ritorno dello spionaggio come tema di scottante attualità, la lettura di questo capolavoro di Graham Green può essere salvifica. L&#8217;individuo vince sui blocchi contrapposti e sulle ragioni di stato, spesso usate come paraventi dietro cui nascondere scheletri nell&#8217;armadio</p>
<h3>Gomorra di Roberto Saviano</h3>
<p>Gomorra ha significato una cesura in Italia. C&#8217;è un prima e c&#8217;è un dopo Gomorra in cui nessuno può più fingere di non sapere come le mafie in generale e la camorra in particolare -il sistema- facciano soldi in Italia e nel mondo distruggendo la concorrenza e facendo terra bruciata attorno ai cittadini onesti, troppo spesso abbandonati dallo Stato.</p>
<h3>Il cavaliere inesistente di Italo Calvino</h3>
<p>Favola medievale poetica di grazia irripetibile, Il cavaliere inesistente è la storia di un campione diverso da tutti gli altri, composto al cento per cento da ideali cavallereschi. Cosa significa esistere ma soprattutto chi siamo? Sono le domande al centro di questo romanzo pieno di opposti e di interrogativi attorno al tema dell&#8217;identità.</p>
<h2>Libri apocalittici</h2>
<h3>La nube purpurea</h3>
<p>Romanzo dell&#8217;ecatombe e della distruzione, La nube purpurea narra la vita e il delirio di un sopravvissuto ma anche un nuovo inizio. Dopo averlo letto non pronuncerai più a cuor leggero la frase <em>solo al mondo..</em></p>
<h3>Galapagos</h3>
<p>L&#8217;umanità superstite se la cava creativamente e in maniera molto inclusiva, superando problemi di specismo e di sopravvivenza come può, senza vanti ma anche senza ulteriori spargimenti di sangue.</p>
<h3>Cuore di tenebra</h3>
<p>Pur non essendo un romanzo distopico o post disastro nella trama, Cuore di tenebra è il più apocalittico nell&#8217;atmosfera che diventa sempre meno comprensibile secondo le categorie dell&#8217;umano per essere fagocitata dall&#8217;ombra della naturalità animalesca, dell&#8217;istinto cieco, dalla furia dell&#8217;inconoscibile abisso che, in parte, siamo.</p>
<h2>Racconti e romanzi horror</h2>
<h3>Frankenstein</h3>
<p>Parabola della tracotanza umana di fronte alla natura e alla propria finitudine, Frankenstein è il romanzo epistolare che ha cambiato la sensibilità del suo tempo e ha anticipato infiniti temi ancora attuali.  Il mostro di Viktor Frankenstein è legato al suo creatore da odio e da amore. E&#8217; un figlio ripudiato che vuole far soffrire il proprio padre come lui ha sofferto di essere venuto al mondo come un abominio scientifico, incomprensibile a chiunque, estraneo ovunque.</p>
<h3>I racconti brevi di Roald Dhal</h3>
<p>I racconti di Roald Dahl, brevi, crudeli, tragici, ironici, sadici, disperati, vertono sui più variegati argomenti, dal gioco d&#8217;azzardo ai mattatoi, dalle camere in affitto alla vendetta di madri imminenti. Ogni racconto è un fulmine a ciel sereno, ogni racconto è un più che disincantato squarcio sulla natura profonda del genere umano.</p>
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		<title>Dì la verità anche se la tua voce trema di Daphne Caruana Galizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Oct 2019 18:31:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Daphne Caruana Galizia era una donna colta che parlava inglese e maltese da madrelingua, era un&#8217;archeologa, era la giornalista maltese più seguita in patria e all&#8217;estero. I suoi articoli andavano dritti al punto e accompagnavano i lettori lungo le inchieste fatte, sul filo di una logica impeccabile, sul filo del diritto. I punti cardinali di... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/di-la-verita-anche-se-la-tua-voce-trema-di-daphne-caruana-galizia/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left: 40px; text-align: left;">Daphne Caruana Galizia era una donna colta che parlava inglese e maltese da madrelingua, era un&#8217;archeologa, era la giornalista maltese più seguita in patria e all&#8217;estero. I suoi articoli andavano dritti al punto e accompagnavano i lettori lungo le inchieste fatte, sul filo di una logica impeccabile, sul filo del diritto. I punti cardinali di ogni suo articolo erano i principi democratici, le sue armi erano la tenacia e la perseveranza anche di fronte alle cause intentate contro di lei.</p>
<p>Le campagne denigratorie montate per screditarla agli occhi del pubblico non erano riuscite a fermarla. Per impedirle di indagare e di scrivere ancora Daphne è stata uccisa con 400 grammi di tritolo. Gli inquirenti hanno derubricato il suo caso a reato di criminali sbandati, i mandanti dell&#8217;assassinio non sono ancora stati identificati ed è nostro dovere chiedere che vengano condotte indagini serie.</p>
<p>Il lavoro di Daphne colpisce per la durata quasi trentennale del suo impegno, per la vastità geografica coperta dalle sue inchieste (il mondo globalizzato della finanza che collega Malta a tutto il mondo), per la varietà degli argomenti trattati e per la competenza psicologica che emerge dalle sue analisi dei comportamenti collettivi e dei meccanismi su cui si fonda la propaganda.</p>
<blockquote><p>No, il signor Lowell non verrà eletto; arrivati al dunque, prenderà probabilmente pochi voti. Tuttavia, per quanto possa essere insignificante in termini numerici, il sostegno riscosso dalla sua versione di razzismo e fascismo risulta significativo sotto altri aspetti: ci ricorda chiaramente che, in tempi di incertezza sociale e politica e di insicurezza economica, se un uomo si presenta proclamando la certezza del fascismo  e dell&#8217;autoritarismo e propone il ritorno a un&#8217;età dell&#8217;oro, che in realtà non è mai esistita, come suo modello per il futuro, se si appella ai nostri istinti più profondi, allora quell&#8217;uomo troverà un pubblico.</p></blockquote>
<p>La protodemocrazia maltese, come la definiva Daphne, uscita da un periodo di profondo isolamento e di controllo totale da parte della chiesa prima e dello Stato poi, viveva tra il campanilismo dei cittadini spesso disinteressati alla cosa pubblica e i gravi fatti di corruzione che hanno coinvolto dittature come l&#8217;Azerbaijan e paradisi fiscali come Saint Kitts e Nevis. Procedimenti opachi nel settore energetico e in quello sanitario, riciclaggio, vendita di cittadinanze maltesi, riduzione in schiavitù di cittadini cinesi, vietnamiti e nord coreani in un&#8217;azienda di proprietà cinese sul suolo maltese sono solo alcuni dei temi trattati da Daphne durante il suo lavoro che non trascurava mai gli aspetti umanitari, come la questione femminile che lei sentiva con particolare coinvolgimento e che aveva denunciato anche quando la polizia che le stava sempre alle calcagna non era invece intervenuta per salvare una sua vicina di casa vittima di maltrattamenti, assassinata dal marito.</p>
<blockquote><p>Ecco forse l&#8217;esempio più grave di quanto sia debole la democrazia a Malta. Coloro che desiderano acquisire il controllo &#8211; e il potere che ne deriva, perché controllare l&#8217;elettricità di una nazione insulare è forse, davvero, il potere supremo, per tacere della quantità di denaro non quantificabile sotto forma di quella che è di fatto una licenza per stampare denaro &#8211; sono riusciti a destabilizzare sistematicamente un governo e a farlo cadere, installando al suo posto un altro governo pronto a mercanteggiare in cambio di un aiuto per raggiungere il potere.<br />
Questa è materia da repubblica delle banane, in cui la democrazia è debole o inesistente. Immagino che gli investitori alla base del progetto &#8211; i partner non maltesi, cioè &#8211; a Malta siano abituati a trattare con il partito laburista secondo una variante di quegli stessi metodi cui sono abituati a ricorrere quando hanno a che fare con le amministrazioni degli stati africani o di alcuni stati sudamericani.</p></blockquote>
<p>Mentre gran parte del popolo maltese non vedeva oltre il proprio <a href="https://psicomamme.it/familismo-amorale-mafia/"><strong>familismo amorale</strong></a> e oltre il nazionalismo <strong>razzista </strong>delle nuove destre, Daphne scavava tra i dati di Panama Papers. Da qui partono filoni di indagine che condurranno molto lontano. Da qui prendono forma le ipotesi di appalti truccati per la privatizzazione della sanità maltese e per la costruzione di un ospedale che verrà realizzato con materiali scadenti &#8220;grazie&#8221; alla partecipazione di un personaggio connesso con la camorra. Il mondo è proprio piccolo, viene da pensare leggendo <em>Dì la verità anche se la voce trema</em>, il primo volume della nuova collana Munizioni di Bompiani.</p>
<p>Daphne indagava supportata dalle sue fonti e scriveva sulla base di prove documentali. Tutto ciò che pubblicava era fondato su evidenze. Quando esprimeva una sua conclusione personale la identificava come tale e argomentava per spiegare ai lettori come ci fosse arrivata. Era tuttavia costretta a difendersi in tribunale e per strada da concittadini che la accusavano di infangare il buon nome di Malta e che la chiamavano strega.</p>
<p>I protagonisti di questa raccolta di articoli sono politici, banchieri, prestanome, truffatori, trafficanti, poliziotti, avvocati, consulenti e vittime del capitalismo più sfrenato. Le trame che il libro insegue attraversano tutti i continenti dalla Corea del Nord a New York, da Londra a Dubai, dalla Nuova Zelanda alle Bahamas.</p>
<p>Ogni sezione del libro è introdotta da un testo scritto dai figli di Caruana Galizia, Andrew, Matthew e Paul, che contestualizzano gli articoli nella loro vita familiare e ci fanno capire in quale temperie e in mezzo a quali esperienze personali Daphne lavorasse.</p>
<p>Daphne trattava politica e finanza, flussi migratori e temi internazionali ma amava anche scrivere di arredamento, di cucina e di giardinaggio in modo pratico e mai banale sulle sue riviste Taste e Flair che celebravano la bellezza e il meglio del gusto mediterraneo.</p>
<p>Suonano oggi particolarmente attuali alla luce della crescita esponenziale di <strong><a href="https://www.nytimes.com/2019/09/23/opinion/press-freedom-arthur-sulzberger.html" target="_blank" rel="noopener">giornalisti vittime della censura o addirittura uccisi</a></strong> ma soprattutto alla luce della tragica fine di Daphne le pagine dedicate alla libertà di espressione. A proposito di Julian Assange scrive</p>
<blockquote><p>Una volta passato il panico, gli Stati Uniti potrebbero comunque rendersi conto di come questa vicenda abbia minato la loro posizione di autoproclamati campioni mondiali della libertà individuale. Si sono esposti alla fondata accusa secondo cui la libertà individuale finisce dove iniziano gli interessi degli Stati Uniti. Pur non essendo personalmente d&#8217;accordo con quello che Assange ha fatto, traccio una distinzione tra le sue azioni e le sue scelte e il modo in cui viene perseguitato per averle fatte. Lo spettacolo della sua persecuzione è qualcosa di rivoltante e di inquietante.</p></blockquote>
<p>Queste invece le sue parole su Anna Politkovskaja</p>
<blockquote><p>Ciò che contraddistingue l&#8217;omicidio della Politkovskaja è che non c&#8217;è stato alcun tentativo di nasconderne il perché o il come, o di mascherarlo come una rapina finita male: le hanno sparato nell&#8217;ascensore del condominio dove viveva, in piena luce del sole, e la pistola usata dal killer è stata lasciata accanto al corpo. Questo è il modo di agire abituale dei sicari russi, ma il punto è che lei non aveva mai parlato o scritto della mafia, degli oligarchi o degli affaristi privinciali corrotti: le sue critiche erano rivolte quasi esclusivamente a Vladimir Putin e ai suoi uomini.<br />
Quel giorno non è morta solo la Politkovskaja. L&#8217;omicidio è stato compiuto per ridurre al silenzio non solo lei, ma anche tutte le altre persone a cui sarebbe anche solo passare per la testa di comportarsi allo stesso modo e criticare a gran voce Putin e i suoi amici.</p></blockquote>
<p>Daphne Caruanala Galizia scriveva della situazione di isolamento e di aggressione che lei e la sua famiglia subivano senza che nessuno intervenisse pubblicamente a difendere il suo ruolo di giornalista da attacchi personali.</p>
<blockquote><p>Il punto cruciale della questione è che quando un partito politico lancia e porta avanti una campagna di attacchi contro una singola giornalista che vede come una minaccia, non si tratta di un&#8217;aggressione contro un  solo individuo ma contro la libertà di stampa in generale. Il fine è eliminare quella particolare minaccia e dare un esempio agli altri. Ma l&#8217;unica risposta che un comportamento del genere dovrebbe incontrare in una vera democrazia (e Malta non lo è) è quella della resistenza e dell&#8217;opposizione generale.</p></blockquote>
<p>Il problema dei problemi che unisce tutte le sezioni del libro è quello della scarsa consapevolezza e dell&#8217;amoralità dei cittadini.</p>
<blockquote><p>Nessuno può sperare di comprendere la politica di Malta o la società maltese senza prima comprendere il familismo amorale, che plasma e guida entrambe; e che, va detto, ha anche rovinato entrambe.</p></blockquote>
<p>Le parole che Daphne usa per Malta contengono un prezioso insegnamento per tutti</p>
<blockquote><p>[&#8230;] è il popolo a votare per i partiti politici, non sono questi ultimi a mettersi al potere da soli. Il partito di Muscat sarebbe riuscito a ritornare al potere in un altro qualunque paese membro dell&#8217;Unione europea, Italia a parte? È questa la domanda a cui dobbiamo rispondere. E persino in Italia, i politici corrotti si dimetono, vengono messi sotto processo o devono subire un lancio di monetine da parte di una folla inferocita.</p>
<p>Il problema che va risolto è quello della diffusa e crescente amoralità della popolazione maltese di Malta (non tutta la popolazione di Malta è maltese, decine di migliaia di persone non lo sono). Questa piaga si estende attraverso l&#8217;intero spettro socio-economico e non ha nulla a che fare con la classe sociale o con lo status più o meno privilegiato degli individui.</p></blockquote>
<p>I giornalisti come Daphne Caruana Galizia sono importanti per le democrazie. La serenità del loro lavoro è un indicatore della salute delle istituzioni e dello stato di diritto. <em>Dì la verità anche se la voce trema </em>è un libro che aiuta a capire in che sistema complesso e fragile viviamo e disillude dall&#8217;idea in voga tra i sovranisti che chiudere i propri confini ai migranti sia la soluzione alla nostra paura. A questo proposito Daphne scriveva</p>
<blockquote><p>Oggi non è l&#8217;immigrazione a minacciare la nostra cultura, ma il nascente fenomeno del fascismo e del neonazismo, con la violenza e l&#8217;intimidazione associate a quei credi politici. Forse un giorno i miei compatrioti maltesi comprenderanno che è molto meglio vivere in un paese dove ci sono molti immigrati, invece che in uno dove non ci sono immigrati ma dove la gente è troppo spaventata per parlare o dove evita di essere se stessa per timore di essere attaccata.</p></blockquote>
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