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	Commenti a: Dalla parte degli adolescenti	</title>
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	<description>In aiuto a piccoli e grandi</description>
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		<title>
		Di: Anna Bogazzi		</title>
		<link>https://psicomamme.it/genitori-adolescenti/#comment-37</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna Bogazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Nov 2012 18:38:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho una figlia dodicenne in piena tempesta ormonale e mi ritrovo pienamente nel quadro sopra descritto. Guardando lei e il suo comportamento, ritorno indietro di 40 anni e penso al mio rapporto di allora con mia madre : adesso mi rendo conto quanto è stato faticoso. Ma lei c&#039;era sempre , anche con i suoi/ i miei silenzi. Ho avuto la fortuna di avere due genitori che mi hanno sempre sostenuto e che sono riusciti a far emergere il meglio di me stessa . La sicurezza e l&#039;autostima di oggi, sono frutto di un ottimo lavoro fatto da loro . Per questo, quando mia figlia sembra che mi odi o ce l&#039;abbia con me , ripenso ad Anna adolescente , identica , ma io non ce l&#039;avevo con mia madre. Ho imparato anche a non chiederle niente quando non ha voglia di parlare e a non chiedere troppo quando è la giornata &quot;buona &quot;. Ma la strada e&#039; ancora lunga.......]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho una figlia dodicenne in piena tempesta ormonale e mi ritrovo pienamente nel quadro sopra descritto. Guardando lei e il suo comportamento, ritorno indietro di 40 anni e penso al mio rapporto di allora con mia madre : adesso mi rendo conto quanto è stato faticoso. Ma lei c&#8217;era sempre , anche con i suoi/ i miei silenzi. Ho avuto la fortuna di avere due genitori che mi hanno sempre sostenuto e che sono riusciti a far emergere il meglio di me stessa . La sicurezza e l&#8217;autostima di oggi, sono frutto di un ottimo lavoro fatto da loro . Per questo, quando mia figlia sembra che mi odi o ce l&#8217;abbia con me , ripenso ad Anna adolescente , identica , ma io non ce l&#8217;avevo con mia madre. Ho imparato anche a non chiederle niente quando non ha voglia di parlare e a non chiedere troppo quando è la giornata &#8220;buona &#8220;. Ma la strada e&#8217; ancora lunga&#8230;&#8230;.</p>
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		<title>
		Di: psicomamma		</title>
		<link>https://psicomamme.it/genitori-adolescenti/#comment-23</link>

		<dc:creator><![CDATA[psicomamma]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Nov 2012 11:32:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://psicomamme.it/genitori-adolescenti/#comment-22&quot;&gt;Maria M. Cencia&lt;/a&gt;.

Ciao Maria,
grazie di aver voluto condividere la tua esperienza di mamma di un ragazzo adolescente.
La prima cosa che penso, leggendo le tue parole, è che il fatto di porsi tanti interrogativi, di cercare di capire il punto di vista di tuo figlio, sia un lavoro importantissimo e tutt&#039;altro che scontato. I modelli, positivi o negativi che siano, servono a capire quale sia il proprio modo di essere mamma, che non deve essere per forza granitico e ideologico. Lo spazio che tu lasci al dubbio, all&#039;esperienza, alle chiusure di tuo figlio, il rispetto che gli mostri sono davvero positivi. Lasciare andare i figli nel vasto mondo, permettere loro di fare esperienza, consentire loro anche di sbagliare, non è facile. Ci sono tanti pericoli e bisogna che loro sappiano che, sempre di più, saranno loro a dover badare a sè stessi. Sapere che i genitori hanno fiducia in loro può forse aiutarli ad essere responsabili, ad aver cura della loro &quot;pellaccia&quot;, a non mettersi in contesti che umilino la loro stima di sè e l&#039;amore che i genitori rivolgono loro.

I genitori sperano che i figli non si facciano troppo male, perché sanno che un po&#039; male si faranno, perché è una cosa che fa parte della vita. Una cosa che li può aiutare è avere sempre chiaro che la loro vita non è un concorso in cui ci sarà sempre una giuria ad alzare palette con voti tecnici e artistici, che l&#039;amore che si ha per loro non è legato al &quot;risultato&quot;, che le cose più importanti sono l&#039;impegno e la conoscenza di sè, che comincia da piccoli e che continua per tutta la vita. La maggiore età non è solo un punto di arrivo, è anche un punto di partenza, una fase della vita.

Il mutismo degli adolescenti secondo me è normale, ci sono cose private che non diciamo ai genitori, così come ci sono cosa private che i genitori non dicono ai figli. L&#039;importante è essere lì quando i ragazzi avranno bisogno di parlare o saper interpretare richieste di aiuto, espresse magari anche in modo non verbale. Io penso che l&#039;umorismo serva molto, che possa aiutare a sdrammatizzare e a porre una po&#039; di distanza tra il ragazzo e il suo problema o il suo stato d&#039;animo tormentato. Una maglietta con su scritto &quot;Mamma non invadente (e un indice disegnato rivolto al tuo volto). A disposizione per quattro chiacchiere quando servono e per silenzi solidali&quot; potrebbe essere una bella trovata. Perché, secondo me, si può stare in silenzio in compagnia e non è poi tanto male. E poi c&#039;è il vecchio cinema! Ci sono film che aiutano molto. Secondo me, ad esempio, guardare da adolescenti &quot;Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul sesso enon avete mai osato chiedere&quot; di Woody Allen, può aiutare non poco a fare qualche risata su un tema che mette i brividi per la tetraggine che lo circonda. 

Credo che nessuna mamma sia perfetta e non abbia nemmeno tanto senso cercare di esserlo. Credo che il fatto di porsi il problema di riuscire a fare un buon lavoro sia sintomo del fatto che un buon lavoro lo si sta già facendo : )
Buon pomeriggio e a presto!!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://psicomamme.it/genitori-adolescenti/#comment-22">Maria M. Cencia</a>.</p>
<p>Ciao Maria,<br />
grazie di aver voluto condividere la tua esperienza di mamma di un ragazzo adolescente.<br />
La prima cosa che penso, leggendo le tue parole, è che il fatto di porsi tanti interrogativi, di cercare di capire il punto di vista di tuo figlio, sia un lavoro importantissimo e tutt&#8217;altro che scontato. I modelli, positivi o negativi che siano, servono a capire quale sia il proprio modo di essere mamma, che non deve essere per forza granitico e ideologico. Lo spazio che tu lasci al dubbio, all&#8217;esperienza, alle chiusure di tuo figlio, il rispetto che gli mostri sono davvero positivi. Lasciare andare i figli nel vasto mondo, permettere loro di fare esperienza, consentire loro anche di sbagliare, non è facile. Ci sono tanti pericoli e bisogna che loro sappiano che, sempre di più, saranno loro a dover badare a sè stessi. Sapere che i genitori hanno fiducia in loro può forse aiutarli ad essere responsabili, ad aver cura della loro &#8220;pellaccia&#8221;, a non mettersi in contesti che umilino la loro stima di sè e l&#8217;amore che i genitori rivolgono loro.</p>
<p>I genitori sperano che i figli non si facciano troppo male, perché sanno che un po&#8217; male si faranno, perché è una cosa che fa parte della vita. Una cosa che li può aiutare è avere sempre chiaro che la loro vita non è un concorso in cui ci sarà sempre una giuria ad alzare palette con voti tecnici e artistici, che l&#8217;amore che si ha per loro non è legato al &#8220;risultato&#8221;, che le cose più importanti sono l&#8217;impegno e la conoscenza di sè, che comincia da piccoli e che continua per tutta la vita. La maggiore età non è solo un punto di arrivo, è anche un punto di partenza, una fase della vita.</p>
<p>Il mutismo degli adolescenti secondo me è normale, ci sono cose private che non diciamo ai genitori, così come ci sono cosa private che i genitori non dicono ai figli. L&#8217;importante è essere lì quando i ragazzi avranno bisogno di parlare o saper interpretare richieste di aiuto, espresse magari anche in modo non verbale. Io penso che l&#8217;umorismo serva molto, che possa aiutare a sdrammatizzare e a porre una po&#8217; di distanza tra il ragazzo e il suo problema o il suo stato d&#8217;animo tormentato. Una maglietta con su scritto &#8220;Mamma non invadente (e un indice disegnato rivolto al tuo volto). A disposizione per quattro chiacchiere quando servono e per silenzi solidali&#8221; potrebbe essere una bella trovata. Perché, secondo me, si può stare in silenzio in compagnia e non è poi tanto male. E poi c&#8217;è il vecchio cinema! Ci sono film che aiutano molto. Secondo me, ad esempio, guardare da adolescenti &#8220;Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul sesso enon avete mai osato chiedere&#8221; di Woody Allen, può aiutare non poco a fare qualche risata su un tema che mette i brividi per la tetraggine che lo circonda. </p>
<p>Credo che nessuna mamma sia perfetta e non abbia nemmeno tanto senso cercare di esserlo. Credo che il fatto di porsi il problema di riuscire a fare un buon lavoro sia sintomo del fatto che un buon lavoro lo si sta già facendo : )<br />
Buon pomeriggio e a presto!!!!</p>
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		<title>
		Di: Maria M. Cencia		</title>
		<link>https://psicomamme.it/genitori-adolescenti/#comment-22</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maria M. Cencia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Nov 2012 10:08:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://psicomamme.it/?p=1284#comment-22</guid>

					<description><![CDATA[Ho un figlio adolescente,non sono amica di mio figlio ma non voglio neanche essere ciò che i miei genitori sono stati per me nel periodo della mia adolescenza e cioè dei guardiani, dei controllori. 
La mia difficoltà è proprio questa: non ho un &quot;modello&quot; da seguire, so solo come non devo essere (almeno questo me l&#039;hanno insegnato i miei!!!), quindi procedo per tentativi e imparo a fare la cosa giusta grazie ai feedbacks che mi arrivano da mio figlio stesso.Alla sua età (17 anni) mio figlio, pur cercando un appoggio, una guida, ha bisogno di sentirsi autonomo, di trovare una propria identità anche al di fuori della famiglia e,  ricordando perfettamente la mia esperienza, so che le proibizioni preventive non servono certo a maturarlo! Capisco che, sentendosi già &quot;grande&quot;, lui voglia mettersi alla prova e sperimentare sempre più autonomia anche quando la prudenza, la riflessione e la consapevolezza dei rischi e dei pericoli che si possono incontrare sarebbero auspicabili.... il problema è proprio questo: concedere sempre più autonomia sperando che sappiano gestirla senza farsi troppo male! 
Ho sempre parlato molto con mio figlio, sono anche sicura che lui da parte sua abbia interiorizzato i valori positivi che , con l&#039;esempio, ho cercato di trasmettergli, credo che abbia chiaro in testa ciò che è bene e ciò che è male per lui e per gli altri quindi ho fiducia nella sua capacità di giudizio. 
L&#039;unica cosa che mi fa stare male è, a volte, il suo rifiuto di comunicare, il suo alzare muri che, inevitabilmente, generano in me un senso di inadeguatezza, ansia e anche risentimento.Vorrei che tra noi ci fosse uno scambio reciproco di esperienze, ma forse è ancora presto per questo. Sto imparando che quel suo mettere distanza, quel suo alzare muri per proteggere la sua &quot;vita privata&quot; altro non sono che prove di autonomia e quindi con non poca difficoltà cerco di rispettare i suoi momenti di mutismo... ma quanta fatica! Spero veramente di riuscire a fare un buon lavoro e spero che mio figlio un giorno possa dire di me che sono stata una buona madre. La cosa più importante è che lui  sappia dentro di sé il suo valore come persona e che riesca a realizzare i suoi sogni, ecco questo gli auguro e lo auguro a tutti gli adolescenti di oggi!                   Maria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho un figlio adolescente,non sono amica di mio figlio ma non voglio neanche essere ciò che i miei genitori sono stati per me nel periodo della mia adolescenza e cioè dei guardiani, dei controllori.<br />
La mia difficoltà è proprio questa: non ho un &#8220;modello&#8221; da seguire, so solo come non devo essere (almeno questo me l&#8217;hanno insegnato i miei!!!), quindi procedo per tentativi e imparo a fare la cosa giusta grazie ai feedbacks che mi arrivano da mio figlio stesso.Alla sua età (17 anni) mio figlio, pur cercando un appoggio, una guida, ha bisogno di sentirsi autonomo, di trovare una propria identità anche al di fuori della famiglia e,  ricordando perfettamente la mia esperienza, so che le proibizioni preventive non servono certo a maturarlo! Capisco che, sentendosi già &#8220;grande&#8221;, lui voglia mettersi alla prova e sperimentare sempre più autonomia anche quando la prudenza, la riflessione e la consapevolezza dei rischi e dei pericoli che si possono incontrare sarebbero auspicabili&#8230;. il problema è proprio questo: concedere sempre più autonomia sperando che sappiano gestirla senza farsi troppo male!<br />
Ho sempre parlato molto con mio figlio, sono anche sicura che lui da parte sua abbia interiorizzato i valori positivi che , con l&#8217;esempio, ho cercato di trasmettergli, credo che abbia chiaro in testa ciò che è bene e ciò che è male per lui e per gli altri quindi ho fiducia nella sua capacità di giudizio.<br />
L&#8217;unica cosa che mi fa stare male è, a volte, il suo rifiuto di comunicare, il suo alzare muri che, inevitabilmente, generano in me un senso di inadeguatezza, ansia e anche risentimento.Vorrei che tra noi ci fosse uno scambio reciproco di esperienze, ma forse è ancora presto per questo. Sto imparando che quel suo mettere distanza, quel suo alzare muri per proteggere la sua &#8220;vita privata&#8221; altro non sono che prove di autonomia e quindi con non poca difficoltà cerco di rispettare i suoi momenti di mutismo&#8230; ma quanta fatica! Spero veramente di riuscire a fare un buon lavoro e spero che mio figlio un giorno possa dire di me che sono stata una buona madre. La cosa più importante è che lui  sappia dentro di sé il suo valore come persona e che riesca a realizzare i suoi sogni, ecco questo gli auguro e lo auguro a tutti gli adolescenti di oggi!                   Maria.</p>
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