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Parole per Roberto Saviano: un blog per combattere l’indifferenza

Elena Bottari gennaio 27, 2014

Oggi intervistiamo Jacqueline Sander, cofondatrice di un progetto on-line di traduzione e sensibilizzazione sui temi della legalità ospitato su una pagina Facebook e su un blog che si chiama “Parole per Roberto Saviano“. Jacqueline, assieme a Monica e ad altre persone davvero piene di buona volontà, traducono gli articoli che lo scrittore pubblica all’estero ma anche inchieste  e articoli firmati da giornalisti internazionali su economie mafiose, traffico di stupefacenti, rapporti tra economia “legale” e criminale.

L’impegno di Jacqueline e Monica ci sembra un ottimo esempio di senso civile e di contrasto all’indifferenza 🙂
Oltre al lavoro di traduzione, il blog raccoglie testimonianze e pensieri su Roberto Saviano e sul cambiamento promosso dai suoi libri nei lettori. Leggendo le tesimonianze presenti nel blog si capisce bene come i suoi scritti abbiano determinato una maggiore consapevolezza della realtà.
Le nostre amiche cercano nuovi testi!! Ognuno può inviare il proprio racconto e dare un segno della propria solidarietà allo scrittore (basta inviare una e-mail a robertosaviano.traduzioni@gmail.com)

Come è nata la vostra avventura?
La pagina “Roberto Saviano – Traduzioni” è nata quasi per caso. Un’amica (Angela) ha trovato un testo di Roberto in un quotidiano tedesco e voleva sapere di cosa parlava. L’articolo era così interessante che era un peccato tenerlo tra di noi e l’unico modo per poterlo condividere liberamente era creare una pagina. Nell’archivio del quotidiano tedesco ho scoperto che Roberto curava per loro una rubrica “Lezioni italiane” e in seguito ho tradotto in italiano anche altri articolo per la pagina. Qualche mese dopo si è aggiunto Monica perchè ero troppo imbranata nel gestire la pagina. Però il suo contributo va ben oltre la questione “tecnica”. Con il tempo abbiamo allargato il nostro raggio d’azione, se troviamo un articolo interessante, facciamo la traduzione. Non c’è una vera e propria coordinazione. Io cerco i testi in tedesco, Monica quelli in spagnolo, catalano e portoghese. Se ci capita un testo in in altre lingue chiediamo aiuto a chi ci segue, abbiamo collaboratrici per i testi in inglese e francese.

Avete pensato alla vostra pagina come ad un progetto femminile?
No. La stragrande maggioranza del nostro pubblico attivo è femminile, è vero. Ma noi ci rivolgiamo a tutti quelli che vogliono sapere di più sul lavoro di Roberto Saviano e siamo seguiti anche da diversi maschietti che però sono più pigri a partecipare.

Avete mai pensato lucidamente che, a modo vostro, stavate “facendo l’Europa”, che la vostra era un’idea dal respiro davvero comunitario?
Un progetto europeo? Non saprei. Non è nato come un progetto europeo, ma entrambe non siamo italiane e Monica non vive nemmeno in Italia. Abbiamo persone che ci seguono da vari Paesi europei, ma la nostra pagina è nata soprattutto per il pubblico italiano che vuole sapere cosa si pensa all’estero di Roberto Saviano. Quindi non so se ci possiamo definire un progetto europeo, non ci abbiamo mai pensato.

Che progetti avete per il futuro?
Seguire e sostenere Roberto Saviano, approfondire i temi da lui trattati e informare il nostro pubblico. Il blog “Parole per Roberto Saviano” è nato lo scorso ottobre dopo gli ennesimi attacchi subiti da lui nel tribunale di Napoli. Sembrava così deluso e sfiduciato che volevamo fare qualcosa per tirarlo su. Un amico di Roberto ci ha consigliato di scrivere perchè sapeva che Roberto in questo periodo leggeva tutto. Ma volevamo fare di più che commentare semplicemente i suoi post (che in questo periodo erano solo uno o due). Volevamo rassicurarlo che il suo lavoro non è stato inutile, creare un posto, dove lui poteva venire quando aveva bisogno di pensare positivo. La nostra pagina su Facebook non era adatta perchè continuava a parlare di attualità (che era tutt’altro che positiva). Abbiamo quindi su consiglio di un’amica (Marina) optato per un blog tutto nuovo in cui pubblicare testi dedicati a Roberto, racconti di noi che gli mostravano come ci ha cambiati. Perchè anche se la società sembra ancora la stessa di sette anni fa, nelle singole persone Roberto ha cambiato tanto. E sono convinta che piano piano gli effetti si vedranno anche nella società. Solo che è un processo più lungo del previsto. L’idea è piaciuta al nostro pubblico e in poco tempo abbiamo raccolto una trentina di testimonianze.

Cerchiamo sempre di promuovere l’idea e siamo riusciti ad avere i contributi di Stefano Piedimonte (scrittore) e Gianluca Foglia (direttore editoriale della Feltrinelli). Anche il Giffoni Film Festival ha accolto e condiviso l’iniziativa, procurandoci alcuni bellissimi testi di ragazzi molto giovani. Abbiamo intenzione di continuare più a lungo possibile, anche se non nascondo la difficoltà di trovare persone nuove che hanno voglia di raccontarsi. Non so a cosa è dovuto questa timidezza perchè nella pagina ufficiale di Roberto la gente parla di tutto e di più. Ma non molliamo perchè Roberto merita questo ed altro.

Grazie a Jacqueline e spero che anche il nostro piccolo articolo possa servire a trovare nuove testimonianze 🙂

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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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