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Esercizi di scrittura per bambini: scalette e storyboard

Elena Bottari novembre 14, 2016
Che differenza c’è tra lingua scritta e lingua orale? Quali esercizi di scrittura aiutano i bambini ad impostare un tema e a canalizzare la fantasia? Ci sono buone pratiche che aiutano a non uscire dal seminato: pensare  e fissare cu carta una successione di temi, picchi attentivi e svilluppi espressi in modo logico e chiaro proprio come le tavole di un fumetto giocano tra di loro interessando i lettori, con i giusti colpi di scena, senza mai far perdere il filo del discorso e andando a parare esattamente al punto prefissato. Qualunque sia l’approccio preferito di bambine e bambini al racconto, sia esso più visivo o sia reso con parole e schemi, ecco un elenco di priorità che aiutano a non perdersi:

Punti focali logici

  • cosa mi viene chiesto di comunicare?
  • cosa ho da dire di importante, personale, pertinente ed illuminante a proposito?
  • qual è il taglio che voglio dare al mio elaborato?
  • quale successione di concetti o avvenimenti voglio narrare?
  • se mi metto nei panni di qualcuno che non mi legge nel pensiero, riesco a capire bene ogni passaggio?
  • la lettura è scorrevole?
  • il testo dimostra l’eventuale assunto iniziale?
  • il testo rende gustizia all’ immagine che avevo in mente prima di scrivere?
  • il testo mi piace?

Punti focali pratici e stilistici

  • il compito mi richiede di usare una particolare forma stilistica?
  • se non ci sono indicazioni precise, quale stile è più funzionale alla mia trattazione?
  • quali espedienti retorici posso usare per spiegarmi meglio?
  • quali sono i punti di forza del mio racconto, come voglio esaltarli?
  • quali immagini mi ispirano di più quando penso a ciò che voglio scrivere?
  • le frasi sono ben collegate tra loro? Gli avverbi usati suggeriscono il rapporto logico tra una proposizione e l’altra e sottolineano l’evoluzione della storia?

Uno degli strumenti più utili in questa operazione è la scaletta, un elenco di avvenimenti o temi in ordine cronologico che sintetizzano le fasi principali del racconto. Gli amanti del disegno possono creare storyboard con tavole che ritraggono gli elementi più importanti da comunicare, gli elementi descrittivi, gli aspetti psicologici o ambientali. Anche un dettaglio può rivelarsi importante per il suo particolare valore simbolico. Ecco un bellissimo esempio di Miyazaki Hayao tratto da Il vicino Totoro.

Miyazaki storyboard Totoro

Chi invece preferisce schematizzare, può raggiungere lo stesso risutato con le mappe mentali da corredare con i propri codici personali in modo che l’architettura del testo sia ben documentata.
Nella fase di progettazione bisogna avere il coraggio di essere sintetici ed essenziali. Ecco un esempio celebre, lo schema realizzato da J.K. Rowling per Harry Potter.
Schema Harry Potter Rowling

Ciò che conta davvero è

  • rappresentare i punti focali del racconto
  • mai divagare o perdere la strada incappando in punti oscuri
  • usare tono e stile coerenti con il tema trattato e con il taglio personale che si vuole dare al testo
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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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