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Il gioco delle emozioni (magnetico)

Elena Bottari settembre 4, 2013

Parlando con Flavia, l’indispensabile psicologa psicoterapeuta di Psicomamme.it,  ho scoperto che molti bambini faticano ad individuare le emozioni dall’espressione dei volti. L’alessitimia  può essere curata anche con il gioco.

L’alfabeto emotivo può essere comunicato fin dalla più tenera età, aiutando i bambini ad interpretare e riconoscere le emozioni che provano ma anche non nascondendo loro le nostre.

Verbalizzare e memorizzare espressioni facciali o gesti del corpo, è la soluzione per familiarizzare con la sfera emotiva.
Visto che adoriamo i giochi e cerchiamo sempre pretesti per metterci ad inventarne, abbiamo pensato che spremersi le
meningi in questo senso fosse particolarmente fruttuoso per i più piccoli ma anche divertente.

Realizzando questa specie di lavagna magnetica delle espressioni facciali, ci siamo rese conto di come una
minima variazione nelle distanze tra gli occhi, nell’inclinazione della bocca o di altri dettagli, conferisse un significato diverso al volto.

Contentezza

Infinite sono le sfumature che possiamo dare ai volti, imparando sempre meglio la geografia delle emozioni!

Materiale:

• due fogli magnetici bianchi formato A4

• forbici taglienti

• pennarello indelebile nero

Istruzioni

La fase preparatoria prevede la realizzazione di semplici disegni, molti stilizzati, su cui lavorare per individuare gli elementi utili a completare il volto “nudo”.

Eccone alcuni:

Con il pennarello indelebile abbiamo disegnato la forma del volto su un foglio, mettendoci solo il naso (un po’ a patata ma se vuoi, puoi prevedere dei modelli di naso di tuo gusto, da applicare in un secondo momento, assieme a tutti gli altri dettagli).

Nell’altro foglio ci siamo sbizzarrite con i diversi tipi di occhi, sopracciglia, bocche ed elementi espressivi come le rughe o le lacrime.

Abbiamo ritagliato tutto e ci siamo divertite a sperimentare. Questa è la fase creativa e davvero divertente. Lo spettro emotivo da coprire è infinito e, con un po’ di tempo, aggiungeremo altre varietà di elementi per poter approfondire ancora lo spazio del volto, mutevole come il cielo.

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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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Comments (2)

    • Elena Bottari

      Ciao, grazie di aver commentato questo articolo, per noi molto importante.
      La parola “alessitimia” deriva dal greco “a”, mancanza, “lexis”, parola e “thymos”, emozione; significa letteralmente “mancanza di parole per le emozioni”. La caratteristica è la mancanza di competenza emotiva ossia l’incapacità di distinguere emozioni e sentimenti dalle sensazioni del corpo, nonché l’incapacità di pensare, riconoscere, e descrivere le proprie e le altrui emozioni.
      Va da sé che una difficoltà così importante si genera nell’infanzia e prosegue nell’età adulta se non si interviene per generare un cambiamento. Ma non è mai troppo tardi per affrontarla 🙂

      Ciao!

      Rispondi

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