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Cos’è l’asimmetria informativa

Elena Bottari Dicembre 19, 2016

L’asimmetria informativa è un fenomeno che mina l’efficienza dei mercati, incide sulla nostra vita truccando la finanza e alimentando la sfiducia dei consumatori che limitano ancor più i consumi spingendo l’acceleratore sulla deflazione (la bassa qualità penalizza l’alta qualità e frustra il desiderio di spesa dei cittadini).

Quando alcuni soggetti economici hanno informazioni che altri non hanno, quando la comunicazione fornita per illustrare i prodotti o le reali condizioni di un contesto economico non è perfettamente vera e completa, succede il patatrac che caratterizza i nostri tempi: non si crede più nella qualità dei prodotti e si teme di favorire posizioni opportunistiche, in ambito lavorativo, in contesti assicurativi o commerciali.

  1. Immaginiamo che Mario dica all’assicurazione di avere un quadro di Manet ma che in realtà voglia assicurare un falso autenticato in modo fraudolento e conti di farselo rubare al più presto, per intascare il rimborso dell’assicurazione. Mario ha un vantaggio informativo. Che meccanismi si attivano a seguito di questa sproporzione? L’asimmetria informativa spinge le assicurazioni a misure cautelative per limitare i danni derivanti dalla mancata comunicazione di informazioni importanti.
  2. Il negoziante che vende abbigliamento casual di medio-alto livello sa che una certa giacca, dopo un lavaggio si scolorisce e dopo 10 inizia a perdere l’imbottitura. Invece di venderla a prezzo ribassato come un bidone che può comunque dare qualche soddisfazione come giacca per fare giardinaggio, la mette in vendita ad un prezzo coerente con i prodotti di buona qualità che non subiscono alterazioni. Cosa ottiene però a medio e lungo termine? I clienti non si fidano più della qualità dei suoi prodotti e, la prossima volta, non investiranno in giacche di alta gamma perché tanto perdono colore e l’imbottitura non vale molto.

Le due facce dell’asimmetria informativa sono la selezione avversa e l‘azzardo morale che avvengono rispettivamente prima e dopo la firma del contratto.

Cos’è la selezione avversa?

La selezione avversa è la prevenzione del rischio superiore a quello calcolato messa in atto da uno dei soggetti del contratto tramite aumento dei prezzi e penalizzazione di alcune categorie di contraenti. E’ una mossa protezionistica che esclude le persone meno pericolose ma che non vogliono pagare di più, ad esempio i guidatori prudenti nel caso di assicurazioni automobilistiche e non elimina il vantaggio a sottoscrivere per i clienti più rischiosi (che sanno di avere una forte probabilità di ricorrere all’assicurazione e per cifre ingenti) o che, sottoscritta un’assicurazione abbastanza ampia, metteranno in atto comportamenti sconsiderati che se fossero noti all’assicurazione farebbero aumentare notevolmente la rata.

L’ assicuratore è costretto a fissare il premio sulla base di una probabilità media del verificarsi di un incidente. Il premio è troppo alto per individui con basso grado di rischiosità che decidono di non assicurarsi. Questo quadro è vantaggioso per chi presenta alti profili di rischiosità e sottoscrive il contratto assicurativo. Tutto ciò fa aumentare la probabilità del verificarsi degli eventi dannosi e aumenta i livelli dei premi assicurativi.

Cos’è l’azzardo morale?

E’ un tipo di opportunismo e di egoismo post-contrattuale che si basa sull’impossibilità della controparte di controllare integralmente che i termini dell’accordo siano rispettati. Una delle parti persegue i propri interessi a scapito dell’altra. Ecco alcuni esempi:

  1. il signor Rossi mi regala una cassa di vino al mese perché tolgo le erbacce dal suo giardino e poto la siepe. Il signor Rossi abita in Danimarca e sta nella casa italiana solo due mesi all’anno, un mese a dicembre e un mese a luglio. Io, che ho accettato un accordo e ricevo una cassa di vino al mese, dal momento che lui non viene a controllare che il lavoro sia regolarmente svolto e non ha informatori locali, faccio la mia parte solo due volte all’anno, a novembre e a giugno. Mi comporto in modo opportunistico approfittando dell’asimmetria informativa (contando sul fatto che lui non sappia tutto ciò che avviene nel suo giardino). L’azzardo morale è un comportamento sleale e truffaldino.
  2. la cugina del migliore amico del giardiniere dell’amministratore delegato di un’azienda che non naviga in buone acque sa, avendo avuto una “soffiata dal giardiniere”, che l’azienda verrà acquisita a breve da una multinazionale e che, quindi, il valore delle sue azioni aumenteranno a breve. La cugina compra un pacchetto a poco (l’azienda non è considerata solida, il rischio appare alto e il prezzo delle azioni è basso) e si ritrova ad acquisizione fatta con una bella rivalutazione dell’ investimento. Questo comportamento si definisce insider trading ed è un reato.
  3. il meccanico dice che andavano cambiate le pastiglie dei freni e aggiunge di aver sostituito la batteria, vista l’usura e non meglio identificati segnali di malfunzionamento. Non ho modo di verificare che quel che il meccanico dice sia vero, mi devo fidare esponendomi al rischio di  opportunismo morale o cambiare meccanico.

Contromisure

Quello che succede

  • molte aziende propongono contratti con una parte di retribuzione legata al raggiungimento di obiettivi e profitti
  • le compagnie assicurative non coprono i sinistri totalmente e aumentano i prezzi deludendo soprattutto gli assicurati prudenti

Quello che bisognerebbe assicurare

  • controlli assidui e diversificati
  • standard qualitativi alti e tutela dei diritti dei consumatori oltre che dei lavoratori

Implicazioni delle contromisure:

  • mancanza di fiducia e clima di sospetto
  • rischio di mancato pagamento delle quote promesse al raggiungimento dell’obiettivo (i premi di produttività, pur detassati, nelle piccole e medie aziende spesso non vengono corrisposti)
  • aumenti dei prezzi delle assicurazioni a scopo cautelativo (ribaltamento del rischio d’impresa sul consumatore)

La posizione del garante

In definitiva, l’esame svolto dall’Autorità sulla documentazione contrattuale RC Auto mostra la presenza di numerosi elementi idonei a generare una forte asimmetria informativa ai danni del consumatore, quali la difficoltà di comprensione e la scarsa confrontabilità delle note informative, la particolare complessità e l’omissione di elementi essenziali nelle condizioni di contratto, l’assenza di informazioni aggiuntive nel contratto sottoscritto dall’assicurato, il quale è spesso chiamato ad una specifica sottoscrizione per le clausole potenzialmente abusive, indicate solo mediante il titolo e/o il numero di condizione contrattuale.

Inoltre, nonostante la voluminosa documentazione consegnata al contraente al momento in cui viene stipulato il primo contratto, egli non ha facile accesso ad elementi chiave nell’indirizzare il processo di scelta nei periodi successivi, quali il premio praticato dall’impresa all’atto del rinnovo, eventuali variazioni introdotte nelle condizioni di contratto, gli effetti sul premio futuro derivanti dall’applicazione del sistema bonus-malus.

La posizione di asimmetria informativa evidenziata per l’assicurazione RC Auto è in realtà comune alla generalità dei mercati finanziari, in considerazione della natura intrinsecamente complessa dei prodotti ed è prassi comune utilizzare contratti per adesione, predisposti unilateralmente dall’impresa. In tutti i settore citati esiste un’articolata normativa a tutela del consumatore che mira al raggiungimento della massima trasparenza possibile, attraverso disposizioni che obbligano le imprese a fornire al consumatore tutte le informazioni ritenute di volta in volta rilevanti.

Gli effetti di tale normativa, che ha determinato nel tempo un progressivo accumulo di una grande quantità di dati, sono talvolta controversi, poiché il consumatore di regola non dispone delle sofisticate conoscenze necessarie a valutare tutto ciò che viene messo a sua disposizione e di conseguenza tende ad ignorare il complesso delle informazioni fornite. Ciò risulta tanto più vero nel caso dell’assicurazione RC Auto, in quanto si tratta di una polizza obbligatoria, per la quale esiste un’elevata regolamentazione; in tale situazione il consumatore può essere indotto a considerare erroneamente i diversi prodotti perfettamente fungibili e a non valutare correttamente le differenze, ad esempio in termini di estensione della garanzia, esistenti tra le offerte delle diverse imprese. Autorità garante della concorrenza e del mercato. Comunicato stampa 30 novembre 2007.

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