Tararì Tararera di Emanuela Bussolati
Elena Bottari Gennaio 17, 2014C’era una volta un piripù bibi disubbidiente che aveva lasciato il suo branco per esplorare la foresta.
Mille disavventure e un buon incontro con un gonende lo fanno piangere ma anche divertire, specialmente quando il gonende fa spaciac al serprente. Piripù ma, piripù pa, piripù so e piripù be non la prendono tanto bene e piripù bibi, alla fine dell’avventura, promette di non farlo più.
Di cosa si tratta? Uno scherzo linguistico? Un esperimento bizzarro?
Niente affatto.
Tararì tararera è un libro da leggere con attenzione e intonazione azzeccata per far comprendere ai bambini la magia del linguaggio e della deduzione. Un libro pieno di musicalità, da leggere cantando ai bambini che ridono e individuano le ricorrenze delle parole e le imparano subito, anche se si tratta di un libro scritto in un linguaggio che non esiste
Parole onomatopeiche e ritmi forsennati accompagnano il piccolo eroe in cadute, sroprese, vittorie e ninne nanne che non mancano di coivolgere i bambini ma anche i genitori.
Le illustrazioni sono gradevolissime e adatte anche ai bambini molto piccoli. La materialità dei bordi morbidamente strappati che caratterizza i personaggi e gli elementi di spicco delle tavole, aggiungono spessore al loro già forte potere comunicativo.
Rumbla rumbla! (corri corri in lingua piripù) a leggere questo imperdibile gioiello che ha ricevuto tanti giusti riconoscimenti (premio Andersen 2010 per i libri dai 0 ai 6 anni).