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Educazione e scuola: chi sbaglia?

Educazione e scuola, due aspetti fondamentali della crescita dei bambini e dei ragazzi. Troppo spesso oggetto di diatribe e litigi tra famiglie e istituzioni scolastiche. Dove avviene l’educazione? A casa o a scuola? E’ giusto caricare alla scuola la responsabilità educativa?
Dietro a queste domande il succo di tensioni e recriminazioni che hanno spesso l’unico senso di scaricare il barile della formazione dei nuovi cittadini e di persone emotivamente mature.

Il rapporto con i professori e il rapporto con i genitori sono la palestra nella quale i ragazzi si confrontano con il mondo dell’autorità. E’ spesso il tasto dolente di cui i giovanissimi e gli adulti si lamentano di più. Sembra talvolta costituire una relazione che scontenta tutti, il contrario esatto delle relazioni virtuose in stile win-win che farebbero tanto bene 🙂

La scuola, questo è certo, non può tutto. Gli insegnanti difficilmente possono dedicarsi ai singoli studenti approfondendo i loro problemi extrascolastici e correggendo errori educativi acquisiti nel tempo. Il rapporto uno a uno è tipico della relazione familiare ed è lì che i genitori hanno il compito di intervenire. Il rispetto di sé e degli altri è qualcosa che si impara (o non si impara) in famiglia. Il rispetto delle regole (non per forza innumerevoli, ne bastano poche ma buone), il rispetto della libertà degli altri sono concetti che la scuola deve confermare ma che è responsabilità delle madri e dei padri inculcare.

I bulli nascono a scuola o a casa?
E’ possibile che la scuola “travii” ragazzi educati?
Il patto di corresponsabilità educativa scuola-famiglia è attuato o no?

Succede talvolta, purtroppo, che la scuola non difenda abbastanza i ragazzi educati e il concetto di rispetto. Non c’è niente di peggio che trovarsi in una comunità in cui i normali valori della convivenza non sono protetti. Quando una classe o un’intera scuola sono fuori controllo, che valore educativo ha frequentare le lezioni? La scuola è un feticcio intoccabile o si può anche dire che, in alcuni casi, leggere dei libri a casa, ascoltare la radio, andare a teatro, sarebbe quasi meglio?

Se la scuola non conferma i valori educativi e non forma, è davvero il posto migliore dove passare infanzia e adolescenza?
Questa riflessione nasce da una chiacchierata con un’insegnante delle medie che si trova con ragazzi stanchi e demotivati, pieni di problemi spesso molto gravi a casa e anche in classe. In ogni classe si creano fazioni contrapposte che rendono l’atmosfera irrespirabile per insegnanti e alunni.

I professori come possono aiutare ragazzi con gravi problemi familiari? Basta una “chiacchierata” con lo psicologo?
Che armi hanno i professori contro la circolazione di droghe in classe? Che armi hanno contro fenomeni di autolesionismo, come il “cutting”, in voga tra i ragazzi?

Ha senso “prendersela” con i prof? Come dovrebbe essere la scuola, che insegnamenti dovrebbe dare la famiglia? Se ne può parlare liberamente senza che i sindacati degli insegnanti, i provveditori, le mamme e i papà gridino allo scandalo?
La scuola è fatta almeno da tre componenti: studenti, insegnanti e genitori. Oguno degli attori deve avere diritto di esprimersi, ognuno ha dei doveri ma lo scopo principale è rendere vivo l’insegnamento e il più spensierata possibile la partecipazione di ragazze e ragazzi.

Tu cosa ne pensi? Dicci la tua 🙂

Nel grande tema “educazione” rientrano senza dubbio educazione sentimentale e educazione sessuale.
Abbiamo provato a parlarne su Psicomamme.it, ecco alcuni articoli che potrebbero interessarti:

E sulla scuola

La fotografia è di The U.S. National Archives

 

 

 

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