Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività

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Il kamasutra dell’allattamento materno

Elena Bottari Ottobre 8, 2012

Allattare è la cosa più naturale del mondo! L’inizio dell’allattamento può però risultare difficoltoso ma vale davvero la pena insistere, i benefici sono infiniti, per la salute, il rapporto madre-figli e anche per il bilancio familiare.

Non avere paura di chiedere aiuto alle amiche che hanno allattato, alle ostetriche, alle associazioni che promuovono l’allattamento materno. La fase iniziale può essere spossante e demoralizzante, pensa però che “nessuno nasce imparato”, nemmeno tua figlia o tuo figlio. I neonati, a volte, hanno bisogno di essere molto aiutati ad attaccarsi nel modo giusto. Talvolta sono ancora un pò debolini, talvolta hanno bisogno di essere guidati. Allattare non è però un sacrificio, è una pratica bellissima che agevola i piccoli anche dal punto di vista neurologico ma, soprattutto, fa bene anche alla mamma. Riportiamo una dichiarazione di Riccardo Davanzo, pediatra del reparto di neonatologia infantile e terapia intensiva dell’Istituto Burlo Garofolo di Trieste.

I benefici dell’allattamento al seno per la madre sono importanti. “Allattare riduce il rischio di tumori al seno e all’ovaio, due morbosità che spesso minano la salute femminile. Inoltre, è stato dimostrato anche che le probabilità di ammalarsi diminuiscono con l’aumentare del periodo in cui si allatta, beneficio accumulabile anche nelle gravidanze successive: questo sostiene l’utilità di allattare senza limiti di tempo, sino ad arrivare anche al compimento del secondo anno del bambino e oltre”. “Non c’è assolutamente alcun effetto negativo – ribadisce – e voler passare al latte vaccino è unicamente una scelta individuale non dettata da esigenze di altro genere”.

Una cosa che personalmente trovo profondamente ingiusta è colpevolizzare le donne che non riescono ad allattare subito nel modo ottimale con frasi “Hai poco latte”, “Il tuo seno non è adatto”, “Il tuo latte è troppo povero” o falsità del genere.  C’è un libro che ti consiglio. Si tratta di Tutte le mamme hanno il latte, di Paola Negri.
Ti invito a leggere anche questo articolo molto sintetico e interessante dal sito di Nascereincasa Umbria, di cui riportiamo un estratto.

Per prima cosa è importante crederci e credere in se stesse. Ogni mamma che lo desidera è in grado di nutrire al seno il suo cucciolo.
Che siate alte, belle, bionde, bruttine, ciocciottele, magrissime, con il seno enorme, con il seno piccolo piccolo, con il capezzolo rientrante..etc… sappiate che tutte andate bene per il vostro bambino.
Quindi se è vostro desiderio allattare al seno, è necessario non arrendersi alla prima difficoltà, ma cercare di contattare uno dei tanti consulenti sull’allattamento che esistono in Italia. Sono diverse le associazione che offrono gratuitamente questo servizio oppure esistono operatori sanitari preparati, che seguono le indicazioni in merito, dell’UNICEF e dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

E’ fondamentale iniziare presto e con le giuste posizioni.

Appena nato, la piccola o il piccolo, o tutti e due : ) in caso di parto gemellare, devono essere attaccati al seno materno. Non per tutti i bambini è facile imbroccare la tecnica al primo colpo e, anche per le mamme, non è sempre immediato “prendere le misure”.

  • La posizione più semplice e rilassante, ideale con neonati e per la notte, è quella da sdraiati. La mamma tiene il bambino di fronte a sè, su un fianco, avendo cura di mettersi pancia contro pancia con il bambino. Un braccio del piccolo è sotto il seno opposto a quello scelto per la poppata. E’ importante stabilire un contatto visivo con il bambino mentre lo si allatta e tenerlo ad una distanza tale, che il bambino non debba inarcarsi per centrare il capezzolo. Il capezzolo dovrebbe trovarsi di fronte alla punta del naso del bambino, in modo che lui spalanchi la bocca e si “getti sul suo delizioso pasto”. E’ giusto offrire il seno al piccolo, aiutarlo a trovare l’amato bene, ma è lui che deve fare il gesto di aprire la bocca e attaccarsi, mettendo la lingua sotto il capezzolo e succhiando in modo tale da creare una vera e propria ventosa con la bocca. Se, durante la poppata sentite dolore significa che qualcosa, nella posizione del bambino, non va. Se il bambino, poppando, produce degli schiocchi, significa che la presa non è ottimale, che l’aria entra e l’effetto “sotto vuoto” non è ancora perfetto. La giusta presa ingloba tutta l’ areola e non soltanto il capezzolo!
  • Un’altra posizione possibile è quella ad abbraccio. La mamma è seduta e tiene il piccolo sulle braccia disposte a culla. La pancia del bambino è contro quella della madre, la sua testa poggia sull’avambraccio della mamma. Per questa posizione può tornare molto utile un cuscino da allattamento. E’ fondamentale che le spalle, le braccia e la schiena della mamma non si affatichino.
  • La posizione “a rugby” prevede che la mamma tenga il piccolo sdraiato contro il suo fianco, sorreggendolo con le braccia, come se fosse una palla da rugby che non deve essere presa dai giocatori avversari : )
  • La pozione a lupa, è un tantino faticosa per la mamma, ma pare che in alcuni casi aiuti. La mamma sta sopra al piccolo, senza naturalmente schiacciarlo, e lo allatta.
Per finire la carrellata può essere prezioso leggere questo post provocatorio ma molto illuminante sulle trappole con le quali le donne  hanno a che fare quando si tratta di allattamento.

Tu quali posizioni hai provato? Chi ti ha aiutato di più ad avviare l’allattamento nel modo giusto?
Io ho avuto un grande aiuto dalle ostetriche del parto a domicilio ma so che, la Leche league ad esempio, è un validissimo aiuto. C’è un numero verde funzionante per tutta l’Italia e i gruppi “di zona” possono aiutarti anche di persona.

Si può allattare oltre il primo anno di vita senza vergognarsene e senza temere che questo faccia male ai bambini. I bambini e il loro sistema immunitario ne saranno ben contenti!
Bambini di quell’età sviluppano nuovi stili di allattamento, molto creativi e “vigorosi”.

Per restare in tema di rugby, ho notato che i miei figli hanno adottato lo stile da “mischia ordinata”, puntellandosi con i piedi contro il letto o il divano. Un altro modo originale di eseguire la loro poppata è stato lo stile acrobatico con parziale rotolamento su un fianco.

I vostri bambini che soluzioni preferiscono? La loro poppata creativa vi crea qualche problema?
Scrivetemi!

L’immagine è di Psicomamme

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