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Paula Dias: quadri e illustrazioni da tenere d’occhio!

Elena Bottari ottobre 17, 2012
Siamo andate nello studio di Paula Dias, una pittrice portoghese trasferitasi a Torino di recente. La sua arte ci ha sorprese per la sua dimensione onirica e fiabesca, per la semplicità e la profondità dei simboli che emergono dalle sue tele. Psicomamme.it è felice di presentare il libro “Marco e Artù salvano il Natale”, con le splendide tavole illustrate di Paula Dias.

Il suo mondo creativo è a metà strada tra il Portogallo, di cui conserva elementi importanti come gli azulejos e l’ Italia.

Alchimie naturali e spirituali si fondono in un’espressività personalissima. Il cielo e il mare sono regni dell’ideale e della fantasia, tra cui esiste una “segreta armonia”. Gli alberi di Paula, rigogliosi e verdeggianti, vivono anche con poche radici, con poca terra. Nei suoi quadri spesso ci sono donne che giocano, donne che si travestono, donne che ritornano bambine.

Pittrice e illustratrice, Paula ha anche inventato il Personal Baloon, un piccolo gioiello illustrato “su commisione”, da dedicare ai bambini. Si tratta di un regalo davvero unico, in cui i bambini sono ritratti nel mondo magico di ciò che amano di più.

 

Ci racconti la tua storia?

Sono portoghese. Ho cominciato a disegnare sulla carta e su qualsiasi superficie nella quale fosse possibile farlo, con la matita o con le dita nella terra. Sono sempre fuggita dalle parole “parlate”, nel mio silenzio contemplavo e creavo invece di giocare con le bambole. Ho sempre vissuto circondata dagli animali, nel mezzo della natura, dove le persone si incontravano per raccontare storie. Già durante gli anni dell’adolescenza, ho iniziato a far conoscere i miei disegni e dipinti in diverse esposizioni. Ho studiato arti plastiche all’Accademia e, negli ultimi vent’anni, ho conciliato l’insegnamento con l’attività artistica e creativa.

Il contatto con l’Italia e, in particolare, con Torino come ha influenzato la tua sensibilità e quali tracce ha lasciato nelle tue opere?

Il vostro Paese è sempre stato un punto di riferimento molto importante nella mia crescita artistica. Michelangelo e Leonardo da Vinci sono geni che, con la loro grandezza, hanno fatto scuola a livello di manipolazione dei materiali e di tecnica dell’espressione plastica. Poi Giorgio Morandi per la sua poetica pittorica. Torino è una città culturalmente ricca, con un’ampia offerta artistica, e nella quale si può facilmente usufruire di una natura esuberante e intatta. Questo equilibrio mi ha aiutato a liberarmi di alcune incertezze e a cercare, all’ interno di questa armonia, il mondo di simboli del mio vissuto personale.

Quali sono i simboli che ti sono più cari? Quale il significato del femminile e dell’infanzia nella tua arte?

Picasso diceva: “Dipingo le cose come le immagino e non come le vedo”. Quando disegno scorrono messaggi sulla carta. Si tratta di messaggi codificati poiché l’importante non è mostrare tutto, né dire tutto in modo esplicito, l’importante è stimolare l’immaginazione degli altri. Quando qualcuno contempla e tenta di decodificare un’immagine, sta entrando dentro di sé, sta creando storie, sta ritornando al mondo nella sua essenza, un luogo in cui ci si addormenta dentro le storie che, poi, si trasformano in sogni. Giocattoli, giochi, l’altalena, le barchette di carta, gli animali, gli alberi che crescono in vasi minuscoli, riportano all’infanzia, a beni come la natura, il mare, la semplicità delle cose e il lento trascorrere del tempo. L’albero che nasce da un seme nella terra ci ricorda che non abbiamo bisogno di molto per essere completi e per “toccare le nuvole”. La donna e i suoi gesti sospesi, graziosi o grotteschi, stanno immersi nella poesia. La donna è la rappresentazione della poesia, del grido di libertà, del calore dell’abbraccio.

A quali progetti hai recentemente lavorato e in quali sei ora impegnata?

In estate sono stata una delle 38 finaliste del premio Marina di Ravenna. Attualmente sto preparando una nuova mostra e lavoro alle illustrazioni di una storia.

Come trovi l’illustrazione italiana rispetto a quella portoghese?

In Italia vi è un mercato enorme a livello di illustrazione con grandi artisti come Marco Cazzato e, guardando al passato, Emanuele Luzzati.

Quale tradizione di letteratura per l’infanzia c’è in Portogallo? Puoi segnalarci un libro particolarmente bello che in Italia sia poco conosciuto?

La letteratura per l’infanzia in Portogallo ha ottimi creativi, anche se è ancora un mondo chiuso nel quale circolano quasi sempre gli stessi nomi. André Caetano, Marta Torrão, DanutaWojciechowska, João Fazenda, João Vaz de Carvalho, Manuela Bacelar, Fernanda Fragateiro sono alcuni degli illustratori che ammiro maggiormente. Senza dimenticare che anche la pittrice Paula Rego è una grandissima narratrice di storie. Uno dei libri per l’infanzia che mi ha più colpita negli ultimi tempi è A MãeQueChovia (La mamma che pioveva) di José LuísPeixoto – uno dei più grandi talenti letterari della scena portoghese contemporanea – e dell’illustratore Daniel Silvestre da Silva.

Quali sono il tuo libro e il tuo film del cuore sull’infanzia?

Non è facile rispondere a questa domanda citando un solo libro. Mi vengono in mente Anita,Cenerentola, Biancaneve, l’Uomo Ragno, gli albi di Asterix, i libri di Walt Disney e Aventuras dos 7. Il film Torna a casa Lassie ha fortemente segnato il mio immaginario.

Ti invitiamo a guardare il video che abbiamo girato nel suo studio, ad ascoltare dalla sua viva voce cosa rappresenti l’arte per lei, e a dirci cosa ne pensi!!!

Ringraziamo infinitamente Paula per la sua accoglienza e per averci comunicato qualcosa di sé e della sua arte.
Qualcosa ci dice che ci rivedremo!!!

Paula Diaz è presente su Google plus all’indirizzo https://plus.google.com/101893398787912956015/posts

Le fotografie sono di Psicomamme e il bellissimo commento musicale del video é di  Alexandre Bateiras 

Dança das Estevas (Alexandre Bateiras) / CC BY-NC-ND 3.0
Articolo di Elena Bottari
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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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