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Come imparare a studiare? Ognuno trovi il proprio tipo di schema!

Elena Bottari novembre 4, 2015

I metodi di apprendimento e le tecniche di memorizzazione con tanto di marchio depositato proliferano vantando ognuna superiori benefici e miracolosi risultati. Aldilà del marketing, è tuttavia indubbio che ci siano diversi modi per imparare a studiare e che cercare fin dalla scuola primaria il trucco migliore, lo schema più congeniale, aiuti parecchio a studiare in modo più veloce ed efficace.

Ci sono alcune tappe obbligate:

  1. leggere il testo anche più di una volta
  2. comprendere il significato generale del testo
  3. individuare le parole chiave
  4. individuare eventuali dati
  5. individuare eventuali richieste

In questa fase potrebbe essere utile:

  • contrassegnare in modo diverso i diversi elementi prima elencati  servendosi di colori, simboli, parentesi, sottolineature, foglietti adesivi, appunti a seconda di ciò che risulta più funzionale
  • identificare i paragrafi e l’argomento principale di ogni paragrafo con una parentesi quadra. Dare un nome ad ogni paragrafo scrivendo la parola chiave che meglio lo descrive sopra la prima riga del paragrafo o in verticale lungo tutta la sua altezza
  • esprimere in modo sintetico e semplificato eventuali richieste poste al lettore

Ora è il momento di creare uno schema!

Lo schema può essere grafico se chi deve studiare è un tipo visivo ma può essere anche sonoro se la persona è di tipo uditivo. Chiunque può trarre beneficio da entrambi i metodi! Oggi la registrazione audio e la riproduzione di file sonori è alla portata di tutti. Quasi tutti i lettori audio hanno la funzione “recorder” e non sarà difficile creare un piccolo archivio di lezioni audio da ripassare anche camminando.

Schema visuale

Si serve di frecce, forme, righe e colori. Può essere fatto anche di simboli concettuali a patto che ci sia anche una legenda o che si usi sempre lo stesso sistema di simboli. Può essere molto utile, in caso di confronti, creare uno schema su due colonne per mettere in risalto le differenze. In caso di descrizioni sociali, ad esempio, ha senso organizzare i dati in modo piramidale così come, per descrivere le attività economiche di una regione, un grafico a torta può dare immediato risalto al peso di ciascun settore.

Schemi ad albero

Sono particolarmente utili ad indicare specie, famiglie, derivazioni, genealogie, proliferazioni da un capostipite unico o, se rovesciato, il confluire di fenomeni diversi ad una sola conseguenza e quindi un movimento di sintesi e coagulazione di concetti diversi.Schema di Gaetano Berruto sui morfemi

Mappe concettuali

Le mappe concettuali permettono di categorizzare tra concetti di diversa importanza, distinguere tra diversi tipi di relazione tra elementi diversi: consequenzialità, genitorialità, equipollenza o di qualunque altro tipo e individuare veri e propri flussi logici tra gli elementi (qui il senso delle frecce acquisisce grande importanza)

Mappe mentali

Le mappe mentali sono la rappresentazione sintetica, intuitiva e immediata di un concetto o di una situazione complessa. Si servono di disegni e di ramificazioni che partono tutte da uno snodo principale che è come il cento di una margherita.

Linee temporali

Indicano i punti principali di un fenomeno storico o le tappe evolutive da uno stadio di partenza ad uno stadio finale. Si possono anche usare diversi schemi assieme, come in questo caso:

Schemi misti linguaggio

Schema sonoro

Per un uditivo può essere utile ascoltare un testo letto dalla propria voce e poi la propria sintesi orale. Può essere ancora più utile intervallare questo ascolto con la lettura fatta da una voce diversa con relativa sintesi in modo che vi sia una ripetizione di concetti ma anche una variazione di timbro e ritmo nella lettura oltreché una diversa esposizione dei medesimi concetti chiave.

Come si sottolineano gli schemi uditivi? Con i suoni! E’ più semplice a farsi che a dirsi. Gli appunti sonori si possono preparare sottolineando le parole più importanti con un campanellino che attiri l’attenzione e i silenzi possono essere occasioni per ripeterle.

Come deve essere lo schema?

Deve essere, per forza più breve del testo di partenza e deve contenere soltanto parole chiave, dati e concetti importanti, insomma quello che alla fine dovrebbe restare nella memoria per sempre.

Per poter capire quali siano i concetti da esprimere e quale sia il modo migliore per farlo, bisogna assolutamente aver prima letto e capito bene di cosa di parli e aver individuato il tipo di descrizione della realtà che siamo chiamati a imparare.

Se vuoi approfondire temi scolatici, leggi anche:

Gli esempi di schema sono tratti da Corso elementare di linguistica generale di Gaetano Berruto

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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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