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Flight, la verità è più difficile di un volo rovesciato

Elena Bottari gennaio 31, 2013

Un pilota alcoolista “sceglie” di bere e di rimettersi in piedi sniffando cocaina ogni santo giorno. Una volta rimesso in sella Whip, personaggio interpretato dal magistrale Denzel Washington, se la cava alla grande mentendo e bluffando. Ciò che sa fare bene, meglio di ogni altro pilota a portata di mano, è guidare aerei. La sua maestria è autentica, come autentico è l’amore, malamente dimostrato, per suo figlio.
E’ proprio con i figli grandi che ha senso guardare  questo film che mostra i limiti degli adulti, le pecche dei padri ma anche la loro vulnerabilità. Proprio nel contrasto tra fascino e dipendenza sta il potere magnetico di questo personaggio autentico e complesso, che non è un supereroe, che non è un uomo tutto d’un pezzo ma forse, anche grazie a questa sua irregolarità, riesce a salvare 98 persone da morte certa.

Per una volta non è il figlio ad avere dei problemi con le droghe e con la propria personalità, per una volta è un figlio che si trova a dover scegliere se perdonare o no suo padre. Il desiderio di Whip di farsi amare dal figlio e di dimostrargli il suo affetto è lacerante, come lo è vedere ogni occasione buttata. Verrebbe da dire che sia un ingrato ma non è così. E’ un uomo disperato perché non è disposto a guardarsi allo specchio, è andato troppo oltre nel suo gioco distruttivo. Nonostante questo si difende, continua ad essere una persona brillante, sostiene la bontà del proprio operato come pilota facendo finta che lo stato di perenne ubriachezza non influisca in nessun modo sulla sua vita, illudendosi di non avere debiti verso le persone che pure ha salvato.

Dopo l’impatto con il terreno Whip capisce che anche il suo volo esistenziale inconsapevole, votato alla rimozione, è finito. La sua vita, dopo lo schianto, rischia di andare a rotoli per  l’inchiesta sulle responsabilità dell’incidente ma soprattutto per la propria irriducibile vocazione di bugiardo.

Come tutte le persone che hanno un problema di dipendenza, Whip non ammette la gravità della situazione, si illude di poter tenere tutto sotto controllo. L’assistente di volo con cui aveva una relazione è morta nell’incidente, la sua famiglia non gli telefona nemmeno. E’ solo e, sotto la pressione delle responsabilità che gli vogliono accollare (l’incidente aereo) e di quelle che effettivamente ha (aver bevuto due bottigliette di vodka prima del volo), manda all’aria i suoi fragili buoni propositi e il rapporto con una donna che gli sta vicino. Forse però è soltanto un vuoto d’aria, forse la sua vita riacquisterà pressione e lucidità : )
Un gran film sul tema spinoso e urgente della responsabilità.

Tu lo hai già visto? Ti è piaciuto?

Se vuoi leggere di un film che parla di presponsabilità e paternità, vai alla nostra pagina su Lincoln

Articolo di Elena Bottari

La foto è di San Diego Air & Space Museum Archives

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Elena Bottari

Fondatrice di Psicomamme.it e giornalista pubblicista, mi interesso di psicologia e temi sociali. La creatività e le storie sono la mia passione. Mi piace scrivere di progetti interessanti che spaziano dall'editoria al teatro. Dopo la laurea in lingue e un master in comunicazione e tecnologie multimediali del Corep, ho lavorato dieci anni in un ufficio stampa. Ho due figli, troppi computer e una dolce metà alacremente impegnata a curare i siti della concorrenza.

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