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	<title>Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</title>
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	<description>In aiuto a piccoli e grandi</description>
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	<title>Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</title>
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		<title>Fibre tessili: impatto ambientale e tossicità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2022 10:47:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[conoscere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non tutto è oro quel che luccica e molti capi d’abbigliamento che “si presentano” bene nascondono ombre che sarebbe meglio conoscere per comprare consapevolmente ma anche per proteggere la nostra salute. La vecchia regola delle nonne, quella di scegliere tessuti e vestiti più con il tatto che con la vista, è sempre attuale! Ma c’è... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/fibre-tessili-impatto-ambientale-e-tossicita/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non tutto è oro quel che luccica e molti capi d’abbigliamento che “si presentano” bene nascondono ombre che sarebbe meglio conoscere per comprare consapevolmente ma anche per proteggere la nostra salute. La vecchia regola delle nonne, quella di scegliere tessuti e vestiti più con il tatto che con la vista, è sempre attuale! Ma c’è un’incognita che può essere ovviata solo predilegendo prodotti certificati e capi con etichette parlanti, quella della tossicità dei colori.</p>
<p>Le fibre tessili si dividono tra naturali e artificiali (chimiche):</p>
<ul>
<li>Non tutte le fibre artificiali sono plastiche, possono anche derivare dalla lavorazione chimica della cellulosa come il ryon, il modal e l’acetato. Ryon e acetato sono frutto della lavorazione di cellulosa generica mentre il modal è prodotto con la cellulosa di faggio.</li>
<li>Il nylon o poliammide, il poliestere e l’acrilico derivano dal petrolio.</li>
<li>Le fibre naturali (canapa, lino, lana, cotone, bamboo, cocco, ortica) sono preferibili perché lasciano respirare la pelle. Se lavate o smaltite non rilasciano microplastiche e non hanno sulla coscienza l’uso di sostanze chimiche inquinanti.</li>
<li>L’effetto elasticizzato di calzini, jeans, maglie di cotone può essere dato solo da fibre artificiali sintetiche.</li>
<li>Le fibre naturali presentano una sezione rotonda e irregolarità, sono infatti discontinue mentre le fibre sintetiche hanno una sezione geometrica perfetta e sono uguali per chilometri e chilometri di filo.</li>
<li>Non tutte le fibre naturali sono buone e non tutte le fibre artificiali sono cattive, dipende da come sono prodotte.</li>
<li>Esistono poliesteri di buona qualità e poliesteri di pessima qualità e la differenza si vede nel prezzo ma tutti rilasciano microplastiche nell’acqua, così come fa anche l’acrilico.</li>
<li>Puoi evitare di inquinare i mari usando preferibilmente fibre naturali e inserendo i vestiti da lavare in una sacca per lavatrice anti micro-plastiche</li>
</ul>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-6376 aligncenter" src="https://web.archive.org/web/20220525053342im_/http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2013/09/abito-da-sposa-fatto-a-mano-150x150.jpg" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" srcset="https://web.archive.org/web/20220525053342im_/http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2013/09/abito-da-sposa-fatto-a-mano-196x300.jpg 196w, https://web.archive.org/web/20220525053342im_/http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2013/09/abito-da-sposa-fatto-a-mano.jpg 600w" alt="Vestito da sposa tessuto e fatto a mano" width="800" height="1224" /></p>
<p>Un tessuto di bamboo prodotto da coltivazioni non certificate e non sostenibili dall’altra parte del mondo non è per forza più etico di un ryon prodotto in stabilimenti che abbiano implementato sistemi di riduzione dell’inquinamento e usino fonti energetiche rinnovabili. Calze di cotone e poliestere riciclati o giacche fatte con le reti da pesca abbandonate negli oceani possono essere più sostenibili di vestiti creati con materiali nuovi che incorporano il consumo di acqua e foraggio, il taglio di alberi, l’uso di carburanti ed energia. Non è facile districarsi nella scelta perché l’industria tessile è lo specchio delle contraddizioni della nostra società, dei nostri sistemi di produzione e delle nostre abitudini di consumo. Il più sostenibile degli acquisti è quello di un capo vintage o semplicemente di seconda mano.</p>
<p>Perché l’impronta ecologica di una fibra sia bassa, la sua produzione deve richiedere una quantità ragionevole di acqua, non inquinare ecosistemi e richiedere un dispendio energetico limitato. L’abbigliamento sostenibile dovrebbe anche essere di filiera corta, ovvero essere prodotta, lavorata e confezionata in luoghi più vicini possibile a noi. Perché un tessuto non nuoccia alla nostra salute, è fondamentale che sia tinto con colori testati come non nocivi e non con inchiostri tossici.</p>
<p>Tutto ciò che compone un capo di abbigliamento deve essere sicuro, a prova di nikel, di formaldeide e di colori dispersi. Le zip, i bottoni, gli inserti in eco-pelle o pelle, le applicazioni possono contribuire all’insorgenza di dermatiti da contatto o di vere allergie.</p>
<p><strong>Jeans, magliette e abbigliamento intimo femminile sono gli elementi del guardaroba più a rischio!</strong></p>
<p>I colori Disperse Blue 106, Disperse Blue 124 e disperso giallo sono tra le più comuni cause di dermatite da contatto. Aldilà dei colori, anche le sostanze chimiche residue del ciclo produttivo possono provocare irritazioni, orticarie o reazioni allergiche. <strong>Tutti i cosidetti colori <em>dispersi</em> sono da evitare come la peste!</strong> I colori che tingono per dispersione sono liposolubili, simili alle sostanze grasse e vengono assorbiti dalla cute aumentando la probabilità di sensibilizzazione. Alcuni di essi sono stati classificati come allergeni ma continuano ad essere venduti. Alcuni di essi possono contenere metalli pesanti come cadmio, piombo, mercurio, cromo e nikel, tossici per l’organismo umano.</p>
<div id="capitolo1" class="pagination_chapter visible_chapter">
<p>In Italia, dal 3 al 10% delle dermatiti allergiche da contatto sono dovute proprio alle sostanze allergizzanti presenti nei capi d’abbigliamento. 700 mila persone hanno sviluppato un’allergia a una qualche sostanza presente in un indumento indossato.</p>
<ul>
<li>Come non intossicarsi con i vestiti?</li>
<li>Lavare sempre i capi di abbigliamento nuovi prima di indossarli</li>
<li>Preferire i colori chiari</li>
<li>Evitare blu, neri, gialli, marroni e viola</li>
<li>Evitare biancheria intima troppo colorata, evitare anche il nero</li>
<li>Comprare capi di abbigliamento certificati e con etichette parlanti</li>
<li>Non comprare capi di abbigliamento a prezzi stracciati</li>
</ul>
<p><img decoding="async" class="wp-image-6379 aligncenter" src="https://web.archive.org/web/20220525053342im_/http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2013/09/tessuto-di-ortica-150x150.jpg" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" srcset="https://web.archive.org/web/20220525053342im_/http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2013/09/tessuto-di-ortica-300x168.jpg 300w, https://web.archive.org/web/20220525053342im_/http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2013/09/tessuto-di-ortica.jpg 600w" alt="Tessuto di filo d'ortica" width="1000" height="562" /></p>
<h3>Le forme delle fibre</h3>
<p>Di seguito, la traduzione di parte di un <a href="https://web.archive.org/web/20220525053342/https://www.customs.go.jp/ccl/e_etc/3.htm" target="_blank" rel="noopener">interessante articolo giapponese sulla differenza della sezione delle fibre naturali e artificiali</a>. Le <strong>fibre naturali</strong> provengono da piante (cotone, canapa, lino) e animali (seta, lana e pelliccia). Queste fibre hanno:</p>
<ul>
<li>forma non uniforme, discontinua</li>
<li>debole resistenza contro acidi e alcali ma forte resistenza contro agenti chimici organici (acetone e metacresolo)</li>
</ul>
<p>Le <strong>fibre sintetiche</strong>, che provengono da materiali plastici (nylon, poliestere e acrilico) e fibre riciclate da fibre naturali tramite processi chimici (ryon) hanno:</p>
<ul>
<li>in molti casi, una forma uniforme</li>
<li>forte resistenza contro acidi e alcali (fibre sintetiche) e contro agenti chimici (fibre riciclate, eccetto per l’acetato)</li>
</ul>
<p>Aggiungendo acido solforico ad una concentrazione del 70% ad un tessuto fatto di poliestere e di cotone, il cotone si dissolve mentre il poliestere no. Perciò, misurare la fibre rimanenti permette di svelare la quantità di poliestere e di cotone presente. In altre parole, possiamo analizzare un tessuto fatto da diverse fibre aggiungendo acido solforico e altri elementi.</p>
<p>Le fibre sintetiche con una superficie regolare appaiono più luminose delle fibre naturali con una superficie irregolare, con l’eccezione della seta che ha una superficie regolare. Le diverse forme date alla sezione del filo sintetico hanno un preciso significato. Per esempio, la sezione trilobata contribuisce ad attribuire resistenza e proprietà statiche, fornendo maggiore luminosità. La sezione trilobata del filamento aiuta anche a ridurre i difetti di fabbricazione. Forme piatte rifletteranno la luce più di quanto non facciano le forme a sezione rotonda.</p>
<p>La forma della fibra sintetica è data dallo strumento deputato al processo di estrusione del filo mentre le fibre naturali devono la propria forma ad una varietà di fattori come la forma della cellulosa nella pianta e, nel caso della seta, alla forma dell’orifizio del baco che secerne le fibre di seta. Le fibre sintetiche con una superficie regolare appaiono più luminose delle fibre naturali con una superficie irregolare, con l’eccezione della seta che ha una superficie regolare.</p>
<p>Leggi anche</p>
<ul>
<li class="first-item"><strong><a href="https://web.archive.org/web/20220525053342/http://psicomamme.it/giochi-da-bambini-sculture-carta/" target="_blank" rel="noopener">sculture di carta e nastro adesivo</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://web.archive.org/web/20220525053342/http://psicomamme.it/come-clonare-statuine-con-stampo-siliconico-e-resina/" target="_blank" rel="noopener">statuine con stampo siliconico</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://web.archive.org/web/20220525053342/http://psicomamme.it/giochi-atossici-garantiti-per-bambini-piccoli-gomma-siliconica/">giochi atossici in gomma fai da te</a></strong></li>
<li><a href="https://web.archive.org/web/20220525053342/http://psicomamme.it/sculture-magnetiche/"><strong>sculture magnetiche</strong></a></li>
<li><strong><a href="https://web.archive.org/web/20220525053342/http://psicomamme.it/cappello-di-pile-bicolore-fai-da-te-con-orecchie-da-coniglio/" target="_blank" rel="noopener">cappello bicolore fai da te</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://web.archive.org/web/20220525053342/http://psicomamme.it/crea-il-busto-di-charlie-brown-con-la-cartapesta/">crea il tuo Charlie Brown</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://web.archive.org/web/20220525053342/https://psicomamme.it/animali-panno-gioco-punto-festone/">elefantini di stoffa a punto festone</a></strong></li>
</ul>
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		<title>Il marketing nei videogiochi tra azzardo e strategie di persuasione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2022 10:39:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rapporto genitori e figli]]></category>
		<category><![CDATA[edugames]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il marketing nei videogiochi, o meglio il neuro-marketing, potrebbe essere co-responsabile di cicliche ed ingenti richieste di spesa da parte di figlie e figli. Chi ha adolescenti per casa saprà cosa siano le versioni anticipate dei videogiochi con aggiornamenti e campagne a pagamento ma soprattutto avrà esperienza delle indifferibili urgenze indotte dal marketing per ottenere... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/il-marketing-nei-videogiochi-tra-azzardo-e-strategie-di-persuasione/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il marketing nei videogiochi, o meglio il neuro-marketing, potrebbe essere co-responsabile di cicliche ed ingenti richieste di spesa da parte di figlie e figli. Chi ha adolescenti per casa saprà cosa siano le versioni anticipate dei videogiochi con aggiornamenti e campagne a pagamento ma soprattutto avrà esperienza delle indifferibili urgenze indotte dal marketing per ottenere transazioni regolabili in punti gioco guadagnati, acquistati a suon di paghette o prelevate direttamente dal conto genitoriale (per chi ha collegato il proprio conto a quello dei figli). Sono coazioni all’acquisto che rispondono a richiami come:</p>
<blockquote><p>Per questa settimana e solo per questa settimana sarà possibile acquistare irripetibili funzionalità e personaggi, armi leggendarie, potenziamenti che aggiungono potere a chi gioca e lo aiutano ad avere prestigio, a scalare le classifiche e ad essere giudicata o giudicato “pro” che è il massimo onore per chi adora il gaming.</p></blockquote>
<p>Levelappare, pingare, ressare, rancappare (salire di livello, indicare un nemico ai compagni, aiutare un compagno dandogli un kit medico, scalare la classifica) diventano parole correnti nel misto di tecnicismi e di anglicismi proliferante attorno al mondo dei videogiochi che non tutti i genitori amano ma che ha il sicuro merito di far ascoltare, leggere, pronunciare in chat audio un po’ di inglese.</p>
<p>Per essere un vero pro, uno che sa che si sta aggirando in una selva di tentazioni commerciali, conviene avere un’infarinatura sulla teoria della persuasione di Robert Cialdini, un argomento che forse pochi youtuber in auge tra gli adolescenti divulgano, se non altro per il fatto che pure loro schiacciano gli stessi tasti per vendere i propri prodotti o quelli di aziende con cui hanno regolari contratti.</p>
<p>Così le irripetibili offerte, solo oggi fino alle 24, fanno appello al <strong>principio di scarsità</strong> che accende l’ardore e la fretta del consumatore, identificato con le meraviglie videoludiche di cui potrà beneficiare grazie all’evento straordinario che offre l’accesso a quella eccezionale transazione commerciale che cambierà completamente e per sempre l’esperienza di gioco. Tutti questi richiami puntano ad un senso di esclusività e di privilegio che fanno breccia più o meno dove tintinnano parole magiche come</p>
<ul>
<li>Servizi fuori dal comune per una clientela esclusiva</li>
<li>Solo per te fino a domani</li>
<li>Tu che ti distingui per la tua irripetibile personalità</li>
<li>Tra milioni di clienti facciamo a te un’offerta unica che mi rovina, io ci perdo ma tu sei tu e ti voglio tra i miei clienti</li>
</ul>
<p>Come i genitori comprano le poltrone con telecomando anche se tutti possono benissimo alzarsi da soli, con la stessa paura di essere esclusi dal paradiso dell’offerta in procinto di scadere anche i figli agiscono sulle ali della brama.  Ci sentiamo in debito verso il generoso brand che ci offre condizioni speciali o ha “donato” ai figli il gioco in demo prima e in accesso anticipato poi. Così la prole è impaziente di spendere una cinquantina di euro per avere la versione rivista del gioco, completa di nuove campagne più le future ri-edizioni. Paghiamo volentieri per il <strong>principio di reciprocità</strong>.</p>
<p>Con tutte le meraviglie e le agevolazioni che ho ricevuto, cosa saranno mai 50 euro? Come potrei non ricambiare?</p>
<p>Sarà più facile acquistare quello che influencer e youtuber famosi e amatissimi promuovono sui loro canali.  Se infiniti altri pari in tutto l’orbe terracqueo fanno altrettanto, perché non dovrei comprare anche io quel prodotto così diffuso? Perché dovrei stare senza? Sono forse da meno? Ecco spiegato il potere della <strong>riprova sociale </strong>assieme al il <strong>principio di simpatia</strong>. Allo stesso modo andare fino in fondo di ogni avventura, acquistare tutti i <em>capitoli</em> di un gioco, sarà percepito come importantissimo per il <strong>principio di coerenza</strong>. Porta sempre a termine quello che hai iniziato!</p>
<p>Tutti questi principi, teorizzati da Robert Cialdini, assieme alle sempre alacremente indagate teorie delle neuroscienze, spiegano il perché dei nostri comportamenti di acquisto irrazionali, compulsivi, malati, rischiosi, trasgressivi, spericolati ma anche soddisfacenti, pazzi, inspiegabili. Va detto che non tutti i giovanissimi e le giovanissime si lascino incantare. Molti tra loro raggiungono obiettivi a suon di partite, con il sudore dei pollici. Non è però questione di moralismo, è questione di sapere cosa facciamo quando giochiamo ad un videogame che è anche un negozio molto allettante.</p>
<h3>Cosa occorre sapere prima di affrontare le mille sirene del neuro-marketing?</h3>
<p>Il marketing emozionale</p>
<ul>
<li>ci fa più o meno quello che ci capita quando guardiamo i video dei gattini o dei neonati</li>
<li>fa leva su emozioni, irrazionalità e soggettività</li>
<li>punta a soddisfare i nostri desideri inconsci, quelli che non siamo nemmeno troppo disposti ad ammettere di avere</li>
<li>ci immerge in un prodotto che è anche una dimensione dove diversi sensi sono coinvolti con musica, immagini, colori, movimento, ritmi rodati e colpi di scena</li>
<li>ci porta ad avere relazioni sentimentali con i brand, a non volerli tradire</li>
<li>ci fa considerare il prodotto come una bella esperienza esistenziale in cui si spendono monete del gioco, facendoci dimenticare che le abbiamo acquistate con valuta vera</li>
</ul>
<p>É  importante sapere come il nostro cervello funziona. Esserne consapevoli aiuta a non cadere nella ludopatia. I minorenni dovrebbero effettuare transazioni solo assieme ai genitori, avendo discusso sulla sensatezza dell’azione, sulla cifra in questione, su quello che si potrebbe fare con la stessa cifra nella vita reale e dopo aver condotto una negoziazione con i genitori. Inserire un elemento di <a href="https://web.archive.org/web/20220518124431/https://psicomamme.it/la-comprensione-del-testo-non-e-unattivita-tanto-elementare/">metacognizione </a>nel comportamento di gioco e di acquisto nel gioco è fondamentale! Marketing, consenso e propaganda funzionano un po’ allo stesso modo! Imparare a smascherare il nostro cervello quando va in automatico, secondo schemi consolidati dalla notte dei tempi, secondo processi cognitivi perlopiù inconsci, è senz’altro un’attività superiore, una competenza abbastanza rara! Smaliziarsi a questi meccanismi significa potenziarsi nella vita di ogni giorno.</p>
<h3>I limiti posti dall’Antitrust</h3>
<p>Nel 2020 L’Antitrust si è pronunciato in merito ad un esposto di Codacons riguardo agli acquisti in-game, ovvero interni al gioco, nei videogiochi Fifa 19, Fifa 20, Star Wars Battlefront II e Apex Legends.</p>
<p>Tramite gli acquisti “in-game”, il giocatore può usare denaro reale per ottenere utilità come armi, attrezzature, calciatori, mosse speciali, upgrade, monete virtuali che potenziano il proprio personaggio o la propria squadra e permettono di avanzare rapidamente nel gioco.<br />
Grazie all’esposto dell’associazione, la società Eletronic Arts, produttrice dei videogames prima citati, si è impegnata a fornire ai consumatori informazioni corrette circa la presenza nel videogioco di acquisti in-game, prima alquanto dissimulati, e ad inserire per gli account degli adolescenti il limite di spesa pari a zero euro come impostazione predefinita, che potrà essere modificato solo mediante il collegamento dell’account del genitore a quello dell’adolescente. Se però, come genitori avete compiuto questo gesto sconsiderato, ovvero avete collegato il vostro account a quello della prole, attenzione perché basta un attimo per veder volare via cinquantoni veri.</p>
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<p>Leggi anche:</p>
<ul>
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<li><strong><a href="https://web.archive.org/web/20220518124431/https://psicomamme.it/traduzione-dellarticolo-non-abbiamo-aspettatocovid-19-per-sacrificare-i-nostri-giovani-elena-scappaticci-usbek-et-rika/">la questione intergenerazionale</a></strong></li>
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</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>La scimmia dell’assassino di Jakob Wegelius</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2022 10:35:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Chi ha davvero ucciso Alphonse Morro e perché i colpevoli hanno voluto incastrare il capitano della Hudson Queen? Un assassinio e un’ ingiusta condanna sono la scintilla da cui si sprigiona la trama del libro La scimmia dell’assassino di Jakob Wegelius, romanzo di formazione che vede Sally Jones alla ricerca della verità in un caso di omicidio... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/la-scimmia-dellassassino-di-jakob-wegelius/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Chi ha davvero ucciso Alphonse Morro e perché i colpevoli hanno voluto incastrare il capitano della Hudson Queen? Un assassinio e un’ ingiusta condanna sono la scintilla da cui si sprigiona la trama del libro <em>La scimmia dell’assassino</em> di Jakob Wegelius, romanzo di formazione che vede Sally Jones alla ricerca della verità in un caso di omicidio più che controverso a Lisbona. La gorilla, macchinista, meccanica, giocatrice di scacchi e acculturata Sally Jones affronterà l’ignoto per rendere giustizia al Capitano Koskela e per venire a capo dei suoi incubi. La scimmia dell’assassino è avventura etnografica e continua scoperta dei comportamenti umani tra profondi sentimenti e cocenti delusioni.</p>
<p>Sally è un’illuminista. Non conosce pregiudizio, ragiona in modo perfettamente logico, ama la musica, impara da tutto ciò che le capita, è sensibile e altruista. Nathan il saggio è il personaggio letterario che le assomiglia di più.</p>
<p>Chi cerca testi per puntellare un’educazione affettiva troverà nel romanzo di Wegelius un aiuto preziosissimo e chi vuole “soltanto” leggere un bellissimo libro non sarà deluso dai colpi di scena, dall’intelligenza di Sally e dalle evocative illustrazioni dell’autore. La scimmia dell’assassino appartiene alla nutrita schiera di successi scritti e illustrati dalla medesima mano come nel caso di Beatix Potter,  <a href="https://web.archive.org/web/20220518124955/https://psicomamme.it/lafcadio-shel-silverstein/">Shel Silverstein</a>, e oggi <a href="https://web.archive.org/web/20220518124955/https://psicomamme.it/le-13-vite-e-mezzo-di-capitano-orso-blu/">Walter Moers</a> , <a href="https://web.archive.org/web/20220518124955/https://psicomamme.it/voce-colori/">Jimmy Liao</a>, Davide Calì.</p>
<p>La patria di Sally e Koskela è il mondo intero, solcato in lungo e in largo su una barca, seguendo sempre la legge del mare. Casa è la barca Hudson Queen. Alla fine delle indagini, resta un gruppo di amici che non bada alla nazionalità e nemmeno alle specie ma che si riconosce nella musica e nell’amicizia.</p>
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		<title>La presentazione di Gridalo al SalTo 2021</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Oct 2021 12:00:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Roberto Saviano ha presentato alle scuole Gridalo!, un&#8217;antologia di vite resistenti contro pregiudizi, violenza, indifferenza, gossip.  Gridalo! è una mappa per perdersi e trovare il proprio posto nel mondo raccogliendo il testimone di personalità esemplari, non appiattite a santini, non ridotte ad una sola dimensione. Gridalo è il libro per chi non si trova a... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/la-presentazione-di-gridalo-di-roberto-saviano-al-salto-2021/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Roberto Saviano ha presentato alle scuole Gridalo!, un&#8217;antologia di vite resistenti contro pregiudizi, violenza, indifferenza, <a href="https://psicomamme.it/la-civilta-del-pettegolezzo/">gossip.</a>  Gridalo! è una mappa per perdersi e trovare il proprio posto nel mondo raccogliendo il testimone di personalità esemplari, non appiattite a santini, non ridotte ad una sola dimensione. Gridalo è il libro per chi non si trova a proprio agio nella crudeltà del mondo ed esorta il lettore a gridare il proprio malessere per renderlo un posto migliore, in cui ogni scelta testimoni una presa di posizione. Martin Luther King, Jean Seberg, Giordano Bruno, Galileo Galilei sono solo alcune delle figure tratteggiate dall&#8217;autore che al Salone del Libro ha parlato a ragazze e ragazzi anche di bellezza e social media, soffermandosi a lungo sulla logica degli algoritmi che favoriscono offese e polemiche dandoci l&#8217;impressione che vi sia sincerità solo nei commenti negativi e ipocrisia nei complimenti. Di fronte ad una platea gremita di studenti delle scuole superiori, Roberto Saviano ha unito i puntini tra figure esemplari tratteggiando costellazioni che possono indicare a tutti una via di umanità.</p>
<p>Qui di seguito ecco la trascrizione dell&#8217;evento</p>
<p>Ciao a tutti! Che meraviglia! Confesso che è davvero emozionante vedere la sala piena, vedere i vostri volti, essere dopo tanto tempo di nuovo in un luogo di condivisione fisica dopo millanta dirette Instragram, Zoom, Skype. Dopo tanta distanza tornare qui vicini è qualcosa che fa sentire le celebri farfalle nello stomaco e questo dimostra in qualche modo che la vicinanza ci è fondamentale. Da dove partire? Questo libro è proprio per voi. Se tra voi c&#8217;è qualcuno che non sopporta la direzione di questo mondo, c&#8217;è qualcuno che non la sopporta e si sente spesso come in errore, come sbagliato, come se gli obiettivi (&#8230;)<br />
Se proprio non sopporti più come le cose stanno andando e che vuoi di più e hai proprio la sensazione di essere l&#8217;unico fesso che davvero non accede alla furbizia e cerca di essere in qualche modo corretto o in coerenza con i propri valori e ha voglia di sovvertire, girare il tavolo rispetto alle regole che ci vengono imposte, ecco, ho provato a scrivere queste pagine per farci compagnia da un lato e soprattutto forza, per gridare insieme.</p>
<h2>La bellezza</h2>
<p>Volevo partire da un tema che riguarda tutti noi, lo affronto in una capitolo che si chiama Fottuta bellezza. Se vi raccontano che esiste la bruttezza, vi stanno fregando. Vi stanno fregando! Provo ad essere più veloce: l&#8217;aspetto, il nostro aspetto viene sistematicamente misurato. Ci guardiamo e non ci piacciamo in molti casi, in altri casi invece iniziamo a piacerci, postiamo, condividiamo, soffriamo per un giudizio negativo. Dei giudizi positivi siamo magari un po&#8217; sospettosi. Chi sa? Ce l&#8217;ha fatto perché ci vuole bene, gli piaccio le piaccio perché magari c&#8217;è del sentimento ma il mio aspetto non è all&#8217;altezza. Ecco, l&#8217;algoritmo che fa andare avanti un determinato tipo di corpo. Le copertine che vengono disegnate in un certo modo. Tutto questo ha letteralmente intossicato il rapporto tra noi e la bellezza. Parlo di bellezza erotica, estetica. Qui non vado nella furbizia del <em>Bello dentro</em>, <em>non bello e bella ma simpatico e simpatica, </em>questi sono obbrobrii. La bellezza appartiene a tutti! La bellezza appartiene ad ogni corpo, in assoluto. La bellezza erotica, quella che fa eccitare l&#8217;altro. Attenzione! Non piacciamo a tutti. Piacere a tutti significherebbe non piacere a nessuno in realtà, avere un altro ruolo che è quello della bellezza canonica che viene poi venduta ma ci arriviamo piano piano. Quello che voglio dire è Il tratto, i lineamenti, quello che noi siamo, quello che noi comunichiamo, le nostre fantasie, tutto questo è bellezza.</p>
<p>Ma veramente pensiamo che la misurazione del naso, la grandezza del seno, la panza, le trippe, il sedere, l&#8217;altezza, siano questi gli elementi del bello? Non ci cascate mai!! Quelli sono elementi del nostro corpo che ci rendono bella o bello, che ci rendono erotica o erotico. Perché dicevo &#8220;la bellezza standardizzata&#8221;?</p>
<p>Vi siete mai chiesti per quale ragione il mercato della moda, sta cambiando anche lì qualcosa ma siamo ancora lontani, fa sfilare modelli e modelle che hanno misure non medie? Perché così magre, perché così alte, perché con quel viso? Eppure tu devi vendere la giacca a più persone possibili, eppure tu devi vendere la gonna a più persone possibili, quindi perché non mi metti un modello che rientri in qualche modo, a seconda degli Stati, è ovvio che se sfili in Croazia o in Olanda sono più alti, se sfili in Spagna o in Grecia sono più bassi. Perché vuoi vendere di più a quella categoria, non mi metti una persona &#8220;media&#8221;, con media intendo dire semplicemente di altezza media? Perché c&#8217;è un trucco. Loro mica fanno sfilare quella modella o quel modello veramente per vendere quella giacca, loro vi stanno dicendo Se compri il mio abito, sarai bella come lei. <em>Se compri il mio jeans sarai figo come lui</em>. E&#8217; questo il trucco. Quando li vedete lì con quelle misure, che vi sembrano impossibili, magari invece alcuni di voi avranno quelle misure e non c&#8217;è niente di male. C&#8217; è di male quando quello diventa imposto. L&#8217;obiettivo, l&#8217;algoritmo, l&#8217;unica forma di bellezza. Occhio che questo è fondamentale capirlo. La moda utilizza questa strada. Non ti dice Voglio vendere la gonna, ti dice <em>Con quella gonna diventi lei, con quella camicia diventi lui</em>.</p>
<p>La bellezza risiede già in voi. Piacere, la relazione sensuale, non sarà trasformata o migliorata dall&#8217;aspetto. Attenzione! Quello che voglio dire è che più assomigliate a ciò che siete dentro, più comunicate cose. In questo c&#8217;è la grande battaglia che si fa in questi anni per la cosidetta accettazione del corpo, che non è un rassegnarsi, è un valorizzarsi. la moda è meravigliosa, non è qualcosa di tossico. Curarsi è bellissimo. Scegliere la scarpa, scegliere il vestito, somigliarsi anche su come ci si veste è bellissimo! Qui non si sta demonizzando uno stile o un mondo ma quando quella scelta mi fa sentire che non basto mai, che non sono troppo magra, che non sono troppo soda, che non sono troppo alto, quando inizio ad entrare nell&#8217;ansia del mio corpo, che non rientra in quel parametro lì, allora c&#8217;è il veleno. La ricerca è altrove. Accettare il proprio corpo significa riconoscere che c&#8217;è bellezza in ogni, singolo corpo. Non fatevi fregare e infatti alla fine di questo capitolo dico Gridala questa bellezza, gridalo che non c&#8217;è il trucco. Quando non ti piaci, in realtà non ti stai vedendo. Non so se vi è capitato di vedere un film di quando ero giovane, Avatar. Quando uscì fu un successo gigantesco. Questi extraterrestri giganteschi blu con le gambe lunghe lunghe, e la possibilità da parte dei marines di entrare nei loro corpi, di avere appunto l&#8217;Avatar e di vivere quest&#8217;altra civiltà. Mi piace molto immaginare e guardare film che raccontano altre civiltà ma perché sto citando Avatar? Perché loro non si dicono Ti amo, loro si dicono Ti vedo. E lo trovo bellissimo nel senso che lo sceneggiatore chiaramente aveva letto Yung, aveva letto tutta la storia dei classici freudiani e di lì in su. L&#8217;espressione Ti vedo è superiore all&#8217;espressione Ti amo perché Ti vedo è un&#8217;accoglienza totale, Ti vedo nelle tue contraddizioni, nei tuoi errori, nella tua bellezza. Il Ti amo è qualcosa, parlo per me, che mi mette sempre un po&#8217; di inquietudine. Ok ma al prossimo errore che faccio finisce quella roba lì no? Il Ti amo ha sempre a che fare un po&#8217; con il Meriti o no il Ti amo. Che io ti ami e che io possa stare davvero dentro questa relazione. Meriti il Ti amo? Il Ti vedo per molti è invece controllo, no no, il Ti vedo è Io ti sto vedendo, cioè Sei davanti a me, Ti accolgo in tutto ciò che sei. Ti vedo.</p>
<p>Questo libro è un libro di visione, cerco di raccontare come le persone, ne scelgo diverse come Martin Luther King, molto note e altre meno note, vicende che magari affrontare a scuola come quella di Zola. Magari, quando inciampate nelle sue pagine. A volte vi capiterà una mattina di pensare <em>Ma che palla</em>, <em>Ma che è questa storia di minatori</em>, e invece sono storie pazzesche. Volevo mostrare, far vedere, tenere lo sguardo, provare a dare una mappa nel suggerire Si può cambiare, nel suggerire C&#8217;è uno spazio, si può non aderire a quella che sembra ormai essere la strada, cioè tutti che fottono tutti, vince il più furbo, va avanti la più figa o il più figo, vince solo chi ha i genitori più ricchi e in fondo quello che conta è il cash. La scuola vi racconta <em>Devi essere giusto, devi essere antirazzista</em>, che <em>si è tutti uguali</em> e poi appena mettete il naso fuori dalla scuola, il mondo vi dice esattamente il contrario, <em>Frega chi vuoi fregare</em>, <em>Compra chi vuoi comprare</em>, <em>Fai il cash</em>. Quindi voi dite, ma come <em>Mi state insegnando dei valori che poi lì fuori, in quest&#8217;infinita merda, se uso perdo</em>? Qui cerco di dire No, non perdi, C&#8217;è la possibilità di resistere, C&#8217;è una strada, tortuosa, complicata ma C&#8217;è una strada che possa permetterti di rimanere fedele a te stessa, a te stesso. Puoi! C&#8217;è! Basta cercarla!</p>
<p>I vostri professori, se sono qui, e li ringrazio, chiaramente hanno una grande passione per tutto ciò che ha a che fare con il racconto della verità e della giustizia, altrementi non sareste qui. Quindi questi professori probabilmente fanno un lavoro enorme per darvi una mappa. (&#8230;) La vostra vita sarà questo, un luogo inesplorato. Nessuno vi può dare la mappa perché ancora non c&#8217;è quel territorio, lo dovete cercare, trovare, creare. Quindi, qui dentro ho cercato di fare questo: mappa. Mappa per perderti ma, allo stesso tempo, mentre stai camminando, per dirti <em>Occhio a quell&#8217;agguato</em>, <em>Occhio a quella trappola</em>, <em>Attenzione a quel bivio</em>, <em>Io ti racconto com&#8217;è andata</em> e infatti mi immagino proprio, nelle prime pagine, di incontrare me stesso sedicenne, pieno di capelli, amatissimi. Non vi preoccupate, lo dico a tutti i ragazzi che verso i 18 anni iniziano a stempiarsi, ricordatevi sempre quello che diceva Gabriele Dannunzio, La pelata è la bellezza del futuro, ed è vero! E&#8217; vero. i aveva visto giusto e lui lo diceva negli anni &#8217;20. E io racconto anche di questo. Ad un certo punto non ti riconosci più allo specchio. Ad un certo punto succede che inizi a stempiarti e dici Ma come? Non sono più io. I chiaroscuri, i disegni del viso, li avete costruiti in un altro modo e ad un certo punto Bum!, all&#8217;improvviso, siccome tua mamma ti passa il gene, arriva questo e anche lì, è tutto una riscoperta, una ricostruzione di sé, una generazione. Si nasce prima dal grembo materno, poi dobbiamo noi stessi metterci al mondo, quello che sta succedendo a voi, negli anni dell&#8217;adolescenza. Rimettersi al mondo. Partorire da noi stessi. Ma senza andare troppo nei simbolismi psicanalitici, io avevo fatto un riferimento a Zola.</p>
<h2>Zola</h2>
<p>Magari state studiando il Verismo, il Naturalismo. Sicuramente, se siete qui con i vostri prof, pieni di talento, vi avranno fatto appassionare. Io provo a metterci un carico maggiore. Dovete immaginare che prima di questi autori c&#8217;era intrattenimento. La dico forte lo so ma permettetemi la velocità. La pagina del libro si occupava di principi, di balli, di cavalieri, di amori, di tradimenti e sogni e poi arrivano gli scrittori che dicono Io voglio raccontare la miseria, le prostitute, l&#8217;alcool, chi si uccide di Assenzio nei bar, chi pippa, ci si uccide di tabacco e whisky, chi sta nelle miniere e viene ucciso dalla tisi, per la polvere che inala giorno dopo giorno. Io voglio raccontare la vita vera, la miseria, il ghetto. Bum! (&#8230;) Il potere non vuole questo. La politica non vuole questo. Ha paura che, conoscendo queste storie, si insorga. E Zola scrive questi libri e, magia, ha successo. I giornali, allora esistevano solo quelli cartacei, pubblicavano nell&#8217;ultima pagina, ogni giorno, un capitolo di un suo libro. Perciò sentirete la parole feuilleton. In genere erano libri di intrattenimento, romanzi rosa. Poi iniziano ad avere successo Germinal, Nana, le storie di miniera, le storie di arrivismo sociale. Le persone comprano, vogliono sapere, vogliono conoscere. Gran parte del pubblico conservatore era convinto che queste storie creassero fastidio nelle persone. E cosa accade? Accade ad un certo punto che Zola diventa il raccontatore della verità, misurabile. Lui si toglie dalla pagina, diventa uno scienziato sociale, addirittura dirà Voglio fotografare che quindi significa non fare un ritratto espressionistico della realtà. Il pittore cosa fa? Anche quando è realista, tutta la realtà passa nei pori, nell&#8217;anima, nelle trippe. Il fotografo no. Clic! E&#8217; un&#8217;altra storia la fotografia. Lui dice Voglio fare questo. <em>Voglio togliermi di mezzo a far parlare solo le storie, i meccanismi</em>.</p>
<h2>Dreyfus</h2>
<p>E succede, magari lo avrete affrontato o lo affronterete, l&#8217;affare Dreyfus. Succede che accusano un ufficiale dell&#8217;esercito francese, Dreyfus, ebreo, di aver tradito l&#8217;esercito francese e di aver fornito informazioni al nemico, alla Germania. Zola non è amico di Dreyfus, non ha stima di Dryfus. Dreyfus è un reazionario, bighellone ma è un innocente. E&#8217; assolutamente innocente, non ha fatto nulla di male e interviene a sua difesa. E&#8217; la prima volta che uno scrittore mette al servizio di una causa civile il proprio impegno, il proprio corpo, la propria testimonianza e così, sull&#8217;Aurora, giornale culturale, Zola scrive un famosissimo testo, J&#8217;accuse! Io accuso. Il governo sta commettendo un&#8217;ingiustizia atroce. Dreyfus è innocente e la sua condanna metterà vergogna nei secoli a venire sullo Stato Francese. Lo state accusando solo perché è ebreo. Lo state accusando solo perché fa gioco ai reazionari, perché vi serve esasperare gli animi. Presidente, scriverà, non ceda a questo. Il numero dell&#8217;Aurora sarà stampato in migliaia e migliaia di copie, credo 12 edizioni soltanto a metà mattinata. Ognuna edizione in migliaia di copie. In tutto il giornale, 4 pagine, c&#8217;è solo la sua lettera, nessun&#8217;altra notizia, nessuna foto. Va a ruba. Zola perde tutto. Zola perde la propria serenità personale. Iniziano a scrivere delle sue presunte amanti, casini a casa, un disastro. Viene processato come un disfattista, come un fiancheggiatore del nemico. La causa gli costa tantissimo. La perde. Viene esiliato in Inghilterra. Gli editori hanno paura a stampare i suoi libri. Zola viene accusato di aver scritto il J&#8217;accuse in cambio di soldi. Falso! Per dimostrare come fosse un articolo gratuito, lo imposta come lettera al direttore. Tutt&#8217;oggi è così, se scrivi Caro direttore è un articolo non pagato, una lettera. Lui lo fa apposta per segnalare che quell&#8217;articolo è in difesa di un innocente verso cui non ha nemmeno una simpatia, né ideologica, né politica (Dreyfus era un conservatore, Zola era un socialista, un libertario). Zola perde tutto e questo è un libro che racconta di chi, per scegliere, paga un prezzo. Perché c&#8217;è sempre un prezzo da pagare quando scegli da che parte stare, sempre. Zola arriva in Inghilterra con pochi soldi in tasca e un foglietto con sopra scritte le frasi in inglese. Lui non conosceva l&#8217;inglese né gli piaceva particolarmente e quindi ha giusto le tre frasi per chiedere l&#8217;indirizzo della casa che amici gli hanno affittato e sta in esilio. Dopo un po&#8217; tornerà. La storia di Dreyfus finalmente avrà giustizia, Dreyfus intanto è stato mandato sull&#8217;isola del diavolo, cioè in Sud America, in un bagno penale, in queste isole.. Se vi capita guardatevi un film pazzesco, si chiama Papillon, con Steve Mcqueen ve lo consiglio, è la fine del mondo. Vi si racconta di queste isole terribili dove venivano mandati i carcerati, i detenuti. Dreyfus andrà lì per anni, poi verrà rimpatriato. Zola muore asfissiato dal suo camino. Il camino era sporco, si addormenta, il fuoco continua ad ardere, il fumo satura la stanza e morirà asfissiato. Qualche anno dopo i fascisti francesi dichiareranno &#8211; non si può ancora usare la parola fascisti per quei militanti, diciamo nazionalisti reazionari francesi dichiareranno Lo abbiamo ucciso abbiamo noi otturato il camino ma probabilmente erano mitomani. Il fatto è che Zola viene ucciso dall&#8217;isolamento, dall&#8217;aver sì preso una posizione ma dall&#8217;essere stato lasciato solo. Perché i suoi colleghi poi hanno paura. Tantissimi firmano per Dreyfus ma quando vedono cos&#8217;è successo a Zola, hanno paura e si fanno indietro. Ho scritto questo libro, tra l&#8217;altro oggi esce la versione audiolibro su Audible, a me piace un sacco ascoltare gli audiolibri, questo lo ha letto Pino Insegno e altre parti le ho lette io, e intanto sto leggendo le cartoline di Gridalo! messaggi che sono molto belli, dicevo, ascoltando questo libro &#8211; perché quando scrivo devo anche riascoltare &#8211; come se avessi scritto una partitura musicale, la parola deve anche funzionare letta, non solo funzionare tenuta a mente.</p>
<h2>I social</h2>
<p>Dicevo, volevo costruire un tentativo di rompere la solitudine ma la vostra solitudine, la solitudine di ogni individuo che sente, quando <em>Ma davvero deve andare sempre così</em>? <em>Davvero deve vincere il peggiore</em>? <em>Davvero io devo comportarmi come un furbone o devo accedere sempre al peggio per vincere</em>? <em>Ma davvero io ad un certo punto devo dire Beh, lo fanno tutti</em>&#8230; Ma davvero? E&#8217; da ingenui pensare che possa cambiare? E&#8217; da ingenui pensare che possa vincere un altro tipo di atteggiamento? Pensate, sui social no?, quando qualcuno ci riempie di merda, ci attacca, lo percepiamo immediatamente come, lo ripeto spesso, mi scuso con chi lo ha già ascoltato, lo percepiamo come autentico. Se uno ti dice <em>Ah, che panza che tien Savià</em>, dici E&#8217; autentico se invece ti fanno un complimento <em>Che begli occhi</em>! Aspetta, dove vuoi arrivare? Mi vuoi fregare. Qual è il trucco? Quando qualcuno ci attacca, ci dà un giudizio negativo, lo accogliamo. Quando c&#8217;è un giudizio negativo, diffidenza&#8230; Questo i social lo hanno amplificato al massimo. Gli algoritmi sono costruiti per favorire il coinvolgimento emotivo, l&#8217;ingaggio e, nella maggioranza dei casi l&#8217;ingaggio è l&#8217;insulto, il giudizio. Perché il complimento, oltre un grazie non va. Se ti dico, <em>Bellissima questa foto</em>. Ah grazie fra! Ma se dico <em>Uah! Che cazz&#8217;e foto e mis</em>? Tu rispondi Ma scusa Perché? Ma che stai dicendo? E&#8217; bellissima. Guarda là. E vai avanti, vai avanti, vai avanti. E il sistema dei social Bum! Lì vuole andare. Vuole andare a farti litigare. Vuole quello. I social non sono neutri.</p>
<p>Ricordatevi sempre! Quando qualcosa, non è mia la frase, è uno dei principii ispiratori della tecnologia, quando accedete a qualcosa di gratuito, la merce che stanno vendendo siete voi. Quando io entro in un social e non pago, mi stanno vendendo. Usano le mie informazioni, i miei movimenti, tutto ciò che serve quindi non è gratuito niente. Gli stai dando te. E&#8217; costosissimo! Occhio anche a questo. Questo per dire che quando siamo lì, quando comunichiamo, in qualche modo siamo in una situazione dove siamo spinti a dare il peggio di noi. Io ho l&#8217;età per poter, ho quarantadue anni, ho l&#8217;età per poter ricordare benissimo quando nasce il web, nascono poi anche i social, io mi iscrissi al primo social, Myspace, non ricorderete neanche questo nome, e ci sembrava la possibilità di moltiplicare all&#8217;infinito il sapere, l&#8217;informazione, la condivisione, solidarietà, storie, il controllo del potere. Noi dicevamo Controlleremo il potere, noi, intendo dire, le più diverse istanze, Noi controlleremo finalmente i potenti, perché ci diremo le verità. E&#8217; andata esattamente al contrario. Questo sistema ci fa controllare, ci fa osservare e qui dentro racconto anche questo. In questo libro io racconto anche come, per esempio, vengono distrutte vite con la violazione del proprio privato.</p>
<h2>Karina Bolaños</h2>
<p>Il proprio privato è sacro. E&#8217; sacro sapete in che senso? Nel senso che non è spiegabile. La sacralità è spiegabile. C&#8217;è. Se tu vieni ripreso mentre sei al bagno. Non c&#8217;è niente di male. Cosa stai facendo? Ciò che fanno tutti. Eppure, se esce un tuo video mentre sei sulla ceramica, ti imbarazzi, perché è privato. E&#8217; solo tuo. Uguale quando si fa l&#8217;amore, la sessualità, il picci picci, i giochini. Se visti da altri sembriamo dei ridicoli, ci mettiamo vergogna eppure non c&#8217;è niente di male in quello che facciamo. Eppure la privacy è perennemente, continuamente violata e cioè, tu inizi ad aver paura se qualcuno ha in mano tue foto, se qualcuno ha in mano tue informazioni. Non hai fatto reati ma basta che io entri nella tua vita Adesso mi faccio dare i telefoni e inizio a leggere nelle chat. Avete fatto reati? Zero ma comunque è legittimo dire no. No perché quello è un codice mio ed è giusto. E&#8217; un modo mio. Stiamo scherzando noi due o stiamo facendo i seri? Ma solo noi possiamo capirlo. Un terzo occhio non capirebbe niente. Giusto! Privacy è questo, democrazia. La libertà è tenere al sicuro le informazioni su di sé. E racconto di una ministra costaricana che per essere delegittimata pubblicano un video di lei in bikini, in intimo, che stava parlando con un fidanzato dell&#8217;epoca. Cosa c&#8217;è di male? E&#8217; uscito, le hanno chiesto le dimissioni, Un politico che si comporta così&#8230; non si può. Però l&#8217;obiettivo qual era? Metterla in difficoltà. Con cosa? Una cosa semplice, banale. E&#8217; un corpo come un altro eppure ti senti sotto scacco. Il gossip è sempre squadrismo. Non è mica una cosa neutra. Pensate che quando ti raccontano di fidanzati, corna, amanti, stanno davvero facendo cronaca rosa? Quando mai? Stanno mettendo sotto estorsione le persone. I blog di retroscena, i giornali scandalistici, sono strumenti pericolosissimi. Ti fotografano, te al bar dicendo Cosa stai facendo? No, ti stanno dicendo, Io adesso ti ho fotografato al bar ma ti ho fotografato quando non te ne sei accorto in chissà quale altra occasione. Nelle altre occasioni non stai facendo crimini ma stai facendo la tua vita che è piena di errori, contraddizioni, cose normali, di cui hai il diritto di non rendere conto a nessuno se non, magari, alle persone che tu vuoi.</p>
<h2>Jean Seberg</h2>
<p>Allora, il tema della privacy è tutto. La frase Io non ho niente da nascondere, è una cazzata. Hai tutto da nascondere. Io posso, non abbiamo il tempo, prendere la storia di chiunque di voi, una storia banale, semplice e dimostrarti scientificamente come posso distruggerti, far passare una canna per Una droga che tu ti stai iniziando a fare, far passare una relazione o un flirt come un tradimento di un patto decennale, posso distruggerti e non hai fatto niente. Questa è la macchina del fango, questo è quello che spessissimo fanno i social ma sta a noi interrompere questa merda. Ad ognuno di noi, di voi è data la possibilità di poter interrompere. Ogni volta che non si crede a queste minchiate, ogni volta in cui smonti questi siti, stai lontano da questa feccia, ogni volta che scegli di farlo, stai proteggendoti. E qui racconto di Jean Seberg, un&#8217;attrice famosissima negli anni 60. Aveva interpretato Giovanna d&#8217;Arco, molto bella, biondina, dalla pelle molto chiara, amata dal mondo wasp, cioè bianco, protestante, americano. Bene, lei decide di appoggiare con una donazione una scuola delle black panther, movimento nero, afroamericano degli Stati Uniti. Lei appoggia questa scuola con dei soldi. La Cia entra in crisi. Dice Ma come? Sì, entra in crisi perché inizia a ragionare, dice Ma come, una donna, attrice, amata dai bianchi americani, anche conservatori perché il suo Giovanna d&#8217;Arco fu amatissimo dalle varie declinazioni cristiane, dai vari gruppi cristiani, protestanti, luterani, cattolici, evangelici che stanno negli Stati Uniti, invece lei inizierà a parlare a tutto quel mondo. Bisogna delegittimarla. Lei rimane incinta. Era moglie di Romain Gary, scrittore francese di origine armena che io adoro e il gossip, sapete cosa fa? Inizia a dire Ma, questo figlio di Jean Seberg, uscirà bianco o nero, cioè, cosa sottointende, lei ha finanziato la scuola delle black panther perché sta con i neri, perché le piace il maschio nero. Questa era la sottotraccia, <em>E&#8217; un fatto suo,</em> <em>E&#8217; un fatto di depravazione</em>. Lei è sotto una pressione che non riesce a gestire. Quindi questa gravidanza &#8211; pensate, non c&#8217;erano i social &#8211; a viverla con un&#8217;angoscia terribile, un momento così delicato. Perde la bambina. Fotografie, interviste. Addirittura c&#8217;è una rivista, una rivista di gossip, che manda a casa una lettera, una cartolina che dice Secondo voi, il figlio di Jean Seberg, maschio o femmina, nero o bianco? Pensate che violazione. E lì fa probabilmente un errore secondo me ma, non si può in questi casi, in nessun modo, giudicare. Lei asseconda in qualche modo il gossip e fa vedere il cadavere della bambina che ha perduto, tra l&#8217;altro la perde a sei mesi, un dolore immenso. E fa vedere che la bambina è bianca. Come a dire, <em>Maledetti, cosa avete insinuato</em>. Poi, anche fosse stata nera, allora? Giudicare cosa? La complessità di un rapporto? Che può essere in quel momento magari interrotto, che magari è in un momento di crisi, magari invece ha deciso di viverlo così, ognuno ha la possibilità di vivere i propri amori come vuole, anche negli errori. Jean Seberg non si riprenderà mai più da questo massacro e infatti si toglierà la vita poco dopo lasciando un biglietto, si uccide in auto col gas della macchina, scrivendo un biglietto di scuse, ha altri figli, dicendo Non ho retto più con i neri, Non riesco ad uscire, Non vedo più una via di uscita. Il gossip mi sta massacrando.</p>
<h2>Martin Luther King</h2>
<p>Guardate che Martin Luther King, questo è un aspetto un po&#8217; inedito che io racconto in Gridalo! riceveva i cosidetti pacchi suicidio, gli arrivavano a casa dei pacchi che dicevano, <em>Abbiamo le prove che tu, quando sei andato in Michigan hai avuto una relazione con questa donna, quando sei stato lì hai avuto una relazione con quest&#8217;altra donna, che i soldi che ti hanno dato, possiamo benissimo far dimostrare che ti ci compri le auto. Se ti uccidi, tutto questo non emergerà. Parola d&#8217;onore. Distruggiamo tutto e lasciamo il mito. Ma ucciditi</em>! I pacchi suicidio. Telefonano a Corinna, la moglie, facendo sentire Martin che stava con altre donne, registrazioni. <em>Ah, ecco il pastore</em>! <em>Il combattente</em>! <em>Guarda tuo marito</em>. Ma lei resiste. Capisce che è solo un modo per delegittimare. Attenzione! Qua c&#8217;è il trucco. Sapete qual è il grande trucco? Pensare che le persone che si spendono per battaglie di solidarietà debbano essere perfette, così che nessuno di noi possa farle quelle battaglie.</p>
<h2>La macchina del fango</h2>
<p>Io l&#8217;ho esperito sulla mia carne. Che senso ha dire Hai l&#8217;attico a Manhattan? Io non ho l&#8217;attico a Manhattan ovviamente, ma che senso ha? Non dovrebbe essere un argomento di delegittimazione. Per chi non lo sa, era l&#8217;accusa che mi facevano spesso i leghisti. Il pensiero sottointende, <em>Non lo ascoltare</em>!, <em>E&#8217; solo per fare grana</em>! <em>E&#8217; solo per avere like</em>!, Ti sta dicendo <em>Fidati solo dei chiavici</em>, <em>Fidati di chi ti dice Compra le mie scarpe, io ho bisogno di cash</em>, oppure <em>Likami perché io lo faccio per sedurre</em>. Il meccanismo è Fidati solo di chi ti dice di volere solo profitto da te, di tutti gli altri non ti fidare. Il bene non esiste, La giustizia è una cazzata, è una fesseria, Vi stanno imbrogliando! Questo vi vogliono dire. E ugualmente veniva delegittimato Matin Luther King, parlo dei maestri, io mi metto sempre nell&#8217;ombra dei maestri, per capire questi meccanismi, volevano fare questo, dirti <em>Aah, vuoi difendere le minoranze?</em>, <em>Hai tante fidanzate</em> oppure <em>Hai tanti fidanzati</em>, si fa uguale tra uomini e donne anzi, più spesso sulle donne, E che c&#8217;azzecca? Che importa? E anche se faccio degli errori che significa? Che il mio impegno è minore? Questo è il trucco. Per poter dire Se tu vuoi prendere posizione Sii disposto alla purezza, al sacrificio. Cazzate! Nn è vero. Dobbiamo sbagliare.</p>
<h2>I voti a Hong Kong</h2>
<p>Una delle cose più belle che mi ha insegnato la scuola di Hong Kong, lì, a differenza della Cina, i professori danno dei voti altissimi ai compiti sbagliati. Cioé, se tu sbagli tutto il compito è 10, se lo sbagli per metà 6, se tu lo fai completamente bene, nessun voto. Il voto è Bravo! Il compito o hai risolto. Il premio è che io che faccio la valutazione lo valuto Il lavoro è fatto bene. Che sia per te il premio. Non hai voto. Perché io do il voto, che poi farà media, a chi sbaglia completamente? Attenzione! Se sbaglio completamente non facendo nulla, assolutamente no, mi viene dato 0, 2, se io lo sbaglio ma ho dimostrato che mi sono impegnato, questo avviene soprattutto in algebra, matematica, io sto dando fiducia alla persona, che sbagliando, so che è sulla strada giusta. Quindi, quando a fine anno, non mi importa che non abbia mai ingarrato un compito ma ho capito, io professore, che io ho dato il massimo ma mi serve valutare che è sulla strada giusta, cioè quella dell&#8217;errore. Se non sbaglia, non sta sulla strada giusta. Questo è fighissimo Devi sbagliare! devi! Se non fai cazzate, se non sei pieno di contraddizioni, non sei sulla strada per capire qual è il tuo percorso perché, se non sbagli, significa che qualcuno ti ha messo su una strada corretta ma non è la tua. Quindi, anche questo, Occhio sempre! Occhio sempre quando sentite questa delegittimazione sulle persone, anche su voi stessi, Occhio sempre a riportare informazioni che sono magari fesserie che possono ferire le persone.</p>
<h2>Harry Potter</h2>
<p>Volevo arrivare verso la chiusura raccontando proprio quello che succede quando ci lasciamo sedurre dall&#8217;idea che non siamo capaci, cioè che in qualche modo abbiamo la sensazione che gli altri, dannazione, abbiano sempre, non so se qualcosa in più ma certamente una chiave che li fa arrivare laddove vorresti anche tu ma dici Mi manca qualcosa! Poco smart, troppo poco bello, troppo poco bella. No? Quel qualcosa in più. Quella che è una pericolosissima consolazione, vorrei con questo libro smontarla nel senso che scelgo tutta una serie di storie in grado di raccontare come noi non siamo ciò che siamo, siamo ciò che scegliamo. Faccio un&#8217;altra citazione, Harry Potter. Quando lui ha il cappellone no? Quello che deve scegliere in quale casa finire, il cappello magico è lì, titubante, e qual è la grande paura di tutti? Lui in corpo ha il male no? Il rischio che possa andare a Serpeverde è enorme, perché dentro, Harry, ha un po&#8217; di quella roba lì, quindi i professori che lo sanno dicono Se il cappello sceglie e lo mette in quella casa lì, gli dà un fuori classe no? Il cappello invece sceglierà Grifondoro. Il grande messaggio di quella scena, chiaramente la Rowling lo prende da tutta la tradizione fiabistica europea, non inventa nulla, anzi è abilissima nel sinterizzarla, è Non sei quello che sei, sei quello che, sempre. Harry va a Grifondoro perché? Perché lui sceglie di non essere crudele, lui sceglie di non stare dalla parte del veleno, del male. Anche se quel veleno ce l&#8217;ha! Quindi, in realtà, voi scegliete quello che siete! Quindi il giudizio, la valutazione, la misurazione sta su quello che fate, non su quello che siete. Per quello che siete si intende Famiglia in cui siete nati, certo è importante, il luogo, la situazione economica, i guai, ma sono le scelte quelle che fanno la differenza. E su questo io vi invito a ragionare, nel senso che, in qualunque situazione vi troverete, in qualunque situazione inciamperete, c&#8217;è sempre una possibilità di scelta. Immagino che molti di voi saranno figli di meridionali. Torino è la città calabrese più grande d&#8217;Italia, lo sapete, se lo dimenticano tanti piemontesi e quindi anche tutta la storia dell&#8217;emigrazione è nel vostro corpo.</p>
<h2>Francesca Cabrini</h2>
<p>Avrete nonni, genitori che si sono spostati da sud a nord. A volte lo chiedo, dopo nel firmacopie, se ci capiterà di incontrarci ve lo chiederò, io chiedo sempre, Di dove sei? Piemontese ma di che origine? A volte lo sento un po&#8217; nell&#8217;accento, a volte nei tratti. Mi piace vedere una città così complessa, così stratificata. Perché sto dicendo questo? Perché racconto di una suora fighissima, fortissima, nel libro, che aiuta i migranti italiani che andavano negli Stati Uniti, trattati come bestie, meno che bestie. Le bestie erano molto più curate. Milioni di Italiani, anche piemontesi, andarono in Argentina, non a New York dove andarono soprattutto i meridionali, i piemontesi andavano in Argentina a fare il vino assieme ai liguri. Milioni di italiani su queste navi-bestiame. Dove avevano starci 500 persone ne mettevano 3.000, c&#8217;è questa santa che lì, è poi stata fatta santa questa suora, li assiste. Io racconto la sua storia ma volevo arrivare subito ad un punto, vengono maltrattati gli italiani, vengono maltrattati perché non sanno parlare l&#8217;inglese. Neanche io, dopo tanti anni passati in America faccio fatica a parlare inglese, non mi entra dentro. Gli italiani proprio non sopportavano di parlare inglese. E&#8217; una lingua strana, non aveva le sonorità nostre. Ovviamente gli irlandesi già parlavano inglese, quindi la concorrenza sul lavoro era spietata, i polacchi sembravano imparare prima degli italiani, insomma era un problema. Francesca Cabrini, questo è il nome della protagonista, ha un&#8217;idea e dice Tutti i bambini italiani, portateli a me. E prima di insegnare la lingua, parlo loro in inglese mentre li pettino e li faccio giocare. Quindi non è la lingua che ti prende a calci in culo, non è la lingua che ha fatto arrestare tuo padre, non è la lingua dei poliziotti che ti entrano in casa di notte per sapere se sei clandestino o no, è la lingua del pettinare, delle carezze e del gioco. Francesca Cabrini dice Associamo quella lingua al benessere e così impareranno e non è una lingua ostile, è una lingua che permetterà loro, nel posto che li ha accolti anche se in maniera violenta, di poter avere una vita. Il racconto dell&#8217;immigrazione in Gridalo! è molto forte. Molti di voi emigreranno dall&#8217;Italia, molti di voi hanno storie di immigrazione già alle spalle. nel nostro Sud non si può stare, tra i vostri professori ci saranno sicuramente meridionali. Il che non significa che spostarsi sia un male in sé, è un male quando si è costretti, è un&#8217;assoluta meraviglia quando si vuole cambiare vita, percorso o accedere ad un&#8217;occasione. Ma provate a chiedere ai vostri genitori abruzzesi, campani, siciliani a chiedere Ma potevi lavorare lì? Ti era data la possibilità di avere lo stesso stipendio? Potevi vivere con gli stessi servizi? La risposta sarà un tragico No, purtroppo. Sarebbe bello, ma. Non è possibile. Ecco, voi questo potete cambiarlo. Non è un invito retorico ma è un modo per dire, parlo soprattutto alla parte di voi che ha sangue meridionale, non dimenticate quella storia. Non dimenticate da dove venite. Quando sentite parlare di barconi, di invasori, di persone che tolgono il lavoro, veniva detto lo stesso ai vostri nonni. Quando si arrivava qui, nel dopoguerra, Torino era piena dii un&#8217;unica scritta, Non si fitta ai meridionali. Poi si aprirono perché ci fu il dibattito politico, No no no, fittiamo ai meridionali, al doppio&#8230; Fittavano ai meridionali al doppio. Tanto è vero che se andate a vedere su Youtube, mettete Fiat, immigrazione, Torino, vedrete operai dormire alla stazione. Infatti tengono le famiglie ancora al Sud, per tenerle ancora a casa. E loro? Lavorano le 8 ore e poi dormono sulle panchine e c&#8217;era il servizio di frati che portava la colazione, che li faceva lavare nei bagni della stazione. Non dimenticate da dove venite, è importantissimo perché avete un portato che può essere fondamentale nello smorzare tutte le fesserie che ci raccontano sull&#8217;emigrazione. Emigrazione come invasione, emigrazione come guerra, emigrazione come islamizzazione. Bisogna comprendere che a noi dicevano le stesse identiche cose e quindi a noi sta smontarle.</p>
<h2>Galileo Galilei e Giordano Bruno</h2>
<p>Siamo arrivati alla fine. Un ultimo aneddoto e poi magari ci vediamo di là. Innanzitutto, grazie per essere venuti qui. Grazie ai vostri professori che hanno portato un percorso, che in qualche modo devono averlo fatto. Sono molto grato ai professori che sono, secondo me, i difensori, i soldati della Costituzione perché nel momento in cui vi formano alla conoscenza, stanno salvando la libertà. Grazie davvero e l&#8217;ultima cosa è una storia a cui tengo moltissimo ed è la storia, non la faccio lunga, non basterebbero ore, di Giordano Bruno e Galileo Galilei. Forse avete sentito o addirittura studiato, certamente Galilei, queste due figure magnifiche per il nostro paese. Galileo Galilei viene costretto ad abiurare di fronte al Tribunale dell&#8217;inquisizione. Ebbene sì, lui deve dire, per salvarsi la vita, per salvarsi dagli anni di carcere, che la Terra è immobile e che è il sole che le gira intorno. Accetta. E perché lo fa? Perché sa benissimo, da naturalista, che il sole non smetterà di essere lì impalato, al centro solo perché lui sta dicendo il contrario, che la Terra non smetterà di muoversi perché lui sta, sotto costrizione e tortura, avallando la terribile posizione dell&#8217;inquisizione cattolica, lui sa benissimo che quella sua frase non serve a niente, serve solo a salvarsi.</p>
<p>Non è che se tu neghi l&#8217;esistenza della forza di gravità, la mela inizia a fluttuare, ad andare verso il cielo, cadrà sempre dall&#8217;albero. E quindi Galilei dice, è vero, ho sbagliato. La Terra è immobile al centro dell&#8217;universo come le scritture dicono ed è il sole a girarle intorno. E hanno raccontato la meravigliosa leggenda che non è vera ma è più vera del vero, che lui andando via, al messo dirà la famosa frase, Eppur si muove. L&#8217;ho trovata sempre delicatissima, un&#8217;immagine teatrale splendida e lo dice tra sé e sé Eppur si muove. Eppure ho le prove. Giordano Bruno viene messo in galera per quello che ha scritto e detto. E cioè cos&#8217;ha detto? Che l&#8217;universo è formato da infiniti mondi e che noi siamo infiniti mondi. Dentro ognuno di noi c&#8217;è un&#8217;infinità di possibilità morali, etiche, di interpretare le cose e che tra uomo e animale non c&#8217;è una differenza di qualità ma solo di quantità. Che nel topolino c&#8217;è una quantità cognitiva minore, nell&#8217;uomo c&#8217;è una quantità e capacità olfattiva minore. Non qualità ma quantità. Pensate che cosa costruisce nel 600 questo filosofo napoletano che va in giro per il mondo a raccontare queste storie. L&#8217;universo è formato da infiniti mondi. Ogni stella è un mondo. Pensate quanto prima di tutto. Lo processano. Lo tengono anni e anni chiuso a Castel Sant&#8217;Angelo. Quando andate a Roma, ricordate che lì dentro è stato chiuso Giordano Bruno. E poi? E poi lo processano e lo processano e lo processano ancora e ancora e ancora e lui cerca di salvarsi la vita, non vuole essere martire. Lui vuole vivere, ama la vita. E&#8217; innamorato. Ama le feste, ama la musica, ama le lingue, ama viaggiare e quindi se può cerca di negoziare. ma no, io non ho mai detto che la madonna non è vergine. Intendevo dire che la Madonna era una donna, quindi nessun bambino può nascere se&#8230; Le accuse erano queste hai detto che Gesù era un mago. Certo, Gesù era un mago, cioè la parola mago all&#8217;epoca significava naturalista, conoscitore delle regole della natura. Lui stesso si definiva mago, che sa mischiare gli elementi. Giordano Bruno cerca di farcela ma quando capisce che l&#8217;unico modo è abiurare, va alla morte. Lui non può abiurare perché se tu neghi che gli uomini sono uguali, se tu neghi che i sessi non hanno competizione ma uguaglianza, se tu neghi che la libertà è il valore che rende preziose le comunità, se tu lo neghi, quel valore muore. Non è una verità fisica, è una verità etica. E la puoi proteggere solo con la testimonianza. E Bruno sa che non può negarla perché negherebbe se stesso. Galileo può negare perché negando non cambia la verità. Bruno no. Ci sono delle verità che solo con la nostra scelta possono vivere. Senza la nostra scelta muoiono, decadono. Si rinsecchiscono. Bruno va sul rogo. Verrà bruciato a Campo dei fiori. Chi è andato a Roma si ricorderà la sua statua lì, che dà le spalle al Vaticano e che guarda, con fare cupo ma in realtà molto malinconico, non avrebbe mai voluto essere lì. E viene bruciato. Lui non può far altro che subire. Aveva tentato di negoziare. Era un modo per dire, va bene, non voglio offendere Ma no, gli dicono, la libertà è se neghi tutto questo. E no, non posso. Allora, per chiudere è proprio questa la grande differenza. La differenza è che ci sono delle verità, riconoscetele quando vi capita, quando vi è possibile, quando le sentite, che solo una vostra scelta che può essere un giudizio, una valutazione, una presa di posizione, una denuncia, una protezione, solo una chiacchiera, sappiate che quella verità è tenuta in vita dalla vostra scelta e che se voi la mollate, la trascurate, quella verità muore. Insomma scegliete e gridate dinnanzi alle ingiustizie. Grazie ragazzi per avermi sopportato quest&#8217;ora!</p>
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		<title>Sono ancora vivo di Roberto Saviano e Asaf Hanuka</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2021 16:26:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roberto Saviano e Asaf Hanuka sono gli autori di Sono ancora vivo, graphic novel che in 135 elegantissime pagine condensa la vita dello scrittore sotto scorta da 15 anni, riuscendo nell&#8217;impresa impossibile di tenere a braccetto infanzia ed età matura, crudo realismo e immagini poetiche nella corsa lungo luoghi e momenti precisi della sua vita... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/sono-ancora-vivo-di-roberto-saviano-e-asaf-hanuka/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Roberto Saviano e Asaf Hanuka sono gli autori di <strong>Sono ancora vivo</strong>, graphic novel che in 135 elegantissime pagine condensa la vita dello scrittore sotto scorta da 15 anni, riuscendo nell&#8217;impresa impossibile di tenere a braccetto infanzia ed età matura, crudo realismo e immagini poetiche nella corsa lungo luoghi e momenti precisi della sua vita vera e anche della sua vita sognata. Da Subuteo a Desiderio, le tappe del racconto si susseguono con trovate efficacissime e attimi di vera grazia che il lettore scopre condotto dal tratto netto di Asaf che è co-protagonista della storia oltre che suo co-autore.</p>
<p>Lo scrittore si riappropria della propria storia e del proprio corpo illuminando meccanismi mediatici e dinamiche collettive su cui ogni italiano dovrebbe riflettere. Siamo una <a href="https://psicomamme.it/la-civilta-del-pettegolezzo/">civiltà del pettegolezzo</a> che stritola gli individui, che tradisce la realtà in nome di scorciatoie false che fanno ci fanno sentire incolpevoli.</p>
<p>Contrariamente a quel che ci si potrebbe aspettare, questo splendido fumetto è ricco di paesaggi  e di campi lunghi che fanno da contraltare agli spazi angusti e alle porte chiuse che sono la quotidianità di Roberto Saviano. La sincronia tra passato e presente, tra la vita come è andata e la vita come sarebbe potuta essere, sono le costanti della narrazione che ci presenta, attraverso le esperienza di Roberto, luci e ombre della nostra cultura, in primis l&#8217;abitudine all&#8217;insinuazione, la costruzione di santini da sovrapporre alle persone note fino a quando queste smettano di ubbidire all&#8217;immagine oleografica, quasi sempre strumentale ad un certo qual scaricabarile.</p>
<p><strong>Sono ancora vivo</strong> è diviso in capitoli per esigenze di lettura ma è un organismo perfettamente coerente  e unitario in cui gli affetti, gli elementi totemici, i richiami folklorici, i colori (azzurro, verde, giallo, arancione, rosso con pochissimi altri toni talvolta piatti, talvolta sfumati) creano continuità e fanno progredire i motivi profondi del libro. I colori significano pienezza nei momenti più vitali e di massima consapevolezza, sottolineano le emozioni o anticipano la drammaticità degli argomenti come nel caso del rosso. Se i colori sono spesso piatti, senza sfumature,  i grigi sono una vera poesia. Lo stile si eleva e i colori diventano più ricchi, più sfumati quando il momento lo richiede, come nel capitolo <strong>Sliding doors</strong> o nell&#8217;episodio finale, pieno di luci calde, di colori e di allegria.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;umanesimo planetario di Edgard Morin in un convegno a Bologna, nel 1993</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Oct 2021 10:46:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni ed emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli archivi di Radio Radicale contengono tesori purtroppo troppo inesplorati dal navigatore comune. Ci si trovano file audio di Aldo Capitini, di Nilde Jotti, di Sandro Pertini, di Tina Anselimi, di Umberto Terracini, di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino solo per citare alcune delle voci più importanti per il nostro recente passato, in un viaggio... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/lumanesimo-planetario-di-edard-morin/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/lumanesimo-planetario-di-edard-morin/">L&#8217;umanesimo planetario di Edgard Morin in un convegno a Bologna, nel 1993</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli archivi di Radio Radicale contengono tesori purtroppo troppo inesplorati dal navigatore comune. Ci si trovano file audio di Aldo Capitini, di Nilde Jotti, di Sandro Pertini, di Tina Anselimi, di Umberto Terracini, di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino solo per citare alcune delle voci più importanti per il nostro recente passato, in un viaggio nella storia italiana di immenso interesse. Tra questi gioielli sonori c&#8217;è anche questo dibattito con  Edgard Morin, filosofo, sociologo, partigiano che qui ascoltiamo in un incontro del 1993 su di un umanesimo planetario. Filosofo della complessità e del rifiuto delle categorie, Edgar Morin supera l&#8217;antitesi tra ottimismo e pessimismo, riconosce i limiti ma anche le potenzialità dell&#8217;umano riconoscendo nella costanza del lavoro di disseminazione delle idee, nella solidarietà e nell&#8217;amore le chiavi per affrontare l&#8217;ignoto.</p>
<p><iframe src="//www.radioradicale.it/scheda/57035/iframe" width="560" height="355" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>Matilde Callari Galli:</strong></p>
<p>Il mio pessimismo è duplice: da una lato come, con un&#8217;umanità di sei miliardi di persone, forse già di più, come far giungere questo messaggio di speranza, come diffonderlo, in che modo immaginare che il nostro voler riassumere le esperienze di tutti, sia capito al di fuori della nostra cultura quando la nostra cultura ha per secoli disseminato tutto il contrario? Ha disseminato e ha ottenuto che altri gruppi vedessero la nostra cultura come il bene e cercassero la materializzazione e dimenticassero le loro antiche possibilità? Che le disprezzassero addirittura. E questo è il primo punto di riflessione che voglio rivolgere.</p>
<p><strong>Edgard Morin:</strong></p>
<p>Per prima cosa io rifiuto l&#8217;alternativa tra ottimismo e pessimismo. Penso che sull&#8217;ottimismo, che vuol dire che alla fine andrà tutto bene, prevalga l&#8217;incertezza sull&#8217;avventura finale e comunque nell&#8217;orizzonte finale ci sono la morte e la perdita. Voglio dire però che abbiamo un principio di speranza su un fondo di disperazione. Viviamo una dialettica della speranza e della disperazione e ho proposto sei principi di speranza. Come fare? Come sempre si fa nelle cose, nella storia e nell&#8217;evoluzione. Tutto inizia con una deviazione. Ogni idea non conforme, nuova, con un carattere di rottura con ciò che pare evidente a tutti, in rottura con il pensiero parcellarizzato sempre c&#8217;è una deviazione. La maggioranza delle persone si riferiscono a questa deviazione come ad un &#8220;piccolo gruppo&#8221;. Il piccolo gruppo inizia a fare disseminazione. Questa è la storia dell&#8217;inizio del cristianesimo, dell&#8217;inizio del socialismo, dell&#8217;inizio del buddismo, dell&#8217;inizio di tutte le grandi idee.</p>
<p>Non è un cammino o un programma: da un inizio si passa alla scoperta, alla rivoluzione mentale, alla presa di coscienza. Le persone si dicono, bisogna fare questo, questo è vitale. C&#8217;è un momento etico perché l&#8217;etica non è il prodotto di una deduzione razionale. Ciò che etico arriva così, è come un&#8217;autocreazione, un&#8217;autoproduzione, è un imperativo. Prendiamo l&#8217;inizio della scienza moderna. All&#8217;inizio si trattava di alcune persone come Cartesio, come Gassendi, come Leibniz e altri, che facevano osservazioni e sviluppavano un pensiero scientifico e tutte queste persone erano in corrispondenza epistolare tra di loro. Non esisteva il telefono ma ci scriveva lettere sulla carta. Ad un certo momento nasce una prima organizzazione, la Royal Society inglese,  la prima associazione in cui chi faceva scienza poteva partecipare. Si sono organizzati per condividere idee e scoperte. Ogni Paese ha poi creato le proprie associazioni scientifiche. Sono nati congressi internazionali e la scienza è diventata qualcosa di ufficiale, è entrata nelle Università e via così.</p>
<p>Questo voglio dire: non possiamo evitare questo processo in cui ci sono momenti di accelerazione, momenti di stagnazione e di incubazione che non dipendono da noi, dipendono da alcune condizioni, ma si deve continuare a dare il messaggio perché, secondo l&#8217;analogia della fecondazione dalla biologia. 180.000.000 di speramatozoi vanno persi ad ogni eiaculazione per avere 1, 2 o 3 bambini. C&#8217;è una grande perdita. La disseminazione è anche dissipazione. Pensiamo ai semi degli alberi! Molti si perdono e non trovano la possibilità di radicarsi. Questa è la vita.</p>
<p><strong>Matilde Callari Galli:</strong></p>
<p>Dobbiamo pensare che il problema delle idee, delle missioni delle idee non hanno una via programmata. Il risultato non è il prodotto quantitativo della quantità di energia che impieghiamo a fare le cose. Forse dobbiamo continuare a lavorare nel deserto per esserci nel momento in cui arriva la pioggia e quado arriva la pioggia allora viene il momento della fecondità. E&#8217; l&#8217;unica cosa che posso dire.</p>
<p>L&#8217;altra questione è collegata ai sei principi di speranza, non li voglio riassumere tutti e sei ma ce n&#8217;è uno che mi interessa ed è quello antropologico. In questo principio si dice, si fa un riferimento alla bassa utilizzazione delle nostre capacità umane come specie. Edgard Morin si augura di poter potenziare queste capacità intellettuali ma anche emotive, capacità di sentire, capacità di capire intendendo il doppio significato, intellettuale ed emozionale levando di mezzo queste separazioni.</p>
<p>Sono stata molto sollecitata da questo richiamo però, allo stesso tempo, ho avanzato alcuni dubbi che vorrei sottoporre. Ho pensato ad un vecchio testo di <strong>André Leroi Gourhan</strong>, intitolato <strong>Il gesto e la parola</strong>.In questo testo l&#8217;antropologo francese ricostruisce la storia della nostra specie attraverso il cambiamento che il nostro corpo ha avuto utilizzando, progettando, costruendo gli utensili. E può essere un libro invecchiato in alcune sue parti, però contiene per me ancora un grosso messaggio, il messaggio di questa interazione con la progettualità, con la manualità, e il nostro essere umani. Noi lo abbiamo perduto e l&#8217;autore lo dice chiaramente. Lo abbiamo perduto nel momento in cui un piccolo gruppo di individui progetta utensili, strumenti, modalità di interagire con la natura che la maggioranza degli individui utilizza e quindi è una divaricazione forse definitiva, forse profonda. Ecco quindi la mia domanda che non vuole essere una provocazione perché mi auguro veramente che questa disseminazione avvenga e possa avvenire su una terra così popolata come la nostra attuale. Il mio dubbio è che questo riguardi un piccolo gruppo di individui. Come far giungere questo messaggio di speranza, come diffonderlo? In che modo immaginare che il problema dell&#8217;etica della complessità. Mi sembra che uno degli interrogativi più interessanti che questo ultimo volume ponga a noi la riflessione di come sia possibile convivere con l&#8217;incertezza che è propria della natura delle cose. L&#8217;incertezza, l&#8217;aleatorietà, il rischio, l&#8217;avventura. Come è possibile vivere insieme a questa incertezza?</p>
<p><strong>Edgard Morin:</strong></p>
<p>C&#8217;è un&#8217;incertezza della stabilità <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Sono arrivato questa mattina da Parigi e mi serve un bagno di almeno due giorni per cominciare a trovare le parole italiane. Mi dispiace di molte imperfezioni di parole e, in alcuni momenti, quando non troverò la parola italiana, dirò la parola francese o forse spagnola. Penso che l&#8217;incertezza faccia parte del destino della vita in generale e anche del destino umano. L&#8217;incertezza è tale che penso che molto delle mitologie e delle religioni siano venute per dare una certezza se non sulla Terra, almeno in cielo, dopo la morte. La modernità dopo il Rinascimento. Nella modernità c&#8217;è un nuovo confronto con l&#8217;incertezza. Dopo il Rinascimento del pensiero c&#8217;è la problematizzazione del pensiero. Perché c&#8217;è il mondo, perché c&#8217;è la vita, perché c&#8217;è Dio cos&#8217;é Dio? L&#8217;accettazione fondamentale dell&#8217;incertezza è venuta prima di Pascal. Pascal ha capito molto bene che non è possibile dare una prova logica della verità divina. Lui ha detto c&#8217;è una scommessa e ha dato molti argomenti in favore di questa scommessa e penso che anche per il marxismo, un filosofo sociologo Lucien Goldman, era un marxista lucaciano che non ha studiato Pascal anche lui sosteneva che il marxismo fosse una scommessa. Non c&#8217;è una lettura della legge, della storia, dell&#8217;evoluzione, della certezza storica, no, E&#8217; una scommessa. Penso che oggi, per tutte le cose per cui abbiamo amore, amore per una persona ma anche amore per un valore, per l&#8217;idea di fraternità, tutte queste cose sono delle scommesse. Non abbiamo la certezza di realizzare tutte queste aspirazioni, valori, articoli di fede per i quali in alcuni momenti saremmo capaci di dare la nostra vita. Questo è per me un punto fondamentale.</p>
<p>Non è più possibile una certezza che dia la soluzione o la salvezza ma l&#8217;incertezza non è generalizzata. L&#8217;incertezza riguarda i problemi più fondamentali. Dove va il mondo? Perché l&#8217;uomo? Perché la vita? Qual è il destino futuro del mondo? Cos&#8217;è la realtà? In definitiva la vita è una navigazione su di un oceano di incertezza ma ci sono molte isole, arcipelaghi di certezza. Esistono molti elementi di certezza per navigare. Se l&#8217;incertezza è assoluta è solamente un gioco del destino, di un azzardo, del caso. Il destino è le cose della vita umana e del pensiero umano, un misto di certezza e di incertezza e non sappiamo esattamente la composizione del cocktail ma in ogni modo possiamo appoggiarci alle isole di certezza per continuare la navigazione dell&#8217;incertezza. Non sono un filoso dell&#8217;incertezza nel senso classico alla Montaigne ma non c&#8217;è lo scetticismo generalizzato. L&#8217;incertezza è una sfida vitale. In questo senso penso che il pensiero della complessità è il pensiero che sa che non si può eliminare l&#8217;incertezza ma che si può negoziare con l&#8217;incertezza.</p>
<p><strong>Matilde Callari Galli:</strong></p>
<p>Vorrei ora tornare con una domanda ad Edgard Morin. In un&#8217;intervista a François Ewald, nel momento in cui gli si chiedeva qual era la ragione del fascino che l&#8217;incertezza esercita su di lei, lei mi sembra abbia risposto che l&#8217;unica ragione che trova è di carattere personale. Mi sembra che lei abbia detto Il mio temperamento. A questo punto ho pensato che se a livello scientifico viene in mente quello che diceva <strong>Niels Bohr</strong>, che il contrario di una verità profonda è un&#8217;altra verità profonda ma mi è anche venuta in mente una pagina della biografia di Edgard Morin, quel bel libro intitolato <strong>Autocritica</strong>, e la pagina è quella in cui Edgard Morin dice che quando aderì al partito comunista francese, non aderì per non aver capito determinate cose ma anzi aderì a quel partito  e militò per anni in quel partito perché vedeva, conosceva di quel partito alcuni aspetti che erano contrari al suo temperamento, appunto e questa pagina viene poi detto che è uscito da quell&#8217;esperienza non con amarezza, rimpianto ma piuttosto ha visto in quest&#8217;esperienza una crescita individuale perché affrontata, noi diremmo, con gli occhi aperti. Allora io mi domando, c&#8217;è un problema. Bisogna educare gli individui a vivere com&#8217;è la realtà, senza sicurezze. E&#8217; la storia della nostra specie, l&#8217;avventura, il rischio. Nessuno sa quello che ci attende tra un minuto, tra un secondo. nello stesso tempo però la rete dei rapporti, la vita politica, la rete dei rapporti sociali implica una solidarietà, implica qualcosa che sia certo e allora, unendo un po&#8217; i discorsi mi domando, allora la risposta è quella di trovare proprio nella consapevolezza dell&#8217;incertezza la solidarietà?</p>
<p><strong>Edgard Morin:</strong></p>
<p>Prima di rispondere volevo dire che quando ho parlato del mio temperamento individuale, non era la spiegazione fondamentale e primitiva. Volevo dire che quando ero bambino, quando ero giovane, non ho ricevuto nessuna cultura o nessuna etica dalla mia famiglia. Io ero subculturato. Non ho ricevuto forte il segno della cultura, della scuola, dell&#8217;università. Ho sempre cercato di analizzare i miei problemi. Per me era impossibile studiare una disciplina. Ho studiato storia, sociologia, filosofia, economia, scienze politiche perché non potevo entrare nella categorizzazione delle cose e, di più, c&#8217;è un evento personale, perché ho vissuto una contraddizione fondamentale dopo la morte di mia madre quando avevo 9 o 10 anni. Per me era una cosa incomprensibile. Sapevo che era una cosa ineluttabile, irrimediabile ma io avevo tuttavia la speranza di un ritorno di mia madre. Ho sempre vissuto delle contraddizioni. Siccome non avevo una forte impronta culturale, ero molto aperto agli argomenti più opposti e per questo per me la frase di Bohr era molto importante, perché io la vivo così che l&#8217;idea contraria contiene una verità profonda e per questo Gianluca ha parlato della tolleranza. Penso che ci siano due livelli della tolleranza. Il primo è il livello Voltairiano dell&#8217;Illuminismo che dice Le vostre idee sono stupide, cretine ma io sono pronto a morire per esse. Voi avete il diritto di difenderle e la libertà di parola. Questo è un livello molto importante però penso che ci sia un livello più profondo in cui si dice In tutte le idee diverse, in opposizione, in conflitto, c&#8217;è qualche cosa di vero mescolato con superstizioni, errori e penso che questo non riguardi unicamente le idee, le filosofie, le ideologie ma anche in tutte le culture ci sia qualcosa di molto profondo. Questo è un fondamento, penso, ancora più interessante della tolleranza, perché implica più indifferenza verso il contenuto delle idee ma al contrario un grande interesse.</p>
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		<title>Ripensare l&#8217;identità &#8211; queste menzogne che uniscono. Traduzione dell&#8217;articolo di Vincent Edin</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Oct 2021 13:22:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[conoscere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tema dell&#8217;identità è cavalcato da molte voci riconoscibili per una certa virulenza di toni e per l&#8217;assoluto appiattimento di visione riguardo argomenti quali le origini, le radici, la tradizione e la cultura intesa da un punto di vista etnocentrico. Su Usbek et Rica, Vincent Edin ci parla di un importante saggio di  Kwame Anthony... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/ripensare-lidentita-queste-menzogne-che-uniscono-traduzione-dellarticolo-di-vincent-edin/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il tema dell&#8217;identità è cavalcato da molte voci riconoscibili per una certa virulenza di toni e per l&#8217;assoluto appiattimento di visione riguardo argomenti quali le origini, le radici, la tradizione e la cultura intesa da un punto di vista etnocentrico. Su Usbek et Rica, Vincent Edin ci parla di un importante saggio di  Kwame Anthony Appiah nell&#8217;articolo intitolato <a href="https://usbeketrica.com/fr/article/les-populistes-revendiquent-le-national-socialisme-et-shakespeare-l-eugenisme-et-euclide-la-democratie-et-dante" target="_blank" rel="noopener">I populisti rivendicano il nazional-socialismo e Shakespeare, l&#8217;eugenetica e Euclide, la democrazia e Dante</a>. Vi si parla di cancel culture e di appropriazione culturale ma soprattutto si punta ad unire più che a separare.</p>
<p>Professore di filosofia a Princeton e Presidente del prestigioso PenClub americano, Kwame Anthony Appiah firma <strong>Ripensare l&#8217;identità &#8211; Queste menzogne che uniscono</strong>  (Grasset, ottobre 2021). In un&#8217;epoca ossessionata dall&#8217;identità, di qualunque genere sia, di colore della pelle, di classe sociale o ancora di cittadinanza, un simile saggio è più che benvenuto, è salutare!</p>
<p>Kwame Anthony Appiah, 67 anni, pensatore molto influente nel mondo anglosassone con saggi pubblicati da più di trent&#8217;anni è finalmente disponibile in francese [&#8230;] Le sue riflessioni sulla lingua e le questioni identitarie hanno nutrito i grandi romanzieri della sua epoca: lo troviamo citato in autori progressisti come Zadie Smith o Bernardine Evaristo, per esempio.</p>
<p>Decostruire le identità, non significa negarle, nient&#8217; affatto. Lui stesso evoca il fatto di essere cresciuto tra il Ghana e il Regno Unito, di essere il figlio di una madre bianca e anglicana e di un padre nero e metodista o ancora il fatto di essere sposato con un uomo. Ma mette tutto questo nel dibattito per mostrare la complessità dei percorsi  e il rifiuto assoluto di essere ricondotto ad una sola dimensione.</p>
<h3>Sono umano e niente di ciò che è umano mi è estraneo</h3>
<p>A favore dei saggi sui romanzi, a maggior ragione sui polizieschi, possiamo svelare le ultime parole del libro senza rovinare nulla. In questo caso, quelli di « <i>Ripensare l&#8217;identità</i> » illuminano la brillante dimostrazione precedente e si offrono a noi come una bussola: « Ecco come Publio Terenzio Afro, più di duemila anni fa, presentava le cose: « homo sum, humani nihil a me alienum puto ». «<i> Sono umano e nulla di ciò che è umano mi è estraneo».  </i>E dunque ecco un&#8217;identità che ci dovrebbe accomunare tutti.</p>
<blockquote><p>Una gran parte della loro pericolosità risiede nel modo in cui le identità &#8211; la religione, la nazione, il colore della pelle, la classe sociale e la cultura &#8211; ci dividono e ci aizzano gli uni contro gli altri</p></blockquote>
<p>Un&#8217;arringa veramente a favore dell&#8217;universalità abbastanza rara in tempi settari, tribali o di lotte che oppongono le identità le une contro altre. Appiah riconosce evidentemente che non possiamo fare a meno di identità ma prosegue dicendo che «dobbiamo comprendere meglio se abbiamo speranza di riconfigurarle e di liberarle degli errori commessi a proposito di esse, spesso vecchi di più di duecento anni. Gran parte della loro pericolosità riguarda il modo in cui le identità &#8211; la religione, la nazione, il colore della pelle, la classe sociale e la cultura &#8211; ci dividono e ci oppongono gli uni contro gli altri. Possono essere le nemiche della solidarietà umana, le cause della guerra, i cavalieri di una dozzina di apocalissi, dall&#8217;apartheid al genocidio <i>».</i></p>
<h3>Uscire da una visione unicamente classista del mondo</h3>
<p>L&#8217;inizio del suo libro spiega bene le ragioni di questa tendenza attuale alla generalizzazione, all&#8217;essenzializzazione che molti strumentalizzano: <i>«Siamo creature che hanno « lo spirito del clan». Non apparteniamo solamente a categorie umane: preferiamo i nostri e ci facciamo mobilitare facilmente gli uni contro gli altri». Ciò detto, non abbandona affatto una lettura sociologica del mondo, al contrario. Questo francofilo (cita a più riprese Chrétien de Troyes) riconosce piena legittimità a Bourdieux per i suoi lavori sull&#8217;habitus e sull&#8217;exis corporale. </i></p>
<blockquote><p>Sottolineare contraddizioni sociologiche non dà tuttavia sempre ragione ad una visione unicamente classista del mondo: se ci si fermasse a questo, agenti di polizia provenienti in larga maggioranza dagli ambienti popolari non reprimerebbero movimenti sociali nei quali la maggioranza dei manifestanti o degli scioperanti provengono dalle loro stesse classi sociali.</p></blockquote>
<p>A proposito delle trappole dell&#8217;identità di classe, Appiah cita d&#8217;altronde il sociologo inglese Michael Young, messo sotto i riflettori in altri libri di questo rientro dalle vacanze dell&#8217;editoria (per l&#8217;appunto Héritocratie del sociologo Paul Pasquali), inventore del termite « meritocrazia » a fini distopici! Nel suo romanzo, La meritocrazia nel maggio 2033, la nascita e il denaro come modo di distinzione sociale sono stati rimpiazzati dal merito, ma visto che il merito ricompensa sempre gli stessi, scioperi generali e assassinii si moltiplicano per far avvenire un modo realmente ugualitario. Questo non può avvenire che in un mondo in cui l&#8217;insieme dei talenti e dei meriti siano riconosciuti, dove la «prima linea» incensata durante il Covid sia riconosciuta sia finanziariamente che socialmente. Insomma, si tratterebbe di abbandonare la nozione di «ascensore sociale» in cui bisogna necessariamente salire, per andare verso una maggiore orizzontalità dei meriti.</p>
<h3>L&#8217;identità « occidentale », principale pericolo contemporaneo</h3>
<p>Il principale pericolo identitario indicato dall&#8217;autore è quello che accade oggi, in Europa e negli Stati Uniti, con numerosi reazionari che si impadroniscono delle Luci per promuovere un&#8217;identità « occidentale », una storia scritta da uomini bianchi di confessione giudaico-cristiana.  <i>Repenser l’identité </i>mette a nudo brillantemente le loro contorsioni e le loro menzogne quando vantano la superiorità di questa pretesa identità conservano il meglio della storia e trascurando il peggio. <i>« La civiltà occidentale? sarebbe una buona idea » </i>dichiarava maliziosamente Ghandi di fronte a questa mistificazione tesa a far credere che gli abitanti di New-York, Londra, Parigi e del Texas sarebbero uniti da una stessa cultura.</p>
<p>Per Appiah, il genio dello storytelling è di vedere, all&#8217;inizio della guerra fredda, una narrazione in cui tutto non sarebbe che spirito, bontà e Luci in anticipo sui tempi: «Nella freschezza della battaglia, abbiamo fabbricato una grande narrazione da Platone alla Nato a proposito della democrazia ateniese, la Magna Carta, la rivoluzione copernicana e via di seguito. La cultura occidentale era, nel suo cuore, individualista e democratica, preoccupata delle libertà e tollerante, progressista, razionale e scientifica. E tanto peggio se l&#8217;Europa pre-moderna non era stata niente di tutto questo e che fino al secolo precedente, la democrazia era un&#8217;eccezione in Europa; pochi fedeli del pensiero occidentale avevano qualcosa qualcosa di buono da dire su questo argomento».</p>
<p>Numerosi eruditi come Raymond Aron hanno tuttavia alimentato questo mito di un Occidente liberale e liberatore del resto del mondo. E ancora di parla di uno spirito elevato, ma i nuovi populisti che agitano lo spauracchio della guerra di civiltà e l&#8217;importanza di difendere l&#8217;identità occidentale hanno una lettura più che parziale del bilancio delle proprie. Così si dica dei suprematisti bianchi, dagli Stati Unita a Pegida in Germania che «rivendicano il nazional socialismo e Shakespeare, l&#8217;eugenetica ed Euclide, la democrazia e Dante».</p>
<h3>La cancel culture messa sotto accusa</h3>
<p>Rifiutando ogni trappola identitaria, ogni riduzione degli umani a identità impossibili ma mischiare, Appiah non apprezza granché gli adepti di una cancel culture primaria che vedono appropriazione culturale ovunque. Una pigrizia intellettuale secondo lui: « dovremmo opporci all&#8217;uso del termine <i>« appropriazione culturale » come di una accusa. Tutti gli oggetti e le pratiche culturali sono fluide; sciamano e quasi tutti sono il prodotto di mescolamento</i><i>».</i></p>
<blockquote>
<div>Immaginate cosa sentirebbe un rabbino ortodosso se un non ebreo, un milionario della musica pop, facesse un videoclip nel quale utilizzasse il kaddish per fare il lutto di una Maserati</div>
</blockquote>
<p>Più avanti, ricorda quello che bisogna condannare nelle pratiche imbecilli e ripugnanti, come il « black face », è un sistema globale e non solo un furto identitario : « Il problema non è il furto, è la mancanza di rispetto. Immaginate cosa sentirebbe un rabbino ortodosso se un non ebreo, un milionario della musica pop, facesse un videoclip nel quale utilizzasse il kaddish per fare il lutto di una Maserati che avesse rovinato. Il delitto non è l&#8217;appropriazione; è l&#8217;affronto causato dal fatto di banalizzare qualcosa che un altro gruppo considera sacro. Coloro che analizzano queste trasgressioni in termini di proprietà hanno accettato un sistema commerciale che è straniero alle tradizioni che pretendono di proteggere. E&#8217; un&#8217;appropriazione, hanno permesso che un regime moderno della proprietà <i>«si impadronisse</i><i>» di essi »</i></p>
<div class="rich-text">
<p>E&#8217; alla luce di questa critica che capiamo meglio i critici dei movimenti identitari reazionari perché qualunque lotta unicamente identitaria è un vicolo cieco  e il sottotitolo del libro trova tutto il suo significato «queste menzogne che uniscono<i>». </i>Ci sono troppe scorciatoie, di pigrizia, di facilità a condurre lotte unicamente in nome delle identità, questi richiami per uccelli che intrappolano chi è troppo stanco per sobbarcarsi la complessità del mondo. Si obietterà che Appiah venderà sicuramente cento, mille volte meno dei libri che Éric Zemmour, cantore della riduzione del mondo a questioni identitarie. Certo. Finiamo con un aforisma di Seneca che Appiah non rinnegherebbe: «non è perché le cose sono difficili che noi non osiamo, è perché non osiamo che sono difficili<i>».</i></p>
<p>Leggi anche:</p>
<ul>
<li><strong><a href="https://psicomamme.it/panico-morale-acquiescenza/">il panico morale</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://psicomamme.it/traduzione-dellarticolo-non-abbiamo-aspettatocovid-19-per-sacrificare-i-nostri-giovani-elena-scappaticci-usbek-et-rika/">la questione intergenerazionale</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://psicomamme.it/a-scuola-di-apprendimento/">a scuola di apprendimento</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://psicomamme.it/motivazione-obiettivi-di-riuscita-e-interesse-in-psicologia-dellapprendimento/">la motivazione a scuola</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://psicomamme.it/differenze-individuali-stili-di-pensiero-e-approcci-di-studio/">stili cognitivi</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://psicomamme.it/perche-andare-a-scuola/">perché andare a scuola</a></strong></li>
<li class="last-item"><strong><a href="https://psicomamme.it/cose-la-asimmetria-informativa/">l’asimmetria informativa</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://psicomamme.it/lerrore-fondamentale-di-attribuzione/">cos’è l’errore fondamentale di attribuzione?</a></strong></li>
<li class="first-item"><strong><a href="https://psicomamme.it/go-with-the-flow-psicologia-hippie/">go with the flow</a></strong></li>
<li class="first-item"><strong><a href="https://psicomamme.it/emozioni-pillole-competenza-emotiva/">pillole di competenza emotiva</a></strong></li>
<li class="first-item"><strong><a href="https://psicomamme.it/gustav-jung-e-i-sogni/">l’inconscio collettivo</a></strong></li>
<li class="first-item last-item"><strong><a href="https://psicomamme.it/segni-simboli-colori-pubblicita/">segni, simboli e colori</a></strong></li>
</ul>
<div id="ts-fab-below" class="ts-fab-wrapper"></div>
</div>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/ripensare-lidentita-queste-menzogne-che-uniscono-traduzione-dellarticolo-di-vincent-edin/">Ripensare l&#8217;identità &#8211; queste menzogne che uniscono. Traduzione dell&#8217;articolo di Vincent Edin</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
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		<item>
		<title>Ecosistema scuola di Legambiente ovvero in che stato è la pubblica istruzione</title>
		<link>https://psicomamme.it/ecosistema-scuola-di-legambiente-ovvero-in-che-stato-e-la-pubblica-istruzione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Oct 2021 11:50:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[back to school]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pandemia che ancora perdura, pur con numeri bassi, ha spazzato via il pietoso velo che copriva le magagne della scuola: spazi talvolta pericolanti e quasi sempre insufficienti, trasporti mancanti o sottodimensionati, sovraffollamento nelle classi pollaio, corpo insegnanti fragile, impaurito dall&#8217;idea degli studenti untori. Abbiamo sperimentato le quarantene, le aule covid, i teletermometri, i banchi... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/ecosistema-scuola-di-legambiente-ovvero-in-che-stato-e-la-pubblica-istruzione/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La pandemia che ancora perdura, pur con numeri bassi, ha spazzato via il pietoso velo che copriva le magagne della scuola: spazi talvolta pericolanti e quasi sempre insufficienti, trasporti mancanti o sottodimensionati, sovraffollamento nelle classi pollaio, corpo insegnanti fragile, impaurito dall&#8217;idea degli studenti untori. Abbiamo sperimentato le quarantene, le aule covid, i teletermometri, i banchi a rotelle più cari della storia, le mascherine pannolino, i bus a capienza dell&#8217;80% con un cordone anti assembramento che lasciava vuota una parte del mezzo e teneva la  gente ammassata nello spazio restante. Il rapporto di Legambiente, <a href="https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2021/03/Ecosistema-scuola-2021.pdf" target="_blank" rel="noopener">Ecosistema scuola</a>, ci restituisce il ritratto a tinte fosche della pubblica istruzione di un Paese diviso in due, di un Sud Italia che già prima del Covid aveva scuole fatiscenti, doppi turni, servizi inesistenti, palestre solo sognate e che a causa della pandemia ha chiuso i battenti per due anni con tragiche conseguenze sull&#8217;abbandono scolastico.</p>
<blockquote><p>Durante la pandemia è stato evidente quanto il servizio di trasporto pubblico non sia stato in grado di rispondere alle richieste di spostamento degli studenti e sia stato, nel tempo e in emergenza, sostituito dal trasporto individuale a carico delle famiglie.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>Il Centro Italia ha ben il 67,8% di scuole con classi a tempo pieno e il Nord quasi il 40% a fronte di un distantissimo 9,5 % del Sud e 18,4% delle Isole.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>Comuni che finanziano attività per under 14. lo fa mediamente poco più di un&#8217;amministrazione su due ma anche qui con differenze sostanziali:62,9% al Nord, 50% al Centro, 28,6% al Sud e nessuna iniziativa rilevata nelle Isole.</p></blockquote>
<p>Il rischio amianto la fa da padrone al Nord ma è presente anche al Sud. Sono 28.500 gli studenti italiani che frequentano scuole che avrebbero bisogno di una bonifica dall&#8217;amianto. L&#8217;azione strutturale per un&#8217;edilizia scolastica funzionale e salubre al Sud è rimandata a data da destinarsi da decine di anni. La spesa per interventi urgenti e straordinari è sotto la media nazionale al Sud e nelle Isole. Al sud si interviene urgentemente con spese medie di 41.000 euro a edificio contro una media nazionale di 71.000 euro.</p>
<p>Su un campione di 1.656 edifici di capoluoghi di provincia presi in analisi, risulta che quasi il 58% delle scuole non ha certificazioni base come l&#8217;agibilità, più dell&#8217;87% è sotto la classe energetica C e sul 41,4 % che sono in area sismica 1 e 2, solo poco più del 30% è costruito con tecniche antisismiche.</p>
<p>Le scuole del Centro-Nord hanno aree verdi fruibili nell&#8217;80% dei casi mentre nelle Isole la percentuale scende al 64% e al Sud  si attesta al 55%.</p>
<p>Ristrutturare e riqualificare le scuole italiane necessita di un investimento di 200 miliardi secondo le stime della Fondazione Agnelli. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza prevede una spesa di 6,8 miliardi per gli interventi più impellenti.</p>
<p>Le tante riforme rivoluzionarie annunciate si sono rivelate poco più che <a href="https://psicomamme.it/la-buona-scuola-la-conosciamo-gia/">operazioni di facciata</a> o mosse propagandistiche che hanno in realtà ridotto gli investimenti in nome di una vaga razionalizzazione delle risorse. Ora siamo ad un punto di svolta o al tracollo. La scuola deve ripartire da un ruolo nobile condiviso dalle comunità, un ruolo di emancipazione sociale e di cittadinanza.</p>
<p>Le indicazioni di Ecosistema scuola mirano a mettere la scuola al centro delle comunità e dei territori come leva di emancipazione sociale, di crescita collettiva e di transizione ecologica.<br />
Ecco alcune  priorità:</p>
<ul>
<li>mappare i bisogni attraverso lo strumento dell&#8217;anagrafe dell&#8217;edilizia scolastica</li>
<li>programmare gli interventi secondo una scala di priorità</li>
<li>sostenere le strutture tecniche delle amministrazioni locali che sono più indietro nel reperimento fondi e nella capacità progettuale</li>
<li>semplificare le linee di finanziamento, il loro accesso e la loro gestione</li>
<li>riequilibrare le opportunità di accesso ai servizi nelle diverse aree del Paese, garantendoli a tutti i cittadini</li>
</ul>
<p>Leggi anche</p>
<ul>
<li><a href="https://psicomamme.it/cosa-si-intende-per-effetto-mcnamara-a-scuola/">Cosa si intende con Effetto McNamara a scuola</a></li>
<li><a href="https://psicomamme.it/lemergenza-del-futuro-di-ferdinando-g-menga/">L&#8217;emergenza del futuro</a></li>
<li><a href="https://psicomamme.it/friday-for-future-a-torino/">Friday for future a Torino</a></li>
<li><a href="https://psicomamme.it/la-buona-scuola-la-conosciamo-gia/">La buona scuola esiste già</a></li>
<li><a href="https://psicomamme.it/breve-storia-della-scuola-italiana/">Breve storia della scuola italiana</a></li>
<li><a href="https://psicomamme.it/perche-andare-a-scuola/">Perché andare a scuola?</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/ecosistema-scuola-di-legambiente-ovvero-in-che-stato-e-la-pubblica-istruzione/">Ecosistema scuola di Legambiente ovvero in che stato è la pubblica istruzione</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
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		<title>Friday for future a Torino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Sep 2021 12:47:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[conoscere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torino ha sempre risposto con entusiasmo alle marce per il clima e alle iniziative di Friday for future. Sarà il passato industriale, saranno le polveri sottili, sarà l&#8217;effetto che fa sull&#8217;umore una città inquinata e non proprio vivibile ma il tema ambientale è dolorosamente sentito, soprattutto dai più giovani. Ad ogni grande evento seguono più... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/friday-for-future-a-torino/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/friday-for-future-a-torino/">Friday for future a Torino</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Torino ha sempre risposto con entusiasmo alle marce per il clima e alle iniziative di Friday for future. Sarà il passato industriale, saranno le polveri sottili, sarà l&#8217;effetto che fa sull&#8217;umore una città inquinata e non proprio vivibile ma il tema ambientale è dolorosamente sentito, soprattutto dai più giovani. Ad ogni grande evento seguono più o meno brevi segnalazioni, raramente approfondite ed è difficile avere un&#8217;idea d&#8217;insieme che registri i cambiamenti e i temi via via più cruciali sostenuti dal movimento di Greta Thumberg assieme ad associazioni come Extincion rebellion.</p>
<div id="attachment_16390" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-16390" class="wp-image-16390 size-large" src="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/alfieri_per_il_clima_24_09_2019-1024x485.jpg" alt="Alfieri per il clima 24/09/2019" width="1024" height="485" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/alfieri_per_il_clima_24_09_2019-1024x485.jpg 1024w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/alfieri_per_il_clima_24_09_2019-300x142.jpg 300w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/alfieri_per_il_clima_24_09_2019-768x364.jpg 768w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/alfieri_per_il_clima_24_09_2019-1536x728.jpg 1536w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/alfieri_per_il_clima_24_09_2019-2048x970.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p id="caption-attachment-16390" class="wp-caption-text">Alfieri per il clima 24/09/2019</p>
</div>
<p>Friday for future non è nato ieri ed è giunto il momento di raccogliere un po&#8217; di immagini e parole che servano da testimonianza di un fenomeno tutt&#8217;altro che torrentizio, tollerato con un certo fastidio quando non colpevolmente snobbato dal &#8220;mondo adulto&#8221;.</p>
<p>Il rischio è di prendere sottogamba le questioni di capitale importanza rivendicate e i non trascurabili aspetti intergenerazionali trattati nel saggio filosofico <a href="https://psicomamme.it/lemergenza-del-futuro-di-ferdinando-g-menga/">L&#8217;emergenza del futuro</a>, di Ferdinando G. Menga. Parte dell&#8217;opinione pubblica e della stampa sta essenzializzando i <a href="https://psicomamme.it/traduzione-dellarticolo-non-abbiamo-aspettatocovid-19-per-sacrificare-i-nostri-giovani-elena-scappaticci-usbek-et-rika/">ragazzi</a>, sostituendo un pregiudizio scelto a caso alla loro profonda eterogeneità, alla loro complessità.</p>
<p>Quali sono oggi i temi più urgenti del movimento?</p>
<ul>
<li>Veloce riduzione delle emissioni fino al loro azzeramento, unica condizione per poter stabilizzare le temperature (<a href="https://www.ipcc.ch/reports/" target="_blank" rel="noopener">report IPCC</a>)</li>
<li>Presa in carico dell&#8217;emergenza climatica in tutta la sua gravità</li>
<li>Azioni radicali da parte della politica che sta continuando a pensare molto più al pil che alla sopravvivenza delle persone</li>
<li>Vera conversione dei sistemi produttivi, di trasporto</li>
<li><a href="https://psicomamme.it/accountability-responsabilita-e-trasparenza/">Accountability</a> della politica sulla crisi climatica</li>
<li>Giustizia sociale e giustizia climatica</li>
<li>Educazione ambientale rispondente ai problemi reali e non coerente con i temi del green-washing che colpevolizza i singoli e scagiona i colossi più inquinanti, tra cui Eni che è delegata alla formazione ambientale nelle scuole, in totale conflitto di interesse</li>
</ul>
<div id="attachment_16389" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-16389" class="wp-image-16389 size-large" src="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/senza_frontiere_contro_gli_sprechi_09_10_2020-1024x576.jpg" alt="Senza frontiere contro gli sprechi 09/10/2020" width="1024" height="576" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/senza_frontiere_contro_gli_sprechi_09_10_2020-1024x576.jpg 1024w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/senza_frontiere_contro_gli_sprechi_09_10_2020-300x169.jpg 300w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/senza_frontiere_contro_gli_sprechi_09_10_2020-768x432.jpg 768w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/senza_frontiere_contro_gli_sprechi_09_10_2020-1536x864.jpg 1536w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/senza_frontiere_contro_gli_sprechi_09_10_2020-2048x1152.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p id="caption-attachment-16389" class="wp-caption-text">Senza frontiere contro gli sprechi 09/10/2020</p>
</div>
<p><a href="https://psicomamme.it/panico-morale-acquiescenza/">Tra panico morale ed acquiescenza</a>, rischiamo di pensare molto a difendere i nostri privilegi e affatto al futuro che speriamo roseo, solo per i nostri figli, come per magia.</p>
<p>Ascoltiamoli!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-16446 size-large" src="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/emergenza_climatica_24_09_2021-1024x576.jpg" alt="emergenza climatica 24/09/2021" width="1024" height="576" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/emergenza_climatica_24_09_2021-1024x576.jpg 1024w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/emergenza_climatica_24_09_2021-300x169.jpg 300w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/emergenza_climatica_24_09_2021-768x432.jpg 768w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/emergenza_climatica_24_09_2021-1536x864.jpg 1536w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/emergenza_climatica_24_09_2021-2048x1152.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><a href="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/siamo_qui_per_chiedere_azioni_immediate_crisi_climatica.mp3">Siamo qui per chiedere azioni immediate contro la crisi climatica</a></p>
<p>Power to the people 24/09/2021</p>
<p>Siamo qui per chiedere azioni immediate per contenere la crisi climatica, una crisi climatica che è già qui, è già in Italia. Il clima è cambiato! The world is on fire. A livello di incendi quest&#8217;anno, l&#8217;Italia è stata la più colpita d&#8217;Europa. <strong>Più di 150.000 ettari sono andati in fumo in Sardegna, Sicilia e nel resto d&#8217;Italia</strong>. Migliaia di persone sfollate, più di 20 milioni di animali arsi vivi. Negli stessi giorni, l&#8217;Italia è stata attraversata da un&#8217;ondata di calore che ha fatto registrare un nuovo record, quasi 49 gradi a Siracusa e temperature bollenti in tutto il Sud Italia. E per l&#8217;Italia che va a fuoco ce n&#8217;è una che fonde al sole. I nostri ghiacciai arretrano come mai prima d&#8217;ora. Nel 2020, il Ghiacciaio del Gran Paradiso è arretrato di 335 metri e, se continuiamo così, entro la fine del secolo, più del 40% dei ghiacciai sarà scomparso. Ci sono posti dove l&#8217;acqua scarseggia e altri dove ce n&#8217;è troppa. <strong>Siamo il paese europeo con la più alta esposizione economica al rischio alluvionale</strong>. Il 2 e il 3 ottobre scorsi, metà dell&#8217;acqua che normalmente cade in un anno, è caduta in due giorni inondando Piemonte e Valle d&#8217;Aosta. Un miliardo di euro di danni economici e vogliamo parlare dell&#8217;agricoltura? Negli ultimi 10 anni la Coldiretti ha stimato che sono 14 i miliardi di euro di danni a causa del maltempo. Gelate tardive, bombe d&#8217;acqua, raffiche di vento, trombe d&#8217;aria, tempeste di fulmini, violenti grandinate. Perché volete chiamarle maltempo? É crisi climatica. Smettiamo di chiamarlo maltempo. è crisi climatica. E allora ricordiamolo oggi a chi ci guarda scendere in piazza, ai governi e alle multinazionali che scaricano la responsabilità sugli individui, che cercano di dare la colpa a noi, diciamo loro di chi è il potere. Power to the people!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-16412 size-large aligncenter" src="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/marcia_per_il_clima-1024x576.jpg" alt="Marcia per il clima 15 03 2019" width="1024" height="576" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/marcia_per_il_clima-1024x576.jpg 1024w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/marcia_per_il_clima-300x169.jpg 300w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/marcia_per_il_clima-768x432.jpg 768w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/marcia_per_il_clima-1536x864.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><a href="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/Bashir-4-online-audio-converter.com_.mp3">Bashir dal Burkina Faso</a></p>
<p>Bashir 09/10/2020</p>
<p>Salve a tutti, mi chiamo Bashir. Vengo da un paese dell&#8217;Africa che si chiama Burkina Faso. <strong>Noi soffriamo ma non è colpa nostra ma il clima è più cattivo per l&#8217;inquinamento che viene dai paesi più ricchi</strong>. Noi veniamo in piazza con voi. Siamo qua come Comori per il clima. Veniamo in piazza tutti i giorni. Al mercato raccogliamo la frutta e la verdura come banane, pere, melanzane. Li diamo a chi ne ha più bisogno. Questo lavoro speriamo che diventi più forte per noi, perché è buono per tutti, anche per difendere l&#8217;ambiente.</p>
<p><a href="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/7anni-2-online-audio-converter.com-1.mp3">7anni</a></p>
<p>7 anni 09/10/2020<br />
Quanti anni ci rimangono per poter invertire la rotta se continuiamo con questo modello di sviluppo prima di raggiungere il punto di non ritorno dei cambiamenti climatici? Gli anni che ci rimangono per azzerare le nostre emissioni, per evitare di continuare con questo modello di sviluppo sono 7. Se andremo avanti così non potremo più evitare il riscaldamento globale.</p>
<p><a href="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/affrontare_seriamente_problema_inquinamento_24_09_2021.mp3">Affrontare seriamente il problema dell'inquinamento</a></p>
<p>Politiche radicalmente anti-inquinamento<br />
Qua in mezzo a noi ci sono studenti, lavoratori, pensionati e tra di noi abbiamo visto anche diversi candidati politici, alcuni candidati sindaco. Il messaggio che vorremmo lanciare a queste persone è che a noi non interessa vederli in piazza, fare le foto durante le manifestazioni dei ragazzi. A noi interessa che chi verrà eletto il 3 e il 4 ottobre a Palazzo Civico, dia una vera svolta a questa città, affronti seriamente il problema dell&#8217;inquinamento che ogni anno uccide 900 persone solo a Torino. <strong>Vogliamo che si affronti un problema che toglie ad ognuno di noi in questa piazza due anni di aspettativa di vita.</strong></p>
<p><a href="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/rabbia_e_gioia_collettive_24_09_2021.mp3">Rabbia e gioia collettive</a></p>
<p>A difesa di attiviste e di attivisti<br />
Oggi per noi è un momento di rabbia collettiva ma anche di gioia. Gioia nel vedere che non siamo sole nella lotta contro la crisi climatica, nel sentire altre mille voci unirsi alla nostra ma non è così per tutti. In molte parti del mondo, di attivismo si muore. <strong>Nel 2020 si è toccato un nuovo record di attiviste e di attivisti ambientali uccisi</strong>. Sono stati 277, circa 4 alla settimana, uccisi perché scomodi, perché la loro voce era troppo disturbante. Nel 2021 poi, abbiamo toccato anche un nuovo record di morti, in seguito ad eventi meteorologici estremi. Il nostro pensiero oggi va anche a queste persone, perché non si muoia più di crisi climatica.</p>
<p><a href="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/festa_della_fine_del_mondo_24_09_2021.mp3">Si avvicina il G20, la festa della fine del mondo</a></p>
<p>La prossima settimana, a Milano, i nostri cosidetti leader mondiali si incontreranno per prepararsi alla ventiseiesima conferenza sul clima di novembre a Glasgow. Sarà una festa, una festa della fine del mondo. Fisseranno qualche nuovo, ambizioso obiettivo, vago e pieno di scappatoie. Sono così bravi a farlo! Si impegnano così tanto a raccontarci bugie ben impacchettate su come serva agire con urgenza per guidare la transizione. Si impegnano così tanto a farci credere che si stiano affrontando le cose. Si impegnano a farci pensare che non sarà lasciato indietro nessuno ma il 2020 è previsto sarà l&#8217;anno con le più alte emissioni di sempre e nei conti per la ripartenza, i paesi del g7 hanno speso decine di miliardi in più nei combustibili fossili che nelle fonti rinnovabili. Le voci delle persone più colpite, nelle aree più colpite continuano ad essere ignorate e silenziate.  Vorrei sapere come pensano che questo abbia a che vedere con l&#8217;affrontare la crisi climatica. E vorrei sapere per quanto tempo ancora credono di poter continuare a non prendersi le proprie responsabilità e a farla franca. Noi ci siamo accorti del loro gioco mortale e abbiamo deciso di uscire dalla nostra zona sicura, di fare un passo avanti e di agire. Noi, qui e ora, siamo la speranza. Ci sono stati decenni di parole vuote, vertici vuoti, conferenze vuote. Ora ci servono  azioni e non ci fermeremo fino a quando non le avremo ottenute. Non ci fermeremo finché i leader mondiali non si prenderanno le loro responsabilità.</p>
<p><a href="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/Le_istituzioni_ignorano_le_proteste_09_10_2020.mp3">Le_istituzioni_ignorano_le_proteste_09_10_2020</a><br />
<a href="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/Evitare_il_collasso_finanza_29_11_2020.mp3">Evitare_il_collasso_finanza_29_11_2020</a><br />
<a href="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/Eugenio_in_Via_di_Gioia_Friday_for_future_09_10_2020.mp3">Eugenio_in_Via_di_Gioia_Friday_for_future_09_10_2020</a><br />
<a href="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/Educazione_climatica_super_partes_09_10_2020.mp3">Educazione_climatica_super_partes_09_10_2020</a><br />
<a href="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/Crisi_climatica_sistema_ecnonomico_predatorio_09_10_2020.mp3">Crisi_climatica_sistema_ecnonomico_predatorio_09_10_2020</a><br />
<a href="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2021/09/Alibi_09_10_2020.mp3">Alibi_09_10_2020</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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<li><strong><a href="https://psicomamme.it/motivazione-obiettivi-di-riuscita-e-interesse-in-psicologia-dellapprendimento/">la motivazione a scuola</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://psicomamme.it/differenze-individuali-stili-di-pensiero-e-approcci-di-studio/">stili cognitivi</a></strong></li>
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<li><a href="https://psicomamme.it/cosa-fare-quando-ti-annoi/"><strong>cosa fare quando ti annoi</strong></a></li>
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		<title>L&#8217;emergenza del futuro di Ferdinando G. Menga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Sep 2021 16:36:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il saggio di Ferdinando G. Menga, L&#8217;emergenza del futuro, mette il dito sulla piaga della responsabilità con la r maiuscola e sul concetto di futuro che, secondo la prospettiva del teologo Karl Rahner, è il misterioso opposto di ciò che siamo soliti chiamare futuro e che, invero, snaturiamo riducendolo ad un pezzo di presente attraverso... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/lemergenza-del-futuro-di-ferdinando-g-menga/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il saggio di Ferdinando G. Menga, <strong>L&#8217;emergenza del futuro,</strong> mette il dito sulla piaga della responsabilità con la r maiuscola e sul concetto di futuro che, secondo la prospettiva del teologo Karl Rahner, <em>è il misterioso opposto di ciò che siamo soliti chiamare futuro e che, invero, snaturiamo riducendolo ad un pezzo di presente attraverso la nostra anticipazione pianificatrice e conoscitrice</em></p>
<blockquote><p>Il futuro non è ciò verso cui andiamo, ma ciò che a partire da esso stesso viene noi incontro. Karl Rahner</p></blockquote>
<p>Come ci poniamo verso le generazioni future, quelle che potrebbero anche non esistere o non avere un futuro se non modifichiamo radicalmente, globalmente, volumi e metodi di produzione, se non cambiamo stili di vita e priorità? Ferdinando G. Menga ci conduce a braccetto attraverso tutte le posizioni filosofiche verso &#8220;i futuri&#8221;, attraverso ben diversi gradi di responsabilità morale.</p>
<p>Il <a href="https://www.ipcc.ch/report/ar6/wg1/" target="_blank" rel="noopener">report dell&#8217;IPCC</a> parla chiaro e ci dice che molti cambiamenti climatici altamente distruttivi sono ormai irreversibili per secoli o millenni e che sono causati dall&#8217;uomo. La <a href="https://ecquologia.com/wp-content/uploads/2021/08/Illustrazione-MG-IPCC_AR6_WGI_SPM-completa-x-divulgazione.pdf" target="_blank" rel="noopener">divulgazione in Italiano del professor Marco Giusti</a> ci permette di riassumere i punti cruciali comprovati da questa indagine sono, futura minore capacità di assorbire CO2 da parte di oceani e terreni, stravolgimento di correnti monsoniche, aumento di eventi estremi ovunque. Per limitare il global warming dovremmo azzerare le emissioni e, smettendo ora di produrne, inizieremmo a vederne i vantaggi tra 20 anni. La vita come la conosciamo dipende dalla nostra volontà di smettere di produrre CO2, metano e altri gas climateranti. Lo scenario ad alte emissioni prevede un aumento di 10 gradi centigradi nel 2300.</p>
<p>Questa è la situazione che dobbiamo risolverci ad affrontare e non a subire pensando, come suggerisce Menga, alla vulnerabilità a venire. Le generazioni che saranno in futuro ci interrogano come una trascendenza laica che ci ricorda che non siamo noi presenti gli unici &#8220;aventi diritto&#8221; e l&#8217;orizzonte delle politiche o della mancanza di politiche.</p>
<p>Già nel 1972, la Conferenza delle Nazioni Unite sull&#8217;ambiente umano sanciva che</p>
<blockquote><p>L&#8217;uomo ha il diritto fondamentale alla libertà, all&#8217;uguaglianza e ad adeguate condizioni di vita, in un ambiente di qualità che permetta una vita di dignità e benessere, e ha la solenne responsabilità di proteggere e migliorare l&#8217;ambiente per le presenti e future generazioni</p></blockquote>
<p>Garantire ai discendenti un&#8217;eredità in euro o in case non risolverà il problema di siccità, eventi catastrofici, surriscaldamento, desertificazione, perdita di biodiversità, irrespirabilità dell&#8217;aria. Proprio quando ci restano solo 7 anni per scongiurare il peggio, tra crisi energetica, pandemia, debolezza delle democrazie, abbiamo l&#8217;obbligo morale di fare la cosa giusta come se da questo dipendesse il futuro di chi non conosceremo mai perché la loro possibilità di vita è proprio nelle nostre mani, nella volontà politica di ridurre davvero, e non solo a vantaggio dei teleschermi, il peso abnorme che le azioni antropiche hanno su questo pianeta.</p>
<p>Paghiamo 50 anni di mani conserte in nome dell&#8217;atteggiamento, riassumibile nel motto Dopo di noi, il diluvio, pronunciato da Luigi XV.<br />
Vale la pena citare un brano particolarmente illuminante di L&#8217;emergenza del futuro che riassume bene la rivoluzione spirituale a cui siamo chiamati.</p>
<blockquote><p>La fine della storia &#8211; non nel senso metaforico diventato recentemente di moda, ma in un senso assolutamente letterale &#8211; è stata nel corso dell&#8217;ultimo mezzo secolo una possibilità tecnicamente realizzabile. Carlo Ginzburg</p>
<p>È a partire da questo dato di fatto incontrovertibile e di portata epocale che il nostro tempo si trova a confrontarsi con il compito ormai non più differibile di riprogettare in modo radicale una forma di etica e di politica tale da porsi all&#8217;altezza di una responsabilità che garantisca una vita degna di essere vissuta ai posteri (anche remoti) che abiteranno il nostro pianeta. Si tratta perciò, per dirla con la bella descrizione effettuata da Gustavo Zagrebelsky, di pensare a un cambio di direzione nel «legame tra generazioni e i debiti reciproci»: per secoli, i figli si sono considerati »debitori nei confronti dei loro padri»; oggi, i padri si devono sentire »debitori nei confronti dei figli e dei figli dei figli».</p></blockquote>
<p>Leggi anche:</p>
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</ul>
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