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	<title>Salute &#8211; Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</title>
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	<description>In aiuto a piccoli e grandi</description>
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	<title>Salute &#8211; Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</title>
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	<item>
		<title>Uomini e geni: la medicina dell&#8217;individuo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Nov 2017 05:43:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mese della prevenzione del carcinoma mammario, una delle neoplasie più diagnosticate nelle donne, RSalute (Repubblica Salute) organizza un evento a metà strada tra il reading teatrale e il talk show dal titolo Uomini e geni: la medicina dell&#8217;individuo, per sensibilizzare la società sull&#8217;importanza della diagnosi precoce in un quadro che veda il paziente come... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/uomini-e-geni-la-medicina-dellindividuo/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mese della prevenzione del <strong>carcinoma mammario</strong>, una delle <a href="http://www.registri-tumori.it/PDF/AIOM2016/I_numeri_del_cancro_2016.pdf" target="_blank" rel="noopener">neoplasie più diagnosticate nelle donne</a>, RSalute (Repubblica Salute) organizza un <strong>evento a metà strada tra il reading teatrale e il talk show</strong> dal titolo <a href="http://www.repubblica.it/topics/news/uomini_e_geni_medicina_dell_individuo-178082509/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Uomini e geni: la medicina dell&#8217;individuo</strong></a>, per sensibilizzare la società sull&#8217;importanza della diagnosi precoce in un quadro che veda il paziente come individuo dalle precise caratteristiche genetiche, fondamentali nell&#8217;elaborazione della cura. L&#8217;incontro avrà luogo sabato 11 novembre alle 10 e 30, al Museo del Risorgimento di Torino. La partecipazione sarà aperta a tutti e sarà gratuita.</p>
<p>RSalute sostiene attivamente la lotta al carcinoma mammario che rappresenta da solo il 30% dei tumori maligni e promuove la cultura della conoscenza sulle possibilità di cura che la medicina offre. Uomini e geni non è rivolto esclusivamente alle donne ma si indirizza alle famiglie e alle reti sociali, le più adatte a diffondere informazioni sulle abitudini più salutari e sulle prassi di monitoraggio.</p>
<p>Non capita spesso che il tema della malattia, grande <strong><a href="http://psicomamme.it/tabu-nostri-tempi-freud/">tabù</a> </strong>dei nostri giorni, venga affrontato pubblicamente e da un punto di vista trasversale. La diffusione di una cultura preventiva a partire dagli anni &#8217;90 e i progressi terapeutici hanno portato ad una diminuzione della mortalità per carcinoma mammario. RSalute e Mario Calabresi, il direttore di Repubblica che sarà presente e aprirà l&#8217;incontro, intendono continuare su questa strada di consapevolezza e di informazione.</p>
<h2>Talk show</h2>
<p>Il Talk show sarà moderato da Daniela Minerva (Responsabile Repubblica Salute). Interverranno e dialogheranno:</p>
<ul>
<li>Segio Chiamparino, Presidente della Regione Piemonte</li>
<li>Lucia Del Mastro, coordinatore del &#8220;Disease Management Team&#8221; del carcinoma mammario all&#8217;Irccs San Martino-IST di Genova</li>
<li>Paolo Marchetti, direttore Oncologia Medica dell&#8217;Ospedale S. Andrea di Roma</li>
<li>Mario Melazzini, direttore AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco)</li>
<li>Giorgio Scagliotti, direttore del dipartimento di Oncologia all&#8217;Università di Torino</li>
</ul>
<h2>Reading teatrale</h2>
<p>Neri Marcorè condurrà il pubblico lungo le pagine della grande letteratura dedicate alla salute e alla malattia.  Leggerà estratti da Lev Tolstoj, Luigi Pirandello e Molière.</p>
<p>Ecco il comuncato:</p>
<blockquote><p>UOMINI E GENI. LA MEDICINA DELL’INDIVIDUO</p>
<p>La Repubblica e RSalute, sabato 11 novembre 2017 alle ore 10,30 presso il Museo del Risorgimento a Torino, presenteranno “Uomini e geni. La medicina dell’individuo”. L’incontro, aperto al pubblico, sarà un’occasione per parlare di salute, di sanità, di medicina, di malattia.</p>
<p>L’individuo al centro della scena, con il suo sentire, e con la sua unicità di essere<br />
umano.</p>
<p>Le nuove frontiere della genetica mostrano alla medicina degli orizzonti impensabili fino a poco tempo fa. L’individualità della malattia nasce proprio da questo. Ognuno di noi è diverso, con un proprio DNA, e diverso è il reagire al male. Anche la medicina, aiutata dalla genetica, ha come obiettivo futuro quello di tracciare un profilo di terapia ad personam. I malati si assomigliano, ma non sono uguali.<br />
L’incontro “Uomini e geni. La medicina dell’individuo” ha dunque come scopo, quello di promuovere un’idea innovativa: rendere protagonista l’esperienza individuale che ognuno di noi ha con la sua malattia, ripensandola in maniera più completa.</p>
<p>Nel corso della mattinata, oltre a vari incontri con esperti, l’attore Neri Marcorè tratterà il tema affrontato leggendo dei brani presi da testi di Molière, Pirandello e Tolstoj. All’evento parteciperanno anche: Mario Calabresi, Sergio Chiamparino, Lucia Del Mastro, Paolo Marchetti, Mario Melazzini e Giorgio Scagliotti.</p></blockquote>
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		<title>Dacci oggi il nostro spreco quotidiano</title>
		<link>https://psicomamme.it/dacci-oggi-il-nostro-spreco-quotidiano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavia Cavalero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Aug 2017 09:29:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni ed emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ormai da anni vengono condotte ricerche e studi sul problema degli sprechi alimentari, e se ne parla diffusamente. Assistiamo ad una una vera e propria campagna informativa che intende raggiungere tutti i target. Se ne parla nelle scuole sulla base del principio per cui è meglio prevenire che curare, ci si rivolge agli operatori del... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/dacci-oggi-il-nostro-spreco-quotidiano/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai da anni vengono condotte ricerche e studi sul problema degli sprechi alimentari, e se ne parla diffusamente. Assistiamo ad una una vera e propria campagna informativa che intende raggiungere tutti i target. Se ne parla nelle scuole sulla base del principio per cui è meglio prevenire che curare, ci si rivolge agli operatori del settore sperando di trovarli particolarmente sensibili in quanto per loro spreco equivale a guadagno perso e si informano i consumatori per educarli a un nuovo comportamento (molto vecchio in realtà poiché è il comportamento che ha preceduto quello del consumismo sfrenato).<br />
Psicomamme.it ha iniziato a parlarne quando ancora se ne sapeva poco, erano stati pubblicati i primi dati e la sensibilità al tema non era molto diffusa. Sono passati tre anni dal nostro <strong><a href="http://psicomamme.it/responsabili-spreco-alimentare/">primo articolo sullo spreco alimentare</a></strong>, pubblicato nel 2014.</p>
<h3>Cosa è cambiato nello spreco italiano?</h3>
<ul>
<li>Qualcosa nel comportamento complessivo dei consumatori è stato modificato, l’attenzione allo spreco è cresciuta, la sensibilità è aumentata. Ma siamo lontanissimi dalla meta di uno spreco a zero.</li>
<li>Sono stati divulgati molti studi che sono facilmente reperibili in rete. Il tema è nell’agenda delle Istituzioni.</li>
<li>Buona parte della grande distribuzione si è attrezzata per ridurre il fenomeno e lo stesso vale per i gestori di esercizi e locali pubblici.</li>
</ul>
<p>Una vera e propria riduzione degli sprechi sia a livello individuale e ancor di più a livello complessivo è però ancora da raggiungere. Infatti, in base ad uno studio del Politecnico di Milano*, in Italia i<strong>l 58,1% degli sprechi alimentari viene generato dalla produzione</strong> (trasformazione, distribuzione e ristorazione), <strong>mentre il restante 41,9% dai consumatori</strong>. Questo vuol dire che si produce ancora male e che si acquista ancora più del necessario. Questo vuol dire che qualcosa ancora non va bene.</p>
<h3>Bene comune</h3>
<p>E’ necessario cambiare atteggiamento nei confronti degli alimenti; fino a quando considereremo il cibo solo come prodotto finito, senza tenere conto del processo produttivo e delle conseguenze di questo sull’ambiente e sull’ecosistema non ridurremo in modo sensibile lo spreco. <strong>E’ necessario un cambiamento di paradigma che ci permetta di smettere di considerare il cibo come merce</strong> per iniziare a pensare al cibo come bene comune.</p>
<p>La locuzione bene comune ci può portare su diverse strade, alcune anche impervie in quanto è diventata dominio di molte discipline: qui è usato nell’accezione più semplice possibile, a indicare l&#8217;insieme delle condizioni di vita che favoriscono il benessere e di tutti. Questo cambio di paradigma genera in modo quasi automatico un cambio di atteggiamento e di comportamento perché induce a pensare a cosa c’è dietro al prodotto che si va ad acquistare e anche a cosa c’è in prospettiva. Se al momento degli acquisti non stiamo su questo registro, è altrettanto automatico sprecare fin dalla scelta del prodotto che comperiamo. Se non si pensa che un cibo prossimo alla scadenza verrà gettato via del rivenditore, che per produrre quel cibo sono state utilizzate energie (umane e non), moltissima acqua e il territorio, e se non si pensa che per smaltire quel cibo si ripeterà la stessa catena (acqua – energie umane e non – territorio), allora il cibo prossimo alla scadenza non lo si acquisterà.</p>
<p>Questo processo di consapevolezza è complesso e richiede molta attenzione e un grande coinvolgimento personale. In palio c’è qualcosa di fondamentale che è il nostro habitat: la terra non può più essere sfruttata in questa maniera esagerata, l’ambiente non può più sopportare un tale inquinamento. Diamo per scontato che tutto resti così come è e ci rifiutiamo di guardare in faccia la realtà, sebbene ogni giorno Madre Natura ci faccia vedere quanto sia arrabbiata con noi. Il clima è il segnale più evidente che ci sta dando.</p>
<h3>Le risorse naturali non sono infinite</h3>
<p>Le risorse non sono infinite, l’acqua che per noi è vitale tanto quanto l’ossigeno, non è infinita. Noi la buttiamo, ogni giorno gettiamo via centinaia di litri di acqua senza nemmeno averne la percezione.<br />
Avete mai pensato a quanta ne serve per produrre:</p>
<ul>
<li>Un hamburger &#8211; 2400 litri</li>
<li>Un uovo &#8211; 140 litri</li>
<li>Un chilo di pasta &#8211; 1924 litri</li>
</ul>
<p>Se consideriamo l’acqua contenuta nei cibi, quella che per noi è invisibile ma che è stata utilizzata per la produzione, ognuno ne utilizza 6.309 litri al giorno. Allo stesso modo non è infinito il terreno che sfruttiamo per produrre cibo che poi buttiamo. E’ un vero e proprio paradosso che ci si ritorcerà contro e lo sta già facendo.</p>
<p>Leggi anche</p>
<ul>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/miti-e-mostri-del-volersi-bene-tra-golosi-e-sportivi/">Miti e mostri del benessere</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/lo-shopping-compulsivo-lo-sballo-che-puo-costare-caro/">Lo shopping compulsivo</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/la-psicoterapia-e-il-web/">Psicoterapia e web</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/go-with-the-flow-psicologia-hippie/">Go with the flow</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/emozioni-pillole-competenza-emotiva/">Pillole di competenza emotiva</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/cibo-relazione/">Il cibo è relazione</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/gustav-jung-e-i-sogni/">L’inconscio collettivo</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/psicologia-dellabbigliamento-il-cambio-dellarmadio/">Psicologia dell’abbigliamento</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/amicizia-e-psicoterapia/">Amicizia e psicoterapia</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/cure-palliative-torino-un-faro-nella-notte/">Cure palliative</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/segni-simboli-colori-pubblicita/">Segni, simboli e colori</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/cosa-sono-le-dat-decisioni-anticipate-di-trattamento/">Cosa sono le</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/cosa-sono-le-dat-decisioni-anticipate-di-trattamento/">DAT?</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/medicina-difensiva-dal-decreto-di-appropriatezza-prescrittiva-ai-nuovi-lea/">Medicina difensiva</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/kit-pronto-soccorso-zaino/">Pronto soccorso tascabile</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/cibo-immagine-se/">Disturbi alimentari</a></li>
</ul>
<p>L&#8217;immagine anti-spreco è tratta da Library of Congress</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cosa sono le DAT, dichiarazioni anticipate di trattamento?</title>
		<link>https://psicomamme.it/cosa-sono-le-dat-decisioni-anticipate-di-trattamento/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2017 13:04:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT) sono indicazioni che ogni singolo cittadino può redigere in previsione di incidenti e malattie degenerative che lo privino della facoltà di scelta. Le DAT permettono il proseguimento del rapporto medico-paziente anche in caso di incoscienza del paziente e tutelano il suo diritto alla scelta della cura. Il medico deve attenersi,... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/cosa-sono-le-dat-decisioni-anticipate-di-trattamento/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>dichiarazioni anticipate di trattamento</strong> (DAT) sono indicazioni che ogni singolo cittadino può redigere in previsione di incidenti e malattie degenerative che lo privino della facoltà di scelta. Le DAT permettono il proseguimento del rapporto medico-paziente anche in caso di incoscienza del paziente e tutelano il suo diritto alla scelta della cura.</p>
<blockquote><p>Il medico deve attenersi, nel rispetto della dignità, della libertà e dell’indipendenza professionale, alla volontà di curarsi liberamente espressa dalla persona. Il medico, se il paziente non è in grado di esprimere la propria volontà in caso di grave pericolo di vita, non può non tener conto di quanto precedentemente manifestato dallo stesso</p>
<p>Codice di deonotologia medica</p></blockquote>
<p>Da anni ormai si parla di DAT e di testamento biologico ma solo alcuni comuni hanno iniziato a raccogliere queste dichiarazioni che sono una logica estensione del concetto di<strong> consenso informato</strong> ma che ancora non hanno valore giuridico anche se il <strong>Codice di Deontologia medica</strong>, approvato il 18 maggio 2014 dalla Federazione nazionale dei Medici chirurghi ed odontoiatri</p>
<ul>
<li>prevede che il medico debba astenersi dall&#8217;ostinazione in trattamenti diagnostici e terapeutici da cui non si possa attendere un beneficio per la salute del malato</li>
<li>sancisce che il medico non deve intraprendere attività terapeutica senza l&#8217;acquisizione del consenso esplicito ed informato del paziente</li>
<li>sancisce il dovere per il medico a desistere da atti curativi in presenza di un documentato rifiuto da parte di una persona capace di intendere e volere. Il medico deve inoltre attenersi alla volontà del paziente precedentemente espressa in modo certo e documentato</li>
</ul>
<h3>Le dichiarazioni anticipate di trattamento</h3>
<ul>
<li>possono essere modificate tutte le volte che si vuole</li>
<li>devono essere scritte</li>
<li>devono risultare il più possibile chiare e dettagliate, in modo che non vi siano ambiguità interpretative</li>
<li>devono contemplare un fiduciario</li>
</ul>
<p>Il <strong>fiduciario</strong> è una persona, nominata dallo scrivente, che <strong>si impegna ad agire nell&#8217;esclusivo e migliore interesse della persona che lo ha scelto</strong>. In caso di contrasto tra fiduciario e parenti, la decisione è assunta dal comitato etico della struttura sanitaria.</p>
<p>Ognuno può, tramite questa dichiarazione, fornire indicazioni su</p>
<ol>
<li>assistenza religiosa o no, rito funebre, tumulazione o cremazione, volontà sulla dispersione delle ceneri</li>
<li>intenzione di donare o no gli organi per trapianti</li>
<li>utilizzo del cadavere o parti di esso per scopi di ricerca e didattica</li>
<li>richiesta o meno di cure palliative, in casa o in una struttura esterna</li>
<li>propria posizione rispetto all&#8217;accanimento terapeutico</li>
<li>trattamenti non desiderati di sostegno vitale tra cui l&#8217;alimentazione e l&#8217;idratazione artificiali</li>
</ol>
<p>Leggi anche</p>
<ul>
<li><a href="http://psicomamme.it/cure-palliative-torino-un-faro-nella-notte/">Cure palliative</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/medicina-difensiva-dal-decreto-di-appropriatezza-prescrittiva-ai-nuovi-lea/">Medicina difensiva</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/kit-pronto-soccorso-zaino/">Pronto soccorso tascabile</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/cibo-immagine-se/">Disturbi alimentari</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/come-bonificare-camera-letto-acari/">Come bonificare una camera da letto dagli acari</a></li>
<li class="last-item"><a href="http://psicomamme.it/compliance-quando-e-difficile-seguire-le-cure-prescritte-dal-medico/">Compliance</a></li>
</ul>
<p>La fotografia dell&#8217;uomo di schiena, intitolata Indescribable, è di <a href="https://unsplash.com/@ruelcalitis" target="_blank" rel="noopener">Ruel Calitis</a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/cosa-sono-le-dat-decisioni-anticipate-di-trattamento/">Cosa sono le DAT, dichiarazioni anticipate di trattamento?</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Medicina difensiva: dal decreto di appropriatezza prescrittiva ai nuovi Lea</title>
		<link>https://psicomamme.it/medicina-difensiva-dal-decreto-di-appropriatezza-prescrittiva-ai-nuovi-lea/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2017 13:43:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni ed emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La medicina difensiva è, nella sua accezione positiva, la prassi per cui i medici prescrivono approfondimenti diagnostici non necessari e interventi chirurgici evitabili ma non deleteri per la salute al fine di scongiurare denunce di mancata diagnosi da parte dei pazienti o per prevenire chirurgicamente il peggioramento di un problema che potrebbe rientrare con farmaci, terapie... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/medicina-difensiva-dal-decreto-di-appropriatezza-prescrittiva-ai-nuovi-lea/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/medicina-difensiva-dal-decreto-di-appropriatezza-prescrittiva-ai-nuovi-lea/">Medicina difensiva: dal decreto di appropriatezza prescrittiva ai nuovi Lea</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>medicina difensiva</strong> è, nella sua <strong>accezione positiva</strong>, la prassi per cui i medici prescrivono approfondimenti diagnostici non necessari e interventi chirurgici evitabili ma non deleteri per la salute al fine di scongiurare denunce di mancata diagnosi da parte dei pazienti o per prevenire chirurgicamente il peggioramento di un problema che potrebbe rientrare con farmaci, terapie mirate o esercizio. Nell&#8217;<strong>accezione negativa</strong> è invece la prassi, parente non troppo lontana dell&#8217;omissione di soccorso, di scegliere solo pazienti collaborativi e di migliore salute o di non osare abbastanza nel tentativo di curarli (ad esempio non tentare operazioni che migliorerebbero la salute del paziente per paura che qualcosa vada storto e si venga denunciati).</p>
<p>Non è naturalmente possibile generalizzare ed entrare nei casi specifici ma le conseguenze della medicina difensiva sul bilancio pubblico in Italia era di 14 miliardi l&#8217;anno nel 2015. Quali sono le conseguenze psicologiche su medici e pazienti? Ansia e una latente sfiducia reciproca.</p>
<p>Il provvedimento contro la medicina difensiva approvato nel 2015 per proteggere i medici dal proliferare di denunce talvolta ingiustificate</p>
<ul>
<li>metteva i medici al sicuro, anche da colpe gravi, se rispettano le linee guida</li>
<li>obbligava le strutture ospedaliere e i liberi professionisti ad assicurarsi in modo da poter risarcire pazienti danneggiati</li>
<li>discriminava tra prescrizioni appropriate e inappropriate. Il servizio sanitario nazionale paga gli esami di routine e gli interventi solo se ritenuti &#8220;utili&#8221; e solo se ripetuti in lassi di tempo indicati dalle linee guida. Per controlli più serrati si deve pagare.</li>
</ul>
<p>Il <strong><a href="http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=35485" target="_blank" rel="noopener">decreto sull&#8217;appropriatezza degli esami</a> </strong>ha scatenato un putiferio che non ha certo favorito quell&#8217;accordo fatto di consulenza medica, umanità e <a href="http://psicomamme.it/compliance-quando-e-difficile-seguire-le-cure-prescritte-dal-medico/"><strong>rispetto delle prescrizioni</strong></a> che rende virtuoso il rapporto tra il medico e il paziente. Accertato che gli sprechi e il ricorso scriteriato al servizio sanitario nazionale sia da bandire per sempre, il medico chiede di poter curare al meglio e secondo coscienza, il paziente chiede di essere curato senza il sospetto che si faccia la cresta sulla sua salute.  Ecco un articolo di Today.it che precisa meglio e riporta l&#8217;<strong><a href="http://www.today.it/cronaca/esami-medici-visite-a-pagamento-lista.html" target="_blank" rel="noopener">elenco dei servizi coperti</a> </strong>dal primo decreto, superato nel 2016.</p>
<p>I concetti legati a quello di medicina difensiva sono quelli di</p>
<ul>
<li>rischio</li>
<li>responsabilità</li>
<li>relazione di cura</li>
<li>spesa privata e pubblica</li>
</ul>
<p>Numerosi sono gli aspetti emotivi qui coinvolti che hanno sempre a che fare con la fiducia. Come si colloca la medicina preventiva in questo quadro? Come potenziare la diagnosi precoce in un momento di sostanziale risparmio sugli accertamenti?</p>
<h3>La prevenzione è a totale carico dei cittadini?</h3>
<p>Non del tutto! I ragazzi sotto i 14 anni non pagano nessun servizio sanitario e alcuni screening sono gratuiti anche per gli adulti appartenenti però ad una certa fascia di età:</p>
<ul>
<li>mammografia ogni 2 anni per la diagnosi del tumore al seno alle donne tra i 50 e i 69 anni (ma questo test è fortemente consigliato già dopo i 40 anni)</li>
<li>pap test ogni 3 anni per le donne tra i 25 e i 65 anni</li>
<li>tumore del colon-retto per uomini e donne tra i 50 e i 75 anni e colonscopia successiva nel caso si sia rilevato qualcosa</li>
<li>test dell&#8217;HIV. I minori devono però esibire il consenso di entrambi i genitori a meno che non siano sposati (il matrimonio è consentito a partire dai 16 anni)</li>
</ul>
<p>Per il cancro ai polmoni, per la mammografia prima dei 50 anni, per le malattie cardiovascolari, per l&#8217;osteoporosi e tante altre patologie bisogna aspettare le giornate gratuite indette da istituti privati o pagare di tasca propria.</p>
<h3>Il vecchio decreto sull&#8217;appropriatezza prescrittiva</h3>
<p>I pazienti avevano paura che l&#8217;appiattimento sulle linee guida banalizzasse l&#8217;intervento pensato per un ipotetico modello umano standard che non corrisponde alla realtà. Le differenze di genere, la genetica, il diverso metabolismo, l&#8217;ambiente lavorativo, le abitudini di vita e molto altro ci rendono tutti diversi e molti malati temevano che i medici si trincerassero dietro il protocollo rinunciando al loro giudizio maturato con gli studi, la specialità e l&#8217;esperienza. <strong>I medici che richiedevano esami ritenuti inutili dai protocolli previsti per ogni tipo di patologia dovevano risarcire lo Stato o chiedere al paziente di sobbarcarsi l&#8217;onere pagando il servizio privatamente</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I nuovi Lea (livelli essenziali di assistenza)</h3>
<p>Il decreto sull&#8217;appropriatezza prescrittiva del 9 dicembre 2015 è stato abrogato a luglio 2016 e sostituito da un testo che limita a 40 i test sottoposti a vincoli di erogabilità (203 nel decreto originario), preserva il rapporto di fiducia medico-paziente, rivaluta il giudizio del medico e limita il ricorso ad accertamenti inutili e ridondanti. Il dottore ora può adattare le linee guida al singolo caso. Il <strong><a href="http://www.repubblica.it/salute/2016/07/15/news/nuovi_lea_via_taglia-esami_si_a_dialogo_medico-paziente-144135457/" target="_blank" rel="noopener">decreto per i nuovi Lea</a></strong>, i livelli essenziali di assistenza gratuita, è stato firmato nel dicembre del 2016.</p>
<p><strong>Spariscono le sanzioni ai medici</strong> che potranno prescrivere secondo libertà e coscienza, si può accedere a <strong>nuove</strong><strong> prestazioni</strong> (<strong>fecondazione assistita</strong> eterologa ed omologa, <strong>nuovi vaccini</strong> come il papillomavirus esteso anche i maschi, <strong>assistenza protesica</strong>) e l&#8217;ipertensione esce dalla sfera della gratuità a meno che non ci sia rischio di danni al cuore (nota dolente assieme all&#8217;<strong><a href="https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/21502-ticket-esami-a-pagamento" target="_blank" rel="noopener">aumento dei ticket</a> </strong>e alla mancata mutuabilità di interventi come la cataratta o il tunnel carpale). Le pazienti affette da <strong>endometriosi </strong>avranno diritto all&#8217;esenzione dal ticket.</p>
<p>Suona infine strano lo stupore del Parlamento italiano di fronte alla constatazione che gli <strong><a href="http://www.repubblica.it/salute/2016/01/19/news/costi_molto_alti_gli_italiani_non_si_curano_piu_-131594989/" target="_blank" rel="noopener">italiani non si curino più</a></strong> per motivi economici. Bisogna che la politica affronti questo tema tempestivamente per non perdere la fiducia dei cittadini e anche perché al servizio sanitario conviene curare pazienti a stadi precoci della malattia piuttosto che malati molto gravi.</p>
<p>Se ti interessa l&#8217;argomento medico, leggi anche:</p>
<ul>
<li><a href="http://psicomamme.it/cure-palliative-torino-un-faro-nella-notte/">Cure palliative</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/medicina-difensiva-dal-decreto-di-appropriatezza-prescrittiva-ai-nuovi-lea/">Medicina difensiva</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/kit-pronto-soccorso-zaino/">Pronto soccorso tascabile</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/cibo-immagine-se/">Disturbi alimentari</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/come-bonificare-camera-letto-acari/">Come bonificare una camera da letto dagli acari</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/compliance-quando-e-difficile-seguire-le-cure-prescritte-dal-medico/">Compliance</a></li>
</ul>
<p>La fotografia dell&#8217;uomo che corre è di <a href="http://isorepublic.com/man-running-tunnel/" target="_blank" rel="noopener">Cam Adams via Isorepublic</a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/medicina-difensiva-dal-decreto-di-appropriatezza-prescrittiva-ai-nuovi-lea/">Medicina difensiva: dal decreto di appropriatezza prescrittiva ai nuovi Lea</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cure palliative a Torino, un Faro nella notte</title>
		<link>https://psicomamme.it/cure-palliative-torino-un-faro-nella-notte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Sep 2016 10:43:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni ed emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarà capitato a molti spettatori torinesi di imbattersi in una strana pubblicità. Una signora raccoglie il portafogli caduto ad un ragazzo appena salito sul tram, vicino alla Gran Madre. Lo spot non chiarisce di cosa esattamente si occupi l&#8217;associazione, la comunicazione resta vaga. Ma? Si può donare il 5X1000, si capisce che dietro c&#8217;è del volontariato.... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/cure-palliative-torino-un-faro-nella-notte/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà capitato a molti spettatori torinesi di imbattersi in una strana pubblicità. Una signora raccoglie il portafogli caduto ad un ragazzo appena salito sul tram, vicino alla Gran Madre. Lo spot non chiarisce di cosa esattamente si occupi l&#8217;associazione, la comunicazione resta vaga. Ma? Si può donare il 5X1000, si capisce che dietro c&#8217;è del volontariato. Come comunicare un&#8217;attività meritoria quanto delicata come le cure palliative? Ci ha pensato <strong>Alfredo Cornaglia </strong>a dare risalto alle attività della<strong> Fondazione Faro</strong>. Da radiologo ben consapevole del valore sociale di questa ormai più che trentennale Onlus, le ha lasciato <a href="http://torino.repubblica.it/cronaca/2016/07/21/news/torino_il_medico_filantropo_dona_24_milioni_alla_fondazione_che_si_occupa_dei_malati_terminali-144563475/" target="_blank" rel="noopener"><strong>24 milioni di euro</strong></a> in eredità per &#8220;sostenere le attività di assistenza ai malati terminali e ai loro parenti, o per creare un nuovo hospice, oppure per ampliare quello già esistente nell’ospedale San Vito&#8221;.</p>
<p>I malati oncologici e le loro famiglie sanno molto bene cosa sia la <strong><a href="http://www.fondazionefaro.it/" target="_blank" rel="noopener">Fondazione Faro</a></strong>, vero e proprio pilastro delle cure palliative a Torino che entra in gioco quando i reparti di oncologia non possono più offrire aiuto e permette di scegliere tra <strong><a href="http://www.fondazionefaro.it/la_fondazione_faro/le_cure_palliative_domiciliari" target="_blank" rel="noopener">cure domiciliari</a> </strong>e ricovero in <b><a href="http://www.fondazionefaro.it/la_fondazione_faro/le_cure_palliative_in_hospice" target="_blank" rel="noopener">hospice</a></b>. Nel primo caso le procedure di attivazione della presa in carico da parte della Faro variano a seconda della Asl di competenza ed è <strong>garantita un&#8217;assistenza medica ed infermieristica di routine o straordinaria, in caso di complicazioni, ma non continua</strong>. Questa prima ipotesi di cure palliative domiciliari prevede il coinvolgimento di parenti, persone care o personale infermieristico che possano somministrare terapie ed assistere il malato alla bisogna. Il frequente approvvigionamento di medicinali, le visite dal medico curante per impegnative e prescrizioni o all&#8217;Asl per il ritiro di materiale sanitario previsto dalle cure domiciliari, consigliano che le persone disponibili ad aiutare il malato terminale siano almeno due.</p>
<p><span style="line-height: 1.5;">Gli hospice della Fondazione Faro, intitolati a Ida Bocca e Sergio Sugliano, non hanno orari di visita. Si può mangiare assieme agli altri o con i propri parenti e si può addirittura cucinare quello che si vuole. Se un parente vuole fermarsi a dormire ne ha la possibilità. Ogni stanza ha il bagno in camera e<strong> <a href="http://www.compagniadisanpaolo.it/ita/Interventi-Principali/Torino/Hospice-Ida-Bocca-e-Sergio-Sugliano" target="_blank" rel="noopener">gli ambienti sono gradevoli</a></strong>.</span></p>
<p><span style="line-height: 1.5;">La Onlus offre inoltre <strong>sostegno psicologico sia ai malati che ai parenti</strong>. Spesso nei reparti di oncologia si sorvola sulla reale gravità della malattia, ci si trincera dietro a diagnosi altisonanti che il normale paziente non è in grado di interpretare o forse si pensa che sia meglio lasciare il malato in quel limbo tra speranza e paura che evita di far emergere la sofferenza o l&#8217;emotività. Prima della presa in carico, la Faro si assicura che il paziente sia perfettamente consapevole della propria diagnosi ed è pronta ad offrire sostegno psicologico alla fase di elaborazione e al raggiungimento della piena consapevolezza sullo stadio della malattia e al confronto, più sereno possibile, con l&#8217;idea della morte.</span></p>
<p>Leggi anche</p>
<ul>
<li><a href="http://psicomamme.it/medicina-difensiva-dal-decreto-di-appropriatezza-prescrittiva-ai-nuovi-lea/">Medicina difensiva</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/kit-pronto-soccorso-zaino/">Pronto soccorso tascabile</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/cibo-immagine-se/">Disturbi alimentari</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/come-bonificare-camera-letto-acari/">Come bonificare una camera da letto dagli acari</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/compliance-quando-e-difficile-seguire-le-cure-prescritte-dal-medico/">Compliance</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Compliance: quando è difficile seguire le cure prescritte dal medico?</title>
		<link>https://psicomamme.it/compliance-quando-e-difficile-seguire-le-cure-prescritte-dal-medico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavia Cavalero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2015 13:42:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando si parla di compliance si parla di adesione del malato alle prescrizioni mediche, qualche esempio per capirci meglio: Ti è mai capitato che un medico ti abbia prescritto un farmaco e tu non lo abbia assunto? Ti è mai capitato che un medico ti abbia suggerito di cambiamento nello stile di vita e tu non... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/compliance-quando-e-difficile-seguire-le-cure-prescritte-dal-medico/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di <strong>compliance</strong> si parla di <strong>adesione del malato alle prescrizioni mediche</strong>, qualche esempio per capirci meglio:</p>
<ul>
<li>Ti è mai capitato che un medico ti abbia prescritto un farmaco e tu non lo abbia assunto?</li>
<li>Ti è mai capitato che un medico ti abbia suggerito di cambiamento nello stile di vita e tu non lo abbia ascoltato?</li>
<li>Ti è mai capitato di acquistare un farmaco e di non prenderlo?</li>
<li>Ti è mai capitato di iniziare un percorso di cura e di interromperlo con qualche scusa?Ecco questi sono tutti esempi di pessima compliance, e non sono nemmeno esempi così fantasiosi; si tratta di situazioni reali che sono esperienza di moltissime persone che faticano a &#8220;collaborare con i dottori&#8221;. Secondo alcune statistiche <strong>circa il 50% dei pazienti segue le indicazioni dei medici, il restante 50% lo fa solo in parte o non lo fa del tutto</strong>. C’è da chiedersi come mai, a volte, ci comportiamo in modo così disfunzionale e poco coerente con noi stessi.
<p>E’ un argomento complesso, che ha più variabili da tenere sotto controllo. Il tema riguarda:</li>
<li>la relazione tra medico e paziente</li>
<li>il tipo di patologia</li>
<li>la comprensione del problema</li>
<li>le interferenze ambientali</li>
<li>ma soprattutto riguarda la nostra personale psicologia</li>
</ul>
<p>Non è raro, infatti, sentire affermare che la causa sia da imputare a DIMENTICANZE e dintorni “ho perso la ricetta del dottore”, “non mi ricordavo più la posologia” e così via. Tutto ciò, spesso, si può tradurre con il <strong>rifiuto della malattia</strong> oppure con il <strong>rifiuto della cura</strong>, due facce di una stessa medaglia.</p>
<p>E’ quindi molto importante, quando si va dal medico, non esitare a chiedere ulteriori spiegazioni se non si ha chiaro quanto ci è stato detto, perché comprendere bene di cosa si tratta è il primo passo per andare verso una buona compliance. Infatti <strong>una percentuale di non aderenza ai trattamenti da parte dei pazienti è dovuta al non avere compreso cosa sia quella malattia o in cosa consista la terapia</strong>.</p>
<p>Può anche accadere che sia il tipo di farmaco che è stato prescritto a non piacere, ad esempio quando si tratta di iniezioni. Non c’è nulla di cui vergognarsi e si può chiedere al medico un altro tipo di farmaco.</p>
<p>Ma come è già stato accennato qualche riga fa, a volte la questione è più profonda e riguarda un <strong>meccanismo inconscio di rifiuto della malattia che induce a non seguire le prescrizioni con conseguenze che possono anche rivelarsi gravi</strong>. In questi casi un aiuto psicologico può essere molto utile, specialmente quando l’aiuto avviene attraverso un gruppo che, come teorizzato nel 1970 da Yalom, permette e facilita:</p>
<ul>
<li>L’acquisizione di informazioni – oltre ad avere le informazioni dal medico, è molto importante averle da altri pazienti, si tratta evidentemente di due tipologie diverse di ragguagli, ma questo tipo di confronto è molto costruttivo</li>
<li>L’universalità – le dinamiche che si vengono a formare nel gruppo terapeutico sono le stesse che si formano in altri gruppi e può essere molto funzionale conoscerle</li>
<li>Il cambiamento di copione mentale/familiare – la partecipazione ad un gruppo dà la possibilità di cambiare il proprio copione di pensare che spesso è consuetudinario</li>
<li>La diffusione della speranza – in caso di malattia è purtroppo consueto perdere la speranza e lasciarsi andare al pessimismo, il gruppo è un dispositivo che permette invece la diffusione di speranza grazie alla narrazione di diverse esperienze</li>
<li>L’altruismo – nel gruppo si impara l’altruismo e si può godere dell’altruismo altrui</li>
<li>La socializzazione – nel gruppo si parla e ci si confronta con tutti i membri che lo compongono</li>
<li>L’imitazione – si impara a cambiare pensieri e modi di agire grazie ad un processo di imitazione, che è poi quello che si fa nella vita quotidiana fin da piccoli: abbiamo imparato a leggere e scrivere imitando un insegnante, a cucinare imitando nostra madre e così via</li>
<li>L’apprendimento – non si finisce mai di imparare e il gruppo è il dispositivo di apprendimento per eccellenza</li>
</ul>
<p>Leggi anche:</p>
<ul>
<li><a href="http://psicomamme.it/cure-palliative-torino-un-faro-nella-notte/">Cure palliative</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/medicina-difensiva-dal-decreto-di-appropriatezza-prescrittiva-ai-nuovi-lea/">Medicina difensiva</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/kit-pronto-soccorso-zaino/">Pronto soccorso tascabile</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/cibo-immagine-se/">Disturbi alimentari</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/come-bonificare-camera-letto-acari/">Come bonificare una camera da letto dagli acari</a></li>
</ul>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/compliance-quando-e-difficile-seguire-le-cure-prescritte-dal-medico/">Compliance: quando è difficile seguire le cure prescritte dal medico?</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
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		<item>
		<title>Tre ore al pronto soccorso del Maria Vittoria di Torino</title>
		<link>https://psicomamme.it/tre-ore-al-pronto-soccorso-del-maria-vittoria-di-torino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2015 09:50:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Codice verde al pronto soccorso dell&#8217;ospedale Maria Vittoria di Torino. Triage e attesa davanti alla sala traumi. Le emergenze si susseguono (due signore sono state investite in pieno), ognuno aspetta il proprio turno. Un uomo con un taglio alla mano arriva, sta per svenire. Chiamiamo un infermiere che porta subito la barella e lo scorta dai medici. Poco... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/tre-ore-al-pronto-soccorso-del-maria-vittoria-di-torino/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/tre-ore-al-pronto-soccorso-del-maria-vittoria-di-torino/">Tre ore al pronto soccorso del Maria Vittoria di Torino</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Codice verde al pronto soccorso dell&#8217;ospedale <strong>Maria Vittoria di Torino</strong>. Triage e attesa davanti alla sala traumi.<br />
Le emergenze si susseguono (due signore sono state investite in pieno), ognuno aspetta il proprio turno.<br />
Un uomo con un taglio alla mano arriva, sta per svenire. Chiamiamo un infermiere che porta subito la barella e lo scorta dai medici. Poco dopo si sente un medico dire ad alta voce &#8220;La smetta di bussare, qua dentro c&#8217;è un chirurgo, la smetta di dare fastidio&#8221;. Tra le persone sedute in attesa alcune si incitano a vicenda per andare ad interrogare infermieri e dottori appena ne vedono uno. <strong>Vogliono sapere, vogliono risposte, vogliono passare prima degli altri</strong>.<br />
Siamo tutti lì per aspettare a lungo, per il semplice fatto che siamo dei codici verdi, niente di preoccupante. Purtuttavia la persecuzione del camicie va avanti imperterrita, senza rispetto, senza comprensione delle parole, gentili, con cui viene chiesto di piantarla.</p>
<p>Poi tocca a noi: prima visita, lastra, seconda visita, gesso. In tutto tre ore e mezza di attesa. Poche? Troppe? Chissà? Quel che è certo è che molte persone gravi sono state curate subito e bene. I loro parenti, che sono arrivati alla spicciolata, li hanno trovati e speriamo che sia finita bene.</p>
<p>Quando si parla dei pronto soccorsi che sono intasati e &#8220;non funzionano&#8221; non possiamo far finta di non sapere che <strong>sono anche i pazienti a creare problemi</strong> cercando in ogni modo di avere un trattamento di favore, non si sa bene perché. E&#8217; normale avere un po&#8217; di ansia ma bisogna capire che nelle sale operatorie c&#8217;è gente sotto i ferri, ci sono persone che soffrono più di noi e che non apprezzeranno molto il fatto di essere interrotte da scocciatori che bussano alla porta del chirurgo per chiedere cose di cui probabilmente non sa nulla.</p>
<p>Il nostro caso è stato valutato con gentilezza e competenza non scontate e un&#8217;infermiera che aveva finito il turno si è anche offerta di aiutarci a tornare a casa. Cose dell&#8217;altro mondo <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br />
Il voto che diamo a tutto il personale durante queste ore al pronto del Maria Vittoria è 10 perché non era umanamente possibile fare più in fretta (non si deve fare in fretta con persone investite dalle macchine) e altre che svengono per gravi ferite da taglio alle mani.</p>
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]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Il cibo è relazione</title>
		<link>https://psicomamme.it/cibo-relazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavia Cavalero]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2014 12:50:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Poiché l’alimentazione ci permette di vivere, il rapporto essere umano–cibo dovrebbe essere semplicissimo. Nel corso della vita ci accorgiamo, invece, che non è sempre così e quando la questione riguarda i nostri figli, spesso, ci allarmiamo. Il cibo è infatti relazione. Un bambino che mangia troppo o, al contrario troppo poco, un bambino selettivo che mangia... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/cibo-relazione/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/cibo-relazione/">Il cibo è relazione</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Poiché l’alimentazione ci permette di vivere, il rapporto essere umano–cibo dovrebbe essere semplicissimo. Nel corso della vita ci accorgiamo, invece, che non è sempre così e quando la questione riguarda i nostri figli, spesso, ci allarmiamo. Il cibo è infatti relazione.<br />
Un bambino che mangia troppo o, al contrario troppo poco, un bambino selettivo che mangia solo alcuni cibi e rifiuta tutti gli altri oppure che fa un sacco di storie quando è ora di mettersi a tavola, è un bambino che manda in crisi chi si occupa di lui. Si genera una sorta di circolo vizioso: <strong>più noi andiamo in crisi, più il bambino manifesta il comportamento che la genera e così avanti</strong>, noi in crisi e lui sempre più ostinato a non mangiare, o a mangiare troppo, o a mangiare solo quel che dice lui.</p>
<p>Ci sono bambini che rifiutano alcuni alimenti, ad esempio la pasta con il sugo oppure una o più verdure o la frutta. Ce ne sono altri che non vogliono mangiare a tavola. Altri ancora che pretendono di guardare i cartoni durante i pasti. E così via, con altri comportamenti bizzarri che inducono quasi sempre l’adulto a sottostare alle richieste e a soddisfare ogni reclamo del bambino.<br />
Mangiare non è solo un atto che ci permette di vivere, non ha a che fare solo con la nutrizione del corpo; <strong>attraverso il cibo passano fattori culturali, tradizionali, affettivi, emotivi e relazionali importanti tanto quanto il nutrimento del corpo</strong> e tutto ciò accade fin dall’allattamento (sia esso al seno, sia attraverso il biberon). In quell’abbraccio il bambino vive il battito del cuore, il calore, l’odore, la vibrazione di chi lo allatta che, in questo modo, non gli offre solo cibo, ma anche <strong>calore</strong>, <strong>contenimento</strong>, <strong>rassicurazione</strong>, <strong>serenità</strong>, <strong>piacere</strong>.</p>
<p><strong>Il cibo da segno diventa simbolo e da simbolo diventa sintomo</strong>. Un segnale, un campanellino sonante che deve attirare la nostra attenzione e che non è detto che suoni solo nell’infanzia, spesso in adolescenza si fa sentire, nuovamente o per la prima volta, ma sempre seguendo questo percorso che trasforma il comportamento con il cibo nel sintomo di un disagio.<br />
Non a caso, quando un bambino o un adolescente presentano problemi con l’alimentazione, immediatamente dopo aver consultato il pediatra per escludere origini di ordine fisico, si consiglia vivamente di parlare con uno psicologo perché spesso è il segnale di una difficoltà di tipo relazionale.</p>
<p><strong>Quando si raggiunge questo punto si presentano le nostre resistenze</strong> che solitamente danno inizio ad una processione di visite, cambio di pediatri, consulti di professionisti che si occupano di medicina alternativa, rimedi pseudo farmaceutici di vario tipo. <strong>Le resistenze sono delle forze che agiscono in noi per evitare di affrontare la questione mettendo in discussione il nostro comportamento</strong>. Per la logica è più semplice ritenere che il bambino sia viziato o che l’adolescente stia seguendo un modello sbagliato piuttosto che mettere in discussione il nostro personale/familiare modo di fare.<br />
Nel migliore di casi il bambino/l’adolescente persiste nel suo comportamento ostinato quando, addirittura, il suo comportamento alimentare non peggiora.</p>
<p>Più di qualcuno può riconoscersi in queste frasi:<br />
“Con la baby sitter mangia anche i cibi che con me rifiuta”<br />
“Le maestre dicono che in mensa non fa problemi a mangiare, ma io non ci credo”<br />
“Dai nonni mangia tutto, ma a casa fa un sacco di storie”</p>
<p>Queste stesse affermazioni sono quelle che dovrebbero farci riflettere e che dovrebbero originare almeno il dubbio che potrebbe essere il segnale di qualche difficoltà di tipo relazionale. Ma le nostre resistenze sono più forti e ci impediscono di capire, di vedere cosa ci sia sotto quel comportamento; come quando c’è la nebbia che rende difficoltoso anche il percorso che conosciamo a menadito, quella sottile coltre di vapore ci impedisce di vedere al di là.</p>
<p>Ci sono alcuni espedienti che possono aiutare a rendere questa lotta meno dura:</p>
<h3>Con i bambini piccolissimi</h3>
<ul>
<li>Più il bambino è piccolo più è importante che possa anche pasticciare il suo cibo, se prende la pasta con le mani per provare a mangiarla da solo, è importante permettergli di farlo. La conoscenza passa anche da quella strada lì</li>
<li>Se c’è un alimento che non gli piace è inutile proporglielo in continuazione, è vero che i gusti cambiano e che un alimento che non piaceva può successivamente piacere, ma ci vuole un po’ di tempo ed è giusto concederglielo</li>
<li>Se abituiamo il bambino piccolo a mangiare giocando, o se lo imbocchiamo traendolo in inganno con la complicità della televisione, lui tenderà ad associare il momento del pasto a quel rito e la sua aspettativa sarà quella … sarà difficile disabituarlo e la possibilità che si distragga e che ritenga più interessante il gioco del cibo è molto alta</li>
</ul>
<h3>Con i bambini piccoli</h3>
<ul>
<li>Il cibo non deve essere un’arma di ricatto: evitare frasi tipo “Se mangi tutta la pappa, la mamma ti porta al parco”. Non si mangia per ottenere qualcosa o per accontentare qualcuno, inoltre il ricatto mette ansia, cosa decisamente sfavorevole a stimolare l’appetito</li>
<li>Limitazioni severe o addirittura divieti di mangiare alcuni cibi hanno l’effetto di renderli più desiderabili e veicolano anche un forte messaggio di controllo rispetto all’autonomia che il piccolo sta cercando di raggiungere</li>
<li>I bambini quando hanno fame, mangiano, di conseguenza non mangiano quando non hanno fame. Questa frase sibillina è importante e dice semplicemente le cose come stanno, sempre in caso di buona salute fisica. Non è detto che un bambino abbia fame perché sono le 12,30 e per convenzione si pranza a quell’ora. Magari avrà fame un’ora dopo. E’ importante conoscere e rispettare i suoi ritmi per evitare di imporgli di mangiare quando manca l’elemento essenziale per farlo, ossia l’appetito</li>
</ul>
<h3>Con i bambini in età scolare</h3>
<ul>
<li>Coinvolgere l’infante può essere una mossa positiva, sia perché lo si rende partecipe a un compito da adulti, sia perché in questo modo sente di condividere qualcosa di suo nel rito del pasto, sia perché lo si responsabilizza. A seconda della età gli si può chiedere un aiuto nell’apparecchiare e anche nel preparare il cibo, in quest’ultimo modo ha la possibilità di partecipare alla trasformazione dalla materia prima alla pietanza</li>
<li>I bambini hanno bisogno di regole, poche, chiare e condivise. E’ importante che imparino come ci si comporta a tavola e lo fanno prima e senza problemi se capiscono le motivazioni</li>
<li>Ognuno di noi ha almeno un alimento che proprio non gradisce e questo accade anche ai bambini. Rispettarne i gusti personali è importante, mentre è inutile forzarli a mangiare una cosa che non piace</li>
</ul>
<h3>A tutte le età</h3>
<ul>
<li>Se sentono il nostro continuo lamento e preoccupazione rispetto al loro comportamento alimentare, siano essi piccoli o adolescenti, non faranno altro che continuare</li>
<li>L’enfasi eccessiva al pasto porta quasi sempre ad un comportamento di ribellione</li>
<li>L’ansia genitoriale arriva dritta dritta al destinatario e si aggiunge alla sua. Infatti nulla condiziona di più un bambino e/o un adolescente che il carico di ansia dei genitori e spesso le risposte sono legate proprio al clima emotivo più che al cibo</li>
<li>In ultimo ma per primo in ordine di importanza; quale è il vostro rapporto con il cibo??? Prima di quanto noi diciamo, ai pargoli arriva quanto noi facciamo. Siamo il modello a cui tendono. Il modo in cui noi pensiamo il cibo è il modo in cui lo pensano o lo penseranno loro, pertanto se siamo dei golosi impenitenti o se tendiamo a mangiare il meno possibile per evitare di ingrassare, è molto probabile che vedremo ripetere questo comportamento. Le abitudini alimentari, il valore e il significato del cibo si trasmettono con l’esempio.</li>
</ul>
<p>Approfondisci leggendo questi articoli:</p>
<ul>
<li><strong><a href="http://psicomamme.it/responsabili-spreco-alimentare/" target="_blank">Siamo responsabili dello spreco alimentare</a> </strong></li>
<li><strong><a href="http://psicomamme.it/dieta-equilibrata-estate/" target="_blank">Dieta equilibrata per la prova costume</a> </strong></li>
<li><strong><a href="http://psicomamme.it/disturbi-alimentari-bilancia-nemico/" target="_blank">Disturbi alimentari </a></strong></li>
<li class="last-item"><strong><a href="http://psicomamme.it/piramide-alimentare-feste/" target="_blank">La piramide alimentare</a> </strong></li>
<li><strong><a href="http://psicomamme.it/cure-palliative-torino-un-faro-nella-notte/">Cure palliative</a></strong></li>
<li><strong><a href="http://psicomamme.it/medicina-difensiva-dal-decreto-di-appropriatezza-prescrittiva-ai-nuovi-lea/">Medicina difensiva</a></strong></li>
<li><strong><a href="http://psicomamme.it/kit-pronto-soccorso-zaino/">Pronto soccorso tascabile</a></strong></li>
<li><strong><a href="http://psicomamme.it/cibo-immagine-se/">Disturbi alimentari</a></strong></li>
<li><strong><a href="http://psicomamme.it/come-bonificare-camera-letto-acari/">Come bonificare una camera da letto dagli acari</a></strong></li>
<li><strong><a href="http://psicomamme.it/compliance-quando-e-difficile-seguire-le-cure-prescritte-dal-medico/">Compliance</a></strong></li>
</ul>
<p>La foto del <a title="Dolce di Natale" href="https://www.flickr.com/photos/nationalarchives/5263978078/in/photolist-eLeFQe-5V5jsR-8Ub8MG-n98YmR-6pJ45c-72gSjF-p3rv1r-a5rMSX-4jyBVV-9Jar39-hJJA3m-75VTuy-6TsXXm-5JNhVp-5V5xtc-65ykg8-a17uov-92aghJ-5V5mxB-gbW6Wg-5qcQRh-4jyEMf-jpZ8xA-9iQKaz-ifX3yb-5JSvQN-4jya7L-6Bk7KX-7JeGCZ-5KpBwx-4CWQ4t-7JiCb5-9GGURY-87G2mJ-64xTaB-eHLv1R-bBECxx-9Z5vFR-fEpVZv-amXM7E-4C39E7-7xBeuQ-8BJanj-5JNeSx-9yj4wb-d9ZFSy-fCNCWZ-6SR71S-5V9Yp1-8cyoMo" target="_blank" rel="noopener">Christmas pudding</a> è di National Archive Uk</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/cibo-relazione/">Il cibo è relazione</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
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		<title>Cibo, immagine di se’, condizionamenti e patologia:   i disturbi del comportamento alimentare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavia Cavalero]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2014 07:21:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’approccio con il cibo è soggettivo, ognuno di noi ha credenze, riti, abitudini che nel tempo si consolidano e generano per ognuno il proprio stile di  alimentazione. In alcuni casi questi comportamenti sono patologici e alla base hanno veri e propri disturbi del comportamento alimentare (DCA). I fattori che concorrono alla genesi dei DCA sono... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/cibo-immagine-se/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/cibo-immagine-se/">Cibo, immagine di se’, condizionamenti e patologia:   i disturbi del comportamento alimentare</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><span style="line-height: 1.5em;">L<strong>’approccio con il cibo è soggettivo</strong>, ognuno di noi ha credenze, riti, abitudini che nel tempo si consolidano e generano per ognuno il proprio <strong>stile di  alimentazione</strong>. In alcuni casi questi comportamenti sono patologici e alla base hanno veri e propri <strong>disturbi del comportamento alimentare</strong> (DCA).</span></p>
<p>I fattori che concorrono alla genesi dei DCA sono parecchi, non esiste una causa unica, ma una concomitanza di fattori che possono interagire tra loro nel favorirne la comparsa. Le cause non sono del tutto chiare: esistono motivi predisponenti di natura sia <a title="Biologia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Biologia" target="_blank" rel="noopener">biologica</a>, sia <a title="Società" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Societ%C3%A0" target="_blank" rel="noopener">sociale</a>, sia <a title="Psicologia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia" target="_blank" rel="noopener">psicologica</a> ai quali si sovrappongono fattori scatenanti che portano allo sviluppo della malattia.</p>
<p>Tra le cause, quella ambientale &#8211; culturale non è indifferente; ad esempio <strong>il consumismo e i condizionamenti dei modelli proposti dai media, può influenzare la nostra esistenza in modo anche profondo con conseguenze che possono ripercuotersi anche sulla salute</strong>. Sia chiaro che questo è solo un esempio e non è la causa unica di questo problema, ma ha una forte incidenza specialmente su quella parte della popolazione, più o meno giovane, che risulta essere particolarmente sensibile all’esposizione del giudizio altrui. Oggigiorno <strong>l’immagine perfetta rappresenta l’ideale di molte persone</strong>, è stato creato un nuovo bisogno: il mito del corpo sempre più esposto, un corpo che deve presentarsi secondo certi canoni di bellezza stabiliti dai mass media.</p>
<p><a href="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/06/batty-grable-pin-up.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-8918 aligncenter" alt="Batty Grable Pin Up" src="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/06/batty-grable-pin-up.jpg" width="379" height="640" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/06/batty-grable-pin-up.jpg 379w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/06/batty-grable-pin-up-178x300.jpg 178w" sizes="(max-width: 379px) 100vw, 379px" /></a></p>
<p>Ormai da oltre vent’anni, quotidianamente, ci vengono proposte immagini di modelle, attrici, cantanti, personaggi televisivi, tutti filiformi portati come esempio di un canone assoluto di bellezza. E’ necessario possedere un corpo longilineo per avere successo nella vita, per essere benvoluti dagli “altri da noi”, per essere socialmente accettati.</p>
<p>Nei Paesi occidentali il fenomeno dei Disturbi del Comportamento Alimentare sta assumendo proporzioni preoccupanti:<strong> mangiare troppo o mangiare poco sono le due facce di questa medaglia, due aspetti dell’ossessione verso il cibo</strong>.</p>
<p>Le adolescenti sono le vittime predestinate di questo fenomeno, sebbene negli ultimi anni si registri anche un aumento di presenza maschile e un aumento dell’età fra le persone colpite da questi disturbi.</p>
<p>Un fenomeno allarmante, che indica quanto sia sottovalutata la gravità di questa patologia, è quello presente in Internet. <strong>Siti pro anoressia sono divenuti una moda</strong>, nata negli Stati Uniti e ormai tristemente diffusa tra le adolescenti di tutto il mondo.</p>
<p>Questi siti diffondono un decalogo da seguire rigorosamente:</p>
<ul>
<li>Se non sei magra, non sei attraente</li>
<li>Essere magri e’ più importante che essere sani</li>
<li>Compra dei vestiti, tagliati i capelli, prendi dei lassativi, muori di fame, fai di tutto per sembrare più magra</li>
<li>Non puoi mangiare senza sentirti colpevole</li>
<li>Non puoi mangiare cibo Ingrassante senza punirti dopo</li>
<li>Devi contare le calorie e ridurne l’ assunzione di conseguenza</li>
<li>Quello che dice la bilancia è la cosa più importante</li>
<li>Perdere peso è bene, guadagnare peso è male</li>
<li>Non sarai mai troppo magra;</li>
<li>Essere magri e non mangiare sono simbolo di vera forza di volontà e autocontrollo.</li>
</ul>
<p>Indubbiamente i disturbi del comportamento alimentare non hanno cause solo socio culturali, ma altrettanto indubbiamente è importante che parta una campagna di prevenzione e che questi siti vengano definitivamente chiusi. Perché<strong> non sono la principale causa, ma sono fortemente coinvolti</strong>.</p>
<p><b>COSA SONO <b>I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE (DCA) </b>E QUALI SONO </b></p>
<p>Secondo il DSM IV TR (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) i disturbi alimentari sono caratterizzati da grossolane alterazioni del comportamento alimentare. Questo può significare <strong>mangiare troppo, non mangiare abbastanza, o mangiare in un modo estremamente malsano</strong>. La caratteristica essenziale è che <strong>l’autostima è connessa alla forma e al peso del corpo</strong>. (PDM, 125)</p>
<p>I DCA sono <strong>persistenti disturbi del comportamento alimentare o di comportamenti finalizzati al controllo del peso corporeo che danneggiano, in modo significativo, la salute fisica o il funzionamento psicologico</strong>. In generale si parla di disturbo del comportamento alimentare quando siano presenti comportamenti scorretti verso il cibo, le cause sono multiple e, tranne in rari casi, non vi è eziologia organica.</p>
<p>Il DSM IV TR classifica i disturbi del comportamento alimentare in:</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">ANORESSIA</span> caratterizzata dal rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">BULIMIA</span> caratterizzata da ricorrenti episodi di “abbuffate” seguiti dall’adozione di mezzi inappropriati per controllare il peso, come il vomito autoindotto, l’uso di lassativi, diuretici o altri farmaci; il digiuno o l’attività fisica praticata in maniera eccessiva</p>
<p>Caratteristica essenziale comune ad entrambi i disturbi, Anoressia Nervosa e Bulimia Nervosa, è la presenza di una <strong>alterata percezione del peso e della propria immagine corporea</strong>. Ciò significa che <strong>la persona ha una visione distorta del proprio aspetto fisico</strong>, non si vede come appare nella realtà.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE NON ALTRIMENTI SPECIFICATI</span>. I Disturbi della Alimentazione che non soddisfano i criteri di nessun specifico disturbo vengono classificati come Disturbi della Alimentazione Non Altrimenti Specificati.</p>
<p><strong>L’obesità non compare nella classificazione del DSM-IV, poiché non ne è stata accertata l’associazione costante con alcuna sindrome psicologica o comportamentale</strong>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA</span> (Binge Eating Disorder) (DSM-IV App.13) descrive sul piano clinico un comportamento alimentare di tipo bulimico, caratterizzato da  episodi di abbuffate  ricorrenti e reiterate nel corso della giornata, ma non seguite da manovre di eliminazione o di altri comportamenti compensatori ed è associato alla sensazione di perdere il controllo dell’atto del mangiare.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<ul>
<li><a title="La dieta equilibrata per la prova costume" href="http://psicomamme.it/dieta-equilibrata-estate/" target="_blank">la dieta equilibrata per la prova costume</a></li>
<li><a title="La bilancia come nemico" href="http://psicomamme.it/disturbi-alimentari-bilancia-nemico/" target="_blank">la bilancia come nemico</a></li>
<li><a title="La sicurezza alimentare" href="http://psicomamme.it/sicurezza-alimenti/" target="_blank">la sicurezza alimentare</a></li>
<li><a title="Cosa mangiare per dimagrire?" href="http://psicomamme.it/mangiare-per-dimagrire-3-semplici-consigli-anti-fame/" target="_blank">cosa mangiare per dimagrire?</a></li>
</ul>
<p>La <a title="L&#039;attrice Batty Grable" href="https://www.flickr.com/photos/sdasmarchives/8068649812/in/photolist-dhZWtW-5SBSeT-7323uF-8nSzBu-i6QT3V-eKXUgF-5L2Mkj-buZfjM-8TP3rz-ie5jjN-8aiSTP-idWn39-ie3das-8anvUd-8adQ6i-8TS7EE-89fzVn-8af2kH-d6HepC-8agacV-idZduo-hXzyxp-hXDR1h-idVAT9-hXwDgv-hXvKpU-hXwjfp-hXHggA-hXGk5D-hPJkVw-hRvLjp-hPEkV1-hPJHMt-hPPcf7-hPFJtd-hPEnD9-hPBVan-hPG7Vt-8ajrKA-nvcEi6-nvcDEc" target="_blank" rel="noopener">foto</a> di John Scott Hartje è tratta da <a id="yui_3_11_0_3_1403161673146_908" href="https://www.flickr.com/photos/sdasmarchives/" target="_blank" rel="noopener">SDASM Archives</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Defibrillatori pubblici: una risorsa che può salvare molte vite</title>
		<link>https://psicomamme.it/defibrillatori-pubblici-risorsa-puo-salvare-molte-vite/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2014 10:03:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;associazione Piemonte Cuore e altre associazioni in tutta Italia promuovono la diffusione in scuole, piscine, spiagge, luoghi di grande passaggio, dei defibrillatori pubblici, usabili facilmente da chiunque, anche dai bambini. La Pad (la Public Access Defibrillation) è una risorsa preziosissima per salvare vite. Ogni minuto senza assistenza, equivale per un infartuato, ad una drastica riduzione... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/defibrillatori-pubblici-risorsa-puo-salvare-molte-vite/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;associazione <strong><a title="Associazione Piemonte Cuore" href="http://www.piemontecuore.eu" target="_blank" rel="noopener">Piemonte Cuore</a></strong> e altre associazioni in tutta Italia promuovono la <strong>diffusione</strong> in scuole, piscine, spiagge, luoghi di grande passaggio, dei <strong>defibrillatori pubblici</strong>, usabili facilmente da chiunque, anche dai bambini. La Pad (la Public Access Defibrillation) è una risorsa preziosissima per salvare vite. Ogni minuto senza assistenza, equivale per un infartuato, ad una drastica riduzione della speranza di sopravvivenza.</p>
<p>Dal<strong> <a title="Documento sul&#039;arresto cardiaco " href="http://www.salute.gov.it/resources/static/ministero/usmaf/ACLS_giugno_2010/arrestoCC.pdf" target="_blank" rel="noopener">documento del Governo della Salute</a></strong> che ti invitiamo a leggere (pagina 12),<strong> la percentuale di sopravvivenza dopo un arresto cardiaco è del 2%, in caso di defibrillazione nei primi 5 minuti è del 50%</strong>.</p>
<p>Sembra un argomento tetro e invece no. Ho assistito alla presentazione del kit donato alla scuola Montessori di Torino e sia i grandi che i bambini hanno davvero imparato qualcosa sperimentando le semplicissime procedure guidate con cui questi piccoli defibrillatori fanno ripartire il cuore di una persona priva di sensi.<br />
<strong>E&#8217; una bellissima lezione di vita e dà ai bambini la consapevolezza che si può fare qualcosa di concreto ed efficace per aiutare gli altri</strong>.</p>
<p><a href="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/06/defibrillatore-pubblico-scuola-montessori.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-8846" src="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/06/defibrillatore-pubblico-scuola-montessori.jpg" alt="defibrillatore-pubblico-scuola-montessori" width="800" height="1174" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/06/defibrillatore-pubblico-scuola-montessori.jpg 800w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/06/defibrillatore-pubblico-scuola-montessori-204x300.jpg 204w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/06/defibrillatore-pubblico-scuola-montessori-697x1024.jpg 697w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>In Italia, purtroppo, non esiste una cultura del bene comune e <strong>i cavilli burocratici, la voglia di non cercare grane, di non prendersi responsabilità, rema drasticamente contro simili lodevolissime iniziative</strong>.</p>
<p>Le scuole stanno tuttavia rispondendo molto positivamente in molte regioni d&#8217;Italia. Nella provincia di Piacenza il progetto va avanti da anni e tantissimi bambini hanno familiarizzato con l'&#8221;amico del cuore&#8221;, come lo chiamano loro.</p>
<p>Le farmacie torinesi sono provviste di defibrillatore ma non c&#8217;è alcuna targa che lo segnali e le macchine non sono a disposizione di tutti. Nella metropolitana di Torino, ad oggi, non ci sono defibrillatori.<br />
E&#8217; un vero peccato!</p>
<p>A Sanremo ne sono stati rubati due liberamente accessibili, insomma non c&#8217;è ancora la giusta cultura ma possiamo migliorare <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Bisogna precisare che <strong>i defibrillatori pubblici non sono quelli manuali che vediamo nei film</strong>. Sono macchine leggere, in plastica, che eseguono la diagnosi tramite appositi sensori e permettono il rilascio di elettricità solo in caso di assenza di battito cardiaco. Nelle scuole vengono date in dotazione anche piastre pediatriche per i bambini sotto gli 8 anni.</p>
<h3>Ecco  i passi da seguire in caso di arresto cardiaco e se abbiamo a disposizione un defibrillatore pubblico (le fasi dell&#8217;intervento sono comunque sempre indicate nel cartellone accanto alla teca della macchina)</h3>
<ul>
<li>toccare la persona per capire se sia priva di sensi</li>
<li>scoprire il torace togliendo gli indumenti o tagliandoli con le forbici in ditazione nel defibrillatore</li>
<li>verificare se la persona respiri sollevandole il mento, ponendo l&#8217;orecchio accanto al suo naso e osservando se il torace si alzi e si abbassi per il respiro</li>
<li>se non c&#8217;è respiro e non abbiamo un defibrillatore, chiamare il 118. Eseguire il massaggio cardiaco che va fatto tenendo una mano sull&#8217;altra, a braccia dritte, spingendo con il proprio peso su un punto equidistante dai capezzoli. Il massaggio non va mai fatto su un materasso o su una superficie morbida.</li>
<li>se abbiamo un defibrillatore semiautomatico a disposizione, poniamo gli elettrodi dove indicato nel kit</li>
<li>il defibrillatore ci dirà se sia necessario effettuare una scarica</li>
<li>in caso positivo avvertire tutti i presenti di allontanarsi</li>
<li>dare il via alla scarica</li>
<li>eseguire il massaggio cardiaco fino all&#8217;arrivo dell&#8217;ambulanza</li>
</ul>
<p>I bambini hanno imparato tutto con una velocità impressionante, sperimentando ogni procedura, massaggio cardiaco compreso, su appositi manichini.</p>
<p>Ecco qui le varie fasi dell&#8217;intervento</p>
<p><a href="https://psicomamme.it/defibrillatori-pubblici-risorsa-puo-salvare-molte-vite/massaggio-cardiaco/"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/06/massaggio-cardiaco-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Il massaggio cardiaco" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/06/massaggio-cardiaco-150x150.jpg 150w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/06/massaggio-cardiaco-198x198.jpg 198w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/06/massaggio-cardiaco-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a><br />
<a href="https://psicomamme.it/defibrillatori-pubblici-risorsa-puo-salvare-molte-vite/defibrillatore-semiautomatico-pediatrico/"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/06/defibrillatore-semiautomatico-pediatrico-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Defibrillatore semiautomatico pediatrico" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/06/defibrillatore-semiautomatico-pediatrico-150x150.jpg 150w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/06/defibrillatore-semiautomatico-pediatrico-198x198.jpg 198w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/06/defibrillatore-semiautomatico-pediatrico-75x75.jpg 75w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a><br />
<a href="https://psicomamme.it/defibrillatori-pubblici-risorsa-puo-salvare-molte-vite/defibrillatore-semi-automatico-elettrodi/"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/06/defibrillatore-semi-automatico-elettrodi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/06/defibrillatore-semi-automatico-elettrodi-150x150.jpg 150w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/06/defibrillatore-semi-automatico-elettrodi-120x120.jpg 120w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/06/defibrillatore-semi-automatico-elettrodi-198x198.jpg 198w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/06/defibrillatore-semi-automatico-elettrodi-75x75.jpg 75w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a><br />
<a href="https://psicomamme.it/defibrillatori-pubblici-risorsa-puo-salvare-molte-vite/das-controllo-respiro/"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/06/das-controllo-respiro-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Das: controllo respiro" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/06/das-controllo-respiro-150x150.jpg 150w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/06/das-controllo-respiro-198x198.jpg 198w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/06/das-controllo-respiro-75x75.jpg 75w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></p>
<p>Speriamo che forze dell&#8217;ordine, strutture sportive, uffici pubblici rispondano positivamente e si prendano, assieme a noi, il rischio di salvare delle vite <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
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