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	<title>Sentimenti &#8211; Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</title>
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	<description>In aiuto a piccoli e grandi</description>
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	<title>Sentimenti &#8211; Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</title>
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		<title>Che sia amore, lavoro o amicizia, la loro fine è un lutto da elaborare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavia Cavalero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 May 2014 11:49:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sentimenti]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni ed emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la parola lutto si intende la perdita fisica di una persona importante nella nostra storia di vita e la si usa non solo per indicare un distacco dovuto a causa di morte, ma ogni volta che avviene una separazione definitiva. Nella vita di ognuno di noi possiamo trovare esempi di separazioni e addii che... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/lutto-da-elaborare/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la parola <strong>lutto</strong> si intende la perdita fisica di una persona importante nella nostra storia di vita e la si usa non solo per indicare un distacco dovuto a causa di morte, ma <strong>ogni volta che avviene una separazione definitiva</strong>.</p>
<p>Nella vita di ognuno di noi possiamo trovare esempi di separazioni e addii che ci hanno causato un periodo di sentimento di lutto per quanto sono stati difficili da superare. <strong><a href="http://psicomamme.it/non-e-bastante-il-libro-di-flavia-cavalero-sulla-separazione-nella-coppia/" target="_blank">Separazioni</a></strong> e divorzi, <strong>licenziamenti</strong>, <strong>chiusura di un’amicizia</strong> importante, sono solo alcuni esempi di <strong>distacchi</strong> che ci possono portare a vivere la <strong>situazione psicologica del lutto</strong>.</p>
<p>In forma simbolica vi è sempre il rimando alla morte in quanto fine definitiva di una storia, di una relazione, di un legame.<b> </b><strong>I simboli sono la materia prima del nostro inconscio</strong> e se vogliamo che la conoscenza di noi stessi sia quanto più possibile intensa ed interiore dobbiamo abituarci a tradurre in questo linguaggio quanto viviamo in modo concreto. La traduzione del segno in simbolo ci aiuta a capire in modo approfondito le motivazioni cha sono alla base di molte delle nostre reazioni e dei nostri comportamenti.</p>
<p>I momenti di separazione sono sempre difficili da affrontare e, anche a seconda della nostra storia personale e familiare, possiamo essere più o meno attrezzati in queste situazioni. <strong>Il distacco dall’altro</strong> è una di quelle esperienze che caratterizzano la vita di tutti noi fin dal momento della nascita ed è un fenomeno che, se da una parte <strong>è portatore di sofferenza e di tristezza</strong>, da un’altra parte <strong>permette la nostra crescita individuale e la nostra differenziazione</strong>.  Quest’ultima parte però riusciamo a vederla solo dopo aver superato il dolore, la rabbia e la tristezza che l’evento ha lasciato dentro di noi; quando siamo nel pieno della burrasca non sopportiamo nemmeno di sentirlo dire che ci può essere un lato positivo anche nella nostra sofferenza. E’ una questione di tempi, che devono essere maturi e che ci devono trovare in quella dimensione psicologica di riorganizzazione in cui siamo pronti a ripartire.</p>
<p>La parola lutto deriva dal latino <strong><i>lugere</i> </strong>che significa <strong>piangere </strong>e questo ci fa chiaramente capire come il lutto sia accompagnato sempre da un <strong>dolore</strong> che è poi  proporzionato al tipo di legame che si è venuto a spezzare. <strong>Questo dolore ha bisogno di essere elaborato</strong>, affrontato ed attraversato per poter risolvere il lutto e tornare a vivere con serenità la propria vita.</p>
<p>La questione dell’elaborazione del lutto è sicuramente soggettiva ma diversi autori ci hanno spiegato come ci siano alcune fasi che sono comuni a tutti noi, ognuno le vive con alternanze diverse, in base alla sua storia ed al suo evento, ma esistono alcuni passaggi che sono uguali per tutti e proprio per questo siamo in grado di provare molta comprensione e rispetto di fronte al lutto altrui.</p>
<p><strong>Elaborare il lutto</strong> significa rivivere/ripensare al vissuto ed al processo del legame significativo interrotto, significa <strong>accettare il dolore generato dalla perdita ed attraversarlo viverlo tutto appieno</strong>.</p>
<p>Articolo di Flavia Cavalero</p>
<p>L&#8217;<a title="Past-Golden Gate a San Francisco" href="https://www.flickr.com/photos/osucommons/3654963301/in/photolist-6yYDfD-8rcKFs-8o43KG-6yYyDV-6BcSe7-8grCqj-6BaeZo-8i8jrh-8o4cJS-8atDEu-8atDSW-8i5ce8-8rdB5m-8ranhx-6BcTKj-6z3LaG-8i8zk9-6B8EiX-6z3G45-6z3CPb-8m4AFK-8to4sF-8m4zrv-6yYxj8-6yYzWv-6B6a3X-8rcA2m-8cyJpw-8cywFw-8gruKG-8i8sso-8m7urY-8czorS-8m7rvw-6yYApK-8eH37c-8atDtY-6BaoJN-8rcZ79-asPntK-8m7ymN-8goftV-8i4Eiv-6BcWqJ-6z3GEN-8aqpsV-8o4bzs-8tnGAX-6yYFbx-8atDfu" target="_blank" rel="noopener">immagine</a> è di <a title="Archivio fotografico Osu Oregon State" href="https://www.flickr.com/photos/34586311@N05" target="_blank" rel="noopener">Osu Oregon State</a></p>
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		<title>Come costruiamo i nostri legami affettivi?</title>
		<link>https://psicomamme.it/come-costruiamo-nostri-legami-affettivi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2014 13:05:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sentimenti]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni ed emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel nostro viaggio nei sentimenti amorosi, passando anche per la separazione, eccoci al concetto di attaccamento e all&#8217;analisi di come costruiamo i nostri legami affettivi. In base agli studi di Bowlby e colleghi, i tipi di legami che instauriamo da adulti sono molto influenzati dal tipo di attaccamento che avevamo da bambini nei confronti di chi si... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/come-costruiamo-nostri-legami-affettivi/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel nostro viaggio nei <strong><a title="Definizione di amore" href="http://psicomamme.it/amore-intervento-flavia-cavalero-convegno-donne-al-bivio/" target="_blank">sentimenti amorosi</a></strong>, passando anche per la <strong><a title="Le emozioni della separazione" href="http://psicomamme.it/lasciarsi-evento-doloroso/" target="_blank">separazione</a>, </strong>eccoci al concetto di attaccamento e all&#8217;analisi di <strong>come costruiamo i nostri legami affettivi</strong>.<br />
In base agli studi di Bowlby e colleghi,<strong> i tipi di legami che instauriamo da adulti sono molto influenzati dal tipo di attaccamento che avevamo da bambini nei confronti di chi si occupava di noi</strong>. Non è ancora così chiaro quando avvenga il passaggio dall’attaccamento verso i genitori a quello tra i pari: l’adolescenza è sicuramente un transito anche in tal senso.</p>
<p>Gli stili di attaccamento infantile, che tendiamo a riprodurre nei rapporti di coppa da adulti, per nostra fortuna non sono così rigidi da non poter essere cambiati. Ciò che non risulta esserci più funzionale, ciò che ci fa soffrire sebbene un tempo ci sia stato utile, può sempre essere trasformato. Il costo può essere alto in termine di fatica e di impegno personale, ma il gioco vale sicuramente la candela.</p>
<p><a href="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/01/bambini-attaccamento-sciuro-ambivalente-insicuro.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-7514" alt="Tipi di attaccamento nei bambini" src="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/01/bambini-attaccamento-sciuro-ambivalente-insicuro.jpg" width="663" height="501" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/01/bambini-attaccamento-sciuro-ambivalente-insicuro.jpg 663w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/01/bambini-attaccamento-sciuro-ambivalente-insicuro-300x227.jpg 300w" sizes="(max-width: 663px) 100vw, 663px" /></a></p>
<p>Chi ha avuto esperienza di <b>Attaccamento sicuro</b> è una persona che non teme gli abbandoni, che sa stare sola ed esplorare l’ambente circostante e che, soprattutto, <strong>sa di essere amato</strong> e, <strong>da adulto avrà tendenza a stabilire relazioni con persone dai tratti caratteriali forti e sicuri e che dimostrano i loro sentimenti</strong>. Così come il legame materno era basato sulla fiducia, anche quelli futuri saranno impostati in questo modo. Le future relazioni tenderanno ad essere stabili e durature e i partner tenderanno a costituire uno per l’altro la reciproca” base sicura”.</p>
<p><b>Attaccamento ansioso ambivalente</b></p>
<p>Quando un bambino non ha la certezza che il genitore sia disponibile a rispondere in caso di bisogno, sperimenta un’intensa angoscia di separazione: per lui il distacco è un’impresa molto complessa e l’esplorazione dell’ambiente lo manda in ansia. All’origine vi possono essere esperienze di diverso tipo comunque vissute in modo negativo: da genitori che realmente non si prendono cura del bambino in modo adeguato a minacce di non amarlo per certi comportamenti a separazioni frequenti fino a morti precoci non spiegate. <strong>In tutte queste situazioni vi è la presenza di un adulto di riferimento che a volte si dimostra disponibile, altre no, in modo inspiegabile per il bambino</strong>. Questi bambini crescono dubitando non solo degli altri ma anche di loro stessi e credono di essere deboli e colpevoli di fronte ad un mondo difficile da affrontare.</p>
<p><strong>Da adulti, la relazione è vissuta con il timore costante di perdere l’altro</strong>. Ne conseguono richieste di rassicurazione e molto controllo; apparentemente <strong>si creano coppie che sembrano vivere in simbiosi</strong>. Simbiosi manifesta<strong> che cela la necessità di non restare soli</strong>, necessità che spesso indurrà l’individuo ad idealizzare l’altro. Predomina il senso di colpa per non sentirsi mai adeguati.</p>
<p><b>Attaccamento evitante/distanziante </b></p>
<p>Questo stile di attaccamento si crea quando <strong>il bambino fa esperienza del rifiuto continuo da parte della madre quando cerca conforto e protezione e sente di dover fare affidamento solo su se stesso</strong>.</p>
<p>Ne deriva insicurezza, convinzione di non essere amato, tendenza all’evitamento; l’immagine di sé come positivo e affidabile versus l’atro negativo ed inaffidabile. L’autonomia diverrà il mito da perseguire in seguito alla convinzione che alle richieste di cura si ottiene un rifiuto e la persona mira all’autosufficienza assoluta.</p>
<p>Quando ha una relazione di coppia tende a mostrare spirito eccessivamente critico, non mostrare affetto, evitare i conflitti, sentirsi annoiato.</p>
<p><b>Attaccamento disorganizzato </b></p>
<p>Sviluppano un attaccamento disorganizzato quei bambini che <strong>vivono storie di abuso e maltrattamento da parte della figura allevante</strong>; elaborano rappresentazioni interne della relazione, confuse e incoerenti.</p>
<p>Da adulti spesso  avranno serie difficoltà a scegliere partners affidabili, correndo il rischio di farsi coinvolgere in relazioni distruttive, con persone violente e aggressive.</p>
<p>Articolo di Flavia Cavalero</p>
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		<title>Perché lasciarsi è un evento doloroso</title>
		<link>https://psicomamme.it/lasciarsi-evento-doloroso/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2014 08:23:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sentimenti]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni ed emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rotture, separazioni, distacchi dalle persone a noi care generano sempre sofferenza. Ogni individuo è un essere unico, ma ci sono fenomeni che sono universali e la conseguenza della rottura di un legame è tra questi. Seguendo il filone degli studi avviati da Bowlby, che vi abbiamo già presentato anche in altre occasioni, nel caso della... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/lasciarsi-evento-doloroso/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Rotture, separazioni, distacchi dalle persone a noi care generano sempre sofferenza. Ogni individuo è un essere unico, ma ci sono fenomeni che sono universali e la conseguenza della rottura di un legame è tra questi.</p>
<p>Seguendo il filone degli studi avviati da <strong><a title="John Bowlby" href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Bowlby" target="_blank" rel="noopener">Bowlby</a></strong>, che vi abbiamo già presentato anche in altre occasioni, nel caso della rottura di un legame di attaccamento si vivono tre fasi in sequenza:</p>
<ol>
<li><b>La protesta </b>– fase caratterizzata da reazioni smoderate quali pianto, grida, ansia e/o panico, esibiti con la speranza di influenzare il ritorno della persona andata via</li>
<li><b>La disperazione </b>&#8211; durante la seconda fase alla protesta subentra un periodo di inattività, con cali depressivi e sintomi psicosomatici (insonnia, alterazioni del comportamento alimentare …). Si prende consapevolezza<i> </i>della perdita irreparabile</li>
<li><b>Il distacco </b>&#8211; la persona che è stata lasciata dopo un po’ di tempo, non quantificabile perché soggettivo, si allontana dalla persona persa, e riprende  la consueta conduzione della sua vita.</li>
</ol>
<p>Tutto ciò<strong> accade anche in caso di brevi separazioni</strong>, ad esempio <strong>nei bambini che vengono allontanati dalla madre</strong>; nei casi di separazioni permanenti hanno una durata maggiore che può arrivare fino ad un anno ed oltre se le relazioni si erano già strutturate come legami di attaccamento.</p>
<p>Dagli studi risulta che le relazioni sentimentali di durata inferiore a 2 anni non si qualificano come legami di attaccamento, di conseguenza la loro rottura non è assimilabile a quella dei legami di più lunga durata. A riprova di questo anche la privazione della madre ha conseguenze a lungo termine sullo sviluppo di un bambino solo se avviene dopo che il legame tra bambino e madre si è stabilito, ovvero solo dopo l’ottavo/dodicesimo mese di vita.</p>
<p>Tutto ciò può apparire strano rispetto alle proprie esperienze personali, perché quantificare temporalmente un legame sembra non rendere conto della sua intensità. E’ esperienza comune quella di avere avuto una relazione breve, ma molto intensa.</p>
<p>In effetti le due cose non vanno confuse, <strong>nulla si toglie alla forza di un incontro, ma le conseguenze della rottura sono davvero diverse in base alla durata perché è con la durata che si solidifica una relazione e che si crea un legame di attaccamento</strong>. In periodi minori è possibile vivere emozioni molto forti che rappresentano altro dall’attaccamento (partecipazione, intimità, passione &#8230;).</p>
<p>Quando il legame è molto forte, il distacco viene vissuto a livello simbolico come un vero e proprio lutto; in questo caso è importante riuscire ad elaborarlo ossia attraversare il dolore e viverlo fino in fondo. Cercare di non pensarci, buttarsi nel lavoro piuttosto che nello studio o nel cibo non serve ad altro che ad allontanare momentaneamente la questione che non tarderà a ripresentarsi.</p>
<p>Ancelin Schützenberger, professore emerito di psicologia all’Università di Nizza, ha definito le fasi dell’elaborazione del lutto:</p>
<p><a href="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/01/lutto.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-7485" alt="Le fasi dell'elaborazione del lutto" src="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/01/lutto.jpg" width="960" height="720" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/01/lutto.jpg 960w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/01/lutto-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a>All’iniziale <b>shock e sgomento</b> per la perdita segue una fase di <b>negazione</b> di quanto è accaduto che si trasforma presto in <b>rabbia. </b>La consapevolezza che comincia a presentarsi determina una fase di <b>paura e/o di depressione</b>, quando si sarà consolidata la consapevolezza si presenterà la<b> tristezza </b>che è la fase da cui originerà la risalita verso <b>l’accettazione </b>e <b>il perdono. </b>La rassegnazione porterà ad una <b>ricerca di senso e di rinascita </b>per<b> </b>tornare<b> alla serenità </b>e a<b> ritrovare la pace.</b></p>
<p>Se l&#8217;argomento &#8220;amore&#8221; ti interessa, leggi</p>
<ul>
<li><strong><a title="Come costruiamo i nostri legami affettivi" href="http://psicomamme.it/come-costruiamo-nostri-legami-affettivi/" target="_blank">come costruiamo i nostri legami affettivi</a></strong></li>
<li><strong><a title="Film d&#039;amore" href="http://psicomamme.it/15-film-amore/" target="_blank">film d&#8217;amore</a></strong></li>
<li><strong><a title="4 domande per capire se siamo innamorati" href="http://psicomamme.it/come-capire-se-si-e-innamorati/" target="_blank">4 domande per capire se siamo innamorati</a></strong></li>
<li><strong><a title="Che cos&#039;è l&#039;amore?" href="http://psicomamme.it/amore-intervento-flavia-cavalero-convegno-donne-al-bivio/" target="_blank">che cos&#8217;è l&#8217;amore?</a></strong></li>
</ul>
<p>Articolo di Flavia Cavalero</p>
<p>La <a title="Migrante olandese in partenza per la Nuova Zelanda" href="http://www.flickr.com/photos/29998366@N02/2949246144/in/photolist-5uBE8s-5vvjGF-5vQCMA-5wqtsU-5y1WP7-5yeVvA-5zoJJr-5zJpFa-5JQhwH-5XPabL-63zg4s-69t7J8-6bfDav-6bp2Pi-6B9nEA-6VAK6j-7x8bAH-dk4Mzv-avKM2D-8Y6dom-asPn8D-aXJCgi-dPKAWU-aWfjNt-aRpDjB-aWfrLP-gXkT6L-8thDSP-epysU3-btu9Ya-9GY3SR-b4NHoa-cw7LJu-cAjFD1-bxKMqF-8aihG5-byHqky-bEv9Lw-9nN9c8-8njsZu-aRpCNp-bzEQXB-8QYUPs-bwpb2A-deLTwV-dJr7GR-a8YAAB" target="_blank" rel="noopener">foto </a>è di <a id="yui_3_11_0_3_1389082549323_915" href="http://www.flickr.com/photos/nationaalarchief/" data-track="photoAttributionNameClick" data-rapid_p="3" target="_blank" rel="noopener">Nationaal Archief</a></p>
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		<title>Cos&#8217;è la suggestione e come rimanere padroni dei propri pensieri</title>
		<link>https://psicomamme.it/cos-e-la-suggestione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Dec 2013 09:03:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sentimenti]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni ed emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La suggestione è un fenomeno che arriva dall’esterno e incide sul nostro stato d’animo. La direzione dell’input è ciò che genera la differenza con l’autosuggestione. Entrambi i fenomeni sono forme di comunicazione, nella prima si è indotti ad una convinzione da qualcosa o da qualcuno, nella seconda ci si auto convince. Sotto l’influsso della suggestione una... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/cos-e-la-suggestione/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/cos-e-la-suggestione/">Cos&#8217;è la suggestione e come rimanere padroni dei propri pensieri</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>suggestione</strong> è un fenomeno che <strong>arriva dall’esterno e incide sul nostro stato d’animo. </strong>La direzione dell’input è ciò che genera la differenza con l’autosuggestione. Entrambi i fenomeni sono <strong>forme di comunicazione, nella prima si è indotti ad una convinzione da qualcosa o da qualcuno, nella seconda ci si auto convince</strong>.</p>
<p>Sotto l’influsso della suggestione una persona è <strong>vulnerabile</strong> e la si può indurre verso una convinzione o un’azione senza che vi si opponga né che senta il bisogno di farlo. <strong>E’ un processo psichico che può determinare cambiamenti di pensiero anche permanenti e che induce la persona ad agire in base a suggerimenti esterni provenienti da fonti che hanno una forza emotiva maggiore rispetto al ricevente</strong>.  In pratica si perde la capacità di critica e si rimane in balìa di un fenomeno che in realtà non abbiamo ben analizzato.</p>
<p>Tra le forme più studiate vi è quella della suggestione indotta dai mezzi di comunicazione, la <strong>pubblicità</strong> è probabilmente l’esempio più calzante, quello che possiamo facilmente constatare sulla nostra stessa pelle. E’ esperienza comune, ad esempio, quella di  scegliere una marca su tutte senza, in verità, conoscerne le caratteristiche ma solo in conseguenza ad un condizionamento psichico. Un altro esempio quotidiano è la <strong>lettura dell’oroscopo</strong>, altra fonte possibile di suggestione; in questo caso ciò che gioca un ruolo fondamentale è la <strong>paura dell’ignoto</strong> che è la via che porta dritti dritti verso la superstizione, fenomeno per cui si attribuisce a qualcosa o a qualcuno il potere di favorire o scongiurare un evento. Se facciamo un veloce confronto possiamo notare svariati punti di contatto che vanno dalla mancanza di capacità di critica, alla spinta ad agire che arriva dall’esterno, alla mancanza di opposizione.</p>
<p>Questi pochi elementi, che non sono esaustivi ma solo indicativi, possono già essere utili per considerare quante sono le fonti alle quali siamo continuamente sottoposti tanto da un punto di vista commerciale quanto da un punto di vista politico e sociale che possono arrivare ad influenzare anche i comportamenti che riguardano la nostra vita privata.</p>
<p>La famosa aria nel Barbiere di Siviglia di Rossini che dice che la <i>calunnia è un venticello </i>che<i> </i><i>nelle orecchie della gente, s&#8217;introduce destramente, e le teste ed i cervelli fa stordire e fa gonfiar, </i>parla dell’<strong>effetto dei pettegolezzi che altro non è che la suggestione</strong>. Per esperienza comune sappiamo quante persone vengono danneggiate da pettegolezzi che innescano il meccanismo del condizionamento e generano false credenze.</p>
<p><i> </i></p>
<p align="center">La calunnia è un venticello<br />
Un&#8217;auretta assai gentile<br />
Che insensibile sottile<br />
Leggermente dolcemente<br />
Incomincia a sussurrar.<br />
Piano piano terra terra<br />
Sotto voce sibillando<br />
Va scorrendo, va ronzando,<br />
Nelle orecchie della gente<br />
S&#8217;introduce destramente,<br />
E le teste ed i cervelli<br />
Fa stordire e fa gonfiar.<br />
Dalla bocca fuori uscendo<br />
Lo schiamazzo va crescendo:<br />
Prende forza a poco a poco,<br />
Scorre già di loco in loco,<br />
Sembra il tuono, la tempesta<br />
Che nel sen della foresta,<br />
Va fischiando, brontolando,<br />
E ti fa d&#8217;orror gelar.<br />
Alla fin trabocca, e scoppia,<br />
Si propaga si raddoppia<br />
E produce un&#8217;esplosione<br />
Come un colpo di cannone,<br />
Un tremuoto, un temporale,<br />
Un tumulto generale<br />
Che fa l&#8217;aria rimbombar.<br />
E il meschino calunniato<br />
Avvilito, calpestato<br />
Sotto il pubblico flagello<br />
Per gran sorte va a crepar.</p>
<p><strong>Riconoscere le suggestioni è parte fondamentale del processo di consapevolezza</strong>,  <i>pensare i pensieri</i> (W. Bion) è probabilmente l’unica strategia efficace per scegliere ciò da cui ci vogliamo fare suggestionare.</p>
<p>Continua la lettura:</p>
<ul>
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<li><a href="http://psicomamme.it/lerrore-fondamentale-di-attribuzione/">L’errore fondamentale di attribuzione</a></li>
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<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/cosa-sono-le-dat-decisioni-anticipate-di-trattamento/">DAT?</a></li>
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<li><a href="http://psicomamme.it/kit-pronto-soccorso-zaino/">Pronto soccorso tascabile</a></li>
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</ul>
<div id="ts-fab-below" class="ts-fab-wrapper"><span class="screen-reader-text">The following two tabs change content below.</span></div>
<p>La <a title="Signore che parlano" href="Signore che chiacchierano" target="_blank" rel="noopener">foto delle signore che parlano</a> è di <a id="yui_3_11_0_3_1386925338904_909" href="http://www.flickr.com/photos/usnationalarchives/" data-track="photoAttributionNameClick" data-rapid_p="3" target="_blank" rel="noopener">The U.S. National Archives</a></p>
<p>Articolo di Flavia Cavalero</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/cos-e-la-suggestione/">Cos&#8217;è la suggestione e come rimanere padroni dei propri pensieri</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Vacanze: come evitare lo stress durante e dopo (Post vacation blues)</title>
		<link>https://psicomamme.it/vacanze-come-evitare-lo-stress-durante-e-dopo-post-vacation-blues/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jun 2013 07:42:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sentimenti]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni ed emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarà che le condizioni climatiche non sono quelle a cui siamo abituati in questa stagione, sarà la crisi economica che avanza e pare non fermarsi, sarà quel che sarà, ma non abbiamo ancora pensato alle vacanze (e al Post vacation blues). Questo periodo di sospensione da tutto  (il termine vacanza deriva dal latino Vacàre: esser vacuo, sgombro,... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/vacanze-come-evitare-lo-stress-durante-e-dopo-post-vacation-blues/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà che le condizioni climatiche non sono quelle a cui siamo abituati in questa stagione, sarà la crisi economica che avanza e pare non fermarsi, sarà quel che sarà, ma non abbiamo ancora pensato alle <strong>vacanze </strong>(e al <strong>Post vacation blues</strong>).</p>
<p>Questo periodo di <strong>sospensione</strong> da tutto  (il termine vacanza deriva dal latino <i>Vacàre:</i> esser vacuo, sgombro, libero, senza occupazioni) è, per i più, irrinunciabile. Che sia mare, montagna, campagna, città d’arte o città europee, mete lontane o semplici fuori porta nei fine settimana, la vacanza è qualcosa di importante. Non a caso è <strong>sancita anche dalla Costituzione Italiana che</strong>, all’articolo 36, <strong>stabilisce che ogni lavoratore ha diritto personale e inalienabile ad un periodo di ferie al quale non può rinunciare e di cui deve fruire</strong>.</p>
<p>Su questo argomento si potrebbero aprire molte parentesi, specialmente in questo momento storico in cui molte persone un lavoro non lo hanno, ma la vacanza è, nella memoria collettiva, qualcosa che va al di là anche del lavoro; non a caso la Costituzione parla di ferie (termine invece direttamente collegato alla situazione lavorativa). La vacanza è strettamente collegata alla <strong>vacuità</strong>, alla mancanza di qualcosa, sia esso il lavoro, lo studio o il tran tran quotidiano. Certo le<a title="Vacanze con i figli" href="http://psicomamme.it/bambini-vacanza/" target="_blank"> vacanze con i figli </a>sono talvolta un po&#8217; faticose&#8230;</p>
<p>Alcuni scelgono un periodo di riposo e ozio per recuperare energie, altri preferiscono l’esatto contrario. Ci sono anche alcune persone che vivono male questi giorni di sospensione dalle attività abituali e che non aspettano altro che il termine dell’interruzione per riprendere la routine quotidiana.</p>
<p>Non ci sono regole prestabilite, la cosa davvero importante è <strong>riuscire a soddisfare il proprio, personale bisogno</strong> che, in barba al conformismo, <strong>potrebbe anche essere il restare a casa propria</strong>. Questa affermazione non è così scontata come può apparire di primo acchito in quanto siamo tutti esposti ai condizionamenti sociali e “trasgredire” quella che è ormai un’abitudine consolidata dalla maggior parte delle persone, a tal punto da apparire come consuetudine sociale, non è una scelta così facile. Il famoso film “Totò e i re di Roma” illustra molto bene come i condizionamenti possano spingere a compiere gesti perlomeno bizzarri come quelli  della famiglia Pappalardo che, indipendentemente dalla motivazione, organizza una falsa partenza per non dover giustificare la loro mancanza di vacanza.</p>
<p>Tutto ciò può aiutarci a comprendere come sia possibile essere vittime di stress da vacanza e di stress da rientro.</p>
<h3>Stress da vacanza</h3>
<p>Alcuni <strong>fattori favoriscono l’insorgere di questo malessere</strong> prima e/o durante il periodo dedicato alla vacanza, tra questi giocano un ruolo fondamentale:</p>
<ul>
<li><strong>l’aspettativa</strong> – fenomeno che ha a che fare con la speranza e, a volte, con l’illusione: più è alta più risulta difficile adeguarsi ad una realtà che non la  soddisfa</li>
<li>il <strong>cambiamento di abitudini</strong> – le abitudini possono annoiare ma, ancora più spesso, rassicurare quindi un cambiamento drastico, come quello che una vacanza impone, può destabilizzare il nostro equilibrio</li>
<li>l’<strong>ansia da prestazione</strong> – è direttamente proporzionale allo spirito competitivo (essere i più in forma, essere i più abbronzati, essere più più più)</li>
<li>il <strong>possedere il denaro necessario per partire</strong> – scegliere di fare “un passo più lungo della gamba” non può che generare stress</li>
</ul>
<p>E’ importante capire se, in misura maggiore o minore, in almeno una di queste situazioni ci si ritrova, perché riconoscere la nostra “casella” può già aiutarci a superare l’ostacolo.</p>
<h3>Sindrome da stress da rientro (Post vacation blues)</h3>
<p>L’organismo al ritorno dalle vacanze  può presentarci la sorpresa di aver mutato il proprio ritmo e di non volerne sapere di tornare a quello precedente: gli è piaciuto quell’andamento di essere nutrito quando sentiva appetito indipendentemente dall’orario, di essere messo a riposo ai primi segni di cedimento, ha gradito quelle coccole tutto relax e si è corroborato con quelle passeggiate o corse o movimenti inusuali. Ora si tratta di<strong> ritarare il tutto secondo i ritmi che servono per condurre la nostra vita secondo le esigenze lavorative, familiari e sociali</strong>. Il consiglio più utile è di <strong>non tornare a casa il giorno prima di ricominciare il lavoro, ma concedersi qualche giorno di intervallo per ripristinare orari e abitudini</strong>.</p>
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		<item>
		<title>San Valentino incombe. Come aiutare i figli a capire i propri sentimenti amorosi</title>
		<link>https://psicomamme.it/amore-valentino-sentimenti-adolescenti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2013 09:39:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sentimenti]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni ed emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>San Valentino e i sentimenti adolescenti Leggiamo su Focus che San Valentino, la festa degli innamorati, ha origini lontane, nel 496 d.C. quando papa Gelasio I volle porre fine ai lupercalia, riti pagani dedicati al dio della fertilità Luperco, che si celebravano il 15 febbraio e prevedevano festeggiamenti in cui venivano create coppie estraendole a... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/amore-valentino-sentimenti-adolescenti/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/amore-valentino-sentimenti-adolescenti/">San Valentino incombe. Come aiutare i figli a capire i propri sentimenti amorosi</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>San Valentino e i sentimenti adolescenti</h3>
<p>Leggiamo su Focus che <a title="La festa di San Valentino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Valentino_(festa)" target="_blank" rel="noopener">San Valentino</a>, la festa degli innamorati, ha origini lontane, nel 496 d.C. quando papa Gelasio I volle porre fine ai <strong>lupercalia</strong>, riti pagani dedicati al dio della fertilità Luperco, che si celebravano il 15 febbraio e prevedevano festeggiamenti in cui venivano create coppie estraendole a sorte. Le coppie così formate avrebbero vissuto in intimità per un intero anno. La Chiesa cattolica, per far cessare quest&#8217;usanza poco apprezzata dal clero, l&#8217;ha trasformata nella festa degli innamorati, edulcorandola parecchio e trovando un santo adatto all&#8217;uopo, San valentino appunto.</p>
<p>Oggi è dai più considerata una iniziativa commerciale. Ciononostante ha ancora il suo fascino. E&#8217; una giornata in cui non è raro imbattersi per strada in uomini con un mazzo di fiori in mano e andare a cena in un ristorante senza aver prenotato è un’impresa difficile. Certo meglio sarebbe ricordarsi sempre di festeggiare il proprio amore ma ogni occasione, anche &#8220;comandata&#8221;, è buona.<br />
L’amore è una cosa meravigliosa, ma quando non si tratta della nostra storia di amore, ma se di mezzo ci sono i nostri figli allora può nascere qualche patema d&#8217;animo in più.</p>
<h4>Amore dall&#8217;asilo all&#8217;adolescenza</h4>
<p>L’amore è un fenomeno che impariamo a conoscere fin da bambini, si presenta presto, a volte già dall’asilo, più spesso durante le elementari. Da genitori l&#8217;amore tra piccoletti ci strappa un sorriso e diventiamo complici dei nostri bambini aiutandoli a impacchettare regalini e a spedire cartoline dai luoghi di villeggiatura. Sono così carini quei due nanerottoli che si tengono per mano…</p>
<p>Ad un certo punto i pargoli attraversano un periodo in cui l’altro sesso è detestato: maschi con maschi e femmine con femmine. E qui noi siamo più tranquilli che mai. Questa fase però si chiude con una certa velocità, nel frattempo i pupi sono cresciuti e le cose si fanno più serie. Intanto è sperabile che a quel punto siano stati educati alla sessualità, che conoscano i rischi non solo legati ad un’eventuale gravidanza non desiderata, ma anche quelli riferiti alle malattie sessualmente trasmissibili. Perché oggi il passo dall’amore al sesso è molto breve e l’età del primo rapporto sessuale è scesa vertiginosamente.</p>
<blockquote><p>Un’indagine condotta da Eurispes e Telefono Azzurro su un campione rappresentativo di 2.470 adolescenti tra i 12 e i 19 anni ha rilevato come tra quanti (il 30,3% degli intervistati) hanno già avuto rapporti sessuali, oltre la metà ha fatto l’amore per la prima volta prima dei 16 anni. In particolare, il 38,4% ha avuto il primo rapporto sessuale tra i 14 e i 15 anni, mentre l’11,7% ancora prima, tra gli 11 e i 13 anni. Poco meno del 30% lo ha avuto tra i 16 e i 17 anni, mentre appena il 4,9% ha “aspettato” di diventare maggiorenne.</p></blockquote>
<p>Dal sito <a title="Agite, ginecologi territoriali" href="http://www.agite.eu/blog/educazione-sessuale/" target="_blank" rel="noopener">Agite</a>, associazione ginecologi territoriali.</p>
<p>E&#8217; dunque importante che siano<strong> attrezzati a livello di conoscenza</strong>.<br />
Ma se parlare di sesso con gli adolescenti non è così facile, lo stesso vale per il parlar d’<strong>amore</strong> che, nell’<strong>adolescenza</strong>, ha un ruolo molto importante ed è <strong>vissuto come un valore assoluto</strong>. I ragazzi vivono fortissimi innamoramenti che danno origine all’idealizzazione dell’altro che sostituisce agli occhi dell’innamorato adolescente qualunque altro affetto. Quando questi innamoramenti sono ricambiati sfociano in una relazione, ma quando non lo sono danno origine a crisi da delusione altrettanto forti. <strong>Per gli adolescenti l’amore è una cosa seria</strong> ed eventuali sintomi negativi non devono essere sottovalutati bensì vanno esplorati ed <strong>instaurare un dialogo con i ragazzi è sempre la cosa principale da fare, possibilmente cercando di non imporre loro le nostre idee ma tentando di capire il loro pensiero e le loro emozioni</strong>. Questo passaggio è tutt’altro che semplice perché tutti noi abbiamo le nostre convinzioni e, sotto sotto, pensiamo di avere ragione e che ciò che ha funzionato per noi sia “universale”. Il confronto con i nostri figli adolescenti non è facile. Stereotipi, pregiudizi, luoghi comuni e mille altre scorciatoie di pensiero che utilizziamo senza nemmeno accorgercene, ci vengono sbattuti in faccia magari con un sonoro “che ne sai tu?”.</p>
<p>I ragazzi che si amano di <a title="Jaques Prévert" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jacques_Pr%C3%A9vert" target="_blank" rel="noopener">Jacques Prévert</a></p>
<p>I ragazzi che si amano si baciano in piedi<br />
Contro le porte della notte<br />
E i passanti che passano li segnano a dito<br />
Ma i ragazzi che si amano<br />
Non ci sono per nessuno<br />
Ed è la loro ombra soltanto<br />
Che trema nella notte<br />
Stimolando la rabbia dei passanti<br />
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia<br />
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno<br />
Essi sono altrove molto più lontano della notte<br />
Molto più in alto del giorno<br />
Nell&#8217;abbagliante splendore del loro primo amore</p>
<p>Se ti interessa approfondire il tema di San Valentino, leggi i nostri<a title="Film di San Valentino" href="http://psicomamme.it/ricette-damore-film-animazioni-san-valentino/" target="_blank"> film consigliati per l&#8217;occasione</a>.</p>
<p>Copertina di ”Peynet, tutto l’amore che c’è”, antologica a cura di <a title="Dino Aloi" href="http://www.palexhumor.com/autori/20/47-aloi-dino.html" target="_blank" rel="noopener">Dino Aloi</a> e Emilio Isca (2001)</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/amore-valentino-sentimenti-adolescenti/">San Valentino incombe. Come aiutare i figli a capire i propri sentimenti amorosi</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
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		<item>
		<title>Empatia, il gioco di mettersi nei panni dell&#8217;altro</title>
		<link>https://psicomamme.it/empatia-gioco-mettersi-nei-panni-dellaltro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2013 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sentimenti]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se chiudo gli occhi mi sembra di indossare ancora quelle decollétées nere o forse erano mocassini di vernice, sicuramente erano scarpe di mia mamma e io ero piccola. Sono trascorsi molti anni, i ricordi si sovrappongono e si mischiano con quelli che gli addetti ai lavori chiamano falsi ricordi. Cioè quelle cose che sai perché... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/empatia-gioco-mettersi-nei-panni-dellaltro/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se chiudo gli occhi mi sembra di indossare ancora quelle decollétées nere o forse erano mocassini di vernice, sicuramente erano scarpe di mia mamma e io ero piccola. Sono trascorsi molti anni, i ricordi si sovrappongono e si mischiano con quelli che gli addetti ai lavori chiamano <em>falsi ricordi</em>. Cioè quelle cose che sai perché te le hanno raccontate, non perché te le ricordi davvero e, tra i miei, c’è un vestito rosso, nuovo, bellissimo, appoggiato su una sedia. Insieme a lui c’è anche un diktat per me “ guai a te se te lo metti”, e io non l’ho messo, ho preso le forbici e l’ho aggiustato secondo i miei gusti, ero sicura che sarebbe stato molto più bello con le frange, solo per questo motivo l’ho tagliato. Oggi però mi assale anche il dubbio di averlo fatto perché ero infuriata, perché <strong>impedire ad un bambino di travestirsi genera <a title="Cos&#039;è la rabbia" href="http://psicomamme.it/laggressivita/" target="_blank" rel="noopener">rabbia</a></strong>.<br />
Tutto questo per dire che <strong>il travestimento per i bambini è una vera passione</strong>. Aprire l’armadio di un adulto e usare i suoi abiti è fantastico, ma è soprattutto “mettersi nei suoi panni” che, guarda a volte la fatalità, corrisponde alla definizione spicciola della parola <strong>empatia</strong>. Considerando il valore e l’importanza che per il resto della vita avrà questa <strong>capacità</strong> per la <strong>costruzione</strong> e per il mantenimento delle <strong>relazioni</strong>, possiamo renderci conto di quanto possa essere <strong>importante favorirne lo sviluppo</strong>.</p>
<p>In generale noi adulti sottovalutiamo il senso del gioco, loro invece, i bambini, non fanno niente per caso e per loro <strong>il gioco è una cosa seria</strong>.<br />
La questione è che ci fermiamo al significato concreto delle cose, è come se alle azioni attribuissimo solo la concretezza. I bambini invece sanno stare <strong>contemporaneamente sui due piani del concreto e del simbolico</strong>, giocando fanno finta che, simbolizzano una situazione. Per loro è evidente che <strong>quando si travestono con i vestiti dei genitori stiano provando a mettersi nei panni dei grandi</strong>, per noi diventa chiaro solo quando ci spaventiamo, ad esempio se ci accorgiamo che il nostro ometto si diverte di più ad indossare gli abiti della mamma che quelli del papà. Scatta subito lo spauracchio dell’omosessualità e troviamo il modo per impedirglielo. Quel bimbo stava solo esplorando la sua <strong>parte femminile</strong>, quella che Jung chiama <strong>Anima</strong>, e noi gli abbiamo inviato il messaggio che non è roba per lui. Questo è solo un esempio che può, però, essere usato come traccia per vedere con un paio di lenti diverse dal solito un nostro tipico comportamento.</p>
<p>Nel nostro mondo di <strong>adulti</strong> il <strong>travestimento</strong> ha assunto un significato più vicino al registro della <strong>paura</strong> che a quello del provare, del verificare, del fare esperienza, che invece gli appartengono di più.<br />
Pensandoci bene però <strong>tutti quanti ci travestiamo in diverse occasioni ma chiamiamo questo tipo di vestizione in altro modo: abito da cerimonia, vestito da sposa, abito da sera</strong> e via di seguito.<br />
E’ ancora Jung a ricordarci che la parola <strong>persona</strong> vuol dire <strong>maschera</strong>, il che è come dire che la parte che noi presentiamo di noi stessi pubblicamente, la nostra persona appunto, altro non è che una maschera. E’ sufficiente un minimo sforzo, quello che una volta si chiamava esame di coscienza, per ammettere che anche durante lo stesso giorno indossiamo maschere diverse per diverse occasioni. Possiamo quindi dire che, dal punto di vista psicologico, il travestimento ci appartiene, lo esercitiamo quotidianamente ma in maniera meno vistosa perché le regole sociali e il nostro conformismo ci impediscono di esprimerlo in modo palese.</p>
<p>C’è un’età intermedia tra l’infanzia e l’adultità in cui si transita in una fase in cui spesso si sperimentano <strong>abbigliamenti bizzarri</strong> con il fine ultimo di trovare il proprio stile, passando attraverso abbigliamenti che hanno la presunzione di essere anticonformisti per la società, ma anche lo scopo di essere conformisti (con la stessa forma) all’interno del gruppo dei pari. Anche questo <strong>atteggiamento viene molto criticato, ma mentiamo sapendo di mentire perché è un modo di fare che replichiamo anche noi adulti</strong>. Non a caso abbiamo gli abiti per andare al lavoro che sono diversi se lavoriamo in banca o al mercato e non sono intercambiabili.<br />
Tutto questo discorso è in equilibrio sul filo sottile della differenza che c’è tra abbigliarsi e travestirsi, non soltanto a <a title="Carnevale e travestimento" href="http://psicomamme.it/travestirsi-non-soltantocarnevale/" target="_blank" rel="noopener">Carnevale</a>.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<ul>
<li><a href="http://psicomamme.it/parole-con-le-doppie-come-riconoscerle-esercizi-alluopo/">frasi con le doppie</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/giochi-bambini-7-10-anni-casa/">giochi per bambini di 7 anni</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/il-plurale-di-cia-e-gia/">esercizi sul plurale di cia e gia</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/dettati-parole-non-esistono/">dettati di non parole</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/esercizi-di-correzione-ortografica/">correzione ortografica</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/parole-con-sce-e-sci/">esercizi con sce e sci</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/parole-b-e-d/">esercizi per non confondere b e d</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/film-fantascienza-ragazzi-bambini/">film di fantascienza per ragazzi</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/parole-con-gn/">frasi con gn</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/bambini-che-nascono-con-i-denti/">nascere con i denti</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/come-aggiustare-un-carillon-corda-peluche/">riparazione di un carillon</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/5-fantasmi-halloween-urlo/">fantasma da colorare</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/come-fare-lanalisi-di-un-testo-narrativo/">l’analisi del testo e i generi letterari</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/linguistica-generale-per-bambini-analisi-logica/">cos’è l’analisi grammaticale?</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/griglie-per-le-operazioni-con-i-decimali/">griglie per le operazioni coni decimali per bambini con problemi viso-spaziali</a></li>
<li><a title="Esercizi con ghe" href="http://psicomamme.it/parole-con-ghe-ed-esercizi-da-scaricare-e-completare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">esercizi con “ghe”</a></li>
<li><a title="Esercizi e parole con ghi" href="http://psicomamme.it/parole-ghi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">esercizi con “ghi”</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/dislessia-amiche-sillabe/">amiche sillabe, salvateci dalla dislessia</a></li>
<li><a title="parole con -gli" href="http://psicomamme.it/parole-con-gli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">parole con “gli”</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/dettati/">dettati</a></li>
<li class="last-item"><a href="http://psicomamme.it/esercizi-di-scrittura-per-bambini-di-8-anni-scalette-e-storyboard/">esercizi di scrittura</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/miti-e-mostri-del-volersi-bene-tra-golosi-e-sportivi/">miti e mostri del benessere</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/lerrore-fondamentale-di-attribuzione/">l’errore fondamentale di attribuzione</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/lo-shopping-compulsivo-lo-sballo-che-puo-costare-caro/">lo shopping compulsivo</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/la-psicoterapia-e-il-web/">psicoterapia e web</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/fobie-il-coraggio-e-il-superamento-della-paura/">cosa sono le fobie?</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/go-with-the-flow-psicologia-hippie/">go with the flow</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/emozioni-pillole-competenza-emotiva/">pillole di competenza emotiva</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/cibo-relazione/">il cibo è relazione</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/gustav-jung-e-i-sogni/">l’inconscio collettivo</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/psicologia-dellabbigliamento-il-cambio-dellarmadio/">psicologia dell’abbigliamento</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/amicizia-e-psicoterapia/">amicizia e psicoterapia</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/cure-palliative-torino-un-faro-nella-notte/">cure palliative</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/segni-simboli-colori-pubblicita/">segni, simboli e colori</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/cosa-sono-le-dat-decisioni-anticipate-di-trattamento/">cosa sono le</a><a href="http://psicomamme.it/cosa-sono-le-dat-decisioni-anticipate-di-trattamento/"> DAT?</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/medicina-difensiva-dal-decreto-di-appropriatezza-prescrittiva-ai-nuovi-lea/">medicina difensiva</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/come-bonificare-camera-letto-acari/">come bonificare una camera da letto dagli acari</a></li>
<li class="last-item"><a href="http://psicomamme.it/compliance-quando-e-difficile-seguire-le-cure-prescritte-dal-medico/">cos&#8217;è la compliance</a></li>
</ul>
<p>Articolo di Flavia Cavalero</p>
<p>Foto di Psicomamme.it</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/empatia-gioco-mettersi-nei-panni-dellaltro/">Empatia, il gioco di mettersi nei panni dell&#8217;altro</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
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		<title>Bellezza, amica e nemica</title>
		<link>https://psicomamme.it/paragone-bellezza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jan 2013 11:26:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sentimenti]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni ed emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prepararsi per uscire: piacere è obbligatorio Sono le sette di mattina, il sole ancora dorme e tu sei già sveglia. Il bagno è la prima tappa. Mentre ti sciacqui il viso, lo sguardo va allo specchio. Spettinata, struccata, stropicciata ti metti al lavoro di restauro. Una doccia con bagnoschiuma profumato, uno shampoo e, forse, anche un... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/paragone-bellezza/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Prepararsi per uscire: piacere è obbligatorio</h2>
<p>Sono le sette di mattina, il sole ancora dorme e tu sei già sveglia. Il bagno è <strong>la prima tappa</strong>. Mentre ti sciacqui il viso, lo sguardo va allo specchio. Spettinata, struccata, stropicciata ti metti al lavoro di restauro. Una doccia con bagnoschiuma profumato, uno shampoo e, forse, anche un balsamo. Qualche colpo di rasoio qua e là. Segue un avvolgente e morbido asciugamano, poi una crema per il corpo e il phon. Se sei tra le più agguerrite ogni mattina fai anche tappa sulla bilancia, oppure preferisci evitare questa tortura psicologica e pratichi questo rito solo una volta la settimana.</p>
<h2><a title="Consigli di bellezza vintage" href="http://www.youtube.com/watch?v=aO7f8aAEZ3Y&amp;playnext=1&amp;list=PL2C54EDC7F4559917&amp;feature=results_main" target="_blank" rel="noopener">It&#8217;s glamour baby</a></h2>
<p><strong>Secondo sguardo allo specchio</strong>. Certo che quel pallore non è un bel biglietto da visita; l’abbronzatura ti ha abbandonata da mesi ormai e devi scegliere se presentarti cerea oppure rosea. Di solito si opta per la seconda soluzione. Un po’ di crema base e giù di cipria, oppure di fondotinta. Manca ancora il fard, per non essere troppo omogenee. Le gote rosse, del resto, sono da sempre simbolo di femminilità. La donna per bene, in passato, arrossiva spesso e le donne in salute erano sempre rappresentate con le gote colorate. Un ombretto per cancellare le occhiaie, un po’ di rossetto e via; la tua maschera quotidiana è pronta per mostrarsi assieme a te. Ancora uno spruzzo di profumo e dei pronta ad affrontare la giornata, in ufficio, in fabbrica, a casa di qualcun altro o a casa tua.</p>
<h2>Bellezza: generi allo specchio</h2>
<p>Loro, i maschi, fanno prima. Una doccia, sapone o bagno schiuma è uguale e ci si lavano anche i capelli, un asciugamano, un rasoio, un dopobarba e via. La lotta è impari; loro non hanno bisogno di tanti orpelli, tu sì. Sarebbe così facile, e lo è stato per molte di noi per molto tempo, se i paragoni finissero qui. Le donne hanno maggiore cura del loro aspetto, gli uomini un po’ meno, ma si stanno adeguando e anche loro iniziano a coccolarsi un po’. Noi abbiamo preso da loro l’amore per il lavoro e la carriera, <a title="Vanità maschili" href="http://www.youtube.com/watch?v=vpeENBtFQSA" target="_blank" rel="noopener">loro hanno preso da noi l’amore per la cura e la vanità</a>.<br />
Non c’è gara tra sessi, ma la voglia di piacersi e piacere.</p>
<p><strong>Ma il nemico è in agguato.</strong><strong> Siamo troppo diversi dalle immagini patinate dei giornali e della televisione.</strong>  E’ sempre più difficile distinguere una <a title="Il corpo delle donne" href="http://www.youtube.com/watch?v=5m4oM_gcZe4" target="_blank" rel="noopener">donna catodica</a> di trent’anni da una di sessanta. Entrambe hanno le tette di una quindicenne, entrambe sono prive di cellulite, nessuna ha le occhiaie, le rughe sono un insulto, le labbra rigonfie, le gote da criceto. E sono magre, magrissime se possibile.</p>
<p>Ma neppure gli uomini scherzano; nessuno vuole essere pelato, né vuole avere peli sul corpo e nemmeno le rughe o le occhiaie. E le mani, sono molto importanti le mani. Non è sufficiente che siano pulite, devono essere curate. Le unghie devono essere lucide e perfettamente limate. E poi la tartaruga. Quella ci vuole a tutti i costi.<br />
Non ci riconosciamo più nella nostra età e non ci andiamo più bene così come siamo. Nessun capello bianco, nessuna ruga e nessuna espressività. E&#8217; volgare.</p>
<p>Anche l’abbigliamento deve essere di tendenza; quest’anno va così, il prossimo chissà, ma sarà certamente audace. All’inizio era la spallina del reggiseno in vista, poi i laterali del perizoma, magari il prossimo anno sarà una Tac del proprio corpo stampata sull’abito. Più di così però non esiste nulla; ci toccherà rivestirci prima o poi.<br />
Ci sarà un giorno in cui i bambini non distingueranno la mamma dalla nonna e il nonno dal fratello maggiore. I sorrisi saranno sempre più preziosi perché le labbra sempre più rigonfie non riusciranno a stendersi. Poche parole perché articolare sarà difficilissimo al terzo o quarto lifting.<br />
E noi saremo ancora lì davanti ai televisori a criticare quelli che, per farsi guardare, si sono ridotti così. Saremo sui nostri divani, coperti con le nostre coperte, sorseggiando una tazza di tè, avvolti dalla nostra vecchia vestaglia.<br />
E la mattina, sotto la doccia, guarderemo il nostro seno cadente e la nostra cellulite. Poi aiuteremo il nostro uomo a lavarsi la schiena. Magari la tartaruga l&#8217;avremo nell&#8217;acquario, anche se quelle di terra sono molto più belle  : )<br />
La vita avrà lasciato senza dubbio i suoi segni di noi, ferite e cicatrici difficili da cancellare. Ma sono i segni di una vita, non di un chirurgo plastico.</p>
<p>Articolo di Flavia Cavalero</p>
<p>La fotografia è di <strong id="yui_3_7_3_3_1357816135846_1021"><a id="yui_3_7_3_3_1357816135846_1257" href="http://www.flickr.com/photos/george_eastman_house/" target="_blank" rel="noopener">George Eastman House</a> </strong>via <a title="La fonte dell&#039;immagine" href="http://www.flickr.com/photos/george_eastman_house/3334088418/" target="_blank" rel="noopener">Flikr</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tabù dei nostri tempi, senza dimenticare Freud</title>
		<link>https://psicomamme.it/tabu-nostri-tempi-freud/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Dec 2012 12:38:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sentimenti]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parlare di questo argomento senza fare riferimento al libro “Totem e tabù” di Freud risulta praticamente impossibile. Siamo nel 1913 quando l’autore testimonia con quest’opera la scomparsa nella società moderna del totemismo (se non in qualche rara forma) e la persistenza dei tabù. L’autore studia le tribù degli aborigeni d’Australia costituite da clan che prendono il... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/tabu-nostri-tempi-freud/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/tabu-nostri-tempi-freud/">Tabù dei nostri tempi, senza dimenticare Freud</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Parlare di questo argomento senza fare riferimento al libro “Totem e tabù” di Freud risulta praticamente impossibile.<br />
Siamo nel 1913 quando l’autore testimonia con quest’opera la scomparsa nella società moderna del totemismo (se non in qualche rara forma) e la persistenza dei tabù. L’autore studia le tribù degli aborigeni d’Australia costituite da clan che prendono il nome dal rispettivo totem che ne rappresenta il fondatore, lo spirito tutelare e il soccorritore. I membri del clan hanno precisi doveri rispetto al totem, ad esempio non distruggerlo e, aspetto principale, non avere rapporti sessuali né contrarre matrimonio per le persone di uno stesso totem. La trasgressione al divieto è punita dall’intera tribù con la pena di morte, come se il pericolo minacciasse tutti. La regola del totem rende impossibile a un figlio maschio l’incesto con la madre e le sorelle, l’esogamia rende impossibile all’uomo anche l’unione sessuale con tutte le altre donne del suo clan perché è come fossero sue consanguinee.</p></blockquote>
<p>Tabù è una parola di origine polinesiana il cui significato è ambivalente, da un lato vuol dire santo, consacrato, dall’altro vuol dire inquietante, pericoloso, proibito, impuro.</p>
<p>Sono sinonimi di tabù:</p>
<ul>
<li>divieto sacrale</li>
<li>interdizione</li>
<li>divieto</li>
<li>veto</li>
<li>proibito</li>
<li>intoccabile</li>
<li>inavvicinabile</li>
</ul>
<p>Le proibizioni che derivano non hanno giustificazioni, la loro origine è sconosciuta, per definizione chi viola un tabù verrà punito, colpito da un potere soprannaturale non ben definito. Un concetto al confine tra religione, magia e superstizione; si situa nella zona franca del “non si sa come né perché”, nella zona del “si dice che”.</p>
<p>Trattare la tematica dei tabù in poche righe è presuntuoso oltre che impossibile. La questione non è circoscritta in termini di culture (non esistono tabù universali), né una genesi comune, né una sola tipologia. E’ però interessante guardarsi intorno e vedere come, negli ultimi decenni sia cambiato il panorama delle proibizioni, ma si appunto cambiato, non svanito.</p>
<p>Anche se tutto ciò appare come una storia di altri tempi, oggigiorno persistono alcuni tabù di vecchia origine, ad esempio la nudità, a dispetto di tutta l’esposizione che se fa, permane un tabù bello e buono. Ve ne sono anche di nuovi, molto attuali che sono entrati a far parte della nostra vita senza che ci rendessimo conto della forma che hanno assunto.</p>
<p>Nell’epoca dell’emancipazione, dello sviluppo, dell’immagine, siamo in realtà sommersi da tematiche inavvicinabili, intoccabili, indicibili:</p>
<ul>
<li>La <strong>vecchiaia </strong>e tutto ciò che le appartiene:a partire da menopausa e andropausa fino al declino fisico;</li>
<li>La<strong> morte </strong>e tutto ciò che la circonda;</li>
<li>Il <strong>dolore fisico</strong>, per primo quello del <a title="Il parto naturale senza terrore" href="http://psicomamme.it/parto-naturale-anna-ruocco/" target="_blank" rel="noopener">parto</a>.</li>
</ul>
<p>Questi sono solo alcuni esempi, forse i più eclatanti, di argomenti di cui non si parla o lo si fa ’al contrario‛: si parla di vecchiaia per elogiare la giovinezza, di morte per commemorare la vita, di dolore per contrastarlo.</p>
<p>Tutto ciò ha delle conseguenze sulle nostre vite, intanto abbiamo sviluppato una vera e propria resistenza nei confronti di alcuni argomenti e la resistenza ne ostacola la presa di coscienza: in questo modo si crea una sorta di spirale per cui non se ne parla &#8211; non ci si pensa &#8211; si evita. Per fronteggiare il conflitto interiore che scaturisce dall’impatto con una tematica divenuta o trattata come un tabù, si creano difese dell’<a title="Cos&#039;è l&#039;Io" href="http://www.treccani.it/enciclopedia/io_(Dizionario_di_filosofia)/" target="_blank" rel="noopener">Io</a> che agiscono indipendentemente dal nostro controllo volontario.</p>
<p>La questione su cui sarebbe importante  riflettere è che si tratta di fenomeni che ci appartengono in quanto esseri viventi, pertanto risulterebbe molto più utile e funzionale conoscerli, affrontarli, accettarli piuttosto che scappare e trincerarsi dietro tabù sociali che ci si ritorcono contro.</p>
<p>Quali altri tabù contemporanei ti vengono in mente? Dicci come la pensi!</p>
<p>Leggi anche:</p>
<ul>
<li><a href="http://psicomamme.it/parole-con-le-doppie-come-riconoscerle-esercizi-alluopo/">frasi con le doppie</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/giochi-bambini-7-10-anni-casa/">giochi per bambini di 7 anni</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/il-plurale-di-cia-e-gia/">esercizi sul plurale di cia e gia</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/dettati-parole-non-esistono/">dettati di non parole</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/esercizi-di-correzione-ortografica/">correzione ortografica</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/parole-con-sce-e-sci/">esercizi con sce e sci</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/parole-b-e-d/">esercizi per non confondere b e d</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/film-fantascienza-ragazzi-bambini/">film di fantascienza per ragazzi</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/parole-con-gn/">frasi con gn</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/bambini-che-nascono-con-i-denti/">nascere con i denti</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/come-aggiustare-un-carillon-corda-peluche/">riparazione di un carillon</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/5-fantasmi-halloween-urlo/">fantasma da colorare</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/come-fare-lanalisi-di-un-testo-narrativo/">l’analisi del testo e i generi letterari</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/linguistica-generale-per-bambini-analisi-logica/">cos’è l’analisi grammaticale?</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/griglie-per-le-operazioni-con-i-decimali/">griglie per le operazioni coni decimali per bambini con problemi viso-spaziali</a></li>
<li><a title="Esercizi con ghe" href="http://psicomamme.it/parole-con-ghe-ed-esercizi-da-scaricare-e-completare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">esercizi con “ghe”</a></li>
<li><a title="Esercizi e parole con ghi" href="http://psicomamme.it/parole-ghi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">esercizi con “ghi”</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/dislessia-amiche-sillabe/">amiche sillabe, salvateci dalla dislessia</a></li>
<li><a title="parole con -gli" href="http://psicomamme.it/parole-con-gli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">parole con “gli”</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/dettati/">dettati</a></li>
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<li><a href="http://psicomamme.it/medicina-difensiva-dal-decreto-di-appropriatezza-prescrittiva-ai-nuovi-lea/">medicina difensiva</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/come-bonificare-camera-letto-acari/">come bonificare una camera da letto dagli acari</a></li>
<li class="last-item"><a href="http://psicomamme.it/compliance-quando-e-difficile-seguire-le-cure-prescritte-dal-medico/">cos&#8217;è la compliance</a></li>
</ul>
<p>Articolo di Flavia Cavalero</p>
<p>La foto della <a title="Parata di totem" href="http://www.flickr.com/photos/uw_digital_images/4476181509/" target="_blank" rel="noopener">parata dei totem</a> è di UW Digital Collections</p>
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		<item>
		<title>I regali di Natale, dovere o piacere?</title>
		<link>https://psicomamme.it/regalo-natale-dovere-piacere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2012 10:42:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sentimenti]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La parola regalare già nell’etimologia è ambigua, chi dice derivi dal latino regale chi invece sostiene un’origine europea. Resta il fatto che i dizionari sono concordi nel definire il regalo come una cosa che viene donata in segno di affetto o cortesia, in senso figurato una cosa gradita. Sembrerebbe una cosa semplice, ma ci ha... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/regalo-natale-dovere-piacere/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/regalo-natale-dovere-piacere/">I regali di Natale, dovere o piacere?</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La parola <i>regalare</i> già nell’etimologia è ambigua, chi dice derivi dal latino <i>regale </i>chi invece sostiene un’origine europea. Resta il fatto che i dizionari sono concordi nel definire il regalo come una<strong> cosa che viene donata in segno di affetto o cortesia</strong>, in senso figurato una cosa gradita.</p>
<p>Sembrerebbe una cosa semplice, ma ci ha pensato  la cultura, intesa come conoscenza e pratiche di una popolazione, a farlo diventare una cosa complicata aggiungendo il concetto di reciprocità “se tu dai una cosa a me, io poi do una cosa a te”.<br />
Natale è diventato l’esempio più calzante di questo andirivieni di pacchi.</p>
<p>Conosco persone che in piena estate già pensano a fare gli acquisti natalizi, chi per risparmiare, chi per trovare l’oggetto particolare che “o lo prendo adesso o non lo trovo più”. Vengono stilati elenchi lunghissimi che, man mano che si fanno gli acquisti e il denaro diminuisce, si accorciano proprio sulla scia della reciprocità e il pensiero che “alla fine a me mica ha mai regalato niente” è quello che fa decidere chi lasciare e chi eliminare dalla lista!!</p>
<p>A Psicomamme piace molto il <a title="Consigli di regali fai da te" href="http://psicomamme.it/regali-natale-fai-da-te/" target="_blank">regalo “fai da te”</a> perché, oltre ad essere un ottimo modo per affrontare la crisi, è divertente, creativo, trasmette l’idea di essere stato pensato, è dedicato e porta con sé un mare di affetto.</p>
<p>Ognuno si può cimentare con ciò che gli riesce meglio, se in cucina sei una frana magari evita di preparare biscotti natalizi e cimentati nel cucito, ricamo, bricolage, o nella scrittura. Ci sono moltissime cose da realizzare seguendo la propria indole.</p>
<p>Con un po’ di fantasia e con l’aiuto del meraviglioso mondo del web, puoi fare cose bellissime; noi adesso ti diamo qualche spunto, poi tu ci racconterai cosa hai fatto !!!</p>
<h3>Se sei brava in cucina:</h3>
<p>Il sito <a title="Cooking essential" href="http://cookingessential.blogspot.it/" target="_blank" rel="noopener">Cooking essential</a> ti offre mille idee per ricette “essenziali”, senza additivi inutili e dannosi e ti offre ricette per realizzare qualsiasi manicaretto, dal pane fino alla più golosa torta.</p>
<p><strong>Intanto puoi allenarti preparando qualche biscotto: </strong></p>
<p>Burro 120 gr, farina 220 gr, zucchero 100 gr /anche un po’ di meno se li preferisci meno dolci),  lievito Vanigliato 5 gr, una presa di sale, 1 uovo</p>
<p>Mescola la farina, 1/2 cucchiaino di lievito e un pizzico di sale. Frulla burro e zucchero, aggiungi uovo. Lavora l’impasto e forma una palla che copri con la pellicola e riponi in frigo per un’oretta. Stendi poi la pasta, più o meno alta un centimetro e divertiti a dare le forme che preferisci aiutandoti con gli stampini. Cuociono in forno, a 180 gradi, in un quarto d’ora circa.</p>
<h3>Se sei brava con ago e filo:</h3>
<p>A noi piace tantissimo <a title="Simonetta, la bambola-calzino" href="http://www.mammafattacosi.com/2011/11/allapparenza-un-calzino.html" target="_blank" rel="noopener">Simonetta</a>, una bambola nata da un calzino, trovi le istruzioni per farla su  <a title="Mammafattacosì" href="http://www.mammafattacosi.com/" target="_blank" rel="noopener">Mammafattacosì</a></p>
<p>… e  se sai ricamare e sferruzzare su <a title="Flikr" href="http://www.flickr.com/photos/magliamo/4647441127/in/photostream/" target="_blank" rel="noopener">Flikr</a> trovi di che sbizzarrirti.</p>
<h3>Se sai disegnare o dipingere</h3>
<p>E vuoi qualche dritta o qualche lezione per migliorare la tua tecnica, puoi rivolgerti a <a title="Paula Dias" href=" http://psicomamme.it/paula-dias-pittrice-illustrazioni-sogno/" target="_blank">Paula Dias. </a></p>
<p>Se il regalo vuoi prepararlo coinvolgendo i bambini, vai direttamente su <a title="Mammagiochiamo" href="http://mammagiochiamo.blogspot.it/search/label/Lavoretti%20di%20Natale " target="_blank" rel="noopener">Mammagiochiamo</a>, avrai di che sbizzarrirti, prima e dopo per sistemare tutto, ma sarai sicuramente soddisfatta del risultato</p>
<p>Infine ci sono gli e-book made in Psicomamme.it, il regalo che abbiamo confezionato noi!<br />
Scarica &#8220;<a title="Scarica gratuitamente Haku antiscivolo" href="http://psicomamme.it/haiku-antiscivolo-regalo-natale/" target="_blank">Haiku antiscivolo</a>&#8221; gratuitamente iscrivendoti alla newsletter e acquista <a title="Marco e Artù salvano il Natale" href="http://psicomamme.it/marco-artu-salvano-natale/" target="_blank">&#8220;Marco e Artù salvano il Natale&#8221;</a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/regalo-natale-dovere-piacere/">I regali di Natale, dovere o piacere?</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
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