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	<title>articoli e pubblicità &#8211; Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</title>
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	<title>articoli e pubblicità &#8211; Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</title>
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		<title>In pubblicità il fine giustifica i mezzi? L’immagine femminile e la réclame</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavia Cavalero]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Oct 2017 09:55:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[articoli e pubblicità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Navigando in rete si possono leggere molti articoli che trattano il tema dello sfruttamento dell’immagine femminile in pubblicità, l’argomento è così vasto che si potrebbe parlarne all’infinito. Nel web si possono trovare molti esemplari di pubblicità perlomeno discutibili, la casistica è davvero vasta, si passa dallo stereotipo della famosa mamma italiana sempre perfetta alla prostituta.... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/pubblicita-fine-giustifica-mezzi-limmagine-femminile-la-reclame/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Navigando in rete si possono leggere molti articoli che trattano il tema dello sfruttamento dell’immagine femminile in pubblicità, l’argomento è così vasto che si potrebbe parlarne all’infinito. Nel web si possono trovare molti esemplari di pubblicità perlomeno discutibili, la casistica è davvero vasta, si passa dallo stereotipo della famosa mamma italiana sempre perfetta alla prostituta. Le stiamo raccogliendo in una pagina Facebook, <a href="https://www.facebook.com/femmesetreclame/" target="_blank" rel="noopener">Femmes et réclame</a>, che vi invitiamo a visitare.</p>
<p>In pubblicità l’immagine è più importante delle parole e della musica perché ciò che su cui vuole agire non è di certo il mondo reale, quello dei dati, della ratio e della consapevolezza, bensì è il mondo della fantasia, quello dei desiderata, quello emotivo &#8211; sensazionale per arrivare fino al mondo inconscio. Ogni spot deve conquistarsi uno spazio, deve essere visibile, deve essere riconoscibile tra migliaia di altri; siamo circondati da ogni tipo di consiglio per gli acquisti, non vi è spazio pubblico che sia libero. Treni, autobus, taxi, strade sono tutti medium pubblicitari. E poi riviste e quotidiani, Tv, Internet, social. Borse per la spesa, capi di abbigliamento. Ogni spazio è considerato giusto e adeguato per pubblicizzare questo o quello.</p>
<p>E’ chiaro che ogni prodotto vuole spiccare tra gli altri e la richiesta che arriva ai pubblicitari è sempre la stessa: essere visto, primeggiare, distinguersi nel mare magnum dell’advertising. I professionisti possono essere dei grandi creativi e, per nostra fortuna ce ne sono molti, oppure degli operatori che vogliono raggiungere l’obiettivo e per quest’ultima categoria vale il motto per cui il fine giustifica i mezzi.</p>
<p>La popolazione umana è variegata e tutta interessante e ogni individuo, per età – sesso – caratteristiche personali – etnia &#8211; ruolo, può essere adeguato a propagandare un prodotto o un altro. Sappiamo bene che i bambini fanno tenerezza e attirano sempre l’interesse degli adulti. Sappiamo che un testimonial famoso può catturare l’interesse del target. Ma sembra che ci sia solo una tipologia di essere umano così versatile da poter essere usata per tutto, sempre e comunque, ed è la donna: in particolare la donna giovane e bella.</p>
<h2>Perché proprio la donna come soggetto &#8220;privilegiato&#8221;?</h2>
<p>La donna rappresenta il soggetto perfetto per i pubblicitari perché:</p>
<ul>
<li>Nella maggior parte dei casi è ancora lei a occuparsi degli acquisti che riguardano la famiglia</li>
<li>Legge più degli uomini e guarda di più la televisione</li>
<li>Le casalinghe sono uno dei target principali della pubblicità e&#8230; sono donne</li>
</ul>
<p>Ci sono così tanti stereotipi sulle donne che non cavalcarli tutti sarebbe perdere davvero un’occasione: la mamma italiana, la sposa devota, la casalinga, la puttana e chi più ne ha, più ne metta. Questa è una storia che dura da così tanto tempo, è così vecchia, che sembra essere insuperabile. Un modus cristallizzato e in parte, purtroppo, anche socialmente tollerato e spesso indicato come un falso problema.<br />
Un problema invece c’è e anche più di uno se facciamo un’analisi attenta, perché la figura già debole della donna ne esce ancor più indebolita, oltre che ridicolizzata e ridotta ancora oggi a mero oggetto per lo più sessuale. Partendo da basi di questo tipo vedo molto difficile poter parlare seriamente di pari opportunità e di valorizzazione delle differenze.</p>
<p>Come abbiamo detto le pubblicità che sfruttano l’immagine femminile cavalcando l’onda di stereotipi e pregiudizi sono di mille tipologie diverse. Crediamo che, tra tutte, le meno tollerabili siano quelle che presentano ancora una donna come oggetto sessuale a uso e consumo di una popolazione maschile che, a nostro parere, dovrebbe sentirsi altrettanto offesa.</p>
<h2>Le pubblicità volgari</h2>
<p>Per quanto si stenti a crederlo, esiste un codice deontologico anche per chi si occupa di immagini pubblicitarie ed è molto chiaro e facilmente comprensibile. E’ evidente che, per alcuni, questo ha poca importanza, sicuramente meno di quanto ne abbia un’immagine che faccia scalpore. E se lo scopo è quello di fare scalpore, di suscitare un po’ di clamore, quale occasione potrebbe essere migliore per utilizzare il corpo femminile? Poco importa se questo atteggiamento va a scapito della dignità e del rispetto di ogni donna.<br />
Una prima conseguenza di questo comportamento, non così raro, possiamo rintracciarlo nel fatto che siamo rimasti in pochi a “scandalizzarci” e a ribellarci. Anni e anni di nudità esposte in tv hanno fatto perdere il senso della differenza tra naturalità e volgarità.<br />
La società moderna ci ha assuefatti con le pubblicità che sfruttano l’immagine femminile. Basato sulla più banale delle regole della memoria, che registra più facilmente un’immagine che sia vissuta come piacevole oppure scandalosa, questo stile pubblicitario la fa ancora da padrone. Negli ultimi anni ci sono stati casi che hanno fatto scalpore e ci chiediamo se veramente chi ci ha lavorato non immaginasse le conseguenze di quegli scatti. Anche questo è diventato business, uscire con una pubblicità volgare/scandalosa/esagerata pur di far parlare di un prodotto o di un pubblicitario, chissà.</p>
<h2>Dove segnalare pubblicità offensive</h2>
<ul>
<li>Presso un’associazione dei consumatori</li>
<li>Presso molti Comuni è stato istituito un servizio di riferimento</li>
<li>Presso l’<a href="http://www.agcm.it/2015-07-24-10-25-27/come-segnalare.html" target="_blank" rel="noopener">AGCM</a> che è l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato-</li>
<li>Allo<a href="http://www.iap.it/" target="_blank" rel="noopener"> I.A.P. </a>che è l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria</li>
</ul>
<p>Leggi anche:</p>
<ul>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/miti-e-mostri-del-volersi-bene-tra-golosi-e-sportivi/">Miti e mostri del benessere</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/lerrore-fondamentale-di-attribuzione/">L&#8217;errore fondamentale di attribuzione</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/lo-shopping-compulsivo-lo-sballo-che-puo-costare-caro/">Lo shopping compulsivo</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/la-psicoterapia-e-il-web/">Psicoterapia e web</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/fobie-il-coraggio-e-il-superamento-della-paura/">Cosa sono le fobie?</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/go-with-the-flow-psicologia-hippie/">Go with the flow</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/emozioni-pillole-competenza-emotiva/">Pillole di competenza emotiva</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/cibo-relazione/">Il cibo è relazione</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/gustav-jung-e-i-sogni/">L’inconscio collettivo</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/psicologia-dellabbigliamento-il-cambio-dellarmadio/">Psicologia dell’abbigliamento</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/amicizia-e-psicoterapia/">Amicizia e psicoterapia</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/cure-palliative-torino-un-faro-nella-notte/">Cure palliative</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/segni-simboli-colori-pubblicita/">Segni, simboli e colori</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/cosa-sono-le-dat-decisioni-anticipate-di-trattamento/">Cosa sono le</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/cosa-sono-le-dat-decisioni-anticipate-di-trattamento/">DAT?</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/medicina-difensiva-dal-decreto-di-appropriatezza-prescrittiva-ai-nuovi-lea/">Medicina difensiva</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/kit-pronto-soccorso-zaino/">Pronto soccorso tascabile</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/cibo-immagine-se/">Disturbi alimentari</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/come-bonificare-camera-letto-acari/">Come bonificare una camera da letto dagli acari</a></li>
<li class="last-item"><a href="http://psicomamme.it/compliance-quando-e-difficile-seguire-le-cure-prescritte-dal-medico/">Compliance</a></li>
</ul>
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		<title>Accountability, responsabilità e trasparenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2016 14:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Educazione finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[articoli e pubblicità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ricordando Marco Pannella, Roberto Saviano ha recentemente posto l&#8217;accento su un concetto cardine della salute politica, quello dell&#8217;accountability che è il dovere di ogni servitore dello Stato di rendere conto e di essere responsabile di fronte ai cittadini delle decisioni prese e quindi di subire sanzioni per i propri errori. Gli elettori hanno il diritto... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/accountability-responsabilita-e-trasparenza/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordando Marco Pannella, <strong><a href="http://espresso.repubblica.it/opinioni/l-antitaliano/2016/05/25/news/ciao-marco-a-subito-1.267272" target="_blank" rel="noopener">Roberto Saviano</a></strong> ha recentemente posto l&#8217;accento su un concetto cardine della salute politica, quello dell&#8217;<strong>accountability</strong> che è <strong>il dovere di ogni servitore dello Stato di rendere conto e di essere responsabile di fronte ai cittadini delle decisioni prese e quindi di subire sanzioni per i propri errori</strong>. Gli elettori hanno il diritto di essere informati su ciò che si decide aldisopra delle loro teste, hanno il diritto di criticare e ottenere risposta. P. Nikiforos Diamandouros, accademico della Johns Hopkins University, così descrive il concetto di <strong><a href="http://www.ombudsman.europa.eu/speeches/en/2006-10-17b.htm" target="_blank" rel="noopener">accountability:</a></strong></p>
<blockquote><p>The English word “accountability” is often difficult to translate into other languages.<br />
La parola inglese &#8220;accountability&#8221; è spesso difficile da tradurre in altre lingue.</p>
<p>To be accountable means to have the duty to provide an account: that is, to explain and justify one&#8217;s actions in terms of appropriate criteria and in sufficient detail. The criteria and level of detail that are required depend, of course, on the context.</p>
<p>Essere &#8220;accountable&#8221; significa avere il dovere di fornire una spiegazione ovvero di fornire un resoconto e di giustificare alcune azioni secondo criteri appropriati e in modo sufficientemente dettagliato. I criteri e il livello di dettaglio richiesti dipendono, è chiaro, dal contesto.</p>
<p>Accountability is, therefore, not the same as, though it includes, answerability; that is to say, a duty – which may be legal, political, or moral – to respond to questions about a particular matter.</p>
<p>&#8220;Accountability&#8221; non è, di conseguenza, anche se ne include il concetto, sinonimo di &#8220;answerability&#8221; ovvero il dovere legale, politico o morale di rispondere a domande riguardanti un particolare argomento.</p>
<p>The concept of accountability also includes liability to some form of sanction if the performance revealed by the account is considered unsatisfactory. The sanction may be legal or, in a broad sense, political. As I will explain later, public criticism can be a significant form of sanction in a democracy.</p>
<p>Il concetto di &#8220;accountability&#8221; include quello di essere passibile di sanzioni se la prestazione rivelata dai rapporti forniti è considerata insoddisfacente. La sanzione può essere legale o, in un senso ampio, politica. Come spiegherò più avanti, la critica pubblica può esserer una forma significative di sanzione in demorazia.</p>
<p>(&#8230;)Modern democracies have also developed other institutions of continuous accountability to scrutinise the actions of public authorities (&#8230;). To give a few examples, there are: public auditors, information commissioners, ethics and standards committees, data protectors and, not least, ombudsmen.</p>
<p>Le moderne democrazie hanno dunque sviluppato altre istituzioni per tenere sotto controllo le azioni delle autorità pubbliche. Esistono, ad esempio, revisori pubblici, commissioni di informazione, comitati etici, commissioni di vigilanza, protettori dei dati e, non ultimi, difensori civici.</p>
<p>The legitimacy of such institutions and hence their capacity to be net providers of legitimacy to the overall system of governance, depends on their fulfilling their functions in a way that is demonstrably impartial and non-partisan.</p>
<p>La legittimità di alcune istituzioni e la loro capacità di essere nodi di una rete di legittimazione di tutto il sistema di governo, dipende dal perseguimento delle loro funzioni in modo dimostrabile come imparziale e non partigiano.</p></blockquote>
<p>Ecco come Roberto Saviano definisce l&#8217;accoutability</p>
<blockquote><p>Diritto che sancisce la necessità di conoscere in che modo e perché i governi a vari livelli prendono decisioni che influiscono sulle vite dei cittadini, sui loro diritti umani e sulle loro libertà civili. Perché è un diritto che pone attenzione a un patto fondamentale, quello tra i cittadini e chi li governa. Perché è un diritto che, indagando il processo di delega insito nel patto politico tra cittadini e governanti, riporta attenzione sull’obbligo per un soggetto investito di una carica pubblica, di rendere conto della proprie azioni e di essere pienamente responsabile dei risultati ottenuti o non ottenuti.</p></blockquote>
<p>Il rischio è che, tra una campagna elettorale e l&#8217;altra, tra un&#8217;emergenza e l&#8217;altra (spesso emergenze che non si risolvono e si ripropongono ciclicamente), l&#8217; &#8220;accountability&#8221; sparisca colpevolmente dalla lista delle priorità. L'&#8221;accountability&#8221; è l&#8217;antidoto all'&#8221;<strong><a href="http://psicomamme.it/overpromising-un-fenomeno-diffuso-dalleconomia-alla-vita-quotidiana/">overpromising</a></strong>&#8221; che abbiamo trattato precedentemente. Solo il controllo da parte dei cittadini e degli enti terzi deputati a vegliare sulla condotta del Governo, sulla coerenza e sull&#8217;efficacia delle sue azioni, può garantire la salute della democrazia e favorire un dialogo politico pertinente, non basato su battute ad effetto e dati opinabili.</p>
<p>La storia italiana è piena di momenti oscuri su cui pesa il segreto di stato. Siamo abituati a non sapere, a crederci fuori dai giochi e impotenti. Questo approccio alla vita politica però apre la strada a corruzione e insabbiamenti o a manipolazioni della realtà. Non dobbiamo limitarci a guardare lanciando coriandoli come il pubblico alla sfilata dei carri di Carnevale, controlliamo, interpelliamo e pretendiamo risposte!</p>
<p>Approfondisci leggendo:</p>
<ul>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/tassi-dinteresse-tassi-di-sconto-e-tassi-reali/">Tassi reali, tassi di sconto e tassi nominali</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/accountability-responsabilita-e-trasparenza/">Cos’è l’accountability</a></li>
<li class="last-item"><a href="http://psicomamme.it/overpromising-un-fenomeno-diffuso-dalleconomia-alla-vita-quotidiana/">Cos’è l’overpromising</a></li>
<li class="last-item"><a href="http://psicomamme.it/rischio-e-volatilita/">Rischio e volatilità</a></li>
</ul>
<p>La foto della sfilata del <a href="http://www.loc.gov/pictures/collection/highsm/item/2010637263/" target="_blank" rel="noopener">mardi gras </a>è di Carol Highsmith da Library of Congress Prints and Photographs</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/accountability-responsabilita-e-trasparenza/">Accountability, responsabilità e trasparenza</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Roberto Giachetti: il proprio corpo in cambio di visibilità mediatica sulla legge elettorale</title>
		<link>https://psicomamme.it/roberto-giachetti-corpo-legge-elettorale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Nov 2012 14:07:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[articoli e pubblicità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qui di solito facciamo molto caso alla strumentalizzazione del corpo delle donne dalla pubblicità, dalle volgarità che spesso sentiamo riferire al fisico femminile (non ultimo la triste uscita di grillo sul &#8220;punto g&#8220;). Spesso, invece di discutere sugli argomenti portati dalle donne, si devia l&#8217;attenzione sulla loro corporalità. Talvolta sono le donne stesse a cercare... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/roberto-giachetti-corpo-legge-elettorale/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/roberto-giachetti-corpo-legge-elettorale/">Roberto Giachetti: il proprio corpo in cambio di visibilità mediatica sulla legge elettorale</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Qui di solito facciamo molto caso alla strumentalizzazione del corpo delle donne dalla pubblicità, dalle volgarità che spesso sentiamo riferire al fisico femminile (non ultimo la triste uscita di grillo sul &#8220;<a title="Punto g" href="http://www.beppegrillo.it/2012/10/il_talk_show_ti_uccide.html" target="_blank" rel="noopener">punto g</a>&#8220;).</p>
<p>Spesso, invece di discutere sugli argomenti portati dalle donne, si devia l&#8217;attenzione sulla loro corporalità. Talvolta sono le donne stesse a cercare visibilità attraverso la propria bellezza.</p>
<p>Oggi però parliamo di un uomo, <strong><a title="Sito di Roberto Giachetti" href="http://www.robertogiachetti.org/" target="_blank" rel="noopener">Roberto Giachetti</a></strong>, che altro non ha, per far accendere i riflettori sull&#8217;esigenza di una riforma elettorale, che ricorrere ad uno <strong><a title="Roberto Giachetti, sciopero della fame" href="http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/138350/legge_elettorale_ora_mi_vendo" target="_blank" rel="noopener">sciopero della fame</a></strong>.</p>
<p>Giachetti scrive</p>
<blockquote><p>Mi metto in vendita. Mi vendo al miglior offerente e sono disposto a diversificare l’offerta affinché le ragioni della mia iniziativa possano avere un minimo di informazione. Mi rendo disponibile ad insultare pubblicamente e pesantemente il presidente del Senato, quello della Commissione affari costituzionali ed anche ogni singolo senatore, in alternativa sono disposto a farmi fotografare mentre consegno una busta con qualche centinaia di euro dentro a qualcuno per ottenere la pubblicazione di una manchette con i contenuti della mia iniziativa a prezzi stracciati; posso scrivere una lettera d’amore e passionale a qualche collega della parte opposta e poi farvene avere copia; posso, debitamente posizionato in aula, consultare qualche famoso sito porno o posso fare una telefonata a chi volete voi – che sappiamo essere sotto intercettazione – e dire quelle cose piccanti che fanno tanta notizia; posso farmi riprendere mentre contratto una prestazione per strada di notte con un trans e poi farvelo avere come se fosse stato fatto di nascosto. Per ora la mia fantasia finisce qui, ma credo che il materiale sarebbe sufficiente nell’ambito di quello che della politica, convenzionalmente qui da noi, fa notizia. Ovviamente resto aperto e disponibile a valutare altre vostre richieste. Una sola condizione: qualche riga sulle ragioni e gli obiettivi del mio sciopero della fame. Attendo un sicuro riscontro con trepidazione ed urgenza e ringrazio tutti.</p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p>Quale sta diventando il ruolo del corpo nella società? Non abbiamo alternative a metterci in vendita?<br />
Perchè la capacità di ascolto e di riflessione comune è scemata a tal punto, da dover ricorrere a espedienti eclatanti e autodistruttivi?<br />
Perchè le ragioni di un individuo, addotte senza violenza e nel rispetto della legge, valgono meno di una fotografia su facebook e di una scritta &#8220;vendesi&#8221;?</p>
<p>Crediamo che una riflessione sia necessaria, da parte di donne e uomini assieme. Non illudiamoci che l&#8217;oggettualizzazione dell&#8217;essere umano si fermi al genere femminile, un sistema mediatico, politico, civile che se lo aspetta anche da un  uomo perchè il gigantosauro dell&#8217;attenzione collettiva si muova, ha bisogno di autoanalisi e di critica personale!!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/roberto-giachetti-corpo-legge-elettorale/">Roberto Giachetti: il proprio corpo in cambio di visibilità mediatica sulla legge elettorale</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La donna vampira di Max</title>
		<link>https://psicomamme.it/donna-vampira-max/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Oct 2012 12:29:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[articoli e pubblicità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco una copertina che ci si poteva risparmiare. Risale a quest&#8217;estate ma crediamo che mostrarla ora, fuori dalla temperie per cui è stata concepita, aiuti a guardarla davvero, senza filtri &#8220;stagionali&#8221;. La rivista Max ci manda questa cartolina estiva raccomandandoci di sfogliare con cura e di stare in campana perché dà assuefazione. E infatti, come... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/donna-vampira-max/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/donna-vampira-max/">La donna vampira di Max</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco una copertina che ci si poteva risparmiare. Risale a quest&#8217;estate ma crediamo che mostrarla ora, fuori dalla temperie per cui è stata concepita, aiuti a guardarla davvero, senza filtri &#8220;stagionali&#8221;.<br />
La rivista Max ci manda questa cartolina estiva raccomandandoci di sfogliare con cura e di stare in campana perché dà assuefazione.</p>
<p>E infatti, come un veleno inoculato un po&#8217; alla volta e in dosi sempre maggiori, ecco serviti cattivo gusto e abuso dello <strong>stereotipo della donna oggetto</strong>, notevole soprattutto per il generoso décollté e per l&#8217;aria estatica di fronte ad un ghiacciolo falliforme color rubino.</p>
<p>La <strong>donna vampira</strong> tiene gli occhi chiusi assaporando inimmaginabili delizie davanti ad un mare tropicale. Il ghiacciolo si squaglia o lei ha preso male la mira, fatto sta che una materia sciropposa fa bella mostra di sè sotto la bocca della donna, aperta.</p>
<p>Lasciamo perdere le metafore sottese a questo scatto, che ci arriva pure un italiano medio (quello di <a title="Italiano medio" href="http://www.youtube.com/watch?v=u-UC4hHh6A0" target="_blank" rel="noopener">Maccio Capatonda</a>) e, infatti, proprio all&#8217;italiano medio parla questa copertina ma proviamo a approfondire i sensi profondi e non solo quelli doppi, di questa immagine.</p>
<p>La donna ha gli occhi chiusi solo per supposto estremo godimento? O si presume che le donne preferiscano non guardare e rimanere nella caverna del mito platonico? E&#8217; meglio non sapere, è meglio non farsi troppe domande? E&#8217; meglio far finta di godere e  andare avanti?</p>
<p>O ancora è meglio che la donna non guardi, perché sia ha paura del suo sguardo? Del suo punto di vista?</p>
<p>Il motto della rivista è &#8220;Le passioni maschili giocano tutte nella stessa squadra&#8221;. Quale squadra? Quella del piacere? La <strong>donna</strong> è un <strong>oggetto del piacere maschile</strong>?<br />
O forse vuol significare che l&#8217;uomo non sia nulla al di sopra della cintura? Non è un po&#8217; degradante per gli uomini?</p>
<p>Cosa ne pensi? Ti senti offesa da queste rappresentazioni? Perché gli uomini, adulti, intelligenti, evoluti, gongolano comunque davanti a queste immagini? Se di gioco si tratta, non si può giocare in due, alla pari?<br />
O ancora forse non è nemmeno vero che gli uomini apprezzino questo tipo  di immagine. Non è che anche loro <em>non sono cattivi, è che li dipingono così</em> (come diceva <a title="Jessica Rabbit canta nel club inchiostro e tempera" href="http://www.youtube.com/watch?v=yy5THitqPBw" target="_blank" rel="noopener">Jessica Rabbit</a>)?</p>
<p>La riflessione finale che viene da fare, è che il rischio sia quello di considerarci degli organismi, delle macchine e non delle persone con infinite possibilità! Ma, soprattutto, il rischio è di farsi idee false e pericolose sull&#8217;altro sesso.</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/donna-vampira-max/">La donna vampira di Max</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
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		<title>Uomini e stereotipi di genere</title>
		<link>https://psicomamme.it/maschi-veri/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2012 12:51:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[articoli e pubblicità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stereotipi di genere &#8211; Maschi al 100% Riflessione, etimologica ma non solo, tra ominicchi e mezzi uomini Pare che il modo peggiore di offendere un uomo, sia colpirlo, anche solo metaforicamente, nella propria virilità. La corte di cassazione si è pronunciata contro l&#8217;espressione &#8220;Non hai le palle&#8221;, considerabile reato e passibile di condanna e risarcimento, perché dire... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/maschi-veri/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Stereotipi di genere &#8211; Maschi al 100%</h2>
<h3>Riflessione, etimologica ma non solo, tra <em>ominicchi</em> e <em>mezzi uomini</em></h3>
<p>Pare che il <strong>modo peggiore di offendere un uomo</strong>, sia c<strong>olpirlo, anche solo metaforicamente, nella propria virilità</strong>. La corte di cassazione si è pronunciata contro l&#8217;espressione &#8220;Non hai le palle&#8221;, considerabile reato e passibile di condanna e risarcimento, perché dire ad un uomo che non ha gli attributi significherebbe dire che valga meno degli altri uomini.</p>
<p>&#8220;Non hai le palle&#8221; è una brutta offesa, volgare e sciocca, su questo non si discute. Va bene anche l&#8217;equiparazione ad un reato, ma ci chiediamo perché l&#8217;onore e la dignità debbano avere una così forte identificazione con una parte del corpo e, quasi solo, con quella parte.</p>
<p>Non avere le palle è, secondo la sentenza della cassazione, un&#8217;accusa di debolezza di carattere.<br />
Se proseguiamo con il ragionamento, attenendoci alle parole e al loro significato letterale, approdiamo però, in modo più o meno inconscio, alla conclusione che, chi tradizionalmente non ha le palle, ovvero le donne, sia debole di carattere e valga meno di tutti gli uomini che invece le hanno.</p>
<p>Ormai da tempo immemore le caratteristiche stereotipate del genere femminile vengono attribuite agli uomini come massima offesa. Non va meglio agli uomini che amano altri uomini. Loro, che le palle le hanno, sono comunque dei &#8220;mezzi uomini&#8221;, delle &#8220;donnicciole&#8221;. E si torna all&#8217;<strong>offesa più grave, quella di essere &#8220;quasi donne&#8221;</strong>.<br />
Quando si hanno 13 anni e si sentono fare ingiurie e offese di questo genere, ci si illude che sia un fatto di immaturità. Da adulti purtroppo arriva la disillusione.<br />
La cosa triste è che, di questo barbaro uso del genere come gabbia avvilente,<strong> i maschi</strong> con le palle e non &#8220;effemminati&#8221;<strong> sono anche loro vittime</strong>, senza nemmeno rendersene conto.</p>
<p>Perchè soffrire così tanto per un&#8217;accusa &#8220;anatomica&#8221;. Se ad un uomo venisse gridato &#8220;Non hai i malleoli&#8221; oppure &#8220;Hai il gomito del tennista&#8221;, non crediamo che ricorrerebbe ad un tribunale per pretendere giustizia e lavare l&#8217;affronto a suon di risarcimenti.</p>
<p>Per capirlo davvero, lo sappiamo, dovremmo essere uomini o essere <strong>&#8220;donne con le palle</strong><strong>&#8221; </strong>(che è il massimo onore da tributare ad una donna). Cosa &#8220;fa&#8221; davvero l&#8217;uomo, il suo onore, la sua dignità<strong>?</strong> E se anche razionalmente nessun uomo è disposto ad ammettere che ciò che lo rende un uomo sia, semplicemente, non essere una donna, cosa diamine fa scattare il risentimento e l&#8217;onta?</p>
<p>Cosa fa sì che una donna sia donna. Un utero, dei seni? Le donne che avessero subito un&#8217;isterectomia allora non sarebbero donne? Le donne mastectomizzate non sarebbero per questo più donne? Il fatto che un uomo ami un altro maschio, cancella automaticamente il suo essere uomo?</p>
<p>Quali sono le regole non scritte, ma potentissime nella nostra società, che ci ingabbiano a tal punto da non riuscire a svincolare la nostra umanità e il nostro onore dal genere e dall&#8217;anatomia?<br />
Aspettiamo le tue riflessioni e il tuo aiuto su questo tema che, secondo noi, è di cruciale importanza per affrontare davvero le ragioni e i cliché della <a title="La guerra dei sessi, con Peter Sellers" href="http://www.youtube.com/watch?v=UWpKVXNn-9c" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Guerra dei sessi&#8221;</a> .</p>
<p>Per questo andremo a sondare l&#8217;argomento con l&#8217;aiuto del nostro adorato cinema, con la più efficace delle armi dello sbugiardamento, l&#8217;umorismo. Guardi con noi <a title="Victor Victoria, con Julie Endrews" href="http://www.youtube.com/watch?v=APuLUq1k4Rs" target="_blank" rel="noopener">Victor Victoria</a>?</p>
<p>Scarica l&#8217;articolo <a title="Scarica l&#039;articolo &quot;La cassazione: dire &quot;non hai le palle&quot; è reato&quot;" href="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2012/10/uomini-reato-cassazione.zip" target="_blank">&#8220;La cassazione: dire &#8220;non hai le palle&#8221; è reato&#8221;</a> di Repubblica, mercoledì 1 agosto 2012, p. 15 in .pdf (477 KB)</p>
<p>Se ti interessa distruggere gli stereotipi di genere <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> ecco alcuni articoli che fanno per te:</p>
<ul>
<li><a title="Giochi per bambine, giochi sessisti" href="http://psicomamme.it/giochi-bambine/" target="_blank">giochi per bambine, giochi sessisti</a></li>
<li><a title="No segregazione di genere" href="http://psicomamme.it/giochi-bambini-bambine/" target="_blank">no alla segregazione di genere nel gioco</a></li>
<li><a title="Uomini e stereotipi" href="http://psicomamme.it/maschi-veri/" target="_blank">uomini e stereotipi</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto di Psicomamme</p>
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		<title>Uomini e donne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2012 10:49:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[articoli e pubblicità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uomini e donne, peccato essere uomini?! Questa pubblicità mi ha subito fatto ricordare una persona che ho conosciuto anni or sono. Un ragazzo giapponese, un giovane uomo super colto, serissimo ma con grande senso dell&#8217;umorismo, che portava con disinvoltura una borsa verdina simile a quella immortalata in questa pubblicità. Solo era forse più facile da... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/uomini-donne/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Uomini e donne</strong>, peccato essere uomini?! Questa pubblicità mi ha subito fatto ricordare una persona che ho conosciuto anni or sono. Un ragazzo giapponese, un giovane uomo super colto, serissimo ma con grande senso dell&#8217;umorismo, che portava con disinvoltura una borsa verdina simile a quella immortalata in questa pubblicità. Solo era forse più facile da indossare, perché aveva delle bretelle lunghe, che permettevano di mettersela sulla spalla senza doversi attirare addosso la maledizione di una tendinite. E nessuno lo trovava strano <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><a href="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2012/10/peccato-essere-uomini.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-597" alt="Pubblicità" src="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2012/10/peccato-essere-uomini.jpg" width="800" height="1092" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2012/10/peccato-essere-uomini.jpg 800w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2012/10/peccato-essere-uomini-220x300.jpg 220w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2012/10/peccato-essere-uomini-768x1048.jpg 768w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2012/10/peccato-essere-uomini-750x1024.jpg 750w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2012/10/peccato-essere-uomini-219x300.jpg 219w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>La pubblicità sembra gridare &#8220;<strong>Che male c&#8217;è se mi piacciono le borse</strong>?&#8221;. Ecco, <strong>nessuno</strong>!<br />
Non capisco bene perché sia necessario mostrare un povero ragazzo in mutande, visto che la borsa non è un reggicalze e non sfigura abbinata ad un paio di pantaloni.</p>
<p>Vista la mia adorazione per lo stop motion e l&#8217;animazione in genere, non posso fare a meno di notare che il tipo di mutanda è esattamente quella che spesso ritrovo nelle avventure di <strong>Shaun la pecora</strong>. E&#8217;, per essere precisi, la mutanda che la pecora grassa indossa a mò di cappello, quando si impegna negli esercizi dimagranti.</p>
<p>Il ragazzo qui ritratto sembra un pò dubbioso. Ha la barba e il lucidalabbra, i tatuaggi e una catenina che ricorda certe collane che vanno di moda adesso. A ben guardare, però, il pendaglio a croce è appeso ad uno spago bianco.<br />
Avrà speso una fortuna in cerette. Spero per lui che le stelline siano solo disegnate, perché hanno l&#8217;unico senso di sfumare dal rosso al turchese, le due tonalità dominanti nella fotografia.</p>
<p>Il messaggio è &#8220;Signore! <strong>Siate felici perché potete indossare senza problemi questa borsa, non come lui che vorrebbe ma non può e resta nel frattempo due ore in braghette estive, rischiando la polmonite</strong>&#8220;. Il pubblicitario che ha ideato questa campagna pubblicitaria presume che le signore si beino della visione di un giovanotto svestito. Ma?</p>
<p>Che effetto ti fa questa fotografia? Ti verrebbe voglia di lanciargli qualcosa da mettersi addosso, di prestargli le tue borsette e di dirgli che <strong>non è la borsa a fare l&#8217;uomo, ma l&#8217;uomo a fare la borsa</strong>?</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La placenta ridotta a moda</title>
		<link>https://psicomamme.it/placenta-lotus/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2012 10:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parto]]></category>
		<category><![CDATA[articoli e pubblicità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho trovato molto interessante tutta la pagina che Repubblica ha dedicato, il 20 agosto 2012, al tema del taglio ritardato del cordone ombelicale (&#8220;La rivoluzione del cordone ombelicale &#8220;Bimbi più sani se non lo tagliate subito&#8221;, di Michele Bocci, p 21). Nella stessa pagina, c&#8217;è un piccolo articolo categorizzato come &#8220;Il caso&#8221;. Il pezzo in questione... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/placenta-lotus/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/placenta-lotus/">La placenta ridotta a moda</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho trovato molto interessante tutta la pagina che Repubblica ha dedicato, il 20 agosto 2012, al tema del taglio ritardato del cordone ombelicale (&#8220;La rivoluzione del cordone ombelicale &#8220;Bimbi più sani se non lo tagliate subito&#8221;, di Michele Bocci, p 21). Nella stessa pagina, c&#8217;è un piccolo articolo categorizzato come &#8220;Il caso&#8221;.</p>
<p>Il pezzo in questione si intitola &#8220;La moda di conservare la placenta, ecco gli ultrà della nascita naturale&#8221;.<br />
Di questo articolo non apprezzo certamente il titolo che si premura immediatamente di esprimere due giudizi: che quello che stai per leggere sia una &#8220;moda&#8221; e che sia propugnata da &#8220;ultrà&#8221;.</p>
<p>Si parla di <a title="Lotus birth" href="http://www.lotusbirth.it/" target="_blank" rel="noopener">lothus birth</a>. Si può scegliere di non staccare la placenta dal bambino. La placenta viene trattata opportunamente (messa sotto sale), tenuta in un sacchetto di tela dove è avvolta in asciugamani puliti, che vengono spesso cambiati. Quando il cordone si secca, l&#8217;ombelico del bimbo si libera naturalmente del cordone e il gioco è fatto. Non c&#8217;è nessun pericolo di infezione se si cura adeguatamente la placenta.</p>
<p>Nell&#8217;articolo è scritto che il cordone si stacca dopo 10 giorni, io ho esperienza di distacchi molto più veloci (anche al terzo giorno). Lo stesso testo di Repubblica dice che il primo bambino nato con questa tecnica è stata all&#8217;Ospedale Sant&#8217;Anna. Forse sarebbe il caso di precisare &#8220;il primo bambino nato in ospedale&#8221; con questa modalità. Io ne conosco molti, nati in casa, qualche anno prima.</p>
<p>Per il mio secondo parto ho deciso anch&#8217;io di non tagliare il cordone ombelicale. Non ho avuto nessun problema e, sarà una mia arbitraria deduzione, sarà forse qualcosa di più concreto, Luca é stato fin da subito molto sereno.<br />
Io credo che il distacco dolce dal cuscino che gli ha tenuto compagnia per nove mesi sia servito ad accoglierlo meglio nella sua nuova dimensione!</p>
<p>Sul pericolo di necrosi, paventato nell&#8217;articolo, contesto una certa vaghezza. Dopo quale esatto periodo la placenta va in necrosi e secondo quale studio si può fare tale affermazione? Se il cordone cade il quinto giorno e la placenta è salata come un prosciutto (: )) , quale effettivo pericolo c&#8217;è?</p>
<p>Ci faremo spiegare questo dettaglio durante una delle nostre interviste!</p>
<p>Hai istintivamente &#8220;paura&#8221; del lotus birth o ti interessa saperne di più? Lo sceglieresti mai per il tuo piccolo?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: Articolo di Repubblica, 20 agosto, 2012, p. 21. &#8220;La moda di conservare la placenta&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scarica l&#8217;articolo &#8220;La moda di conservare la placenta&#8221; in .pdf</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/placenta-lotus/">La placenta ridotta a moda</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Rimedi contro il bullismo</title>
		<link>https://psicomamme.it/bullismo-rimedi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2012 10:39:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[articoli e pubblicità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho conservato questo interessante articolo di Antonella Barina che si intitola &#8220;La carica dei 101 libri contro i bulli della scuola&#8221; (Venerdì di Repubblica, 31 agosto, p 35). Parla di rimedi utili contro il bullismo 🙂 Scopro grazie a questa lettura che Ada Fonzi, psicologa dell sviluppo, è la prima studiosa di bullismo in Italia.... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/bullismo-rimedi/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/bullismo-rimedi/">Rimedi contro il bullismo</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho conservato questo interessante articolo di Antonella Barina che si intitola &#8220;La carica dei 101 libri contro i bulli della scuola&#8221; (Venerdì di Repubblica, 31 agosto, p 35). Parla di<strong> rimedi utili contro il bullismo</strong> <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Scopro grazie a questa lettura che Ada Fonzi, psicologa dell sviluppo, è la prima studiosa di bullismo in Italia.</p>
<p>Dopo il trattato &#8220;<a title="Il bullismo in Italia, Ada Fonzi" href="http://www.maecla.it/bibliografiadidattica/pagine_biblio/fonzi.htm" target="_blank" rel="noopener">Il bullismo in Italia</a>&#8221; edito nel 2004, ha pubblicato un saggio-romanzo, sull&#8217;argomento, intitolato &#8220;Abbasso i bulli. Come guarire prepotenti e vittime&#8221;. Il titolo già contiene una parte di soluzione: <strong>bisogna aiutare le vittime a uscire dal loro stato di perseguitati e i carnefici a capire il loro errore, a gestire la loro rabbia</strong>.<br />
Bisognerebbe però anche sradicare le logiche di prevaricazione dalla nostra società, bisognerebbe che i modelli che i ragazzi hanno davanti fossero un po&#8217; più Libro cuore, un po&#8217; meno Gomorra. Abbiamo un bel predicare il rispetto e la pacifica soluzione dei contrasti se poi non incarniamo, come cittadini, le parole che rivolgiamo ai ragazzi.</p>
<p>Alla fine dell&#8217;articolo la notizia più sorprendente in un&#8217; epoca in cui <em>nessuno ti regala niente</em>: LinkLibri ha distribuito nelle scuole di Torino una<strong> guida per affrontare questo fenomeno &#8220;Il bullismo. Guida ai 100 libri per capire&#8221;</strong>. Lo si può ricevere scrivendo a info@beamarin.it o sul sito di <a title="Form per farsi recapitare la bibliografia sul bullismo" href="http://www.linklibri.info/blog/le-bibliografie-di-linklibri-il-bullismo.html" target="_blank" rel="noopener">linklibri</a>.</p>
<p>E&#8217; un bel punto di partenza! Bisognerebbe che quei libri venissero letti anche dai bulli però!<br />
Bisognerebbe che lo leggessero anche i genitori, bisognerebbe  che la famigerata continuità educativa tra scuola e famiglia fosse realizzata pienamente e non solo &#8220;sognata&#8221;.</p>
<p>A questa bibliografia, se ancora non ci fosse, aggiungerei il libro <a title="Recensione del libro Rime di rabbia" href="http://psicomamme.it/rime-rabbia" target="_blank" rel="noopener">&#8220;<strong>Rime di rabbia</strong>&#8220;</a> di Bruno Tognolini di cui Psicomamme ti ha già parlato.<br />
Hai avuto a che fare con il bullismo? Cosa pensi che possa servire davvero?</p>
<p>Scarica l&#8217;articolo <a title="Scarica l&#039;articolo &quot;La carica dei 101 libri contro i bulli della scuola&quot;" href="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2012/10/La-carica-dei-101-libri-contro-i-bulli-della-scuola.zip" target="_blank" rel="noopener">“<strong>La carica dei 101 libri contro i bulli della scuola</strong>”</a> in pdf. (363 KB)</p>
<p>Leggi anche:</p>
<ul>
<li><a href="http://psicomamme.it/parole-con-le-doppie-come-riconoscerle-esercizi-alluopo/">frasi con le doppie</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/lampada-natale-fatta-a-mano-scatole-riciclate/">costruisci la lampada di Natale con le stelline traforate</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/stelle-di-cartapesta/">crea la stella di Natale</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/come-costruire-il-proprio-teatrino-di-cartone/">come costruire un teatrino di cartone</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/impara-il-francese-con-i-cartoni-animati/">cartoni animati in francese</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/crea-planetario-da-torcia/">crea il tuo planetario portatile</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/crea-il-busto-di-charlie-brown-con-la-cartapesta/">busto in cartapesta</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/giochi-bambini-7-10-anni-casa/">giochi per bambini di 7 anni</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/il-plurale-di-cia-e-gia/">esercizi sul plurale di cia e gia</a></li>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Giochi per bambine. Giochi sessisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2012 10:26:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi bambini 2-10 anni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Me n&#8217;ero resa conto quando ho capito che le mamme al parco consideravano il rosso un colore da femmina e quando mio figlio ha cominciato a dire che ci sono giochi da maschio e giochi da femmina. I giochi da bambina sono spesso sessiti 🙁 Ci sono rimasta molto male! I bambini sono conformisti, è... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/giochi-bambine/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Me n&#8217;ero resa conto quando ho capito che le mamme al parco consideravano il rosso un colore da femmina e quando mio figlio ha cominciato a dire che ci sono <em>giochi da maschio</em> e <em>giochi da femmina</em>. I giochi da bambina sono spesso sessiti <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f641.png" alt="🙁" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Ci sono rimasta molto male! I bambini sono conformisti, è quindi comprensibile che riproducano modelli accettati, modelli che vanno per la maggiore. La domanda che mi pongo, però, è &#8220;Com&#8217;è che siamo arrivati a questo?&#8221;.</p>
<p>Negli anni 70 non c&#8217;erano tanti pregiudizi o fissazioni del genere. Si andava vestiti da bambini, più o meno colorati, più o meno bene, più o meno sporchi. Le bambine come me si scatenavano quanto volevano, giocavano a calcio, non erano obbligate a giocare con le bambole (e infatti io adoravo solo i peluches), non dovevano essere carine e sottomesse, non dovevano per forza essere dolci.</p>
<p>Ora qualcuno mi spieghi <strong>perché gli adulti stanno educando così i piccoli</strong>!!<br />
I rete in molti si sono accorti del problema. Un esempio lo danno il sito <a title="Articolo sui giochi e le imposizioni di genere" href="http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2012/01/28/via-il-sessismo-dalinfanzia/" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione di genere </a> o l&#8217;articolo del Guardian intitolato <a title="Articolo su generi e giocattoli" href="http://www.guardian.co.uk/lifeandstyle/2010/dec/03/christmas-toymakers-rethinking-pink" target="_blank" rel="noopener">Christmas toys: a rethink on pink?</a></p>
<p>Marino Niola, in questo illuminante articolo del Venerdì di Repubblica (31 agosto 2012, p. 59) dal titolo &#8220;I web-giochi sono di genere: è il ritorno del sessimo&#8221;  afferma che</p>
<blockquote><p>rispunta come un fiume carsico quel deposito di stereotipi e di luoghi comuni su maschietti e femminucce che si sperava fossero ormai superati&#8230; Torna insomma una divisione netta e invalicabile tra i generi. Un cliché che ha qualcosa di binario. Come se la digitalizzazione del pensiero e della realtà esprimesse le differenze tra maschi e femmine.</p></blockquote>
<p><strong>Perché ci aspettiamo sempre che i bambini siano in un certo modo, invece di accettare che siano come sono? Perché i maschi devono essere per forza violenti e le bambine per forza tranquille? Perché alle bambine deve per forza piacere il rosa?</strong></p>
<p>Insegna ai bambini ad amare tutti i colori! Abbigliamento variopinto per cervelli liberi!</p>
<p>Lancio una provocazione. Salviamo le bambine dal rosa, i bambini dal blu.<br />
Se un bambino desidera una bambola perché gliela dobbiamo negare per <em>questioni di genere</em>? <strong>Non ci si esercita già da bambini all&#8217;accudimento e alla paternità</strong>?<br />
Perché un bambino non può giocare ad occuparsi di un neonato giocattolo? Perché non gli può mostrare affetto, come fanno le bambine?</p>
<p>La gentilezza e le emozioni o sono cose da donne o suonano &#8220;gay&#8221;?<br />
Io sono sicura che le cose non stiano così!<br />
Tu cosa ne pensi? Hai paura che  tuo figlio venga preso in giro se gioca con le bambole?<br />
Soffri se qualcuno gli dice che indossa un vestito del <em>colore delle femmine</em>?</p>
<p>Scarica l&#8217;articolo <a title="Scarica l&#039;articolo su videogiochi e sessismo in pdf" href="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2012/10/Web-giochi-sessisti.zip" target="_blank">“I web-giochi sono di genere: è il ritorno del sessimo”</a>   in .pdf  (377 KB )</p>
<p>Se vuoi approfondire il tema dei giochi leggi:</p>
<ul>
<li><a title="Giochi educativi" href="http://psicomamme.it/giochi-educativi-per-bambini/" target="_blank">giochi educativi</a></li>
<li><a title="Giochi di gruppo all&#039;aperto" href="http://psicomamme.it/giochi-per-bambini-allaperto-dai-4-ai-6-anni/" target="_blank">giochi di gruppo</a></li>
<li><a title="Giochi in inglese per bambini" href="http://psicomamme.it/giochi-in-inglese-per-bambini/" target="_blank">giochi in inglese per bambini</a></li>
<li><a title="Giochi 7-10 anni" href="http://psicomamme.it/giochi-bambini-7-10-anni-casa/" target="_blank">giochi 7-10 anni</a></li>
<li><a title="Giochi da fare in cucina" href="http://psicomamme.it/giochi-per-bambini-da-fare-in-cucina/" target="_blank">giochi da fare in cucina</a></li>
<li><a title="Videogiochi per bambini" href="http://psicomamme.it/videogiochi-per-bambini-amanita/" target="_blank">videogiochi per bambini</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/giochi-bambine/">Giochi per bambine. Giochi sessisti</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
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