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	<title>identità &#8211; Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</title>
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	<description>In aiuto a piccoli e grandi</description>
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	<title>identità &#8211; Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</title>
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		<title>Traduzione dell&#8217;articolo Non abbiamo aspettato il Covid 19 per sacrificare i nostri giovani, di Elena Scappaticci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Sep 2021 12:05:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Genitori e figli]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblico la traduzione di un interessantissimo editoriale di Elena Scappaticci, apparso il 17 settembre 2012 sulla rivista Usbek et Rika. La situazione francese è diversa da quella italiana, soprattutto per le forme di sostegno ai giovani già presenti o in via di definizione come il REJ e il RSA ma si possono intravedere una comune... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/traduzione-dellarticolo-non-abbiamo-aspettatocovid-19-per-sacrificare-i-nostri-giovani-elena-scappaticci-usbek-et-rika/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico la traduzione di un interessantissimo editoriale di Elena Scappaticci, apparso il 17 settembre 2012 sulla rivista Usbek et Rika. La situazione francese è diversa da quella italiana, soprattutto per le forme di sostegno ai giovani già presenti o in via di definizione come il REJ e il RSA ma si possono intravedere una comune forma di ghettizzazione dei giovani e simili conseguenze socioeconomiche in Francia e in Italia.</p>
<p>Traduzione dell&#8217;articolo <a href="https://usbeketrica.com/fr/article/nous-n-avons-pas-attendu-le-covid-19-pour-sacrifier-notre-jeunesse" target="_blank" rel="noopener">Non abbiamo aspettato il Covid 19 per sacrificare i nostri giovani</a>, di Elena Scappaticci, 17 settembre su Usbek et Rika.</p>
<p>Dietro la passione mediatica e commerciale per le etichette generazionali, le fratture in seno alla gioventù francese non hanno fatto che accentuarsi negli ultimi trent&#8217;anni, con una stagnazione della mobilità sociale e una pauperizzazione accresciuta dei bambini delle classi medie e popolari. E&#8217; tempo di prendere coscienza del fatto che assistiamo ad un declassamento strutturale dei 18-30 anni, fenomeno brillantemente dimostrato da un gruppo di sociologi in un&#8217;opera co-diretta da Tom Chevalier e da Patricia Loncle, Una gioventù sacrificata? (PUF, agosto 2021)</p>
<p>Nel 2014, nell&#8217;opera Il destino delle generazioni, il sociologo Louis Chauvel metteva in guardia contro una potenziale rottura di quello che definiva la &#8220;legge del progresso generazionale&#8221;.</p>
<blockquote><p>Per la prima volta in tempo di pace, avvertiva l&#8217;autore, una generazione sarà costretta a confrontarsi al rischio di conoscere condizioni di vita peggiori rispetto a quelle precedenti.</p></blockquote>
<p>Qualche anno più tardi, questa profezia lascia l&#8217;amaro in bocca. Nel breve ma denso saggio co-diretto da Tom Chevalier, ricercatore del CNRS e da Patricia Loncle, professore universitario alla Scuola degli studi superiori in sanità pubblica, numerosi sociologi si occupano di una questione dall&#8217;accento puramente retorico: nel 20121, si può parlare di gioventù sacrificata?</p>
<blockquote><p>Non è più il progresso generazionale ad essere la norma quanto ormai il declassamento generazionale</p></blockquote>
<p>La constatazione posta dai ricercatori radicalizza in qualche modo le intuizioni formulate da Louis Chauvel: non è più questione di analizzare la precarizzazione circostanziata di una particolare coorte generazionale- per esempio, la generazione che attualmente subisce in pieno le conseguenze economiche della crisi sanitaria &#8211; ma piuttosto di accettare che, dopo molti decenni, è meno il progresso generazionale il declassamento generazionale ad essere la norma</p>
<h2>Una gioventù « intrappolata nei limbi dell&#8217;infanzia</h2>
<p>Da cui la questione posta dai sociologi: è ancora pertinente parlare di « generazione sacrificata»? Secondo il gruppo di ricercatori, sarebbe una modo di ridurre ad eufemismi le sfide che si pongono per l&#8217;intera società di fronte ad una gioventù « intrappolata nei limbi dell&#8217;infanzia» da un insieme di dispositivi politici ed economici che arretrano sempre di più la possibilità di un&#8217;emancipazione dalla sfera familiare, scatenando problemi psicologici inediti ma anche nuove forme di «collera» che, pur eterogenee, hanno come denominatore comune una profonda sfiducia verso il mondo politico istituzionale.</p>
<p>In molti modi la crisi del Covid-19 è stata una cartina al tornasole impressionante di ciò che i ricercatori non esitano a definire di « declassamento generazionale». Un terzo dei giovani (18-29 anni) ha dovuto lasciare il proprio appartamento durante il confinamento, per tornare al domicilio parentale nel 62% dei casi. Altro dato sorprendente: l&#8217;84% degli individui che aveva previsto di sposarsi, di sottoscrivere un pac o di andare a convivere, non hanno potuto farlo. Mai come a vent&#8217;anni, la capacità di immaginarsi nel futuro è essenziale nella costruzione personale. Quando l&#8217;orizzonte a breve termine è un ritorno alla casa dove si è cresciuti, l&#8217;arresto brutale delle risorse finanziarie fornire dal proprio impiego da studente lavoratore e la sospensione forzata delle relazioni interpersonali, come non sviluppare un profondo sentimento di impotenza e di risentimento, l&#8217;impressione di un&#8217;« esclusione simbolica e politica dalla società» ?</p>
<h2>La storia di una grande declassamento</h2>
<p>Prima di studiare le diverse forme politiche o apolitiche- che prendono questi due sentimenti, conviene analizzare i meccanismi strutturali all&#8217;origine di questo ribaltamento di paradigma inedito nella storia. Quali sono stati i punti di rottura sfociati nel fatto che un&#8217;immensa maggioranza di genitori francesi, ormai, non possono più sperare di vedere la propria discendenza accedere ad uno status sociale ed economico migliore del loro?<br />
Tre fattori principali sono evocati nell&#8217;opera. Il primo, senza grandi sorprese, è quello della stagnazione della mobilità sociale che il professore di sociologia dell&#8217;Università Versailles-Saint-Quintin Camille Peugny decritta con precisione, ricordando che il termine « generazione » ha la tendenza a cancellare le ineguaglianze intergenerazionali generate del mantenimento di meccanismi di riproduzione sociale ancora estremamente potenti al giorno d&#8217;oggi.</p>
<h2>I diplomi determinano sempre di più l&#8217;acceso all&#8217;impiego, il tipo di impiego e il livello dei guadagni</h2>
<p>Dal canto suo, Nicolas Charles, Docente di sociologia all&#8217;Università di Bordeaux, si concentra su un argomento dei più delicati: i vicoli ciechi della massificazione scolastica, dimostrando con brio che le forme da essa assunte in Francia non hanno fatto che rafforzare le ineguaglianze intergenerazionali precedentemente evocate da Camille Peugny, dovute a diversi fenomeni: la diminuzione delle spese pubbliche nell&#8217;insegnamento superiore, il ruolo degradato dei giovani nel mercato del lavoro, la frammentazione del sistema di insegnamento superiore al servizio di una sistema fondamentalmente elitario che alimentano le disuguaglianze intergenerazionali e, infine, l&#8217;eccessiva influenza dei diplomi sulle traiettorie individuali «che determinano sempre di più l&#8217;accesso all&#8217;impiego, il tipo di impiego e il livello delle entrate».</p>
<p>Lo stato sociale porta con sé rapporti social di età istituzionalizzati<br />
Ultimo fattore, ma tra i meno trascurabili, quel che i sociologi Léna Lima e Benjamin Vial designano come una «familirizzazione della società», ovvero un&#8217;orientazione dei diritti e dei servizi offerti dalle politiche pubbliche che fa della fascia d&#8217;età tra i 18 e i 30 anni un&#8217;« età di non rimedio». Dati alla mano, provano altresì che lo stato sociale include rapporti sociali di età istituzionalizzati, a detrimento dei giovani». Il rifiuto persistente, malgrado la crisi attuale, di abbassare l&#8217;accesso al sistema RSA (Le revenu de solidarité active, entrata di solidarietà attiva) almeno a 25 anni costituirebbe secondo loro l&#8217;esempio paradigmatico di questa «familizzazione della società» che imprigiona i giovani adulti in una situazione finanziaria che frena la loro emancipazione definitiva.</p>
<p>All&#8217;approssimarsi delle presidenziali, questa situazione che alimenta una spirale di risentimento e di disperazione dovrebbe allertare tutti i decisori pubblici, tanto più che, come precedentemente evocato, essa sfocia in una nuova tipologia di collera declinata dai sociologi Sarah Pickard e Cécile Van De Velda attraverso i ritratti di tre giovani che incarnano, ciascuno a suo modo, il volto di questa generazione presa nelle reti del declassamento.</p>
<h2>Tre sfumature di collera</h2>
<p>Il primo, Enrico, 27 anni, ex Gilet jaune che dichiara di avere votato Marine Le Pen, incarna secondo loro un fenomeno sociale che ritroviamo su scala molto più ampia: « l&#8217;accumulo di collere sociali silenziose, in particolare nelle frange più impoverite (…) che si traducono, tra l&#8217;altro, in virulenti discorsi anti-sistema. »</p>
<p>Se questo fenomeno in particolare è già stato oggetto di numerose analisi, più istruttiva è la lettura del ritratto di Lila, francese di 24 anni che vive a Montréal, e incarnazione, secondo i due sociologi, di quello che gli studi anglosassoni nominano la « politica dello stile di vita», ovverosia una forma di militantismo apartitico che si traduce come una «armonizzazione dei propri valori, delle proprie azioni quotidiane e delle proprie scelte di vita» In breve, un ritorno all&#8217;essenza del politico, se si crede ad uno dei nostri più antichi esperti in materia, un certo Aristotele, per il quale la condizione umana si definisce, innanzitutto, per la sua natura politica. Per Lila e molti altri, «la sfiducia verso il mondo politico istituzionale va di pari passo con un movimento di riappropriazione e di allargamento della nozione stessa di politica, che assume un&#8217;accezione più quotidiana, personalizzata e integrata nel percorso di vita. »<br />
Infine Paul, 28 anni, nato da una famiglia borghese di Bordeaux, incarna un altro versante non settario ma più direttamente militante di questa collera attraverso la sua partecipazione a numerosi movimenti di occupazione di luoghi e spazi pubblici lanciati da organizzazioni come Extincion Rebellion.</p>
<p>Resta da capire se queste forme di collere estremamente polimorfe possano trovare punti di convergenza su alcuni argomenti, fino a fare emergere un vero movimento di protesta nei giovani. Questo, secondo me, è competenza di una sceneggiatura di fantascienza. Le ineguaglianze intergenerazionali generate dall&#8217;arresto dell&#8217;ascensore sociale rendono attualmente poco probabile l&#8217;emergere di un movimento sinergico in una generazione più che mai frammentata.<br />
Segno di speranza, tuttavia, il governo, senza aver ceduto sulla questione dell&#8217;abbassamento di età dell&#8217;accesso al RSA, sembra aver parzialmente ascoltato la difficoltà di una parte della gioventù francese &#8211; o per opportunismo politico, ha deciso che fosse tempo di indirizzarsi a questa frangia dell&#8217;elettorato. Una delle ultime riforme del quinquennio sarà la messa in opera di un reddito di impegno per i giovani (REJ) di meno di 26 anni, pensato come un&#8217;estensione della Garanzia Giovani creata sotto François Hollande.<br />
E&#8217; da vedere se questo sarà sufficiente a, secondo le parole di Louis Chauvel, «riequilibrare il rapporto tra generazioni fortunate e vittime della storia sociale. Perché le cicatrici diventano permanenti quando incontrano la negazione, ciò di cui la gioventù contemporanea è vittima»</p>
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		<title>Film antirazzisti per la scuola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jul 2018 11:41:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film per bambini]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ai miei tempi Orzowei era la serie televisiva antirazzista italiana per eccellenza, quasi contemporanea all&#8217;uscita della serie I Jefferson e molti anni prima di Il principe di Bel Air. Oggi torna utile e urgente una filmografia sul tema del razzismo che tragga linfa dal grande cinema del passato e che comprenda film di animazione adatti ai... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/film-antirazzisti-per-la-scuola/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ai miei tempi <em>Orzowei</em> era la serie televisiva antirazzista italiana per eccellenza, quasi contemporanea all&#8217;uscita della serie <em>I Jefferson</em> e molti anni prima di <em>Il principe di Bel Air</em>. Oggi torna utile e urgente una filmografia sul tema del razzismo che tragga linfa dal grande cinema del passato e che comprenda film di animazione adatti ai più piccoli. Ecco i nostri spunti per un cineforum ricco di film antirazzisti.</p>
<h3>Film antirazzisti adatti anche ai più piccoli</h3>
<h4><a href="https://www.ivid.it/trailer/film/1963/il-buio-oltre-la-siepe" target="_blank" rel="noopener">Il buio oltre la siepe</a></h4>
<p>Capolavoro assoluto che affronta il tema dei pregiudizi, razziali ma non solo. La giustizia non ammette scorciatoie e manomissioni dei fatti, Atticus non teme il giudizio dei suoi concittadini e offre ai suoi figli un esempio di integrità e di gentilezza che cambierà il loro approccio ai &#8220;diversi&#8221;.</p>
<h4><a href="https://www.youtube.com/watch?v=n0HRR5Y0Vp0" target="_blank" rel="noopener">Red e Toby amici-nemici</a></h4>
<p>Il tema della diversità è affrontato in chiave animale. Un cane da caccia e una volpe sono gradi amici nell&#8217;infanzia ma, una volta cresciuti, scoprono di trovarsi uno contro l&#8217;altro, uno come predatore, l&#8217;altro come preda. Il condizionamento del proprio gruppo di appartenenza sembra aver cancellato i loro sentimenti ma forse c&#8217;è ancora speranza.</p>
<h4><a href="https://www.mymovies.it/trailer/?id=11961" target="_blank" rel="noopener">Indovina chi viene a cena</a></h4>
<p>Grande classico, meravigliosamente recitato, sul tema delle coppie miste e sui pregiudizi razziali. Ambientato negli anni &#8217;50, il film rende conto di perplessità e di dubbi da entrambe le famiglie, molto diverse ma ugualmente spaventate dalla reazione della comunità ad un evento allora assai raro.</p>
<h4><a href="https://www.ivid.it/trailer/film/1980/the-blues-brothers" target="_blank" rel="noopener">I blues brothers</a></h4>
<p>Una blues band in missione per conto di Dio fa fessi i nazisti dell&#8217;Illinois e la polizia, salva un orfantrofio, ruba la scena ai  Good Ole Boys. Film decisamente antirazzista che esalta il potere della musica come antidoto ai muri e ai pregiudizi razziali. Il riscatto dei fratelli Elwood è un percorso a tappe tra i mostri sacri della black music da Aretha Franklin a John Lee Hooker.</p>
<h4><a href="https://www.raiplay.it/video/2017/12/FILM-Le-avventure-di-Zarafa-giraffa-giramondo-ede8aeec-5515-4c23-a3b3-34f6f9f9dfc6.html" target="_blank" rel="noopener">Le avventure della giraffa Sarafa</a></h4>
<p>Il piccolo Maki sfugge alla tratta degli schiavi grazie alla benigna natura africana. Dopo lo scampato pericolo, il bambino fa amicizia con una piccola giraffa da cui verrà separato contro la sua volontà ma la storia non finisce qui perché i due sono destinati a incontrarsi di nuovo, dopo un lungo viaggio verso il vecchio mondo.</p>
<h3>Film antirazzisti per i più grandi</h3>
<h4><a href="https://www.mymovies.it/trailer/default.asp?id=9539" target="_blank" rel="noopener">La forza del singolo</a></h4>
<p>Appartheid, resistenza e riscatto sono i temi principali di questo film duro ma bellissimo che è un inno all&#8217;amicizia e alla fratellanza in nome di una società più giusta.</p>
<h4><a href="https://www.youtube.com/watch?v=ye4YTZOq2fk" target="_blank" rel="noopener">The elephant man</a></h4>
<p>Favola sulla diversità e sul riscatto attraverso l&#8217;elevazione dello spirito e il talento. Un fenomeno da baraccone insegna a tutti cosa sia un essere umano.</p>
<h4><a href="https://www.youtube.com/watch?v=AkVNH969ZDA" target="_blank" rel="noopener">Romuald e Juliette</a></h4>
<p>Un&#8217;imprevedibile solidarietà nasce tra un dirigente caduto in disgrazia e una donna delle pulizie. Lui scende dal piedistallo sociale e guarda a sé con occhi nuovi, gli occhi di chi ora deve tutto a chi prima prendeva sotto gamba. Juliette fa da &#8220;talpa&#8221; a Romuald e riesce a venire a capo dell&#8217;intrigo che ha causato il suo licenziamento. Romuald e Juliette è anche una bellissima storia d&#8217;amore completamente antiretorica.</p>
<h4><a href="https://www.youtube.com/watch?v=l1ePUADbfWA" target="_blank" rel="noopener">Quando sei nato non puoi più nasconderti</a></h4>
<p>Il figlio di un imprenditore bresciano cade dalla barca a vela e finisce tra i migranti albanesi assieme ai quali riesce a tornare in Italia. Tutto per lui cambia e non riuscirà ad andare avanti senza aver compiuto un gesto di giustizia.</p>
<h4><a href="https://vimeo.com/62023674" target="_blank" rel="noopener">Vai e vivrai</a></h4>
<p>Un bambino Falascia, etiope cristiano, arriva in Israele con l&#8217;Operazione Mosé fingendosi ebreo. Nonostante il suo nuovo equilibrio familiare e la serenità che trova in Isarele, pensa sempre a sua madre rimasta in un campo profughi sudanese e sente il peso della bugia detta per salvarsi dalla violenza del campo. Alcuni ebrei lo odiano per il colore della sua pelle. Troverà il suo equilibrio dicendo la verità alla famiglia e tornando come medico in Sudan.</p>
<h4><a href="https://www.youtube.com/watch?v=LghrSBcPTdE" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;altro volto della speranza</a></h4>
<p>Un immigrato siriano approda in Finlandia dove incrocia dei razzisti violenti ma anche un bizzarro gruppo di dipendenti di un ristorante che gli danno un tetto e un lavoro. Il suo obiettivo è trovare la sorella e avere un permesso di soggiorno. La sua nuova vita inizia a prendere forma nonostante gli xenofobi che lo perseguitano e anche grazie ad un amico cane.</p>
<h4><a href="https://www.youtube.com/watch?v=kXE74Rx4M84" target="_blank" rel="noopener">A spasso con Daisy</a></h4>
<p>Storia dell&#8217;amicizia tra due persone così diverse che di più non si può. Il colore della pelle e il ceto sociale sembrano dividerli ma sono buoni e sinceri compagni di vita uno per l&#8217;altra. Le distanze a volte servono solo a nascondere la solitudine.</p>
<h4><a href="https://www.ivid.it/trailer/film/1968/la-calda-notte-dell-ispettore-tibbs/trailer-originale-18622.html" target="_blank" rel="noopener">La calda notte dell&#8217;ispettore Tibbs</a></h4>
<p>Grandissimo cinema sociale in un&#8217;inchiesta che attraversa il pesante clima razzista in cui gli inquirenti tentano di risolvere un caso di omicidio avvenuto a Sparta, piccola città del Mississippi.</p>
<h4><a href="https://www.youtube.com/watch?v=kSrPYziDGW8" target="_blank" rel="noopener">Mississippi Masala</a></h4>
<p>Giulietta e Romeo in chiave interculturale. Lei indiana, lui afroamericano, l&#8217;Africa è nel passato di entrambi. Le famiglie, come nella peggiore tradizione, non approvano ma l&#8217;amore trionfa e grazie al cielo il veleno non serve.</p>
<p>Leggi anche:</p>
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</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Paola, predicatrice evangelica e insegnante</title>
		<link>https://psicomamme.it/paola-predicatrice-evangelica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavia Cavalero]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Mar 2018 12:54:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Paola è una donna con una storia di vita interessante, è anche molto generosa e ha accettato di raccontarsi rispondendo a qualche domanda. Hai vissuto per diversi anni in America. Nostalgia? La mia famiglia materna è sempre stata spaccata in due fra Italia e America e questo, non so se sia stato positivo o negativo,... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/paola-predicatrice-evangelica/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Paola è una donna con una storia di vita interessante, è anche molto generosa e ha accettato di raccontarsi rispondendo a qualche domanda.</p>
<p><strong>Hai vissuto per diversi anni in America. Nostalgia?</strong><br />
La mia famiglia materna è sempre stata spaccata in due fra Italia e America e questo, non so se sia stato positivo o negativo, ha segnato un po’ la mia infanzia: avevo certo privilegi che altri bambini non avevano. Mio nonno per esempio viziava me e mia sorella con regali spettacolari che i bambini italiani si sognavano, perché negli anni ‘70 l’America era veramente un altro mondo. Ho avuto più opportunità di altri bambini anche e soprattutto per il fatto che sono cresciuta in una famiglia meno “provinciale”, per la quale viaggiare da un continente all’altro non era nulla di strano. Il lato negativo è stato, però, che, se la famiglia di mio padre da un lato era molto tradizionale, quella di mia madre non lo era affatto, per cui in certe cose mi sentivo un po’ diversa dagli altri bambini.<br />
Ho nostalgia di certe cose dell’America, i giorni del ringraziamento, gli spazi aperti, quel modo di fare poco formale che mi appartiene, la lingua&#8230; ma da quando mio nonno è morto (di recente), si sono spezzate un po’ quelle “radici” che mi tenevano legata alla Florida. Ho mantenuto i contatti con gli amici più cari, ma è come se giorno dopo giorno i contorni dei miei ricordi stessero svanendo. Nostalgia? Tanta, ma non so se ho più nostalgia dei luoghi, delle persone o semplicemente dei tempi passati.</p>
<p><strong>Insegni inglese, sei una donna che lavora, sei sposata e sei anche predicatrice evangelica. Cosa vuol dire?</strong><br />
Insegno inglese, sono sposata ma purtroppo non ho potuto avere figli. Pertanto ho più tempo libero di molte donne che, oltre a lavorare, hanno una famiglia da organizzare. Questo mi ha permesso di dedicare molto del mio tempo libero ad “insegnare” nuovamente, ma in un ambito diverso dalla scuola. Terminati i miei studi teologici ho continuato a coltivare la passione per le Scritture e non ho mai smesso di approfondire gli studi biblici che tanto mi fanno sentire viva e, soprattutto, ho coltivato un rapporto personale, molto personale, con Dio, il Dio della Bibbia, che si rivela anche e soprattutto tramite le Scritture, e che è molto più attuale di quanto la tradizione voglia farci credere.</p>
<p><strong>Tu hai un canale su you tube che si chiama “<a href="https://www.youtube.com/channel/UCTIIy3DOXH5RP-aZYESytqA" target="_blank" rel="noopener">Vasi di terra</a>” e hai pubblicato dei video che sono dei veri e propri seminari, delle lectiones magistrales, su Laodicea. Le abbiamo ascoltate con molto interesse e vi abbiamo trovato riferimenti di un’attualità incredibile.</strong><br />
Ho aperto un canale YouTube ed una pagina Facebook intitolata “Vasi di terra” dove pubblico i miei studi biblici. Essere insegnante della Bibbia significa fare continuamente ricerche scritturali, condividere con altri membri di chiesa questi studi, sia tenendo corsi in chiesa o a domicilio per chi lo desidera, ascoltare chi, fra membri di chiesa o semplici simpatizzanti, possa avere problemi di qualsiasi tipo e necessità di consiglio o consolazione, preparare coloro che vogliono essere pronti per il battesimo (che per noi viene fatto per immersione, quando il credente sceglie coscienziosamente di farlo) e, per alcune denominazioni protestanti, significa anche tenere dei sermoni nella propria chiesa (non tutte le denominazioni lo permettono; alcune decontestualizzano un versetto di Paolo per giustificare il fatto che le donne non debbano avere questo incarico). Io tengo saltuariamente sermoni nella mia chiesa locale, nonché in altre chiese fuori Torino ed è assolutamente possibile prendere parte ad una funzione religiosa in qualsiasi momento. Le funzioni religiose sono molto meno “rituali” rispetto a quelle cattoliche e variano a seconda della denominazione. Nella mia, il giorno di riposo è il sabato, come specificato nelle Scritture. Il sabato inizia con la scuola del sabato, ovvero corsi biblici a gruppi, a cui seguono annunci e, infine, il sermone vero e proprio. Anche noi spezziamo la funzione con canti, che, però, nella nostra denominazione sono più sobri dei tipici canti gospel che caratterizzano, nell’immaginario comune, le chiese carismatiche.</p>
<p><strong>Ci spieghi cosa vuol dire essere Evangelici?</strong><br />
E’ molto complesso spiegare cosa significhi essere protestanti. Tutti conosciamo il concetto di Riforma Protestante per come ci è stata spiegata a scuola; a livello dottrinale, però, c’è infinitamente più da dire. In parole molto povere, la caratteristica principale di noi protestanti e la frase/motto che dovrebbe contraddistinguerci è “Sola scriptura”. Noi riteniamo validi solo ed esclusivamente gli insegnamenti della Bibbia, che riteniamo, come essa stessa dice, Parola Ispirata da Dio e sulla quale basiamo la nostra dottrina. Non accettiamo alcuna tradizione non supportata dalla Bibbia e nessun potere né uomo che faccia da intermediario fra uomo e Dio. Professiamo Cristo crocifisso e risorto come unico mezzo di salvezza.</p>
<p><strong>Un’ultima domanda, quali sono i rapporti tra la Chiesa Cattolica e i Protestanti?</strong><br />
Ufficialmente i rapporti con la chiesa cattolica sono buoni. Noto, tuttavia, che alcuni singoli fedeli cattolici, hanno talvolta pregiudizi nei confronti di chi non professi la loro religione. Mi è capitato più volte, per esempio, di sentir dire da alcuni la frase “noi cristiani crediamo che&#8230; e voi?”, come se i protestanti non fossero cristiani. Credo, tuttavia, questo sia riconducibile all’ignoranza dei pochi e non alla posizione del cattolicesimo nei nostri confronti</p>
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		<title>Bambini cattivi e bambini buoni, il gioco delle parti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2016 12:31:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bene e male, jedi e servitori dell&#8217;Impero, bambini buoni e bambini cattivi popolano la rappresentazione spesso troppo binaria della nostra quotidianità. Ci sono le anime mansuete e ci sono i prepotenti, lo dice la storia, lo dice la nostra esperienza. I buoni porgono l&#8217;altra guancia e si guadagnano il Paradiso, i cattivi  si impongono sugli... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/bambini-cattivi-e-bambini-buoni-il-gioco-delle-parti/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Bene e male, jedi e servitori dell&#8217;Impero, <strong>bambini buoni e bambini cattivi</strong> popolano la rappresentazione spesso troppo binaria della nostra quotidianità. Ci sono le anime mansuete e ci sono i prepotenti, lo dice la storia, lo dice la nostra esperienza. I buoni porgono l&#8217;altra guancia e si guadagnano il Paradiso, i cattivi  si impongono sugli altri inseguendo il tutto e facile a scapito della vita eterna. Si sa che a scuola ci sono i bulli, gli arroganti, quelli che non stanno alle regole. Ce ne sono così tanti e compiono il loro mandato di bulli così bene che c&#8217;è da chiedersi, a volte, se non si stia in fondo recitando a soggetto.</p>
<p>Chi ricorda lo sceneggato di <strong>Luigi Comencini</strong> sul libro <strong>Cuore</strong> forse ha ancora in mente Franti rispondere al maestro  con l&#8217;espressione di chi pensa &lt;&lt; Mi comporto male perché non voglio darvi la soddisfazione di cambiare il mio personaggio perché me lo chiedete voi, come se fosse un dovere e non una mia scelta. Ho sempre &#8220;fatto il cattivo&#8221;, con che faccia cambio? Vi aspettate che io sia così&gt;&gt;.</p>
<p>Con che faccia o con che maschera Franti diventa Garrone?</p>
<p>Perché Franti dovrebbe accettare la carità del maestro che lo prende &#8220;con le buone&#8221;? Perché dovrebbe cedere? Perché di un conflitto si tratta, tra lui e il mondo, tra la sicurezza del personaggio e l&#8217;insicurezza dell&#8217;ignoto, tra l&#8217;affermazione di sé e il conformismo a valori che lo escludono.</p>
<blockquote><p>Uno solo poteva ridere mentre Derossi diceva dei funerali del Re, e Franti rise. Io detesto costui. È malvagio. Quando viene un padre nella scuola a fare una partaccia al figliuolo, egli ne gode; quando uno piange, egli ride. Trema davanti a Garrone, e picchia il muratorino perché è piccolo; tormenta Crossi perché ha il braccio morto; schernisce Precossi, che tutti rispettano; burla perfino Robetti, quello della seconda, che cammina con le stampelle per aver salvato un bambino. Provoca tutti i più deboli di lui, e quando fa a pugni, s’inferocisce e tira a far male. Ci ha qualcosa che mette ribrezzo su quella fronte bassa, in quegli occhi torbidi, che tien quasi nascosti sotto la visiera del suo berrettino di tela cerata. Non teme nulla, ride in faccia al maestro, ruba quando può, nega con una faccia invetriata, è sempre in lite con qualcheduno, si porta a scuola degli spilloni per punzecchiare i vicini, si strappa i bottoni dalla giacchetta, e ne strappa agli altri, e li gioca, e ha cartella, quaderni, libro, tutto sgualcito, stracciato, sporco, la riga dentellata, la penna mangiata, le unghie rose, i vestiti pieni di frittelle e di strappi che si fa nelle risse. Dicono che sua madre è malata dagli affanni ch’egli le dà, e che suo padre lo cacciò di casa tre volte; sua madre viene ogni tanto a chiedere informazioni e se ne va sempre piangendo. Egli odia la scuola, odia i compagni, odia il maestro. Il maestro finge qualche volta di non vedere le sue birbonate, ed egli fa peggio. Provò a pigliarlo con le buone, ed egli se ne fece beffa. Gli disse delle parole terribili, ed egli si coprì il viso con le mani, come se piangesse, e rideva.</p></blockquote>
<p>Darla vinta ai grandi e ai bambini &#8220;bravi&#8221; è una soluzione che un bambino &#8220;cattivo&#8221; non contempla perché l&#8217;onore è tutto ciò che ha. Non la stima di sè, non l&#8217;amore dei compagni ma l&#8217;onore della battaglia combattuta a suon di malefatte, solo contro tutti, lo rende forte. E più lo sgridano più si comporta male. Franti non riconosce la bontà a cui è invitato a piegarsi. Franti dovrebbe pentirsi, dovrebbe abiurare ma soprattutto dovrebbe rinunciare al proprio primato di Incorreggibile.</p>
<p>Prendere di punta un <a href="http://psicomamme.it/bullismo-rimedi/"><strong>bullo </strong></a>o una bulla, perché anche le bambine possono trovarsi dalla parte sbagliata della barricata, non serve a niente proprio per la questione dell&#8217;onore e perché spesso loro si infilano in una situazione nota, anche negativa, per confermare la propria identità di &#8220;cattivi&#8221;, perché, bisogna dirlo, anche la cattiveria ha la sua torbida grandezza e i bambini la percepiscono. Sgridare e punire sono azioni che non hanno effetto su di loro perché già si sentono come i <a href="http://psicomamme.it/peter-pan-di-barrie-e-frezzato/"><strong>bambini perduti </strong></a>di Peter Pan, recitano quella parte lì perché quella parte di sé viene riconosciuta come prevalente, anzi, quella parte è l&#8217;unica che li definisce a livello sociale.</p>
<p>E così <strong>Franti deride e picchia eppure è un bambino delle elementari</strong>. Fa quello che gli altri si aspettano da lui, non delude il pubblico che tuttavia soffre del suo comportamento. Perché gli altri siano &#8220;i buoni&#8221;, serve un &#8220;cattivo&#8221; ma non uno qualunque, uno bravo. E Franti è il migliore.</p>
<div data-canvas-width="571.6499999999994"><strong>Umberto Eco</strong>, nella sua <strong>rivalutazione di Franti</strong>, scrive</div>
<blockquote>
<div data-canvas-width="571.6499999999994"></div>
<div data-canvas-width="307.7166666666666">Quello che Enrico non si domanda è se la cattiveria di chi ride non sia una forma di virtù, la cui grandezza egli non può capire poiché tutto ciò che è riso e cattiveria in Franti altro non è che negazione di un mondo dominato dal cuore, o meglio di un cuore pensato a immagine del mondo in cui Enrico prospera e si ingrassa.</div>
</blockquote>
<div data-canvas-width="307.7166666666666"></div>
<div data-canvas-width="307.7166666666666">Un libro Cuore più verosimile avrebbe dipinto anche i bulli di buona famiglia, quelli che &#8220;fanno i cattivi&#8221; perché nessuno li ha mai limitati, perché tanto sanno di averla sempre vinta o perché in riformatorio ci vanno solo i ragazzi senza quattrini. Certo è che dividere i bambini in buoni e cattivi non serve e che l&#8217;empatia è l&#8217;unica strada ma la si può percorrere solo in un contesto di dialogo aperto e di reale ascolto, merci rarissime oggi come ai tempi del libro Cuore.</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;interpretazione dei sogni secondo Freud, il pioniere dell&#8217;onirico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavia Cavalero]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2014 15:03:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per parlare di sogni e psicologia è d’obbligo partire da Freud che, con il suo libro “L’interpretazione dei sogni”, nel 1899, ha aperto una finestra sul mondo onirico. Successivamente altri importanti autori del panorama psicoterapeutico hanno proseguito il suo lavoro, anche smentendo una parte di quello del Maestro, così come è prevedibile che possa accadere... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/interpretazione-sogni-freud-pioniere/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per parlare di sogni e psicologia è d’obbligo partire da <strong>Freud</strong> che, con il suo libro “L’interpretazione dei sogni”, nel 1899, ha aperto una <strong>finestra sul mondo onirico</strong>. Successivamente altri importanti autori del panorama psicoterapeutico hanno proseguito il suo lavoro, anche smentendo una parte di quello del Maestro, così come è prevedibile che possa accadere rispetto ad uno studio pioneristico.</p>
<p>A lui vanno riconosciuti i grandi meriti di aver scritto la prima teoria sui sogni, definito il sogno come via regia per l’inconscio e di averne scomposto i componenti, delimitato i confini, definendo funzioni e parti che lo costituiscono.<br />
Dal punto di vista fisiologico, Freud ha ipotizzato che una f<strong>inalità del processo onirico sia quella di proteggere e mantenere il sonno</strong>, questa ipotesi è tutt’oggi considerata valida. Dal punto di vista psichico è una sorta di allucinazione finalizzata al soddisfacimento di desideri inconsci.</p>
<p>Il sogno è costituito da un contenuto manifesto, che è quello che ricordiamo e che spesso trae origine dai resti diurni (ricordi di cose realmente accadute nella nostra quotidianità) e da un contenuto latente, a cui è possibile arrivare solo attraverso l’analisi con le libere associazioni. <strong>Il contenuto latente è infatti protetto dal meccanismo della censura che maschera il significato in modo che i nostri desideri e le nostre pulsioni più nascoste siano accettabili dalla nostra parte conscia</strong>. L’autore era convinto che tutti i contenuti latenti avessero origine di tipo sessuale, frutto di pulsioni infantili represse, e questo è stato uno dei punti maggiormente dibattuti e disconosciuti.</p>
<p>La censura, per camuffare il vero contenuto del sogno che è quello latente, usa alcune strategie quali il <strong>linguaggio simbolico</strong>, lo <strong>spostamento dell’enfasi</strong> da una scena ad un’altra, taglia alcune scene, <strong>indebolisce le emozioni</strong>, eccetera.<br />
Grazie a Freud, sappiamo che i sogni sono regolati da alcuni meccanismi. Lui ha annoverato i seguenti:</p>
<ul>
<li>Condensazione, cioè un elemento del sogno può rappresentarne altri, ogni elemento condensa in sé altri significati latenti</li>
<li>Spostamento, è l&#8217;attribuzione di un carattere di un elemento ad un altro elemento</li>
<li>Drammatizzazione, ossia la messa in scena del sogno stesso, la rappresentazione manifesta dei contenuti latenti</li>
<li>Rappresentazione per l&#8217;opposto, ossia il contenuto manifesto è l&#8217;opposto del contenuto latente</li>
<li>Simbolizzazione, è il linguaggio onirico, ciò che viene rappresentato nel sogno simboleggia altro.</li>
</ul>
<p>Secondo l’autore alcuni simboli sono universali, ma ai restanti, ognuno di noi attribuisce un significato personale.</p>
<p>Alcuni <strong>simboli</strong> che Freud ritiene <strong>universali</strong>:<br />
• Personaggi importanti, re e regine, in generale le autorità rappresentano i genitori<br />
• Tutto ciò che ha forma lunga o allungabile (dal bastone, all’ombrello, al serpente, alla cravatta fino alle pistole) sono simboli di virilità e rappresentano il pene<br />
• Tutto ciò che può essere descritto come un contenitore, gli oggetti cavi, rappresentano il corpo femminile<br />
• Il corpo è rappresentato dalla casa e le stanze, se sono descritte aperte/chiuse, simboleggiano le donne, la femminilità<br />
• Gli abiti rappresentano il nostro comportamento, il nostro ruolo sociale, la nostra facciata<br />
• Il fuoco rappresenta la passione e il desiderio<br />
• L&#8217;acqua è un principio vitale, è il ventre della madre, un simbolo purificatore<br />
• L’inconscio è rappresentato da luoghi sotterranei che risultano essere difficili da raggiungere<br />
Il lavoro svolto da Freud è stato epocale, una <strong>sistematizzazione teorica fondamentale che ci ha permesso di studiare i sogni in modo completamente diverso da come veniva fatto nell’antichità</strong>, ferma restando la pratica dell’interpretazione che da sempre ha accompagnato il racconto dei sogni. Visti come profezie o premonizioni, svelati da Sciamani o dal Saggio del villaggio, sono da sempre divenuti una narrazione di sé.<br />
Il sogno ci dice qualcosa, sempre, da sempre… per sempre? Questo non possiamo saperlo, i neuro scienziati ancora non ci hanno detto nulla di nuovo su questo fenomeno meraviglioso. Quel che importa, in ogni caso, è che <strong>passando per il mondo onirico</strong>, attraverso associazioni e collegamenti, <strong>riusciamo ad arrivare ad una profondità di analisi di noi stessi che non sarebbe facile raggiungere</strong>.</p>
<p>Leggi anche</p>
<ul>
<li><strong><a title="Jung e i sogni" href="http://psicomamme.it/gustav-jung-e-i-sogni/" target="_blank">Jung e i sogni</a></strong></li>
<li><strong><a title="Come capire i tuoi sogni?" href="http://psicomamme.it/come-capire-i-tuoi-sogni/" target="_blank">Come capire i tuoi sogni?</a></strong></li>
<li><strong><a title="I luoghi comuni sui sogni" href="http://psicomamme.it/i-luoghi-comuni-sui-sogni-lincubo-degli-psicologi/" target="_blank">I luoghi comuni sui sogni</a></strong></li>
</ul>
<p>la <a title="Barca di pietra vichinga" href="https://www.flickr.com/photos/34419668@N08/9089899927/in/photolist-eRf7yx-aecFDF-4jyak5-4jCGZu-ocubEG-4jyEsv-o9Y1nT-e5X4wu-5XkG51-8YNSJp-9y8XaZ-4TmCuP-8cKTqs-9E5nTF-4juezM-4TmCpT-65ykd6-5Xyr23-aNonFz-5JL5hZ-auQKtk-bWguts-6vbdr3-6v8FQq-6j3vnD-4TqEJS-4Ts7Bh-7vtVh2-cweYKJ-7DiiyS-6v8YqJ-7DeETt-7Demcg-99dZJB-7DhVDW-niQoRG-7DdG5B-8Y2Hxp-dYn1pA-7Dix2d-7Dh2vd-fkx3ZL-amTgs3-6v4Wiz-7DdCMZ-7eXVSS-auQKy8-5E67a6-6bij5K-4i9qnk-6j7vgY" target="_blank" rel="noopener">foto della barca di pietra</a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/interpretazione-sogni-freud-pioniere/">L&#8217;interpretazione dei sogni secondo Freud, il pioniere dell&#8217;onirico</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
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		<title>La socializzazione a scuola: mito o realtà?</title>
		<link>https://psicomamme.it/socializzazione-a-scuola/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2014 07:01:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La socializzazione a scuola è uno degli obiettivi di ogni ordine e grado. Risponde al sogno di educare cittadini generosi, altruisti, abituati a ragionare in gruppo, a collaborare. Dalla teoria alla pratica, tuttavia, c&#8217;è un bel salto. Bullismo, gruppi contrapposti, ripicche e tensioni sono all&#8217;ordine del giorno e molti alunni soffrono per la costrizione a... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/socializzazione-a-scuola/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La socializzazione a scuola è uno degli obiettivi di ogni ordine e grado. <strong>Risponde al sogno di educare cittadini generosi, altruisti, abituati a ragionare in gruppo, a collaborare</strong>. Dalla teoria alla pratica, tuttavia, c&#8217;è un bel salto.</p>
<p>Bullismo, gruppi contrapposti, ripicche e tensioni sono all&#8217;ordine del giorno e molti alunni soffrono per la costrizione a stare sempre nello stesso gruppo, per lunghi cicli scolastici, rimanendo attaccati alle logiche del cerchio ristretto dei pari, ai ruoli formati magari anni prima.</p>
<p><strong>Quanto ha senso dare tanta importanza ad una socializzazione coatta?</strong> Gli adulti socializzano in questo modo o forse pretendiamo dai bambini e dai ragazzi qualcosa che non imporremmo mai a noi stessi?<br />
Li educhiamo a farsi piacere la gente o alla libera espressione dei sentimenti?</p>
<p>La socializzazione è o non è un fenomeno spontaneo?<br />
Quanto è &#8220;formativo&#8221; e quanto è &#8220;distruttivo&#8221; imporre lunghe convivenze tra pari, con poco ricambio, quando ogni giorno si litiga e ci si azzuffa?</p>
<p>Quando, ad esempio, un bambino subisce l&#8217;influenza negativa di alcuni compagni,  è poi tanto sbagliato cambiare classe?</p>
<p>Molte domande, poche certezze <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong><a title="Come nascono i nostri legami affettivi" href="http://psicomamme.it/come-costruiamo-nostri-legami-affettivi/" target="_blank">Come creiamo i nostri legami affettivi?</a></strong></p>
<p>L&#8217;esperienza ci dice però che<strong> i bambini non sono restii a cambiare</strong> quanto crediamo. Nuovi amici, ambienti diversi, nuovi &#8220;ruoli&#8221; possono offrire ai bambini la possibilità di sperimentarsi e di crescere. E&#8217; necessario accompagnarli, sorreggerli ma spezzare il cerchio chiuso degli &#8220;amichetti&#8221; della scuola fortifica la propria fiducia in sè stessi e aiuta a capire che ovunque, in ogni momento, si può fare amicizia. Un po&#8217; di sorpresa non nuoce ai nostri figli.</p>
<p>Mica per niente durante le vacanze estive li vediamo crescere come funghi, conoscere bambine e bambini nuovi, spassarsela così bene (compiti a parte). Niente gelosie, niente ripicche, solo gioco libero e chiacchierate.<br />
<strong>Si socializza meglio sui banchi di scuola o sotto un albero</strong>?</p>
<p>Ha senso giudicare un bambino a scuola anche da quanto si integra e fa amicizia? Non potrebbe bastare un <strong>sano rispetto condito da moderata interazione non violenta</strong>?</p>
<p>Sul tema &#8220;scuola&#8221; leggi anche:</p>
<ul>
<li><strong><a title="Voti e giudizi alle elementari" href="http://psicomamme.it/voti-e-giudizi-alle-elementari/" target="_blank">voti e giudizi alle elementari</a></strong></li>
<li><strong><a title="Giochi educativi per bambini" href="http://psicomamme.it/giochi-educativi-per-bambini/" target="_blank">giochi educativi per bambini</a></strong></li>
<li><strong><a title="Cos&#039;è lo unschooling" href="http://psicomamme.it/cose-lo-unschooling/" target="_blank">cos&#8217;è lo unschooling</a></strong></li>
<li><strong><a title="La psicologia scolastica" href="http://psicomamme.it/psicologia-scuola/" target="_blank">la psicologia a scuola</a></strong></li>
</ul>
<p>La <a title="Bambini nel mare" href="https://www.flickr.com/photos/floridamemory/3248152874/in/photolist-icbd5d-hTHE6u-i1q6AP-i1tf1G-hTTyVN-hTScaq-hTEDf6-i1nbUv-hTGEXu-ic5mEv-hTQUYP-ic7Pyg-hTJMQe-5TNyTb-5THmFx-51FaHb-4jyBT8-5FuLQM-5Fz3ZU-bmLQ8K-5THBAZ-5XP1jN-5X2CFL-6ce5UR-8cdibz-ekMKf5-c9jAvh-c9jAnd-guWgwQ-ehTStd-9NQFpK-9RfS6B-76Q2h5-aRiqF4-ic9AZK-hTPV5p-hTToaa-hTPXws-hTFTYG-hTQyy3-hTVGwV-hTT8Rj-i1eWVq-hTH3ho-hTJPbv-hTTth3-hTNMLZ-hTQMhC-d2wwKW-7Khydj" target="_blank" rel="noopener">foto </a>è di <a id="yui_3_11_0_3_1396445188658_1020" href="https://www.flickr.com/photos/floridamemory/" data-track="photoAttributionNameClick" data-rapid_p="3" target="_blank" rel="noopener">Florida Memory</a></p>
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		<title>10 frasi da non dire mai agli adolescenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavia Cavalero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2014 14:03:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rapporto genitori e figli]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I ragazzi e le ragazze fanno molta fatica a crearsi una propria identità e lo fanno principalmente emancipandosi dai modelli genitoriali. Ecco 10 frasi da non dire mai agli adolescenti perché li offenderesti e non daresti loro nulla di costruttivo su cui riflettere. Mantenere un dialogo pacato con i figli non è sempre facile, soprattutto... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/10-frasi-da-non-dire-adolescenti/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I ragazzi e le ragazze fanno molta fatica a crearsi una propria identità</strong> e lo fanno principalmente emancipandosi dai modelli genitoriali. Ecco <strong>10 frasi da non dire mai agli adolescenti</strong> perché li offenderesti e non daresti loro nulla di costruttivo su cui riflettere. <strong>Mantenere un dialogo pacato con i figli non è sempre facile</strong>, soprattutto perché spesso <strong>cercano lo scontro con frasi che ci feriscono</strong>. Ferire a nostra volta è il modo peggiore per rispondere.</p>
<p>Meglio sarebbe interrompere tutto e dire che hai bisogno di farti un giro, andare a ballare, berti un tamarindo ghiacciato <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> e poi continuare la discussione su altri toni.</p>
<p>Quindi <strong>mai essere volgari e tantissima santa pazienza!</strong> Ecco qualche riflessione sui vicoli ciechi da evitare come la peste</p>
<p><strong>Sull&#8217;aspetto esteriore</strong></p>
<p>Poche persone a sedici anni sono sempre eleganti o appropriate nel vestire, pochi sfoggiano look graditi a mamma e a papà. Anzi, spesso i pargoli si fanno la cresta viola e i piercing proprio per <strong>ribellarsi ad un modello in cui non si riconoscono</strong>. Un modo intelligente di prendere la cosa potrebbe essere andare per negozi con i figli, comprarsi un chiodo con borchie e aculei tipo Black Mamba di Megamind.</p>
<p><a href="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/03/megamind-black-mamba.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter" src="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2014/03/megamind-black-mamba.jpg" alt="megamind-black-mamba" width="377" height="279" /></a></p>
<p>e poi scivolare verso un negozio diverso ma non troppo e tentare i figli con un pratico, caldo, leggero e facilmente lavabile piumino.  La praticità e la salute prima di tutto <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>Cosa ti urta di più?</strong> L&#8217;aspetto di tuo figlio o <strong>il pensiero che il disonore di un look che non approvi ricada su di te</strong>? Vale la pena riflettere su questo aspetto e non pronunciare mai frasi come</p>
<ul>
<li>Sembri un barbone</li>
<li>Sei ridicolo</li>
<li>Sei sciatta</li>
<li>Ti infagotti</li>
<li>Perché non ti vesti come tua madre?</li>
</ul>
<p><strong>Su gusti e opinioni </strong></p>
<p><strong>Avere opinioni diverse è normale</strong>. Se sei sicuro che le tue siano migliori, non hai che da esporle serenamente e perorare la tua posizione con serie argomentazioni e con il tuo esempio quotidiano. Negare intelligenza all&#8217;interlocutore o il diritto ad avere opionioni proprie, è il miglior modo per farsi dei nemici, che si tratti di estranei o di familiari.<br />
Ecco cosa non dovremmo mai dire</p>
<ul>
<li>Non capisci niente</li>
<li>Confondi la m***a con il risotto</li>
<li>Hai ancora il latte sui baffetti, cosa vuoi saperne?</li>
<li>Beata illusione</li>
<li>Quando avrai la mia età, la penserai come me</li>
</ul>
<p>Se vuoi approfondire ancora il tema, leggi</p>
<ul>
<li><a title="Come comportarsi con i figli adolescenti?" href="http://psicomamme.it/come-comportarsi-figli-adolescenti/" target="_blank" rel="noopener">come comportarsi con i figli adolescenti?</a></li>
<li><a title="Film sui problemi dell&#039;adolescenza" href="http://psicomamme.it/film-adolescenziali/" target="_blank" rel="noopener">film adolescenziali</a></li>
<li><a title="Adolescenza e genitori" href="http://psicomamme.it/adolescenza-genitori/" target="_blank" rel="noopener">adolescenza e genitori</a></li>
<li><a title="Come parlare di sesso agli adolescenti" href="http://psicomamme.it/come-parlare-di-sesso-ai-figli-piccoli-e-agli-adolescenti/" target="_blank" rel="noopener">come parlare di sesso agli adolescenti?</a></li>
<li><a title="Legami affettivi" href="http://psicomamme.it/come-costruiamo-nostri-legami-affettivi/" target="_blank" rel="noopener">come costruiamo i nostri legami affettivi?</a></li>
<li><a title="Figli e sessualità" href="http://psicomamme.it/sessualita-parlare-ai-figli/" target="_blank" rel="noopener">figli e sessualità</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/parole-con-le-doppie-come-riconoscerle-esercizi-alluopo/">frasi con le doppie</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/giochi-bambini-7-10-anni-casa/">giochi per bambini di 7 anni</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/il-plurale-di-cia-e-gia/">esercizi sul plurale di cia e gia</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/dettati-parole-non-esistono/">dettati di non parole</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/esercizi-di-correzione-ortografica/">correzione ortografica</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/parole-con-sce-e-sci/">esercizi con sce e sci</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/parole-b-e-d/">esercizi per non confondere b e d</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/film-fantascienza-ragazzi-bambini/">film di fantascienza per ragazzi</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/parole-con-gn/">frasi con gn</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/bambini-che-nascono-con-i-denti/">nascere con i denti</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/come-aggiustare-un-carillon-corda-peluche/">riparazione di un carillon</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/5-fantasmi-halloween-urlo/">fantasma da colorare</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/come-fare-lanalisi-di-un-testo-narrativo/">l’analisi del testo e i generi letterari</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/linguistica-generale-per-bambini-analisi-logica/">cos’è l’analisi grammaticale?</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/griglie-per-le-operazioni-con-i-decimali/">griglie per le operazioni coni decimali per bambini con problemi viso-spaziali</a></li>
<li><a title="Esercizi con ghe" href="http://psicomamme.it/parole-con-ghe-ed-esercizi-da-scaricare-e-completare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">esercizi con “ghe”</a></li>
<li><a title="Esercizi e parole con ghi" href="http://psicomamme.it/parole-ghi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">esercizi con “ghi”</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/dislessia-amiche-sillabe/">amiche sillabe, salvateci dalla dislessia</a></li>
<li><a title="parole con -gli" href="http://psicomamme.it/parole-con-gli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">parole con “gli”</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/dettati/">dettati</a></li>
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</ul>
<p>La BELLISSIMA <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <a title="Sex pistols" href="http://goo.gl/Y7uxrz" target="_blank" rel="noopener">foto</a> è di <a id="yui_3_11_0_3_1394546470812_860" href="http://www.flickr.com/photos/national_archives_of_norway/" data-track="photoAttributionNameClick" data-rapid_p="3" target="_blank" rel="noopener">Riksarkivet National Archive Norway</a></p>
<p style="text-align: center;">
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		<title>Bruno Caccia, ucciso &#8220;per il futuro&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jul 2013 14:11:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se un sito che parla di mamme e psicologia si occupa di Bruno Caccia, dirai, la situazione è proprio grave. Ecco, appunto, lo è! Abbiamo partecipato ad un incontro su cui ogni italiano e, ancora più, ogni torinese dovrebbe essere informato. Il 27 giugno l’ANM ha organizzato un incontro su Bruno Caccia, Le mafie al... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/bruno-caccia-ucciso-per-il-futuro/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se un sito che parla di mamme e psicologia si occupa di <strong>Bruno Caccia</strong>, dirai, la situazione è proprio grave. Ecco, appunto, lo è!<br />
Abbiamo partecipato ad un incontro su cui ogni italiano e, ancora più, ogni torinese dovrebbe essere informato.</p>
<p>Il 27 giugno l’ANM ha organizzato un incontro su <strong>Bruno Caccia</strong>, <strong>Le mafie al nord &#8211; L’impegno nel contrasto alla criminalità organizzata</strong> per rinnovare la memoria del Procuratore della Repubblica, assassinato sotto casa in un torrido giorno elettorale del 1983, ma soprattutto per chiedere che si faccia luce sull’intera verità sulla sua morte. Ci sono infatti gli elementi per aprire il processo che non ha chiarito i moventi e gli esecutori materiali dell’omicidio.<br />
<strong>Giancarlo Caselli</strong>, <strong>Mario Barbuto</strong>, <strong>Paola Bellone</strong>, <strong>Roberto Saviano</strong> hanno parlato di Bruno Caccia e di <strong>mafie al nord</strong>, qualcosa che non è più un fenomeno ma una <strong>consolidata realtà</strong> per cui è ridicolo fare riferimento a non meglio identificate “infiltrazioni”. Come <strong>Caselli</strong> ha sottolineato,</p>
<blockquote><p>E&#8217; inconcepibile che ci si stupisca quando si parla di espansione o di presenza delle mafie al nord. Sarebbe come stupirsi che la pioggia bagna. Non bisogna stupirsi ma attrezzarsi, invece pochi lo hanno fatto nonostante campanelli d&#8217;allarme.</p></blockquote>
<p>Perché, a distanza di trent’anni, il Piemonte non è consapevole di essere una regione ad alta densità mafiosa? Non sono bastati 44 omicidi mafiosi tra il 1970 e il 1983, non è bastato lo scioglimento per mafia del Comune di Bardonecchia nel 1985? L’inchiesta <strong>Cartagine</strong> ha evidenziato un’allarmante pervasività della ‘ndrangheta nella regione e il processo Minotauro sta aggiungendo numerosi ed illuminanti tasselli al puzzle della ‘ndrangheta piemontese.<br />
Come Paola Bellone ha sostenuto, sulla base di studi accurati sul caso, confluiti nel libro  «Il caso Bruno Caccia. La verità rivelata», scritto assieme a Sergio Leszczynski,Bruno Caccia fu probabilmente ucciso per lasciare spazio a magistrati più “morbidi” e compiacenti, perché <strong>la sua intelligenza, l’efficacia delle sue strategie, la sua visione d’insieme sul problema criminale, rappresentavano una minaccia per gli interessi economici della ‘ndrangheta</strong>. E’ probabile che fosse sul punto di importanti scoperte.</p>
<p>Grande organizzatore e integerrimo magistrato, Caccia ha praticamente <strong>inventato i pool</strong>, attrezzando così al meglio le forze della procura nei difficilissimi anni della lotta al terrorismo, caratterizzati da un’ incredibile violenza contro i tutori della giustizia (l’avvocato Fulvio Croce, a cui l’aula magna del palazzo di Giustizia è dedicata, fu assassinato perché esercitava il proprio dovere di fornire una difesa d’ufficio alle Brigate Rosse che invece rifiutavano ogni assistenza legale).<br />
Come Roberto Saviano ha ben chiarito, <strong>le mafie contano sulla divisione, sulla concorrenza</strong>. Con Caccia il meccanismo della calunnia non ha nemmeno avuto bisogno di essere innescato. C’ è stata un’assordante indifferenza, un po’ snob, parecchio sabauda. Solo gli affetti hanno cercato di tenere vivo il ricordo di Bruno Caccia, la famiglia, gli amici, i colleghi. Loro soltanto hanno cercato di avvicinarsi alla verità per rendere giustizia ad un vero fondatore dell’antimafia.</p>
<p><strong>Parlare di mafie al Nord frutta soprattutto in attacchi e polemiche</strong>, può costare anche la carriera. E’ un&#8217;azione che ti mette contro il sistema, un sistema che, lo provano trent’ anni di presenza quasi indisturbata dalla politica e dalla società civile, tollera bene il &#8220;corpo esterno&#8221; delle mafie, che tanto esterno forse non è mai stato.</p>
<p>Il potere della <strong>liquidità</strong> e delle <strong>relazioni mafiose</strong> rischia di compromettere irreparabilmente il tessuto sano dell’economia. E’ comodo pensare che si tratti di cose da “terroni”, roba con cui non sporcarsi nemmeno parlandone. Eppure l’<strong>estorsione</strong> ad esempio, quella vera, si presenta sotto le asettiche vesti del servizio: sconti alla pompa di benzina, assicurazioni a prezzi da amico, fornitori, corridoi privilegiati, in cambio di un pagamento mensile. Quasi nessuno punta più pistole alla tempia chiedendo il pizzo. Roberto Saviano ha spiegato il meccanismo adottato dalle mafie con le aziende in crisi. Il vecchio proprietario resta come testa di legno, l’azienda viene foraggiata con il denaro sporco delle mafie che viene così riciclato e reintrodotto nel mercato. In cambio: assunzioni di persone appartenenti alle clientele delle organizzazioni e situazione di totale sudditanza con la minaccia di veder andare tutto a rotoli, nel giro di tre anni.</p>
<p>I politici non mettono le mafie al primo posto perché hanno paura dell’ignoto, non sanno come le cose evolverebbero in mancanza del denaro contante proveniente in gran parte dalla droga.<strong> A Nord siamo più omertosi che al Sud</strong> dove di mafie si parla apertamente, dove esiste Addio Pizzo, dove per i grandi anniversari per Falcone e Borsellino presenzia tutta la città. Pensiamo che i mafiosi che “fanno impresa” siano brave persone, ci accontentiamo della facciata. Perché non scorre il sangue, perché non infrangono l’ordine costituito, anzi, forse lo rafforzano. <strong>Per paura di prendere posizione rischiamo di ripetere l’errore compiuto con Bruno Caccia, ucciso d’estate anche perché d’estate si pensa ad altro, c’è meno attenzione.<br />
</strong><br />
Non bisogna accontentarsi della memoria, bisogna accertare <strong>la verità sull’omicidio di Bruno Caccia</strong>, bisogna farlo per il futuro. I mezzi sono una magistratura attrezzata e indipendente e una società, politici, media e intellettuali compresi, che non si nascondano nella comoda (ancora per poco) illusione che le mafie siano un prodotto di altre regioni, di altri tempi, roba da addetti ai lavori.<br />
Con le parole di Giancarlo Caselli</p>
<blockquote><p>Per combattere le mafie serve una magistratura sempre più attrezzata e sempre più indipendente, che però è il contrario di quello che molti vogliono oggi.</p></blockquote>
<p>Articolo di Elena Bottari</p>
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		<title>Iron Man il fanta-Icaro e la psicanalisi dei supereoi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2013 12:13:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I supereroi sono i miti dei nostri giorni. In albi e celluloide ci fanno sognare, ci mostrano una via, soffrono, perdono, si rialzano, non si rassegnano mai. Che sia Ratman con l’Ombra o Spiderman con Octopus, si tratta sempre di parabole esemplari. E’ un po’ che ci penso: il vero tema di molti fumetti è... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/iron-man-il-fanta-icaro-e-la-psicanalisi-dei-supereoi/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I supereroi sono i <strong>miti dei nostri giorni</strong>. In albi e celluloide ci fanno sognare, ci mostrano una via, soffrono, perdono, si rialzano, non si rassegnano mai. Che sia Ratman con l’Ombra o Spiderman con Octopus, si tratta sempre di parabole esemplari.<br />
E’ un po’ che ci penso: <strong>il vero tema di molti fumetti è il rapporto con i padri</strong>. I supereoi sono praticamente tutti maschi e il loro vero obiettivo non è tanto sconfiggere i cattivi quanto <strong>non deludere i padri</strong>. Bruce Wayne è orfano, Clark Kent è orfano, Peter Parker è orfano. Tutti avevano padri in gamba e tutti combattono il male, soprattutto in se stessi, per dimostrar loro di essere dei bravi ragazzi.</p>
<p>Cresciuti con zie o cameriere dolci e devote, è però sempre uno zio o un maggiordomo a educarli nel ricordo dei padri e nello stare al mondo dalla parte giusta della barricata. Andiamo a <strong>Iron man</strong>, il <strong>genio anarcoid</strong>e che risolve l’enigma del padre scienziato e salva la terra dagli alieni. Ecco Iron man è Icaro che indossa le ali costruite dal padre, che si avvicina al sole (ad un’altra dimensione piena di mostri volanti ed energumeni) senza bruciarsi. E’ l’uomo che sfida i limiti umani e, grazie all’eredità paterna, concede a sé stesso e al mondo una seconda chance.</p>
<p>Cadere e rialzarsi! Come <strong>Ratman</strong> quando tutto pesto e sanguinante non cede all’<strong>Ombra</strong>. Supereoi e psicanalisi, a ben vedere, sono sempre andati d’accordo. <strong>MiniVip</strong> sdraiato sul lettino dello psicologo la dice lunga <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />  Lì il problema non è il padre ma il fratello, più bello, più forte. E’ nella ricerca della propria identità che i supereroi annaspano tra una lucertola gigante e un macigno di criptonite, tra la nobiltà della loro figura ieratica che si staglia sull’orizzonte a mantello spiegato e gli sprofondi delle statuette di creta di cane. Come loro anche noi <strong>ci arrabattiamo</strong>, cadiamo e magari ci rialziamo, <strong>sperando che gli avi o gli dei del Valhalla alzino il pollice sulla nostra vita da mini-eroi</strong>.</p>
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		<title>Mamme blogger al Salone del libro: una chiacchierata il 16 maggio alle 11</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 08:17:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mamme blogger: partecipazione, espressione di sé e guadagno tra il web e la vita reale Scopri di cosa parleremo domani al Salone del libro, stand J, padiglione 2. Abbiamo pubblicato una riflessione preliminare sul sito Francescogavello.it. Dicci la tua! Approfondendo la conoscenza del ristretto campione di mamme blogger contattate, abbiamo scoperto che Elasti è Cavaliere... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/mamme-blogger-al-salone-del-libro-una-chiacchierata-il-16-maggio-alle-11/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/mamme-blogger-al-salone-del-libro-una-chiacchierata-il-16-maggio-alle-11/">Mamme blogger al Salone del libro: una chiacchierata il 16 maggio alle 11</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Mamme blogger: partecipazione, espressione di sé e guadagno tra il web e la vita reale</h3>
<p>Scopri di cosa parleremo domani al <strong><a title="Psicomamme al salone del libro" href="http://psicomamme.it/psicomamme-it-al-salone-del-libro-una-chiacchierata-al-digital-festival/" target="_blank">Salone del libro</a></strong>, stand J, padiglione 2. Abbiamo pubblicato una riflessione preliminare sul sito <strong><a title="Mamme blogger su Francescogavello" href="http://francescogavello.it/mamme-blogger-partecipazione-espressione-guadagno" target="_blank" rel="noopener">Francescogavello.it</a></strong>. Dicci la tua!<br />
Approfondendo la conoscenza del ristretto campione di mamme blogger contattate, abbiamo scoperto che <strong>Elasti</strong> è Cavaliere del lavoro, che <strong>Mammafelice</strong>, la cui sfida quotidiana è “ricordarsi di non perdere un istante di felicità possibile”, ha iniziato con la poesia, che <strong>Mammeonline</strong> è nato come forum nel 1998, “come idea di autoaiuto, confronto, conforto e sostegno per le mamme nel web italiano che era desolatamente vuoto”.</p>
<p>Il sogno, per questo settore del web, è <strong>costruire ricchezza in termini di informazione e valore</strong> per chi cerca risposte, idee, esperienze, digitando la propria chiave di ricerca sui motori, senza che il lavoro e i messaggi trasmessi vengano depotenziati o usurpati da interessi commerciali in contraddizione con i contenuti dei blog&#8230; ma anche senza dimenticare la <strong>giusta mercede</strong>. Un grande potere implica una grande responsabilità. L&#8217;energia delle donne, ben rappresentata dall&#8217;immagine di Cassiopea, può cooperare al cambiamento della mentalità nel nostro paese?</p>
<p>E’ facile capire come le mamme blogger rientrino nella sfera dei canali preferenziali per raggiungere l’appetibile “target” delle donne coinvolte dalla gravidanza e dall’esperienza della genitorialità.</p>
<p>Come Debora di Mammeonline evidenzia bene</p>
<blockquote><p>Mi sono posta spesso domande riguardo il mondo delle mamme blogger. Ho la sensazione che costituiscano un grande bacino di donne che sperano di far diventare un lavoro remunerato quello della gestione di un blog.<br />
E ho la fastidiosa sensazione che questa speranza sia alimentata da chi ha interesse a far sì che questo sogno non si estingua perché le mamme blogger possono costituire una ricchezza per&#8230; altri.<br />
Purtroppo chi ha questo genere di interessi è sostenuto da un sistema economico in crisi che vede, come prime vittime, specie in Italia, le donne e le mamme.</p></blockquote>
<p>La situazione di crisi economica espone al rischio di saccheggio delle finalità positive dei blog di mamme ad opera di gruppi che hanno l’esclusivo interesse del guadagno.<br />
Una scelta etica è però sempre possibile e auspicabile, per non soffocare i progetti che, a detta di tutte le blogger che hanno risposto al nostro appello, può avere ampio respiro e imprevedibili sviluppi solo se non si mette in gabbia, solo se, parafrasando  Loredana Lipperini e il suo interessante intervento non lasciamo che gli sponsor divorino e rendano innocuo  un fenomeno importante come quello del<a title="Mommyblogging" href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2012/02/16/" target="_blank" rel="noopener"> mommyblogging</a>. E&#8217; tuttavia altrettanto importante fare i conti con la realtà e accettare che, scegliere gli sponsor e assumere un codice di autorgolamentazione per l&#8217;aspetto commerciale di un sito, si pensi ad esempio a  <a title="Mommit" href="http://mommit.com/" target="_blank" rel="noopener">Mommit</a>, sia già molto. Molto più quanto venga chiesto ad altri tipi di blogger.<br />
Perché le istanze etiche devono essere una prerogativa solo femminile?</p>
<p>Di questo, del potere delle mamme blogger in altri paesi  e delle interessantissime risposte che abbiamo ricevuto parleremo il<strong> 16 maggio alle 11 allo stand J, padiglione 2.</strong></p>
<p>Ti aspettiamo  <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Articolo di Elena Bottari</p>
<p>La <a title="La fonte della fotografia" href="http://www.flickr.com/photos/smithsonian/2940633609/in/photostream/" target="_blank" rel="noopener">fonte </a>della foto è <a id="yui_3_7_3_3_1368519228669_1011" href="http://www.flickr.com/photos/smithsonian/" target="_blank" rel="noopener">Smithsonian Institution</a></p>
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<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/mamme-blogger-al-salone-del-libro-una-chiacchierata-il-16-maggio-alle-11/">Mamme blogger al Salone del libro: una chiacchierata il 16 maggio alle 11</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
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