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	<title>relazioni ed emozioni &#8211; Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</title>
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	<title>relazioni ed emozioni &#8211; Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</title>
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		<title>L&#8217;umanesimo planetario di Edgard Morin in un convegno a Bologna, nel 1993</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Oct 2021 10:46:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni ed emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli archivi di Radio Radicale contengono tesori purtroppo troppo inesplorati dal navigatore comune. Ci si trovano file audio di Aldo Capitini, di Nilde Jotti, di Sandro Pertini, di Tina Anselimi, di Umberto Terracini, di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino solo per citare alcune delle voci più importanti per il nostro recente passato, in un viaggio... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/lumanesimo-planetario-di-edard-morin/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli archivi di Radio Radicale contengono tesori purtroppo troppo inesplorati dal navigatore comune. Ci si trovano file audio di Aldo Capitini, di Nilde Jotti, di Sandro Pertini, di Tina Anselimi, di Umberto Terracini, di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino solo per citare alcune delle voci più importanti per il nostro recente passato, in un viaggio nella storia italiana di immenso interesse. Tra questi gioielli sonori c&#8217;è anche questo dibattito con  Edgard Morin, filosofo, sociologo, partigiano che qui ascoltiamo in un incontro del 1993 su di un umanesimo planetario. Filosofo della complessità e del rifiuto delle categorie, Edgar Morin supera l&#8217;antitesi tra ottimismo e pessimismo, riconosce i limiti ma anche le potenzialità dell&#8217;umano riconoscendo nella costanza del lavoro di disseminazione delle idee, nella solidarietà e nell&#8217;amore le chiavi per affrontare l&#8217;ignoto.</p>
<p><iframe src="//www.radioradicale.it/scheda/57035/iframe" width="560" height="355" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>Matilde Callari Galli:</strong></p>
<p>Il mio pessimismo è duplice: da una lato come, con un&#8217;umanità di sei miliardi di persone, forse già di più, come far giungere questo messaggio di speranza, come diffonderlo, in che modo immaginare che il nostro voler riassumere le esperienze di tutti, sia capito al di fuori della nostra cultura quando la nostra cultura ha per secoli disseminato tutto il contrario? Ha disseminato e ha ottenuto che altri gruppi vedessero la nostra cultura come il bene e cercassero la materializzazione e dimenticassero le loro antiche possibilità? Che le disprezzassero addirittura. E questo è il primo punto di riflessione che voglio rivolgere.</p>
<p><strong>Edgard Morin:</strong></p>
<p>Per prima cosa io rifiuto l&#8217;alternativa tra ottimismo e pessimismo. Penso che sull&#8217;ottimismo, che vuol dire che alla fine andrà tutto bene, prevalga l&#8217;incertezza sull&#8217;avventura finale e comunque nell&#8217;orizzonte finale ci sono la morte e la perdita. Voglio dire però che abbiamo un principio di speranza su un fondo di disperazione. Viviamo una dialettica della speranza e della disperazione e ho proposto sei principi di speranza. Come fare? Come sempre si fa nelle cose, nella storia e nell&#8217;evoluzione. Tutto inizia con una deviazione. Ogni idea non conforme, nuova, con un carattere di rottura con ciò che pare evidente a tutti, in rottura con il pensiero parcellarizzato sempre c&#8217;è una deviazione. La maggioranza delle persone si riferiscono a questa deviazione come ad un &#8220;piccolo gruppo&#8221;. Il piccolo gruppo inizia a fare disseminazione. Questa è la storia dell&#8217;inizio del cristianesimo, dell&#8217;inizio del socialismo, dell&#8217;inizio del buddismo, dell&#8217;inizio di tutte le grandi idee.</p>
<p>Non è un cammino o un programma: da un inizio si passa alla scoperta, alla rivoluzione mentale, alla presa di coscienza. Le persone si dicono, bisogna fare questo, questo è vitale. C&#8217;è un momento etico perché l&#8217;etica non è il prodotto di una deduzione razionale. Ciò che etico arriva così, è come un&#8217;autocreazione, un&#8217;autoproduzione, è un imperativo. Prendiamo l&#8217;inizio della scienza moderna. All&#8217;inizio si trattava di alcune persone come Cartesio, come Gassendi, come Leibniz e altri, che facevano osservazioni e sviluppavano un pensiero scientifico e tutte queste persone erano in corrispondenza epistolare tra di loro. Non esisteva il telefono ma ci scriveva lettere sulla carta. Ad un certo momento nasce una prima organizzazione, la Royal Society inglese,  la prima associazione in cui chi faceva scienza poteva partecipare. Si sono organizzati per condividere idee e scoperte. Ogni Paese ha poi creato le proprie associazioni scientifiche. Sono nati congressi internazionali e la scienza è diventata qualcosa di ufficiale, è entrata nelle Università e via così.</p>
<p>Questo voglio dire: non possiamo evitare questo processo in cui ci sono momenti di accelerazione, momenti di stagnazione e di incubazione che non dipendono da noi, dipendono da alcune condizioni, ma si deve continuare a dare il messaggio perché, secondo l&#8217;analogia della fecondazione dalla biologia. 180.000.000 di speramatozoi vanno persi ad ogni eiaculazione per avere 1, 2 o 3 bambini. C&#8217;è una grande perdita. La disseminazione è anche dissipazione. Pensiamo ai semi degli alberi! Molti si perdono e non trovano la possibilità di radicarsi. Questa è la vita.</p>
<p><strong>Matilde Callari Galli:</strong></p>
<p>Dobbiamo pensare che il problema delle idee, delle missioni delle idee non hanno una via programmata. Il risultato non è il prodotto quantitativo della quantità di energia che impieghiamo a fare le cose. Forse dobbiamo continuare a lavorare nel deserto per esserci nel momento in cui arriva la pioggia e quado arriva la pioggia allora viene il momento della fecondità. E&#8217; l&#8217;unica cosa che posso dire.</p>
<p>L&#8217;altra questione è collegata ai sei principi di speranza, non li voglio riassumere tutti e sei ma ce n&#8217;è uno che mi interessa ed è quello antropologico. In questo principio si dice, si fa un riferimento alla bassa utilizzazione delle nostre capacità umane come specie. Edgard Morin si augura di poter potenziare queste capacità intellettuali ma anche emotive, capacità di sentire, capacità di capire intendendo il doppio significato, intellettuale ed emozionale levando di mezzo queste separazioni.</p>
<p>Sono stata molto sollecitata da questo richiamo però, allo stesso tempo, ho avanzato alcuni dubbi che vorrei sottoporre. Ho pensato ad un vecchio testo di <strong>André Leroi Gourhan</strong>, intitolato <strong>Il gesto e la parola</strong>.In questo testo l&#8217;antropologo francese ricostruisce la storia della nostra specie attraverso il cambiamento che il nostro corpo ha avuto utilizzando, progettando, costruendo gli utensili. E può essere un libro invecchiato in alcune sue parti, però contiene per me ancora un grosso messaggio, il messaggio di questa interazione con la progettualità, con la manualità, e il nostro essere umani. Noi lo abbiamo perduto e l&#8217;autore lo dice chiaramente. Lo abbiamo perduto nel momento in cui un piccolo gruppo di individui progetta utensili, strumenti, modalità di interagire con la natura che la maggioranza degli individui utilizza e quindi è una divaricazione forse definitiva, forse profonda. Ecco quindi la mia domanda che non vuole essere una provocazione perché mi auguro veramente che questa disseminazione avvenga e possa avvenire su una terra così popolata come la nostra attuale. Il mio dubbio è che questo riguardi un piccolo gruppo di individui. Come far giungere questo messaggio di speranza, come diffonderlo? In che modo immaginare che il problema dell&#8217;etica della complessità. Mi sembra che uno degli interrogativi più interessanti che questo ultimo volume ponga a noi la riflessione di come sia possibile convivere con l&#8217;incertezza che è propria della natura delle cose. L&#8217;incertezza, l&#8217;aleatorietà, il rischio, l&#8217;avventura. Come è possibile vivere insieme a questa incertezza?</p>
<p><strong>Edgard Morin:</strong></p>
<p>C&#8217;è un&#8217;incertezza della stabilità <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Sono arrivato questa mattina da Parigi e mi serve un bagno di almeno due giorni per cominciare a trovare le parole italiane. Mi dispiace di molte imperfezioni di parole e, in alcuni momenti, quando non troverò la parola italiana, dirò la parola francese o forse spagnola. Penso che l&#8217;incertezza faccia parte del destino della vita in generale e anche del destino umano. L&#8217;incertezza è tale che penso che molto delle mitologie e delle religioni siano venute per dare una certezza se non sulla Terra, almeno in cielo, dopo la morte. La modernità dopo il Rinascimento. Nella modernità c&#8217;è un nuovo confronto con l&#8217;incertezza. Dopo il Rinascimento del pensiero c&#8217;è la problematizzazione del pensiero. Perché c&#8217;è il mondo, perché c&#8217;è la vita, perché c&#8217;è Dio cos&#8217;é Dio? L&#8217;accettazione fondamentale dell&#8217;incertezza è venuta prima di Pascal. Pascal ha capito molto bene che non è possibile dare una prova logica della verità divina. Lui ha detto c&#8217;è una scommessa e ha dato molti argomenti in favore di questa scommessa e penso che anche per il marxismo, un filosofo sociologo Lucien Goldman, era un marxista lucaciano che non ha studiato Pascal anche lui sosteneva che il marxismo fosse una scommessa. Non c&#8217;è una lettura della legge, della storia, dell&#8217;evoluzione, della certezza storica, no, E&#8217; una scommessa. Penso che oggi, per tutte le cose per cui abbiamo amore, amore per una persona ma anche amore per un valore, per l&#8217;idea di fraternità, tutte queste cose sono delle scommesse. Non abbiamo la certezza di realizzare tutte queste aspirazioni, valori, articoli di fede per i quali in alcuni momenti saremmo capaci di dare la nostra vita. Questo è per me un punto fondamentale.</p>
<p>Non è più possibile una certezza che dia la soluzione o la salvezza ma l&#8217;incertezza non è generalizzata. L&#8217;incertezza riguarda i problemi più fondamentali. Dove va il mondo? Perché l&#8217;uomo? Perché la vita? Qual è il destino futuro del mondo? Cos&#8217;è la realtà? In definitiva la vita è una navigazione su di un oceano di incertezza ma ci sono molte isole, arcipelaghi di certezza. Esistono molti elementi di certezza per navigare. Se l&#8217;incertezza è assoluta è solamente un gioco del destino, di un azzardo, del caso. Il destino è le cose della vita umana e del pensiero umano, un misto di certezza e di incertezza e non sappiamo esattamente la composizione del cocktail ma in ogni modo possiamo appoggiarci alle isole di certezza per continuare la navigazione dell&#8217;incertezza. Non sono un filoso dell&#8217;incertezza nel senso classico alla Montaigne ma non c&#8217;è lo scetticismo generalizzato. L&#8217;incertezza è una sfida vitale. In questo senso penso che il pensiero della complessità è il pensiero che sa che non si può eliminare l&#8217;incertezza ma che si può negoziare con l&#8217;incertezza.</p>
<p><strong>Matilde Callari Galli:</strong></p>
<p>Vorrei ora tornare con una domanda ad Edgard Morin. In un&#8217;intervista a François Ewald, nel momento in cui gli si chiedeva qual era la ragione del fascino che l&#8217;incertezza esercita su di lei, lei mi sembra abbia risposto che l&#8217;unica ragione che trova è di carattere personale. Mi sembra che lei abbia detto Il mio temperamento. A questo punto ho pensato che se a livello scientifico viene in mente quello che diceva <strong>Niels Bohr</strong>, che il contrario di una verità profonda è un&#8217;altra verità profonda ma mi è anche venuta in mente una pagina della biografia di Edgard Morin, quel bel libro intitolato <strong>Autocritica</strong>, e la pagina è quella in cui Edgard Morin dice che quando aderì al partito comunista francese, non aderì per non aver capito determinate cose ma anzi aderì a quel partito  e militò per anni in quel partito perché vedeva, conosceva di quel partito alcuni aspetti che erano contrari al suo temperamento, appunto e questa pagina viene poi detto che è uscito da quell&#8217;esperienza non con amarezza, rimpianto ma piuttosto ha visto in quest&#8217;esperienza una crescita individuale perché affrontata, noi diremmo, con gli occhi aperti. Allora io mi domando, c&#8217;è un problema. Bisogna educare gli individui a vivere com&#8217;è la realtà, senza sicurezze. E&#8217; la storia della nostra specie, l&#8217;avventura, il rischio. Nessuno sa quello che ci attende tra un minuto, tra un secondo. nello stesso tempo però la rete dei rapporti, la vita politica, la rete dei rapporti sociali implica una solidarietà, implica qualcosa che sia certo e allora, unendo un po&#8217; i discorsi mi domando, allora la risposta è quella di trovare proprio nella consapevolezza dell&#8217;incertezza la solidarietà?</p>
<p><strong>Edgard Morin:</strong></p>
<p>Prima di rispondere volevo dire che quando ho parlato del mio temperamento individuale, non era la spiegazione fondamentale e primitiva. Volevo dire che quando ero bambino, quando ero giovane, non ho ricevuto nessuna cultura o nessuna etica dalla mia famiglia. Io ero subculturato. Non ho ricevuto forte il segno della cultura, della scuola, dell&#8217;università. Ho sempre cercato di analizzare i miei problemi. Per me era impossibile studiare una disciplina. Ho studiato storia, sociologia, filosofia, economia, scienze politiche perché non potevo entrare nella categorizzazione delle cose e, di più, c&#8217;è un evento personale, perché ho vissuto una contraddizione fondamentale dopo la morte di mia madre quando avevo 9 o 10 anni. Per me era una cosa incomprensibile. Sapevo che era una cosa ineluttabile, irrimediabile ma io avevo tuttavia la speranza di un ritorno di mia madre. Ho sempre vissuto delle contraddizioni. Siccome non avevo una forte impronta culturale, ero molto aperto agli argomenti più opposti e per questo per me la frase di Bohr era molto importante, perché io la vivo così che l&#8217;idea contraria contiene una verità profonda e per questo Gianluca ha parlato della tolleranza. Penso che ci siano due livelli della tolleranza. Il primo è il livello Voltairiano dell&#8217;Illuminismo che dice Le vostre idee sono stupide, cretine ma io sono pronto a morire per esse. Voi avete il diritto di difenderle e la libertà di parola. Questo è un livello molto importante però penso che ci sia un livello più profondo in cui si dice In tutte le idee diverse, in opposizione, in conflitto, c&#8217;è qualche cosa di vero mescolato con superstizioni, errori e penso che questo non riguardi unicamente le idee, le filosofie, le ideologie ma anche in tutte le culture ci sia qualcosa di molto profondo. Questo è un fondamento, penso, ancora più interessante della tolleranza, perché implica più indifferenza verso il contenuto delle idee ma al contrario un grande interesse.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Glossario di Psicologia: da  Adolescenza a Vecchiaia</title>
		<link>https://psicomamme.it/glossario-psicologia-adolescenza-vecchiaia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavia Cavalero]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2019 08:39:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni ed emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Adolescenza L&#8217;adolescenza è il periodo in cui avviene il passaggio dall’infanzia all’età adulta, convenzionalmente definita tra gli 11 e i 18 anni. Inizia con la pubertà, ossia quando avvengono le modificazioni fisiche della maturazione sessuale che generano variazioni sia nella percezione di sé, sia nelle relazioni e si rendono necessari nuovi equilibri. Non esiste un... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/glossario-psicologia-adolescenza-vecchiaia/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://psicomamme.it/adolescenti-trasformazioni-difficili-accettare-per-i-genitori/">Adolescenza</a></h2>
<p>L&#8217;adolescenza è il periodo in cui avviene il passaggio dall’infanzia all’età adulta, convenzionalmente definita tra gli 11 e i 18 anni.<br />
Inizia con la pubertà, ossia quando avvengono le modificazioni fisiche della maturazione sessuale che generano variazioni sia nella percezione di sé, sia nelle relazioni e si rendono necessari nuovi equilibri.<br />
Non esiste un modo unico di vivere questo transito, fattori individuali ed ambientali determinano differenze anche importanti, ci sono però alcune caratteristiche universali dell’adolescenza. E’ un periodo caratterizzato da grandi cambiamenti fisici e psicologici e, in entrambi i casi, si tratta di cambiamenti rapidi ed evidenti.<br />
Per conoscere questa fase evolutiva può essere utile la teoria degli stadi di sviluppo psico-sociale di Erikson che indicava, come compito più importante dell’individuo nel corso della vita, quello della ricerca dell’identità passando attraverso crisi evolutive. Rispetto all’adolescenza, Erikson parla di costruzione di identità come obiettivo e di dispersione di identità e di confusione di ruoli in termini di crisi evolutiva. In altre parole il compito dell&#8217;adolescente è quello di capire chi è, di arrivare a definire la propria identità ossia ciò che lo rende un individuo unico ed irripetibile.<br />
La definizione popolare di questo periodo come “essere né carne né pesce” è indicativa sia di come si sente l’adolescente, sia di come viene trattato dagli adulti, ossia in modo ambivalente; spesso ci si comporta con gli adolescenti a volte come fossero bambini a volte come fossero adulti e questo non fa che disorientarli maggiormente.<br />
I problemi principali emergono in famiglia; quasi all’improvviso i genitori che erano considerati e trattati come un faro illuminante, vengono allontanati, apparentemente non sono più tenuti in considerazione e tutto ciò che viene detto dai genitori è automaticamente da negare. E’ in atto una riorganizzazione di sé che passa anche e soprattutto attraverso conflitti familiari.</p>
<h2><a href="https://psicomamme.it/il-gioco-delle-emozioni-magnetico/">Alessitimia</a></h2>
<p>La competenza emotiva non è innata, va costruita fin dalla più verde età. Vivere e riconoscere le emozioni, saper dar loro un nome è fondamentale per creare l&#8217;intelligenza emotiva di una persona. La stessa capacità dovrà essere messa alla prova e affinata nel riconoscimento delle emozioni negli altri. Empatia e creatività stentano a prodursi in assenza di risonanza emotiva con il prossimo.</p>
<h2>Amicizia</h2>
<p>L&#8217;amicizia è un legame tra due o più persone caratterizzato da un sentimento di affetto, è una relazione con forte carica emotiva molto importante nella vita delle persone.<br />
E’ una relazione alla pari che si basa su rispetto, fiducia, simpatia e stima reciproca e che può essere vissuta a diversi livelli di intensità che vanno dalla semplice conoscenza fino all’amicizia intima. Questi diversi livelli determinano la quantità di tempo trascorsa insieme, l’approfondimento di confidenze e di profonda conoscenza reciproca. E’ un legame di tipo sociale molto importante per la crescita delle persone. Le prime amicizie si formano da piccolissimi, attraverso la condivisione del gioco e possono continuare per tutta la vita.</p>
<h2>Amore</h2>
<p>Il significato della parola amore viene ben definito dall’antico greco che usa lemmi diversi a seconda del concetto attribuito al termine:<br />
• Agape (αγάπη) è amore di ragione, incondizionato<br />
• Philia (φιλία) è l&#8217;amore di affetto e piacere, ad esempio tra amici.<br />
• Eros (έρως) definisce l&#8217;amore sessuale.<br />
• Anteros (αντέρως) è l&#8217;amore corrisposto.<br />
• Himeros è la passione del momento, il desiderio fisico<br />
• Pothos è il desiderio verso cui tendiamo, ciò che sogniamo<br />
• Stοrge (στοργή) è l&#8217;amore d’appartenenza, ad esempio tra parenti e consanguinei.<br />
• Thelema (θέλημα) è il piacere di fare qualcosa, il desiderio voler fare.</p>
<h2>Empatia</h2>
<p>La parola deriva dal greco in – dentro e pathos – soffrire/sentire, significa provare le stesse sensazioni/emozioni dell’altro, nell’antichità la parola veniva utilizzata per indicare il rapporto emotivo che legava il cantore al pubblico. Cos&#8217;è? Quante volte ci siamo sentiti dire “mettiti nei miei panni?”, è una chiara richiesta di empatia. L’empatia è un meccanismo fondamentale nella vita quotidiana, ci permette di capire ciò che gli altri provano. Per alcuni è facile, viene spontaneo, per altri un po’ meno.<br />
Abbiamo nel cervello cellule chiamate “neuroni specchio” che ci permettono di simulare nel nostro cervello quello che gli altri fanno e di capire le loro emozioni. Questo vuol dire che tutti siamo dotati degli strumenti necessari ad essere empatici, è probabile che una sensibilità maggiore sia conseguenza della relazione materna.</p>
<h2>Emozioni</h2>
<p>La parola deriva dal latino emozione, da emovere, trasportar fuori, smuovere, scuotere. Cosa sono le emozioni? What is an emotion? Da questa domanda partiva James nel 1884 per proporre per primo una definizione di emozione. Egli identificò l’emozione nel “sentire” le modificazioni dell’organismo e la definì come il sentire i cambiamenti neurovegetativi che hanno luogo a livello viscerale a seguito di uno stimolo. Da allora ai giorni nostri si sono susseguite diverse definizioni. Ad esempio molti studi empirici sull’espressione facciale delle emozioni definiscono l’esperienza emozionale come radicata nel biologico: le emozioni si sarebbero evolute per fornire risposte funzionali all’adattamento all’ambiente e ogni emozione origina risposte espressive e fisiologiche universali. Da James ad oggi si contano centinai di definizioni, teorie e modelli. Studi recenti hanno introdotto la nozione di competenza emotiva definita da Saarni (1993) come “la dimostrazione della propria efficacia in una situazione sociale capace di suscitare emozioni” . La competenza emotiva è costituita da diversi elementi e non può prescindere dalla conoscenza delle regole di esibizione delle emozioni e dalla condivisione di un lessico per definirle.<br />
Quante sono le emozioni?<br />
Una classificazione le distingue in primarie, altrimenti dette innate, fondamentali, differenziali, discrete, non ulteriormente scomponibili e secondarie ovvero complesse, apprese, componenziali oppure miste. Le prime si innescano in modo automatico e originano da conoscenze di carattere implicito; le seconde necessitano di attivazione fisiologica congiunta a quella cognitiva.<br />
Le emozioni sono un fenomeno complesso, un processo che coinvolge tutto l&#8217;organismo e sono state oggetto di molti studi psicologici di approcci diversi, tuttora non esiste una teoria unificata.</p>
<h2>Paura</h2>
<p>E’ un’emozione di difesa, provocata da una situazione di pericolo che può essere reale, prevista, evocata dal ricordo o da fantasie. La reazione organica conseguente è regolata dal sistema nervoso autonomo che dispone l’organismo in atteggiamento di lotta e fuga.<br />
La paura è un sistema essenziale per la nostra sopravvivenza; di fronte ad un pericolo il corpo si predispone all’azione con una serie di cambiamenti fisici volti ad aumentare le possibilità di sopravvivenza. Lo stato di allerta permette di affrontare al meglio il pericolo e di superarlo. E’ la nostra emozione più antica; l’evoluzione ha predisposto il nostro sistema nervoso in modo che la paura abbia la precedenza assoluta nella mente e nel corpo.</p>
<p>Quanti tipi di paura?</p>
<p>La paura è un regolatore interno: quanto più il pericolo è conosciuto e prevedibile, meno intensa è l’attivazione. Esistono diversi livelli di paura, diversi tra loro per intensità.<br />
&#8211; Il terrore è provocato dell’inevitabilità del dolore quando si ha la consapevolezza dell’impossibilità di evitarlo. Il terrore della morte ne è un esempio.<br />
&#8211; Il panico è una reazione, immediata e poco consapevole, del sistema di emergenza: Insorge improvviso ed automatico prima che se ne abbia consapevolezza. E’ la nostra reazione di paura più antica e più vicina a quella delle altre specie animali.<br />
Il terrore non è meno intenso, ma non è così improvviso anzi è soggetto ad aumento progressivo. Il terrore è più lento e progressivo anche rispetto all’orrore che distrugge l’ordine esistente, è una reazione emotiva ad un pericolo che porta in sé qualcosa di repellente, crudele, macabro. La paura si accompagna al disgusto, l’orrore ha una forza distruttiva.<br />
Fanno parte della famiglia della paura anche la preoccupazione e l’inquietudine. La prima è controllabile e funziona come motivazione all’azione, mentre l’inquietudine è un preallarme basato su indizi, deboli segni di minaccia che non sono segni di pericolo vero e proprio. E’ difficilmente controllabile e si muta spesso in insoddisfazione senza dirigere all’azione.<br />
Pur appartenendo a sistemi diversi anche l’ansia appartiene alla famiglia della paura, anziché generare da stimoli esterni, nasce dall’interno. E’ uno stato di allarme diffuso e costante, è la paura di avere paura, la paura interna del mondo esterno. Gli uomini nascono con una naturale predisposizione a sviluppare paure ricorrenti, tra cui la paura del buio e quella di stare da soli. Oggi esistono minacce nuove e nuove paure sociali.</p>
<h2><a href="https://psicomamme.it/interpretazione-sogni-freud-pioniere/">Sogno</a></h2>
<p>Il sogno è costituito da un contenuto manifesto, che è quello che ricordiamo e che spesso trae origine dai resti diurni (ricordi di cose realmente accadute nella nostra quotidianità) e da un contenuto latente, a cui è possibile arrivare solo attraverso l’analisi con le libere associazioni. Il contenuto latente è infatti protetto dal meccanismo della censura che maschera il significato in modo che i nostri desideri e le nostre pulsioni più nascoste siano accettabili dalla nostra parte conscia. La censura, per camuffare il vero contenuto del sogno che è quello latente, usa alcune strategie quali il linguaggio simbolico, lo spostamento dell’enfasi da una scena ad un’altra, taglia alcune scene, indebolisce le emozioni.</p>
<h2><a href="https://psicomamme.it/quando-genitori-invecchiano-come-non-farsi-travolgere-dal-cambiamento/">Vecchiaia</a></h2>
<p>Nel nostro tempo la vecchiaia è vista in modo negativo, è l’età in cui non si produce ma si continua ancora a consumare, è l’età che necessita di cure e di accudimento, ancor prima che un fatto personale, oggi la vecchiaia è un grande problema sociale. Non solo è aumentato il numero dei vecchi, ma anche il numero di anni che si vivono da vecchi. Inoltre la condizione senile è molto eterogenea, c’è chi a ottanta anni è attivo, creativo ed ha una condizione affettiva stabile e c’è chi è povero ed emarginato.<br />
Il panorama che attualmente si presenta ai nostri occhi è quello tipico della visione bipolare che mostra contemporaneamente due poli opposti di un fenomeno: l’anziano sano e l’anziano malato, due tipologie che aprono a due mondi molto diversi tra loro. Indipendentemente dallo stato di salute si possono rintracciare alcuni fattori che influenzano la vecchiaia: il livello culturale individuale e dell’ambiente, lo status sociale, la famiglia che può essere più o meno accogliente, la personalità. Ma anche le storie di vita, lo stile di vita e l’annoiarsi sono fattori influenti sulla qualità della vecchiaia.</p>
<p>Leggi anche:</p>
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<li class="first-item"><strong><a href="https://psicomamme.it/come-imparare-a-studiare-schema/">come si fanno le mappe mentali</a><br />
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<li><strong><a href="https://psicomamme.it/a-scuola-di-apprendimento/">a scuola di apprendimento</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://psicomamme.it/motivazione-obiettivi-di-riuscita-e-interesse-in-psicologia-dellapprendimento/">la motivazione a scuola</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://psicomamme.it/differenze-individuali-stili-di-pensiero-e-approcci-di-studio/">stili cognitivi</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://psicomamme.it/disturbi-specifici-dell-apprendimento/">disturbi specifici dell’apprendimento</a></strong></li>
<li><a href="https://psicomamme.it/cosa-fare-quando-ti-annoi/"><strong>cosa fare quando ti annoi</strong></a></li>
<li class="last-item"><strong><a href="https://psicomamme.it/cose-la-asimmetria-informativa/">l’asimmetria informativa</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://psicomamme.it/lerrore-fondamentale-di-attribuzione/">cos’è l’errore fondamentale di attribuzione?</a></strong></li>
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<li class="first-item"><strong><a href="https://psicomamme.it/emozioni-pillole-competenza-emotiva/">pillole di competenza emotiva</a></strong></li>
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<li class="first-item"><strong><a href="https://psicomamme.it/psicologia-dellabbigliamento-il-cambio-dellarmadio/">psicologia dell’abbigliamento</a></strong></li>
</ul>
<p>La <a href="https://www.flickr.com/photos/nationaalarchief/4193509510/in/photolist-7oyQh7-6WdP1K-7Q2YWU-7vTng3-6sTUd9-6Kzhkf-7oyQ4u-7vPxJF-9iQKbt-6AHoQg-6AMxH5-6AMxnS-7Q2Z7U-7ouWyn-88JWyG-88JWFq-88JWNy-6cbCja-bzoFsD-ouJqTK-8iPnqY-ow2bub-9DTk5i-6WdP3z-8iPntq-oeyoeu-hNbqL4-9DWcMW-bzoFdB-i5uhSp-i5Nte2-6Kzh4E-6sQP1k-9DTk6K-i5DzAM-i5CYcb-i5DReF-7ouW7i-8t6c6U-7ouWei-8iPnnf-7ouWjX-7Q2Zdw-6Y58PN-7ouWgi-9iTTu7-9iQK6n-7ouWne-i5sJb6-i5uXXQ" target="_blank" rel="noopener">foto</a> è tratta da Flickr in CC</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Di saldi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavia Cavalero]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2019 16:44:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni ed emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Spesso si sente parlare di “consumatori”, categoria che ci comprende tutti, come fossimo tutti uguali, da tutti i punti di vista. Non è esattamente così, il comune denominatore è l’acquisto e l’uso di servizi, ma declinati in modi assai diversi, a seconda delle nostre abitudini, conoscenze, consapevolezze, livelli culturali e stato economico. I consumatori non... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/di-saldi/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso si sente parlare di “consumatori”, categoria che ci comprende tutti, come fossimo tutti uguali, da tutti i punti di vista. Non è esattamente così, il comune denominatore è l’acquisto e l’uso di servizi, ma declinati in modi assai diversi, a seconda delle nostre abitudini, conoscenze, consapevolezze, livelli culturali e stato economico. I consumatori non sono un monolite, ma hanno mille sfaccettature. La teoria del processo decisionale da questo punto di vista è molto chiara e ci dice che si parte da un bisogno e a questo si aggiungono molte variabili. Variabili che vanno da quelle dello status, a quelle culturali, a quelle ambientali, a quelle valoriali, a quelle cognitive, eccetera. Dunque cosa decidiamo di fare durante i saldi e come lo facciamo non è rappresentabile con un tratto retto e lineare.<br />
Ma prima ancora di dedicarci alle variabili dovremmo partire dal bisogno, perché le prime teorie a riguardo sono del 1900 e il concetto di BISOGNO INDOTTO o del FALSO BISOGNO non esisteva ancora. Oggi si parla di un bisogno che spesso non c’è ma che è creato ad hoc dal marketing, dalla pubblicità&#8230; Abbiamo cambiato registro e non parliamo più di un vero bisogno (inteso alla Maslow) ma di un DESIDERIO che noi percepiamo come un bisogno. Oggi, per la maggior parte di noi, il BISOGNO può essere quello alimentare, il resto è DESIDERIO. Provate a passare una stagione senza fare shopping e vi accorgerete che non vi è mancato nulla, perché i nostri armadi e le nostre scarpiere sono colmi di capi, quindi non abbiamo bisogno di averne degli altri.<br />
Allora cosa ci spinge all’acquisto? L’emotività, per lo più l’emotività. Il desiderio di apparire, di essere come gli altri (e gli altri come noi), di avere status simbol che ci rappresentino, di essere notati, di fare quella “bella figura” di antica memoria. E’ quello che si chiama acquisto d’impulso.<br />
Ma quali sono i motivi che ci fanno fare la corsa ai saldi? Ognuno ha il suo, in realtà non c’è UN motivo, ma tanti motivi. Ma ci sono strategie che attirano di più e altre di meno o, per meglio dire, ci sono strategie che attirano un certo tipo di pubblico e altre ne attirano un altro.</p>
<p><strong>Qualche esempio</strong>:<br />
La vetrina oscurata, quella che non ti permette di vedere all’interno, per alcuni risulta attraente, incuriosisce e rende quel segnale riconoscibile come l’indicazione che lì si possono “fare affari”; per altri sarà invece un invito a non entrare perché verrà considerato come il segnale che sia meglio non esporre la propria merce in vetrina perché non meritevole. Per altri ancora rappresenta la possibilità di girare in un negozio che fa i saldi senza essere visti &#8230; A ognuno la sua interpretazione, ma se seguiamo le indicazioni del marketing moderno, questa tecnica è oggi fortemente sconsigliata, se la possono permettere solo i marchi noti, dove non hai bisogno di vedere in vetrina cosa offrono perché già si sa e si entra a colpo sicuro.<br />
Le code davanti ai negozi. Funzionano se parliamo di griffe e funzionano ancora di più se in coda c’è un testimonial famoso che mai sapremo se è lì sul serio o su commissione.<br />
Il saldo al 70 per cento o più. Funziona quando è reale, perché le persone sono informate e sanno che un tale sconto è sostenibile solo su merce non recente o che comunque il venditore non ha convenienza a trattenere &#8230; Insomma i consumatori non sono un monolite e hanno imparato a verificare i saldi.<br />
E all’interno dei negozi vengono usati trucchi per invogliare gli acquisti? Certo che sì, si va dal posizionare vicino alla cassa prodotti accattivanti che non costano molto, al diffondere musica che rende l’ambiente più piacevole (più un cliente sta in un negozio più aumenta la probabilità che acquisti), lo sconto per il prossimo acquisto in periodo non di saldi e poi&#8230; I NUOVI ARRIVI, la merce non in saldo. Che ci piace sempre di più, che percepiamo sempre come più bella&#8230; semplicemente perché non la avevamo ancora vista.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-15808 size-large aligncenter" src="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2019/07/corriere-sera-flavia-cavalero-1024x745.jpg" alt="" width="1024" height="745" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2019/07/corriere-sera-flavia-cavalero-1024x745.jpg 1024w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2019/07/corriere-sera-flavia-cavalero-300x218.jpg 300w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2019/07/corriere-sera-flavia-cavalero-768x558.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><br />
E i marchi che fanno saldi privati? Funzionano, perché fanno sentire il consumatore come privilegiato, “è riservato a me”, toccano un po’ le note narcisistiche&#8230; non siamo sul principio di realtà, ma in pieno principio di piacere, direbbe Freud.<br />
E le grandi griffe che i saldi proprio non li fanno? Qui siamo in ambito esclusivo, siamo proprio nel terreno del “lei non sa chi sono io”, il saldo renderebbe l’oggetto meno desiderabile perché non esclusivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Leggi anche:</p>
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<li><a href="https://psicomamme.it/lerrore-fondamentale-di-attribuzione/">l’errore fondamentale di attribuzione</a></li>
<li class="first-item"><a href="https://psicomamme.it/lo-shopping-compulsivo-lo-sballo-che-puo-costare-caro/">lo shopping compulsivo</a></li>
<li class="first-item"><a href="https://psicomamme.it/la-psicoterapia-e-il-web/">psicoterapia e web</a></li>
<li><a href="https://psicomamme.it/fobie-il-coraggio-e-il-superamento-della-paura/">cosa sono le fobie?</a></li>
<li class="first-item"><a href="https://psicomamme.it/go-with-the-flow-psicologia-hippie/">go with the flow</a></li>
<li class="first-item"><a href="https://psicomamme.it/emozioni-pillole-competenza-emotiva/">pillole di competenza emotiva</a></li>
<li class="first-item"><a href="https://psicomamme.it/cibo-relazione/">il cibo è relazione</a></li>
<li><a href="https://psicomamme.it/disturbi-specifici-dell-apprendimento/">disturbi specifici dell’apprendimento</a></li>
<li class="first-item"><a href="https://psicomamme.it/gustav-jung-e-i-sogni/">l’inconscio collettivo</a></li>
<li class="first-item"><a href="https://psicomamme.it/psicologia-dellabbigliamento-il-cambio-dellarmadio/">psicologia dell’abbigliamento</a></li>
<li class="first-item"><a href="https://psicomamme.it/amicizia-e-psicoterapia/">amicizia e psicoterapia </a></li>
</ul>
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		<item>
		<title>Psicologia della vita quotidiana: l&#8217;abbigliamento</title>
		<link>https://psicomamme.it/psicologia-della-vita-quotidiana-il-significato-dei-vestiti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Oct 2018 08:34:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni ed emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Flavia Cavalero si occupa da sempre di psicologia dell&#8217;abbigliamento e dei significati che i vestiti assumono ai nostri occhi. C&#8217;è chi li tratta come prodotti usa e getta e chi tiene decine di capi di abbigliamento dismessi in enormi armadi, senza avere il coraggio di liberarsene perché potrebbero servire, potremmo perntircene, ci hanno portato fortuna, ci... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/psicologia-della-vita-quotidiana-il-significato-dei-vestiti/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Flavia Cavalero</strong> si occupa da sempre di <strong><a href="http://psicomamme.it/cose-la-psicologia-dellabbigliamento-intervista-flavia-cavalero-psicoterapeuta/">psicologia dell&#8217;abbigliamento</a> </strong>e dei significati che i vestiti assumono ai nostri occhi. C&#8217;è chi li tratta come prodotti usa e getta e chi tiene decine di capi di abbigliamento dismessi in enormi armadi, senza avere il coraggio di liberarsene perché potrebbero servire, potremmo perntircene, ci hanno portato fortuna, ci ricordano persone o momenti della nostra vita.</p>
<p>Le case spesso si trasformano in mausolei e ci sentiamo guardiani più che proprietari delle nostre camicie, delle giacche, dei vestiti eleganti e delle tute da ginnastica. Lo butto o lo tengo? La risposta abituale a questa risposta dice qualcosa di noi e dei vestiti che non sono solo oggetti ma sono segni e simboli, sono feticci o despoti.</p>
<p>Marie Kondo con il suo celebre libro <em>Il magico potere del riordino</em> ha indicato una pratica per staccarsi dagli oggetti e uscire dalla soggezione che incutono o dal tabù di sbarazzarsene. Le gondole della nonna, le miniature di alcolici dello zio, il vestito da sposa della bisnonna, l&#8217;orologio a cucù made in China vinto alla lotteria, hanno un potere su di noi se ci sentiamo obbligati a tenerli anche se non ci piacciono e lo stesso vale per i vestiti che non indossiamo più e che tengono ancora uno spazio nei cassetti e nella nostra vita.</p>
<p>Il potere dell&#8217;abbigliamento però non si ferma qui, un cappotto con la martingala riecheggia atmosfere militari o mode ottocentesche, le paillettes brillano come il mito del varietà, il tubino nero allude carriere sfolgoranti e potere, le gonne lunghe e leggere, vaporose come tutù, un romanticismo passatista, insomma i vestiti parlano e ci fanno sentire più o meno in quadro, più o meno adeguati, ci danno forza o ce la tolgono. Si può stare al gioco o uscirne scegliendo un abbigliamento anonimo ma facciamo sempre i conti con secoli di moda e di immagine passati e futuribili. Da Florence Nightingale a Barbarella, da Oscar Wilde al Neuromante, uomini e donne si immaginano più vestiti che nudi e i vestiti non sono né innocui né indifferenti.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-14851 aligncenter" src="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2018/10/virginia-woolf-aabbigliamento-citazione.png" alt="virginia-woolf-abbigliamento-citazione" width="618" height="244" srcset="https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2018/10/virginia-woolf-aabbigliamento-citazione.png 618w, https://psicomamme.it/wp-content/uploads/2018/10/virginia-woolf-aabbigliamento-citazione-300x118.png 300w" sizes="(max-width: 618px) 100vw, 618px" /></p>
<p>Leggi l&#8217;interessante carrellata di Psicologia della vita quotidiana: l&#8217;abbigliamento ad opera di Flavia e cerca di capire cosa sono davvero per te i capi di vestiario: <a href="http://psicomamme.it/wp-content/uploads/2018/10/psicologia-vita-quotidiana-abbigliamento-flavia-cavaero-psicoterapeuta.ppsx">psicologia-vita-quotidiana-abbigliamento-flavia-cavaero-psicoterapeuta</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Leggi anche:</p>
<ul>
<li class="first-item"><strong><a href="http://psicomamme.it/lo-shopping-compulsivo-lo-sballo-che-puo-costare-caro/?preview=true&amp;preview_id=10687&amp;preview_nonce=eedc2e943a" target="_blank" rel="noopener">Lo shopping compulsivo</a></strong></li>
<li><strong><a href="http://psicomamme.it/psicologia-dellabbigliamento-il-cambio-dellarmadio/" target="_blank" rel="noopener">Il cambio dell’armadio</a> </strong></li>
<li class="last-item"><strong><a href="http://psicomamme.it/coprire-per-proteggere-per-nascondere-mimesi-invisibilita/" target="_blank" rel="noopener">Il senso degli esseri umani per il vestito</a> </strong></li>
<li><strong><a href="http://psicomamme.it/compiti-vacanze-alternativi-prepararsi-prima-media/">Come prepararsi alla prima media? Bibliografia ed esercizi mirati</a></strong></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/esercizi-di-correzione-ortografica/"><strong>Esercizi di correzione ortografica</strong></a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/potenze-della-matematica/"><strong>Elevamento a potenza</strong></a></li>
<li><strong><a href="http://psicomamme.it/dislessia-amiche-sillabe/">Amiche sillabe, salvateci dalla dislessia</a></strong></li>
<li><strong><a title="parole con -gli" href="http://psicomamme.it/parole-con-gli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Parole con “gli”</a></strong></li>
<li><strong><a href="http://psicomamme.it/cartoni-animati-in-inglese/">Cartoni animati in inglese</a></strong></li>
<li><strong><a title="Esercizi con sci e sce" href="http://psicomamme.it/parole-con-sce-e-sci/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Esercizi con “sci e sce”</a></strong></li>
<li><strong><a href="http://psicomamme.it/rischio-e-volatilita/">Rischio e volatilità</a></strong></li>
<li class="last-item"><strong><a href="http://psicomamme.it/overpromising-un-fenomeno-diffuso-dalleconomia-alla-vita-quotidiana/">Cos’è l’overpromising</a></strong></li>
<li class="last-item"><strong><a href="http://psicomamme.it/cose-la-asimmetria-informativa/">Cos’è l’asimmetria informativa</a></strong></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/lerrore-fondamentale-di-attribuzione/"><strong>L’errore fondamentale di attribuzione</strong></a></li>
<li><strong><a href="http://psicomamme.it/debito-pubblico-debito-implicito-e-spread/">Debito pubblico e spread</a></strong></li>
<li class="last-item"><strong><a href="http://psicomamme.it/familismo-amorale-mafia/">Il familismo amorale</a></strong></li>
</ul>
<p>La <a href="http://acms.sl.nsw.gov.au/item/itemDetailPaged.aspx?itemID=153765" target="_blank" rel="noopener">foto in anteprima</a> è di State library of New South Wales</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/psicologia-della-vita-quotidiana-il-significato-dei-vestiti/">Psicologia della vita quotidiana: l&#8217;abbigliamento</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Flavia Cavalero, psicologa a Torino e voce di Psicomamme.it</title>
		<link>https://psicomamme.it/flavia-cavalero-psicoterapeuta-torino-gruppanalisi-archetipi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2018 17:04:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni ed emozioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://psicomamme.it/?p=13778</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cosa possiamo aspettarci quando decidiamo di ricorrere alla professionalità di uno psicoterapeuta? Un percorso di autocomprensione, di analisi dei propri nodi gordiani, delle proprie sofferenze e un aiuto nella ricerca di un maggiore benessere psicologico. Esistono molti diversi approcci alla psicanalisi, ognuno dei quali vanta robuste tradizioni. Per avere un&#8217;idea pratica di cosa succeda nello... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/flavia-cavalero-psicoterapeuta-torino-gruppanalisi-archetipi/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/flavia-cavalero-psicoterapeuta-torino-gruppanalisi-archetipi/">Flavia Cavalero, psicologa a Torino e voce di Psicomamme.it</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa possiamo aspettarci quando decidiamo di ricorrere alla professionalità di uno psicoterapeuta? Un percorso di <strong>autocomprensione</strong>, di <strong>analisi dei propri nodi gordiani</strong>, delle proprie sofferenze e un <strong>aiuto nella ricerca di un maggiore benessere psicologico</strong>. Esistono molti diversi approcci alla psicanalisi, ognuno dei quali vanta robuste tradizioni.<br />
Per avere un&#8217;idea pratica di cosa succeda nello studio di analisi, ho chiesto a <strong><a href="https://www.facebook.com/dottoressacavalero/" target="_blank" rel="noopener">Flavia Cavalero</a></strong> di raccontare il suo metodo e i suoi maestri.</p>
<blockquote><p>La mia formazione di psicologa è iniziata con la Laurea in Psicologia con orientamento del lavoro, delle organizzazioni e della formazione e, in questo ambito, mi occupo da anni di formazione e comunicazione. Mi sono successivamente specializzata in Psicoterapia psicoanalitica individuale e di gruppo ad orientamento gruppoanalitico.</p>
<p>Si tratta di un orientamento psicodinamico, i cui padri sono Bion e Foulkes, che è centrato sul gruppo e sui gruppi. L&#8217;errore più comune è quello di pensare che si lavori solo in gruppi di persone, ma non è così visto che in realtà ognuno nella propria mente convive con i suoi gruppi mentali (famiglia, amici, studio, lavoro, società, fantasie ecc ecc ). Sono partita da qui e, tornassi indietro, ripartirei da qui. La scuola gruppoanalitica ha una sua salda e forte teoria di riferimento, ma abbraccia molte altre teorie e permette di conoscere tutti gli orientamenti più validati. E&#8217; così che ho praticato lo psicodramma e la psicologia analitica. E&#8217; così che ho incontrato Jung e poi, da lì, i successori dei suoi studi.</p>
<p>In generale posso dire che non sono molto ortodossa come psicoterapeuta, perché a parte i primi colloqui di inquadramento e di conoscenza reciproca (diciamo da tre a cinque incontri, ma in genere a tre mi fermo) in cui chiedo di raccontare la vita fino a quel momento, uso il genogramma per capire i legami famigliari e faccio una prima indagine sui miti e sui riti familiari, cerco di conoscere i gruppi mentali delle persone, poi vale tutto. Gli strumenti che uso sono tanti: lo storytelling, le metafore, la letteratura, il cinema, le fotografie, i <strong><a href="http://arteterapia" target="_blank">disegni</a></strong> e l&#8217;arte in generale. Mi succede di usare anche le tecniche dello <strong><a href="http://psicomamme.it/cose-lo-psicodramma-latella/">psicodramma</a></strong>, anche con una sola persona. La scelta di uno, nessuno o centomila di questi strumenti dipende da molte variabili: la difficoltà di espressione verbale, la difficoltà di ricordare, la mia difficoltà di comprensione. Di volta in volta è una volta diversa, anche con lo stesso individuo.</p>
<p>Accompagno le persone in un percorso interiore ma allo stesso tempo cerco di stare in equilibrio con il piano di realtà. Ecco, forse equilibrio è una parola chiave. Insieme ad associazione, altra parola chiave fondamentale. Credo che se impariamo a fare associazioni tra quanto è interno e quanto è esterno da noi, allora riusciamo anche a mantenere il giusto equilibrio che ci permette di non perdere di vista la nostra interiorità e di affacciarci al mondo.</p>
<p>Cerco di far venire allo scoperto le emozioni, queste sconosciute. Molto spesso sento citare il famoso “Vaso di Pandora” che in molti vogliono aprire per arrivare però subito al ritrovamento della speranza, con l’illusione di poterlo fare senza fare prima uscire tutte le <a href="http://psicomamme.it/emozioni-gioco-una-pratica-utile-psicoterapia/"><strong>emozioni</strong></a>, sensazioni e parti negative che ci appartengono. E questo mi porta agli insegnamenti di <strong>Jung</strong> che mi sono molto cari: l&#8217;<strong><a href="http://psicomamme.it/gustav-jung-e-i-sogni/">Ombra</a></strong> nel mio lavoro è un concetto fondamentale, come lo sono gli Archetipi. Ma il mio sguardo si rivolge anche ad altri autori e le loro teorie, i loro studi, guidano il mio lavoro. Tra loro Hillman è un punto di riferimento fermo e quando si riesce a capire quale sia il <strong>Mito</strong> che ci guida, o che ci ha guidati fino a quel momento, allora si comincia ad avere più chiaro il percorso. Tra gli autori recenti mi ispiro fortemente ad Antonino Ferro, con la sua teoria il mio lavoro ha preso una svolta. il sogno non è più definito solo nella dimensione onirica ma comprende il materiale che viene portato nella stanza d&#8217;analisi. Il sogno come chiave, come guida che conduce i due co protagonisti verso lo svelamento</p>
<p>Cerco di aiutare le persone a conoscere loro stesse, perché solo così è possibile capire gli altri e solo comprendendo ciò che appartiene a noi stessi e ciò che appartiene agli altri possiamo affacciarci alla vita in modo nuovo, possiamo avvicinarci a quella individuazione che ci ha indicato Jung. Individuare noi stessi è il nostro compito, è la nostra via, tortuosa, impervia, complessa ma che ci porta allo stare bene.</p>
<p>Altro concetto chiave è l&#8217;<a href="http://psicomamme.it/amore-intervento-flavia-cavalero-convegno-donne-al-bivio/"><strong>Amore</strong></a>, che alla fine è il mio di Mito. Chi lavora con me, fatica molto. Tutto questo è un percorso difficile, non lunghissimo, ma complesso.<br />
Credo di dare il massimo alle persone che si rivolgono a me, credo che la &#8220;funzione pensiero&#8221; sia quella che esercito maggiormente. Penso a loro tantissimo, studio e approfondisco ogni situazione su libri e cerco contatti con tutte le forme artistiche. Spesso sogno i loro racconti, perché ognuno di loro diventa parte di me. Non chiudo mai la porta dopo le sedute. Nemmeno a termine del percorso.</p>
<p>Qui su Psicomamme.it potete trovare alcuni miei articoli e, se volete immergervi in un mio percorso – tipo, potete leggere il mio libro<a href="http://psicomamme.it/mi-ci-hanno-mandata-flavia-cavalero/"><em> Mi ci hanno mandata. Ovvero un approccio possibile alla psicoterapia</em></a>.</p></blockquote>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/flavia-cavalero-psicoterapeuta-torino-gruppanalisi-archetipi/">Flavia Cavalero, psicologa a Torino e voce di Psicomamme.it</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
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		<title>Non c&#8217;è nave che possa come un libro, poesie di E. Dickinson illustrate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Bottari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2018 15:16:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poesie per bambini]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni ed emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se a qualcuno mai venisse in mente di leggere poesie nelle classi della scuola primaria, questo sarebbe un meraviglioso punto di partenza. Non c&#8217;è nave che possa come un libro è una raccolta di poesie di Emily Dickinson illustrate da Brunella Baldi. Ametiste, rubini, piume, tramonti, colori e piume spuntano in poesie che fotografano luoghi... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/non-ce-nave-che-possa-come-un-libro/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se a qualcuno mai venisse in mente di leggere poesie nelle classi della scuola primaria, questo sarebbe un meraviglioso punto di partenza. Non c&#8217;è nave che possa come un libro è una raccolta di poesie di Emily Dickinson illustrate da Brunella Baldi. Ametiste, rubini, piume, tramonti, colori e piume spuntano in poesie che fotografano luoghi immaginari e momenti di straordinaria normalità. La vita parla attraverso versi pieni di natura e stupore.</p>
<p>Le poesie sono 30, illustrate con tecnica mista (Brunella Baldi si serve spesso della tecnica del monotipo). Simboli, personaggi di fantasia e colori con prevalenza di gialli e di rossi fanno compagnia al nero della matita. Il titolo del volume è il primo verso di una delle poesie illustrate:</p>
<blockquote><p>Non c&#8217;è nave che possa come un libro</p>
<p>portarci nelle terre più lontane,</p>
<p>né c&#8217;è corsiere pari ad una pagina</p>
<p>di poesia che balza e che s&#8217;impenna.</p>
<p>Questo viaggio può farlo il miserabile,</p>
<p>senza l&#8217;oppressione del pedaggio:</p>
<p>è assai frugale il carro</p>
<p>che trasporta l&#8217;anima dell&#8217;uomo</p></blockquote>
<p>Ogni poesia può essere spunto di riflessione sugli stati d&#8217;animo che rievoca e sulle parole chiave del testo. Vocaboli simbolici richiamano mondi infiniti (il mondo minerale, gli agenti atmosferici, i sensi), introducono temi esistenziali e presenze misteriose. Niente di meno che l&#8217;immortalità stessa e il vento, figura invisibile ma poderosa, fanno la propria comparsa in composizioni dal tono quotidiano. La fatica di vivere si contrappone all&#8217;armoniosa semplicità della natura che offre riparo all&#8217;anima e che ricorda la morte nel continuo rinnovarsi delle stagioni. Le liriche qui raccolte sono tra le più fantasiose e solari anche se non mancano il senso della perdita, i tradimenti e i pianti.</p>
<p>Non c&#8217;è nave che possa come un libro richiama alla memoria la raccolta poetica di Robert Louis Stevenson <strong><a href="http://psicomamme.it/robert-louis-stevenson-letto-nave-mussapi/">Il mio letto è una barca</a></strong> con cui condivide il senso di mistero e di avventura oltre che la ricchissima vena fantastica. Un ideale percorso poetico potrebbe quindi proseguire con il libro di Stevenson per continuare con i libri che trovi alla voce poesia per bambini, nel nostro menù. <a href="http://psicomamme.it/rime-rabbia/">Bruno Tognolini</a>, <a href="http://psicomamme.it/giovannino-perdigiorno-gianni-rodari-fantascienza/">Gianni Rodari</a>, <a href="http://psicomamme.it/ogni-goccia-balla-il-tango-pierluigi-cappello/">Pierluigi Cappello</a> e <a href="http://psicomamme.it/poesie-ghiaccio-vivian-lamarque/">Vivian Lamarque</a> sono ottimi modi per continuare il cammino con autori italiani.</p>
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		<title>Truffe sentimentali sul web</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavia Cavalero]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Nov 2017 16:04:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni ed emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La violenza sulle donne purtroppo può essere declinata in molti e diversi modi, tra queste ce ne è una che non è così nota al grande pubblico, una che fa un po’ meno audience e che non viene nemmeno sempre riconosciuta come forma di violenza. Sto parlando della truffa a sfondo sentimentale che trova le... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/attenzione-alle-truffe-sentimentali/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La violenza sulle donne purtroppo può essere declinata in molti e diversi modi, tra queste ce ne è una che non è così nota al grande pubblico, una che fa un po’ meno audience e che non viene nemmeno sempre riconosciuta come forma di violenza. Sto parlando della truffa a sfondo sentimentale che trova le sue vittime su Internet e che viene chiamata con i nomi più disparati e possibilmente in inglese: fenomeno di love bombing o scam sentimentali.</p>
<p>Mi interrogo spesso su quali possano essere le motivazioni che ci inducono ad utilizzare termini stranieri quando il nostro linguaggio ha una vasta gamma di parole più che sufficiente a descrivere un fenomeno. Talvolta è un uso professionale, altre volte è “per darsi un tono”, ma temo che in alcune situazioni si faccia alla Don Abbondio che parlava in latino per non farsi capire e rispetto alle truffe a sfondo sentimentale potrebbe essere proprio così.  Una modalità per spostare l’attenzione, per deviare il discorso, per non analizzarlo a fondo.</p>
<p>Analizzare la questione è possibile solo se ci si mette nei panni delle vittime e si sospende il giudizio, se si fa lo sforzo di andare oltre agli stereotipi e ai pregiudizi che ci inducono a chiudere il discorso con un terribile “te la sei proprio andata a cercare”.</p>
<p>Come spesso accade quando si tratta di violenza contro le donne, ci si ritrova a dover spiegare e difendere la vittima prima che condannare il colpevole. Lo stesso accade in caso di violenza fisica e di violenza sessuale. Abbiamo ancora bisogno di dire che è un diritto di tutte le donne uscire ed entrare da casa propria a tutte le ore del giorno e della notte, che è un diritto poter indossare la minigonna, che è un diritto anche delle donne fare una passeggiata da sole o frequentare un locale pubblico da sole.</p>
<p>Sta finendo il 2017 e alcuni discorsi sono gli stessi che facevano le donne 50 anni fa. Forse qualcosa non è andato per il verso giusto. Forse è necessario riprendere il filo di un discorso che pensavamo stesse giungendo a compimento.</p>
<p><b>COME AVVENGONO LE TRUFFE A SFONDO SENTIMENTALE</b></p>
<p>Si tratta di vere e proprie e truffe che nascono dal Web, sui siti di incontro o sui social, con l’obiettivo di appropriarsi del denaro della vittima designata. Il fenomeno non è nuovo e le modalità di attuare questa truffa hanno davvero 50 sfumature, cerchiamo di illustrare il fenomeno raccontando la sceneggiatura di base, ma è importante riportare che vi sono altre modalità, anche più invischianti di quella che leggerete di seguito.<br />
Vi sono elementi che accomunano tutte le storie:</p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">La vittima ha dai 50 anni in su;</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Il contatto parte da un profilo che è falso;</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Il truffatore si presenta con un bell’aspetto usando immagini che non gli appartengono perché ruba le fotografie su Internet;</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">L’approccio è soft, i modi sono molto gentili;</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">In un primo tempo alterna domande discrete a racconti di sé;</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">I contatti si fanno sempre più ravvicinati e iniziano i complimenti e le prime dichiarazioni di affetto/simpatia/interesse/amore;</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Il truffatore attende che la sua vittima sia “cotta a puntino” per alzare il livello, chiede un incontro per poter consolidare e rendere concreto il sogno. Racconta di preparativi, di biglietti prenotati, di valigie pronte, di non vedere l’ora di poter abbracciare la sua interlocutrice;</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Arriva il colpo di scena: proprio un attimo prima di partire c’è l’intoppo, l’imprevisto che ostacola il concretizzarsi del sogno d’amore. Si tratta sempre di un problema risolvibile con del denaro che, guarda caso, il truffatore non ha; </span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Ormai la trappola è scattata, a seconda di come si comporta l’altro può essere una volta e poi basta oppure perdurare con ulteriori estorsioni di denaro. </span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">E’ molto probabile che chi legge stia pensando che è necessaria una certa dose di ingenuità per cadere in questa trappola che, vista dall’esterno, appare come elementare e perfino facile da decodificare. In realtà le cose non stanno proprio così.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Utilizzando una metafora si può descrivere l’ambiente che circonda il lettore come “asettico”, nel senso che si è molto presenti a se stessi, per dedicarsi alla lettura di un articolo si usa la funzione della razionalità e il coinvolgimento emotivo è inferiore a quello che entra in campo in altre situazioni. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al contrario l’ambiente che circonda le vittime è assai diverso, infatti lo strumento da cui partono queste truffe è spesso un sito di incontri, una chat, a cui ci si rivolge con l’intenzione di trovare un compagno pensando che dall’altra parte del video ci siano persone altrettanto intenzionate e non male intenzionate. Chi si usa questi mezzi in modo forse anche un po’ ingenuo (ma essere ingenui non rientra tra i “peccati” né tra i “difetti” di una persona) è molto coinvolto emotivamente e può non essere così attento ai </span><i><span style="font-weight: 400;">campanelli d’allarme</span></i><span style="font-weight: 400;"> che vengono invece identificati molto più facilmente da chi è esterno alla vicenda.</span></p>
<h2>Cosa si può fare?</h2>
<h3>Prima</h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Prevenzione: affinché questi truffatori non riescano più a portare a termine i loro imbrogli è necessario parlare e raccontare, trasmettere le brutte esperienze subite e seguire qualche indicazione di prudenza quando si naviga, perché il Web può davvero essere una rete che intrappola.</span></p>
<h3>Dopo</h3>
<p>Quando l’evento è accaduto si può aiutare la vittima invitandola a fare denuncia e a rivolgersi a uno psicologo che la sostenga nel suo percorso di elaborazione di quanto è accaduto.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<ul>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/miti-e-mostri-del-volersi-bene-tra-golosi-e-sportivi/">miti e mostri del benessere</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/lerrore-fondamentale-di-attribuzione/">l’errore fondamentale di attribuzione</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/lo-shopping-compulsivo-lo-sballo-che-puo-costare-caro/">lo shopping compulsivo</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/la-psicoterapia-e-il-web/">psicoterapia e web</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/fobie-il-coraggio-e-il-superamento-della-paura/">cosa sono le fobie?</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/go-with-the-flow-psicologia-hippie/">go with the flow</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/emozioni-pillole-competenza-emotiva/">pillole di competenza emotiva</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/cibo-relazione/">il cibo è relazione</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/disturbi-specifici-dell-apprendimento/">disturbi specifici dell&#8217;apprendimento</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/gustav-jung-e-i-sogni/">l’inconscio collettivo</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/psicologia-dellabbigliamento-il-cambio-dellarmadio/">psicologia dell’abbigliamento</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/amicizia-e-psicoterapia/">amicizia e psicoterapia</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/cure-palliative-torino-un-faro-nella-notte/">cure palliative</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/segni-simboli-colori-pubblicita/">segni, simboli e colori</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/cosa-sono-le-dat-decisioni-anticipate-di-trattamento/">cosa sono le</a><a href="http://psicomamme.it/cosa-sono-le-dat-decisioni-anticipate-di-trattamento/"> DAT?</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/medicina-difensiva-dal-decreto-di-appropriatezza-prescrittiva-ai-nuovi-lea/">medicina difensiva</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/come-bonificare-camera-letto-acari/">come bonificare una camera da letto dagli acari</a></li>
<li class="last-item"><a href="http://psicomamme.it/compliance-quando-e-difficile-seguire-le-cure-prescritte-dal-medico/">cos&#8217;è la compliance</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/contenimento-emotivo-contegno/">contenimento emotivo e contegno</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/disegni-natalizi/">disegni natalizi</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/giochi-educativi-quando-piove-bambini-grandi/">giochi educativi per bambini</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/ogni-goccia-balla-il-tango-pierluigi-cappello/">ogni goccia balla il tango</a></li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>L’arteterapia, una tecnica psicoterapeutica</title>
		<link>https://psicomamme.it/larteterapia-tecnica-psicoterapeutica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavia Cavalero]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Nov 2017 09:55:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni ed emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Arte terapia utilizza le tecniche artistiche come strumento di espressione di se stessi; appartengono a questa categoria la musica, la danza, la teatro terapia e in modo più allargato tutte le tecniche che utilizzano forme artistiche (scultura, canto, disegno). Sgombriamo subito il campo da una delle prime obiezioni che vengono presentate quando la si propone:... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/larteterapia-tecnica-psicoterapeutica/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Arte terapia utilizza le tecniche artistiche come strumento di espressione di se stessi; appartengono a questa categoria la musica, la danza, la teatro terapia e in modo più allargato tutte le tecniche che utilizzano forme artistiche (scultura, canto, disegno). Sgombriamo subito il campo da una delle prime obiezioni che vengono presentate quando la si propone: non è necessario essere esperti pittori o disegnatori o scultori o musicisti, eccetera, per poterla utilizzare. La scarsa conoscenza dello strumento non rappresenta un problema in quanto le tecniche artistiche sono per loro natura espressive. L’obiettivo principale dell’arte terapia è quello di aiutare gli individui a riconoscere i propri stati d’animo, a conoscere le proprie emozioni e a non averne paura. Tra le tante finalità per cui può essere utilizzata si ricordano:</p>
<ul>
<li>Controllo e gestione dello stress</li>
<li>Elaborazione di esperienze traumatiche</li>
<li>Miglioramento delle capacità espressive</li>
<li>Formazione ed educazione di adulti, adolescenti e bambini</li>
</ul>
<p>L&#8217;Arte Terapia può essere definita come una psicoterapia di tipo espressivo ma non verbale, in cui la parola arte sottende l’uso di tecniche espressive e di comunicazione differenti dal linguaggio e la produzione artistica è un mediatore tra l’individuo e l’inconscio. Il prodotto realizzato è mediatore di relazione tra individui e terapeuti, dà protezione e contenimento e attiva risorse ed emozioni. In pratica l’individuo inserisce e traspone le sue emozioni e i suoi vissuti all’interno di un prodotto artistico anziché parlarne in modo più o meno esplicito con il terapeuta il quale ha il compito di accompagnare e sostenere con la verbalizzazione la consapevolezza di quanto espresso nella forma artistica.</p>
<p>Le modalità degli incontri è quasi sempre in gruppo, con la conduzione di uno psicoterapeuta, un osservatore e un artista esperto nella tecnica prescelta. Il gruppo è un ulteriore strumento messo in campo che stimola maggiormente la capacità espressiva, favorisce il confronto e mette in relazione le persone. Tra i diversi aspetti positivi dell’arte terapia c’è la sua ecletticità che la rende adeguata ad ogni età e ad ogni livello di capacità cognitiva.</p>
<p>Infine, c’è una variabile molto interessante che deriva dall’arte terapia, che può essere messa in pratica da soli, ed è l’attività di colorare che si è dimostrata essere un ottimo anti stress. Infatti ultimamente in ogni libreria è possibile trovare molti volumi di illustrazioni da colorare, non solo più rivolti ai bambini ma anche realizzati ad hoc per gli adulti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><span style="font-weight: 400;">Se c&#8217;è sulla terra e fra tutti i nulla qualcosa da adorare, </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">se esiste qualcosa di santo, di puro, di sublime, </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">qualcosa che assecondi questo smisurato desiderio dell&#8217;infinito</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> e del vago che chiamano anima, </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">questa è l&#8217;arte. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gustave Flaubert, </span><i><span style="font-weight: 400;">Memorie di un pazzo</span></i><span style="font-weight: 400;">, 1838</span></p></blockquote>
<p>Leggi anche</p>
<ul>
<li><a href="http://psicomamme.it/crea-il-busto-di-charlie-brown-con-la-cartapesta/">realizza un busto di cartapesta</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/sculture-magnetiche/">sculture magnetiche</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/magneti-personalizzati-fai-da-te/">“biscotti” di creta</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/realizzare-facili-orecchini-di-halloween/">gioielli di Halloween fai da te</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/costruisci-anche-tu-un-elmo-greco/">costruisci un elmo greco</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/giochi-bambini-7-10-anni-casa/">giochi per bambine e bambini dai 7 ai 10 anni</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/maschere-carnevale-fai-da-te-primavera-uomo-fiamma/">realizza delle maschere di Carnevale</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/pierino-e-il-lupo-fiaba-musicale/">Pierino e il Lupo, fiaba musicale</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/lavoretti-autunno-cartone-riciclato/">lavoretti di cartone riciclato</a></li>
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<li><a href="http://psicomamme.it/fobie-il-coraggio-e-il-superamento-della-paura/">cosa sono le fobie?</a></li>
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<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/cibo-relazione/">il cibo è relazione</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/disturbi-specifici-dell-apprendimento/">disturbi specifici dell&#8217;apprendimento</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/gustav-jung-e-i-sogni/">l’inconscio collettivo</a></li>
</ul>
<p>La foto è di <a href="https://www.flickr.com/photos/kalamazoopubliclibrary/9971586344/" target="_blank" rel="noopener">Kalamazoo Public Library</a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/larteterapia-tecnica-psicoterapeutica/">L’arteterapia, una tecnica psicoterapeutica</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
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		<title>Saper stare in relazione</title>
		<link>https://psicomamme.it/saper-stare-in-relazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavia Cavalero]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Nov 2017 07:32:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni ed emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aristotele disse che “l’uomo è un animale sociale”, ma questo non significa che ogni essere umano possieda quelle che sono definite capacità relazionali; non tutti infatti possiedono la capacità di stare con l’altro, di creare relazioni stabili e funzionali e legami. Queste capacità però sono alla base delle relazioni, sono ciò che ci permette di... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/saper-stare-in-relazione/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Aristotele disse che “l’uomo è un animale sociale”, ma questo non significa che ogni essere umano possieda quelle che sono definite capacità relazionali; non tutti infatti possiedono la capacità di stare con l’altro, di creare relazioni stabili e funzionali e legami. Queste capacità però sono alla base delle relazioni, sono ciò che ci permette di creare rapporti sani con gli altri, siano essi conoscenti, colleghi di lavoro, familiari o amici.</p>
<p>Le capacità relazionali sono quell’elemento che fa la differenza anche dal punto di vista professionale e in qualsiasi tipo di professione; vi è mai successo di dire “In quel negozio non vado perché sono troppo antipatici?” oppure di avere scelto, a parità di competenze, un professionista al posto di un altro in base al suo approccio con voi? Tutti conosciamo persone con le quali stiamo bene e trascorriamo volentieri il nostro tempo e altre tipologie di persone che hanno un tale comportamento che ci induce a cambiare strada quando le incrociamo.</p>
<p>Ecco dunque come le capacità relazionali non sono solo una questione che riguarda le professioni, ma sono attitudini fondamentali per entrare in relazione con l’altro che è sì altro da noi, ma parte costitutiva del nostro mondo, anche di quello interiore. Il professor Giorgio Blandino, riferendosi alla professione dello psicologo, le definiva come le capacità di “gestire” l’incontro con l’altro in tutto il suo divenire e di gestire la fatica (o sofferenza) emotiva che lo accompagna: la capacità di sentire, di essere presenti nella relazione, di saper entrare in contatto, di comprendere le richieste, i bisogni e il punto di vista. La capacità relazionale è dunque la capacità di gestire la complessità interpersonale.</p>
<p>Poiché la capacità ha una connotazione di ricettività, si configura pertanto come capacità ricettiva, di accoglimento e di contenimento. Nel suo libro “Le capacità relazionali”, Blandino ricordava alcune importanti affermazioni:</p>
<ul>
<li>Nietzsche in Così parlò Zarathustra: “Medico, cura te stesso, gioverai in tal modo al tuo ammalato”.</li>
<li>Freud ha sempre messo in guardia e diffidato di quello che chiamava il “furor curandi”.</li>
<li>Ancora Nietzsche: “Non dare nulla agli uomini. Togli piuttosto loro qualcosa, o aiutali a portarla…”</li>
</ul>
<p>Questa capacità, questa competenza, questo saperci fare, è indispensabile nella vita quotidiana di chiunque, anche senza scomodare la disciplina psicologica. E’ importante infatti per tutti noi il saper prendersi cura dell’altro, saper stare in una relazione senza pensare o sperare di far cambiare un’altra persona, il capire un pensiero che sia diverso dal nostro, il sapersi confrontare e, soprattutto, è importante imparare a non giudicare. Blandino nel suo testo sottolineava l’importanza di tener viva la curiosità di fronte all’oggetto con cui entriamo in relazione, ossia l’importanza di essere curioso dell’altro, di ciò che non siamo noi.</p>
<h2>Ma come si fa?</h2>
<p>La capacità di stare in relazione accresce grazie alla maturità emotiva e alla maggiore consapevolezza di sé; più si è in contatto in modo autentico con se stessi, più si è in grado di accogliere l’altro.<br />
Qualche caposaldo:</p>
<ul>
<li>Capire se stessi porta a capire l’altro</li>
<li>Conoscersi porta a conoscere l’altro</li>
<li>Essere curiosi dei propri processi mentali porta alla curiosità verso l’altro</li>
<li>Prima ancora di volerli superare è importante conoscere e accettare i propri limiti per poter poi ri-conoscere e accettare quelli altrui</li>
<li>Esercitare la curiosità</li>
</ul>
<p>Ma c’è qualcosa che ci può aiutare? Certo che sì e spesso accade che, in modo anche inconsapevole, ci siano attività che svolgiamo che ci aiutano tantissimo a sviluppare le nostre capacità di relazione:</p>
<ul>
<li>La lettura, perché ci permette di entrare nelle storie, che siano vere o di invenzione poco importa. La lettura ci trasporta nelle vite altrui e ci offre spesso chiavi interpretative di cui difficilmente saremmo entrati in possesso.</li>
<li>Il cinema, che ci porta a vedere e a vivere immersi tra immagini, suoni e movimenti, a percepire con quasi tutti i nostri sensi storie di vita che non sono le nostre, ma potrebbero esserlo.</li>
<li>L’arte in generale, perché sviluppa i nostri sensi, arriva diretta al nostro sistema percettivo, ci fa capire ma anche sentire a volte senza capire. Ci dà emozioni e solletica il nostro mondo inconscio. La curiosità e la creatività che devono essere sempre tenute vive, come un fuoco che non si spegne mai.</li>
</ul>
<p>Leggi anche:</p>
<ul>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/miti-e-mostri-del-volersi-bene-tra-golosi-e-sportivi/">Miti e mostri del benessere</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/lerrore-fondamentale-di-attribuzione/">L’errore fondamentale di attribuzione</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/pubblicita-fine-giustifica-mezzi-limmagine-femminile-la-reclame/">Come dev&#8217;essere una pubblicità?</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/lo-shopping-compulsivo-lo-sballo-che-puo-costare-caro/">Lo shopping compulsivo</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/la-psicoterapia-e-il-web/">Psicoterapia e web</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/fobie-il-coraggio-e-il-superamento-della-paura/">Cosa sono le fobie?</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/go-with-the-flow-psicologia-hippie/">Go with the flow</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/emozioni-pillole-competenza-emotiva/">Pillole di competenza emotiva</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/cibo-relazione/">Il cibo è relazione</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/gustav-jung-e-i-sogni/">L’inconscio collettivo</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/amicizia-e-psicoterapia/">Amicizia e psicoterapia</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/cure-palliative-torino-un-faro-nella-notte/">Cure palliative</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/segni-simboli-colori-pubblicita/">Segni, simboli e colori</a></li>
<li class="first-item"><a href="http://psicomamme.it/cosa-sono-le-dat-decisioni-anticipate-di-trattamento/">Cosa sono le </a><a href="http://psicomamme.it/cosa-sono-le-dat-decisioni-anticipate-di-trattamento/">DAT?</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/medicina-difensiva-dal-decreto-di-appropriatezza-prescrittiva-ai-nuovi-lea/">Medicina difensiva</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>La<a href="https://www.flickr.com/photos/internetarchivebookimages/14760734821/in/photolist-oumCcX-otS3KT-ouqvj3-ou8amj-ou7kUf-owp5Qz-ocDepi-ocDi4U-oy9Ryt-otWvTf-os8wqj-os7sFh-ow7ZDF-oeUwtL-owneLS-ouqAAL-ou8jJY-oe1NGS-owp1DP-ouqE9h-ouqFF5-osAKKw-ou7dSQ-od9Kxe-oe1MNi-oe1BS6-ocEAta-otXzwW-od9LkM-ocFggZ-oe1NTy-od8xz1-ouCyGT-ouqopG-owohMR-ouB8AE-ouCMHx-ovtDtA-ouCAEa-od94JN-ouAKgQ-otWDL9-ou9EkT-oeQxBz-ouypBJ-ouqDQw-ocE26P-ouCQkX-od8EM7-ow7ZUR" target="_blank" rel="noopener"> foto di gruppo</a> è di Internet Archive Book Images via Flickr</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/saper-stare-in-relazione/">Saper stare in relazione</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
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		<title>Elogio della noia</title>
		<link>https://psicomamme.it/elogio-della-noia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Flavia Cavalero]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Sep 2017 15:47:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni ed emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Senza pretesa di scientificità, potremmo dire che la noia è quella cosa che ti stufi e non sai cosa fare. Potremmo però esprimerci meglio e dire che la noia è quella emozione che ti stufi e che non sai cosa fare. Sappiamo di certo fare di meglio e possiamo quindi precisare che la noia è... <a class="moretag" href="https://psicomamme.it/elogio-della-noia/"> Leggi tutto &#187; </a></p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/elogio-della-noia/">Elogio della noia</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Senza pretesa di scientificità, potremmo dire che la noia è quella cosa che ti stufi e non sai cosa fare. Potremmo però esprimerci meglio e dire che la noia è quella emozione che ti stufi e che non sai cosa fare. Sappiamo di certo fare di meglio e possiamo quindi precisare che la noia è quella emozione che genera un particolare stato d’animo per cui spesso ti stufi e che, non sapendola affrontare né sapendo approfittarne come si farebbe con un’ottima occasione, non sai cosa fare. Volendo potremmo anche giocare con le parole e, con un così semplice gioco, mostrare le due facce di questa misconosciuta emozione; è sufficiente infatti cambiare l’iniziale e Noia si trasforma in Boia (che noia mortale!) oppure in Gioia (che bello, oggi non ho niente da fare!).</p>
<p>Seppure tutti la conosciamo e di tanto in tanto la proviamo, ne apprezziamo poco le potenzialità e molte spesso non le consideriamo del tutto. Per quanto riguarda la comunità scientifica, l’argomento ha suscitato molto interesse nella Filosofia nel secolo scorso e in quelli precedenti, ha altresì interessato molto la Letteratura dal 13° secolo in avanti. In psicologia è stata studiata, seppur in modo non approfondito, a partire dal 1903 con Janet, ma è stata spesso fusa e confusa con altri temi quali la depressione e la melanconia; negli ultimi anni l’interesse è cresciuto, ma siamo ancora molto lontani rispetto allo studio di altre emozioni. Non c’è dunque da stupirsi se viene categorizzata in modo confuso, a volte con l’etichetta di emozione, altre con quella di sentimento e altre ancora come stato d’animo.</p>
<h2>Differenze tra <a href="http://psicomamme.it/emozioni-pillole-competenza-emotiva/">emozione</a> – sentimenti e stati d’animo</h2>
<p>L’<strong><a href="http://psicomamme.it/emozioni-pillole-competenza-emotiva/">emozione</a></strong> è una risposta transitoria che determina una risposta psicofisica che porta ad agire in modo immediato allo stimolo che l’ha provocata. I sentimenti assomigliano alle emozioni, ma sono maggiormente costanti e perdurano nel tempo. Gli stati d’animo sono tratti stabili e ripetuti che dipendono molto dalla personalità, a differenza delle emozioni non generano una attivazione fisica immediata e non sempre sono attivati da stimolo specifico.</p>
<p>E’ necessario partire da qui: la noia è un’emozione, per l’esattezza è un’emozione secondaria cioè non è considerata di base come paura, rabbia, disgusto, gioia e tristezza e nemmeno è una reazione innata e presente fin dalla nascita. La noia, come tutte le secondarie, compare in momenti successivi dello sviluppo psicologico, non a caso vengono anche definite emozioni di autoconsapevolezza.</p>
<p>Autoconsapevolezza può essere la parola chiave in riferimento alla noia. Daniel Goleman, che ha formulato il costrutto di intelligenza emotiva, ci ha detto che sviluppare questa capacità vuol dire essere capaci di usare le proprie emozioni in modo intelligente (ossia riconoscendole, comprendendole e gestendole) e ciò ci permette di affrontare al meglio la vita. Una delle abilità su cui si basa l’intelligenza emotiva è proprio l’autoconsapevolezza; la noia è un medium possibile.</p>
<p>Come suggerisce un famoso refrain televisivo di ormai molti anni fa “che barba che noia, che noia che barba”, abbiamo da sempre imparato a considerare la noia come:</p>
<ul>
<li>Tempo perso</li>
<li>Inutile</li>
<li>Negativa</li>
<li>Tediosa</li>
<li>Fastidiosa</li>
</ul>
<p>ma se cambiamo prospettiva, possiamo iniziare a pensarla come una possibilità per:</p>
<ul>
<li>Ascoltare il nostro stato d’animo</li>
<li>Approfittare per lasciarci attraversare anche dalle sensazioni sgradevoli e vedere fino a dove siamo in grado di tollerarle, di sopportarle</li>
<li>Imparare a tenere compagnia a noi stessi</li>
<li>Inseguire un bel ricordo, andando a cercarlo tra i nostri ricordi messi in archivio</li>
<li>Mettere in moto la nostra creatività</li>
</ul>
<p>Al contrario, la cosa peggiore che possiamo fare per combattere la noia (fate caso a questo modo di dire, la noia è pensata come qualcosa da combattere, come per i nemici!) è attaccarci a smartphone, giochini virtuali, social, come si fa sempre più spesso per “cazzeggiare” un po’. Questo comportamento non va nella direzione dell’intelligenza emotiva e nemmeno nella direzione dell’autoconsapevolezza. Semmai prende dritto dritto la strada che porta verso l’incapacità di gestire le emozioni e di metterci in sintonia con noi stessi.</p>
<p>Leggi anche</p>
<ul>
<li><a href="http://psicomamme.it/fobie-il-coraggio-e-il-superamento-della-paura/">cosa sono le fobie?</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/ho-paura-guarda-negli-occhi-il-tuo-babau/">che cos&#8217;è la paura? Guarda negli occhi il tuo Babau</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/morale-sirenetta-andersen/">la sirenetta ha qualcosa da dirci</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/go-with-the-flow-psicologia-hippie/">go with the flow</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/interpretazione-sogni-freud-pioniere/">cos&#8217;è l&#8217;interpretazione dei sogni?</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/la-puberta-questa-sconosciuta/">adolescenza e sessualità</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/10-frasi-da-non-dire-adolescenti/">frasi da non dire ad un adolescente</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/omosessualita-come-comportarsi-con-i-figli/">adolescenza e omosessualità</a></li>
<li><a href="http://psicomamme.it/quando-genitori-invecchiano-come-non-farsi-travolgere-dal-cambiamento/">vecchiaia</a></li>
<li class="last-item"><a href="http://psicomamme.it/psicologia-infantile-pillole-come-affrontare-figli-senza-impazzire-noi-e-loro/">infanzia</a></li>
</ul>
<p>L&#8217;<a href="http://www.loc.gov/pictures/item/2010717192/" target="_blank" rel="noopener">illustrazione</a> di <a href="http://www.loc.gov/pictures/related/?fi=name&amp;q=McCutcheon%2C%20John%20T.%20%28John%20Tinney%29%2C%201870-1949" target="_blank" rel="noopener">McCutcheon, John T. (John Tinney), 1870-1949</a> è tratta da Library of Congress Prints and Photographs</p>
<p>L'articolo che hai appena letto <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it/elogio-della-noia/">Elogio della noia</a> è stato pubblicato su <a rel="nofollow" href="https://psicomamme.it">Psicomamme: genitorialità, consapevolezza e creatività</a>.</p>
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